Dominio.{sinhx=0coshx1>0⟺{x=0∀x∈R
(sinhx=0 solo in x=0; coshx≥1>0 sempre). Dominio =R∖{0}.
Una semplificazione.logcoshx1=log1−log(coshx)=−log(coshx), quindi
f(x)=3arctan(sinhx1)−log(coshx)
Simmetrie. Il primo addendo è dispari (sinh è dispari, e anche u1 e arctan), il secondo è pari (cosh è pari). La somma di una funzione dispari e di una pari non è né pari né dispari: nessuna simmetria.
Segno. In generale è difficile (bisognerebbe risolvere 3arctansinhx1=logcoshx). Però per x<0 è facile:
sinhx<0, quindi sinhx1<0 e arctansinhx1<0;
coshx≥1, quindi log(coshx)≥0 e −log(coshx)≤0.
Somma di un negativo e di un non positivo: f(x)<0 per x<0. Per x>0 il segno si ricava alla fine dal grafico.
(b) Limiti alla frontiera e asintoti
La frontiera: −∞, +∞, 0−, 0+.
A ±∞.sinhx→±∞, quindi sinhx1→0 e 3arctansinhx1→0; e log(coshx)→+∞:
x→±∞limf(x)=0−∞=−∞
Asintoti obliqui
Serve capire come cresce log(coshx). L'idea: raccogliere l'esponenziale dominante dentro il logaritmo e usare log(ab)=loga+logb.
Per x→+∞ domina ex:
log(coshx)=log(2ex+e−x)=log(ex(21+2e−2x))=x+log(21+2e−2x)
(con logex=x e exe−x=e−2x). Quindi
f(x)=3arctan(sinhx1)−x−log(21+2e−2x)
m=x→+∞limxf(x)=x→+∞limx−x+o(x)=−1 (gli altri pezzi tendono a costanti);
Per x→−∞ domina e−x:
log(coshx)=log(e−x(21+2e2x))=−x+log(21+2e2x)f(x)=3arctan(sinhx1)+x−log(21+2e2x)
m=limx→−∞xf(x)=1;
q=limx→−∞[f(x)−x]=0−log21=log2.
y=x+log2 è asintoto obliquo a −∞. (Nel PDF della lezione l'asintoto è scritto y=x+logx: è un refuso, il calcolo dà log2, controllato con Python.)
In 0±
log(cosh0)=log1=0, e sinhx1→0±1=±∞:
x→0−limf(x)=3arctan(−∞)−0=−23π=f(0−),x→0+limf(x)=3arctan(+∞)=23π=f(0+)
Entrambi i limiti esistono finiti ma sono diversi: f non si prolunga per continuità in 0 (c'è un salto di ampiezza 3π). Non ci sono asintoti verticali.
coshx>0, quindi f′(x)≥0⟺3+sinhx≤0⟺sinhx≤−3⟺x≤settsinh(−3)=:x1 (il seno iperbolico è crescente, la sua inversa è il settore seno iperbolico). Numericamente x1=log(−3+10)≈−1,82<0.
xf′f+↗x10max rel.−↘0∄∄−↘
f crescente in ]−∞,x1], decrescente in [x1,0[ e in ]0,+∞[;
x1 è un punto di massimo relativo stretto (con f(x1)≈−2,12); non è assoluto, perché vicino a 0+f si avvicina a 23π≈4,71;
supf=23π (non raggiunto: 0 non è nel dominio), inff=−∞; nessun massimo né minimo assoluto.
Pendenze in 0±
0 non è nel dominio, ma esistono finiti f(0−) e f(0+) (caso 3 dello studio di funzione): i limiti di f′ danno le pendenze con cui il grafico arriva nei due punti (0,±23π):
x→0±limf′(x)=−13+0=−3
Attenzione: i due limiti di f′ sono uguali, ma fnon è derivabile in 0: non vi è nemmeno definita, e comunque non si prolunga in modo continuo (salto).
(d) Derivata seconda
Derivando f′(x)=−coshx3+sinhx con la regola del quoziente:
f′′(x)=−cosh2xcoshx⋅coshx−(3+sinhx)sinhx=−cosh2xcosh2x−sinh2x−3sinhx=−cosh2x1−3sinhx
(di nuovo cosh2x−sinh2x=1).
f concava in ]−∞,0[ e in ]0,x2], convessa in [x2,+∞[;
x2 è un punto di flesso (con f(x2)≈3,69).
Grafico
A sinistra: sale dall'asintoto y=x+log2 fino al massimo relativo in x1, poi scende (concava) fino a −23π in 0−, con pendenza −3. A destra: parte da 23π in 0+ con pendenza −3, scende concava fino al flesso in x2, poi convessa, taglia l'asse x (in x≈1,72, calcolato con Python) e si avvicina all'asintoto y=−x+log2.
Grafico interattivo: y = 3 arctan(1/sinh x) − log(cosh x): salto in 0, massimo relativo in x₁ < 0, flesso in x₂ > 0
Errori comuni
Calcolare gli asintoti obliqui senza raccogliere l'esponenziale dominante:log(coshx) non è "come logx", è come ∣x∣.
Dimenticare cosh2x−sinh2x=1: senza, la derivata resta molto complicata.
Dire che f è derivabile in 0 perché i limiti di f′ coincidono: il teorema del limite della derivata richiede la continuità in 0, qui manca perfino la definizione.