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Note per Studenti Formulario - elementi di fisica 2

Formulario - elementi di fisica 2

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Carica elettrica e legge di Coulomb

Note: Carica elettrica, conduttori e isolantiLa carica elettrica è una proprietà della materia, di due segni, quantizzata (multipla di e = 1,6·10⁻¹⁹ C) e conservata; nei conduttori alcune cariche (elettroni di conduzione) si muovono liberamente, negli isolanti no. Un corpo si elettrizza per strofinio, per contatto o per induzione, e l'elettroscopio a foglie rivela la presenza di carica.Carica elettrica, conduttori e isolanti → · Legge di Coulomb e principio di sovrapposizioneDue cariche puntiformi q₁ e q₂ a distanza r si attirano o respingono con forza F = q₁q₂/(4πε₀r²), diretta lungo la congiungente (ε₀ = 8,85·10⁻¹² C²/(N·m²), 1/(4πε₀) ≈ 9·10⁹ N·m²/C²); con più cariche la forza totale è la somma vettoriale delle forze di ciascuna (principio di sovrapposizione).Legge di Coulomb e principio di sovrapposizione →

  • Carica quantizzata e conservata: e=1,602⋅10−19 Ce=1{,}602\cdot10^{-19}\ \mathrm C. Due conduttori identici che si toccano dividono la carica: q′=q1+q22q'=\frac{q_1+q_2}2.
  • Coulomb: F=14πε0∣q1q2∣r2\displaystyle F=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{|q_1q_2|}{r^2}, F⃗12=14πε0q1q2r2u^12\vec F_{12}=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{q_1q_2}{r^2}\hat u_{12} (attrattiva se le cariche hanno segno opposto); ε0=8,85⋅10−12 C2/(N m2)\varepsilon_0=8{,}85\cdot10^{-12}\ \mathrm{C^2/(N\,m^2)}, k=14πε0≈9⋅109 N m2/C2k=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\approx9\cdot10^9\ \mathrm{N\,m^2/C^2}.
  • Sovrapposizione: F⃗=∑iF⃗i\vec F=\sum_i\vec F_i (somma vettoriale). Elettrone-protone nell'atomo di idrogeno: Fe≈8,2⋅10−8 N≫Fg≈3,6⋅10−47 NF_e\approx8{,}2\cdot10^{-8}\ \mathrm N\gg F_g\approx3{,}6\cdot10^{-47}\ \mathrm N.

Campo elettrostatico

Note: Campo elettrostatico di cariche puntiformiIl campo elettrostatico E = F/q₀ è la forza per unità di carica che subirebbe una carica di prova in un punto; per una carica puntiforme vale E = q/(4πε₀r²) in direzione radiale (uscente se q > 0), per più cariche si sommano i vettori; si misura in N/C = V/m e una carica q in un campo E subisce F = qE.Campo elettrostatico di cariche puntiformi → · Distribuzioni continue di carica - filo, anello, disco, pianoUna carica distribuita si descrive con densità lineare λ, superficiale σ o volumetrica ρ; il campo si ottiene sommando (integrando) i campi dE = dq/(4πε₀r²) dei pezzetti dq, sfruttando le simmetrie. Risultati: filo indefinito E = λ/(2πε₀r), anello sull'asse E = qz/(4πε₀(R²+z²)^(3/2)), disco sull'asse E = σ/(2ε₀)·(1 − z/√(R²+z²)), piano indefinito E = σ/(2ε₀) uniforme.Distribuzioni continue di carica - filo, anello, disco, piano → · Campo tra due piani carichi e moto di una caricaDue piani indefiniti paralleli sommano i loro campi σ/(2ε₀): con densità opposte ±σ il campo è σ/ε₀ tra i piani e nullo fuori; con densità qualsiasi σ₁, σ₂ tra i piani vale (σ₁ − σ₂)/(2ε₀). In un campo uniforme una carica ha accelerazione costante a = qE/m: se entra con velocità perpendicolare al campo descrive una parabola, come un proiettile.Campo tra due piani carichi e moto di una carica →

  • E⃗=F⃗q0\vec E=\frac{\vec F}{q_0} (N/C = V/m), F⃗=qE⃗\vec F=q\vec E. Carica puntiforme: E⃗=14πε0qr2u^r\vec E=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac q{r^2}\hat u_r (uscente se q>0q>0); più cariche: E⃗=∑i14πε0qiri2u^i\vec E=\sum_i\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{q_i}{r_i^2}\hat u_i. Due cariche +q+q in (±a,0)(\pm a,0), punto (0,y)(0,y): Ey=14πε02qy(a2+y2)3/2E_y=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{2qy}{(a^2+y^2)^{3/2}}.
  • Densità λ\lambda, σ\sigma, ρ\rho; dE=dq4πε0r2dE=\frac{dq}{4\pi\varepsilon_0r^2} sommato con le simmetrie. Filo indefinito E=λ2πε0RE=\frac\lambda{2\pi\varepsilon_0R}; anello sull'asse E=14πε0qz(R2+z2)3/2E=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{qz}{(R^2+z^2)^{3/2}}; disco sull'asse E=σ2ε0(1−zR2+z2)E=\frac\sigma{2\varepsilon_0}\big(1-\frac z{\sqrt{R^2+z^2}}\big); piano indefinito E=σ2ε0E=\frac\sigma{2\varepsilon_0} (uniforme).
  • Due piani ±σ\pm\sigma: E=σε0E=\frac\sigma{\varepsilon_0} tra i piani, 00 fuori; densità σ1,σ2\sigma_1,\sigma_2: tra i piani σ1−σ22ε0\frac{\sigma_1-\sigma_2}{2\varepsilon_0}, fuori ±σ1+σ22ε0\pm\frac{\sigma_1+\sigma_2}{2\varepsilon_0}. In campo uniforme a⃗=qE⃗m\vec a=\frac{q\vec E}m; ingresso con v0⊥E⃗v_0\perp\vec E: y=qE2mv02x2y=\frac{qE}{2mv_0^2}x^2 (parabola).

Grafico interattivo: Modulo del campo di una carica puntiforme in funzione della distanza: E ∝ 1/r²

Grafico interattivo: Linee di campo di due cariche uguali +q in (±1, 0): si respingono e partono verso l'esterno; sull'asse x = 0 c'è un punto in cui il campo è nullo (le linee non lo attraversano)

Grafico interattivo: Linee di campo di due cariche opposte, +q in (−1, 0) e −q in (1, 0): escono dalla carica positiva e rientrano nella negativa (il verso va da +q a −q); sono più fitte, quindi il campo è più intenso, vicino alle cariche

Grafico interattivo: Campo sull'asse di un disco (R = 1) in unità di σ/(2ε₀): vale 1 vicino al disco (come un piano indefinito) e decresce come 1/z² lontano

Lavoro e potenziale elettrostatico

Note: Lavoro della forza elettrica e potenziale elettrostaticoIl lavoro della forza elettrostatica non dipende dal percorso (campo conservativo, circuitazione nulla); si definisce quindi il potenziale V con V(B) − V(A) = −∫ da A a B di E·ds, misurato in volt (1 V = 1 J/C). Carica puntiforme: V = q/(4πε₀r) con V(∞) = 0; più cariche: somma (scalare) dei potenziali. La forza elettromotrice di un percorso chiuso è la circuitazione di E, nulla in elettrostatica.Lavoro della forza elettrica e potenziale elettrostatico → · Energia potenziale elettrostatica e conservazione dell'energiaUna carica q in un punto a potenziale V ha energia potenziale U = qV; il lavoro del campo è W = −ΔU = −qΔV e l'energia meccanica si conserva: ½mv² + qV = costante. L'energia di un sistema di cariche puntiformi è U = Σ (coppie) qᵢqⱼ/(4πε₀rᵢⱼ), il lavoro necessario per assemblarlo dall'infinito. 1 eV = 1,6·10⁻¹⁹ J è l'energia guadagnata da una carica e attraverso 1 V.Energia potenziale elettrostatica e conservazione dell'energia → · Campo come gradiente del potenziale e superfici equipotenzialiIl campo si ottiene dal potenziale come E = −∇V, cioè Ex = −∂V/∂x, Ey = −∂V/∂y, Ez = −∂V/∂z: punta dove V diminuisce più rapidamente e il suo modulo è la rapidità di variazione. Le superfici equipotenziali (V costante) sono sempre perpendicolari alle linee di campo, e spostarsi su di esse non costa lavoro.Campo come gradiente del potenziale e superfici equipotenziali → · Dipolo elettrico e momento in un campo esternoUn dipolo elettrico è una coppia di cariche +q e −q a distanza a, descritta dal momento di dipolo p = qa (da −q a +q). A grande distanza il potenziale vale V = p cos θ/(4πε₀r²) e il campo decresce come 1/r³. In un campo uniforme il dipolo non subisce forza ma un momento meccanico M = p × E, che tende ad allinearlo al campo; la sua energia è U = −p·E.Dipolo elettrico e momento in un campo esterno →

  • Campo conservativo: ∮E⃗⋅ds⃗=0\oint\vec E\cdot d\vec s=0. Potenziale V(B)−V(A)=−∫ABE⃗⋅ds⃗=−WABq0V(B)-V(A)=-\int_A^B\vec E\cdot d\vec s=-\frac{W_{AB}}{q_0} (volt, 1 V=1 J/C1\ \mathrm V=1\ \mathrm J/\mathrm C). Carica puntiforme V=14πε0qrV=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac qr (V(∞)=0V(\infty)=0); più cariche V=14πε0∑qiriV=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\sum\frac{q_i}{r_i} (somma scalare); anello sull'asse V=14πε0qR2+z2V=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac q{\sqrt{R^2+z^2}}.
  • Filo: V(rB)−V(rA)=−λ2πε0ln⁡rBrAV(r_B)-V(r_A)=-\frac\lambda{2\pi\varepsilon_0}\ln\frac{r_B}{r_A}; piano: V(zB)−V(zA)=−σ2ε0(zB−zA)V(z_B)-V(z_A)=-\frac\sigma{2\varepsilon_0}(z_B-z_A).
  • U=qVU=qV; W=−qΔVW=-q\Delta V; 12mv2+qV=costante\frac12mv^2+qV=\text{costante}; 1 eV=1,602⋅10−19 J1\ \mathrm{eV}=1{,}602\cdot10^{-19}\ \mathrm J. Due cariche U=14πε0q1q2rU=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{q_1q_2}r; sistema U=14πε0∑i<jqiqjrij=12∑qiViU=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\sum_{i<j}\frac{q_iq_j}{r_{ij}}=\frac12\sum q_iV_i.
  • E⃗=−∇V\vec E=-\nabla V (Ex=−∂V∂xE_x=-\frac{\partial V}{\partial x}, ...): punta dove VV cala più in fretta; le superfici equipotenziali sono perpendicolari alle linee di campo (spostarsi su di esse non costa lavoro).
  • Dipolo: p⃗=qa⃗\vec p=q\vec a (da −q-q a +q+q); lontano V=14πε0pcos⁡θr2V=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{p\cos\theta}{r^2}, Er=2pcos⁡θ4πε0r3E_r=\frac{2p\cos\theta}{4\pi\varepsilon_0r^3}, Eθ=psin⁡θ4πε0r3E_\theta=\frac{p\sin\theta}{4\pi\varepsilon_0r^3}. In campo uniforme: forza nulla, M⃗=p⃗×E⃗\vec M=\vec p\times\vec E, U=−p⃗⋅E⃗U=-\vec p\cdot\vec E.

Grafico interattivo: Potenziale di una carica q = 2 nC (ascissa: r in m, ordinata: V in volt): V = 18/r decresce come 1/r, cioè più lentamente del campo (1/r²); a 3 cm vale 600 V

Grafico interattivo: Sezione delle equipotenziali di una carica q = 2 nC per V = 600, 500, 400, 300 e 200 V (raggi 3; 3,6; 4,5; 6; 9 cm; quella da 100 V, a 18 cm, è fuori figura) e linee di campo radiali (ascissa e ordinata in cm): a intervalli uguali di V le circonferenze si diradano allontanandosi, perché il campo si indebolisce

Legge di Gauss ed equazioni di Maxwell dell'elettrostatica

Note: Flusso elettrico e legge di GaussIl flusso di E attraverso una superficie è Φ = ∫ E·n dS (quante linee di campo la attraversano). Legge di Gauss: il flusso uscente da qualunque superficie chiusa è uguale alla carica interna divisa per ε₀, Φ = Q_int/ε₀; le cariche esterne danno flusso totale nullo. Si dimostra con l'angolo solido ed è conseguenza diretta del fatto che il campo di Coulomb va come 1/r².Flusso elettrico e legge di Gauss → · Legge di Gauss - guscio, sfera, cilindro e pianoCon la legge di Gauss e una superficie scelta secondo la simmetria si trovano subito i campi: guscio sferico (nullo dentro, q/(4πε₀r²) fuori), sfera piena uniforme (ρr/(3ε₀) dentro, cresce linearmente), cilindro o filo indefinito (λ/(2πε₀r) fuori), piano indefinito (σ/(2ε₀)); integrando il campo si ottengono i potenziali.Legge di Gauss - guscio, sfera, cilindro e piano → · Divergenza, rotore ed equazioni di Maxwell per l'elettrostaticaCon l'operatore nabla ∇ = (∂/∂x, ∂/∂y, ∂/∂z) si definiscono divergenza ∇·E (quanto campo "nasce" in un punto) e rotore ∇×E (quanto campo "gira"). Teoremi della divergenza e di Stokes trasformano le leggi integrali in leggi locali: le equazioni dell'elettrostatica sono ∮E·n dS = Q/ε₀ ⇔ ∇·E = ρ/ε₀ e ∮E·ds = 0 ⇔ ∇×E = 0; da E = −∇V segue l'equazione di Poisson ∇²V = −ρ/ε₀.Divergenza, rotore ed equazioni di Maxwell per l'elettrostatica →

  • Flusso Φ=∫SE⃗⋅n^ dS\Phi=\int_S\vec E\cdot\hat n\,dS. Legge di Gauss: ∮SE⃗⋅n^ dS=Qintε0\displaystyle\oint_S\vec E\cdot\hat n\,dS=\frac{Q_{int}}{\varepsilon_0} (le cariche esterne danno flusso nullo; conseguenza del campo ∝1/r2\propto1/r^2).
  • Con la superficie scelta per simmetria: guscio sferico E=0E=0 dentro, q4πε0r2\frac q{4\pi\varepsilon_0r^2} fuori; sfera piena uniforme E=qr4πε0R3=ρr3ε0E=\frac{qr}{4\pi\varepsilon_0R^3}=\frac{\rho r}{3\varepsilon_0} dentro, q4πε0r2\frac q{4\pi\varepsilon_0r^2} fuori; filo/cilindro E=λ2πε0rE=\frac\lambda{2\pi\varepsilon_0r}; piano E=σ2ε0E=\frac\sigma{2\varepsilon_0}. Sfera piena: V(r)=q8πε0R(3−r2R2)V(r)=\frac q{8\pi\varepsilon_0R}\big(3-\frac{r^2}{R^2}\big) dentro.
  • Forma locale: ∇⋅E⃗=ρε0\nabla\cdot\vec E=\frac\rho{\varepsilon_0} (teorema della divergenza), ∇×E⃗=0\nabla\times\vec E=0 (teorema di Stokes); da E⃗=−∇V\vec E=-\nabla V: Poisson ∇2V=−ρε0\nabla^2V=-\frac\rho{\varepsilon_0}, Laplace ∇2V=0\nabla^2V=0 dove non c'è carica.

Grafico interattivo: Campo di una sfera piena uniforme (R = 1, unità arbitrarie): lineare dentro, 1/r² fuori, massimo sulla superficie

Conduttori, condensatori e dielettrici

Note: Conduttori in equilibrio, conduttori cavi e schermo elettrostaticoIn un conduttore in equilibrio il campo interno è nullo, il conduttore è tutto allo stesso potenziale, la carica sta sulla superficie e appena fuori il campo è perpendicolare alla superficie con modulo σ/ε₀ (teorema di Coulomb). In una cavità vuota il campo è nullo (schermo elettrostatico); una carica q dentro la cavità induce −q sulla parete interna e +q su quella esterna (induzione completa).Conduttori in equilibrio, conduttori cavi e schermo elettrostatico → · Condensatori - capacità, serie e paralleloUn condensatore sono due conduttori in induzione completa con cariche ±q; la capacità C = q/ΔV (farad) dipende solo dalla geometria: piano ε₀S/d, sferico 4πε₀R₁R₂/(R₂ − R₁), cilindrico 2πε₀L/ln(R₂/R₁). In parallelo le capacità si sommano (stessa ΔV), in serie si sommano gli inversi (stessa carica). Con un dielettrico che riempie il condensatore C diventa ε_r C.Condensatori - capacità, serie e parallelo → · Energia del campo elettrostaticoCaricare un condensatore costa lavoro, immagazzinato come energia U = ½q²/C = ½CΔV² = ½qΔV; questa energia è localizzata nel campo, con densità u = ½ε₀E² (½εE² in un dielettrico). Con il condensatore isolato si conserva q, collegato al generatore si conserva ΔV: nel secondo caso il generatore fa un lavoro doppio della variazione di energia del condensatore.Energia del campo elettrostatico → · Dielettrici - polarizzazione e vettore induzione elettricaUn dielettrico che riempie un condensatore ne moltiplica la capacità per la costante dielettrica relativa ε_r (κ) e, a carica fissata, divide campo e d.d.p. per ε_r. Il motivo è la polarizzazione: i dipoli molecolari si allineano (vettore P = momento di dipolo per unità di volume) e compaiono cariche di polarizzazione σ_p = P·n = (ε_r − 1)/ε_r · σ_lib che schermano il campo. Il vettore D = ε₀E + P ha flusso uguale alla sola carica libera: ∮D·n dS = Q_lib, e D = ε₀ε_r E.Dielettrici - polarizzazione e vettore induzione elettrica →

  • Conduttore in equilibrio: E⃗=0\vec E=0 dentro, potenziale uniforme, carica sulla superficie; appena fuori E⃗=σε0n^\vec E=\frac\sigma{\varepsilon_0}\hat n (teorema di Coulomb). Cavità vuota: campo nullo (schermo elettrostaticoIl campo dentro una cavità vuota di un conduttore è nullo qualunque sia il campo esterno.); carica qq nella cavità induce −q-q sulla parete interna e +q+q sull'esterna.
  • C=qΔVC=\frac q{\Delta V} (farad). Piano ε0Sd\frac{\varepsilon_0S}d; sferico 4πε0R1R2R2−R14\pi\varepsilon_0\frac{R_1R_2}{R_2-R_1}; cilindrico 2πε0Lln⁡(R2/R1)\frac{2\pi\varepsilon_0L}{\ln(R_2/R_1)}. Parallelo C=C1+C2C=C_1+C_2 (stessa ΔV\Delta V); serie 1C=1C1+1C2\frac1C=\frac1{C_1}+\frac1{C_2} (stessa carica).
  • Energia: U=12q2C=12CΔV2=12qΔVU=\frac12\frac{q^2}C=\frac12C\Delta V^2=\frac12q\Delta V; densità u=12ε0E2u=\frac12\varepsilon_0E^2 (12εE2\frac12\varepsilon E^2 in un dielettrico). Isolato si conserva qq; collegato al generatore si conserva ΔV\Delta V (Wgen=ΔC ΔV2W_{gen}=\Delta C\,\Delta V^2). Forza tra le armature F=q22ε0S=12σEF=\frac{q^2}{2\varepsilon_0S}=\frac12\sigma E.
  • Dielettrico: C→εrCC\to\varepsilon_rC, a carica fissata ΔV=ΔV0εr\Delta V=\frac{\Delta V_0}{\varepsilon_r}. Polarizzazione P⃗=ε0(εr−1)E⃗\vec P=\varepsilon_0(\varepsilon_r-1)\vec E; σp=εr−1εrσlib\sigma_p=\frac{\varepsilon_r-1}{\varepsilon_r}\sigma_{lib}; E=σ−σpε0E=\frac{\sigma-\sigma_p}{\varepsilon_0}. D⃗=ε0E⃗+P⃗=ε0εrE⃗\vec D=\varepsilon_0\vec E+\vec P=\varepsilon_0\varepsilon_r\vec E, ∮D⃗⋅n^ dS=Qlib\oint\vec D\cdot\hat n\,dS=Q_{lib}, ∇⋅D⃗=ρlib\nabla\cdot\vec D=\rho_{lib}.

Grafico interattivo: Campo di una sfera conduttrice di raggio R₁ = 1 con carica q dentro un guscio conduttore neutro tra R₂ = 2 e R₃ = 2,5 (ascissa: r in unità arbitrarie; ordinata: E in unità di q/(4πε₀)): nullo nei conduttori, q/(4πε₀r²) nell'intercapedine e fuori dal guscio

Corrente elettrica

Note: Corrente elettrica, densità di corrente ed equazione di continuitàLa corrente i = dq/dt (ampere) è la carica che attraversa una sezione per unità di tempo; la densità di corrente J = n q v_d (portatori per unità di volume × carica × velocità di deriva) ha flusso i = ∫ J·n dS. La conservazione della carica si scrive come equazione di continuità ∇·J = −∂ρ/∂t; in regime stazionario ∇·J = 0, cioè la corrente entrante in una superficie chiusa è uguale a quella uscente.Corrente elettrica, densità di corrente ed equazione di continuità → · Conduzione, legge di Ohm ed effetto JouleNel modello classico gli elettroni accelerano nel campo e vengono frenati dagli urti, raggiungendo una velocità di deriva proporzionale a E: J = σE (legge di Ohm locale, σ = ne²τ/m, resistività ρ = 1/σ). Per un filo R = ρL/Σ e ΔV = Ri. La potenza ceduta al conduttore e dissipata in calore è P = iΔV = Ri² = ΔV²/R (effetto Joule). Resistenze in serie si sommano, in parallelo si sommano gli inversi.Conduzione, legge di Ohm ed effetto Joule → · Forza elettromotrice e resistenza interna del generatorePer mantenere una corrente in un circuito chiuso serve un campo non conservativo (campo elettromotore E*) dentro il generatore: la forza elettromotrice è ℰ = ∮ E*·ds, il lavoro per unità di carica fatto dal generatore. Un generatore reale ha una resistenza interna r: la tensione ai morsetti è ΔV = ℰ − ri, la corrente in un carico R è i = ℰ/(R + r), e il generatore eroga la potenza ℰi.Forza elettromotrice e resistenza interna del generatore → · Carica e scarica di un condensatore (circuito RC)In un circuito RC la carica non cambia istantaneamente: in carica q(t) = Cℰ(1 − e^(−t/τ)), i(t) = (ℰ/R)e^(−t/τ); in scarica q(t) = q₀e^(−t/τ), con costante di tempo τ = RC (dopo circa 5τ il transitorio è finito). Durante la carica il generatore fornisce Cℰ², metà va nel condensatore e metà è dissipata nella resistenza; in scarica tutta l'energia ½q₀²/C si dissipa, con legge e^(−2t/τ).Carica e scarica di un condensatore (circuito RC) →

  • i=dqdti=\frac{dq}{dt} (ampere); J⃗=nqv⃗d\vec J=nq\vec v_d, i=∫SJ⃗⋅n^ dSi=\int_S\vec J\cdot\hat n\,dS. Continuità: ∇⋅J⃗+∂ρ∂t=0\nabla\cdot\vec J+\frac{\partial\rho}{\partial t}=0; stazionario ∇⋅J⃗=0\nabla\cdot\vec J=0 (corrente entrante = uscente).
  • Ohm locale J⃗=σE⃗\vec J=\sigma\vec E, σ=ne2τm\sigma=\frac{ne^2\tau}m, ρ=1σ\rho=\frac1\sigma; R=ρLΣR=\rho\frac L\Sigma, ΔV=Ri\Delta V=Ri. Joule: P=iΔV=Ri2=ΔV2RP=i\Delta V=Ri^2=\frac{\Delta V^2}R. Serie R=R1+R2R=R_1+R_2; parallelo 1R=1R1+1R2\frac1R=\frac1{R_1}+\frac1{R_2}.
  • Generatore reale: E=∮E⃗∗⋅ds⃗\mathcal E=\oint\vec E^*\cdot d\vec s; i=ER+ri=\frac{\mathcal E}{R+r}, ΔV=E−ri\Delta V=\mathcal E-ri; Ei=Ri2+ri2\mathcal Ei=Ri^2+ri^2.
  • RC: Rdqdt+qC=ER\frac{dq}{dt}+\frac qC=\mathcal E; τ=RC\tau=RC. Carica: q=CE(1−e−t/τ)q=C\mathcal E(1-e^{-t/\tau}), i=ERe−t/τi=\frac{\mathcal E}Re^{-t/\tau}. Scarica: q=q0e−t/τq=q_0e^{-t/\tau}, i=V0Re−t/τi=\frac{V_0}Re^{-t/\tau}, U=U0e−2t/τU=U_0e^{-2t/\tau}. In carica il generatore fornisce CE2C\mathcal E^2: metà nel condensatore, metà dissipata in RR.

Grafico interattivo: Batteria ℰ = 12 V, r = 0,5 Ω (ascissa: corrente i in A, ordinata: tensione in V): la tensione ai morsetti ΔV = ℰ − ri scende fino a 0 in cortocircuito (i = 24 A); su un carico R = 5,5 Ω la retta ΔV = Ri la incontra in i = 2 A, ΔV = 11 V

Grafico interattivo: Carica (in unità di Cℰ) in funzione di t/τ: 63% dopo τ, quasi completa dopo 5τ

Grafico interattivo: Scarica del condensatore (ascissa: t/τ): la carica q/q₀ = e^(−t/τ) scende al 37% dopo τ, mentre l'energia U/U₀ = e^(−2t/τ) scende più in fretta (13,5% dopo τ, quindi l'energia dissipata fino a τ è l'86,5% di U₀)

Campo magnetico, legge di Gauss magnetica e forza di Lorentz

Note: Campo magnetico, legge di Gauss magnetica e forza di LorentzIl campo magnetico B si definisce attraverso la forza che esercita su una carica in moto: forza di Lorentz F = q v × B, perpendicolare sia a v sia a B, quindi non compie lavoro e non cambia l'energia cinetica. Unità: tesla, 1 T = 1 N/(A·m). Con anche un campo elettrico F = q(E + v × B). Le linee di B sono chiuse (non esistono monopoli magnetici): il flusso di B attraverso qualunque superficie chiusa è nullo, ∮B·dΣ = 0, in forma locale div B = 0.Campo magnetico, legge di Gauss magnetica e forza di Lorentz → · Moto di una carica in un campo magnetico uniformeIn un campo B uniforme una carica con velocità perpendicolare a B percorre un moto circolare uniforme di raggio r = mv/(|q|B) con pulsazione ω = |q|B/m e periodo T = 2πm/(|q|B), che non dipendono dalla velocità. Se v ha anche una componente parallela a B il moto è un'elica di passo p = v∥T. Applicazioni: selettore di velocità (E ⊥ B, passa chi ha v = E/B), spettrometro di massa, ciclotrone.Moto di una carica in un campo magnetico uniforme → · Forze e momenti magnetici su circuiti percorsi da correnteSeconda legge elementare di Laplace: su un tratto di filo ds percorso dalla corrente i agisce dF = i ds × B (somma delle forze di Lorentz sui portatori). Filo rettilineo in campo uniforme: F = i L × B; circuito chiuso in campo uniforme: forza totale nulla. Una spira piana ha momento magnetico m = iΣ u_n (N spire: NiΣ u_n); in un campo uniforme subisce il momento meccanico M = m × B, che la fa ruotare verso m parallelo a B, e ha energia potenziale U = −m·B.Forze e momenti magnetici su circuiti percorsi da corrente → · Effetto Hall e tensione di HallIn un conduttore percorso da corrente e immerso in un campo B perpendicolare, la forza di Lorentz spinge i portatori verso un lato: si accumulano cariche sui bordi finché il campo elettrico di Hall E_H bilancia il campo elettromotore v_d × B (E_H = v_d B). La tensione di Hall tra i bordi è V_H = iB/(nqa), con a lo spessore lungo B: il suo segno rivela il segno dei portatori, il suo valore permette di misurare n o, nelle sonde di Hall, il campo B.Effetto Hall e tensione di Hall →

  • Lorentz: F⃗=qv⃗×B⃗\vec F=q\vec v\times\vec B (F=∣q∣vBsin⁡θF=|q|vB\sin\theta, non compie lavoro); con E⃗\vec E: F⃗=q(E⃗+v⃗×B⃗)\vec F=q(\vec E+\vec v\times\vec B); 1 T=1 N/(A m)1\ \mathrm T=1\ \mathrm{N/(A\,m)}. Gauss magnetica: ∮B⃗⋅dΣ⃗=0\oint\vec B\cdot d\vec\Sigma=0, ∇⋅B⃗=0\nabla\cdot\vec B=0 (niente monopoli).
  • v⃗⊥B⃗\vec v\perp\vec B: moto circolare con r=mv∣q∣Br=\frac{mv}{|q|B}, ω=∣q∣Bm\omega=\frac{|q|B}m, T=2πm∣q∣BT=\frac{2\pi m}{|q|B} (indipendenti da vv). Con v∥v_\parallel: elica di passo p=v∥Tp=v_\parallel T. Selettore di velocità v=EBv=\frac EB; acceleratore con ΔV\Delta V: r=1B2mΔVqr=\frac1B\sqrt{\frac{2m\Delta V}q}.
  • Laplace: dF⃗=i ds⃗×B⃗d\vec F=i\,d\vec s\times\vec B; filo rettilineo F⃗=iL⃗×B⃗\vec F=i\vec L\times\vec B; circuito chiuso in campo uniforme: F⃗=0\vec F=0. Spira: m⃗=NiΣu⃗n\vec m=Ni\Sigma\vec u_n, M⃗=m⃗×B⃗\vec M=\vec m\times\vec B, U=−m⃗⋅B⃗U=-\vec m\cdot\vec B.
  • Hall: EH=vdBE_H=v_dB, VH=iBnqaV_H=\frac{iB}{nqa} (aa = spessore lungo BB): il segno dà il segno dei portatori; B=nqaiVHB=\frac{nqa}iV_H.

Grafico interattivo: Carica positiva con v perpendicolare a B (uscente dal foglio, al centro): la forza qv × B è perpendicolare alla velocità e punta verso il centro, il moto è circolare uniforme di raggio r = mv/(qB) e il verso di percorrenza è orario

Sorgenti del campo magnetico

Note: Legge di Biot-Savart e campo di un filo rettilineoPrima legge elementare di Laplace: un tratto di filo ds percorso da i genera dB = (μ0/4π) i ds × u_r / r², con μ0 = 4π·10⁻⁷ T·m/A; una carica in moto genera B = (μ0/4π) q v × u_r / r². Integrando su un filo rettilineo: tratto finito B = μ0 i (sin α2 − sin α1)/(4πR); filo indefinito B = μ0 i/(2πR) (legge di Biot-Savart), con linee di campo circolari attorno al filo; filo semi-infinito visto dal piede della perpendicolare: metà. Un arco di circonferenza di angolo Δθ genera al centro B = μ0 i Δθ/(4πR).Legge di Biot-Savart e campo di un filo rettilineo → · Campo di una spira e di un solenoideUna spira circolare di raggio R percorsa da i genera sul suo asse B(z) = μ0 i R²/[2(R² + z²)^(3/2)], diretto lungo l'asse (al centro μ0 i/(2R)); lontano dalla spira B ≈ (μ0/4π)·2m/z³ con m = iπR²: è il campo di un dipolo magnetico (principio di equivalenza di Ampère: una spira piccola equivale a un ago magnetico). Un solenoide di n spire per unità di lunghezza genera all'interno, se indefinito, il campo uniforme B = μ0 n i parallelo all'asse, e nullo all'esterno.Campo di una spira e di un solenoide → · Forza tra fili percorsi da correnteDue fili rettilinei paralleli indefiniti a distanza d, percorsi dalle correnti i1 e i2, si scambiano una forza per unità di lunghezza F/L = μ0 i1 i2/(2πd), lungo la congiungente: attrattiva se le correnti sono concordi, repulsiva se discordi (il contrario delle cariche elettriche). La forza si trova combinando Biot-Savart (campo di un filo nel punto dell'altro) e seconda legge di Laplace. Su questa forza si basava la definizione dell'ampere: 2·10⁻⁷ N/m tra fili a 1 m con 1 A.Forza tra fili percorsi da corrente → · Legge di Ampère e circuitazione del campo magneticoLegge di Ampère: la circuitazione di B lungo una curva chiusa qualsiasi è μ0 per la somma (con segno) delle correnti concatenate, ∮B·ds = μ0 Σi; con il teorema di Stokes diventa rot B = μ0 J. B quindi non è conservativo. Con curve simmetriche dà subito: filo B = μ0 i/(2πr); cilindro pieno B = μ0 i r/(2πR²) dentro; solenoide indefinito B = μ0 n i dentro e 0 fuori; toroide B = μ0 N i/(2πr). Con la legge di Gauss magnetica forma le equazioni di Maxwell per i campi statici; per correnti non stazionarie va corretta con la corrente di spostamento.Legge di Ampère e circuitazione del campo magnetico → · Magnetizzazione della materia (cenni)La materia contiene momenti magnetici atomici (correnti amperiane). In un campo esterno si magnetizza: il vettore magnetizzazione M è il momento magnetico per unità di volume, ed equivale a correnti di magnetizzazione sulla superficie (densità M × u_n). Si introduce H = B/μ0 − M, la cui circuitazione dipende solo dalle correnti di conduzione; nei materiali lineari M = χm H e B = μ0 μr H con μr = 1 + χm. Diamagneti: χm < 0 piccolissimo; paramagneti: χm > 0 piccolo; ferromagneti: μr fino a 10³–10⁵, non lineari, con isteresi. Un solenoide riempito di materiale ha B = μ0 μr n i.Magnetizzazione della materia (cenni) →

  • Biot-Savart: dB⃗=μ04πi ds⃗×u⃗rr2d\vec B=\frac{\mu_0}{4\pi}\frac{i\,d\vec s\times\vec u_r}{r^2}, μ0=4π⋅10−7 T m/A\mu_0=4\pi\cdot10^{-7}\ \mathrm{T\,m/A}; carica in moto B⃗=μ04πqv⃗×u⃗rr2\vec B=\frac{\mu_0}{4\pi}\frac{q\vec v\times\vec u_r}{r^2}.
  • Filo finito B=μ0i4πR(sin⁡α2−sin⁡α1)B=\frac{\mu_0i}{4\pi R}(\sin\alpha_2-\sin\alpha_1); indefinito B=μ0i2πRB=\frac{\mu_0i}{2\pi R} (semi-infinito: metà); arco al centro B=μ0iΔθ4πRB=\frac{\mu_0i\Delta\theta}{4\pi R} (spira intera μ0i2R\frac{\mu_0i}{2R}).
  • Spira sull'asse B(z)=μ0iR22(R2+z2)3/2B(z)=\frac{\mu_0iR^2}{2(R^2+z^2)^{3/2}}; lontano B≈μ04π2mz3B\approx\frac{\mu_0}{4\pi}\frac{2m}{z^3} con m=iπR2m=i\pi R^2 (dipolo). Solenoide indefinito: B=μ0niB=\mu_0ni dentro, 00 fuori.
  • Fili paralleli a distanza dd: FL=μ0i1i22πd\frac FL=\frac{\mu_0i_1i_2}{2\pi d} (attrattiva se le correnti sono concordi).
  • Ampère: ∮CB⃗⋅ds⃗=μ0∑ik\oint_C\vec B\cdot d\vec s=\mu_0\sum i_k, locale ∇×B⃗=μ0J⃗\nabla\times\vec B=\mu_0\vec J (B⃗\vec B non è conservativo). Filo μ0i2πr\frac{\mu_0i}{2\pi r}; cilindro pieno B=μ0ir2πR2B=\frac{\mu_0ir}{2\pi R^2} dentro; solenoide μ0ni\mu_0ni; toroide B=μ0Ni2πrB=\frac{\mu_0Ni}{2\pi r}.
  • Materia: M⃗=dm⃗dτ\vec M=\frac{d\vec m}{d\tau} (A/m); H⃗=B⃗μ0−M⃗\vec H=\frac{\vec B}{\mu_0}-\vec M, ∮H⃗⋅ds⃗=∑iconduzione\oint\vec H\cdot d\vec s=\sum i_{conduzione}; lineare M⃗=χmH⃗\vec M=\chi_m\vec H, B⃗=μ0μrH⃗\vec B=\mu_0\mu_r\vec H, μr=1+χm\mu_r=1+\chi_m; solenoide con materiale B=μ0μrniB=\mu_0\mu_rni.

Grafico interattivo: Campo di un filo indefinito con i = 10 A, in μT, in funzione della distanza R in cm: B = 200/R, decresce come 1/R

Grafico interattivo: Campo sull'asse di una spira, in unità del valore al centro, in funzione di z/R: massimo al centro, dimezzato a z ≈ 0,77 R

Grafico interattivo: Cilindro pieno percorso da corrente: B in unità del valore sulla superficie, in funzione di r/R; lineare dentro, 1/r fuori

Induzione elettromagnetica ed equazioni di Maxwell

Note: Legge di Faraday-Neumann-Lenz e fem indottaQuando il flusso di B concatenato con un circuito cambia nel tempo, nel circuito compare la fem indotta ℰ = −dΦ/dt (legge di Faraday-Neumann); il segno meno (legge di Lenz) dice che la corrente indotta si oppone alla variazione di flusso. Il flusso può cambiare perché cambia B, l'area, l'orientazione o la posizione del circuito. Sbarretta su rotaie: ℰ = Bℓv, forza frenante B²ℓ²v/R, potenza meccanica uguale a quella dissipata; lasciata libera rallenta come v₀e^(−t/τ) con τ = mR/(B²ℓ²). Legge di Felici: la carica che circola è q = ΔΦ/R. In forma generale ∮E·ds = −dΦ/dt, cioè rot E = −∂B/∂t: il campo elettrico indotto non è conservativo.Legge di Faraday-Neumann-Lenz e fem indotta → · Autoinduzione, circuiti RL e LC, energia magneticaUn circuito percorso da corrente concatena il flusso del proprio campo: Φ = L i, con L coefficiente di autoinduzione (henry; solenoide L = μ0 n² Σ ℓ). Se i varia compare la fem autoindotta −L di/dt. Circuito RL in chiusura: i = (ℰ/R)(1 − e^(−t/τ)), τ = L/R (extracorrente di chiusura); in apertura i = i₀e^(−t/τ). Un'induttanza percorsa da i immagazzina U = ½Li², con densità di energia magnetica u = B²/(2μ0). Circuito LC: la carica oscilla come q₀cos(ωt), ω = 1/√(LC), con l'energia che passa dal condensatore all'induttanza e viceversa.Autoinduzione, circuiti RL e LC, energia magnetica → · Mutua induzione e circuiti accoppiatiIl flusso del campo di un circuito 1 concatenato con un circuito 2 è proporzionale alla corrente: Φ₂ = M i₁, e vale la simmetria M₁₂ = M₂₁ = M (coefficiente di mutua induzione, in henry). Se i₁ varia, nel circuito 2 compare ℰ₂ = −M di₁/dt. Casi tipici: bobina di N spire e area Σ in un solenoide M = μ0 n N Σ cos θ; piccola bobina vicino a un filo M = μ0 N Σ/(2πd). Energia di due circuiti accoppiati: U = ½L₁i₁² + ½L₂i₂² + M i₁ i₂, con |M| ≤ √(L₁L₂). Il trasformatore sfrutta la mutua induzione: V₂/V₁ = N₂/N₁.Mutua induzione e circuiti accoppiati → · Corrente di spostamento ed equazioni di MaxwellLa legge di Ampère non vale per correnti non stazionarie (condensatore in carica). Maxwell aggiunse la corrente di spostamento i_s = ε0 dΦ(E)/dt, che tra le armature di un condensatore è uguale alla corrente di conduzione nei fili: legge di Ampère-Maxwell ∮B·ds = μ0(i + ε0 dΦ(E)/dt), rot B = μ0 J + μ0ε0 ∂E/∂t. Con Gauss elettrica, Gauss magnetica e Faraday formano le quattro equazioni di Maxwell. Nel vuoto senza sorgenti E e B soddisfano l'equazione delle onde, con velocità c = 1/√(ε0μ0) = 3·10⁸ m/s: la luce è un'onda elettromagnetica, con E ⊥ B ⊥ direzione di propagazione ed E = cB.Corrente di spostamento ed equazioni di Maxwell →

  • Faraday-Neumann-Lenz: Ei=−dΦ(B⃗)dt\mathcal E_i=-\frac{d\Phi(\vec B)}{dt} (la corrente indotta si oppone alla variazione di flusso); ∮E⃗⋅ds⃗=−dΦdt\oint\vec E\cdot d\vec s=-\frac{d\Phi}{dt}, ∇×E⃗=−∂B⃗∂t\nabla\times\vec E=-\frac{\partial\vec B}{\partial t}. Felici: ∣q∣=∣ΔΦ∣R|q|=\frac{|\Delta\Phi|}R. Bobina rotante E=NBΣωsin⁡ωt\mathcal E=NB\Sigma\omega\sin\omega t.
  • Sbarretta di lunghezza ℓ\ell a velocità vv: E=Bℓv\mathcal E=B\ell v, forza frenante B2ℓ2Rv\frac{B^2\ell^2}Rv, P=E2RP=\frac{\mathcal E^2}R; libera: v=v0e−t/τv=v_0e^{-t/\tau}, τ=mRB2ℓ2\tau=\frac{mR}{B^2\ell^2}.
  • Autoinduzione Φ=Li\Phi=Li (henry), EL=−Ldidt\mathcal E_L=-L\frac{di}{dt}; solenoide L=μ0n2ΣℓL=\mu_0n^2\Sigma\ell. RL in chiusura i=ER(1−e−t/τ)i=\frac{\mathcal E}R(1-e^{-t/\tau}), τ=LR\tau=\frac LR; in apertura i=i0e−t/τi=i_0e^{-t/\tau}. Energia U=12Li2U=\frac12Li^2, densità um=B22μ0u_m=\frac{B^2}{2\mu_0}. LC: ω=1LC\omega=\frac1{\sqrt{LC}}, T=2πLCT=2\pi\sqrt{LC}, q=q0cos⁡ωtq=q_0\cos\omega t, UC+UL=q022CU_C+U_L=\frac{q_0^2}{2C}.
  • Mutua induzione Φ2=Mi1\Phi_2=M i_1, M12=M21=MM_{12}=M_{21}=M, E2=−Mdi1dt\mathcal E_2=-M\frac{di_1}{dt}; energia U=12L1i12+12L2i22+Mi1i2U=\frac12L_1i_1^2+\frac12L_2i_2^2+Mi_1i_2, ∣M∣≤L1L2|M|\le\sqrt{L_1L_2}; trasformatore V2V1=N2N1\frac{V_2}{V_1}=\frac{N_2}{N_1}.
  • Corrente di spostamento is=ε0dΦ(E⃗)dti_s=\varepsilon_0\frac{d\Phi(\vec E)}{dt}; Ampère-Maxwell ∮B⃗⋅ds⃗=μ0(i+ε0dΦ(E⃗)dt)\oint\vec B\cdot d\vec s=\mu_0\big(i+\varepsilon_0\frac{d\Phi(\vec E)}{dt}\big), ∇×B⃗=μ0J⃗+μ0ε0∂E⃗∂t\nabla\times\vec B=\mu_0\vec J+\mu_0\varepsilon_0\frac{\partial\vec E}{\partial t}.
  • Maxwell: ∇⋅D⃗=ρlib\nabla\cdot\vec D=\rho_{lib}, ∇⋅B⃗=0\nabla\cdot\vec B=0, ∇×E⃗=−∂B⃗∂t\nabla\times\vec E=-\frac{\partial\vec B}{\partial t}, ∇×H⃗=J⃗lib+∂D⃗∂t\nabla\times\vec H=\vec J_{lib}+\frac{\partial\vec D}{\partial t}. Nel vuoto: onde con c=1ε0μ0≈3⋅108 m/sc=\frac1{\sqrt{\varepsilon_0\mu_0}}\approx3\cdot10^8\ \mathrm{m/s}, E=cBE=cB, E⃗⊥B⃗⊥\vec E\perp\vec B\perp propagazione.

Grafico interattivo: Corrente in un circuito RL alla chiusura, in unità di ℰ/R, in funzione di t/τ (τ = L/R)

Grafico interattivo: Circuito LC: energia del condensatore U_C e dell'induttanza U_L in unità di q₀²/(2C) (ascissa: ωt in rad): la somma resta 1, e l'energia passa da un elemento all'altro due volte per periodo

Grafico interattivo: Velocità di una sbarretta (o spira) libera frenata dalla corrente indotta, in unità di v₀, in funzione di t/τ

Grafico interattivo: Onda piana a un istante fissato: E (in unità di E₀) in funzione di x/λ; B ha la stessa forma, in fase, con ampiezza E₀/c

Domande di teoria

Note: Domande di teoria degli appelliRaccolta delle domande di teoria delle prove 2025-2026 (10 punti su 31), raggruppate per argomento, con la traccia di risposta e il link alla nota dove l'argomento è svolto. Le più frequenti: legge di Ampère (integrale, forma locale con Stokes, Ampère-Maxwell), legge di Gauss (enunciato, dimostrazione, forma locale), circuiti RC e RL in chiusura, forza di Lorentz e moto in campo uniforme, autoinduzione e mutua induzione.Domande di teoria degli appelli →

  • Le domande più frequenti ripassano le formule di sopra: Ampère (integrale, locale con Stokes, Ampère-Maxwell), Gauss (∮E⃗⋅n^ dS=Qintε0\oint\vec E\cdot\hat n\,dS=\frac{Q_{int}}{\varepsilon_0} e ∇⋅E⃗=ρε0\nabla\cdot\vec E=\frac\rho{\varepsilon_0}), RC e RL in chiusura (τ=RC\tau=RC, τ=LR\tau=\frac LR), Lorentz e moto in campo uniforme (r=mv∣q∣Br=\frac{mv}{|q|B}), autoinduzione e mutua induzione.

Versione ripasso