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Note per Studenti Esercizio - simmetrie di segnali pari, dispari e hermitiani

Esercizio - simmetrie di segnali pari, dispari e hermitiani

In questa pagina 7

Testo (dispense del corso Teoria dei Segnali, UniPD, Es. 2.2B, 2.2C, 2.2F, 2.2J).

  • 2.2B. Dire di quali simmetrie godono il modulo e la fase di un segnale pari e di un segnale dispari.
  • 2.2C. Dimostrare che per un segnale s(t)s(t) dispari deve essere s(0)=0s(0)=0.
  • 2.2F. Dimostrare che il prodotto di un segnale pari e di uno dispari è dispari.
  • 2.2J. Dimostrare che un segnale con simmetria hermitiana ha modulo pari e argomento (fase) dispari.

Teoria usata: Segnali a tempo continuo - definizioni e trasformazioniUn segnale a tempo continuo è una funzione complessa di variabile reale $s:\mathbb R\to\mathbb C$ (reale se $s=s^*$). Si descrive con parte reale e immaginaria oppure con modulo e fase (valore principale in $(-\pi,\pi]$). Sui segnali si fanno tre operazioni elementari: ribaltamento $s(-t)$, traslazione $s(t-t_0)$ e cambio di scala $s(at)$. Ogni segnale si scompone in una parte pari e una dispari, in una reale e una immaginaria, in una hermitiana e una antihermitiana. Estensione e durata dicono dove il segnale è diverso da zero; i segnali con estensione nel semiasse positivo sono causali.Segnali a tempo continuo - definizioni e trasformazioni →, Funzioni monotone, pari e dispariFunzioni crescenti e decrescenti, legame tra stretta monotonia e iniettività, e simmetrie delle funzioni pari e dispari.Funzioni monotone, pari e dispari →, Numeri complessiI numeri complessi estendono i reali introducendo l'unità immaginaria $i$ ($i^2 = -1$) e possono essere rappresentati in forma algebrica, trigonometrica o polare. Tramite la formula di Eulero e le proprietà del modulo e dell'argomento, è possibile calcolare agilmente prodotti, potenze e radici ennesime.Numeri complessi →.

Le definizioni (da avere sotto gli occhi)

Per un segnale s(t)s(t), t∈Rt\in\mathbb R, a valori complessi:

  • pari se s(−t)=s(t)s(-t)=s(t) per ogni tt (simmetrico rispetto all'asse verticale);
  • dispari se s(−t)=−s(t)s(-t)=-s(t) per ogni tt (simmetrico rispetto all'origine);
  • hermitiano se s(−t)=s∗(t)s(-t)=s^*(t), dove ∗^* è il complesso coniugato. Scrivendo s=sr+i sis=s_r+i\,s_i (parte reale e parte immaginaria) significa sr(−t)+i si(−t)=sr(t)−i si(t)s_r(-t)+i\,s_i(-t)=s_r(t)-i\,s_i(t), cioè parte reale pari e parte immaginaria dispari. Per un segnale reale (si=0s_i=0) hermitiano e pari sono la stessa cosa.

Due esempi che useremo sempre:

  • a(t)=eiπt2a(t)=e^{i\pi t^2}: poiché (−t)2=t2(-t)^2=t^2, vale a(−t)=a(t)a(-t)=a(t), quindi è pari. Non è hermitiano: servirebbe a(−t)=a∗(t)=e−iπt2a(-t)=a^*(t)=e^{-i\pi t^2}, cioè eiπt2=e−iπt2e^{i\pi t^2}=e^{-i\pi t^2}, falso (per t=12t=\frac12 il primo vale eiπ/4e^{i\pi/4} e il secondo e−iπ/4e^{-i\pi/4}).
  • h(t)=11+it=1−it1+t2h(t)=\dfrac{1}{1+it}=\dfrac{1-it}{1+t^2} (parte reale 11+t2\frac{1}{1+t^2} pari, parte immaginaria −t1+t2\frac{-t}{1+t^2} dispari): h(−t)=11−it=(11+it)∗=h∗(t)h(-t)=\dfrac{1}{1-it}=\left(\dfrac{1}{1+it}\right)^*=h^*(t), quindi è hermitiano (non è né pari né dispari).

Ricordare sempre: la fase esiste solo dove s(t)≠0s(t)\neq0, e si prende nel valore principale (−π,π](-\pi,\pi] (Esercizio - modulo e fase di segnali complessi).

(Es. 2.2B) Modulo e fase di un segnale pari e di uno dispari

Segnale pari. Poiché s(−t)s(-t) e s(t)s(t) sono lo stesso numero complesso, hanno lo stesso modulo e lo stesso angolo: ∣s(−t)∣=∣s(t)∣,φs(−t)=φs(t).\lvert s(-t)\rvert=\lvert s(t)\rvert,\qquad \varphi_s(-t)=\varphi_s(t). Modulo pari e fase pari. (Il valore principale è una funzione del numero complesso, quindi su due numeri uguali dà lo stesso valore.)

Segnale dispari.

  • Modulo. ∣s(−t)∣=∣−s(t)∣=∣−1∣ ∣s(t)∣=∣s(t)∣\lvert s(-t)\rvert=\lvert-s(t)\rvert=\lvert-1\rvert\,\lvert s(t)\rvert=\lvert s(t)\rvert: modulo pari.
  • Fase. Cambiare segno a un numero complesso equivale a ruotarlo di un angolo piatto, perché −1=eiπ-1=e^{i\pi}: s(−t)=−s(t)=eiπ∣s(t)∣eiφs(t)=∣s(t)∣ei(φs(t)+π)s(-t)=-s(t)=e^{i\pi}\lvert s(t)\rvert e^{i\varphi_s(t)}=\lvert s(t)\rvert e^{i(\varphi_s(t)+\pi)}. Quindi φs(−t)≡φs(t)+π(mod2π).\varphi_s(-t)\equiv\varphi_s(t)+\pi\pmod{2\pi}. In valore principale: φs(−t)=φs(t)+π\varphi_s(-t)=\varphi_s(t)+\pi se φs(t)≤0\varphi_s(t)\le0, e φs(−t)=φs(t)−π\varphi_s(-t)=\varphi_s(t)-\pi se φs(t)>0\varphi_s(t)>0 (per restare in (−π,π](-\pi,\pi]). La fase di un segnale dispari non è né pari né dispari in generale: i valori in tt e in −t-t differiscono di π\pi.

Esempio numerico. s(t)=(1+i) ts(t)=(1+i)\,t è dispari. In t=0,5t=0{,}5 vale 0,5+0,5i0{,}5+0{,}5i: modulo 22≈0,7071\frac{\sqrt2}{2}\approx0{,}7071, fase π4\frac{\pi}{4}. In t=−0,5t=-0{,}5 vale −0,5−0,5i-0{,}5-0{,}5i: modulo 0,70710{,}7071 (uguale, pari ✓), fase −3π4=π4−π-\frac{3\pi}{4}=\frac\pi4-\pi (differisce di π\pi ✓). Se la fase fosse dispari avrebbe dovuto valere −π4-\frac\pi4: è falso.

Il caso di eiπt2e^{i\pi t^2} (pari): modulo 11 pari e fase πt2\pi t^2 pari ✓, come dice la regola. Per t=0,8t=0{,}8 e t=−0,8t=-0{,}8 il segnale vale lo stesso numero −0,4258+0,9048i-0{,}4258+0{,}9048i e la fase vale lo stesso 0,64π≈2,01060{,}64\pi\approx2{,}0106.

segnale modulo fase
pari pari pari
dispari pari sfasata di π\pi tra tt e −t-t
hermitiano (Es. 2.2J) pari dispari

(Es. 2.2C) Un segnale dispari vale zero nell'origine

Dimostrazione. La definizione s(−t)=−s(t)s(-t)=-s(t) vale per ogni tt, quindi anche per t=0t=0: s(−0)=−s(0) ⟹ s(0)=−s(0) ⟹ 2 s(0)=0 ⟹ s(0)=0.s(-0)=-s(0)\ \Longrightarrow\ s(0)=-s(0)\ \Longrightarrow\ 2\,s(0)=0\ \Longrightarrow\ s(0)=0. (Il segnale è complesso, ma il ragionamento non cambia: si usa solo che −0=0-0=0.)

Conseguenze utili.

  • Se un segnale ha s(0)≠0s(0)\neq0 non può essere dispari: cos⁡0=1\cos0=1, la costante 11, il gradino (1(0)=12\mathbf 1(0)=\frac12).
  • Cosa succede con una discontinuità in 00? Il segno sgn⁡(t)\operatorname{sgn}(t) vale 11 per t>0t>0 e −1-1 per t<0t<0: se lo si definisse in 00 con un valore qualunque diverso da 00 non sarebbe dispari. La regola dell'emivalore delle dispense lo evita da sola: in un punto di discontinuità il segnale vale la media dei limiti, s(0)=12[s(0−)+s(0+)]=12[−1+1]=0s(0)=\frac12[s(0^-)+s(0^+)]=\frac12[-1+1]=0 ✓. In generale, per un segnale dispari i due limiti sono opposti (s(0−)=−s(0+)s(0^-)=-s(0^+)), quindi la media è sempre 00.
  • Esempi che vanno a 00 nell'origine: sin⁡(2πt)\sin(2\pi t), t e−πt2t\,e^{-\pi t^2}, sgn⁡(t)\operatorname{sgn}(t).

(Es. 2.2F) Pari per dispari è dispari

Dimostrazione. Sia p(t)p(t) pari (p(−t)=p(t)p(-t)=p(t)), d(t)d(t) dispari (d(−t)=−d(t)d(-t)=-d(t)) e sia q(t)=p(t) d(t)q(t)=p(t)\,d(t). Si calcola qq in −t-t e si usano le due definizioni, una per fattore: q(−t)=p(−t) d(−t)=p(t)⋅(−d(t))=− p(t)d(t)=−q(t).q(-t)=p(-t)\,d(-t)=p(t)\cdot\big(-d(t)\big)=-\,p(t)d(t)=-q(t). Quindi q(−t)=−q(t)q(-t)=-q(t) per ogni tt: qq è dispari. La dimostrazione non usa che i segnali siano reali, quindi vale anche per segnali complessi.

Regola dei segni. Con lo stesso metodo: pari⋅\cdotpari = pari (p1(−t)p2(−t)=p1(t)p2(t)p_1(-t)p_2(-t)=p_1(t)p_2(t)) e dispari⋅\cdotdispari = pari ((−d1)(−d2)=d1d2(-d_1)(-d_2)=d_1d_2). Sono le regole dei segni: pari ↔+\leftrightarrow+, dispari ↔−\leftrightarrow-.

Esempio numerico. p(t)=e−πt2p(t)=e^{-\pi t^2} (gaussiana, pari) e d(t)=sin⁡2πtd(t)=\sin2\pi t (dispari). In t=0,3t=0{,}3: p=e−0,09π≈0,7537p=e^{-0{,}09\pi}\approx0{,}7537, d=sin⁡(0,6π)≈0,9511d=\sin(0{,}6\pi)\approx0{,}9511, q=0,7168q=0{,}7168. In t=−0,3t=-0{,}3: pp ancora 0,75370{,}7537, d=−0,9511d=-0{,}9511, q=−0,7168q=-0{,}7168 ✓.

A cosa serve. L'area (valore principale) di un segnale dispari è zero, perché i due lobi si compensano: ∫−TTq=∫−T0q+∫0Tq=−∫0Tq+∫0Tq=0\int_{-T}^{T}q=\int_{-T}^{0}q+\int_0^Tq=-\int_0^Tq+\int_0^Tq=0 (si cambia variabile t→−tt\to-t nel primo integrale). Dunque ∫−∞+∞e−πt2sin⁡(2πt) dt=0\int_{-\infty}^{+\infty}e^{-\pi t^2}\sin(2\pi t)\,dt=0 senza calcolare nulla. Vedi Esercizio - area ed energia di un segnale e cambio di scala per la gaussiana.

(Es. 2.2J) Segnale hermitiano: modulo pari e fase dispari

Ipotesi: s(−t)=s∗(t)s(-t)=s^*(t) per ogni tt. Scriviamo s(t)=∣s(t)∣eiφ(t)s(t)=\lvert s(t)\rvert e^{i\varphi(t)} e consideriamo solo i tt con s(t)≠0s(t)\neq0 (dove s(t)=0s(t)=0 anche s(−t)=0∗=0s(-t)=0^*=0, e la fase non esiste).

Modulo. Il complesso coniugato non cambia il modulo (∣z∗∣=∣z∣\lvert z^*\rvert=\lvert z\rvert, perché z∗z^* è il simmetrico di zz rispetto all'asse reale): ∣s(−t)∣=∣s∗(t)∣=∣s(t)∣ ⟹ modulo pari.\lvert s(-t)\rvert=\lvert s^*(t)\rvert=\lvert s(t)\rvert\ \Longrightarrow\ \text{modulo pari.}

Fase. Scriviamo le due espressioni di s(−t)s(-t):

  • direttamente: s(−t)=∣s(−t)∣eiφ(−t)=∣s(t)∣eiφ(−t)s(-t)=\lvert s(-t)\rvert e^{i\varphi(-t)}=\lvert s(t)\rvert e^{i\varphi(-t)} (modulo pari, appena dimostrato);
  • dalla simmetria: s(−t)=s∗(t)=(∣s(t)∣eiφ(t))∗=∣s(t)∣e−iφ(t)s(-t)=s^*(t)=\big(\lvert s(t)\rvert e^{i\varphi(t)}\big)^*=\lvert s(t)\rvert e^{-i\varphi(t)} (il coniugato cambia segno all'esponente immaginario).

Uguagliando e semplificando il fattore ∣s(t)∣≠0\lvert s(t)\rvert\neq0: eiφ(−t)=e−iφ(t)e^{i\varphi(-t)}=e^{-i\varphi(t)}, cioè φ(−t)≡−φ(t)(mod2π):fase dispari.\varphi(-t)\equiv-\varphi(t)\pmod{2\pi}:\qquad\textbf{fase dispari.}

Un dettaglio sul valore principale. Se φ(t)=π\varphi(t)=\pi, l'angolo −π-\pi non è nell'intervallo (−π,π](-\pi,\pi] e si deve scrivere φ(−t)=π\varphi(-t)=\pi (che è ≡−π\equiv-\pi). Esempio: il segnale costante s(t)=−1s(t)=-1 è hermitiano (s(−t)=−1=s∗(t)s(-t)=-1=s^*(t)), ha fase principale π\pi ovunque: "dispari" solo modulo 2π2\pi.

Esempio numerico. h(t)=11+ith(t)=\dfrac{1}{1+it}. In t=2t=2: h(2)=1−2i5=0,2−0,4ih(2)=\dfrac{1-2i}{5}=0{,}2-0{,}4i, modulo 15≈0,4472\frac{1}{\sqrt5}\approx0{,}4472, fase −arctan⁡2≈−1,1071-\arctan2\approx-1{,}1071. In t=−2t=-2: h(−2)=0,2+0,4i=h∗(2)h(-2)=0{,}2+0{,}4i=h^*(2) ✓, modulo 0,44720{,}4472 (stesso: pari ✓), fase +1,1071+1{,}1071 (opposta: dispari ✓). Il segnale eiπt2e^{i\pi t^2} invece non è hermitiano: modulo e fase sono entrambi pari, e infatti la fase πt2\pi t^2 non è dispari.

Grafico interattivo: Segnale hermitiano 1/(1+it): modulo 1/√(1+t²) pari e fase −arctan t dispari

Grafico interattivo: Segnale dispari (1+i)t: il modulo √2·|t| è pari, la fase vale π/4 per t > 0 e −3π/4 per t < 0 (differisce di π, non è né pari né dispari); in t = 0 il segnale è nullo e la fase non è definita

Complemento: parte hermitiana e antihermitiana di eiπt2e^{i\pi t^2} (Es. 2.2M)

Ogni segnale si scompone in sh(t)=12[s(t)+s∗(−t)]s_h(t)=\frac12[s(t)+s^*(-t)] (hermitiana) e sa(t)=12[s(t)−s∗(−t)]s_a(t)=\frac12[s(t)-s^*(-t)] (antihermitiana, sa(−t)=−sa∗(t)s_a(-t)=-s_a^*(t)). Per a(t)=eiπt2a(t)=e^{i\pi t^2}: a∗(−t)=e−iπt2a^*(-t)=e^{-i\pi t^2}, quindi ah(t)=12(eiπt2+e−iπt2)=cos⁡πt2,aa(t)=12(eiπt2−e−iπt2)=isin⁡πt2a_h(t)=\tfrac12\big(e^{i\pi t^2}+e^{-i\pi t^2}\big)=\cos\pi t^2,\qquad a_a(t)=\tfrac12\big(e^{i\pi t^2}-e^{-i\pi t^2}\big)=i\sin\pi t^2 (la parte pari di aa è aa stesso e quella dispari è 00). Controllo in t=0,7t=0{,}7: cos⁡(0,49π)=0,031411\cos(0{,}49\pi)=0{,}031411 e sin⁡(0,49π)=0,999507\sin(0{,}49\pi)=0{,}999507.

Controllo

python
import numpy as np

a = lambda t: np.exp(1j*np.pi*t**2)      # pari
h = lambda t: 1/(1 + 1j*t)               # hermitiano
d = lambda t: (1 + 1j)*t                 # dispari

# 2.2B: modulo e fase in t e -t
for nome, f, tt in (("pari a", a, 0.8), ("dispari d", d, 0.5), ("herm. h", h, 2.0)):
    print(nome, np.round([abs(f(tt)), abs(f(-tt)), np.angle(f(tt)), np.angle(f(-tt))], 4))

# 2.2C: segnali dispari nell'origine
print(d(0), np.sin(2*np.pi*0), 0*np.exp(-np.pi*0))

# 2.2F: pari * dispari
p = lambda t: np.exp(-np.pi*t**2)
s = lambda t: np.sin(2*np.pi*t)
print(p(0.3)*s(0.3), p(-0.3)*s(-0.3))
from scipy.integrate import quad
print(quad(lambda t: p(t)*s(t), -10, 10)[0])     # ~0

# 2.2J: h(-t) = conj(h(t))
print(h(2), h(-2), np.conj(h(2)))

# 2.2M: parte hermitiana e antihermitiana di e^{i pi t^2}
t = 0.7
print((a(t) + np.conj(a(-t)))/2, np.cos(np.pi*t**2))
print((a(t) - np.conj(a(-t)))/2, 1j*np.sin(np.pi*t**2))

I risultati confermano tutto: le fasi di aa in 0,80{,}8 e −0,8-0{,}8 sono uguali (2,01062{,}0106), quelle di dd in ±0,5\pm0{,}5 valgono 0,78540{,}7854 e −2,3562-2{,}3562 (differenza π\pi), quelle di hh in ±2\pm2 valgono −1,1071-1{,}1071 e 1,10711{,}1071 (opposte); i prodotti p sp\,s valgono ±0,7168\pm0{,}7168; l'integrale numerico di e−πt2sin⁡2πte^{-\pi t^2}\sin2\pi t su (−10,10)(-10,10) risulta 00 entro l'errore di calcolo.

Versione ripasso

  • 2.2B. Pari: modulo pari, fase pari. Dispari: modulo pari, ma φ(−t)=φ(t)±π\varphi(-t)=\varphi(t)\pm\pi (perché −1=eiπ-1=e^{i\pi}). Hermitiano: modulo pari, fase dispari. Esempio: (1+i)t(1+i)t ha fase π4\frac\pi4 per t>0t>0 e −3π4-\frac{3\pi}4 per t<0t<0.
  • 2.2C. ss dispari: s(0)=−s(0)s(0)=-s(0), quindi s(0)=0s(0)=0. Con una discontinuità l'emivalore dà 12(−a+a)=0\frac12(-a+a)=0 (sgn⁡(0)=0\operatorname{sgn}(0)=0).
  • 2.2F. q=pdq=pd: q(−t)=p(−t)d(−t)=p(t)(−d(t))=−q(t)q(-t)=p(-t)d(-t)=p(t)(-d(t))=-q(t). Regola dei segni: pari⋅\cdotpari = pari, dispari⋅\cdotdispari = pari. L'area di un dispari è 00.
  • 2.2J. s(−t)=s∗(t)s(-t)=s^*(t): ∣s(−t)∣=∣s∗(t)∣=∣s(t)∣\lvert s(-t)\rvert=\lvert s^*(t)\rvert=\lvert s(t)\rvert; eiφ(−t)=e−iφ(t)e^{i\varphi(-t)}=e^{-i\varphi(t)}, cioè φ(−t)≡−φ(t)\varphi(-t)\equiv-\varphi(t) (mod 2π2\pi; se φ=π\varphi=\pi resta π\pi). Esempio 11+it\frac1{1+it}; eiπt2e^{i\pi t^2} è pari, non hermitiano (parte hermitiana cos⁡πt2\cos\pi t^2).
  • Errori tipici: dire che la fase di un dispari è dispari; dimenticare che la fase non esiste dove s=0s=0.

Teoria collegata