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Note per Studenti Esercizio - proprietà della convoluzione

Esercizio - proprietà della convoluzione

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Testo (dispense del corso Teoria dei Segnali, UniPD, Es. 2.8A, 2.8B, 2.8F, 2.8G).

  • 2.8A. Provare che la convoluzione di un segnale reale qualsiasi x(t)x(t) con un segnale sinusoidale y(t)=A0cos⁡(ω0t+φ0)y(t)=A_0\cos(\omega_0t+\varphi_0) è sempre un segnale sinusoidale con la stessa frequenza di y(t)y(t).
  • 2.8B. Provare che se x(t)x(t) e y(t)y(t) sono derivabili, la derivata della loro convoluzione s=x∗ys=x*y vale s′=x′∗y=x∗y′s'=x'*y=x*y'.
  • 2.8F. Dimostrare la proprietà associativa della convoluzione.
  • 2.8G. Dimostrare che x∗yt0=(x∗y)t0x*y_{t_0}=(x*y)_{t_0}, dove yt0(t)=y(t−t0)y_{t_0}(t)=y(t-t_0) (la convoluzione con un segnale traslato è la convoluzione traslata).

Teoria usata: ConvoluzioneLa convoluzione $xy(t)=\int x(u),y(t-u),du$ combina due segnali ribaltando e traslando il secondo, moltiplicando e integrando. È commutativa, associativa, lineare; l'area del risultato è il prodotto delle aree; l'estensione è la somma delle estensioni (estremo con estremo); l'impulso $\delta$ è l'elemento neutro; la convoluzione con il gradino integra. Per due segnali periodici di uguale periodo si usa la convoluzione ciclica (integrale su un periodo). È l'operazione del filtraggio: l'uscita di un filtro è la convoluzione dell'ingresso con la risposta impulsiva.Convoluzione →, Trasformata di FourierLa trasformata di Fourier $S(f)=\int s(t)e^{-i2\pi ft}dt$ associa a un segnale continuo (anche aperiodico) la sua rappresentazione in frequenza; l'antitrasformata $s(t)=\int S(f)e^{i2\pi ft}df$ lo ricostruisce, perché gli esponenziali $e^{i2\pi ft}$ sono ortogonali su tutto $\mathbb R$ ($\int e^{i2\pi ft}dt=\delta(f)$). Per un segnale reale $S(-f)=S^(f)$. Si calcola per i segnali notevoli (rect $\leftrightarrow$ sinc, $e^{-\alpha t}\mathbf 1(t)\leftrightarrow\frac1{\alpha+i2\pi f}$, gaussiana, $\delta\leftrightarrow1$, $1\leftrightarrow\delta$, gradino) e per i segnali periodici, la cui trasformata è un treno di impulsi di area $S_n$ in $nF$.Trasformata di Fourier →, Risposta in frequenza e filtriLa risposta in frequenza G(f) = F[g] di un filtro LTI dà Y = G·X. Gli esponenziali complessi sono autofunzioni (autovalore G(f)), quindi un ingresso sinusoidale esce sinusoidale con ampiezza moltiplicata per |G(f0)| e fase aumentata di arg G(f0). Il filtro è reale se G è hermitiana, invertibile se G non si annulla. I filtri ideali sono rect in frequenza; non distorsione secondo Heaviside: |G| costante e fase lineare.Risposta in frequenza e filtri →.

La definizione

La convoluzione di due segnali è il nuovo segnale s(t)=x∗y(t)=∫−∞+∞x(u) y(t−u) du.s(t)=x*y(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\,y(t-u)\,du . Per calcolarla in un istante tt fissato: si ribalta yy (y(−u)y(-u)), la si trasla di tt (y(t−u)y(t-u)), si moltiplica per x(u)x(u) e si integra su uu. Con il cambio di variabile v=t−uv=t-u (e quindi u=t−vu=t-v, du=−dvdu=-dv, con gli estremi ±∞\pm\infty scambiati, il che ripristina il segno) si ottiene la forma equivalente, che mette i ruoli dei segnali al contrario: s(t)=∫−∞+∞x(t−v) y(v) dv=y∗x(t)(commutativitaˋ).s(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}x(t-v)\,y(v)\,dv=y*x(t)\qquad(\text{commutatività}). Useremo spesso entrambe le forme. Gli integrali si assumono esistenti (per esempio segnali di area assoluta finita).

(Es. 2.8A) Convoluzione con una sinusoide

Passo 1: si scrive la convoluzione. Con la seconda forma (tengo fisso xx e uso la sinusoide ribaltata e traslata): s(t)=∫−∞+∞x(u) A0cos⁡(ω0(t−u)+φ0) du.s(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\,A_0\cos\big(\omega_0(t-u)+\varphi_0\big)\,du .

Passo 2: si separano tt e uu. L'argomento del coseno è (ω0t+φ0)−ω0u\big(\omega_0t+\varphi_0\big)-\omega_0u. Con la formula di sottrazione cos⁡(a−b)=cos⁡acos⁡b+sin⁡asin⁡b\cos(a-b)=\cos a\cos b+\sin a\sin b (Funzioni trigonometriche e loro inverseSeno, coseno e tangente definiti sulla circonferenza goniometrica (angoli in radianti), le loro proprietà e le inverse arcoseno, arcocoseno e arcotangente; come risolvere a sin t + b cos t ≥ c.Funzioni trigonometriche e loro inverse →), ponendo a=ω0t+φ0a=\omega_0t+\varphi_0 e b=ω0ub=\omega_0u: cos⁡(ω0(t−u)+φ0)=cos⁡(ω0t+φ0)cos⁡ω0u+sin⁡(ω0t+φ0)sin⁡ω0u.\cos\big(\omega_0(t-u)+\varphi_0\big)=\cos(\omega_0t+\varphi_0)\cos\omega_0u+\sin(\omega_0t+\varphi_0)\sin\omega_0u . Il vantaggio: cos⁡(ω0t+φ0)\cos(\omega_0t+\varphi_0) e sin⁡(ω0t+φ0)\sin(\omega_0t+\varphi_0) non dipendono da uu, quindi escono dall'integrale.

Passo 3: due numeri. Dentro l'integrale restano solo x(u)cos⁡ω0ux(u)\cos\omega_0u e x(u)sin⁡ω0ux(u)\sin\omega_0u, il cui integrale non dipende da tt: C=∫−∞+∞x(u)cos⁡ω0u du,S=∫−∞+∞x(u)sin⁡ω0u du.C=\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\cos\omega_0u\,du,\qquad S=\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\sin\omega_0u\,du . Sono due numeri reali (perché xx è reale). Allora s(t)=A0[Ccos⁡(ω0t+φ0)+Ssin⁡(ω0t+φ0)].s(t)=A_0\big[C\cos(\omega_0t+\varphi_0)+S\sin(\omega_0t+\varphi_0)\big].

Passo 4: si riunisce in un solo coseno. Si scrive C=Rcos⁡θC=R\cos\theta e S=Rsin⁡θS=R\sin\theta con R=C2+S2≥0R=\sqrt{C^2+S^2}\ge0 e θ=atan2⁡(S,C)\theta=\operatorname{atan2}(S,C) (coordinate polari del punto (C,S)(C,S)). Ancora con cos⁡acos⁡θ+sin⁡asin⁡θ=cos⁡(a−θ)\cos a\cos\theta+\sin a\sin\theta=\cos(a-\theta): s(t)=A0R cos⁡(ω0t+φ0−θ)\boxed{s(t)=A_0R\,\cos\big(\omega_0t+\varphi_0-\theta\big)} È una sinusoide con la stessa pulsazione ω0\omega_0 (quindi stessa frequenza), ampiezza A0RA_0R e fase φ0−θ\varphi_0-\theta. (Se C=S=0C=S=0 il risultato è il segnale nullo, che è una sinusoide di ampiezza zero.) □\square

Che cosa sono RR e θ\theta. Con f0=ω02πf_0=\frac{\omega_0}{2\pi} la trasformata di Fourier di xx in f0f_0 è X(f0)=∫x(u)e−iω0udu=C−iSX(f_0)=\int x(u)e^{-i\omega_0u}du=C-iS (Trasformata di FourierLa trasformata di Fourier $S(f)=\int s(t)e^{-i2\pi ft}dt$ associa a un segnale continuo (anche aperiodico) la sua rappresentazione in frequenza; l'antitrasformata $s(t)=\int S(f)e^{i2\pi ft}df$ lo ricostruisce, perché gli esponenziali $e^{i2\pi ft}$ sono ortogonali su tutto $\mathbb R$ ($\int e^{i2\pi ft}dt=\delta(f)$). Per un segnale reale $S(-f)=S^*(f)$. Si calcola per i segnali notevoli (rect $\leftrightarrow$ sinc, $e^{-\alpha t}\mathbf 1(t)\leftrightarrow\frac1{\alpha+i2\pi f}$, gaussiana, $\delta\leftrightarrow1$, $1\leftrightarrow\delta$, gradino) e per i segnali periodici, la cui trasformata è un treno di impulsi di area $S_n$ in $nF$.Trasformata di Fourier →). Quindi R=∣X(f0)∣R=\lvert X(f_0)\rvert e −θ=arg⁡X(f0)-\theta=\arg X(f_0): la convoluzione moltiplica l'ampiezza per ∣X(f0)∣\lvert X(f_0)\rvert e somma arg⁡X(f0)\arg X(f_0) alla fase. È il fatto che un filtro lineare (convoluzione con la risposta impulsiva) trasforma una sinusoide in una sinusoide della stessa frequenza, con ampiezza e fase date dalla risposta in frequenza (Risposta in frequenza e filtriLa risposta in frequenza G(f) = F[g] di un filtro LTI dà Y = G·X. Gli esponenziali complessi sono autofunzioni (autovalore G(f)), quindi un ingresso sinusoidale esce sinusoidale con ampiezza moltiplicata per |G(f0)| e fase aumentata di arg G(f0). Il filtro è reale se G è hermitiana, invertibile se G non si annulla. I filtri ideali sono rect in frequenza; non distorsione secondo Heaviside: |G| costante e fase lineare.Risposta in frequenza e filtri →).

Esempio 1: x(u)=e−u1(u)x(u)=e^{-u}\mathbf 1(u) e y(t)=2cos⁡(3t+0,5)y(t)=2\cos(3t+0{,}5). A0=2A_0=2, ω0=3\omega_0=3, φ0=0,5\varphi_0=0{,}5. C=∫0∞e−ucos⁡3u du=11+9=0,1C=\int_0^{\infty}e^{-u}\cos3u\,du=\frac{1}{1+9}=0{,}1 e S=∫0∞e−usin⁡3u du=310=0,3S=\int_0^{\infty}e^{-u}\sin3u\,du=\frac{3}{10}=0{,}3 (integrali notevoli, per parti: Integrazione per parti∫ f·g' dx = f·g − ∫ f'·g dx (regola del prodotto letta al contrario). Si usa per log x, arcsin x, arctan x (scritti come "funzione per 1"), per sin²x, cos²x, sinh²x, cosh²x (integrale circolare: l'integrale di partenza ricompare e si porta a sinistra) e per prodotti come x^n·e^(αx), x^n·sin(βx), e^(αx)·sin(βx).Integrazione per parti →). Allora R=0,01+0,09=110≈0,3162R=\sqrt{0{,}01+0{,}09}=\frac1{\sqrt{10}}\approx0{,}3162 e θ=arctan⁡0,30,1=arctan⁡3≈1,2490\theta=\arctan\frac{0{,}3}{0{,}1}=\arctan3\approx1{,}2490. Risultato: s(t)=210cos⁡(3t+0,5−1,2490)=0,6325cos⁡(3t−0,7490).s(t)=\frac{2}{\sqrt{10}}\cos(3t+0{,}5-1{,}2490)=0{,}6325\cos(3t-0{,}7490). In accordo con X(f0)=11+iω0=11+3iX(f_0)=\frac{1}{1+i\omega_0}=\frac1{1+3i}: modulo 110\frac1{\sqrt{10}}, fase −arctan⁡3-\arctan3 ✓. Controllo numerico dell'integrale di convoluzione in t=1,7t=1{,}7: −0,223647-0{,}223647, e la formula dà −0,223647-0{,}223647.

Esempio 2 (dalle dispense, Es. 2.8C): x(u)=A1rect⁡(u2D)x(u)=A_1\operatorname{rect}\left(\frac u{2D}\right) e y(t)=A2cos⁡ω0ty(t)=A_2\cos\omega_0t (φ0=0\varphi_0=0). S=0S=0 (xx è pari e sin⁡\sin è dispari: integrale nullo) e C=A1∫−DDcos⁡ω0u du=2A1sin⁡ω0Dω0C=A_1\int_{-D}^{D}\cos\omega_0u\,du=\frac{2A_1\sin\omega_0D}{\omega_0}, quindi s(t)=2A1A2sin⁡ω0Dω0cos⁡ω0ts(t)=\frac{2A_1A_2\sin\omega_0D}{\omega_0}\cos\omega_0t: stessa pulsazione, ampiezza ridotta del fattore 2A1sin⁡ω0Dω0\frac{2A_1\sin\omega_0D}{\omega_0} (si ritrova la sinc⁡\operatorname{sinc}).

Grafico interattivo: Es. 2.8A: ingresso y(t) = 2cos(3t + 0,5) (tratteggiato) e uscita x*y(t) con x(t) = e^{−t}1(t): stessa pulsazione 3, ampiezza 2/√10 = 0,632, fase 0,5 − arctan 3 = −0,749 (la sinusoide è ridotta e in ritardo)

(Es. 2.8B) Derivata della convoluzione: s′=x′∗y=x∗y′s'=x'*y=x*y'

Idea. Nella convoluzione tt compare in un solo posto: o in x(t−v)x(t-v) (seconda forma) o in y(t−u)y(t-u) (prima forma). Derivare rispetto a tt significa derivare solo quel fattore, e il fattore derivato è la derivata del segnale calcolata nell'argomento t−vt-v (o t−ut-u).

Dimostrazione. Si usa la forma s(t)=∫−∞+∞x(t−v) y(v) dvs(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}x(t-v)\,y(v)\,dv. Derivando rispetto a tt e portando la derivata dentro l'integrale (derivazione sotto il segno di integrale: è lecita quando gli integrali esistono, per esempio se x′x' è continua e limitata e yy ha area assoluta finita, Integrali impropriL'integrale improprio (o in senso generalizzato) estende l'integrale definito a intervalli illimitati, ∫ da a a +∞ = lim per x→+∞ di ∫ da a a x, e a funzioni illimitate vicino a un estremo, ∫ da a a b = lim per x→a⁺ di ∫ da x a b. Se il limite è finito l'integrale converge, se è ±∞ diverge, se non esiste f non è integrabile in senso generalizzato. Si calcola con primitiva, integrale definito e poi limite. Per f ≥ 0 valgono il confronto e il confronto asintotico con le funzioni test 1/x^α: a +∞ convergono per α > 1, vicino a 0 per α < 1.Integrali impropri →): s′(t)=∫−∞+∞ddt[x(t−v)] y(v) dv=∫−∞+∞x′(t−v) y(v) dv=(x′∗y)(t),s'(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}\frac{d}{dt}\big[x(t-v)\big]\,y(v)\,dv=\int_{-\infty}^{+\infty}x'(t-v)\,y(v)\,dv=(x'*y)(t), perché la derivata di x(t−v)x(t-v) rispetto a tt è x′(t−v)x'(t-v) (la derivata dell'argomento t−vt-v rispetto a tt vale 11). Questo dimostra s′=x′∗ys'=x'*y.

Per la seconda uguaglianza si ripete il ragionamento sulla prima forma s(t)=∫x(u)y(t−u) dus(t)=\int x(u)y(t-u)\,du: s′(t)=∫x(u) y′(t−u) du=(x∗y′)(t)s'(t)=\int x(u)\,y'(t-u)\,du=(x*y')(t). (In alternativa: s=y∗xs=y*x per commutatività, quindi, per quanto appena dimostrato, s′=y′∗x=x∗y′s'=y'*x=x*y'.) □\square

Esempio numerico: due gaussiane. x(t)=e−πt2x(t)=e^{-\pi t^2}, y(t)=e−2πt2y(t)=e^{-2\pi t^2}. La convoluzione di due gaussiane è una gaussiana (Esempio 2.8D delle dispense, con α=1\alpha=1, β=2\beta=2): s(t)=13e−2π3t2s(t)=\frac{1}{\sqrt3}e^{-\frac{2\pi}{3}t^2}. La derivata di ss è s′(t)=−4πt3s(t)s'(t)=-\frac{4\pi t}{3}s(t); in t=0,7t=0{,}7: s=0,20689s=0{,}20689 e s′=−0,60664s'=-0{,}60664. Calcolando numericamente gli integrali ∫x′(0,7−v)y(v) dv\int x'(0{,}7-v)y(v)\,dv e ∫x(0,7−v)y′(v) dv\int x(0{,}7-v)y'(v)\,dv (con x′(t)=−2πte−πt2x'(t)=-2\pi te^{-\pi t^2} e y′(t)=−4πte−2πt2y'(t)=-4\pi te^{-2\pi t^2}) si trova −0,60664-0{,}60664 in entrambi i casi ✓.

Con gli impulsi. La regola vale anche con derivate generalizzate. Esempio: la convoluzione di x(t)=Arect⁡(t2D)x(t)=A\operatorname{rect}\left(\frac t{2D}\right) con il gradino 1(t)\mathbf 1(t) è la rampa saturata s(t)s(t) (vedi Esercizio - convoluzione di impulsi rettangolari, Esempio 2.8B). Poiché 1′=δ\mathbf 1'=\delta e x∗δ=xx*\delta=x: s′=x∗1′=x∗δ=xs'=x*\mathbf 1'=x*\delta=x. La derivata di ss è proprio il rettangolo xx: pendenza AA tra −D-D e DD, zero fuori ✓.

(Es. 2.8F) Associatività: (x∗y)∗z=x∗(y∗z)(x*y)*z=x*(y*z)

Dimostrazione. Si scrive (x∗y)∗z(x*y)*z con la definizione, usando due variabili di integrazione: ((x∗y)∗z)(t)=∫−∞+∞(∫−∞+∞x(u) y(v−u) du)⏟(x∗y)(v)z(t−v) dv=∬x(u) y(v−u) z(t−v) du dv.\big((x*y)*z\big)(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}\underbrace{\Big(\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\,y(v-u)\,du\Big)}_{(x*y)(v)}z(t-v)\,dv=\iint x(u)\,y(v-u)\,z(t-v)\,du\,dv . Si scambia l'ordine di integrazione (teorema di Fubini, lecito quando gli integrali convergono assolutamente, Integrali doppi e teorema di FubiniL'integrale doppio di f su un rettangolo si definisce con somme inferiori e superiori su partizioni in rettangolini (per f ≥ 0 è il volume sotto il grafico); su un dominio limitato D si estende f con 0 fuori da D. Area(D) = ∬D 1. Per f continua su un dominio y-semplice {a ≤ x ≤ b, g1(x) ≤ y ≤ g2(x)} vale Fubini: ∬D f = ∫ab (∫g1(x)g2(x) f dy) dx, e simmetricamente per i domini x-semplici; scambiare l'ordine può rendere calcolabile l'integrale.Integrali doppi e teorema di Fubini →): si integra prima in vv a uu fissato: =∫−∞+∞x(u)(∫−∞+∞y(v−u) z(t−v) dv)du.=\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\Big(\int_{-\infty}^{+\infty}y(v-u)\,z(t-v)\,dv\Big)du . Nell'integrale interno si pone w=v−uw=v-u (a uu fissato: v=u+wv=u+w, dv=dwdv=dw, gli estremi restano ±∞\pm\infty). Allora y(v−u)=y(w)y(v-u)=y(w) e z(t−v)=z(t−u−w)=z((t−u)−w)z(t-v)=z(t-u-w)=z\big((t-u)-w\big): ∫−∞+∞y(w) z((t−u)−w) dw=(y∗z)(t−u).\int_{-\infty}^{+\infty}y(w)\,z\big((t-u)-w\big)\,dw=(y*z)(t-u). Quindi ((x∗y)∗z)(t)=∫−∞+∞x(u) (y∗z)(t−u) du=(x∗(y∗z))(t).□\big((x*y)*z\big)(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\,(y*z)(t-u)\,du=\big(x*(y*z)\big)(t).\qquad\square Conseguenza: si può scrivere x∗y∗zx*y*z senza parentesi. Per i sistemi: due filtri in cascata equivalgono a un solo filtro con risposta impulsiva h1∗h2h_1*h_2.

Esempio numerico. Con tre esponenziali causali x=e−t1(t)x=e^{-t}\mathbf 1(t), y=e−2t1(t)y=e^{-2t}\mathbf 1(t), z=e−3t1(t)z=e^{-3t}\mathbf 1(t) e la formula dei due esponenziali (Esercizio - convoluzione di gradino ed esponenziali causali): x∗y=e−t−e−2tx*y=e^{-t}-e^{-2t} e y∗z=e−2t−e−3ty*z=e^{-2t}-e^{-3t} (per t>0t>0). In t=1,5t=1{,}5 i due raggruppamenti ∫0t(x∗y)(v)z(t−v)dv\int_0^{t}(x*y)(v)z(t-v)dv e ∫0tx(u)(y∗z)(t−u)du\int_0^{t}x(u)(y*z)(t-u)du valgono entrambi 0,0673330{,}067333 e coincidono con la forma chiusa 12e−t−e−2t+12e−3t\frac12e^{-t}-e^{-2t}+\frac12e^{-3t} (sviluppo in frazioni parziali).

(Es. 2.8G) Traslazione: x∗yt0=(x∗y)t0x*y_{t_0}=(x*y)_{t_0}

Dimostrazione. Si scrive la convoluzione con il segnale traslato yt0(t)=y(t−t0)y_{t_0}(t)=y(t-t_0): (x∗yt0)(t)=∫−∞+∞x(u) yt0(t−u) du=∫−∞+∞x(u) y(t−u−t0) du.(x*y_{t_0})(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\,y_{t_0}(t-u)\,du=\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\,y\big(t-u-t_0\big)\,du . L'argomento è t−u−t0=(t−t0)−ut-u-t_0=(t-t_0)-u: è esattamente l'argomento che compare nella convoluzione x∗yx*y calcolata nell'istante t−t0t-t_0. Quindi l'integrale è ∫−∞+∞x(u) y((t−t0)−u) du=(x∗y)(t−t0)=(x∗y)t0(t).□\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\,y\big((t-t_0)-u\big)\,du=(x*y)(t-t_0)=(x*y)_{t_0}(t).\qquad\square (Nessun cambio di variabile serve: basta leggere bene l'argomento. Nelle dispense la dimostrazione usa il cambio v=t−uv=t-u nella forma ∫x(t−u)y(u−t0) du\int x(t-u)y(u-t_0)\,du e ci sono refusi di scrittura: compare dtdt al posto di dudu nell'integrale e dudu al posto di dvdv nel secondo passaggio. Il risultato è corretto.)

Corollari. Per commutatività anche xt0∗y=(x∗y)t0x_{t_0}*y=(x*y)_{t_0}. Se si trasla xx di aa e yy di bb, la convoluzione è traslata di a+ba+b (Es. 2.8M): xa∗yb=(x∗y)a+bx_a*y_b=(x*y)_{a+b}. Sull'estensione: se e[x]=[tx,Tx]e[x]=[t_x,T_x] ed e[y]=[ty,Ty]e[y]=[t_y,T_y] allora e[x∗y]=[tx+ty,Tx+Ty]e[x*y]=[t_x+t_y,T_x+T_y], coerente con la somma degli spostamenti.

Esempio numerico. x(u)=rect⁡(u)x(u)=\operatorname{rect}(u) (1 per ∣u∣<12\lvert u\rvert<\frac12), y(t)=e−t1(t)y(t)=e^{-t}\mathbf 1(t), t0=1,7t_0=1{,}7. La convoluzione s=x∗ys=x*y vale 00 per t<−12t<-\frac12, 1−e−(t+1/2)1-e^{-(t+1/2)} per −12<t<12-\frac12<t<\frac12 e e−t(e1/2−e−1/2)e^{-t}(e^{1/2}-e^{-1/2}) per t>12t>\frac12. In t=3,1t=3{,}1: s(3,1−1,7)=s(1,4)=e−1,4(e1/2−e−1/2)≈0,2570s(3{,}1-1{,}7)=s(1{,}4)=e^{-1{,}4}(e^{1/2}-e^{-1/2})\approx0{,}2570, e l'integrale (x∗yt0)(3,1)(x*y_{t_0})(3{,}1) calcolato numericamente dà 0,25700{,}2570. In t=2t=2: s(0,3)=1−e−0,8≈0,5507s(0{,}3)=1-e^{-0{,}8}\approx0{,}5507, e l'integrale numerico dà 0,55070{,}5507 (qui il salto di yt0y_{t_0} cade dentro l'intervallo di integrazione).

Controllo

python
import numpy as np
from scipy.integrate import quad

# 2.8A: x = e^{-u} 1(u), y = 2 cos(3 t + 0.5)
w, A0, ph = 3.0, 2.0, 0.5
x = lambda u: np.exp(-u) * (u >= 0)
C = quad(lambda u: x(u)*np.cos(w*u), 0, np.inf)[0]
S = quad(lambda u: x(u)*np.sin(w*u), 0, np.inf)[0]
R, th = np.hypot(C, S), np.arctan2(S, C)
print(C, S, R, th)                                  # 0.1 0.3 0.3162 1.2490
for t in (0.9, 1.7):
    conv = quad(lambda u: x(u) * A0*np.cos(w*(t - u) + ph), 0, 60, limit=300)[0]
    print(t, conv, A0*R*np.cos(w*t + ph - th))     # uguali

# 2.8B: s = x*y con gaussiane; s' = x'*y = x*y'
xg = lambda t: np.exp(-np.pi*t**2)
yg = lambda t: np.exp(-2*np.pi*t**2)
dx = lambda t: -2*np.pi*t*np.exp(-np.pi*t**2)
dy = lambda t: -4*np.pi*t*np.exp(-2*np.pi*t**2)
s = lambda t: np.exp(-2*np.pi*t**2/3) / np.sqrt(3)
t = 0.7
print(quad(lambda v: dx(t - v)*yg(v), -np.inf, np.inf)[0],
      quad(lambda v: xg(t - v)*dy(v), -np.inf, np.inf)[0],
      -4*np.pi*t/3 * s(t))                         # tre numeri uguali: -0.6066

# 2.8F: associativita' con tre esponenziali causali (e^{-t}, e^{-2t}, e^{-3t})
xx = lambda t: np.exp(-t) * (t >= 0)
zz = lambda t: np.exp(-3*t) * (t >= 0)
xy = lambda t: (np.exp(-t) - np.exp(-2*t)) * (t >= 0)       # x*y
yz = lambda t: (np.exp(-2*t) - np.exp(-3*t)) * (t >= 0)     # y*z
t = 1.5
a = quad(lambda v: xy(v)*zz(t - v), 0, t)[0]
b = quad(lambda u: xx(u)*yz(t - u), 0, t)[0]
print(a, b, 0.5*np.exp(-t) - np.exp(-2*t) + 0.5*np.exp(-3*t))

# 2.8G: x*y_{t0} = (x*y)_{t0}, x = rect, y = e^{-t} 1(t), t0 = 1.7
rect = lambda u: ((u > -0.5) & (u < 0.5)) * 1.0
def s2(t):                                          # x*y in forma chiusa
    return 0.0 if t < -0.5 else (1 - np.exp(-(t + 0.5)) if t <= 0.5 else np.exp(-t)*(np.exp(0.5) - np.exp(-0.5)))
t0 = 1.7
for t in (2.0, 3.1):
    pts = [t - t0] if -0.5 < t - t0 < 0.5 else None
    lhs = quad(lambda u: rect(u) * np.exp(-(t - u - t0)) * (t - u - t0 >= 0), -0.5, 0.5, points=pts)[0]
    print(t, lhs, s2(t - t0))

Risultati: in t=0,9t=0{,}9 e t=1,7t=1{,}7 le convoluzioni numeriche sono −0,234683-0{,}234683 e −0,223647-0{,}223647 e la formula dà gli stessi valori; C=0,1C=0{,}1, S=0,3S=0{,}3, R=0,3162R=0{,}3162, θ=1,2490\theta=1{,}2490; le tre quantità di 2.8B valgono −0,606638-0{,}606638; per l'associatività i due raggruppamenti e la forma chiusa valgono tutti 0,0673330{,}067333; per la traslazione i due membri coincidono (t=2t=2: 0,5506710{,}550671; t=3,1t=3{,}1: 0,2570010{,}257001).

Versione ripasso

  • 2.8A. x∗A0cos⁡(ω0t+φ0)x*A_0\cos(\omega_0t+\varphi_0): sviluppo cos⁡(ω0(t−u)+φ0)\cos(\omega_0(t-u)+\varphi_0) con la formula di sottrazione, C=∫xcos⁡ω0uC=\int x\cos\omega_0u e S=∫xsin⁡ω0uS=\int x\sin\omega_0u escono dall'integrale; s=A0Rcos⁡(ω0t+φ0−θ)s=A_0R\cos(\omega_0t+\varphi_0-\theta) con R=C2+S2=∣X(f0)∣R=\sqrt{C^2+S^2}=\lvert X(f_0)\rvert e −θ=arg⁡X(f0)-\theta=\arg X(f_0). Esempio: e−t1(t)e^{-t}\mathbf 1(t) e 2cos⁡(3t+0,5)2\cos(3t+0{,}5) danno 0,632cos⁡(3t−0,749)0{,}632\cos(3t-0{,}749).
  • 2.8B. s=∫x(t−v)y(v)dv⇒s′=∫x′(t−v)y(v)dv=x′∗ys=\int x(t-v)y(v)dv\Rightarrow s'=\int x'(t-v)y(v)dv=x'*y; per commutatività =x∗y′=x*y'. Con gli impulsi: (x∗1)′=x∗δ=x(x*\mathbf 1)'=x*\delta=x.
  • 2.8F. ∬x(u)y(v−u)z(t−v)\iint x(u)y(v-u)z(t-v), Fubini, w=v−uw=v-u: dà ∫x(u)(y∗z)(t−u)du\int x(u)(y*z)(t-u)du.
  • 2.8G. yt0(t−u)=y((t−t0)−u)y_{t_0}(t-u)=y((t-t_0)-u), quindi x∗yt0(t)=(x∗y)(t−t0)x*y_{t_0}(t)=(x*y)(t-t_0). Corollario: xa∗yb=(x∗y)a+bx_a*y_b=(x*y)_{a+b}.
  • Errori tipici: scrivere x(t)∗y(t)x(t)*y(t) (la convoluzione in tt dipende da tutti i valori); dimenticare di ribaltare yy.

Esercizi su questo argomento

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