Esercizio - massa e molla - equazione differenziale del secondo ordine
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Testo (dispense del corso, Esempio 12.3B, Esempio 12.5B ed Esempio 12.6A). Una massa m è collegata a una molla di costante elastica K ed è soggetta, a partire da t0=0, a una forza sinusoidale. Assumendo come ingresso la forza F(t) e come uscita lo scostamento y(t) della massa dalla posizione di equilibrio, l'equazione del moto è
Convenzioni di questo capitolo: any(n)+⋯+a1y′+a0y=x, polinomio caratteristico h(p)=anpn+⋯+a0, variabile di Laplace p. Qui a2=m, a1=0, a0=K.
(1) Soluzione dell'equazione
Omogenea. Il polinomio caratteristico è h(p)=mp2+K, con radici p1,2=±iω0 e
ω0=mK.
Infatti mp2+K=0 dà p2=−K/m. Le due soluzioni elementari sono eiω0t e e−iω0t: la soluzione generale è α1eiω0t+α2e−iω0t (oscillazione propria, di pulsazione ω0; per la formula di Eulero si possono usare equivalentemente cosω0t e sinω0t).
Soluzione particolare. Per t>0 l'ingresso è F0cosω1t (si estende a tutto l'asse). Si prova yp(t)=A0cosω1t, dato che la derivata seconda di un coseno è un coseno: yp′′=−ω12A0cosω1t. Sostituendo:
m(−ω12A0)cosω1t+KA0cosω1t=F0cosω1t⇒A0(K−mω12)=F0⇒A0=K−mω12F0.
Questo vale se ω1=ω0 (altrimenti il denominatore si annulla: caso di risonanza, punto (3)). Con K=mω02 si può anche scrivere A0=m(ω02−ω12)F0.
Soluzione generale e condizioni iniziali.y(t)=A0cosω1t+α1eiω0t+α2e−iω0t. Condizioni iniziali, con y′(t)=−ω1A0sinω1t+iω0(α1eiω0t−α2e−iω0t), che in t=0 vale iω0(α1−α2) (il termine in seno si annulla):
{A0+α1+α2=y0iω0(α1−α2)=v0⇒α1+α2=y0−A0,α1−α2=iω0v0.
Sommando e sottraendo: α1,2=2y0−A0±2iω0v0. Ricomponendo con Eulero, α1eiω0t+α2e−iω0t=(y0−A0)cosω0t+ω0v0sinω0t, da cui
y(t)=A0(cosω1t−cosω0t)+y0cosω0t+ω0v0sinω0t,t>0.
Le due componenti:
evoluzione libera (ingresso nullo, F0=0, quindi A0=0): yℓ(t)=y0cosω0t+ω0v0sinω0t. Un'oscillazione di pulsazione ω0 che non si smorza (oscillatore ideale: non c'è attrito) e dipende solo dallo stato iniziale;
risposta forzata (condizioni iniziali nulle y0=v0=0): yf(t)=A0(cosω1t−cosω0t). È la somma di un'oscillazione alla pulsazione ω1 imposta dall'esterno e di una alla pulsazione propria ω0, che serve a far partire il moto da y=0 con y′=0 (infatti yf(0)=0 e yf′(0)=0).
Controlli: in t=0y(0)=A0(1−1)+y0=y0 ✓ e y′(0)=A0(0)+ω0v0ω0=v0 ✓; sostituendo nell'equazione, i termini a pulsazione ω0 danno (K−mω02)×(…)=0 perché K=mω02, e resta A0(K−mω12)cosω1t=F0cosω1t ✓.
(2) Con la trasformata di Laplace (Esempio 12.6A)
Trasformando con L[y′′]=p2Y−py0−v0 e L[F0cosω1t1(t)]=p2+ω12F0p:
m(p2Y−py0−v0)+KY=p2+ω12F0p⇒Y(p)=Yf(p)mF0(p2+ω02)(p2+ω12)p+Yℓ(p)p2+ω02py0+v0.Evoluzione libera: L[cosω0t]=p2+ω02p e L[sinω0t]=p2+ω02ω0, quindi Yℓ↔y0cosω0t+ω0v0sinω0t ✓.
Risposta forzata. Per decomporre in fratti semplici basta osservare che
(p2+ω02)(p2+ω12)p=ω02−ω121[p2+ω12p−p2+ω02p]
(controllo: il termine in parentesi vale p(p2+ω12)(p2+ω02)(p2+ω02)−(p2+ω12)=p…ω02−ω12 ✓). Antitrasformando:
yf(t)=m(ω02−ω12)F0(cosω1t−cosω0t)=A0(cosω1t−cosω0t),
identica al risultato del punto (1) ✓. La funzione di trasferimento è G(p)=mp2+K1 e la risposta impulsiva g(t)=mω01sinω0t1(t); i poli sono sull'asse immaginario, quindi il sistema non è BIBO-stabile (limite fra stabile e instabile): un ingresso limitato alla pulsazione propria dà un'uscita illimitata, come si vede nel punto (3).
(3) Risonanza ω1=ω0
Se la forza ha proprio la pulsazione propria, A0=F0/(K−mω12) non è definita. Il limite di yf per ω1→ω0 si calcola con la regola di de L'Hôpital rispetto a ω1 (numeratore cosω1t−cosω0t, derivata −tsinω1t; denominatore ω02−ω12, derivata −2ω1):
yf(t)ω1→ω0mF0⋅2ω0tsinω0t=2mω0F0tsinω0t.
Lo stesso risultato si ricava da Laplace: Yf=mF0(p2+ω02)2p, e L−1[(p2+ω02)2p]=2ω0tsinω0t (doppio polo in ±iω0, da cui il fattore t). L'ampiezza dell'oscillazione cresce linearmente nel tempo e il sistema ideale non ha limite: la molla alla fine si rompe. Nella pratica entra l'attrito, che limita la crescita.
Numericamente (m=2, K=50, ω0=5rad/s, F0=10): yf(t)=2⋅2⋅510tsin5t=0,5tsin5t metri, con inviluppo ±0,5t. Per valutare il limite si può anche calcolare A0(cosω1t−cosω0t) a t=2 per ω1=4,9;4,99;4,999: dà −0,461;−0,536;−0,5432, che tende a 0,5⋅2sin10=−0,5440 ✓.
Con m=2kg, K=50N/m: ω0=50/2=25=5rad/s (periodo 2π/5≈1,257s). Con ω1=3rad/s:
A0=K−mω12F0=50−2⋅910=3210=0,3125m.
La soluzione completa, con y0=0,1m e v0=0,5m/s:
y(t)=0,3125cos3t+(0,1−0,3125)cos5t+50,5sin5t=0,3125cos3t−0,2125cos5t+0,1sin5t(m).
Per le due pulsazioni vicine l'identità cosa−cosb=−2sin2a+bsin2a−b dà cos3t−cos5t=2sintsin4t: la forzata è un'oscillazione rapida (pulsazione 4) con inviluppo lento 2A0∣sint∣, cioè un battimento. Il valore massimo di ∣yf∣ è 0,580 m (sempre sotto 2A0=0,625).
t (s)
yℓ
yf
y=yℓ+yf
0
0,1000
0,0000
0,1000
1
−0,0675
−0,3980
−0,4655
2
−0,1383
0,5623
0,4240
3
−0,0109
−0,0473
−0,0583
Grafico interattivo: Massa e molla (m = 2 kg, K = 50 N/m, F0 = 10 N, ω1 = 3 rad/s, y0 = 0,1 m, v0 = 0,5 m/s): risposta completa = libera (ω0 = 5) + forzata 0,3125·(cos 3t − cos 5t) con battimento
Verifica numerica
Integrando l'equazione y′′=m1(F0cosω1t−Ky) con scipy.integrate.solve_ivp (tolleranza 10−11) su 0≤t≤12 s:
risposta completa contro la formula del punto (1): errore massimo 2,5⋅10−11 m;
forzata (y0=v0=0) contro 0,3125(cos3t−cos5t): errore massimo 2,9⋅10−11 m, e coincide con 2A0sintsin4t;
libera ottenuta per sovrapposizione (completa meno forzata) contro 0,1cos5t+0,1sin5t: errore 1,3⋅10−11 m;
caso di risonanza (ω1=5) contro 0,5tsin5t: errore 2⋅10−10 m;
calcolo simbolico (sympy) dell'antitrasformata di Yf: 165cos3t−165cos5t ✓ e, per la risonanza, 21tsin5t ✓.
Errori tipici.
Sostituire nella soluzione particolare A0=F0/K dimenticando il termine −mω12 (vale solo per ω1→0, forza quasi costante).
Scrivere la forzata come A0cosω1t e basta: manca −A0cosω0t, senza il quale yf(0)=A0=0 e il sistema non sarebbe "scarico" all'inizio.
Credere che la risposta alla risonanza sia "ampiezza infinita subito": cresce linearmente con t, partendo da zero.