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Note per Studenti Formulario - analisi matematica 2

Formulario - analisi matematica 2

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Topologia e funzioni di più variabili

Note: Topologia di RnIn Rn la distanza tra due punti è la norma euclidea della differenza, ‖X − Y‖ = √(Σ(xi − yi)²). Con le palle aperte B(X0, r) si classificano i punti rispetto a un insieme D (interni, esterni, di frontiera, di accumulazione, isolati) e si definiscono insiemi aperti, chiusi, limitati, compatti (= chiusi e limitati) e connessi per archi.Topologia di Rn → · Funzioni di più variabili e insiemi di livelloUna funzione f: D ⊆ Rn → R associa a ogni punto X = (x1, …, xn) un numero reale. Il dominio naturale è l'insieme dei punti in cui l'espressione ha senso (da disegnare nel piano); il grafico {(X, f(X))} sta in Rn+1 (per n = 2 è una superficie); l'insieme di livello c è {X ∈ D : f(X) = c} (per n = 2 una curva, come le isoipse di una carta).Funzioni di più variabili e insiemi di livello → · Limiti e continuità per funzioni di più variabiliIl limite di una funzione di più variabili esiste se il valore si avvicina a $L$ indipendentemente dal percorso scelto; si verifica con stime in coordinate polari o si nega usando restrizioni a curve diverse. La continuità richiede che il limite coincida con il valore della funzione nel punto.Limiti e continuità per funzioni di più variabili →

  • Norma e distanza in Rn\mathbb R^n: ∥X∥=x12+⋯+xn2\|X\|=\sqrt{x_1^2+\dots+x_n^2}, d(X,Y)=∥X−Y∥d(X,Y)=\|X-Y\|; palla aperta B(X0,r)={X:∥X−X0∥<r}B(X_0,r)=\{X:\|X-X_0\|<r\}. Compatto == chiuso e limitato.
  • Grafico di f:D⊆Rn→Rf:D\subseteq\mathbb R^n\to\mathbb R: Gf={(X,f(X))}⊆Rn+1G_f=\{(X,f(X))\}\subseteq\mathbb R^{n+1}. Insieme di livello: Lc={X∈D: f(X)=c}L_c=\{X\in D:\ f(X)=c\} (per n=2n=2 curva di livello).
  • lim⁡X→X0f=L\lim_{X\to X_0}f=L se f(Xn)→Lf(X_n)\to L per ogni Xn→X0X_n\to X_0, Xn≠X0X_n\ne X_0; se esiste, lungo ogni curva γ(t)→X0\gamma(t)\to X_0 si ha f(γ(t))→Lf(\gamma(t))\to L (basta un controesempio per negarlo). Continua in X0X_0 se lim⁡f=f(X0)\lim f=f(X_0).

Grafico interattivo: Curve di livello del paraboloide f = x² + y²: circonferenze di raggio √c; i livelli c = 1, 4, 9 hanno raggio 1, 2, 3 e le curve si diradano allontanandosi dal centro

Grafico interattivo: Curve di livello della sella f = x² − y²: iperboli x² − y² = c con rami lungo l'asse x per c > 0 (c = 1, 4) e lungo l'asse y per c < 0 (c = −1, −4); per c = 0 le rette y = ±x

Calcolo differenziale in più variabili

Note: Derivate parziali e derivate direzionaliLa derivata parziale ∂f/∂xi(x0) è la derivata della funzione di una variabile che si ottiene fissando tutte le altre variabili: in pratica si deriva in xi trattando le altre come costanti. Il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. La derivata direzionale lungo un versore v è il limite di [f(x0 + hv) − f(x0)]/h. In più variabili avere tutte le derivate (anche direzionali) non garantisce la continuità.Derivate parziali e derivate direzionali → · Differenziabilità e gradientef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente → · Matrice jacobiana e derivata delle funzioni compostePer F: Rn → Rm, F = (f1, …, fm), la matrice jacobiana JF è la matrice m × n con (JF)ij = ∂fi/∂xj: la riga i è il gradiente di fi. Regola della catena: J(f∘g)(x) = Jf(g(x)) · Jg(x); casi frequenti d/dt f(γ(t)) = ∇f(γ(t))·γ'(t) e ∂f/∂x = f_u u_x + f_v v_x. Se det JF(x0) ≠ 0, F è invertibile vicino a x0 e J(F⁻¹) = (JF)⁻¹. Coordinate polari: det J = ρ.Matrice jacobiana e derivata delle funzioni composte → · Teorema delle funzioni implicite (Dini)Se F è C¹, F(x0, y0) = 0 e Fy(x0, y0) ≠ 0, vicino a (x0, y0) l'insieme F(x, y) = 0 è il grafico di un'unica funzione y = g(x) di classe C¹, con g'(x) = −Fx/Fy (si ottiene derivando F(x, g(x)) = 0). La retta tangente è ortogonale a ∇F. Dove Fy = 0 ma Fx ≠ 0 si esplicita x = h(y); dove ∇F = 0 il punto è singolare.Teorema delle funzioni implicite (Dini) → · Matrice hessiana e formula di Taylor in più variabiliLe derivate seconde ∂²f/∂xj∂xi formano la matrice hessiana Hf; per il teorema di Schwarz (derivate miste continue) è simmetrica. Taylor al secondo ordine: f(x0 + h) = f(x0) + ∇f(x0)·h + ½ hᵀHf(x0)h + o(‖h‖²). Una matrice simmetrica è definita positiva/negativa, semidefinita o indefinita a seconda del segno della forma quadratica hᵀAh; si riconosce con gli autovalori o con i minori principali (in 2×2: determinante e primo elemento).Matrice hessiana e formula di Taylor in più variabili →

  • ∂f∂xi(x0)=lim⁡h→0f(x0+hei)−f(x0)h\displaystyle\frac{\partial f}{\partial x_i}(x_0)=\lim_{h\to0}\frac{f(x_0+he_i)-f(x_0)}h; gradiente ∇f=(∂f∂x1,…,∂f∂xn)\nabla f=\big(\frac{\partial f}{\partial x_1},\dots,\frac{\partial f}{\partial x_n}\big); derivata direzionale lungo il versoreVettore di norma 1. vv: ∂f∂v(x0)=lim⁡h→0f(x0+hv)−f(x0)h\displaystyle\frac{\partial f}{\partial v}(x_0)=\lim_{h\to0}\frac{f(x_0+hv)-f(x_0)}h.
  • Differenziabile in x0x_0: f(x)=f(x0)+∇f(x0)⋅(x−x0)+o(∥x−x0∥)f(x)=f(x_0)+\nabla f(x_0)\cdot(x-x_0)+o(\|x-x_0\|) (piano tangente z=f(x0)+∇f(x0)⋅(x−x0)z=f(x_0)+\nabla f(x_0)\cdot(x-x_0)). Differenziabile ⇒\Rightarrow continua, derivabile e Dvf=∇f⋅vD_vf=\nabla f\cdot v. Derivate parziali continue in un intorno ⇒\Rightarrow differenziabile. ∇f\nabla f indica la direzione di massima crescita ed è ortogonale alle curve di livello.
  • Jacobiana di F=(f1,…,fm)F=(f_1,\dots,f_m): (JF)ij=∂fi∂xj(J_F)_{ij}=\frac{\partial f_i}{\partial x_j}. Catena: Jf∘g(x)=Jf(g(x)) Jg(x)J_{f\circ g}(x)=J_f(g(x))\,J_g(x); ddtf(γ(t))=∇f(γ(t))⋅γ′(t)\frac{d}{dt}f(\gamma(t))=\nabla f(\gamma(t))\cdot\gamma'(t). Se det⁡JF(x0)≠0\det J_F(x_0)\ne0, FF è localmente invertibile e JF−1(y)=[JF(x)]−1J_{F^{-1}}(y)=[J_F(x)]^{-1}, y=F(x)y=F(x).
  • Dini: F∈C1F\in C^1, F(x0,y0)=0F(x_0,y_0)=0, Fy(x0,y0)≠0⇒F_y(x_0,y_0)\ne0\Rightarrow vicino a (x0,y0)(x_0,y_0) esiste un'unica y=g(x)y=g(x) di classe C1C^1 con F(x,g(x))=0F(x,g(x))=0 e g′(x)=−FxFy\displaystyle g'(x)=-\frac{F_x}{F_y}. Se ∇F=0\nabla F=0 il punto è singolare.
  • Schwarz: f∈C2⇒fxixj=fxjxif\in C^2\Rightarrow f_{x_ix_j}=f_{x_jx_i}, quindi la hessiana HfH_f è simmetrica. Taylor: f(x0+h)=f(x0)+∇f(x0)⋅h+12hTHf(x0)h+o(∥h∥2)\displaystyle f(x_0+h)=f(x_0)+\nabla f(x_0)\cdot h+\frac12h^TH_f(x_0)h+o(\|h\|^2).
  • AA simmetrica è definita positiva se hTAh>0 ∀h≠0h^TAh>0\ \forall h\ne0 (negativa con <<), semidefinita se ≥0\ge0 (o ≤0\le0) con zeri, indefinita se la forma assume entrambi i segni. Si riconosce con gli autovalori (tutti >0>0, tutti <0<0, segni misti) o con i minori principali.

Grafico interattivo: f = x² + y² in (1, 2): ∇f = (2, 4) è perpendicolare alla curva di livello x² + y² = 5 (circonferenza di raggio √5) e alla sua tangente x + 2y = 5, ed è la direzione di massima crescita

Grafico interattivo: Sulla circonferenza x² + y² = 1: vicino a (0, 1) è il grafico di y = √(1 − x²) (tangente orizzontale); vicino a (1, 0) la tangente è verticale e y non è funzione di x, mentre x = √(1 − y²) è funzione di y

Massimi e minimi

Note: Massimi e minimi liberi in più variabiliSe f è differenziabile e ha un estremo relativo in un punto interno x0, allora ∇f(x0) = 0 (Fermat): gli estremi interni vanno cercati tra i punti critici. Se f è C², in un punto critico: hessiana definita positiva → minimo, definita negativa → massimo, indefinita → sella, semidefinita → il test non decide e si studia il segno di f(x) − f(x0). In due variabili: det H > 0 e fxx > 0 minimo, det H > 0 e fxx < 0 massimo, det H < 0 sella.Massimi e minimi liberi in più variabili → · Funzioni convesse in più variabiliUn insieme C è convesso se contiene il segmento tra due suoi punti; f: C → R è convessa se f(tx + (1−t)y) ≤ t f(x) + (1−t) f(y) per t in [0,1], cioè il grafico sta sotto le corde. Se f è differenziabile, è convessa se e solo se f(y) ≥ f(x) + ∇f(x)·(y − x) (il grafico sta sopra ogni piano tangente). Se f è C² su un aperto convesso, è convessa se e solo se l'hessiana è semidefinita positiva in ogni punto; se è definita positiva ovunque f è strettamente convessa (non vale il viceversa: x⁴). Per una funzione convessa ogni punto critico è un minimo globale.Funzioni convesse in più variabili → · Massimi e minimi assoluti su insiemi compattiTeorema di Weierstrass: una funzione continua su un compatto (chiuso e limitato) di Rn ha massimo e minimo assoluti. Si trovano confrontando i valori nei punti critici interni, nei punti critici delle restrizioni ai pezzi della frontiera (parametrizzati) e nei vertici. Su un insieme chiuso illimitato, se f → +∞ all'infinito il minimo esiste e il massimo no.Massimi e minimi assoluti su insiemi compatti → · Massimi e minimi vincolati e moltiplicatori di LagrangeGli estremi di f sul vincolo g = c si cercano per sostituzione, per parametrizzazione o con i moltiplicatori di Lagrange: se f, g sono C¹, P0 è un estremo vincolato e ∇g(P0) ≠ 0, esiste λ con ∇f(P0) = λ∇g(P0) (curva di livello di f tangente al vincolo). Si risolve il sistema ∇f = λ∇g, g = c, si aggiungono i punti del vincolo con ∇g = 0 e si confrontano i valori; se il vincolo è compatto, Weierstrass garantisce massimo e minimo.Massimi e minimi vincolati e moltiplicatori di Lagrange →

  • Fermat: estremo relativo interno e ff differenziabile ⇒∇f(x0)=0\Rightarrow\nabla f(x_0)=0 (punto critico). Con f∈C2f\in C^2 in un punto critico: HfH_f definita positiva →\to minimo; definita negativa →\to massimo; indefinita →\to sella; semidefinita →\to il test non decide.
  • In due variabili: det⁡H>0\det H>0 e fxx>0f_{xx}>0 minimo; det⁡H>0\det H>0 e fxx<0f_{xx}<0 massimo; det⁡H<0\det H<0 sella.
  • Convessa: f(tx+(1−t)y)≤tf(x)+(1−t)f(y)f(tx+(1-t)y)\le tf(x)+(1-t)f(y), t∈[0,1]t\in[0,1], su CC convesso. ff differenziabile è convessa   ⟺  f(y)≥f(x)+∇f(x)⋅(y−x)\iff f(y)\ge f(x)+\nabla f(x)\cdot(y-x); f∈C2f\in C^2 è convessa   ⟺  Hf\iff H_f semidefinita positiva ovunque (definita positiva ⇒\Rightarrow strettamente convessa, non viceversa: x4x^4). Per ff convessa ogni punto critico è di minimo globale.
  • Weierstrass: ff continua su un compatto ha massimo e minimo assoluti. Si confrontano i valori nei punti critici interni, nei punti critici sulle parti della frontiera e nei vertici.
  • Lagrange: f,g∈C1f,g\in C^1, P0P_0 estremo di ff vincolato a g=cg=c con ∇g(P0)≠0⇒∃λ: ∇f(P0)=λ∇g(P0)\nabla g(P_0)\ne0\Rightarrow\exists\lambda:\ \nabla f(P_0)=\lambda\nabla g(P_0). Si risolve ∇f=λ∇g\nabla f=\lambda\nabla g, g=cg=c e si aggiungono i punti del vincolo con ∇g=0\nabla g=0.

Grafico interattivo: Curve di livello di f = 3x²y + 4y³ − 3x² − 12y² + 1: massimo locale in (0, 0), minimo locale in (0, 2), selle in (±2, 1) dove il livello −7 si incrocia

Grafico interattivo: f = xy sulla circonferenza x² + y² = 1: le curve di livello xy = ±1/2 sono tangenti alla circonferenza nei punti di estremo, dove ∇f = (y, x) e ∇g = (2x, 2y) sono paralleli (∇f = ∇g/2 in (1/√2, 1/√2)); la curva xy = 1/4 taglia la circonferenza

Integrali multipli

Note: Integrali doppi e teorema di FubiniL'integrale doppio di f su un rettangolo si definisce con somme inferiori e superiori su partizioni in rettangolini (per f ≥ 0 è il volume sotto il grafico); su un dominio limitato D si estende f con 0 fuori da D. Area(D) = ∬D 1. Per f continua su un dominio y-semplice {a ≤ x ≤ b, g1(x) ≤ y ≤ g2(x)} vale Fubini: ∬D f = ∫ab (∫g1(x)g2(x) f dy) dx, e simmetricamente per i domini x-semplici; scambiare l'ordine può rendere calcolabile l'integrale.Integrali doppi e teorema di Fubini → · Integrali dipendenti da parametriUn integrale dipendente da un parametro è F(y) = ∫ab f(x,y) dx. Se f è continua sul rettangolo [a,b]×[c,d], F è continua su [c,d] (quindi si può portare il limite sotto il segno di integrale: lim F(y) = ∫ lim f). Se anche ∂f/∂y è continua, F è derivabile e F'(y) = ∫ab ∂f/∂y (x,y) dx (derivazione sotto il segno di integrale, regola di Leibniz). Con estremi variabili, G(y) = ∫α(y)β(y) f(x,y) dx, vale G' = f(β,y)β' − f(α,y)α' + ∫ ∂f/∂y dx. Serve per calcolare integrali che non hanno primitiva elementare.Integrali dipendenti da parametri → · Cambio di variabili negli integrali doppi e coordinate polariSe Φ(u, v) = (x, y) è C¹, iniettiva (salvo insiemi di area nulla) con det JΦ ≠ 0, allora ∬D f dx dy = ∬D' f(Φ(u, v)) |det JΦ(u, v)| du dv: il fattore |det J| misura come Φ dilata le aree. Trasformazioni lineari: |det A| costante (ellisse: area πab). Coordinate polari x = r cos θ, y = r sin θ: dx dy = r dr dθ, adatte a dischi, corone e settori. Applicazioni: area, massa, baricentro, momento d'inerzia.Cambio di variabili negli integrali doppi e coordinate polari → · Integrali tripli e coordinate cilindriche e sfericheL'integrale triplo ∭R f dV si calcola per fili (prima in z tra due superfici z = φ1(x, y) e z = φ2(x, y), poi un integrale doppio sull'ombra D del solido) o per strati (prima un integrale doppio sulla sezione Rz, poi in z). Volume = ∭R 1 dV. Coordinate cilindriche: dV = r dr dθ dz (simmetria attorno all'asse z); sferiche x = ρ sin φ cos θ, y = ρ sin φ sin θ, z = ρ cos φ: dV = ρ² sin φ dρ dφ dθ (sfere, coni con vertice nell'origine).Integrali tripli e coordinate cilindriche e sferiche →

  • Area(D)=∬D1 dx dy(D)=\iint_D1\,dx\,dy. Fubini (ff continua): D={a≤x≤b, g1(x)≤y≤g2(x)}D=\{a\le x\le b,\ g_1(x)\le y\le g_2(x)\} (y-semplice) ⇒∬Df=∫ab(∫g1(x)g2(x)f dy)dx\Rightarrow\displaystyle\iint_Df=\int_a^b\Big(\int_{g_1(x)}^{g_2(x)}f\,dy\Big)dx; analogamente per D={c≤y≤d, h1(y)≤x≤h2(y)}D=\{c\le y\le d,\ h_1(y)\le x\le h_2(y)\} scambiando i ruoli.
  • Parametri: F(y)=∫abf(x,y) dxF(y)=\int_a^bf(x,y)\,dx con ff continua su [a,b]×[c,d][a,b]\times[c,d] è continua. Leibniz: se anche fyf_y è continua, F′(y)=∫ab∂f∂y(x,y) dx\displaystyle F'(y)=\int_a^b\frac{\partial f}{\partial y}(x,y)\,dx. Estremi variabili: G(y)=∫α(y)β(y)f dx⇒G′=f(β,y)β′−f(α,y)α′+∫αβfy dxG(y)=\int_{\alpha(y)}^{\beta(y)}f\,dx\Rightarrow G'=f(\beta,y)\beta'-f(\alpha,y)\alpha'+\int_\alpha^\beta f_y\,dx.
  • Cambio di variabili: Φ(u,v)=(x,y)\Phi(u,v)=(x,y) di classe C1C^1, biunivoca, det⁡JΦ≠0\det J_\Phi\ne0 (salvo insiemi di area nulla): ∬Dxyf dx dy=∬Duvf(Φ(u,v)) ∣det⁡JΦ(u,v)∣ du dv\displaystyle\iint_{D_{xy}}f\,dx\,dy=\iint_{D_{uv}}f(\Phi(u,v))\,|\det J_\Phi(u,v)|\,du\,dv.
  • Polari: x=rcos⁡θx=r\cos\theta, y=rsin⁡θy=r\sin\theta, dx dy=r dr dθdx\,dy=r\,dr\,d\theta. Cilindriche: dV=r dr dθ dzdV=r\,dr\,d\theta\,dz. Sferiche: x=ρsin⁡φcos⁡θx=\rho\sin\varphi\cos\theta, y=ρsin⁡φsin⁡θy=\rho\sin\varphi\sin\theta, z=ρcos⁡φz=\rho\cos\varphi, dV=ρ2sin⁡φ dρ dφ dθdV=\rho^2\sin\varphi\,d\rho\,d\varphi\,d\theta.
  • Volume =∭R1 dV=\iiint_R1\,dV; per fili: ∬D(∫φ1(x,y)φ2(x,y)f dz)dx dy\iint_D\big(\int_{\varphi_1(x,y)}^{\varphi_2(x,y)}f\,dz\big)dx\,dy; per strati: ∫(∬Rzf dx dy)dz\int\big(\iint_{R_z}f\,dx\,dy\big)dz. Sfera: V=43πR3V=\frac43\pi R^3; ellisse di semiassi a,ba,b: area πab\pi ab.

Grafico interattivo: D = {0 ≤ x ≤ 1, x + 1 ≤ y ≤ 2}: dominio y-semplice, il triangolo di vertici (0, 1), (0, 2), (1, 2); fissato x l'integrale interno corre sul segmento verticale da y = x + 1 a y = 2

Grafico interattivo: Il settore {x² + y² ≤ 1, 0 ≤ y ≤ x}: in polari 0 ≤ r ≤ 1, 0 ≤ θ ≤ π/4 (un rettangolo nel piano (r, θ))

Curve, campi vettoriali e integrali curvilinei

Note: Curve regolari, lunghezza e integrale curvilineo di prima specieUna curva è una funzione continua γ: [a, b] → Rn; il sostegno è la sua immagine. È regolare se γ è C¹ con γ'(t) ≠ 0 (γ'(t) è il vettore tangente), regolare a tratti se lo è a pezzi. Lunghezza: L = ∫ab ‖γ'(t)‖ dt (circonferenza 2πR, arco di cicloide 8a). Integrale curvilineo di prima specie: ∫γ f ds = ∫ab f(γ(t)) ‖γ'(t)‖ dt, per esempio la massa di un filo; non dipende né dalla parametrizzazione né dall'orientamento.Curve regolari, lunghezza e integrale curvilineo di prima specie → · Campi vettoriali e lavoro lungo una curvaUn campo vettoriale F = (M, N) associa un vettore a ogni punto. Il lavoro (integrale curvilineo di seconda specie) lungo una curva orientata r(t), t ∈ [a, b], è ∫C F·dr = ∫ab F(r(t))·r'(t) dt = ∫C M dx + N dy, cioè l'integrale della componente tangente di F rispetto alla lunghezza d'arco. Non dipende dalla parametrizzazione ma cambia segno se si inverte il verso; si annulla se F è sempre ortogonale alla curva.Campi vettoriali e lavoro lungo una curva → · Campi conservativi e funzione potenzialeF è conservativo se F = ∇f per un potenziale f; allora il lavoro lungo una curva da P0 a P1 vale f(P1) − f(P0), quindi non dipende dal cammino ed è nullo su ogni curva chiusa (e viceversa). Condizione necessaria (per F di classe C¹): campo irrotazionale, ∂M/∂y = ∂N/∂x; è anche sufficiente su un dominio semplicemente connesso. Controesempio sul piano bucato: (−y, x)/(x² + y²). Il potenziale si trova integrando M in x e imponendo f_y = N.Campi conservativi e funzione potenziale → · Teorema di Green nel pianoSe R è un dominio regolare del piano con bordo ∂R orientato positivamente (R a sinistra) e F = (M, N) è C¹ su R, allora ∮∂R M dx + N dy = ∬R (∂N/∂x − ∂M/∂y) dx dy. Serve per calcolare circuitazioni con un integrale doppio, aree (Area = ½∮ x dy − y dx = ∮ x dy) e per dimostrare che un campo irrotazionale su un dominio semplicemente connesso è conservativo. Con i buchi i bordi interni vanno percorsi in senso orario.Teorema di Green nel piano → · Divergenza, rotore e flusso nel pianoPer un campo $\mathbf F=(M,N)$ la divergenza è $\operatorname{div}\mathbf F=M_x+N_y$ (quanto il campo "esce" da un punto) e il rotore scalare è $N_x-M_y$ (quanto "ruota"). Il flusso uscente da una curva chiusa è $\oint M,dy-N,dx$ e il teorema di Green ne dà la forma normale: $\oint_{\partial R}\mathbf F\cdot\mathbf n,ds=\iint_R\operatorname{div}\mathbf F,dx,dy$. Insieme alla forma tangenziale $\oint\mathbf F\cdot d\mathbf r=\iint(N_x-M_y)$ danno le due versioni del teorema nel piano.Divergenza, rotore e flusso nel piano →

  • Curva regolare: γ∈C1\gamma\in C^1 con γ′(t)≠0\gamma'(t)\ne0. Lunghezza L=∫ab∥γ′(t)∥ dt\displaystyle L=\int_a^b\|\gamma'(t)\|\,dt; integrale di prima specie ∫γf ds=∫abf(γ(t)) ∥γ′(t)∥ dt\displaystyle\int_\gamma f\,ds=\int_a^bf(\gamma(t))\,\|\gamma'(t)\|\,dt (non dipende da parametrizzazione e verso). Cicloide: L=8aL=8a; circonferenza 2πR2\pi R.
  • Lavoro: ∫CF⋅dr=∫abF(r(t))⋅r′(t) dt=∫CM dx+N dy\displaystyle\int_C\mathbf F\cdot d\mathbf r=\int_a^b\mathbf F(\mathbf r(t))\cdot\mathbf r'(t)\,dt=\int_CM\,dx+N\,dy per F=(M,N)\mathbf F=(M,N); cambia segno invertendo il verso.
  • Conservativo: F=∇f⇒∫γF⋅dr=f(P1)−f(P0)\mathbf F=\nabla f\Rightarrow\int_\gamma\mathbf F\cdot d\mathbf r=f(P_1)-f(P_0) (nullo sulle curve chiuse). F∈C1\mathbf F\in C^1 conservativo ⇒∂M∂y=∂N∂x\Rightarrow\frac{\partial M}{\partial y}=\frac{\partial N}{\partial x}; il viceversa vale in un dominio semplicemente connesso. Controesempio: (−y,x)x2+y2\frac{(-y,x)}{x^2+y^2} sul piano bucato. Potenziale: si integra MM in xx e si impone fy=Nf_y=N.
  • Green: RR regolare con bordo positivo (antiorario, buchi in senso orario), F∈C1\mathbf F\in C^1: ∮∂RM dx+N dy=∬R(∂N∂x−∂M∂y)dx dy\displaystyle\oint_{\partial R}M\,dx+N\,dy=\iint_R\Big(\frac{\partial N}{\partial x}-\frac{\partial M}{\partial y}\Big)dx\,dy. Area(R)=∮x dy=12∮(x dy−y dx)(R)=\oint x\,dy=\frac12\oint(x\,dy-y\,dx).
  • div⁡F=Mx+Ny\operatorname{div}\mathbf F=M_x+N_y, rotore scalare Nx−MyN_x-M_y. Divergenza nel piano: ∮∂RF⋅n ds=∬Rdiv⁡F dx dy\displaystyle\oint_{\partial R}\mathbf F\cdot\mathbf n\,ds=\iint_R\operatorname{div}\mathbf F\,dx\,dy.

Grafico interattivo: Campo rotazionale f = (−y, x): i vettori sono tangenti alle circonferenze centrate nell'origine e girano in senso antiorario, con modulo uguale alla distanza dal centro (disegnati ridotti a 0,35 volte)

Grafico interattivo: Corona circolare 1 ≤ r ≤ 2: il bordo esterno è percorso in senso antiorario, quello interno (il buco) in senso orario, così che la regione stia sempre a sinistra

Serie di funzioni e serie di potenze

Note: Convergenza puntuale e uniforme di successioni e serie di funzioniLa convergenza puntuale valuta il limite per ogni x fissato, mentre la convergenza uniforme controlla l'errore massimo su tutto l'insieme tramite la norma del sup. La convergenza uniforme preserva la continuità e consente lo scambio con integrale e derivata; per le serie di funzioni, il criterio M di Weierstrass ne garantisce la convergenza totale e uniforme.Convergenza puntuale e uniforme di successioni e serie di funzioni → · Serie di potenze e serie di TaylorLe serie di potenze sono serie di funzioni della forma $\sum a_n(x-x_0)^n$. Esse convergono assolutamente all'interno del raggio di convergenza $\rho$ e uniformemente nei compatti interni, permettendo l'integrazione e la derivazione termine a termine.Serie di potenze e serie di Taylor →

  • Puntuale: ∀x∈E, fn(x)→f(x)\forall x\in E,\ f_n(x)\to f(x). Uniforme: sup⁡E∣fn−f∣→0\sup_E|f_n-f|\to0 (l'indice soglia non dipende da xx). Uniforme ⇒\Rightarrow il limite di continue è continuo, e lim⁡∫abfn=∫ablim⁡fn\lim\int_a^bf_n=\int_a^b\lim f_n su [a,b][a,b].
  • Derivate: se fn∈C1f_n\in C^1, fn(x0)f_n(x_0) converge e fn′→gf_n'\to g uniformemente, allora fn→ff_n\to f uniformemente e f′=gf'=g.
  • Criterio M di Weierstrass: ∣un(x)∣≤Mn ∀x∈E|u_n(x)|\le M_n\ \forall x\in E e ∑Mn<∞⇒∑un\sum M_n<\infty\Rightarrow\sum u_n converge assolutamente e uniformemente su EE.
  • Serie di potenze ∑an(x−x0)n\sum a_n(x-x_0)^n: raggio ρ=1L\displaystyle\rho=\frac1L, L=lim sup⁡∣an∣nL=\limsup\sqrt[n]{|a_n|} (ρ=+∞\rho=+\infty se L=0L=0, ρ=0\rho=0 se L=+∞L=+\infty); se esiste il limite, ρ=lim⁡∣anan+1∣\displaystyle\rho=\lim\Big|\frac{a_n}{a_{n+1}}\Big|. Converge assolutamente per ∣x−x0∣<ρ|x-x_0|<\rho, non converge per ∣x−x0∣>ρ|x-x_0|>\rho, uniformemente su [x0−K,x0+K][x_0-K,x_0+K], K<ρK<\rho.
  • Termine a termine (stesso raggio ρ\rho): f′(x)=∑n≥1nan(x−x0)n−1f'(x)=\sum_{n\ge1}na_n(x-x_0)^{n-1}; ∫abf=∑ann+1[(b−x0)n+1−(a−x0)n+1]\int_a^bf=\sum\frac{a_n}{n+1}\big[(b-x_0)^{n+1}-(a-x_0)^{n+1}\big] per a,ba,b dentro l'intervallo.
  • Serie di Taylor: ∑n≥0f(n)(x0)n!(x−x0)n\displaystyle\sum_{n\ge0}\frac{f^{(n)}(x_0)}{n!}(x-x_0)^n; se converge a ff vicino a x0x_0, ff è analitica.

Grafico interattivo: f_n(x) = xⁿ su [0, 1] per n = 1, 2, 5, 20: sull'intervallo [0, b] (b = 0,8) i grafici si schiacciano uniformemente su 0, ma vicino a x = 1 salgono sempre fino a 1 e il limite puntuale ha un salto in x = 1

Analisi complessa

Note: Numeri complessiI numeri complessi estendono i reali introducendo l'unità immaginaria $i$ ($i^2 = -1$) e possono essere rappresentati in forma algebrica, trigonometrica o polare. Tramite la formula di Eulero e le proprietà del modulo e dell'argomento, è possibile calcolare agilmente prodotti, potenze e radici ennesime.Numeri complessi → · Funzioni elementari complesseLe funzioni elementari complesse sono estese tramite le loro serie di potenze nel piano complesso. La formula di Eulero $e^{iz} = \cos z + i \sin z$ collega l'esponenziale alle funzioni trigonometriche, mentre il logaritmo complesso risulta essere una funzione polidroma.Funzioni elementari complesse → · Funzioni di variabile complessa e condizioni di Cauchy-RiemannStudio delle funzioni complesse come trasformazioni da C in C, definizione di limite, derivata complessa e funzioni olomorfe. Enunciazione e dimostrazione delle condizioni di Cauchy-Riemann e loro legame con l'equazione di Laplace e le funzioni armoniche.Funzioni di variabile complessa e condizioni di Cauchy-Riemann → · Integrale di linea complesso e teorema di CauchyL'integrale di una funzione complessa lungo una curva $z(t)$, $t\in[a,b]$, vale $\int_C f(z),dz=\int_a^b f(z(t)),z'(t),dt$ e dipende in generale dal cammino. Se $f$ è olomorfa in un dominio semplicemente connesso l'integrale su ogni curva chiusa è nullo (teorema di Cauchy), l'integrale dipende solo dagli estremi e vale $F(z_1)-F(z_0)$ con $F'=f$. Si può deformare il cammino senza attraversare singolarità: $\oint\frac{dz}{z-z_0}=2\pi i$ per ogni curva che gira una volta attorno a $z_0$.Integrale di linea complesso e teorema di Cauchy → · Formula integrale di CauchyLa formula integrale di Cauchy permette di calcolare i valori di una funzione olomorfa all'interno di un dominio semplicemente connesso conoscendone i valori sul bordo. Da essa discendono la proprietà di analiticità infinita, le formule per le derivate successive, il teorema di Liouville e la relazione tra il raggio di convergenza di una serie di potenze e la distanza dalle singolarità.Formula integrale di Cauchy → · Serie di Laurent e singolarità isolateLe serie di Laurent permettono di sviluppare in serie di potenze funzioni analitiche in una corona circolare, includendo potenze negative (parte principale). Le singolarità isolate si classificano in eliminabili, poli (tramite l'ordine del polo) o essenziali in base al comportamento dei coefficienti della parte principale.Serie di Laurent e singolarità isolate → · Teorema dei residuiIl teorema dei residui permette di calcolare integrali di funzioni complesse su curve chiuse sfruttando il coefficiente $a_{-1}$ della serie di Laurent attorno alle singolarità isolate. Il residuo in un polo semplice si calcola come $\lim_{z \to z_0} (z-z_0)f(z)$, mentre per poli di ordine $n$ si usa la formula di derivazione.Teorema dei residui → · Zeri, poli e teorema dell'indicatore logaritmicoUno zero di ordine k di una funzione olomorfa è un punto in cui f = (z − z0)^k g con g(z0) ≠ 0; un polo di ordine m è un punto in cui f = h/(z − z0)^m con h(z0) ≠ 0. Gli zeri di una funzione olomorfa non identicamente nulla sono isolati. La derivata logaritmica f'/f ha un polo semplice in ogni zero (residuo +k) e in ogni polo (residuo −m) di f: da qui il teorema dell'indicatore logaritmico, (1/2πi)∮ f'/f dz = (zeri) − (poli) dentro la curva, contati con la molteplicità. Attenzione alle singolarità eliminabili, che non contano.Zeri, poli e teorema dell'indicatore logaritmico →

  • z=x+iy=r(cos⁡θ+isin⁡θ)=reiθz=x+iy=r(\cos\theta+i\sin\theta)=re^{i\theta}; zˉ=x−iy\bar z=x-iy; ∣z∣=x2+y2|z|=\sqrt{x^2+y^2}. Radici nn-esime di z=reiθz=re^{i\theta}: wk=rn eiθ+2kπn\displaystyle w_k=\sqrt[n]r\,e^{i\frac{\theta+2k\pi}n}, k=0,…,n−1k=0,\dots,n-1 (vertici di un poligono regolare).
  • ez=∑n≥0znn!\displaystyle e^z=\sum_{n\ge0}\frac{z^n}{n!} (raggio +∞+\infty); Eulero: eiz=cos⁡z+isin⁡ze^{iz}=\cos z+i\sin z, cos⁡z=eiz+e−iz2\cos z=\frac{e^{iz}+e^{-iz}}2, sin⁡z=eiz−e−iz2i\sin z=\frac{e^{iz}-e^{-iz}}{2i}. Logaritmo (polidromo): ln⁡w=ln⁡∣w∣+i(Arg w+2kπ)\ln w=\ln|w|+i(\mathrm{Arg}\,w+2k\pi), k∈Zk\in\mathbb Z.
  • Derivata complessa: f′(z0)=lim⁡Δz→0f(z0+Δz)−f(z0)Δz\displaystyle f'(z_0)=\lim_{\Delta z\to0}\frac{f(z_0+\Delta z)-f(z_0)}{\Delta z}; olomorfa se derivabile in tutto un aperto. Cauchy-Riemann (f=u+ivf=u+iv): ux=vyu_x=v_y, uy=−vxu_y=-v_x (necessarie; sufficienti se le parziali sono continue). u,vu,v sono armonicheSoddisfano l'equazione di Laplace: la somma delle derivate seconde pure è nulla.: Δu=uxx+uyy=0\Delta u=u_{xx}+u_{yy}=0.
  • Integrale: ∫Cf dz=∫abf(z(t)) z′(t) dt\displaystyle\int_Cf\,dz=\int_a^bf(z(t))\,z'(t)\,dt. Se F′=fF'=f: ∫Cf dz=F(z1)−F(z0)\int_Cf\,dz=F(z_1)-F(z_0). Cauchy: ff olomorfa in un dominio semplicemente connesso ⇒∮Cf dz=0\Rightarrow\oint_Cf\,dz=0. Deformazione: nessuna singolarità tra le due curve ⇒\Rightarrow integrali uguali. ∮dzz−z0=2πi\oint\frac{dz}{z-z_0}=2\pi i (una volta, antiorario).
  • Formula integrale di Cauchy (curva semplice antioraria, z0z_0 interno): f(z0)=12πi∮Cf(z)z−z0dz\displaystyle f(z_0)=\frac1{2\pi i}\oint_C\frac{f(z)}{z-z_0}dz; derivate f(n)(z0)=n!2πi∮Cf(z)(z−z0)n+1dz\displaystyle f^{(n)}(z_0)=\frac{n!}{2\pi i}\oint_C\frac{f(z)}{(z-z_0)^{n+1}}dz. Liouville: intera e limitata ⇒\Rightarrow costante. Il raggio della serie di Taylor in z0z_0 è la distanza dalla singolarità più vicina.
  • Laurent in R1<∣z−z0∣<R2R_1<|z-z_0|<R_2: f=∑n=−∞+∞cn(z−z0)n\displaystyle f=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}c_n(z-z_0)^n, cn=12πi∮f(ζ)(ζ−z0)n+1dζc_n=\frac1{2\pi i}\oint\frac{f(\zeta)}{(\zeta-z_0)^{n+1}}d\zeta. Polo di ordine mm: lim⁡z→z0(z−z0)mf(z)=A≠0\lim_{z\to z_0}(z-z_0)^mf(z)=A\ne0 finito.
  • Residuo Res(f,z0)=c−1\mathrm{Res}(f,z_0)=c_{-1}. Polo semplice: lim⁡z→z0(z−z0)f(z)\lim_{z\to z_0}(z-z_0)f(z), e per PQ\frac PQ (Q(z0)=0Q(z_0)=0, Q′(z0)≠0Q'(z_0)\ne0) P(z0)Q′(z0)\frac{P(z_0)}{Q'(z_0)}. Polo di ordine nn: 1(n−1)!lim⁡z→z0dn−1dzn−1[(z−z0)nf(z)]\displaystyle\frac1{(n-1)!}\lim_{z\to z_0}\frac{d^{n-1}}{dz^{n-1}}\big[(z-z_0)^nf(z)\big].
  • Teorema dei residui: ∮γf dz=2πi∑jRes(f,zj)\displaystyle\oint_\gamma f\,dz=2\pi i\sum_j\mathrm{Res}(f,z_j) (singolarità interne, curva semplice antioraria). Integrali reali: ∫−∞+∞PQdx=2πi∑Imzj>0Res\displaystyle\int_{-\infty}^{+\infty}\frac{P}{Q}dx=2\pi i\sum_{\mathrm{Im}z_j>0}\mathrm{Res} se deg⁡Q≥deg⁡P+2\deg Q\ge\deg P+2 e QQ senza zeri reali; con eiaxe^{iax}, a>0a>0 ({{lemma di Jordan|Sulla semicirconferenza di raggio R l'integrale di f(z)e^{iaz} tende a 0 se f tende a 0 all'infinito.}}) basta deg⁡Q≥deg⁡P+1\deg Q\ge\deg P+1.
  • Indicatore logaritmico: 12πi∮γf′fdz=N−P\displaystyle\frac1{2\pi i}\oint_\gamma\frac{f'}{f}dz=N-P (NN zeri e PP poli dentro γ\gamma, con la molteplicità, nessuno su γ\gamma). Gli zeri di una olomorfa non identicamente nulla sono isolati.

Grafico interattivo: Le tre soluzioni di w³ = −8 sono i vertici di un triangolo equilatero inscritto nella circonferenza di raggio 2: w₀ = 1 + i√3 (angolo π/3), w₁ = −2 (angolo π), w₂ = 1 − i√3 (angolo 5π/3)

Grafico interattivo: La mappa w = eᶻ: le rette verticali x = 0, 1/2, 1 diventano circonferenze di raggio 1, e^(1/2) ≈ 1,65, e ≈ 2,72; le rette orizzontali y = 0, π/4, π/2, 3π/4 diventano semirette dall'origine con quell'angolo

Grafico interattivo: ∮ dz/(z(z − 2)) su |z| = 1, antioraria: il polo 0 è interno e contribuisce, il polo 2 è esterno e non conta; l'integrale vale 2πi·(−1/2) = −πi

Equazioni differenziali ordinarie

Note: Esistenza e unicità per il problema di CauchyProblema di Cauchy: y' = f(t, y), y(t0) = y0. Peano: f continua ⇒ esiste almeno una soluzione locale (non unica: y' = √|y|, y(0) = 0). Cauchy-Lipschitz: f continua e lipschitziana in y (basta f e ∂f/∂y continue) ⇒ soluzione unica in un intorno di t0. La soluzione può esplodere in tempo finito (y' = y², y' = 1 + y²); se f è lipschitziana in y su tutta la striscia [a, b] × R la soluzione esiste su tutto [a, b]. Un'equazione di ordine n si riduce a un sistema del primo ordine.Esistenza e unicità per il problema di Cauchy → · Equazioni riconducibili a variabili separabiliCon un cambio di incognita alcune equazioni del primo ordine diventano a variabili separabili o lineari. Omogenee y' = f(y/t): z = y/t, y' = z + tz', quindi tz' = f(z) − z. y' = f(at + by + c): z = at + by + c, z' = a + bf(z). Bernoulli y' = a(t)y + b(t)y^α (α ≠ 0, 1): z = y^(1−α) dà la lineare z' = (1 − α)[a(t)z + b(t)]. Si controllano sempre le soluzioni stazionarie e l'intervallo di esistenza.Equazioni riconducibili a variabili separabili → · Metodo di variazione delle costantiPer y'' + a(t)y' + b(t)y = f(t), note due soluzioni indipendenti y1, y2 dell'omogenea, una soluzione particolare è yp = c1(t)y1 + c2(t)y2 con c1'y1 + c2'y2 = 0 e c1'y1' + c2'y2' = f. Con Cramer: c1' = −y2 f/W, c2' = y1 f/W, dove W = y1y2' − y2y1' è il wronskiano. Funziona per ogni termine noto continuo (anche 1/sin t, e^(3t)/t), dove il metodo di somiglianza non si applica.Metodo di variazione delle costanti → · Sistemi di equazioni differenziali lineariSistema lineare Y' = A(t)Y + B(t): con A, B continue su I il problema di Cauchy ha una sola soluzione, definita su tutto I. Le soluzioni dell'omogeneo formano uno spazio di dimensione n (colonne di una matrice fondamentale, wronskiano ≠ 0). A coefficienti costanti: Y = e^(λt)V con λ autovalore e V autovettore di A; con λ = α ± iβ si prendono parte reale e immaginaria. Y(t) = e^(tA)Y0, con e^(tA) = P e^(tD) P⁻¹ se A = PDP⁻¹. Un'equazione di ordine n equivale a un sistema con la matrice compagna.Sistemi di equazioni differenziali lineari →

  • Cauchy: y′=f(t,y)y'=f(t,y), y(t0)=y0y(t_0)=y_0. Peano: ff continua ⇒\Rightarrow esiste almeno una soluzione locale (non unica: y′=∣y∣y'=\sqrt{|y|}, y(0)=0y(0)=0). Cauchy-Lipschitz: ff continua e lipschitziana in yy (∣f(t,y2)−f(t,y1)∣≤L∣y2−y1∣|f(t,y_2)-f(t,y_1)|\le L|y_2-y_1|, basta fyf_y limitata) ⇒\Rightarrow soluzione unica in un intorno di t0t_0; se lipschitziana su [a,b]×Rn[a,b]\times\mathbb R^n la soluzione è unica su tutto [a,b][a,b]. Esplosione in tempo finito: y′=y2y'=y^2, y(0)=1y(0)=1 dà y=11−ty=\frac1{1-t}.
  • Omogenea y′=f(y/t)y'=f(y/t): z=y/tz=y/t, tz′=f(z)−ztz'=f(z)-z. y′=f(at+by+c)y'=f(at+by+c): z=at+by+cz=at+by+c, z′=a+bf(z)z'=a+bf(z). Bernoulli y′=a(t)y+b(t)yαy'=a(t)y+b(t)y^\alpha (α≠0,1\alpha\ne0,1): z=y1−αz=y^{1-\alpha} dà la lineare z′=(1−α)[a(t)z+b(t)]z'=(1-\alpha)[a(t)z+b(t)]. Si controllano sempre le soluzioni stazionarie.
  • Variazione delle costanti per y′′+a(t)y′+b(t)y=f(t)y''+a(t)y'+b(t)y=f(t): yp=c1y1+c2y2y_p=c_1y_1+c_2y_2 con c1′y1+c2′y2=0c_1'y_1+c_2'y_2=0, c1′y1′+c2′y2′=fc_1'y_1'+c_2'y_2'=f; con W=y1y2′−y2y1′W=y_1y_2'-y_2y_1': c1′=−y2fW\displaystyle c_1'=-\frac{y_2f}W, c2′=y1fW\displaystyle c_2'=\frac{y_1f}W.
  • Sistemi Y′=A(t)Y+B(t)Y'=A(t)Y+B(t) con A,BA,B continue su II: Cauchy con soluzione unica su tutto II; le soluzioni dell'omogeneo formano uno spazio di dimensione nn (matrice fondamentale, wronskiano ≠0\ne0). AA costante: Y=eλtVY=e^{\lambda t}V con det⁡(A−λI)=0\det(A-\lambda I)=0 e VV autovettore; integrale generale ∑cieλitVi\sum c_ie^{\lambda_it}V_i; per λ=α±iβ\lambda=\alpha\pm i\beta si usano parte reale e parte immaginaria di e(α+iβ)tVe^{(\alpha+i\beta)t}V. Y(t)=etAY0Y(t)=e^{tA}Y_0, etA=PetDP−1e^{tA}=Pe^{tD}P^{-1} se A=PDP−1A=PDP^{-1}.

Grafico interattivo: Soluzione logistica y = 1/(1 + 9e^(−t)), con y(0) = 0,1: tende all'equilibrio y = 1

Grafico interattivo: Piano delle fasi di Y′ = (1 1; 4 1)Y: le rette tratteggiate sono gli autospazi (1, 2) per λ = 3 e (1, −2) per λ = −1; la traiettoria da (2, 0) (c₁ = c₂ = 1) esce lungo (1, 2), tutte le altre curve sono rami di iperbole della forma c₁e^(3t)(1, 2) + c₂e^(−t)(1, −2)

Complementi: superfici e flusso nello spazio

Note: Superfici, flusso e teoremi della divergenza e di StokesUna superficie parametrica è r(u,v) con (u,v) in un dominio D; il vettore normale è N = r_u × r_v e l'elemento di area è dσ = |N| du dv. Area = ∬|N| du dv; per un grafico z = g(x,y): ∬√(1 + g_x² + g_y²) dx dy. Integrale superficiale: ∬ f dσ. Superficie di rotazione di una curva (x(t), z(t)) attorno all'asse z: A = 2π ∫ x(t)|γ'(t)| dt (Guldino). Flusso di F attraverso S orientata: ∬ F·n dσ = ∬ F(r)·(r_u × r_v) du dv. Teorema della divergenza: flusso uscente da una superficie chiusa = ∭ div F dV. Teorema di Stokes: flusso di rot F attraverso S = circuitazione di F sul bordo, con orientazioni compatibili.Superfici, flusso e teoremi della divergenza e di Stokes →

  • Superficie r(u,v)\mathbf r(u,v), (u,v)∈D(u,v)\in D: normale N=ru×rv\mathbf N=\mathbf r_u\times\mathbf r_v, dσ=∣N∣ du dvd\sigma=|\mathbf N|\,du\,dv, area ∬D∣N∣ du dv\iint_D|\mathbf N|\,du\,dv; grafico z=g(x,y)z=g(x,y): ∬1+gx2+gy2 dx dy\iint\sqrt{1+g_x^2+g_y^2}\,dx\,dy. Superficie di rotazione (Guldino): A=2π∫x(t) ∣γ′(t)∣ dtA=2\pi\int x(t)\,|\gamma'(t)|\,dt.
  • Flusso: Φ=∬SF⋅n dσ=∬DF(r(u,v))⋅(ru×rv) du dv\displaystyle\Phi=\iint_S\mathbf F\cdot\mathbf n\,d\sigma=\iint_D\mathbf F(\mathbf r(u,v))\cdot(\mathbf r_u\times\mathbf r_v)\,du\,dv (segno ±\pm secondo il verso di n\mathbf n).
  • Divergenza: ∬∂ΩF⋅n dσ=∭Ωdiv⁡F dV\displaystyle\iint_{\partial\Omega}\mathbf F\cdot\mathbf n\,d\sigma=\iiint_\Omega\operatorname{div}\mathbf F\,dV, div⁡F=∂xF1+∂yF2+∂zF3\operatorname{div}\mathbf F=\partial_xF_1+\partial_yF_2+\partial_zF_3. Stokes: ∬Srot⁡F⋅n dσ=∮∂SF⋅dr\displaystyle\iint_S\operatorname{rot}\mathbf F\cdot\mathbf n\,d\sigma=\oint_{\partial S}\mathbf F\cdot d\mathbf r con orientazioni compatibili.

Versione ripasso