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Note per Studenti Probabilità per le telecomunicazioni - eventi e variabili aleatorie discrete

Probabilità per le telecomunicazioni - eventi e variabili aleatorie discrete

In questa pagina 9

In una trasmissione digitale quasi tutto è aleatorio: il bit che la sorgente emette (non si sa in anticipo se sarà 00 o 11), il valore del rumore in un dato istante, il simbolo che il ricevitore decide. Per ragionare su questi fatti con i numeri serve un piccolo kit di probabilità, che qui si richiama partendo dagli eventi e arrivando al valore atteso. Le variabili che prendono valori su un intervallo continuo (il rumore gaussiano) sono nella nota successiva: Variabili aleatorie continue - uniforme, gaussiana, esponenziale e funzione QUna v.a. continua ha funzione di distribuzione F_x(a) = P(x ≤ a) e densità f_x(a) = dF_x/da ≥ 0 con integrale 1; P(A ≤ x ≤ B) = F_x(B) − F_x(A) = ∫_A^B f_x e P(x = A) = 0. Uniforme U([a,b]): densità 1/(b−a), media (a+b)/2, varianza (b−a)²/12. Esponenziale unilatera di media m: (1/m)e^(−a/m), a ≥ 0. Gaussiana N(m, σ²): P(x ≥ A) = Q((A − m)/σ), con Q(A) coda della gaussiana standard. Somme di gaussiane indipendenti sono gaussiane (medie e varianze si sommano); teorema del limite centrale.Variabili aleatorie continue - uniforme, gaussiana, esponenziale e funzione Q →.

Chi vuole le dimostrazioni complete trova la teoria generale in Spazio campionario ed eventiUno spazio di probabilità è la terna (Ω, F, P); Ω raccoglie gli esiti possibili dell'esperimento, un evento è un sottoinsieme di Ω, e le operazioni logiche tra eventi sono unione, intersezione e complementare.Spazio campionario ed eventi →, Misura di probabilità e sue proprietàUna misura di probabilità è una funzione P: F → [0,1] con P(Ω) = 1 e σ-additiva; ne seguono P(Aᶜ) = 1 − P(A), P(∅) = 0, monotonia, P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B) e la formula di inclusione-esclusione.Misura di probabilità e sue proprietà →, Variabili aleatorie discrete e densità discretaUna variabile aleatoria discreta è una funzione X da Ω in R che assume un insieme finito o numerabile di valori (l'alfabeto); la sua densità discreta p_X(x) = P(X = x) basta a calcolare la probabilità di ogni evento che riguarda X.Variabili aleatorie discrete e densità discreta →, Probabilità condizionataLa probabilità di A sapendo che si è verificato B è P(A ∣ B) = P(A ∩ B) / P(B), con P(B) > 0; è una nuova misura di probabilità, e da essa seguono la regola del prodotto e la regola della catena.Probabilità condizionata →, Indipendenza di eventiA e B sono indipendenti se P(A ∩ B) = P(A) P(B), cioè se sapere che uno si è verificato non cambia la probabilità dell'altro; l'indipendenza passa ai complementari, non va confusa con l'incompatibilità, e per più eventi va richiesta su ogni sottofamiglia.Indipendenza di eventi →, Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso → e Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti →. Versione per Ing. Elettronica: Variabili aleatorie e vettori aleatori per le comunicazioniUna variabile aleatoria è descritta da una PMD (discreta) o da una PDF (continua) e dalla funzione di ripartizione; per la gaussiana $P[x>a]=Q\left(\frac{a-m}{\sigma}\right)$ con la funzione coda $Q$. Media $m_x$, varianza $\sigma_x^2$ e potenza statistica $M_x=\sigma_x^2+m_x^2$. Per un vettore aleatorio contano l'indipendenza, le probabilità condizionate (totali e di Bayes) e la correlazione; combinazioni lineari di gaussiane sono gaussiane, e gaussiane scorrelate sono indipendenti.Variabili aleatorie e vettori aleatori per le comunicazioni →.

Eventi e probabilità

Un evento è un'affermazione che può essere vera o falsa dopo l'esperimento: "il bit trasmesso è 11", "il rumore supera 22 V". La sua probabilità P(x)P(x) è un numero tra 00 e 11: 0≤P(x)≤1,0\le P(x)\le1, con P=0P=0 per l'evento impossibile e P=1P=1 per quello certo. Per combinare due eventi xx e yy si usano due operazioni.

  • Unione x∪yx\cup y: si verifica xx, oppure yy, oppure entrambi.
  • Intersezione x∩yx\cap y: si verificano contemporaneamente xx e yy.

Teorema (probabilità dell'unione). P(x∪y)=P(x)+P(y)−P(x∩y).P(x\cup y)=P(x)+P(y)-P(x\cap y). Se i due eventi sono disgiunti (non possono accadere insieme, P(x∩y)=0P(x\cap y)=0) si riduce a P(x∪y)=P(x)+P(y)P(x\cup y)=P(x)+P(y).

Il perché del termine sottratto: sommando P(x)+P(y)P(x)+P(y) la parte comune ai due eventi viene contata due volte, quindi la si toglie una volta. Esempio: lancio un dado equilibrato, x=x= "esce un numero pari" (P=12P=\tfrac12), y=y= "esce un numero maggiore di 33" (P=12P=\tfrac12). L'intersezione è "esce 44 o 66", con P=26=13P=\tfrac26=\tfrac13, quindi P(x∪y)=12+12−13=23P(x\cup y)=\tfrac12+\tfrac12-\tfrac13=\tfrac23: infatti i casi favorevoli sono {2,4,5,6}\{2,4,5,6\}, quattro su sei.

Variabili aleatorie discrete

Una variabile aleatoria (v.a.) è un numero il cui valore dipende dall'esito dell'esperimento. È discreta se può prendere solo un numero finito (o numerabile) di valori, raccolti nel suo alfabeto Ax={a1,…,aN},ai∈R.A_x=\{a_1,\dots,a_N\},\qquad a_i\in\mathbb R. Il pedice di una densità è il nome della v.a., l'argomento è un elemento dell'alfabeto. La densità di probabilità discreta (nel seguito "densità") è px(ai)=P(x=ai),i=1,…,N.p_x(a_i)=P(x=a_i),\qquad i=1,\dots,N. Due proprietà fondamentali:

  1. le probabilità sono non negative e sommano a 11, perché ogni esperimento dà un valore dell'alfabeto: ∑i=1Npx(ai)=1;\sum_{i=1}^{N}p_x(a_i)=1;
  2. la probabilità che xx stia in un insieme A\mathcal A si ottiene sommando le densità degli elementi dell'insieme: P(x∈A)=∑ai∈Apx(ai).P(x\in\mathcal A)=\sum_{a_i\in\mathcal A}p_x(a_i).

Per esempio P(x∈{a1,a2})=px(a1)+px(a2)P(x\in\{a_1,a_2\})=p_x(a_1)+p_x(a_2), perché {x=a1}\{x=a_1\} e {x=a2}\{x=a_2\} sono eventi disgiunti. E P(x≥A)=∑ai : ai≥Apx(ai)P(x\ge A)=\sum_{a_i\,:\,a_i\ge A}p_x(a_i): si sommano solo i valori dell'alfabeto che soddisfano la condizione.

Esempio. Una v.a. xx ha alfabeto {1,2,3}\{1,2,3\} con px(1)=0,1p_x(1)=0{,}1, px(2)=0,3p_x(2)=0{,}3. Poiché la somma deve valere 11, px(3)=1−0,1−0,3=0,6p_x(3)=1-0{,}1-0{,}3=0{,}6. Allora P(x≥2)=0,3+0,6=0,9P(x\ge2)=0{,}3+0{,}6=0{,}9 e P(x∈{1,3})=0,7P(x\in\{1,3\})=0{,}7.

Probabilità condizionata

Se so già che l'evento yy è accaduto, la probabilità di xx cambia: si restringe lo sguardo ai soli casi in cui yy è vero. Si definisce P(x∣y)=P(x∩y)P(y)(P(y)>0).P(x\mid y)=\frac{P(x\cap y)}{P(y)}\qquad(P(y)>0). Il denominatore P(y)P(y) rinormalizza: tra i casi in cui yy è vero, la frazione in cui lo è anche xx. Per le v.a. discrete gli eventi sono del tipo {x=a3}\{x=a_3\} e {y=b1}\{y=b_1\}, con a3∈Axa_3\in A_x e b1∈Ayb_1\in A_y: P(x=a3∣y=b1)=P(x=a3, y=b1)P(y=b1).P(x=a_3\mid y=b_1)=\frac{P(x=a_3,\ y=b_1)}{P(y=b_1)}.

Esempio (trasformazione deterministica). Sia xx uniforme sull'alfabeto Ax={−5,−4,…,0,…,5}A_x=\{-5,-4,\dots,0,\dots,5\}, cioè px(a)=111p_x(a)=\frac1{11} per ognuno degli 1111 valori, e sia y=x2y=x^2.

  • L'alfabeto di yy è Ay={0,1,4,9,16,25}A_y=\{0,1,4,9,16,25\}.
  • La densità di yy si ottiene sommando le densità di tutti gli aa che danno quel valore: py(b)=P(x2=b)=∑a: a2=bpx(a)p_y(b)=P(x^2=b)=\sum_{a:\,a^2=b}p_x(a). Quindi py(0)=111p_y(0)=\frac1{11} (solo a=0a=0), mentre py(b)=211p_y(b)=\frac2{11} per b=1,4,9,16,25b=1,4,9,16,25 (due valori, ±b\pm\sqrt b).
  • P(x=3∣y=16)=P(x=3, y=16)P(y=16)=02/11=0P(x=3\mid y=16)=\dfrac{P(x=3,\ y=16)}{P(y=16)}=\dfrac{0}{2/11}=0: se y=16y=16 allora x=±4x=\pm4, e x=3x=3 è impossibile.
  • P(x=3∣y=9)=P(x=3, y=9)P(y=9)=1/112/11=12P(x=3\mid y=9)=\dfrac{P(x=3,\ y=9)}{P(y=9)}=\dfrac{1/11}{2/11}=\dfrac12: se y=9y=9 allora x=+3x=+3 oppure x=−3x=-3, equiprobabili.

Quando serve la probabilità di un evento BB ma la situazione ha due o più casi AiA_i (per esempio il bit trasmesso), si usa la formula delle probabilità totali P(B)=∑iP(B∣Ai)P(Ai)P(B)=\sum_iP(B\mid A_i)P(A_i) (Formula delle probabilità totali e formula di BayesSe (A_i) è una partizione di Ω, P(B) = Σ P(B ∣ A_i) P(A_i) (probabilità totali); la formula di Bayes inverte il condizionamento: P(A_k ∣ B) = P(B ∣ A_k) P(A_k) / P(B).Formula delle probabilità totali e formula di Bayes →). È lo strumento degli esercizi con rumore: P(errore)=P(errore∣bit 0)P(bit 0)+P(errore∣bit 1)P(bit 1)P(\text{errore})=P(\text{errore}\mid\text{bit }0)P(\text{bit }0)+P(\text{errore}\mid\text{bit }1)P(\text{bit }1).

Variabili aleatorie indipendenti

Due v.a. xx e yy hanno una densità congiunta px,y(a,b)=P(x=a, y=b)p_{x,y}(a,b)=P(x=a,\ y=b). Le densità di xx e di yy da sole (le marginali) si ottengono sommando sull'altra variabile: px(a)=∑bpx,y(a,b)p_x(a)=\sum_bp_{x,y}(a,b). Le due variabili sono indipendenti se la congiunta è il prodotto delle marginali: P(x=a, y=b)=px(a) py(b)∀ a,b.P(x=a,\ y=b)=p_x(a)\,p_y(b)\qquad\forall\,a,b. Conseguenza immediata: conoscere yy non dice nulla su xx, infatti P(x=a∣y=b)=P(x=a, y=b)P(y=b)=px(a) py(b)py(b)=P(x=a).P(x=a\mid y=b)=\frac{P(x=a,\ y=b)}{P(y=b)}=\frac{p_x(a)\,p_y(b)}{p_y(b)}=P(x=a). Nell'esempio sopra xx e y=x2y=x^2 non sono indipendenti: P(x=3∣y=16)=0P(x=3\mid y=16)=0, mentre P(x=3)=111P(x=3)=\frac1{11}.

Valore atteso, potenza e varianza

Il valore atteso (o aspettazione) è la media dei valori dell'alfabeto pesati con le loro probabilità, e si indica con mxm_x: E(x)=∑a∈Axa px(a)=mx.E(x)=\sum_{a\in A_x}a\,p_x(a)=m_x. Per una funzione gg della v.a. non serve ricalcolare la densità di g(x)g(x): basta E(g(x))=∑a∈Axg(a) px(a).E\big(g(x)\big)=\sum_{a\in A_x}g(a)\,p_x(a). Con g(x)=x2g(x)=x^2 si ottiene la potenza (o valore quadratico medio) Mx=E(x2)=∑a∈Axa2 px(a).M_x=E(x^2)=\sum_{a\in A_x}a^2\,p_x(a). La varianza misura quanto xx si disperde attorno alla media: σx2=E[(x−mx)2]\sigma_x^2=E\big[(x-m_x)^2\big], e σx\sigma_x è la deviazione standard. Sviluppando il quadrato e usando la linearità (vedi sotto): σx2=E(x2)−2mxE(x)+mx2=Mx−mx2⟺Mx=mx2+σx2.\sigma_x^2=E(x^2)-2m_xE(x)+m_x^2=M_x-m_x^2\qquad\Longleftrightarrow\qquad\boxed{M_x=m_x^2+\sigma_x^2.} La potenza è dunque la somma di due contributi: quello della media (parte "continua") e quello delle fluttuazioni. Per una v.a. a media nulla potenza e varianza coincidono, ed è il caso della maggior parte dei segnali e del rumore del corso.

Esempio. Per xx uniforme su {−5,…,5}\{-5,\dots,5\}: mx=0m_x=0 (valori simmetrici), Mx=111(25+16+9+4+1+0+1+4+9+16+25)=11011=10M_x=\frac{1}{11}(25+16+9+4+1+0+1+4+9+16+25)=\frac{110}{11}=10 e quindi σx2=10\sigma_x^2=10. Per y=x2y=x^2: E(y)=E(x2)=10E(y)=E(x^2)=10, ma ora la media non è nulla, perché y≥0y\ge0.

Per un bit di Bernoulli x∈{0,1}x\in\{0,1\} con P(x=1)=pP(x=1)=p: mx=pm_x=p, Mx=02(1−p)+12p=pM_x=0^2(1-p)+1^2p=p, σx2=p−p2=p(1−p)\sigma_x^2=p-p^2=p(1-p).

Linearità dell'aspettazione

Teorema. Per costanti A,BA,B e v.a. x,yx,y qualsiasi (anche dipendenti): E(Ax+By)=A E(x)+B E(y)E(Ax+By)=A\,E(x)+B\,E(y).

Dimostrazione. Si usa la densità congiunta, sommando su tutte le coppie (a,b)∈Ax×Ay(a,b)\in A_x\times A_y: E(Ax+By)=∑a,bpx,y(a,b) (Aa+Bb)=A∑aa∑bpx,y(a,b)⏟px(a)+B∑bb∑apx,y(a,b)⏟py(b)=A E(x)+B E(y).E(Ax+By)=\sum_{a,b}p_{x,y}(a,b)\,(Aa+Bb)=A\sum_{a}a\underbrace{\sum_bp_{x,y}(a,b)}_{p_x(a)}+B\sum_bb\underbrace{\sum_ap_{x,y}(a,b)}_{p_y(b)}=A\,E(x)+B\,E(y). Nell'ultimo passaggio le somme sull'altra variabile trasformano la congiunta nella marginale. □\square

Il teorema è la ragione per cui la media del segnale ricevuto y=x+wy=x+w è semplicemente mx+mwm_x+m_w, qualunque sia la relazione tra segnale e rumore.

Valore atteso del prodotto e incorrelazione

Se xx e yy sono indipendenti la congiunta si fattorizza e la somma doppia si separa in due somme semplici: E(xy)=∑a,bpx,y(a,b) ab=∑a,bpx(a)py(b) ab=(∑apx(a) a)(∑bpy(b) b)=E(x)E(y).E(xy)=\sum_{a,b}p_{x,y}(a,b)\,ab=\sum_{a,b}p_x(a)p_y(b)\,ab=\Big(\sum_ap_x(a)\,a\Big)\Big(\sum_bp_y(b)\,b\Big)=E(x)E(y). Due v.a. per cui vale E(xy)=E(x)E(y)E(xy)=E(x)E(y) si dicono incorrelate. Quindi indipendenti ⇒\Rightarrow incorrelate. Il viceversa è falso in generale (con xx uniforme su {−5,…,5}\{-5,\dots,5\} e y=x2y=x^2: E(xy)=E(x3)=0=E(x)E(y)E(xy)=E(x^3)=0=E(x)E(y), eppure sono dipendenti) e vale solo per le variabili gaussiane congiunte, come si vede nella nota sulle variabili continue. La covarianza e il coefficiente di correlazione sono in Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →.

Esercizi svolti

Domande d'esame

  1. Quando due variabili aleatorie sono indipendenti? Cosa significa che sono incorrelate? Indipendenti: px,y(a,b)=px(a)py(b)p_{x,y}(a,b)=p_x(a)p_y(b) per ogni coppia. Incorrelate: E(xy)=E(x)E(y)E(xy)=E(x)E(y). La prima implica la seconda, non viceversa (eccezione: gaussiane).
  2. Dimostrare Mx=mx2+σx2M_x=m_x^2+\sigma_x^2. Si sviluppa (x−mx)2=x2−2mxx+mx2(x-m_x)^2=x^2-2m_xx+m_x^2, si prende l'aspettazione usando la linearità: σx2=Mx−2mx2+mx2=Mx−mx2\sigma_x^2=M_x-2m_x^2+m_x^2=M_x-m_x^2.
  3. Dato y=g(x)y=g(x), come si calcola pyp_y? Si trova l'alfabeto di yy e, per ogni bb, si sommano le px(a)p_x(a) di tutti gli aa con g(a)=bg(a)=b.

Versione ripasso

Eventi (Misura di probabilità e sue proprietàUna misura di probabilità è una funzione P: F → [0,1] con P(Ω) = 1 e σ-additiva; ne seguono P(Aᶜ) = 1 − P(A), P(∅) = 0, monotonia, P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B) e la formula di inclusione-esclusione.Misura di probabilità e sue proprietà →)

  • 0≤P≤10\le P\le1 e P(x∪y)=P(x)+P(y)−P(x∩y)P(x\cup y)=P(x)+P(y)-P(x\cap y). Per eventi disgiunti P(x∩y)=0P(x\cap y)=0.

V.a. discreta

Condizionata e totali

Indipendenza

Momenti (Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →, Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti →)

Dimostrazioni da saper ripetere

  • Linearità: E(Ax+By)=∑a,bpx,y(a,b)(Aa+Bb)E(Ax+By)=\sum_{a,b}p_{x,y}(a,b)(Aa+Bb); sommando prima su bb la congiunta diventa px(a)p_x(a) (e viceversa), quindi =A∑aapx(a)+B∑bbpy(b)=A\sum_aap_x(a)+B\sum_bbp_y(b).
  • Prodotto: se px,y=pxpyp_{x,y}=p_xp_y la somma doppia si separa, E(xy)=(∑aapx(a))(∑bbpy(b))=E(x)E(y)E(xy)=\big(\sum_aap_x(a)\big)\big(\sum_bbp_y(b)\big)=E(x)E(y).
  • Potenza e varianza: (x−mx)2=x2−2mxx+mx2⇒σx2=Mx−mx2(x-m_x)^2=x^2-2m_xx+m_x^2\Rightarrow\sigma_x^2=M_x-m_x^2.

Esempi numerici

  • Unione: dado, xx pari (12\frac12), y>3y>3 (12\frac12), x∩y={4,6}x\cap y=\{4,6\} (13\frac13): P(x∪y)=12+12−13=23P(x\cup y)=\frac12+\frac12-\frac13=\frac23.
  • xx uniforme su {−5,…,5}\{-5,\dots,5\}: mx=0m_x=0, Mx=σx2=11011=10M_x=\sigma_x^2=\frac{110}{11}=10; y=x2y=x^2 ha E(y)=10E(y)=10 ma E(xy)=0E(xy)=0: incorrelate, non indipendenti.

Errori tipici

  • Dimenticare di sommare le densità di tutti gli aa con lo stesso g(a)g(a) (±\pm nel caso di x2x^2).
  • Dire che incorrelate implica indipendenti.
  • Confondere potenza MxM_x e varianza σx2\sigma_x^2 quando la media non è nulla.
  • Inserire nella condizionata P(y)P(y) al posto di P(x∩y)P(x\cap y) a numeratore, o dimenticare di dividere per P(y)P(y).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata