Studio di funzione
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Lezione 30 (lo schema è usato dalla lezione 26 in poi). Prerequisiti: Discontinuità e prolungamento per continuitàIn un punto interno del dominio f può avere discontinuità di prima specie (salto), di seconda specie (limite infinito o inesistente) o eliminabile; in un punto fuori dal dominio, se i limiti destro e sinistro coincidono e sono finiti, f si prolunga per continuità. Limiti alla frontiera nello studio di funzione.Discontinuità e prolungamento per continuità →, Asintoti di una funzionex = x0 è asintoto verticale se il limite destro o sinistro in x0 è infinito; y = ℓ è orizzontale se f → ℓ per x → ±∞; y = mx + q è obliquo se f(x)/x → m ≠ 0 e f(x) − mx → q.Asintoti di una funzione →, Test di monotonia e condizioni sufficienti per massimi e minimiPer f continua su [a,b] e derivabile in ]a,b[: f crescente ⇔ f' ≥ 0, f decrescente ⇔ f' ≤ 0; strettamente crescente ⇔ f' ≥ 0 e f' non nulla su nessun intervallo (basta f' > 0 tranne punti isolati: x³). Se f' cambia segno da + a − in x0, x0 è di massimo relativo stretto; da − a + di minimo. Vale anche nei punti di non derivabilità e negli estremi. Sono condizioni solo sufficienti: x²(2 + sin(1/x)).Test di monotonia e condizioni sufficienti per massimi e minimi →, Teorema del limite della derivataSe f è continua in x0 e derivabile vicino a x0, la derivata destra (sinistra) in x0 è il limite destro (sinistro) di f'. Quindi f è derivabile in x0 se e solo se i due limiti di f' esistono e coincidono, finiti. Senza continuità il risultato è falso; se i limiti di f' non esistono si torna al rapporto incrementale (esempio x² sin(1/x)). Funzioni di classe C⁰ e C¹.Teorema del limite della derivata →, Funzioni convesse, concave e punti di flessof è convessa se ogni corda sta sopra il grafico (concava se sta sotto). Una funzione convessa è continua e ha derivate destra e sinistra in ogni punto interno. Per f derivabile: convessa ⇔ grafico sopra ogni tangente ⇔ f' crescente ⇔ (se esiste) f'' ≥ 0. f'' > 0 ⇒ strettamente convessa, non viceversa (x⁴). Flesso: punto in cui f passa da convessa a concava; lì, se esiste, f''(x0) = 0, ma non basta (x⁴ in 0).Funzioni convesse, concave e punti di flesso →.
Studiare una funzione vuol dire raccogliere abbastanza informazioni da disegnarne il grafico in modo qualitativo. Negli esercizi si chiede di solito "studiare fino a " o "fino a ": si seguono i punti qui sotto fino a quello richiesto.
Lo schema
(a) Dominio, simmetrie, periodicità, segno
- Dominio: tutte le condizioni (denominatori , argomenti dei logaritmi , radici di indice pari , argomenti di e in , …), messe a sistema.
- Simmetrie: se il dominio è simmetrico rispetto a , controllare se è pari (: basta studiarla per ) o dispari (). Se il dominio non è simmetrico non c'è nessuna simmetria da cercare.
- Periodicità: se compaiono funzioni trigonometriche, controllare se è periodica (basta studiarla su un periodo).
- Segno: dove , , . Se è difficile si può saltare o fare solo in parte (per esempio solo per ): non è indispensabile per le domande sulla derivata.
Già qui conviene fare un abbozzo del grafico tratteggiando le zone del piano escluse (fuori dal dominio, sopra o sotto l'asse secondo il segno), da correggere man mano.
(b) Limiti alla frontiera, asintoti, prolungamenti per continuità
- I limiti a (se il dominio è illimitato) e nei punti di accumulazione del dominio che non gli appartengono, da destra e da sinistra (vedi Discontinuità e prolungamento per continuitàIn un punto interno del dominio f può avere discontinuità di prima specie (salto), di seconda specie (limite infinito o inesistente) o eliminabile; in un punto fuori dal dominio, se i limiti destro e sinistro coincidono e sono finiti, f si prolunga per continuità. Limiti alla frontiera nello studio di funzione.Discontinuità e prolungamento per continuità →).
- Da questi: asintoti verticali, orizzontali e obliqui (Asintoti di una funzionex = x0 è asintoto verticale se il limite destro o sinistro in x0 è infinito; y = ℓ è orizzontale se f → ℓ per x → ±∞; y = mx + q è obliquo se f(x)/x → m ≠ 0 e f(x) − mx → q.Asintoti di una funzione →). Se la funzione è superlineare e non c'è asintoto obliquo.
- Dove esiste un limite finito in un punto escluso: c'è un prolungamento per continuità se i limiti destro e sinistro coincidono (o se il punto è raggiungibile da un lato solo).
(c) Derivata prima: monotonia, massimi e minimi, inf e sup, derivabilità
- Calcolare dove le regole di derivazione si applicano. Il dominio di è contenuto nei punti interni del dominio di e può essere strettamente più piccolo: per esempio con e dove , con dove , con dove .
- Funzioni con valori assoluti: prima si scrive a tratti togliendo il modulo, poi si deriva ciascun tratto, solo nei punti interni di ogni tratto.
- Segno di e tabella con le frecce: monotonia, punti di massimo e minimo relativo (anche nei punti di non derivabilità e negli estremi del dominio, purché sia continua lì). Confrontando con i limiti del punto (b) si decide se sono assoluti e si trovano e .
- Derivabilità nei punti "delicati", con i limiti di (vedi sotto).
(d) Derivata seconda: convessità, concavità, flessi
- Calcolare (di solito derivando l'espressione già semplificata di ).
- Segno di : convessa, concava; i flessi sono i punti del dominio, dove è continua, in cui il segno cambia.
Quando si calcolano i limiti di
Ci sono tre situazioni in cui calcolare dà informazioni utili.
1. appartiene al dominio, è continua in , ma non è definita in . Per il Teorema del limite della derivataSe f è continua in x0 e derivabile vicino a x0, la derivata destra (sinistra) in x0 è il limite destro (sinistro) di f'. Quindi f è derivabile in x0 se e solo se i due limiti di f' esistono e coincidono, finiti. Senza continuità il risultato è falso; se i limiti di f' non esistono si torna al rapporto incrementale (esempio x² sin(1/x)). Funzioni di classe C⁰ e C¹.Teorema del limite della derivata →, se i limiti esistono, . Quindi:
- : è derivabile in (la formula di "non vedeva" il punto, ma la derivata c'è);
- finite e diverse: punto angoloso; entrambe o entrambe : flesso a tangente verticale; infinite di segno opposto: cuspide.
2. è definita solo da una parte di (per esempio è l'estremo sinistro del dominio, come per ). Il limite , se esiste, è la pendenza della tangente con cui il grafico parte da . Se è la tangente è verticale.
3. non appartiene al dominio, ma esiste finito (o quello sinistro). Allora , se esiste, è la pendenza con cui il grafico arriva nel punto , che è un "buco" del grafico. Per esempio tende a per e : il grafico arriva nell'origine con tangente orizzontale (vedi l'Esercizio 84 · studio di x2 e-1/x) fino alla derivata prima).
Attenzione: nel caso 3, anche se , la funzione non è derivabile in : non vi è nemmeno definita (e se ha un salto non si prolunga per continuità).
Esempi svolti
- Fino a : Esercizio 83 · studio di arcsin(1/(1+x2) fino alla derivata prima, Esercizio 84 · studio di x2 e-1/x) fino alla derivata prima.
- Fino a : Esercizio 85 · studio di arcsin(modulo di x-1 su x+3) fino alla derivata seconda, Esercizio 86 · studio di 3 arctan(1/sinh x) + log(1/cosh x) fino alla derivata seconda.
- Solo fino ai limiti: Esercizio 75 · studio di radice di (1 - log(x2)/arccos x. Con una funzione periodica: Esercizio 107 · studio di 3-1/ modulo di sin x).
Errori comuni
- Derivare una funzione con il modulo senza scriverla a tratti, oppure derivare anche negli estremi dei tratti.
- Dire che è derivabile in un punto perché la formula di lì ha senso (o non derivabile perché non ha senso): nei punti delicati si usano i limiti di o il rapporto incrementale.
- Confondere un massimo relativo con quello assoluto senza aver confrontato con i limiti alla frontiera.
- Cercare i flessi solo tra gli zeri di : serve il cambio di segno, e possono esserci flessi dove non esiste.