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Note per Studenti Demodulatore digitale - proiezione del rumore e teorema di irrilevanza

Demodulatore digitale - proiezione del rumore e teorema di irrilevanza

In questa pagina 7

Il demodulatore digitale (Modulazione digitale - trasmettitore, bit map e canale AWGNIl trasmettitore digitale ha due blocchi: la bit map raggruppa $\log_2M$ bit in un simbolo $a_m\in{1,\dots,M}$ (periodo $T=T_b\log_2M$) e il modulatore associa a ogni simbolo una forma d'onda $s_{a_m}(t)$, così $s_{Tx}(t)=\sum_ms_{a_m}(t-mT)$; l'insieme delle $M$ forme d'onda è la segnalazione. Il canale ideale lascia il segnale com'è, il canale AWGN lo scala di $A$ e somma il rumore bianco gaussiano $w(t)$, il canale multipath somma echi ritardati: i suoi due effetti sono la deformazione delle forme d'onda ($s'_m$) e l'interferenza intersimbolica. Il ricevitore ha un demodulatore digitale che decide $\hat a_m$ e una bit demap.Modulazione digitale - trasmettitore, bit map e canale AWGN →) deve decidere quale simbolo è stato trasmesso a partire dalla forma d'onda ricevuta. Si assumono nessuna interferenza intersimbolica e canale AWGN; si studia un solo simbolo, trasmesso al tempo 00:

r(t)=sa0(t)+w(t),a0∈{1,…,M}.r(t)=s_{a_0}(t)+w(t),\qquad a_0\in\{1,\dots,M\}.

Qui s1,…,sMs_1,\dots,s_M sono le forme d'onda come arrivano al ricevitore (cioè dopo il guadagno o l'attenuazione del canale). Per la versione di Ing. Elettronica si veda Il rumore AWGN nello spazio dei segnaliIl ricevitore vede solo la componente del rumore nello spazio dei segnali: $w_i=\langle w,\phi_i\rangle$. Per un rumore bianco gaussiano le $w_i$ sono gaussiane a media nulla, scorrelate (quindi indipendenti) e con la stessa varianza $\sigma_I^2=\frac{N_0}2$, qualunque sia la base ortonormale. Il vettore ricevuto $\mathbf r=\mathbf s_m+\mathbf w$ ha densità condizionata $p_{\mathbf r|m}(\boldsymbol\rho|m)=\left(\pi N_0\right)^{-I/2}e^{-\lVert\boldsymbol\rho-\mathbf s_m\rVert^2/N_0}$: il rumore sposta il punto trasmesso in modo circolare.Il rumore AWGN nello spazio dei segnali →.

Proiezione sulla base

Senza rumore il ricevitore vedrebbe una delle MM forme d'onda note: si costruisce quindi una base ortonormale {ϕ1,…,ϕI}\{\phi_1,\dots,\phi_I\} del sottospazio da esse generato (Spazio dei segnali - base ortonormale, coordinate e Gram-SchmidtI segnali a energia finita formano uno spazio vettoriale con prodotto interno $\langle x,y\rangle=\int x(t)y(t),dt$, norma $\lVert x\rVert=\sqrt{E_x}$ e distanza $d(x,y)=\lVert x-y\rVert$. Le $M$ forme d'onda di una segnalazione generano un sottospazio, di cui si costruisce una base ortonormale ${\phi_1,\dots,\phi_I}$ con $I\le M$ (procedura di Gram-Schmidt). Ogni segnale diventa il vettore delle coordinate $s_i=\langle s,\phi_i\rangle$: somme, prodotti per scalari, energie ($E_s=\sum s_i^2$) e distanze si calcolano uguali sui vettori. L'insieme dei vettori ${\mathbf s_1,\dots,\mathbf s_M}$ è la costellazione.Spazio dei segnali - base ortonormale, coordinate e Gram-Schmidt →) e si disegna la costellazione {s1,…,sM}\{\mathbf s_1,\dots,\mathbf s_M\}.

Il demodulatore calcola le proiezioni del segnale ricevuto,

ri=⟨r(t),ϕi(t)⟩=∫r(t)ϕi(t) dt,i=1,…,I,r=[r1,…,rI],r_i=\langle r(t),\phi_i(t)\rangle=\int r(t)\phi_i(t)\,dt,\qquad i=1,\dots,I,\qquad\mathbf r=[r_1,\dots,r_I],

e per la linearità del prodotto interno

ri=⟨sa0,ϕi⟩⏟sa0,i+⟨w,ϕi⟩⏟wi⟹r=sa0+w,w=[w1,…,wI].r_i=\underbrace{\langle s_{a_0},\phi_i\rangle}_{s_{a_0,i}}+\underbrace{\langle w,\phi_i\rangle}_{w_i}\quad\Longrightarrow\quad\boxed{\mathbf r=\mathbf s_{a_0}+\mathbf w,\qquad\mathbf w=[w_1,\dots,w_I].}

Attenzione: r\mathbf r è il vettore che meglio approssima r(t)r(t) nello spazio generato dalla base, ma r(t)≠∑iriϕi(t)r(t)\ne\sum_ir_i\phi_i(t) in generale. La differenza è la parte di rumore che non cade nel sottospazio (vedi più avanti).

Il rumore dopo la proiezione

Il rumore w(t)w(t) è un processo gaussiano, a media nulla e bianco: valori a istanti diversi sono scorrelati, e la sua autocorrelazione è E[w(t1)w(t2)]=N02 δ(t1−t2),E\left[w(t_1)w(t_2)\right]=\frac{N_0}2\,\delta(t_1-t_2), con N02\frac{N_0}2 la densità spettrale di potenza (Processi stazionari e densità spettrale di potenzaUn processo è stazionario in media, in potenza, nel primo ordine o in correlazione se la rispettiva grandezza non cambia traslando il tempo; stazionario in senso lato (sl) = media costante e r_x(t,s) = r_x(t-s); in senso stretto (ss) = tutte le densità invarianti. La densità spettrale di potenza R_x(f) = F[r_x(τ)] è non negativa e ha integrale = potenza statistica. Rumore bianco: R costante. Ciclostazionario: statistiche periodiche. Ergodico in media: la media temporale di una realizzazione converge a m_x.Processi stazionari e densità spettrale di potenza →). Si pone σI2=N02\sigma_I^2=\frac{N_0}2 (nel corso si trova anche scritto σW2\sigma_W^2 per la "varianza" del rumore bianco). Ogni componente wi=∫w(t)ϕi(t) dtw_i=\int w(t)\phi_i(t)\,dt è un integrale (operazione lineare) di un processo gaussiano:

  1. è gaussiana;
  2. ha media nulla: E[wi]=∫E[w(t)] ϕi(t) dt=0E[w_i]=\int E[w(t)]\,\phi_i(t)\,dt=0 (si scambiano valore atteso e integrale, e ϕi\phi_i è deterministica);
  3. correlazione: per qualsiasi coppia i,ji,j E[wiwj]=∬ϕi(t1)ϕj(t2) E[w(t1)w(t2)] dt1dt2=∬ϕi(t1)ϕj(t2) N02δ(t1−t2) dt1dt2=N02∫ϕi(t)ϕj(t) dt.E[w_iw_j]=\iint\phi_i(t_1)\phi_j(t_2)\,E[w(t_1)w(t_2)]\,dt_1dt_2=\iint\phi_i(t_1)\phi_j(t_2)\,\frac{N_0}2\delta(t_1-t_2)\,dt_1dt_2=\frac{N_0}2\int\phi_i(t)\phi_j(t)\,dt. L'ultimo integrale è il prodotto interno di due elementi di una base ortonormale: E[wiwj]={0i≠jσI2=N02i=jE[w_iw_j]=\begin{cases}0&i\ne j\\ \sigma_I^2=\frac{N_0}2&i=j\end{cases}

Quindi le wiw_i hanno tutte varianza σI2=N02\sigma_I^2=\frac{N_0}2 e sono scorrelate; essendo congiuntamente gaussiane, la scorrelazione implica che sono indipendenti (Distribuzione gaussiana (normale)N(μ, σ²) ha densità e^(−(x−μ)²/(2σ²)) / √(2πσ²), a campana centrata in μ con larghezza σ; media μ, varianza σ²; si standardizza con Z = (X − μ)/σ ~ N(0, 1) e si calcola P(X ≤ x) = Φ((x − μ)/σ), con Φ(−z) = 1 − Φ(z); aX + b è ancora gaussiana, N(aμ + b, a²σ²).Distribuzione gaussiana (normale) →, Vettori gaussianiX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →). Il risultato non dipende dalla base scelta. Con le unità: wiw_i si misura in Vs\sqrt{\text{s}}, la varianza in V2^2s == V2^2/Hz, esattamente come N02\frac{N_0}2. (Un controllo numerico: discretizzando il rumore con un passo Δt\Delta t, cioè campioni di varianza N0/2Δt\frac{N_0/2}{\Delta t}, e proiettando su due funzioni ortonormali si ottengono due variabili con varianza N02\frac{N_0}2 e correlazione nulla.)

Esempio. Se N02=10−8\frac{N_0}2=10^{-8} V2^2/Hz, il rumore su ciascuna coordinata ha σI2=10−8\sigma_I^2=10^{-8} V2^2s, cioè deviazione standard σI=10−4\sigma_I=10^{-4} Vs\sqrt{\text{s}}, qualunque sia la base e qualunque sia il numero II di dimensioni.

Densità del vettore ricevuto. Per l'indipendenza, la densità del rumore è il prodotto delle densità delle componenti. Condizionando al simbolo trasmesso a0=ma_0=m (cioè r=sm+w\mathbf r=\mathbf s_m+\mathbf w) si ottiene, per un punto ρ∈RI\boldsymbol\rho\in\mathbb R^I,

pr∣a0(ρ∣m)=∏i=1I12π σI e−12(ρi−sm,iσI)2=1(2πσI2)I/2 e−∥ρ−sm∥22σI2\boxed{p_{\mathbf r|a_0}(\boldsymbol\rho\mid m)=\prod_{i=1}^I\frac1{\sqrt{2\pi}\,\sigma_I}\,e^{-\frac12\left(\frac{\rho_i-s_{m,i}}{\sigma_I}\right)^2}=\frac{1}{\left(2\pi\sigma_I^2\right)^{I/2}}\,e^{-\frac{\lVert\boldsymbol\rho-\mathbf s_m\rVert^2}{2\sigma_I^2}}}

Dipende solo dalla distanza da sm\mathbf s_m: attorno a ogni punto della costellazione il vettore ricevuto forma una nuvola gaussiana circolare (uguale in tutte le direzioni). In una dimensione, con due punti ±1\pm1 e σI=0,5\sigma_I=0{,}5, le densità sono due campane che si sovrappongono nella zona centrale: lì ogni decisione può sbagliare.

Grafico interattivo: I = 1, punti s₁ = −1 e s₂ = +1, σ_I = 0,5: la densità di r dato il simbolo è una campana gaussiana centrata sul punto trasmesso. Nella zona dove le due campane si sovrappongono (intorno a ρ = 0) il ricevitore sbaglia più spesso

La parte di rumore che non conta

Il segnale w(t)w(t) non è nel sottospazio generato da ϕ1,…,ϕI\phi_1,\dots,\phi_I: w(t)≠∑i=1Iwiϕi(t)w(t)\ne\sum_{i=1}^Iw_i\phi_i(t). Per capire che cosa si perde si completa la base fino a una base estesa {ϕˉi}i=1∞\{\bar\phi_i\}_{i=1}^\infty, con ϕˉi=ϕi\bar\phi_i=\phi_i per i≤Ii\le I, in modo che w(t)=∑i=1∞wiϕˉi(t)w(t)=\sum_{i=1}^\infty w_i\bar\phi_i(t). Nel caso AWGN tutte le wiw_i sono gaussiane indipendenti, con varianza σI2\sigma_I^2. I segnali, però, stanno solo nel sottospazio, quindi hanno coordinate nulle su ϕˉi\bar\phi_i con i>Ii>I, e il ricevitore ideale vedrebbe

rˉ=[sa0,1+w1,…,sa0,I+wI⏟r(I) (quelle che si calcolano), wI+1, wI+2,…⏟r(II)].\bar{\mathbf r}=[\underbrace{s_{a_0,1}+w_1,\dots,s_{a_0,I}+w_I}_{\mathbf r^{(I)}\ \text{(quelle che si calcolano)}},\ \underbrace{w_{I+1},\,w_{I+2},\dots}_{\mathbf r^{(II)}}].

Le componenti wI+1,wI+2,…w_{I+1},w_{I+2},\dots non portano informazione né sul simbolo trasmesso (non contengono sa0s_{a_0}) né sul rumore che disturba le prime II componenti (sono indipendenti da w1,…,wIw_1,\dots,w_I): non servono a decidere e si possono ignorare. Proiettare su ϕ1,…,ϕI\phi_1,\dots,\phi_I non è un'approssimazione che costa in prestazioni. Lo enuncia il teorema seguente.

Teorema di irrilevanza

Si consideri il criterio di decisione ottimo MAP per un canale generico (Regioni di decisione - criteri MAP, ML e minima distanzaLe regioni di decisione $\mathcal R_1,\dots,\mathcal R_M$ sono una partizione dello spazio $\mathbb R^I$: se il vettore ricevuto cade in $\mathcal R_m$ si decide $\hat a_0=m$. La probabilità di decisione corretta è $P[C]=\sum_m\int_{\mathcal R_m}D(\boldsymbol\rho;m),d\boldsymbol\rho$ con $D=P_{a_0}(m),p_{\mathbf r|a_0}(\boldsymbol\rho|m)$, ed è massima assegnando ogni $\boldsymbol\rho$ al $m$ che massimizza $D$: criterio MAP. Con simboli equiprobabili è il ML; con in più rumore AWGN diventa la minima distanza (MD), $\hat a_0=\arg\min_m\lVert\boldsymbol\rho-\mathbf s_m\rVert$, con confini che sono gli assi dei segmenti tra i punti. Con probabilità diverse i confini si spostano verso i punti meno probabili.Regioni di decisione - criteri MAP, ML e minima distanza →), a^0=arg⁡max⁡m pr∣a0(r∣m) Pa0(m).\hat a_0=\arg\max_m\ p_{\mathbf r|a_0}(\mathbf r\mid m)\,P_{a_0}(m). Si divide il vettore dei dati in due parti, r=[r(I),r(II)]\mathbf r=\left[\mathbf r^{(I)},\mathbf r^{(II)}\right], con r(I)\mathbf r^{(I)} le componenti nello spazio dei segnali (di dimensione II) e r(II)\mathbf r^{(II)} le altre.

Teorema (irrilevanza). Se, dato il simbolo mm, r(II)\mathbf r^{(II)} è indipendente da r(I)\mathbf r^{(I)}, e inoltre la densità di r(II)\mathbf r^{(II)} non dipende dal simbolo, pr(II)∣a0(r(II)∣m)=pr(II)(r(II))p_{\mathbf r^{(II)}|a_0}(\mathbf r^{(II)}\mid m)=p_{\mathbf r^{(II)}}(\mathbf r^{(II)}) per ogni mm, allora a^0=arg⁡max⁡m pr(I)∣a0(r(I)∣m)Pa0(m):\hat a_0=\arg\max_m\ p_{\mathbf r^{(I)}|a_0}\left(\mathbf r^{(I)}\mid m\right)P_{a_0}(m): la parte r(II)\mathbf r^{(II)} è irrilevante e può essere scartata.

Dimostrazione. Per l'indipendenza la densità congiunta si spezza nel prodotto: p(r(I),r(II)∣m)=p(r(I)∣m)p(r(II)∣m)p\left(\mathbf r^{(I)},\mathbf r^{(II)}\mid m\right)=p\left(\mathbf r^{(I)}\mid m\right)p\left(\mathbf r^{(II)}\mid m\right). Il secondo fattore non dipende da mm, quindi è una costante moltiplicativa positiva comune a tutti i termini del confronto, e non cambia quale mm massimizza. □\square

Nel caso AWGN le condizioni valgono (le wiw_i sono indipendenti tra loro e dal simbolo), quindi basta calcolare le II proiezioni sulla base della segnalazione: r(I)=sa0+w.\mathbf r^{(I)}=\mathbf s_{a_0}+\mathbf w.

Esempio: quando il teorema non vale

Le condizioni sono necessarie. Sia M=2M=2, con s1(t)=1s_1(t)=1 per 0<t<2T30<t<\frac{2T}3 e s2=−s1s_2=-s_1 (quindi I=1I=1, ϕ1=s12T/3\phi_1=\frac{s_1}{\sqrt{2T/3}}), e supponiamo che il disturbo non sia AWGN ma assuma due soli valori, equiprobabili e indipendenti da a0a_0: w1(t)=1w_1(t)=1 per 0<t<T0<t<T oppure w2(t)=−w1(t)w_2(t)=-w_1(t). Si introduce la seconda funzione ϕ2=1T/3\phi_2=\frac1{\sqrt{T/3}} per 2T3<t<T\frac{2T}3<t<T (ortogonale a ϕ1\phi_1 e fuori dalla segnalazione). Le coordinate del disturbo sono ±[2T3, T3]\pm\left[\sqrt{\tfrac{2T}3},\ \sqrt{\tfrac T3}\right]. Le quattro possibili coppie (simbolo, disturbo) danno

trasmesso disturbo r1r_1 r2r_2
s1s_1 w1w_1 22T/32\sqrt{2T/3} +T/3+\sqrt{T/3}
s1s_1 w2w_2 00 −T/3-\sqrt{T/3}
s2s_2 w1w_1 00 +T/3+\sqrt{T/3}
s2s_2 w2w_2 −22T/3-2\sqrt{2T/3} −T/3-\sqrt{T/3}

(per T=1T=1: r1=±1,633r_1=\pm1{,}633 o 00, r2=±0,577r_2=\pm0{,}577; verificato numericamente con gli integrali). Con la sola r1r_1, quando r1=0r_1=0 (metà dei casi) i due simboli sono indistinguibili e si sbaglia una volta su due: P[E]=14P[E]=\frac14. Con anche r2r_2 le quattro coppie sono tutte distinte e la decisione è sempre esatta (P[E]=0P[E]=0): r2r_2 rivela il segno del disturbo, che si toglie da r1r_1. Qui r(II)=r2\mathbf r^{(II)}=r_2 non è indipendente da r1r_1 (dipende dallo stesso disturbo), quindi non è irrilevante. Con il rumore bianco gaussiano questo non succede mai, perché ciascun wiw_i è indipendente dagli altri.

Errori comuni

  • Dire che il rumore "viene eliminato" dalla proiezione: viene eliminata solo la parte fuori dallo spazio dei segnali; resta la parte lungo le ϕi\phi_i, che disturba le coordinate.
  • Dimenticare che σI2=N02\sigma_I^2=\frac{N_0}2 (e non N0N_0) è la varianza per dimensione, uguale per ogni base ortonormale.
  • Credere che ∑iriϕi(t)\sum_ir_i\phi_i(t) sia uguale a r(t)r(t).
  • Applicare il teorema di irrilevanza senza controllare le due ipotesi (indipendenza da r(I)\mathbf r^{(I)} e dal simbolo).

Domande d'esame

  1. Quali proprietà statistiche hanno le componenti del rumore all'uscita del demodulatore? Gaussiane, media nulla, varianza σI2=N02\sigma_I^2=\frac{N_0}2, indipendenti fra loro (scorrelate e gaussiane); la densità di r∣m\mathbf r|m dipende solo da ∥ρ−sm∥\lVert\boldsymbol\rho-\mathbf s_m\rVert.
  2. Perché basta proiettare su una base di dimensione II, anche se il rumore ha infinite componenti? Per il teorema di irrilevanza: le componenti fuori dallo spazio dei segnali sono indipendenti dal simbolo e dalle altre componenti, quindi non cambiano la decisione ottima.
  3. Il rumore su un canale AWGN ha N02=2⋅10−8\frac{N_0}2=2\cdot10^{-8} V2^2/Hz. Quanto vale la varianza su ogni coordinata di una costellazione bidimensionale? σI2=N02=2⋅10−8\sigma_I^2=\frac{N_0}2=2\cdot10^{-8} V2^2s su entrambe le coordinate, indipendenti.

Esercizi svolti

Versione ripasso

Modello (senza ISI, un solo simbolo)

Rumore proiettato (versione Ing. Elettronica: Il rumore AWGN nello spazio dei segnaliIl ricevitore vede solo la componente del rumore nello spazio dei segnali: $w_i=\langle w,\phi_i\rangle$. Per un rumore bianco gaussiano le $w_i$ sono gaussiane a media nulla, scorrelate (quindi indipendenti) e con la stessa varianza $\sigma_I^2=\frac{N_0}2$, qualunque sia la base ortonormale. Il vettore ricevuto $\mathbf r=\mathbf s_m+\mathbf w$ ha densità condizionata $p_{\mathbf r|m}(\boldsymbol\rho|m)=\left(\pi N_0\right)^{-I/2}e^{-\lVert\boldsymbol\rho-\mathbf s_m\rVert^2/N_0}$: il rumore sposta il punto trasmesso in modo circolare.Il rumore AWGN nello spazio dei segnali →)

Densità

  • pr∣a0(ρ∣m)=(2πσI2)−I/2e−∥ρ−sm∥2/(2σI2)\boxed{p_{\mathbf r|a_0}(\boldsymbol\rho\mid m)=\left(2\pi\sigma_I^2\right)^{-I/2}e^{-\lVert\boldsymbol\rho-\mathbf s_m\rVert^2/(2\sigma_I^2)}}: nuvola circolare centrata su sm\mathbf s_m.

Base estesa

  • w(t)=∑i=1∞wiϕˉi(t)w(t)=\sum_{i=1}^\infty w_i\bar\phi_i(t); i segnali hanno coordinate nulle per i>Ii>I.
  • rˉ=[sa0,1+w1,…,sa0,I+wI,wI+1,… ]\bar{\mathbf r}=[s_{a_0,1}+w_1,\dots,s_{a_0,I}+w_I,w_{I+1},\dots]: le wI+1,…w_{I+1},\dots non portano informazione sul simbolo né sul rumore delle prime II.

Teorema di irrilevanza

  • Nel MAP a^0=arg⁡max⁡mpr∣a0(r∣m)Pa0(m)\hat a_0=\arg\max_m p_{\mathbf r|a_0}(\mathbf r|m)P_{a_0}(m), con r=[r(I),r(II)]\mathbf r=[\mathbf r^{(I)},\mathbf r^{(II)}].
  • Se r(II)∣m\mathbf r^{(II)}|m è indipendente da r(I)∣m\mathbf r^{(I)}|m e la sua densità non dipende da mm, il suo fattore è una costante comune e si scarta: a^0=arg⁡max⁡mpr(I)∣a0(r(I)∣m)Pa0(m)\hat a_0=\arg\max_m p_{\mathbf r^{(I)}|a_0}(\mathbf r^{(I)}|m)P_{a_0}(m).
  • Nel caso AWGN le ipotesi valgono.
  • Controesempio: s1=rect⁡s_1=\operatorname{rect} su [0,2T3]\left[0,\frac{2T}3\right], s2=−s1s_2=-s_1, disturbo ±1\pm1 su [0,T][0,T] (due valori). Con la sola r1r_1 si ha P[E]=14P[E]=\frac14 (i casi con r1=0r_1=0); con anche r2=±T/3r_2=\pm\sqrt{T/3}, che rivela il segno del disturbo, P[E]=0P[E]=0: r2r_2 non è indipendente da r1r_1.

Passaggi

  • E[wi]=∫E[w(t)]ϕi(t) dt=0E[w_i]=\int E[w(t)]\phi_i(t)\,dt=0 (si scambiano valore atteso e integrale; ϕi\phi_i è deterministica).
  • E[wiwj]=∬ϕi(t1)ϕj(t2)N02δ(t1−t2) dt1dt2=N02∫ϕiϕj dtE[w_iw_j]=\iint\phi_i(t_1)\phi_j(t_2)\frac{N_0}2\delta(t_1-t_2)\,dt_1dt_2=\frac{N_0}2\int\phi_i\phi_j\,dt: vale 00 se i≠ji\ne j e N02\frac{N_0}2 se i=ji=j.
  • La densità congiunta è il prodotto delle II gaussiane indipendenti: dipende solo da ∥ρ−sm∥\lVert\boldsymbol\rho-\mathbf s_m\rVert.
  • Esempio: N02=10−8\frac{N_0}2=10^{-8} V2^2/Hz ⇒σI2=10−8\Rightarrow\sigma_I^2=10^{-8} V2^2s, σI=10−4\sigma_I=10^{-4} Vs\sqrt{\text{s}} su ogni coordinata, qualunque sia la base. Una simulazione con rumore discretizzato conferma varianza N02\frac{N_0}2 e correlazione nulla.
  • Dimostrazione dell'irrilevanza: se r(I)\mathbf r^{(I)} e r(II)\mathbf r^{(II)} sono indipendenti dato mm, p(r(I),r(II)∣m)=p(r(I)∣m) p(r(II)∣m)p(\mathbf r^{(I)},\mathbf r^{(II)}|m)=p(\mathbf r^{(I)}|m)\,p(\mathbf r^{(II)}|m); il secondo fattore non dipende da mm, è una costante positiva comune e non cambia l'arg⁡max⁡\arg\max.

Controesempio (T=1T=1)

trasmesso disturbo r1r_1 r2r_2
s1s_1 +1+1 1,6331{,}633 +0,577+0{,}577
s1s_1 −1-1 00 −0,577-0{,}577
s2s_2 +1+1 00 +0,577+0{,}577
s2s_2 −1-1 −1,633-1{,}633 −0,577-0{,}577
  • Le quattro coppie (r1,r2)(r_1,r_2) sono tutte distinte: con r2r_2 l'errore è nullo, con la sola r1r_1 vale 14\frac14.

Errori tipici

  • Pensare che la proiezione elimini tutto il rumore (elimina solo la parte fuori dallo spazio).
  • N0N_0 al posto di N02\frac{N_0}2 come varianza per dimensione.
  • r(t)=∑riϕir(t)=\sum r_i\phi_i.
  • Usare l'irrilevanza senza controllare le due ipotesi.

Esercizi su questo argomento

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