L'arcoseno vuole l'argomento in [−1,1] (e x=−3 per il denominatore):
−1≤x+3∣x−1∣≤1⟺x+3∣x−1∣≤1
Siccome ∣x+3∣∣x−1∣=x+3x−1 (il modulo di un quoziente è il quoziente dei moduli), la condizione diventa
x+3x−1≤1⟺−1≤x+3x−1≤1
È un sistema di due disequazioni. Si porta tutto a primo membro:
⎩⎨⎧x+3x−1+1≥0x+3x−1−1≤0⟺⎩⎨⎧x+3x−1+x+3=x+32(x+1)≥0x+3x−1−x−3=x+3−4≤0
La seconda: x+3−4≤0⟺x+3>0⟺x>−3.
Con x+3>0, la prima si riduce a x+1≥0, cioè x≥−1.
Dominio =[−1,+∞[.
Simmetrie e segno
Il dominio non è simmetrico: nessuna simmetria.
L'arcoseno ha il segno del suo argomento, e x+3∣x−1∣≥0 nel dominio (sopra un modulo, sotto x+3>0). Quindi f(x)≥0, e più precisamente f(x)>0 per x=1, f(1)=arcsin0=0.
Valori utili
f(−1)=arcsin2∣−2∣=arcsin1=2π, e f(1)=0.
(b) Limiti alla frontiera e asintoti
La frontiera è −1 (che appartiene al dominio: si è già calcolato f(−1)) e +∞.
Togliere il modulo.∣x−1∣=x−1 se x≥1, e =−(x−1) se x<1. Quindi
f(x)=⎩⎨⎧arcsin(−x+3x−1)=−arcsin(x+3x−1)arcsin(x+3x−1)−1≤x<1x≥1
(nel primo tratto si è usato che l'[[Funzioni trigonometriche e loro inverse|arcoseno è dispari|arcsin(−u) = −arcsin(u) per ogni u in [−1, 1]: il grafico è simmetrico rispetto all'origine.]]).
A +∞. Si usa il secondo tratto: x+3x−1→1 (rapporto dei termini dominanti), e l'arcoseno è continuo in 1:
x→+∞limf(x)=arcsin1=2πy=2π è asintoto orizzontale a +∞.
(c) Derivata prima
Si deriva la forma a tratti, solo nei punti interni di ogni tratto:−1<x<1 e x>1. In x=−1 (estremo) e in x=1 (raccordo) la derivabilità si studia a parte.
Calcolo per x>1
Con Darcsinu=1−u2u′ e u=x+3x−1, u′=(x+3)2(x+3)−(x−1)=(x+3)24:
f′(x)=1−(x+3)2(x−1)21⋅(x+3)24
La radice, a denominatore comune:
(x+3)2(x+3)2−(x−1)2=x+3x2+6x+9−x2+2x−1=x+38x+8
(si è tolto il modulo da (x+3)2=∣x+3∣=x+3 perché nel dominio x+3>0). Quindi, con 8x+8=22x+1:
f′(x)=22x+1x+3⋅(x+3)24=22x+1(x+3)4=x+1(x+3)2
(con 224=22=2).
Per −1<x<1
Lì f=−arcsinx+3x−1: è l'opposto della stessa funzione, quindi la derivata è l'opposta.
f′(x)=⎩⎨⎧−x+1(x+3)2x+1(x+3)2−1<x<1x>1
Segno e monotonia
La frazione x+1(x+3)2 è sempre positiva nel dominio. Quindi f′<0 per −1<x<1 e f′>0 per x>1.
xf′f−12π−↘1∄0+↗+∞→2π
f strettamente decrescente in [−1,1], strettamente crescente in [1,+∞[;
in x=−1 c'è il massimo assoluto2π (è il valore più alto: a destra f scende, e a +∞ risale verso 2π senza raggiungerlo, perché arcsinu=2π solo per u=1, e x+3x−1<1);
in x=1 c'è il minimo assoluto0.
Derivabilità: limiti di f′ in −1+, 1−, 1+
In −1+ (f è definita solo a destra di −1: caso 2 dello studio di funzione):
x→−1+limf′(x)=x→−1+lim(−x+1(x+3)2)=−0+⋅22=−∞=f′(−1+)
Il grafico parte da (−1,2π) con tangente verticale.
In 1 (f è continua in 1: caso 1):
x→1−limf′(x)=−2⋅42=−41=f′(1−),x→1+limf′(x)=+41=f′(1+)
Derivate destra e sinistra finite e diverse: f non è derivabile in x=1, che è un punto angoloso.
(d) Derivata seconda
Calcolo per x>1
f′(x)=2[x+1(x+3)]−1. La derivata del prodotto al denominatore è
D[x+1(x+3)]=2x+1x+3+x+1=2x+1(x+3)+2(x+1)=2x+13x+5
e con Dg1=−g2g′:
f′′(x)=−2(x+1)(x+3)22x+13x+5=−22⋅(x+1)3/2(x+3)23x+5
(con x+1⋅(x+1)=(x+1)3/2).
Il denominatore è positivo, e 3x+5>0⟺x>−35: nel dominio (x≥−1>−35) è sempre positivo. Quindi:
−1<x<1: f′′>0, f convessa;
x>1: f′′<0, f concava.
In x=1 la funzione è continua e passa da convessa a concava: x=1 è un punto di flesso (e insieme un punto angoloso: la definizione di flesso non richiede la derivabilità).
Verifica (con Python): derivate prima e seconda calcolate simbolicamente coincidono con quelle sopra ✓.
Grafico
Parte da (−1,2π) con tangente verticale, scende convessa fino al punto (1,0), dove arriva con pendenza −41; riparte con pendenza 41, concava, e sale verso l'asintoto y=2π. (Nel grafico l'arcoseno è riscritto come arctan8(x+1)∣x−1∣, che per x>−1 è la stessa funzione.)
Grafico interattivo: y = arcsin(|x−1|/(x+3)): massimo π/2 in −1, punto angoloso e flesso in 1, asintoto y = π/2
Errori comuni
Derivare x+3∣x−1∣ senza togliere il modulo, o derivare anche in x=1.
Scrivere (x+3)2=x+3 senza giustificarlo: è vero solo perché nel dominio x+3>0.
Dire che in x=1 non può esserci un flesso perché f non è derivabile: il flesso è un cambio di convessità, la derivabilità non serve.