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Note per Studenti Cambio di variabili negli integrali doppi e coordinate polari

Cambio di variabili negli integrali doppi e coordinate polari

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Prerequisiti: Integrali doppi e teorema di FubiniL'integrale doppio di f su un rettangolo si definisce con somme inferiori e superiori su partizioni in rettangolini (per f ≥ 0 è il volume sotto il grafico); su un dominio limitato D si estende f con 0 fuori da D. Area(D) = ∬D 1. Per f continua su un dominio y-semplice {a ≤ x ≤ b, g1(x) ≤ y ≤ g2(x)} vale Fubini: ∬D f = ∫ab (∫g1(x)g2(x) f dy) dx, e simmetricamente per i domini x-semplici; scambiare l'ordine può rendere calcolabile l'integrale.Integrali doppi e teorema di Fubini →, Matrice jacobiana e derivata delle funzioni compostePer F: Rn → Rm, F = (f1, …, fm), la matrice jacobiana JF è la matrice m × n con (JF)ij = ∂fi/∂xj: la riga i è il gradiente di fi. Regola della catena: J(f∘g)(x) = Jf(g(x)) · Jg(x); casi frequenti d/dt f(γ(t)) = ∇f(γ(t))·γ'(t) e ∂f/∂x = f_u u_x + f_v v_x. Se det JF(x0) ≠ 0, F è invertibile vicino a x0 e J(F⁻¹) = (JF)⁻¹. Coordinate polari: det J = ρ.Matrice jacobiana e derivata delle funzioni composte →, Integrazione per sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione →.

Il calcolo di un integrale doppioL'integrale doppio di f su un rettangolo si definisce con somme inferiori e superiori su partizioni in rettangolini (per f ≥ 0 è il volume sotto il grafico); su un dominio limitato D si estende f con 0 fuori da D. Area(D) = ∬D 1. Per f continua su un dominio y-semplice {a ≤ x ≤ b, g1(x) ≤ y ≤ g2(x)} vale Fubini: ∬D f = ∫ab (∫g1(x)g2(x) f dy) dx, e simmetricamente per i domini x-semplici; scambiare l'ordine può rendere calcolabile l'integrale.Integrali doppi e teorema di Fubini → su domini complessi o con integrande articolate spesso richiede una trasformazione del sistema di coordinate per semplificare la regione di integrazione o la funzione stessa.

Teorema del cambiamento di variabili

Sia data una trasformazione Φ\Phi che mette in corrispondenza un dominio DuvD_{uv} nel piano (u,v)(u, v) con un dominio DxyD_{xy} nel piano (x,y)(x, y), definita da x=ϕ(u,v)x = \phi(u, v) e y=ψ(u,v)y = \psi(u, v).

Teorema. Se la funzione Φ:Duv→Dxy\Phi: D_{uv} \to D_{xy} è di classe C1\mathcal{C}^1, biunivoca e con matrice jacobianaPer F: Rn → Rm, F = (f1, …, fm), la matrice jacobiana JF è la matrice m × n con (JF)ij = ∂fi/∂xj: la riga i è il gradiente di fi. Regola della catena: J(f∘g)(x) = Jf(g(x)) · Jg(x); casi frequenti d/dt f(γ(t)) = ∇f(γ(t))·γ'(t) e ∂f/∂x = f_u u_x + f_v v_x. Se det JF(x0) ≠ 0, F è invertibile vicino a x0 e J(F⁻¹) = (JF)⁻¹. Coordinate polari: det J = ρ.Matrice jacobiana e derivata delle funzioni composte → JJ invertibile (le tre condizioni possono mancare su un insieme di area nulla, per esempio un segmento del bordo) e ff è continua, allora l'integrale di una funzione f(x,y)f(x, y) su DxyD_{xy} si calcola come: ∬Dxyf(x,y) dx dy=∬Duvf(ϕ(u,v),ψ(u,v))⋅∣det⁡J(u,v)∣ du dv\iint_{D_{xy}} f(x, y) \, dx \, dy = \iint_{D_{uv}} f(\phi(u, v), \psi(u, v)) \cdot |\det J(u, v)| \, du \, dv dove la matrice jacobiana è definita come J=(∂x∂u∂x∂v∂y∂u∂y∂v)J = \begin{pmatrix} \frac{\partial x}{\partial u} & \frac{\partial x}{\partial v} \\ \frac{\partial y}{\partial u} & \frac{\partial y}{\partial v} \end{pmatrix}.

Il fattore ∣det⁡J∣|\det J| rappresenta il fattore di scala locale: la trasformazione deforma l'area infinitesima du dvdu\,dv in dx dydx\,dy. È l'analogo del φ′(t) dt\varphi'(t)\,dt della sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione → in una variabile; il valore assoluto c'è perché le aree sono positive, mentre in una variabile l'eventuale segno negativo è compensato dallo scambio degli estremi.

Perché il determinante. Una trasformazione lineare (x,y)=A(u,v)(x, y) = A(u, v) manda il quadrato unitario nel parallelogramma generato dalle colonne di AA, che ha area ∣det⁡A∣|\det A|; quindi moltiplica tutte le aree per ∣det⁡A∣|\det A|. Una trasformazione non lineare, vicino a un punto, si comporta come la sua parte lineare J(u,v)J(u, v) (è differenziabile), quindi un rettangolino di area du dvdu\,dv diventa approssimativamente un parallelogramma di area ∣det⁡J(u,v)∣ du dv|\det J(u,v)|\,du\,dv. Il fattore ora varia da punto a punto.

Trasformazioni lineari

Esempio (parallelogramma). u=3x−2yu = 3x - 2y, v=x+yv = x + y. La matrice (3−211)\begin{pmatrix} 3 & -2 \\ 1 & 1 \end{pmatrix} ha determinante 3+2=53 + 2 = 5: il quadrato unitario del piano (x,y)(x,y) diventa un parallelogramma di area 55 nel piano (u,v)(u, v), cioè du dv=5 dx dydu\,dv = 5\,dx\,dy. Nella direzione opposta, dx dy=15 du dvdx\,dy = \frac15\,du\,dv: le jacobiane delle due trasformazioni, una inversa dell'altra, hanno determinanti reciproci.

Esempio (area dell'ellisse). E={x2a2+y2b2≤1}E = \left\{\frac{x^2}{a^2} + \frac{y^2}{b^2} \le 1\right\}. Con x=aux = au, y=bvy = bv l'ellisse diventa il disco unitario u2+v2≤1u^2 + v^2 \leq 1, e det⁡J=det⁡(a00b)=ab\det J = \det\begin{pmatrix} a & 0 \\ 0 & b\end{pmatrix} = ab. Quindi Area(E)=∬u2+v2≤1ab du dv=ab⋅π\text{Area}(E) = \iint_{u^2+v^2\le 1} ab\,du\,dv = ab \cdot \pi (per a=b=Ra = b = R si ritrova πR2\pi R^2).

Una trasformazione non lineare

∬[0,1]2x2y dx dy\iint_{[0,1]^2} x^2y\,dx\,dy con u=xu = x, v=xyv = xy (si vuole solo mostrare il metodo: il risultato diretto è 13⋅12=16\frac13\cdot\frac12 = \frac16).

  1. Jacobiano della trasformazione (x,y)↦(u,v)(x,y) \mapsto (u,v): det⁡(10yx)=x\det\begin{pmatrix} 1 & 0 \\ y & x\end{pmatrix} = x, quindi du dv=x dx dydu\,dv = x\,dx\,dy e dx dy=1x du dv=1u du dvdx\,dy = \frac{1}{x}\,du\,dv = \frac{1}{u}\,du\,dv.
  2. Integranda: x2y=x⋅xy=uvx^2y = x \cdot xy = uv; moltiplicata per 1u\frac1u dà vv.
  3. Dominio: i lati del quadrato diventano x=1→u=1x = 1 \to u = 1; y=0→v=0y = 0 \to v = 0; y=1→v=uy = 1 \to v = u; il lato x=0x = 0 va tutto nell'origine. Il quadrato diventa il triangolo {0≤v≤u≤1}\{0 \le v \le u \le 1\}.
  4. Calcolo: ∫01∫v1v du dv=∫01v(1−v) dv=12−13=16\displaystyle\int_0^1\int_v^1 v\,du\,dv = \int_0^1 v(1 - v)\,dv = \frac12 - \frac13 = \frac16 ✓.

Coordinate polari

Per domini circolari, ellittici o con simmetria radiale, le coordinate polari (r,θ)(r, \theta) sono la scelta più efficiente.

Definizione. La trasformazione in coordinate polari è definita da: x=rcos⁡θ,y=rsin⁡θx = r \cos \theta, \quad y = r \sin \theta con r≥0r \ge 0 e θ∈[0,2π]\theta \in [0, 2\pi]. Qui r=x2+y2r = \sqrt{x^2+y^2} è la distanza dall'origine e θ\theta l'angolo con il semiasse xx positivo, in senso antiorario.

Il determinante dello Jacobiano di questa trasformazione è: det⁡J=det⁡(cos⁡θ−rsin⁡θsin⁡θrcos⁡θ)=r(cos⁡2θ+sin⁡2θ)=r\det J = \det \begin{pmatrix} \cos \theta & -r \sin \theta \\ \sin \theta & r \cos \theta \end{pmatrix} = r(\cos^2 \theta + \sin^2 \theta) = r Dato che r≥0r \ge 0, abbiamo ∣det⁡J∣=r| \det J | = r. Pertanto, l'elemento di area diventa dA=r dr dθdA = r \, dr \, d\theta.

Geometricamente: il rettangolino [r,r+dr]×[θ,θ+dθ][r, r + dr] \times [\theta, \theta + d\theta] diventa un pezzetto di corona circolare con lati drdr (radiale) e r dθr\,d\theta (arco di circonferenza di raggio rr). Più ci si allontana dall'origine, più l'arco è lungo: ecco il fattore rr. La trasformazione non è iniettiva su r=0r = 0 (tutto va nell'origine) e su θ=0\theta = 0, θ=2π\theta = 2\pi, ma sono insiemi di area nulla.

Quali domini diventano rettangoli:

  • disco di centro l'origine e raggio RR: 0≤r≤R0 \le r \le R, 0≤θ≤2π0 \le \theta \le 2\pi;
  • corona R12≤x2+y2≤R22R_1^2 \le x^2 + y^2 \le R_2^2: R1≤r≤R2R_1 \le r \le R_2;
  • settore tra due semirette: θ1≤θ≤θ2\theta_1 \le \theta \le \theta_2. Per esempio {x2+y2≤1, 0≤y≤x}\{x^2 + y^2 \le 1,\ 0 \le y \le x\} è il settore 0≤r≤10 \le r \le 1, 0≤θ≤π40 \le \theta \le \frac{\pi}{4} (la retta y=xy = x forma l'angolo π4\frac\pi4).

Un disco non centrato nell'origine non diventa un rettangolo: il disco di centro (a,0)(a, 0) e raggio aa, cioè x2+y2≤2axx^2 + y^2 \le 2ax, in polari è r2≤2arcos⁡θr^2 \le 2ar\cos\theta, cioè 0≤r≤2acos⁡θ0 \le r \le 2a\cos\theta con −π2≤θ≤π2-\frac\pi2 \le \theta \le \frac\pi2.

Esempio: Area di un cerchio

Per calcolare l'area di un cerchio di raggio RR, integriamo 11 sul dominio D={(r,θ):0≤r≤R,0≤θ≤2π}D = \{ (r, \theta) : 0 \le r \le R, 0 \le \theta \le 2\pi \}: Area=∫02π∫0Rr dr dθ=(∫02πdθ)(∫0Rr dr)=2π⋅[r22]0R=πR2\text{Area} = \int_0^{2\pi} \int_0^R r \, dr \, d\theta = \left( \int_0^{2\pi} d\theta \right) \left( \int_0^R r \, dr \right) = 2\pi \cdot \left[ \frac{r^2}{2} \right]_0^R = \pi R^2

Esempio: un integrale su un quarto di disco

∬D(1−x2−y2) dx dy\iint_D (1 - x^2 - y^2)\,dx\,dy con DD il quarto di disco unitario nel primo quadrante. In polari l'integranda diventa 1−r21 - r^2 e il dominio 0≤r≤10 \le r \le 1, 0≤θ≤π20 \le \theta \le \frac\pi2: ∫0π/2 ⁣ ⁣∫01(1−r2) r dr dθ=π2[r22−r44]01=π2⋅14=π8\int_0^{\pi/2}\!\!\int_0^1 (1 - r^2)\,r\,dr\,d\theta = \frac{\pi}{2}\left[\frac{r^2}{2} - \frac{r^4}{4}\right]_0^1 = \frac\pi2\cdot\frac14 = \frac{\pi}{8} È il volume sotto il paraboloide z=1−x2−y2z = 1 - x^2 - y^2 nel primo quadrante. In cartesiane sarebbe stato molto più faticoso (estremi 0≤y≤1−x20 \le y \le \sqrt{1 - x^2}).

Altri esercizi svolti: Esercizi - integrali doppi in coordinate polari.

Applicazioni fisiche

  • Massa di una lamina: Data una densità superficiale δ(x,y)\delta(x, y), la massa totale è M=∬Rδ(x,y) dAM = \iint_R \delta(x, y) \, dA.
  • Centro di massa: Le coordinate (xcm,ycm)(x_{cm}, y_{cm}) sono date da xcm=1M∬Rxδ(x,y) dAx_{cm} = \frac{1}{M} \iint_R x \delta(x, y) \, dA e ycm=1M∬Ryδ(x,y) dAy_{cm} = \frac{1}{M} \iint_R y \delta(x, y) \, dA.
  • Valor medio di ff su RR: fˉ=1Area(R)∬Rf dA\bar f = \frac{1}{\text{Area}(R)}\iint_R f\,dA; il baricentro geometrico (densità costante) è il valor medio delle coordinate.
  • Momento d'inerzia: Il momento rispetto all'origine (asse perpendicolare al piano) è I0=∬R(x2+y2)δ(x,y) dAI_0 = \iint_R (x^2 + y^2) \delta(x, y) \, dA. In coordinate polari, questo diventa ∬Rr2δ(r,θ)r dr dθ\iint_R r^2 \delta(r, \theta) r \, dr \, d\theta. Rispetto all'asse xx conta la distanza da quell'asse: Ix=∬Ry2δ dAI_x = \iint_R y^2\delta\,dA.

Esempio. Disco di raggio aa con densità δ=1\delta = 1, rispetto al centro: I0=∫02π ⁣ ⁣∫0ar2⋅r dr dθ=2π⋅a44=πa42I_0 = \int_0^{2\pi}\!\!\int_0^a r^2 \cdot r\,dr\,d\theta = 2\pi\cdot\frac{a^4}{4} = \frac{\pi a^4}{2}

Errori comuni

  • Dimenticare il fattore rr: È l'errore più frequente. In coordinate polari dAdA non è mai dr dθdr\,d\theta, ma sempre r dr dθr\,dr\,d\theta.
  • Jacobiano non in valore assoluto: Sebbene per le polari rr sia positivo, per trasformazioni generiche il determinante può essere negativo; va sempre preso il valore assoluto.
  • Limiti di integrazione: Scambiare erroneamente rr con una costante se il dominio non è un cerchio centrato nell'origine. Se il dominio è un cerchio traslato, il raggio rr diventa una funzione di θ\theta.
  • Centro di massa: Cercare di calcolare le coordinate del centro di massa mediando direttamente rr e θ\theta. Il centro di massa deve essere sempre calcolato tramite le medie pesate di xx e yy in coordinate cartesiane.

Versione ripasso

  • Cambio variabili: ∬Dxyf(x,y) dx dy=∬Duvf(Φ(u,v))∣det⁡JΦ∣ du dv\iint_{D_{xy}} f(x, y) \, dx \, dy = \iint_{D_{uv}} f(\Phi(u,v)) |\det J_\Phi| \, du \, dv (Φ\Phi C1C^1, biunivoca, det⁡J≠0\det J \neq 0 salvo insiemi di area nulla).
  • Lineari: fattore costante ∣det⁡A∣|\det A|. Ellisse x=aux = au, y=bvy = bv: area πab\pi ab.
  • Coordinate polari: x=rcos⁡θ,y=rsin⁡θ  ⟹  dA=r dr dθx = r \cos \theta, y = r \sin \theta \implies dA = r \, dr \, d\theta. Disco: r≤Rr \le R; corona: R1≤r≤R2R_1 \le r \le R_2; settore 0≤y≤x0 \le y \le x nel disco: θ∈[0,π4]\theta \in [0, \frac\pi4]; disco x2+y2≤2axx^2 + y^2 \le 2ax: r≤2acos⁡θr \le 2a\cos\theta.
  • Esempi: ∬(1−x2−y2)\iint (1 - x^2 - y^2) sul quarto di disco =π8= \frac\pi8; I0I_0 del disco =πa42= \frac{\pi a^4}{2}.
  • Applicazioni:
    • M=∬δ dAM = \iint \delta \, dA
    • (xcm,ycm)=(1M∬xδ dA,1M∬yδ dA)(x_{cm}, y_{cm}) = (\frac{1}{M} \iint x \delta \, dA, \frac{1}{M} \iint y \delta \, dA)
    • I0=∬r2δ dAI_0 = \iint r^2 \delta \, dA
  • Nota bene: Non dimenticare mai il termine rr (Jacobiano) quando passi a coordinate polari.

Esercizi su questo argomento

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