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Note per Studenti Equazioni lineari a coefficienti costanti - equazione completa

Equazioni lineari a coefficienti costanti - equazione completa

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Lezioni 47-48. Prerequisiti: Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneoPer y'' + a1 y' + a0 y = 0 con a0, a1 costanti si cercano soluzioni e^(λt): funzionano se λ è radice del polinomio caratteristico p(λ) = λ² + a1 λ + a0. Δ > 0 (radici λ1 ≠ λ2): y = c1 e^(λ1 t) + c2 e^(λ2 t). Δ = 0 (radice doppia λ): y = (c1 + c2 t) e^(λt). Δ < 0 (radici α ± iω): y = e^(αt)(c1 cos ωt + c2 sin ωt). Lo stesso metodo vale per ogni ordine.Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo →, Equazioni differenziali lineari del secondo ordiney'' + a1(t)y' + a0(t)y = b(t) con coefficienti continui su un intervallo: le soluzioni sono definite su tutto l'intervallo e il problema di Cauchy con y(t0), y'(t0) ha una sola soluzione. L'integrale generale dell'omogenea è c1 y1 + c2 y2 con y1, y2 soluzioni linearmente indipendenti (controllo con il wronskiano); quello della completa è yp + c1 y1 + c2 y2, con yp una soluzione particolare. Stessa struttura per ogni ordine n.Equazioni differenziali lineari del secondo ordine → (struttura dell'integrale generale della completa).

Che cosa resta da fare

Per l'equazione completa y′′+a1 y′+a0 y=b(t),a0,a1∈R(Ec)y'' + a_1\,y' + a_0\,y = b(t), \qquad a_0, a_1 \in \mathbb{R} \tag{$E_c$} l'integrale generale è y(t)=y0(t)+yp(t)y(t) = y_0(t) + y_p(t) dove y0y_0 è l'integrale generale dell'omogenea (che si trova con il polinomio caratteristico) e ypy_p è una soluzione particolare di (Ec)(E_c). Resta da trovare solo ypy_p.

Lo si sa fare quando b(t)b(t) è un polinomio, un esponenziale, un seno o un coseno, oppure un prodotto (o una somma) di queste funzioni: b(t)=Qm(t),eαt,cos⁡(ωt), sin⁡(ωt)b(t) = Q_m(t), \qquad e^{\alpha t}, \qquad \cos(\omega t),\ \sin(\omega t) con Qm(t)=b0+b1t+⋯+bmtmQ_m(t) = b_0 + b_1 t + \dots + b_m t^m (bm≠0b_m \ne 0) polinomio di grado mm.

Il metodo di somiglianza

L'idea: se b(t)b(t) è di un certo tipo, si cerca ypy_p dello stesso tipo, con coefficienti incogniti, e li si trova sostituendo nell'equazione. Funziona perché derivando un polinomio per un esponenziale per un seno/coseno si ottiene ancora una funzione dello stesso tipo.

Metodo. Sia b(t)=Qm(t) eαtcos⁡(ωt)b(t) = Q_m(t)\,e^{\alpha t}\cos(\omega t) (oppure con sin⁡(ωt)\sin(\omega t)), con QmQ_m polinomio di grado mm, α∈R\alpha \in \mathbb{R}, ω≥0\omega \ge 0. Si considera il numero (eventualmente complesso) λˉ=α+iω\bar\lambda = \alpha + i\omega e lo si confronta con le radici del polinomio caratteristico p(λ)=λ2+a1λ+a0p(\lambda) = \lambda^2 + a_1\lambda + a_0.

  1. p(λˉ)≠0p(\bar\lambda) \ne 0 (λˉ\bar\lambda non è una radice): una soluzione particolare è yp1(t)=eαt(Qm1(t)cos⁡(ωt)+Qm2(t)sin⁡(ωt))y_p^1(t) = e^{\alpha t}\left(Q_m^1(t)\cos(\omega t) + Q_m^2(t)\sin(\omega t)\right) con Qm1(t)=A0+A1t+⋯+AmtmQ_m^1(t) = A_0 + A_1 t + \dots + A_m t^m e Qm2(t)=B0+B1t+⋯+BmtmQ_m^2(t) = B_0 + B_1 t + \dots + B_m t^m polinomi di grado mm i cui coefficienti si trovano sostituendo yp1y_p^1 nell'equazione.
  2. λˉ\bar\lambda è una radice semplice (di molteplicità 11) di pp: yp(t)=t⋅yp1(t)y_p(t) = t\cdot y_p^1(t).
  3. λˉ\bar\lambda è una radice doppia di pp (succede solo con Δ=0\Delta = 0 e λˉ\bar\lambda reale): yp(t)=t2⋅yp1(t)y_p(t) = t^2\cdot y_p^1(t).

Nei casi 2 e 3 si parla di fenomeno della risonanza.

Attenzione: anche se in b(t)b(t) compare solo il coseno (o solo il seno), in ypy_p vanno messi entrambi, perché derivando l'uno si ottiene l'altro.

Perché si moltiplica per tt. Se λˉ\bar\lambda è una radice, la funzione yp1y_p^1 del caso 1 risolve l'omogenea: sostituita nell'equazione dà 00, non b(t)b(t), e nessuna scelta dei coefficienti funziona. Moltiplicando per tt (o t2t^2) si esce dalle soluzioni dell'omogenea, come nel caso Δ=0\Delta = 0 dell'omogenea, dove la seconda soluzione è t eλtt\,e^{\lambda t}.

I casi particolari più frequenti

b(t)b(t) λˉ\bar\lambda yp1y_p^1 (senza risonanza)
Qm(t)Q_m(t) (polinomio) 00 A0+A1t+⋯+AmtmA_0 + A_1 t + \dots + A_m t^m
Qm(t) eαtQ_m(t)\,e^{\alpha t} α\alpha (A0+A1t+⋯+Amtm) eαt(A_0 + A_1 t + \dots + A_m t^m)\,e^{\alpha t}
bcos⁡(ωt)b\cos(\omega t) o bsin⁡(ωt)b\sin(\omega t) iωi\omega Acos⁡(ωt)+Bsin⁡(ωt)A\cos(\omega t) + B\sin(\omega t)
b eαtcos⁡(ωt)b\,e^{\alpha t}\cos(\omega t) α+iω\alpha + i\omega eαt(Acos⁡(ωt)+Bsin⁡(ωt))e^{\alpha t}\left(A\cos(\omega t) + B\sin(\omega t)\right)

Per un polinomio, b(t)=Qm(t)=Qm(t) e0tcos⁡(0t)b(t) = Q_m(t) = Q_m(t)\,e^{0t}\cos(0t): quindi α=0\alpha = 0, ω=0\omega = 0, λˉ=0\bar\lambda = 0, e c'è risonanza quando 00 è radice di pp, cioè quando a0=0a_0 = 0 (manca il termine in yy).

Come si trovano i coefficienti. Si calcolano yp′y_p' e yp′′y_p'', si sostituisce nell'equazione e si uguagliano i coefficienti delle stesse potenze di tt (principio di identità dei polinomi), oppure di cos⁡(ωt)\cos(\omega t) e sin⁡(ωt)\sin(\omega t) (vale un principio di identità anche per queste combinazioni). Esempi: Esercizio 165 · y'' - 4y' + 4y = 1 + t2 con condizioni iniziali, Esercizio 167 · oscillatore armonico forzato e risonanza.

La risonanza nell'oscillatore forzato

Per y′′+h y=2cos⁡(2t)y'' + h\,y = 2\cos(2t), con h>0h > 0 (un punto attaccato a una molla, senza attrito, spinto da una forza esterna periodica), le radici del polinomio caratteristico sono ±ih\pm i\sqrt h e λˉ=2i\bar\lambda = 2i:

  • se h≠4h \ne 4 (la frequenza della forza è diversa da quella propria della molla) la soluzione particolare è 2h−4cos⁡(2t)\frac{2}{h - 4}\cos(2t), limitata;
  • se h=4h = 4 (stessa frequenza) c'è risonanza: yp=12tsin⁡(2t)y_p = \frac12 t\sin(2t), che oscilla con ampiezza che cresce senza limite.

Da qui il nome: una forza limitata, con la frequenza "giusta", produce oscillazioni sempre più ampie. Dettagli nell'Esercizio 167 · oscillatore armonico forzato e risonanza.

Grafico interattivo: Risonanza: y = (1/2) t sin(2t) oscilla con ampiezza crescente

Principio di sovrapposizione (lezione 48)

Se b(t)=b1(t)+b2(t)b(t) = b_1(t) + b_2(t), l'integrale generale di y′′+a1y′+a0y=b1(t)+b2(t)y'' + a_1 y' + a_0 y = b_1(t) + b_2(t) è y(t)=y0(t)+yp1(t)+yp2(t)y(t) = y_0(t) + y_{p_1}(t) + y_{p_2}(t) dove y0y_0 è l'integrale generale dell'omogenea, yp1y_{p_1} una soluzione particolare di y′′+a1y′+a0y=b1(t)y'' + a_1 y' + a_0 y = b_1(t) e yp2y_{p_2} una di y′′+a1y′+a0y=b2(t)y'' + a_1 y' + a_0 y = b_2(t).

Così si tratta un termine noto alla volta, ciascuno con il suo λˉ\bar\lambda (uno può dare risonanza e l'altro no).

Dimostrazione (non richiesta). Si sostituisce y=y0+yp1+yp2y = y_0 + y_{p_1} + y_{p_2} e si raggruppa: y′′+a1y′+a0y=(y0′′+a1y0′+a0y0)⏟0+(yp1′′+a1yp1′+a0yp1)⏟b1(t)+(yp2′′+a1yp2′+a0yp2)⏟b2(t)=b1(t)+b2(t)y'' + a_1 y' + a_0 y = \underbrace{(y_0'' + a_1 y_0' + a_0 y_0)}_{0} + \underbrace{(y_{p_1}'' + a_1 y_{p_1}' + a_0 y_{p_1})}_{b_1(t)} + \underbrace{(y_{p_2}'' + a_1 y_{p_2}' + a_0 y_{p_2})}_{b_2(t)} = b_1(t) + b_2(t) Quindi yy è soluzione; e yp1+yp2y_{p_1} + y_{p_2} è una soluzione particolare, per cui per la struttura dell'integrale generale della completa si ottengono tutte le soluzioni ∎.

Il metodo vale per ogni ordine

Per equazioni lineari a coefficienti costanti di ordine nn il metodo è lo stesso: si guarda se λˉ\bar\lambda è radice del polinomio caratteristico e con quale molteplicità kk, e si moltiplica yp1y_p^1 per tkt^k.

Errori comuni

  • Mettere in ypy_p solo il coseno quando b(t)b(t) contiene solo il coseno: servono sia Acos⁡A\cos sia Bsin⁡B\sin.
  • Dimenticare la risonanza: prima di scrivere ypy_p si controlla sempre se λˉ\bar\lambda è radice di pp.
  • Per un polinomio di grado mm usare un polinomio di grado più basso: per b(t)=1+t2b(t) = 1 + t^2 serve A+Bt+Ct2A + Bt + Ct^2 anche se manca il termine in tt.
  • Imporre le condizioni iniziali su y0y_0 invece che su y0+ypy_0 + y_p.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare