Salta al contenuto
Note per Studenti Processi aleatori attraverso sistemi LTI

Processi aleatori attraverso sistemi LTI

In questa pagina 13

Si usano Processi aleatori - definizioni, media e autocorrelazioneUn processo aleatorio x(t), t in I (R o Z(T)), è una famiglia di variabili aleatorie sullo stesso spazio di probabilità; fissato l'esito si ottiene una realizzazione (un segnale). Si descrive con le densità di ordine N (complete), in particolare del primo e del secondo ordine, oppure solo con media m_x(t) e correlazione r_x(t,s) = E[x(t)x*(s)] (descrizione di potenza). Un processo gaussiano è determinato da media e correlazione.Processi aleatori - definizioni, media e autocorrelazione →, Processi stazionari e densità spettrale di potenzaUn processo è stazionario in media, in potenza, nel primo ordine o in correlazione se la rispettiva grandezza non cambia traslando il tempo; stazionario in senso lato (sl) = media costante e r_x(t,s) = r_x(t-s); in senso stretto (ss) = tutte le densità invarianti. La densità spettrale di potenza R_x(f) = F[r_x(τ)] è non negativa e ha integrale = potenza statistica. Rumore bianco: R costante. Ciclostazionario: statistiche periodiche. Ergodico in media: la media temporale di una realizzazione converge a m_x.Processi stazionari e densità spettrale di potenza →, le tf di Trasformazioni e sistemi - proprietàUna trasformazione manda un segnale d'ingresso su I in un segnale d'uscita su U, y = φ[x]. Si classifica per invertibilità, memoria, causalità, stabilità BIBO, linearità, tempo-invarianza e realtà. Una trasformazione lineare ha un nucleo h(t,u) = risposta all'impulso applicato in u; la finestra y = w·x è lineare ma NON tempo-invariante. Le tf LTI (filtri) sono il caso con h(t,u) = g(t-u).Trasformazioni e sistemi - proprietà → e la teoria dei filtri (Sistemi lineari tempo-invarianti e risposta impulsivaUna tf lineare e tempo-invariante (LTI, filtro) ha nucleo h(t,u) = g(t-u): l'uscita è la convoluzione y = gx con la risposta impulsiva g (uscita all'impulso ideale nell'origine). Causale se e solo se g è causale; stabile BIBO se e solo se g è assolutamente integrabile (sommabile); reale se e solo se g è reale. Cascata: g = g2g1; parallelo: g1+g2; retroazione: Ge = G/(1+HG) in frequenza.Sistemi lineari tempo-invarianti e risposta impulsiva →, Risposta in frequenza e filtriLa risposta in frequenza G(f) = F[g] di un filtro LTI dà Y = G·X. Gli esponenziali complessi sono autofunzioni (autovalore G(f)), quindi un ingresso sinusoidale esce sinusoidale con ampiezza moltiplicata per |G(f0)| e fase aumentata di arg G(f0). Il filtro è reale se G è hermitiana, invertibile se G non si annulla. I filtri ideali sono rect in frequenza; non distorsione secondo Heaviside: |G| costante e fase lineare.Risposta in frequenza e filtri →). Per questi argomenti le dispense non erano disponibili: la nota segue l'elenco degli argomenti delle lezioni e la teoria standard, ed è stata confrontata con la registrazione della lezione 25 (trasformazioni di processi, filtraggio, campionamento; il teorema del campionamento per processi è della lezione 26).

Formulazione generale

Una trasformazione φ\varphi (una di quelle dei segnali determinati) manda un segnale definito su II, il dominio d'ingresso, in un segnale definito su UU, il dominio d'uscita. Se in ingresso c'è un processo x(t;ω)x(t;\omega), non si sa quale realizzazione si osserverà: si scrive comunque x(t)x(t), t∈It\in I, ma si pensa all'insieme di tutte le realizzazioni. Per ogni esito fissato ω0\omega_0 la realizzazione x(⋅;ω0)x(\cdot;\omega_0) è un segnale determinato, e la sua trasformata è la realizzazione di uscita corrispondente: y(t;ω0)=φ[x(⋅;ω0)](t),t∈U.y(t;\omega_0)=\varphi\big[x(\cdot;\omega_0)\big](t),\qquad t\in U. Al variare di t∈Ut\in U e di ω\omega nello spazio campione, y(t;ω)y(t;\omega) è a sua volta un processo aleatorio, definito sullo stesso spazio di probabilità: y=φ[x]y=\varphi[x]. È la specificazione indiretta di un processo, ed è l'estensione di ciò che si fa con le variabili aleatorie: lì una funzione gg manda numeri in numeri, e g(X)g(X) è ancora una variabile aleatoria perché dipende dall'esito ω\omega (Funzioni di una variabile aleatoriaPer trovare la legge di Y = g(X) si calcola la FdD: F_Y(y) = P(g(X) ≤ y) = P(X ∈ g⁻¹((−∞, y])), poi si deriva; se g è strettamente monotona e derivabile vale la formula f_Y(y) = f_X(g⁻¹(y)) · |(g⁻¹)'(y)|; se g è costante a tratti Y è discreta; se g non è iniettiva (es. X²) si spezza l'evento.Funzioni di una variabile aleatoria →); qui φ\varphi manda segnali in segnali e φ[x]\varphi[x] è ancora un processo.

Il problema è ricavare la descrizione statistica di yy (completa, del primo o secondo ordine, o di potenza) da quella di xx e dalla caratterizzazione di φ\varphi (per esempio la relazione ingresso-uscita).

Il problema si può sempre risolvere? No: tre controesempi

Anche solo "in linea di principio" (lasciando da parte la difficoltà dei calcoli) la risposta è no in generale: dipende dall'ordine della descrizione cercata e dalla trasformazione. Tre controesempi, uno per ogni tipo di ostacolo.

  1. Il primo ordine di yy può richiedere il secondo ordine di xx. Sia y(t)=x(t)+x(t−T)y(t)=x(t)+x(t-T). La variabile y(t)y(t) dipende non solo da x(t)x(t) ma anche da x(t−T)x(t-T), un'altra variabile del processo: servono la densità congiunta fx(a1,a2;t,t−T)f_x(a_1,a_2;t,t-T) e non basta conoscere fx(a;t)f_x(a;t) e fx(a;t−T)f_x(a;t-T). Esempio: due processi con lo stesso primo ordine (x(t)=±1x(t)=\pm1 equiprobabili), uno a campioni indipendenti e uno con x(t−T)=x(t)x(t-T)=x(t). Nel primo y(t)∈{−2,0,2}y(t)\in\{-2,0,2\} con probabilità 14,12,14\frac14,\frac12,\frac14; nel secondo y(t)∈{−2,2}y(t)\in\{-2,2\} con probabilità 12,12\frac12,\frac12 (simulazione con 4⋅1054\cdot10^5 estrazioni: 0,25/0,50/0,250{,}25/0{,}50/0{,}25 e 0,50/0,500{,}50/0{,}50). Stesso ingresso al primo ordine, uscite diverse. Qui il secondo ordine di xx basta, ma il primo no.
  2. La media di yy può non dipendere solo dalla media di xx. Sia y(t)=x2(t)y(t)=x^2(t). Allora my(t)=E[x2(t)]=rx(t,t)m_y(t)=E[x^2(t)]=r_x(t,t), la potenza statistica di xx: servono la correlazione e non la media. Esempio: x(t)=0x(t)=0 e x(t)=±1x(t)=\pm1 equiprobabile hanno entrambi mx=0m_x=0, ma my=0m_y=0 nel primo caso e my=1m_y=1 nel secondo.
  3. Neanche la descrizione completa di xx basta. Sia y(t)=max⁡u≤tx(u)y(t)=\max_{u\le t}x(u), il massimo dei valori visti finora: è una relazione ingresso-uscita ben definita e ragionevole. Per esempio P(y(t)≤1)=P(x(u)≤1 per ogni u≤t)P\big(y(t)\le1\big)=P\big(x(u)\le1\ \text{per ogni }u\le t\big) è la probabilità di un evento che riguarda infinite variabili aleatorie (con la cardinalità del continuo, a tempo continuo). La descrizione statistica completa di xx contiene solo le densità congiunte di un numero finito di variabili, per ogni NN: non permette di calcolare eventi di questo tipo (Processi aleatori - definizioni, media e autocorrelazioneUn processo aleatorio x(t), t in I (R o Z(T)), è una famiglia di variabili aleatorie sullo stesso spazio di probabilità; fissato l'esito si ottiene una realizzazione (un segnale). Si descrive con le densità di ordine N (complete), in particolare del primo e del secondo ordine, oppure solo con media m_x(t) e correlazione r_x(t,s) = E[x(t)x*(s)] (descrizione di potenza). Un processo gaussiano è determinato da media e correlazione.Processi aleatori - definizioni, media e autocorrelazione →).

Condizione sufficiente. Se per ogni NN e per ogni vettore di istanti t=(t1,…,tN)\mathbf t=(t_1,\dots,t_N) di UU esistono MM e un vettore u=(u1,…,uM)\mathbf u=(u_1,\dots,u_M) di istanti di II tali che il vettore aleatorio y(t)=(y(t1),…,y(tN))\mathbf y(\mathbf t)=\big(y(t_1),\dots,y(t_N)\big) dipende solo dal vettore aleatorio x(u)=(x(u1),…,x(uM))\mathbf x(\mathbf u)=\big(x(u_1),\dots,x(u_M)\big), allora dalla descrizione statistica completa di xx si ricava, in linea di principio, quella di yy.

Perché: ogni vettore di uscita è funzione di un vettore finito di ingresso (non servono gli stessi istanti né la stessa dimensione: MM e u\mathbf u possono cambiare con t\mathbf t), cioè si ha una trasformazione tra vettori aleatori, e la densità di y\mathbf y si ricava da quella di x\mathbf x con le regole dei vettori aleatori (Vettori aleatori assolutamente continuiUn vettore (X, Y) è assolutamente continuo se P((X, Y) ∈ A) = ∬_A f(x, y) dx dy per una densità congiunta f ≥ 0 con integrale 1; le marginali si ottengono integrando sull'altra variabile (f_X(x) = ∫ f(x, y) dy), X e Y sono indipendenti se f(x, y) = f_X(x) f_Y(y), e E[g(X, Y)] = ∬ g f. Il punto delicato degli esercizi è descrivere bene la regione dove f > 0.Vettori aleatori assolutamente continui →, Funzioni di una variabile aleatoriaPer trovare la legge di Y = g(X) si calcola la FdD: F_Y(y) = P(g(X) ≤ y) = P(X ∈ g⁻¹((−∞, y])), poi si deriva; se g è strettamente monotona e derivabile vale la formula f_Y(y) = f_X(g⁻¹(y)) · |(g⁻¹)'(y)|; se g è costante a tratti Y è discreta; se g non è iniettiva (es. X²) si spezza l'evento.Funzioni di una variabile aleatoria →). Il massimo dei valori passati non soddisfa la condizione proprio perché y(t)y(t) dipende da infinite variabili di xx. Le classi che seguono (lineari, istantanee, tempo-invarianti, e in particolare i filtri) sono quelle per cui si riesce a dire qualcosa di preciso.

Trasformazioni lineari

Teorema (tf lineare). Se y(t)=∫Ih(t,u) x(u) duy(t)=\int_Ih(t,u)\,x(u)\,du (nucleo hh; nel discreto l'integrale è la somma pesata con TT) allora my(t)=∫h(t,u) mx(u) du,ry(t,s)=∬h(t,u) rx(u,v) h∗(s,v) du dv.m_y(t)=\int h(t,u)\,m_x(u)\,du,\qquad r_y(t,s)=\iint h(t,u)\,r_x(u,v)\,h^*(s,v)\,du\,dv.

Perché, passo per passo.

  1. Media. my(t)=E ⁣[∫Ih(t,u) x(u) du]m_y(t)=E\!\left[\int_Ih(t,u)\,x(u)\,du\right]. Il valore atteso è un integrale rispetto alle ampiezze (con la densità di probabilità) e l'altro è un integrale rispetto al tempo: sono due operazioni lineari e se ne può scambiare l'ordine, quindi my(t)=∫IE[h(t,u) x(u)] dum_y(t)=\int_IE\big[h(t,u)\,x(u)\big]\,du.
  2. Nel prodotto h(t,u) x(u)h(t,u)\,x(u) il nucleo h(t,u)h(t,u) è un numero, non una variabile aleatoria: le trasformazioni di questo corso sono deterministiche (dato l'ingresso, l'uscita è una sola; non così per un canale di telecomunicazione, che introduce rumore, ritardi, perdita di pacchetti). Si porta fuori dal valore atteso: E[h(t,u)x(u)]=h(t,u) E[x(u)]=h(t,u) mx(u)E[h(t,u)x(u)]=h(t,u)\,E[x(u)]=h(t,u)\,m_x(u), e si ottiene la formula del teorema. Cioè la trasformazione lineare fa alla media la stessa operazione che fa a ogni realizzazione.
  3. Correlazione. ry(t,s)=E[y(t)y∗(s)]r_y(t,s)=E[y(t)y^*(s)] con y(t)y(t) e y∗(s)y^*(s) scritti con due variabili di integrazione diverse, uu e vv. Il prodotto dei due integrali è un integrale doppio; il valore atteso entra nell'integrale (linearità); dei quattro fattori h(t,u)h(t,u), x(u)x(u), h∗(s,v)h^*(s,v), x∗(v)x^*(v) due sono costanti (escono) e due sono variabili aleatorie, che non si possono separare perché non si sa se x(u)x(u) e x(v)x(v) siano indipendenti: resta E[x(u)x∗(v)]=rx(u,v)E[x(u)x^*(v)]=r_x(u,v). La correlazione di yy si ottiene quindi applicando la trasformazione lineare due volte a rxr_x, una per ciascun istante (u→tu\to t e v→sv\to s). Per processi reali il coniugato scompare, per quelli complessi tocca solo h∗h^* e x∗x^* del secondo termine.

Se xx è gaussiano, yy è gaussiano (combinazioni lineari di variabili congiuntamente gaussiane sono gaussiane: Vettori gaussianiX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →), quindi basta calcolare media e correlazione.

Esempio (finestra). La finestra y=w xy=w\,x ha nucleo h(t,u)=w(t)δ(t−u)h(t,u)=w(t)\delta(t-u), quindi my(t)=w(t)mx(t)m_y(t)=w(t)m_x(t) e ry(t,s)=w(t) w∗(s) rx(t,s)r_y(t,s)=w(t)\,w^*(s)\,r_x(t,s), My(t)=∣w(t)∣2Mx(t)M_y(t)=\lvert w(t)\rvert^2M_x(t). Anche se xx è stazionario, yy in generale non lo è: per xx a campioni indipendenti a media nulla e varianza σ2\sigma^2 si ha My(t)=σ2∣w(t)∣2M_y(t)=\sigma^2\lvert w(t)\rvert^2, che dipende da tt (per esempio con w=cos⁡(2πf0t)w=\cos(2\pi f_0t)). I valori di yy restano indipendenti ma non identicamente distribuiti (Esercizio - processo a campioni indipendenti attraverso una finestra (prova scritta dell'11 luglio 2025)).

Trasformazioni istantanee

Se y(t)=μ[x(t)]y(t)=\mu[x(t)] (tf senza memoria) il primo ordine di yy si ricava dal primo ordine di xx con la regola della funzione di una variabile aleatoria (Funzioni di una variabile aleatoriaPer trovare la legge di Y = g(X) si calcola la FdD: F_Y(y) = P(g(X) ≤ y) = P(X ∈ g⁻¹((−∞, y])), poi si deriva; se g è strettamente monotona e derivabile vale la formula f_Y(y) = f_X(g⁻¹(y)) · |(g⁻¹)'(y)|; se g è costante a tratti Y è discreta; se g non è iniettiva (es. X²) si spezza l'evento.Funzioni di una variabile aleatoria →), il secondo ordine dal secondo ordine di xx con la stessa regola applicata alla coppia (μ[x(t)],μ[x(s)])(\mu[x(t)],\mu[x(s)]). Se i valori di xx sono indipendenti anche quelli di yy lo sono (funzioni di variabili indipendenti).

In generale la relazione ingresso-uscita è y(t)=φt(x(t))y(t)=\varphi_t\big(x(t)\big), dove la funzione φt\varphi_t può dipendere dall'istante (parametro tt) ma non entrano altri valori di xx: ogni variabile y(t)y(t) dipende da una e una sola variabile x(t)x(t), allo stesso istante. È quindi un caso particolare della condizione sufficiente (stesso numero di variabili, stessi istanti), e vale per ogni ordine, partendo dallo stesso ordine di xx. Per il primo ordine, con FF funzione di distribuzione: Fy(a;t)=P(y(t)≤a)=P(x(t)∈H(a,t))=∫H(a,t)fx(b;t) db,H(a,t)=φt−1((−∞,a])={b:φt(b)≤a}.F_y(a;t)=P\big(y(t)\le a\big)=P\big(x(t)\in H(a,t)\big)=\int_{H(a,t)}f_x(b;t)\,db,\qquad H(a,t)=\varphi_t^{-1}\big((-\infty,a]\big)=\{b:\varphi_t(b)\le a\}. Il tempo tt resta fisso dappertutto; l'integrale è fatto sulle ampiezze bb, non sul tempo. Lo stesso si scrive per densità, funzioni di probabilità, funzioni caratteristiche, e per l'ordine nn (nn istanti t1,…,tnt_1,\dots,t_n, insieme H⊆RnH\subseteq\mathbb R^n).

Esempio. x(t)x(t) uniforme in [−1,1][-1,1] per ogni tt e y(t)=x2(t)y(t)=x^2(t). Per 0≤a≤10\le a\le1 l'insieme è H(a)={b:b2≤a}=[−a,a]H(a)=\{b:b^2\le a\}=[-\sqrt a,\sqrt a], quindi Fy(a)=∫−aa12 db=aF_y(a)=\int_{-\sqrt a}^{\sqrt a}\frac12\,db=\sqrt a (e fy(a)=12af_y(a)=\frac1{2\sqrt a}). Controllo numerico: Fy(0,25)=0,5008F_y(0{,}25)=0{,}5008 contro 0,25=0,5\sqrt{0{,}25}=0{,}5, Fy(0,64)=0,7994F_y(0{,}64)=0{,}7994 contro 0,80{,}8.

Esempio. xx a simboli indipendenti con px(±1)=12p_x(\pm1)=\frac12 e y=exy=e^{x}: y(t)∈{e,e−1}y(t)\in\{e,e^{-1}\} equiprobabili, my=cosh⁡1=1,543m_y=\cosh1=1{,}543, My=cosh⁡2=3,762M_y=\cosh2=3{,}762, σy2=sinh⁡21=1,381\sigma_y^2=\sinh^21=1{,}381 e per t≠st\neq s ry(t,s)=my2=2,381r_y(t,s)=m_y^2=2{,}381 (indipendenti). Su Z(T)\mathbb Z(T) questo dà Ry(f)=my2∑nδ ⁣(f−nT)+Tσy2R_y(f)=m_y^2\sum_n\delta\!\left(f-\frac nT\right)+T\sigma_y^2: righe a nT\frac nT (dalla media) più una parte bianca (Esercizio - esponenziale di un processo a simboli binari indipendenti (prova scritta del 30 maggio 2025)).

Trasformazioni tempo-invarianti e stazionarietà in senso stretto

Teorema. Se φ\varphi è tempo-invariante (commuta con le traslazioni) e xx è stazionario in senso stretto, anche y=φ[x]y=\varphi[x] è stazionario in senso stretto, rispetto alle traslazioni θ\theta comuni al dominio d'ingresso II e a quello d'uscita UU.

Perché: si indica con xθx_\theta il processo traslato. Tempo-invarianza: y=φ[x]⇒yθ=φ[xθ]y=\varphi[x]\Rightarrow y_\theta=\varphi[x_\theta]. Se xx è ss, xx e xθx_\theta hanno la stessa descrizione statistica completa. Nelle ipotesi della condizione sufficiente la descrizione completa di yy si ricava in modo univoco da quella di ingresso: due ingressi con la stessa descrizione statistica, attraverso la stessa φ\varphi, danno uscite con la stessa descrizione statistica. Ma le uscite sono y=φ[x]y=\varphi[x] e yθ=φ[xθ]y_\theta=\varphi[x_\theta]: quindi yy e yθy_\theta hanno la stessa descrizione completa, cioè yy è ss.

Resta un dettaglio sui domini. La stazionarietà di xx vale per le traslazioni θ∈I\theta\in I; per concludere che yy è ss servono tutte le traslazioni θ∈U\theta\in U. Se ogni traslazione di UU è anche una traslazione di II (per esempio I=UI=U, o I⊇UI\supseteq U) allora yy è ss. Altrimenti yy è stazionario solo per le traslazioni in I∩UI\cap U: non è stazionario ma ciclostazionario, con periodo TcT_c tale che I∩U=Z(Tc)I\cap U=\mathbb Z(T_c). Ne sono esempi il campionatore (I=R⊇U=Z(T)I=\mathbb R\supseteq U=\mathbb Z(T): uscita stazionaria) e l'interpolatore (I=Z(T)I=\mathbb Z(T), U=RU=\mathbb R: uscita ciclostazionaria di periodo TT, vedi sotto). Vale per le trasformazioni istantanee μ[x(t)]\mu[x(t)] (tempo-invarianti), per i filtri LTI e per le loro cascate. Non vale per le finestre (non tempo-invarianti), né per il campionatore con istanti non multipli di TT.

Filtraggio di processi stazionari in senso lato

Teorema (filtro LTI su un processo sl). Sia xx sl (media mxm_x, correlazione rx(τ)r_x(\tau), PSD RxR_x) e y=g∗xy=g*x l'uscita di un filtro stabile con risposta impulsiva gg e risposta in frequenza GG. Allora yy è sl (conserva la stazionarietà) e my=G(0) mx,ry(τ)=∬g(u) g∗(v) rx(τ−u+v) du dv,Ry(f)=∣G(f)∣2Rx(f).m_y=G(0)\,m_x,\qquad r_y(\tau)=\iint g(u)\,g^*(v)\,r_x(\tau-u+v)\,du\,dv,\qquad R_y(f)=\lvert G(f)\rvert^2R_x(f). Inoltre la correlazione mutua è ryx(τ)=(g∗rx)(τ)r_{yx}(\tau)=(g*r_x)(\tau), Ryx=G RxR_{yx}=G\,R_x. Se xx è gaussiano, yy è gaussiano e sl, quindi anche ss. Nel discreto gli integrali sono somme con peso TT e G(0)=∑kT g(kT)G(0)=\sum_kT\,g(kT).

Perché, passo per passo. Il filtro è lineare, con nucleo h(t,u)=g(t−u)h(t,u)=g(t-u), ed è tempo-invariante con I=UI=U.

  1. Media. Per la linearità la media di uscita è la media di ingresso trasformata: my(t)=(g∗mx)(t)=∫g(t−u) mx(u) dum_y(t)=(g*m_x)(t)=\int g(t-u)\,m_x(u)\,du. Se xx è stazionario in media, mx(u)=mxm_x(u)=m_x è una costante e si porta fuori: my=mx∫g(t−u) du=mx∫g=mx G(0)m_y=m_x\int g(t-u)\,du=m_x\int g=m_x\,G(0). L'integrale di g(t−u)g(t-u) in dudu è l'area della risposta impulsiva (ribaltare e traslare non cambia l'area), che è G(0)G(0), il valore della risposta in frequenza nell'origine. Non dipende da tt: yy è stazionario in media.
  2. Correlazione (con la convenzione rx(τ)=E[x(t)x∗(t−τ)]r_x(\tau)=E[x(t)x^*(t-\tau)]). Dal teorema del nucleo, con s=t−τs=t-\tau e usando che xx è stazionario in correlazione, E[x(u)x∗(v)]=rx(u−v)E[x(u)x^*(v)]=r_x(u-v): ry(τ)=∬g(t−u) g∗(t−τ−v) rx(u−v) du dv.r_y(\tau)=\iint g(t-u)\,g^*(t-\tau-v)\,r_x(u-v)\,du\,dv. Cambio di variabile s′=u−vs'=u-v (cioè v=u−s′v=u-s'): g∗(t−τ−v)=g∗(t−u−τ+s′)g^*(t-\tau-v)=g^*(t-u-\tau+s'), quindi, scambiando gli integrali e portando fuori rx(s′)r_x(s'), ry(τ)=∫rx(s′)[∫g(t−u) g∗(t−u+s′−τ) du]ds′.r_y(\tau)=\int r_x(s')\left[\int g(t-u)\,g^*(t-u+s'-\tau)\,du\right]ds'. Con z=t−uz=t-u l'integrale interno è ∫g(z) g∗(z+s′−τ) dz\int g(z)\,g^*(z+s'-\tau)\,dz: non dipende più da tt, e quindi ryr_y dipende solo da τ\tau (stazionarietà in correlazione). Non è ancora una convoluzione, perché nel secondo fattore zz compare con segno ++. Si usa la versione coniugata e ribaltata g∗−(t)=g∗(−t)g^{*-}(t)=g^*(-t): g∗(z+s′−τ)=g∗−(τ−s′−z)g^*(z+s'-\tau)=g^{*-}(\tau-s'-z), e quindi l'integrale interno è ∫g(z) g∗−(τ−s′−z) dz=(g∗g∗−)(τ−s′)=Cg(τ−s′).\int g(z)\,g^{*-}(\tau-s'-z)\,dz=\big(g*g^{*-}\big)(\tau-s')=C_g(\tau-s').
  3. Risultato. Cg=g∗g∗−C_g=g*g^{*-} è l'autocorrelazione del segnale determinato gg (nome omonimo della correlazione di un processo, che per questo il corso evita di usare; qui la si indica con CgC_g). Resta ry(τ)=∫rx(s′) Cg(τ−s′) ds′r_y(\tau)=\int r_x(s')\,C_g(\tau-s')\,ds', di nuovo una convoluzione: ry=rx∗Cg=rx∗g∗g∗−(valutata in τ).r_y=r_x*C_g=r_x*g*g^{*-}\quad(\text{valutata in }\tau). Le due convoluzioni si possono fare nell'ordine che si vuole (proprietà associativa e commutativa, ConvoluzioneLa convoluzione $x*y(t)=\int x(u),y(t-u),du$ combina due segnali ribaltando e traslando il secondo, moltiplicando e integrando. È commutativa, associativa, lineare; l'area del risultato è il prodotto delle aree; l'estensione è la somma delle estensioni (estremo con estremo); l'impulso $\delta$ è l'elemento neutro; la convoluzione con il gradino integra. Per due segnali periodici di uguale periodo si usa la convoluzione ciclica (integrale su un periodo). È l'operazione del filtraggio: l'uscita di un filtro è la convoluzione dell'ingresso con la risposta impulsiva.Convoluzione →). Questa espressione coincide con il doppio integrale scritto nel teorema.
  4. Stazionarietà in senso lato. Media e correlazione di yy sono costanti e funzioni di τ\tau: se xx è sl lo è anche yy (e allora anche la covarianza, la varianza e la potenza statistica sono stazionarie). Inoltre, per un filtro con I=UI=U, l'uscita è anche stazionaria in senso stretto se lo è l'ingresso (sezione precedente).
  5. Densità spettrale di potenza. La trasformata di Fourier trasforma le due convoluzioni in due prodotti: Ry=Rx⋅G⋅F[g∗−]R_y=R_x\cdot G\cdot\mathcal F[g^{*-}]. Il segnale g∗−g^{*-} è coniugato e ribaltato; la sua trasformata è G∗G^* (coniugata e basta): infatti ∫g∗(−t)e−i2πftdt=∫g∗(s)ei2πfsds=(∫g(s)e−i2πfsds)∗=G∗(f)\int g^*(-t)e^{-\mathrm i2\pi ft}dt=\int g^*(s)e^{\mathrm i2\pi fs}ds=\big(\int g(s)e^{-\mathrm i2\pi fs}ds\big)^*=G^*(f). Il ribaltamento "sparisce" perché il solo coniugio nel tempo dà in frequenza coniugio e ribaltamento (F[g∗](f)=G∗(−f)\mathcal F[g^*](f)=G^*(-f)), il solo ribaltamento dà il ribaltamento, e facendo entrambe le cose i due ribaltamenti si annullano (coerente con il fatto che un segnale uguale al suo coniugato ribaltato ha simmetria hermitiana e trasformata reale). Allora, con z z∗=∣z∣2z\,z^*=\lvert z\rvert^2: Ry=G G∗Rx=∣G∣2RxR_y=G\,G^*R_x=\lvert G\rvert^2R_x.

In particolare CgC_g ha trasformata ∣G∣2\lvert G\rvert^2 ed è la correlazione di uscita quando l'ingresso è un rumore bianco con Rx=1R_x=1 (cioè rx=δr_x=\delta).

Conseguenze: la potenza di uscita è My=∫∣G∣2Rx dfM_y=\int\lvert G\rvert^2R_x\,df; un filtro con G(0)=0G(0)=0 elimina la media; il guadagno in potenza è ∣G∣2\lvert G\rvert^2 (non ∣G∣\lvert G\rvert).

Esempio 1 (rumore bianco in un RC). Rx=N02R_x=\frac{N_0}2 e G=11+i2πfTG=\frac1{1+\mathrm i2\pi fT}: Ry=N0/21+(2πfT)2R_y=\frac{N_0/2}{1+(2\pi fT)^2}, ry(τ)=N04Te−∣τ∣/Tr_y(\tau)=\frac{N_0}{4T}e^{-\lvert\tau\rvert/T}, potenza My=N04TM_y=\frac{N_0}{4T} (perché ∫df1+(2πfT)2=12T\int\frac{df}{1+(2\pi fT)^2}=\frac1{2T}). Per un passa-basso ideale di banda BB si ha My=N0BM_y=N_0B.

Esempio 2 (FIR su rumore bianco discreto). xx a campioni indipendenti con varianza σ2\sigma^2 (Rx=Tσ2R_x=T\sigma^2) in un FIR con coefficienti b=(12,−13,1)b=\left(\frac12,-\frac13,1\right): My=∫−1/2T1/2T∣G∣2Tσ2 df=σ2∑kbk2M_y=\int_{-1/2T}^{1/2T}\lvert G\rvert^2T\sigma^2\,df=\sigma^2\sum_kb_k^2 per Parseval. Con σ2=2\sigma^2=2: My=2⋅(14+19+1)=2,722M_y=2\cdot\left(\frac14+\frac19+1\right)=2{,}722; una simulazione con 2⋅1062\cdot10^6 campioni dà 2,7202{,}720.

Esempio 3 (processo con PSD triangolare). xx con Rx=r0F1triang⁡fF1R_x=\frac{r_0}{F_1}\operatorname{triang}\frac f{F_1} attraverso un passa-basso G=rect⁡fF1G=\operatorname{rect}\frac f{F_1} (taglio F12\frac{F_1}2): Ry=r0F1triang⁡fF1R_y=\frac{r_0}{F_1}\operatorname{triang}\frac f{F_1} per ∣f∣<F12\lvert f\rvert<\frac{F_1}2, e My=34r0M_y=\frac{3}{4}r_0 (l'area di un trapezio: ∫−F1/2F1/2r0F1(1−∣f∣F1)df=r0(1−14)\int_{-F_1/2}^{F_1/2}\frac{r_0}{F_1}\left(1-\frac{\lvert f\rvert}{F_1}\right)df=r_0\left(1-\frac14\right)).

Grafico interattivo: Esempio 3 con r0 = 4, F1 = 1: PSD in ingresso R_x(f) e in uscita R_y(f) = |G|²R_x (tagliata a ±F1/2), potenza M_y = 3 (area colorata)

Esempio 4 (autocorrelazione del segnale CgC_g: media mobile su rumore bianco). g=rect⁡tTg=\operatorname{rect}\frac tT (media mobile di durata TT, G=Tsinc⁡(fT)G=T\operatorname{sinc}(fT)) e xx bianco con Rx=N02R_x=\frac{N_0}2, rx=N02δr_x=\frac{N_0}2\delta. Allora Cg=g∗g∗−=rect⁡tT∗rect⁡tT=Ttriang⁡τTC_g=g*g^{*-}=\operatorname{rect}\frac tT*\operatorname{rect}\frac tT=T\operatorname{triang}\frac\tau T (Cg(0)=TC_g(0)=T, Cg(T2)=T2C_g(\frac T2)=\frac T2, Cg(T)=0C_g(T)=0, verificato numericamente) e ry(τ)=N02 Ttriang⁡τT,Ry(f)=N02∣G∣2=N02T2sinc⁡2(fT),My=ry(0)=N0T2.r_y(\tau)=\frac{N_0}2\,T\operatorname{triang}\frac\tau T,\qquad R_y(f)=\frac{N_0}2\lvert G\rvert^2=\frac{N_0}2T^2\operatorname{sinc}^2(fT),\qquad M_y=r_y(0)=\frac{N_0T}2. Le due strade concordano: l'area di RyR_y vale N02T\frac{N_0}2T (integrale numerico 0,99950{,}9995 con N0=2N_0=2, T=1T=1, contro 11). Un campione dell'uscita è correlato con quelli a distanza minore di TT, cioè quelli la cui finestra di media si sovrappone.

Grafico interattivo: Esempio 4 con N0 = 2, T = 1: correlazione di uscita r_y(τ) = (N0/2) T tri(τ/T), potenza M_y = r_y(0) = 1

Campionamento di processi stazionari in senso lato

Il campionatore è la trasformazione y(nT)=x(nT)y(nT)=x(nT), da I=RI=\mathbb R a U=Z(T)U=\mathbb Z(T) (o più in generale U⊆IU\subseteq I): è istantanea e tempo-invariante (per le traslazioni in Z(T)\mathbb Z(T)), quindi ha tutte le proprietà viste sopra. Anche senza stazionarietà, in t=nTt=nT: fy(a;nT)=fx(a;nT),my(nT)=mx(nT),ry(nT,kT)=rx(nT,kT),f_y(a;nT)=f_x(a;nT),\qquad m_y(nT)=m_x(nT),\qquad r_y(nT,kT)=r_x(nT,kT), cioè i primi due ordini, la media e la correlazione dell'uscita sono i campioni delle stesse funzioni dell'ingresso (per la correlazione si campionano entrambi i tempi). Se xx è stazionario in correlazione, ry(nT,nT−kT)=E[x(nT)x∗(nT−kT)]=rx(kT)r_y(nT,nT-kT)=E[x(nT)x^*(nT-kT)]=r_x(kT) non dipende da nn: yy è stazionario in correlazione e ryr_y è la versione campionata su Z(T)\mathbb Z(T) di rx(τ)r_x(\tau). È il caso I⊇UI\supseteq U del paragrafo sulle trasformazioni tempo-invarianti.

Il processo campionato xc(nT)=x(nT)x_c(nT)=x(nT) è quindi ancora sl, con mxc=mx,rxc(kT)=rx(kT),Rxc(f)=∑kRx ⁣(f−kT)=rep⁡1/TRx(f).m_{x_c}=m_x,\qquad r_{x_c}(kT)=r_x(kT),\qquad R_{x_c}(f)=\sum_{k}R_x\!\left(f-\tfrac kT\right)=\operatorname{rep}_{1/T}R_x(f). (La PSD discreta ∑kT rx(kT)e−i2πfkT\sum_kT\,r_x(kT)e^{-\mathrm i2\pi fkT} è la ripetizione periodica per la formula di Poisson: stesso discorso dei segnali, Interpolazione LTI e teorema del campionamentoIl campionatore R→Z(T) ripete lo spettro con periodo Fc = 1/T (Sc(f) = Σ S(f - kFc), senza fattore 1/T). Il filtro interpolatore Z(T)→R ha y(t) = Σ x(nT) g0(t-nT) con g0 = T g e in frequenza Y = G·X. Se S è nulla fuori da (-B,B) e Fc ≥ 2B, con g0(t) = sinc(Fc t) si ricostruisce esattamente s(t) dai campioni. Altrimenti c'è un errore (in banda per l'aliasing, fuori banda per la parte tagliata), ridotto da un prefiltro anti-aliasing.Interpolazione LTI e teorema del campionamento →.) Se RxR_x è nulla fuori da (−B,B)(-B,B) e 1T≥2B\frac1T\ge2B non c'è aliasing. Verifica numerica: per rx=2e−∣τ∣/0,5r_x=2e^{-\lvert\tau\rvert/0{,}5} e T=0,4T=0{,}4, ∑kT rx(kT)cos⁡(2πfkT)\sum_kT\,r_x(kT)\cos(2\pi fkT) e ∑jRx(f−jT)\sum_jR_x(f-\frac jT) coincidono in f=0,7f=0{,}7 (0,465950{,}46595).

Principio di irrilevanza

Principio di irrilevanza. Se la PSD del processo è nulla fuori dalla banda passante B\mathcal B di un filtro con G=1G=1 in B\mathcal B, il filtro è irrilevante: y=xy=x in media quadratica.

Perché: l'errore e=y−xe=y-x è l'uscita del filtro G−1G-1 applicato a xx, quindi E∣e∣2=∫∣G−1∣2Rx df=0E\lvert e\rvert^2=\int\lvert G-1\rvert^2R_x\,df=0 se G−1=0G-1=0 dove Rx≠0R_x\neq0. Analogamente se G=0G=0 su tutta l'estensione di RxR_x l'uscita è nulla (potenza ∫∣G∣2Rx=0\int\lvert G\rvert^2R_x=0).

Interpolazione LTI di un processo stazionario in senso lato

Sia x(nT)x(nT) un processo sl su Z(T)\mathbb Z(T) (media mxm_x, ρk=rx(kT)\rho_k=r_x(kT), PSD periodica RxR_x) e y(t)=∑nx(nT) g0(t−nT)=∑nT x(nT) g(t−nT),g0=Tg.y(t)=\sum_nx(nT)\,g_0(t-nT)=\sum_nT\,x(nT)\,g(t-nT),\qquad g_0=Tg.

Ciclostazionarietà. Media e correlazione sono

my(t)=mx∑ng0(t−nT),ry(t,s)=∑n,mρn−m g0(t−nT) g0∗(s−mT):m_y(t)=m_x\sum_ng_0(t-nT),\qquad r_y(t,s)=\sum_{n,m}\rho_{n-m}\,g_0(t-nT)\,g_0^*(s-mT): sostituendo t→t+Tt\to t+T, s→s+Ts\to s+T la somma si sposta di un indice e non cambia. Quindi yy non è sl in generale, ma è ciclostazionario di periodo TT (Processi stazionari e densità spettrale di potenzaUn processo è stazionario in media, in potenza, nel primo ordine o in correlazione se la rispettiva grandezza non cambia traslando il tempo; stazionario in senso lato (sl) = media costante e r_x(t,s) = r_x(t-s); in senso stretto (ss) = tutte le densità invarianti. La densità spettrale di potenza R_x(f) = F[r_x(τ)] è non negativa e ha integrale = potenza statistica. Rumore bianco: R costante. Ciclostazionario: statistiche periodiche. Ergodico in media: la media temporale di una realizzazione converge a m_x.Processi stazionari e densità spettrale di potenza →).

Descrizione "media in un periodo". Mediando su un periodo, rˉy(τ)=1T∫0Try(t+τ,t) dt=1T∑kρk Φ(τ−kT)\bar r_y(\tau)=\frac1T\int_0^Tr_y(t+\tau,t)\,dt=\frac1T\sum_k\rho_k\,\Phi(\tau-kT) con Φ(τ)=∫g0(u+τ) g0∗(u) du\Phi(\tau)=\int g_0(u+\tau)\,g_0^*(u)\,du (la cui trasformata è ∣G0∣2=T2∣G∣2\lvert G_0\rvert^2=T^2\lvert G\rvert^2), da cui Rˉy(f)=∣G(f)∣2 Rx(f)(G=F[g], Rx periodica, esteso a tutto R),Mˉy=∫R∣G∣2Rx df.\bar R_y(f)=\lvert G(f)\rvert^2\,R_x(f)\qquad(G=\mathcal F[g],\ R_x\ \text{periodica, esteso a tutto}\ \mathbb R),\qquad\bar M_y=\int_{\mathbb R}\lvert G\rvert^2R_x\,df. Con xx a campioni indipendenti di varianza σ2\sigma^2 (Rx=Tσ2R_x=T\sigma^2) la potenza media è Mˉy=Tσ2∫∣G∣2=σ21T∫g02 dt\bar M_y=T\sigma^2\int\lvert G\rvert^2=\sigma^2\frac1T\int g_0^2\,dt, che si controlla direttamente da My(t)=σ2∑ng02(t−nT)M_y(t)=\sigma^2\sum_ng_0^2(t-nT).

Caso di uscita stazionaria. Con la rappresentazione spettrale x(nT)=∫periodoei2πfnTdZ(f)x(nT)=\int_{\text{periodo}}e^{\mathrm i2\pi fnT}dZ(f) si trova ry(t,s)=∫periodoRx(f)∑k,lG ⁣(f+kT)G∗ ⁣(f+lT)ei2π[(f+k/T)t−(f+l/T)s]dfr_y(t,s)=\int_{\text{periodo}}R_x(f)\sum_{k,l}G\!\left(f+\tfrac kT\right)G^*\!\left(f+\tfrac lT\right)e^{\mathrm i2\pi[(f+k/T)t-(f+l/T)s]}df. I termini con k≠lk\neq l dipendono da tt e ss separatamente: l'uscita è sl se e solo se essi si annullano, cioè se per ogni ff al più una delle traslate G(f+kT)G(f+\frac kT) è diversa da zero dove Rx(f)≠0R_x(f)\neq0 (le "immagini" di GG non si sovrappongono). È il caso dell'interpolatore ideale G=rect⁡fFcG=\operatorname{rect}\frac f{F_c}, Fc=1TF_c=\frac1T: allora yy è sl con Ry(f)=∣G(f)∣2Rx(f)=Rx(f)rect⁡fFc(un solo periodo di Rx),my=G(0)mx=mx.R_y(f)=\lvert G(f)\rvert^2R_x(f)=R_x(f)\operatorname{rect}\frac f{F_c}\qquad(\text{un solo periodo di }R_x),\qquad m_y=G(0)m_x=m_x.

Esempio. xx bianco discreto con σ2=1\sigma^2=1, TT qualunque e interpolatore sinc (g0=sinc⁡tTg_0=\operatorname{sinc}\frac tT): Ry=Trect⁡(Tf)R_y=T\operatorname{rect}(Tf), My=1=σ2M_y=1=\sigma^2, ry(τ)=sinc⁡τTr_y(\tau)=\operatorname{sinc}\frac\tau T: il processo interpolato è a banda limitata 12T\frac1{2T} e ha la stessa potenza dei campioni.

Teorema del campionamento per processi stazionari in senso lato

Teorema. Sia x(t)x(t) sl con PSD nulla fuori da (−B,B)(-B,B) e Fc=1T≥2BF_c=\frac1T\ge2B. Allora x(t)=∑n=−∞∞x(nT) sinc⁡[Fc(t−nT)]in media quadratica: E∣x(t)−∑nx(nT)sinc⁡[Fc(t−nT)]∣2=0  ∀t.x(t)=\sum_{n=-\infty}^{\infty}x(nT)\,\operatorname{sinc}\big[F_c(t-nT)\big]\qquad\text{in media quadratica: }E\Big\lvert x(t)-\sum_nx(nT)\operatorname{sinc}[F_c(t-nT)]\Big\rvert^2=0\ \ \forall t.

Dimostrazione. Sia x~(t)\tilde x(t) la serie e e=x~−xe=\tilde x-x.

  1. La correlazione rx(τ)r_x(\tau) è un segnale deterministico a banda limitata (la sua trasformata è RxR_x, nulla fuori da (−B,B)(-B,B)): per il teorema del campionamento dei segnali, rx(t−s)=∑nrx(nT−s)sinc⁡[Fc(t−nT)]r_x(t-s)=\sum_nr_x(nT-s)\operatorname{sinc}[F_c(t-nT)] per ogni ss fissato (la funzione u↦rx(u−s)u\mapsto r_x(u-s) ha ancora estensione (−B,B)(-B,B)).
  2. Quindi E[e(t) x∗(s)]=∑nE[x(nT)x∗(s)]sinc⁡[Fc(t−nT)]−rx(t−s)=∑nrx(nT−s)sinc⁡[⋯ ]−rx(t−s)=0E[e(t)\,x^*(s)]=\sum_nE[x(nT)x^*(s)]\operatorname{sinc}[F_c(t-nT)]-r_x(t-s)=\sum_nr_x(nT-s)\operatorname{sinc}[\cdots]-r_x(t-s)=0 per ogni ss: l'errore è ortogonale a ogni valore di xx.
  3. In particolare e(t)⊥x(mT)e(t)\perp x(mT) per ogni mm, e x~(t)\tilde x(t) è combinazione lineare dei x(mT)x(mT), quindi E[e x~∗]=0E[e\,\tilde x^*]=0. Allora E∣e∣2=E[e(x~−x)∗]=E[ex~∗]−E[e x∗]=0−0=0E\lvert e\rvert^2=E[e(\tilde x-x)^*]=E[e\tilde x^*]-E[e\,x^*]=0-0=0. □\square

È la stessa condizione del caso deterministico (Fc≥2BF_c\ge2B, filtro ideale rect⁡fFc\operatorname{rect}\frac f{F_c}), con convergenza in media quadratica (l'uguaglianza vale con probabilità 11 per ogni tt fissato).

Potenza dell'errore se il processo non è limitato in banda

Se RxR_x non è limitata in banda (o Fc<2BF_c<2B) la ricostruzione con interpolatore ideale (G=rect⁡fFcG=\operatorname{rect}\frac f{F_c}) non è esatta. Con la rappresentazione spettrale x(t)=∫Rei2πνtdX(ν)x(t)=\int_{\mathbb R}e^{\mathrm i2\pi\nu t}dX(\nu) (incrementi ortogonali con E∣dX∣2=Rx dνE\lvert dX\rvert^2=R_x\,d\nu) il campionamento "ripiega" dZ(ν)=∑kdX(ν+kFc)dZ(\nu)=\sum_kdX(\nu+kF_c) e l'uscita ideale è x~(t)=∫∣ν∣<Fc/2∑kdX(ν+kFc)ei2πνt\tilde x(t)=\int_{\lvert\nu\rvert<F_c/2}\sum_kdX(\nu+kF_c)e^{\mathrm i2\pi\nu t}. L'errore e=x~−xe=\tilde x-x è quindi

e(t)=∫∣ν∣<Fc/2∑k≠0dX(ν+kFc) ei2πνt−∫∣ν∣>Fc/2dX(ν) ei2πνte(t)=\int_{\lvert\nu\rvert<F_c/2}\sum_{k\neq0}dX(\nu+kF_c)\,e^{\mathrm i2\pi\nu t}-\int_{\lvert\nu\rvert>F_c/2}dX(\nu)\,e^{\mathrm i2\pi\nu t}

e, per l'ortogonalità degli incrementi, la sua potenza statistica è

Me=∫−Fc/2Fc/2∑k≠0Rx(f−kFc) df⏟errore in banda (aliasing)+∫∣f∣>Fc/2Rx(f) df⏟errore fuori banda.M_e=\underbrace{\int_{-F_c/2}^{F_c/2}\sum_{k\neq0}R_x(f-kF_c)\,df}_{\text{errore in banda (aliasing)}}+\underbrace{\int_{\lvert f\rvert>F_c/2}R_x(f)\,df}_{\text{errore fuori banda}}.

Se RxR_x è nulla fuori da (−B,B)(-B,B) e Fc≥2BF_c\ge2B entrambi i termini sono nulli (teorema). Se invece RxR_x ha code oltre Fc2\frac{F_c}2 i due termini sono positivi: c'è sempre errore.

Esempio. xx con rx=2e−∣τ∣/0,5r_x=2e^{-\lvert\tau\rvert/0{,}5}, Rx=21+(πf)2R_x=\frac{2}{1+(\pi f)^2}, e Fc=2F_c=2: errore in banda 0,39230{,}3923, fuori banda 0,39240{,}3924, totale Me=0,785M_e=0{,}785 su una potenza Mx=2M_x=2: rapporto segnale/errore 20,785=2,55 (4,1 dB)\frac2{0{,}785}=2{,}55\ (4{,}1\ \text{dB}), perché RxR_x ha code lunghe. Una simulazione Monte Carlo (4⋅1064\cdot10^6 campioni di un processo esponenziale) dà 0,740{,}74-0,760{,}76 (le fluttuazioni statistiche sono di qualche punto percento). Con FcF_c più alta il rapporto migliora; con un prefiltro anti-aliasing ideale di banda Fc2\frac{F_c}2 resta solo l'errore fuori banda.

Discussione

  • Il campionamento di un processo sl dà un processo sl: tutto passa per la PSD ripetuta periodicamente.
  • L'interpolazione LTI produce in generale un processo ciclostazionario; solo con GG a banda limitata a una finestra FcF_c (interpolatore ideale) l'uscita è sl.
  • La potenza dell'errore ha due contributi, entrambi dipendenti dalla coda di RxR_x oltre Fc2\frac{F_c}2: alzare FcF_c riduce entrambi, il prefiltro elimina il primo.
  • Esattezza della ricostruzione: solo con RxR_x a banda limitata e Fc≥2BF_c\ge2B.

Errori comuni

  • Dimenticare che un filtro LTI conserva la stazionarietà in senso lato ma una finestra no.
  • Moltiplicare RxR_x per ∣G∣\lvert G\rvert invece che per ∣G∣2\lvert G\rvert^2.
  • Calcolare la media di uscita con G(f0)G(f_0) invece di G(0)G(0).
  • Credere che l'interpolazione di un processo sl sia sempre sl: in generale è ciclostazionaria.
  • Dimenticare il peso TT della somma discreta nell'interpolatore e nella PSD.
  • Credere che dal primo ordine (o dalla media) di xx si ricavi sempre il primo ordine (o la media) di yy: lo si fa solo se ogni y(t)y(t) dipende dalla sola x(t)x(t) (istantanee) o se la trasformazione è lineare (media e correlazione).
  • Trattare il nucleo h(t,u)h(t,u) come aleatorio, o spezzare E[x(u)x∗(v)]E[x(u)x^*(v)] nel prodotto delle medie: i due valori non sono in generale indipendenti.
  • Scrivere g∗gg*g invece di g∗g∗−g*g^{*-} (coniugata e ribaltata) nella correlazione di uscita.

Versione ripasso

  • Specificazione indiretta: y=φ[x]y=\varphi[x] trasforma ogni realizzazione di xx in una realizzazione di yy; yy è un processo sullo stesso spazio di probabilità (Processi aleatori - definizioni, media e autocorrelazioneUn processo aleatorio x(t), t in I (R o Z(T)), è una famiglia di variabili aleatorie sullo stesso spazio di probabilità; fissato l'esito si ottiene una realizzazione (un segnale). Si descrive con le densità di ordine N (complete), in particolare del primo e del secondo ordine, oppure solo con media m_x(t) e correlazione r_x(t,s) = E[x(t)x*(s)] (descrizione di potenza). Un processo gaussiano è determinato da media e correlazione.Processi aleatori - definizioni, media e autocorrelazione →).
  • Quando si ricava la descrizione di yy: se ogni vettore (y(t1),…,y(tN))(y(t_1),\dots,y(t_N)) dipende da un vettore finito di campioni di xx. Non sempre basta la descrizione completa di xx: il massimo y(t)=max⁡u≤tx(u)y(t)=\max_{u\le t}x(u) dipende da infinite variabili.
  • Controesempi: y(t)=x(t)+x(t−T)y(t)=x(t)+x(t-T) richiede il secondo ordine di xx. Con x=±1x=\pm1 indipendenti y∈{−2,0,2}y\in\{-2,0,2\} con probabilità 14,12,14\frac14,\frac12,\frac14; con x(t−T)=x(t)x(t-T)=x(t) si ha y∈{−2,2}y\in\{-2,2\} con 12,12\frac12,\frac12. Per y=x2y=x^2 serve la correlazione: my(t)=rx(t,t)m_y(t)=r_x(t,t).
  • Trasformazione lineare y(t)=∫h(t,u)x(u) duy(t)=\int h(t,u)x(u)\,du: my(t)=∫h(t,u)mx(u) dum_y(t)=\int h(t,u)m_x(u)\,du e ry(t,s)=∬h(t,u)rx(u,v)h∗(s,v) du dvr_y(t,s)=\iint h(t,u)r_x(u,v)h^*(s,v)\,du\,dv. La correlazione si ottiene applicando la trasformazione due volte, una per istante. Gaussiano in ingresso dà gaussiano in uscita.
  • Finestra y=w xy=w\,x: my=w mxm_y=w\,m_x, ry(t,s)=w(t)w∗(s)rx(t,s)r_y(t,s)=w(t)w^*(s)r_x(t,s), My(t)=∣w(t)∣2Mx(t)M_y(t)=\lvert w(t)\rvert^2M_x(t). Non è stazionaria anche se xx lo è: campioni i.i.d. di varianza σ2\sigma^2 con w=cos⁡2πf0tw=\cos2\pi f_0t danno My(t)=σ2cos⁡2(2πf0t)M_y(t)=\sigma^2\cos^2(2\pi f_0t).
  • Trasformazione istantanea y(t)=φt(x(t))y(t)=\varphi_t(x(t)): Fy(a;t)=∫H(a,t)fx(b;t) dbF_y(a;t)=\int_{H(a,t)}f_x(b;t)\,db, con H(a,t)={b:φt(b)≤a}H(a,t)=\{b:\varphi_t(b)\le a\}. Esempio: xx uniforme in [−1,1][-1,1] e y=x2y=x^2 danno Fy(a)=aF_y(a)=\sqrt a, cioè Fy(0,25)=0,5F_y(0{,}25)=0{,}5 (simulato: 0,50080{,}5008).
  • Esponenziale di binari: y=exy=e^x con x=±1x=\pm1 equiprobabili: my=cosh⁡1=1,543m_y=\cosh1=1{,}543, My=cosh⁡2=3,762M_y=\cosh2=3{,}762, σy2=sinh⁡21=1,381\sigma_y^2=\sinh^21=1{,}381, e ry(t,s)=my2=2,381r_y(t,s)=m_y^2=2{,}381 per t≠st\neq s.
  • Tempo-invarianza: se φ\varphi è tempo-invariante e xx è ss, yy è ss sulle traslazioni comuni a II e UU; altrimenti è ciclostazionaria. Il campionatore (I=RI=\mathbb R, U=Z(T)U=\mathbb Z(T)) dà uscita stazionaria; l'interpolatore (I=Z(T)I=\mathbb Z(T), U=RU=\mathbb R) dà uscita ciclostazionaria. Non vale per le finestre.
  • Filtro LTI su sl con risposta impulsiva gg e risposta in frequenza GG: my=G(0)mxm_y=G(0)m_x, ry=rx∗Cgr_y=r_x*C_g con Cg=g∗g∗−C_g=g*g^{*-}, Ry=∣G∣2RxR_y=\lvert G\rvert^2R_x, ryx=g∗rxr_{yx}=g*r_x, Ryx=G RxR_{yx}=G\,R_x. L'uscita è sl; se xx è gaussiano, yy è anche ss.
  • Potenza di uscita: My=∫∣G∣2Rx dfM_y=\int\lvert G\rvert^2R_x\,df. Esempio RC con Rx=N02R_x=\frac{N_0}2 e G=11+i2πfTG=\frac1{1+\mathrm i2\pi fT}: ry=N04Te−∣τ∣/Tr_y=\frac{N_0}{4T}e^{-\lvert\tau\rvert/T}, My=N04TM_y=\frac{N_0}{4T}.
  • FIR su bianco discreto: campioni con σ2=2\sigma^2=2 e b=(12,−13,1)b=(\frac12,-\frac13,1): My=σ2∑kbk2=2,722M_y=\sigma^2\sum_kb_k^2=2{,}722 (simulato: 2,7202{,}720).
  • Media mobile g=rect⁡tTg=\operatorname{rect}\frac tT su bianco Rx=N02R_x=\frac{N_0}2: Cg=Ttriang⁡τTC_g=T\operatorname{triang}\frac\tau T, Ry=N02T2sinc⁡2(fT)R_y=\frac{N_0}2T^2\operatorname{sinc}^2(fT), My=N0T2M_y=\frac{N_0T}2.
  • Campionamento: mxc=mxm_{x_c}=m_x, rxc(kT)=rx(kT)r_{x_c}(kT)=r_x(kT), Rxc(f)=∑kRx(f−kFc)R_{x_c}(f)=\sum_kR_x(f-kF_c) con Fc=1TF_c=\frac1T. Nessun aliasing se RxR_x è nulla fuori da (−B,B)(-B,B) e Fc≥2BF_c\ge2B. Verifica: con rx=2e−∣τ∣/0,5r_x=2e^{-\lvert\tau\rvert/0{,}5} e T=0,4T=0{,}4 in f=0,7f=0{,}7 entrambe le somme valgono 0,465950{,}46595.
  • Irrilevanza: se G=1G=1 dove Rx≠0R_x\neq0, allora y=xy=x in media quadratica, perché E∣y−x∣2=∫∣G−1∣2Rx df=0E\lvert y-x\rvert^2=\int\lvert G-1\rvert^2R_x\,df=0.
  • Interpolazione LTI y(t)=∑nx(nT) g0(t−nT)y(t)=\sum_nx(nT)\,g_0(t-nT), con g0=Tgg_0=Tg: my(t)=mx∑ng0(t−nT)m_y(t)=m_x\sum_ng_0(t-nT) è periodica, quindi yy è ciclostazionaria di periodo TT, con Rˉy=∣G∣2Rx\bar R_y=\lvert G\rvert^2R_x. Con l'interpolatore ideale G=rect⁡fFcG=\operatorname{rect}\frac f{F_c} l'uscita è sl e Ry=Rxrect⁡fFcR_y=R_x\operatorname{rect}\frac f{F_c}. Esempio: bianco σ2=1\sigma^2=1 con g0=sinc⁡tTg_0=\operatorname{sinc}\frac tT dà Ry=Trect⁡(Tf)R_y=T\operatorname{rect}(Tf), My=1M_y=1.
  • Teorema del campionamento per processi: se RxR_x è nulla fuori da (−B,B)(-B,B) e Fc=1T≥2BF_c=\frac1T\ge2B, allora x(t)=∑nx(nT)sinc⁡[Fc(t−nT)]x(t)=\sum_nx(nT)\operatorname{sinc}[F_c(t-nT)] in media quadratica. Dimostrazione: l'errore è ortogonale a ogni campione x(s)x(s).
  • Errore senza limite di banda: Me=∫−Fc/2Fc/2∑k≠0Rx(f−kFc) df+∫∣f∣>Fc/2Rx dfM_e=\int_{-F_c/2}^{F_c/2}\sum_{k\neq0}R_x(f-kF_c)\,df+\int_{\lvert f\rvert>F_c/2}R_x\,df, cioè aliasing in banda più errore fuori banda. Esempio: rx=2e−∣τ∣/0,5r_x=2e^{-\lvert\tau\rvert/0{,}5} e Fc=2F_c=2: 0,3923+0,3924=0,7850{,}3923+0{,}3924=0{,}785 su Mx=2M_x=2.
  • Passi della trasformazione lineare: (i) media: si scambiano valore atteso e integrale, e il nucleo h(t,u)h(t,u) è un numero che esce dal valore atteso; (ii) correlazione: x(u)x(u) e x∗(v)x^*(v) hanno due variabili di integrazione diverse, e E[x(u)x∗(v)]=rx(u,v)E[x(u)x^*(v)]=r_x(u,v) non si separa.
  • Passi della trasformazione istantanea: si fissa tt, si scrive H(a,t)={b:φt(b)≤a}H(a,t)=\{b:\varphi_t(b)\le a\} e si integra fx(b;t)f_x(b;t) sulle ampiezze bb; il tempo resta fisso. Per l'ordine nn si usa H⊆RnH\subseteq\mathbb R^n.
  • Condizione sufficiente: per ogni vettore di istanti t\mathbf t di UU deve esistere un vettore finito u\mathbf u di istanti di II tale che y(t)\mathbf y(\mathbf t) dipenda solo da x(u)\mathbf x(\mathbf u). Il massimo max⁡u≤tx(u)\max_{u\le t}x(u) non la soddisfa.
  • Tempo-invarianza, dimostrazione: yθ=φ[xθ]y_\theta=\varphi[x_\theta]; se xx è ss, xx e xθx_\theta hanno la stessa descrizione completa, quindi anche yy e yθy_\theta: yy è ss.
  • Passi del filtro LTI su sl: (i) media: my=mx∫g=mxG(0)m_y=m_x\int g=m_xG(0); (ii) correlazione: ry(τ)=∫rx(s′) Cg(τ−s′) ds′r_y(\tau)=\int r_x(s')\,C_g(\tau-s')\,ds' con Cg=g∗g∗−C_g=g*g^{*-}, che dipende solo da τ\tau; (iii) PSD: la trasformata di g∗−g^{*-} è G∗G^*, quindi Ry=∣G∣2RxR_y=\lvert G\rvert^2R_x.
  • Esempio (passa-basso su PSD triangolare): con r0=4r_0=4, F1=1F_1=1 e G=rect⁡fF1G=\operatorname{rect}\frac f{F_1}, la potenza di uscita è My=34r0=3M_y=\frac34r_0=3, cioè l'area di un trapezio.
  • Campionatore: ry(nT,kT)=rx(nT,kT)r_y(nT,kT)=r_x(nT,kT); se xx è sl, ry(nT,nT−kT)=rx(kT)r_y(nT,nT-kT)=r_x(kT) non dipende da nn, quindi yy è sl con Rxc=∑kRx(f−kFc)R_{x_c}=\sum_kR_x(f-kF_c).
  • Interpolatore su bianco: con xx i.i.d. di varianza σ2\sigma^2 la potenza è My(t)=σ2∑ng02(t−nT)M_y(t)=\sigma^2\sum_ng_0^2(t-nT), che è periodica di periodo TT.
  • Dimostrazione del teorema del campionamento: (i) rxr_x è un segnale deterministico a banda limitata, quindi rx(t−s)=∑nrx(nT−s)sinc⁡[Fc(t−nT)]r_x(t-s)=\sum_nr_x(nT-s)\operatorname{sinc}[F_c(t-nT)]; (ii) E[e(t)x∗(s)]=0E[e(t)x^*(s)]=0 per ogni ss, cioè l'errore è ortogonale a ogni campione; (iii) E∣e∣2=E[e x~∗]−E[e x∗]=0E\lvert e\rvert^2=E[e\,\tilde x^*]-E[e\,x^*]=0.
  • Monte Carlo sull'errore: con 4⋅1064\cdot10^6 campioni dell'esponenziale si ottiene 0,740{,}74-0,760{,}76, con fluttuazioni di qualche punto percento.
  • Discussione: campionare un sl dà un sl (PSD ripetuta); l'interpolazione LTI è in generale ciclostazionaria; alzare FcF_c riduce entrambi i contributi d'errore, mentre il prefiltro anti-aliasing elimina solo quello in banda.
  • Perché la classe conta: lineari, istantanee e tempo-invarianti sono le classi per cui si ricava qualcosa di preciso dalla descrizione di xx. Nell'esempio della finestra i valori di yy restano indipendenti ma non identicamente distribuiti.
  • Esponenziale su Z(T)\mathbb Z(T): Ry(f)=my2∑nδ ⁣(f−nT)+Tσy2R_y(f)=m_y^2\sum_n\delta\!\left(f-\frac nT\right)+T\sigma_y^2, cioè righe a nT\frac nT dalla media più una parte bianca.
  • Esempio RC, dettaglio: per un passa-basso ideale di banda BB si ha My=N0BM_y=N_0B; un filtro con G(0)=0G(0)=0 elimina la media e il guadagno in potenza è ∣G∣2\lvert G\rvert^2.
  • Media mobile, verifica: l'area di RyR_y vale N02T\frac{N_0}2T, con integrale numerico 0,99950{,}9995 per N0=2N_0=2, T=1T=1. Un campione dell'uscita è correlato solo con quelli la cui finestra di media si sovrappone, cioè a distanza minore di TT.
  • Periodicità dell'interpolazione: sostituendo t→t+Tt\to t+T e s→s+Ts\to s+T la somma su nn non cambia, quindi yy è ciclostazionaria di periodo TT, con Mˉy=∫∣G∣2Rx df\bar M_y=\int\lvert G\rvert^2R_x\,df.
  • Uscita stazionaria: l'uscita è sl se per ogni ff al più una traslata G(f+kT)G(f+\frac kT) è diversa da zero dove Rx(f)≠0R_x(f)\neq0; l'interpolatore ideale soddisfa questa condizione.
  • Errore, rapporto segnale/errore: nell'esempio 20,785=2,55\frac2{0{,}785}=2{,}55 (4,14{,}1 dB), perché RxR_x ha code lunghe. Con FcF_c più alta il rapporto migliora; con un prefiltro ideale di banda Fc2\frac{F_c}2 resta solo l'errore fuori banda.

Errori tipici:

  • Pensare che un filtro LTI conservi la stazionarietà in senso lato, ma una finestra no.
  • Moltiplicare RxR_x per ∣G∣\lvert G\rvert invece che per ∣G∣2\lvert G\rvert^2.
  • Calcolare la media di uscita con G(f0)G(f_0) invece di G(0)G(0).
  • Credere che l'interpolazione di un processo sl sia sempre sl: in generale è ciclostazionaria.
  • Dimenticare il peso TT della somma discreta nell'interpolatore e nella PSD.
  • Trattare il nucleo h(t,u)h(t,u) come aleatorio, o spezzare E[x(u)x∗(v)]E[x(u)x^*(v)] nel prodotto delle medie.
  • Scrivere g∗gg*g invece di g∗g∗−g*g^{*-} (coniugata e ribaltata) nella correlazione di uscita.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata