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Note per Studenti Formulario · Teoria dei Segnali

FormularioTeoria dei Segnali: definizioni, teoremi e formule delle note, in ordine di capitolo

In questa pagina 6

1. Segnali a tempo continuo

Segnali a tempo continuo - definizioni e trasformazioni

Definizione (segnale a tempo continuo). Un segnale a tempo continuo è una funzione complessa di variabile reale s:R→C,t↦s(t).s:\mathbb R\to\mathbb C,\qquad t\mapsto s(t). È reale se s(t)=s∗(t)s(t)=s^*(t) per ogni tt, dove ∗^* indica il complesso coniugato.

Esempio. s(t)=cos⁡(2πt)s(t)=\cos(2\pi t) è reale; s(t)=eiπt2s(t)=e^{i\pi t^2} è complesso, perché s∗(t)=e−iπt2≠s(t)s^*(t)=e^{-i\pi t^2}\ne s(t) (per t=12t=\frac12 vale eiπ/4e^{i\pi/4}, che non è reale).

Formula (parte reale e immaginaria). s(t)=ℜs(t)+i ℑs(t)s(t)=\Re s(t)+i\,\Im s(t), con ℜs=12(s+s∗)\Re s=\frac12(s+s^*) e ℑs=12i(s−s∗)\Im s=\frac1{2i}(s-s^*), entrambi segnali reali.

Formula (modulo e fase). s(t)=∣s(t)∣ eiφs(t)s(t)=|s(t)|\,e^{i\varphi_s(t)}, con ∣s(t)∣=s(t)s∗(t)=(ℜs)2+(ℑs)2|s(t)|=\sqrt{s(t)s^*(t)}=\sqrt{(\Re s)^2+(\Im s)^2} e φs(t)=arg⁡s(t)\varphi_s(t)=\arg s(t). Per la formula di Eulero eiφ=cos⁡φ+isin⁡φe^{i\varphi}=\cos\varphi+i\sin\varphi: ℜs=∣s∣cos⁡φs,ℑs=∣s∣sin⁡φs.\Re s=|s|\cos\varphi_s,\qquad \Im s=|s|\sin\varphi_s.

Esempio. s(t)=eiπt2s(t)=e^{i\pi t^2} ha ∣s∣=1|s|=1 per ogni tt e fase πt2\pi t^2. Per t=1t=1 la fase vale π\pi (s(1)=−1s(1)=-1); per t=1,2t=1{,}2 la fase πt2=4,524\pi t^2=4{,}524 supera π\pi, quindi il valore principale è 4,524−2π=−1,7594{,}524-2\pi=-1{,}759.

Grafico interattivo: Parte reale cos(πt²) e parte immaginaria sin(πt²) del segnale complesso e^(iπt²): hanno modulo costante 1 e oscillano sempre più in fretta (la frequenza istantanea cresce con t)

Definizione (operazioni elementari). Dato s(t)s(t):

  • ribaltamento (inversione dei tempi): s−(t)=s(−t)s_-(t)=s(-t), il grafico si specchia rispetto all'asse delle ordinate;
  • traslazione di t0t_0: st0(t)=s(t−t0)s_{t_0}(t)=s(t-t_0); per t0>0t_0>0 è un ritardo (il grafico si sposta a destra: st0(t0)=s(0)s_{t_0}(t_0)=s(0)), per t0<0t_0<0 un anticipo;
  • cambio di scala con a≠0a\ne0 reale: x(t)=s(at)x(t)=s(at); per ∣a∣>1|a|>1 il segnale è compresso nel tempo, per 0<∣a∣<10<|a|<1 espanso, per a<0a<0 si ha in più un ribaltamento: s(at)=s−(∣a∣t)s(at)=s_-(|a|t).

Esempio. Per s(t)=tri⁡(t)s(t)=\operatorname{tri}(t) (triangolo di vertice 11 in t=0t=0, che si annulla in ±1\pm1) il segnale x(t)=s(2t)x(t)=s(2t) ha x(3)=s(6)=0x(3)=s(6)=0 e vertice sempre in 00, ma è largo la metà: si annulla in ±12\pm\frac12.

Grafico interattivo: Il triangolo tri(t) (tratteggiato) e il segnale tri(2t − 3): prima compresso di un fattore 2, poi spostato di 3/2 a destra (vertice in t = 1,5; zeri in t = 1 e t = 2)

Teorema (scomposizione). Ogni segnale si scrive in modo unico come somma di una componente di tipo (a) e una di tipo (b), per ciascuna coppia: s=sp+sd,sp=12[s(t)+s(−t)], sd=12[s(t)−s(−t)];s=s_p+s_d,\quad s_p=\tfrac12[s(t)+s(-t)],\ s_d=\tfrac12[s(t)-s(-t)]; s=ℜs+iℑs;s=sh+sa,sh=12[s(t)+s∗(−t)], sa=12[s(t)−s∗(−t)].s=\Re s+i\Im s;\qquad s=s_h+s_a,\quad s_h=\tfrac12[s(t)+s^*(-t)],\ s_a=\tfrac12[s(t)-s^*(-t)].

Esempio. s(t)=e−t1(t)s(t)=e^{-t}\mathbf 1(t) ha parte pari 12e−∣t∣\frac12e^{-|t|} e parte dispari 12sgn⁡(t)e−∣t∣\frac12\operatorname{sgn}(t)e^{-|t|}: in t=1t=1 valgono entrambe 12e−1=0,1839\frac12e^{-1}=0{,}1839 e la somma è e−1=s(1)e^{-1}=s(1).

Grafico interattivo: Scomposizione di e^(−t)·1(t) nella parte pari ½e^(−|t|) e nella parte dispari ½·sgn(t)·e^(−|t|): la loro somma è il segnale (nullo per t < 0)

Definizione (segnale causale). Un segnale è causale se s(t)=0s(t)=0 per t<0t<0, cioè se la sua estensione sta nel semiasse positivo. Equivale a s(t)=s(t) 1(t)s(t)=s(t)\,\mathbf 1(t).

Esempio. e−t1(t)e^{-t}\mathbf 1(t) è causale; e−∣t∣e^{-|t|} no. Dato un segnale ss, la sua parte causale è s(t)1(t)s(t)\mathbf 1(t): per la retta s(t)=βts(t)=\beta t è la rampa β t 1(t)\beta\,t\,\mathbf 1(t).

Segnali notevoli - gradino, rect, tri, sinc ed esponenziali

Definizione (costante). s(t)=As(t)=A, con AA complesso. È pari, con valor medio AA e potenza ∣A∣2|A|^2; si può considerare periodico con un periodo qualunque.

Definizione (sinusoide). s(t)=A0cos⁡(2πf0t+φ0)s(t)=A_0\cos(2\pi f_0t+\varphi_0), con ampiezza A0>0A_0>0, frequenza f0>0f_0>0 (pulsazione ω0=2πf0\omega_0=2\pi f_0) e fase φ0\varphi_0. È periodica di periodo T0=1/f0T_0=1/f_0, ha valor medio nullo e potenza 12A02\frac12A_0^2.

Esempio. s(t)=4cos⁡(2π⋅3 t+0,7)s(t)=4\cos(2\pi\cdot3\,t+0{,}7) ha periodo T0=13T_0=\frac13 s e potenza 162=8\frac{16}{2}=8: mediando s2s^2 su un periodo si ottiene proprio 88.

Definizione (esponenziale complesso). s(t)=A ei2πf0ts(t)=A\,e^{i2\pi f_0t} con AA complesso e f0f_0 reale, anche negativa. Modulo ∣s(t)∣=∣A∣|s(t)|=|A| costante e fase 2πf0t+arg⁡A2\pi f_0t+\arg A che cresce linearmente. È periodico di periodo 1/∣f0∣1/|f_0|, ha potenza ∣A∣2|A|^2.

Esempio. s(t)=2ei2πts(t)=2e^{i2\pi t} ha modulo 22 e percorre la circonferenza di raggio 22 nel piano complesso con un giro al secondo; ℜs=2cos⁡2πt\Re s=2\cos2\pi t e ℑs=2sin⁡2πt\Im s=2\sin2\pi t. Con f0=−1f_0=-1 gira in senso opposto.

Definizione (gradino e segno). 1(t)={0t<01t>0,sgn⁡(t)={−1t<01t>0\mathbf 1(t)=\begin{cases}0&t<0\\ 1&t>0\end{cases},\qquad \operatorname{sgn}(t)=\begin{cases}-1&t<0\\ 1&t>0\end{cases} con 1(0)=12\mathbf 1(0)=\frac12 e sgn⁡(0)=0\operatorname{sgn}(0)=0 per la regola dell'emivalore. Valgono 1(t)=12+12sgn⁡(t)\mathbf 1(t)=\frac12+\frac12\operatorname{sgn}(t) e sgn⁡(t)=1(t)−1(−t)\operatorname{sgn}(t)=\mathbf 1(t)-\mathbf 1(-t).

Esempio. Il gradino di ampiezza A0A_0 applicato in t0t_0, A01(t−t0)A_0\mathbf 1(t-t_0), è aperiodico, di durata illimitata, ha valor medio 12A0\frac12A_0 e potenza 12A02\frac12A_0^2: infatti 12T∫0TA02dt→12A02\frac1{2T}\int_0^T A_0^2dt\to\frac12A_0^2. La sua area è invece infinita.

Definizione (rect). rect⁡(x)=1\operatorname{rect}(x)=1 per ∣x∣<12|x|<\frac12, 00 per ∣x∣>12|x|>\frac12, e 12\frac12 in x=±12x=\pm\frac12 (emivalore). L'impulso rettangolare di ampiezza A0A_0, durata DD e centro t0t_0 è r(t)=A0rect⁡(t−t0D)=A0[1(t−t1)−1(t−t2)],t1,2=t0∓D2.r(t)=A_0\operatorname{rect}\left(\frac{t-t_0}D\right)=A_0\big[\mathbf 1(t-t_1)-\mathbf 1(t-t_2)\big],\quad t_{1,2}=t_0\mp\tfrac D2. Ha estensione [t1,t2][t_1,t_2], area A0DA_0D ed energia A02DA_0^2D.

Esempio. r(t)=3rect⁡(t/2)r(t)=3\operatorname{rect}(t/2) vale 33 per ∣t∣<1|t|<1: durata D=2D=2, area 3⋅2=63\cdot2=6, energia 32⋅2=183^2\cdot2=18.

Definizione (triangolo). tri⁡(x)=1−∣x∣\operatorname{tri}(x)=1-|x| per ∣x∣<1|x|<1, 00 altrove (nei testi del corso "triang" o △\triangle). L'impulso triangolare A0tri⁡(t−t0D)A_0\operatorname{tri}\big(\frac{t-t_0}D\big) ha durata 2D2D, area A0DA_0D ed energia 23A02D\frac23A_0^2D. Si ottiene come convoluzione di due rect: rect⁡∗rect⁡=tri⁡\operatorname{rect}*\operatorname{rect}=\operatorname{tri} (si veda ConvoluzioneLa convoluzione $x*y(t)=\int x(u),y(t-u),du$ combina due segnali ribaltando e traslando il secondo, moltiplicando e integrando. È commutativa, associativa, lineare; l'area del risultato è il prodotto delle aree; l'estensione è la somma delle estensioni (estremo con estremo); l'impulso $\delta$ è l'elemento neutro; la convoluzione con il gradino integra. Per due segnali periodici di uguale periodo si usa la convoluzione ciclica (integrale su un periodo). È l'operazione del filtraggio: l'uscita di un filtro è la convoluzione dell'ingresso con la risposta impulsiva.Convoluzione →).

Esempio. tri⁡(t)\operatorname{tri}(t) ha area ∫−11(1−∣t∣)dt=1\int_{-1}^1(1-|t|)dt=1 ed energia 2∫01(1−t)2dt=232\int_0^1(1-t)^2dt=\frac23.

Definizione (sinc). sinc⁡(x)=sin⁡πxπx\operatorname{sinc}(x)=\dfrac{\sin\pi x}{\pi x}, prolungata con sinc⁡(0)=1\operatorname{sinc}(0)=1. Si annulla in x=±1,±2,…x=\pm1,\pm2,\dots, ha il massimo 11 nell'origine ed è pari. L'impulso A0sinc⁡(t−t0T)A_0\operatorname{sinc}\big(\frac{t-t_0}T\big) ha il massimo A0A_0 in t0t_0, si annulla in t0±nTt_0\pm nT, ha area A0TA_0T ed energia A02TA_0^2T (valori che si ricavano facilmente con la trasformata di Fourier, Trasformata di FourierLa trasformata di Fourier $S(f)=\int s(t)e^{-i2\pi ft}dt$ associa a un segnale continuo (anche aperiodico) la sua rappresentazione in frequenza; l'antitrasformata $s(t)=\int S(f)e^{i2\pi ft}df$ lo ricostruisce, perché gli esponenziali $e^{i2\pi ft}$ sono ortogonali su tutto $\mathbb R$ ($\int e^{i2\pi ft}dt=\delta(f)$). Per un segnale reale $S(-f)=S^*(f)$. Si calcola per i segnali notevoli (rect $\leftrightarrow$ sinc, $e^{-\alpha t}\mathbf 1(t)\leftrightarrow\frac1{\alpha+i2\pi f}$, gaussiana, $\delta\leftrightarrow1$, $1\leftrightarrow\delta$, gradino) e per i segnali periodici, la cui trasformata è un treno di impulsi di area $S_n$ in $nF$.Trasformata di Fourier →).

Esempio. sinc⁡(0,5)=sin⁡(π/2)π/2=2π=0,637\operatorname{sinc}(0{,}5)=\frac{\sin(\pi/2)}{\pi/2}=\frac2\pi=0{,}637; sinc⁡(1)=0\operatorname{sinc}(1)=0; sinc⁡(2,5)=0,127\operatorname{sinc}(2{,}5)=0{,}127. Numericamente ∫−20002000sinc⁡=0,9999\int_{-2000}^{2000}\operatorname{sinc}=0{,}9999 e ∫−20002000sinc⁡2=0,99995\int_{-2000}^{2000}\operatorname{sinc}^2=0{,}99995 (area ed energia valgono 11).

Grafico interattivo: I tre impulsi elementari: rect(t) (vale 1 su (−1/2, 1/2), larghezza 1), tri(t) (larghezza 2, area 1) e sinc(t) (zeri in ±1, ±2, …, area 1)

Definizione (gaussiana). s(t)=e−πt2s(t)=e^{-\pi t^2} (impulso gaussiano): pari, positivo, area 11, energia 12\frac1{\sqrt2}. Per e−παt2e^{-\pi\alpha t^2} l'area è 1α\frac1{\sqrt\alpha}.

Esempio. Per l'area AA si usa un trucco: A2=∬e−π(t2+u2)dt duA^2=\iint e^{-\pi(t^2+u^2)}dt\,du, che in coordinate polari (Cambio di variabili negli integrali doppi e coordinate polariSe Φ(u, v) = (x, y) è C¹, iniettiva (salvo insiemi di area nulla) con det JΦ ≠ 0, allora ∬D f dx dy = ∬D' f(Φ(u, v)) |det JΦ(u, v)| du dv: il fattore |det J| misura come Φ dilata le aree. Trasformazioni lineari: |det A| costante (ellisse: area πab). Coordinate polari x = r cos θ, y = r sin θ: dx dy = r dr dθ, adatte a dischi, corone e settori. Applicazioni: area, massa, baricentro, momento d'inerzia.Cambio di variabili negli integrali doppi e coordinate polari →) diventa ∫02π ⁣ ⁣∫0∞ρ e−πρ2dρ dθ=2π⋅12π=1\int_0^{2\pi}\!\!\int_0^\infty\rho\,e^{-\pi\rho^2}d\rho\,d\theta=2\pi\cdot\frac1{2\pi}=1, quindi A=1A=1. L'energia è l'area di e−2πt2e^{-2\pi t^2}, cioè 12=0,7071\frac1{\sqrt2}=0{,}7071.

Definizione (esponenziali smorzati). Con α>0\alpha>0:

  • e−α∣t∣e^{-\alpha|t|} (bilatero, pari): area 2α\frac2\alpha, energia 1α\frac1\alpha;
  • e−αt1(t)e^{-\alpha t}\mathbf 1(t) (causale): area 1α\frac1\alpha, energia 12α\frac1{2\alpha};
  • ep0t1(t)e^{p_0t}\mathbf 1(t) con p0=σ0+iω0p_0=\sigma_0+i\omega_0 e σ0<0\sigma_0<0 (esponenziale causale smorzato complesso): area −1p0-\frac1{p_0}, energia −12σ0-\frac1{2\sigma_0}.

Esempio. Con α=2\alpha=2: e−2∣t∣e^{-2|t|} ha area 11 ed energia 12\frac12; e−2t1(t)e^{-2t}\mathbf 1(t) ha area 12\frac12 ed energia 14\frac14. Con p0=−1+2ip_0=-1+2i: area −1−1+2i=1+2i5=0,2+0,4i-\frac1{-1+2i}=\frac{1+2i}5=0{,}2+0{,}4i ed energia 12\frac12 (il modulo è e−te^{-t} perché ∣ei2t∣=1|e^{i2t}|=1).

Grafico interattivo: Gaussiana e^(−πt²) (area 1), esponenziale bilatero e^(−2|t|) (area 1) ed esponenziale causale e^(−2t)·1(t) (area 1/2): tutti a energia finita, ma con code diverse

Impulso ideale (delta di Dirac)

Definizione (impulso ideale). L'impulso ideale (delta di Dirac) è il "segnale" δ(t)\delta(t) tale che

  1. δ(t)=0\delta(t)=0 per t≠0t\ne0;
  2. per ogni segnale s(t)s(t) continuo nell'origine vale la proprietà rivelatrice ∫−∞+∞s(t) δ(t) dt=s(0).\int_{-\infty}^{+\infty}s(t)\,\delta(t)\,dt=s(0).

Esempio. Con s(t)=2+3t+t2s(t)=2+3t+t^2 si ha ∫s δ=s(0)=2\int s\,\delta=s(0)=2.

Energia, potenza e valor medio dei segnali

Definizione (area e valor medio). Per un segnale s(t)s(t): As=area⁡(s)=∫−∞+∞s(t) dt,ms=lim⁡T→∞12T∫−TTs(t) dt.A_s=\operatorname{area}(s)=\int_{-\infty}^{+\infty}s(t)\,dt,\qquad m_s=\lim_{T\to\infty}\frac1{2T}\int_{-T}^{T}s(t)\,dt. Il valor medio msm_s si chiama anche componente continua del segnale (dall'elettrotecnica).

Esempio. s(t)=e−α∣t∣s(t)=e^{-\alpha|t|} (α>0\alpha>0) ha area 2∫0∞e−αtdt=2α2\int_0^\infty e^{-\alpha t}dt=\frac2\alpha (si sfrutta la parità). Il valor medio è lim⁡1T⋅1−e−αTα=0\lim\frac1T\cdot\frac{1-e^{-\alpha T}}\alpha=0: per α=1\alpha=1 i valori medi su [−T,T][-T,T] sono 0,10{,}1 per T=10T=10 e 0,0010{,}001 per T=1000T=1000. Il gradino 1(t)\mathbf 1(t) ha area +∞+\infty e valor medio lim⁡12T⋅T=12\lim\frac1{2T}\cdot T=\frac12.

Definizione (energia e potenza). Es=∫−∞+∞∣s(t)∣2dt,Ps=lim⁡T→∞12T∫−TT∣s(t)∣2dt.E_s=\int_{-\infty}^{+\infty}|s(t)|^2dt,\qquad P_s=\lim_{T\to\infty}\frac1{2T}\int_{-T}^{T}|s(t)|^2dt. Un segnale con Es<∞E_s<\infty è a energia finita (classe L2L^2); uno con 0<Ps<∞0<P_s<\infty è a potenza finita.

Teorema (energia e potenza). Un segnale ad energia finita ha potenza nulla; un segnale a potenza finita non nulla ha energia infinita.

Esempio. La sinusoide A0cos⁡(2πf0t+φ0)A_0\cos(2\pi f_0t+\varphi_0) ha potenza 12A02\frac12A_0^2 (energia infinita); e−αt1(t)e^{-\alpha t}\mathbf 1(t) ha energia 12α\frac1{2\alpha} (e potenza nulla). Per una somma di sinusoidi a frequenze diverse le potenze si sommano, perché i termini misti hanno media nulla: s(t)=5sin⁡(2π 5t+π2)+3cos⁡(2π 10t)+2sin⁡(2π 15t)s(t)=5\sin(2\pi\,5t+\frac\pi2)+3\cos(2\pi\,10t)+2\sin(2\pi\,15t) ha P=25+9+42=19P=\frac{25+9+4}2=19 (verificato numericamente su due secondi).

Definizione (segnale periodico). s(t)s(t) è periodico se esiste Tp>0T_p>0 con s(t+Tp)=s(t)s(t+T_p)=s(t) per ogni tt. Il minimo TpT_p è il periodo (minimo); ogni multiplo kTpkT_p è ancora un periodo, e s(t+kTp)=s(t)s(t+kT_p)=s(t) per ogni k∈Zk\in\mathbb Z. Altrimenti il segnale è aperiodico.

Esempio. L'onda quadra s(t)=1s(t)=1 per 0≤t<Tp20\le t<\frac{T_p}2 e 00 per Tp2≤t<Tp\frac{T_p}2\le t<T_p ha valor medio 12\frac12 e potenza 12\frac12.

Definizione (ripetizione periodica). Dato un segnale u(t)u(t) e Tp>0T_p>0, la sua ripetizione periodica di periodo TpT_p è s(t)=rep⁡Tpu(t)=∑k=−∞+∞u(t−kTp).s(t)=\operatorname{rep}_{T_p}u(t)=\sum_{k=-\infty}^{+\infty}u(t-kT_p).

Esempio. u(t)=e−αt1(t)u(t)=e^{-\alpha t}\mathbf 1(t) ha durata illimitata, quindi le copie si sovrappongono: per t∈[0,Tp)t\in[0,T_p) contribuiscono le copie con k≤0k\le0 e rep⁡Tpu(t)=∑k≤0e−α(t−kTp)=e−αt∑h≥0(e−αTp)h=e−αt1−e−αTp,t∈[0,Tp),\operatorname{rep}_{T_p}u(t)=\sum_{k\le0}e^{-\alpha(t-kT_p)}=e^{-\alpha t}\sum_{h\ge0}\big(e^{-\alpha T_p}\big)^h=\frac{e^{-\alpha t}}{1-e^{-\alpha T_p}},\quad t\in[0,T_p), serie geometrica di ragione e−αTp<1e^{-\alpha T_p}<1 (Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonicaLe serie di cui si conosce il carattere e da usare come termine di paragone: geometrica (converge a 1/(1-q) se |q|<1), telescopiche (somma b_1 - lim b_n, come Mengoli), armonica generalizzata (1/n^alpha converge se e solo se alpha>1).Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonica →). Con α=1\alpha=1, Tp=2T_p=2, t=12t=\frac12: e−0,51−e−2=0,7015\frac{e^{-0{,}5}}{1-e^{-2}}=0{,}7015. L'area su un periodo vale 11, proprio l'area di uu.

Convoluzione

Definizione (convoluzione). La convoluzione di due segnali continui xx e yy è il segnale s(t)=x∗y(t)=∫−∞+∞x(u) y(t−u) du.s(t)=x*y(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}x(u)\,y(t-u)\,du. Con il cambio di variabile v=t−uv=t-u si ottiene l'espressione equivalente s(t)=∫x(t−v) y(v) dvs(t)=\int x(t-v)\,y(v)\,dv, che dice che x∗y=y∗xx*y=y*x.

Esempio. x(u)=1(u)e−ux(u)=\mathbf 1(u)e^{-u} e y=rect⁡(u−12)y=\operatorname{rect}(u-\frac12) (vale 11 su (0,1)(0,1)). Per t=32t=\frac32: y(t−u)=rect⁡(1−u)y(t-u)=\operatorname{rect}(1-u) vale 11 su (12,32)(\frac12,\frac32) e il prodotto x(u)y(t−u)x(u)y(t-u) è e−ue^{-u} su quell'intervallo, quindi s(32)=e−1/2−e−3/2=0,3834s(\tfrac32)=e^{-1/2}-e^{-3/2}=0{,}3834.

Grafico interattivo: Convoluzione di x(u) = e^(−u)·1(u) con y(u) = rect(u − 1/2), nell'istante t = 3/2: x(u) e y(t − u) = rect(1 − u) (la copia ribaltata e traslata); l'area colorata del prodotto, u tra 1/2 e 3/2, vale e^(−1/2) − e^(−3/2) ≈ 0,383

Proprietà. Per segnali x,y,zx,y,z (per cui gli integrali esistono) e costanti a1,a2a_1,a_2:

  • linearità e distributività: x∗(a1y+a2z)=a1 x∗y+a2 x∗zx*(a_1y+a_2z)=a_1\,x*y+a_2\,x*z;
  • commutativa: x∗y=y∗xx*y=y*x; associativa: (x∗y)∗z=x∗(y∗z)(x*y)*z=x*(y*z);
  • area: area⁡(x∗y)=area⁡(x)⋅area⁡(y)\operatorname{area}(x*y)=\operatorname{area}(x)\cdot\operatorname{area}(y);
  • traslazione: xt1∗yt2=(x∗y)t1+t2x_{t_1}*y_{t_2}=(x*y)_{t_1+t_2}, cioè x(t−t1)∗y(t−t2)=x∗y(t−t1−t2)x(t-t_1)*y(t-t_2)=x*y(t-t_1-t_2);
  • elemento neutro: x∗δ=δ∗x=xx*\delta=\delta*x=x;
  • derivata: se xx e yy sono derivabili, (x∗y)′=x′∗y=x∗y′(x*y)'=x'*y=x*y';
  • parità: la convoluzione di due segnali pari (o di due dispari) è pari; di un pari e un dispari è dispari.

Esempio. rect⁡t4\operatorname{rect}\frac t4 (area 44) e rect⁡t2\operatorname{rect}\frac t2 (area 22) producono un trapezio di area 88 (con le ampiezze 22 e 33 dell'esempio più sotto l'area è (2⋅4)(3⋅2)=48(2\cdot4)(3\cdot2)=48, confermata dalla convoluzione discretizzata).

2. Analisi di Fourier

Serie di Fourier

Teorema (ortogonalità). Per ogni coppia di interi h,kh,k: ∫0Tpϕh(t) ϕk∗(t) dt=Tp δhk={Tph=k0h≠k\int_0^{T_p}\phi_h(t)\,\phi_k^*(t)\,dt=T_p\,\delta_{hk}=\begin{cases}T_p&h=k\\0&h\ne k\end{cases} (lo stesso su qualunque intervallo di lunghezza TpT_p).

Esempio. Con Tp=1T_p=1: ∫01ei2π⋅3te−i2π⋅1tdt=∫01ei4πtdt=ei4π−1i4π=0\int_0^1e^{i2\pi\cdot3t}e^{-i2\pi\cdot1t}dt=\int_0^1e^{i4\pi t}dt=\frac{e^{i4\pi}-1}{i4\pi}=0, mentre ∫01∣ei2πt∣2dt=1\int_0^1|e^{i2\pi t}|^2dt=1.

Teorema (serie di Fourier). Un segnale periodico di periodo Tp=1/FT_p=1/F (sotto le condizioni date più sotto) si scrive s(t)=∑n=−∞+∞Sn ei2πnFt(sintesi),Sn=1Tp∫Tps(t) e−i2πnFt dt(analisi).s(t)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}S_n\,e^{i2\pi nFt}\qquad\text{(sintesi)},\qquad S_n=\frac1{T_p}\int_{T_p}s(t)\,e^{-i2\pi nFt}\,dt\qquad\text{(analisi)}. L'integrale si può calcolare su un qualsiasi intervallo di lunghezza TpT_p.

Esempio. Il segnale che vale 11 in [0,12)[0,\frac12) e ii in [12,1)[\frac12,1) (periodo Tp=1T_p=1) ha S0=1+i2S_0=\frac{1+i}2 (media) e, per n≠0n\ne0, Sn=((−1)n−1)(1+i)2πnS_n=\frac{((-1)^n-1)(1+i)}{2\pi n}: S1=−1+iπ=−0,318(1+i)S_1=-\frac{1+i}\pi=-0{,}318(1+i), S2=0S_2=0, S3=−0,106(1+i)S_3=-0{,}106(1+i) (confermato dall'integrale numerico).

Trasformata di Fourier

Definizione (trasformata e antitrasformata). La trasformata di Fourier di un segnale continuo s(t)s(t) è la funzione S(f)=F[s](f)=∫−∞+∞s(t) e−i2πft dt,f∈R,S(f)=\mathcal F[s](f)=\int_{-\infty}^{+\infty}s(t)\,e^{-i2\pi ft}\,dt,\qquad f\in\mathbb R, e la antitrasformata ricostruisce il segnale: s(t)=∫−∞+∞S(f) ei2πft df,t∈R.s(t)=\int_{-\infty}^{+\infty}S(f)\,e^{i2\pi ft}\,df,\qquad t\in\mathbb R. Si scrive s(t)→ F S(f)s(t)\xrightarrow{\ \mathcal F\ }S(f).

Esempio. Per s(t)=e−t1(t)s(t)=e^{-t}\mathbf 1(t) e f=0,2f=0{,}2 Hz: S=∫0∞e−te−i2π0,2tdt=11+i2π⋅0,2=0,388−0,487 iS=\int_0^\infty e^{-t}e^{-i2\pi0{,}2t}dt=\frac1{1+i2\pi\cdot0{,}2}=0{,}388-0{,}487\,i. Il calcolo numerico dell'integrale dà lo stesso valore.

Formula (trasformata di un segnale periodico). S(f)=∑n=−∞+∞Sn δ(f−nF),S(f)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}S_n\,\delta(f-nF), un treno di impulsi nelle frequenze nFnF di area pari al coefficiente di Fourier SnS_n.

Esempio. Il treno di rect (A0=2A_0=2, d=14d=\frac14) ha Sn=0,5sinc⁡n4S_n=0{,}5\operatorname{sinc}\frac n4, quindi S(f)=∑n0,5sinc⁡n4 δ(f−nF)S(f)=\sum_n0{,}5\operatorname{sinc}\frac n4\,\delta(f-nF): impulsi di area 0,50{,}5 in 00, 0,45020{,}4502 in ±F\pm F, ..., e nulla in ±4F\pm4F.

Proprietà della trasformata di Fourier

Teorema (incompatibilità tra durata e banda). Un segnale non nullo non può essere contemporaneamente a durata limitata e a banda limitata.

3. Segnali a tempo discreto e campionamento

Segnali a tempo discreto

Definizione (segnale a tempo discreto). Un segnale a tempo discreto è una funzione complessa di variabile discreta s:Z(T)→C,Z(T)={nT∣n∈Z}={…,−2T,−T,0,T,2T,… }, T>0.s:\mathbb Z(T)\to\mathbb C,\qquad \mathbb Z(T)=\{nT\mid n\in\mathbb Z\}=\{\dots,-2T,-T,0,T,2T,\dots\},\ T>0. TT è il quanto temporale; il reciproco Fp=1TF_p=\frac1T è la velocità del segnale (numero di valori per unità di tempo).

Esempio. Con T=2T=2 ms il segnale s(nT)s(nT) ha Fp=500F_p=500 valori al secondo e il suo dominio è {…,−4 ms,−2 ms,0,2 ms,… }\{\dots,-4\text{ ms},-2\text{ ms},0,2\text{ ms},\dots\}.

Definizione (parametri di un segnale discreto). area⁡(s)=∑n=−∞+∞T s(nT),ms=lim⁡N→∞1(2N+1)T∑n=−NNT s(nT),\operatorname{area}(s)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}T\,s(nT),\qquad m_s=\lim_{N\to\infty}\frac1{(2N+1)T}\sum_{n=-N}^{N}T\,s(nT), Es=∑n=−∞+∞T ∣s(nT)∣2,Ps=lim⁡N→∞1(2N+1)T∑n=−NNT ∣s(nT)∣2.E_s=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}T\,|s(nT)|^2,\qquad P_s=\lim_{N\to\infty}\frac1{(2N+1)T}\sum_{n=-N}^{N}T\,|s(nT)|^2.

Proprietà (impulso discreto). Per ogni segnale ss e n0∈Zn_0\in\mathbb Z:

  • rivelatrice: ∑nT s(nT) δ(nT−n0T)=s(n0T)\displaystyle\sum_nT\,s(nT)\,\delta(nT-n_0T)=s(n_0T);
  • moltiplicazione: s(nT) δ(nT−n0T)=s(n0T) δ(nT−n0T)s(nT)\,\delta(nT-n_0T)=s(n_0T)\,\delta(nT-n_0T);
  • scomposizione: s(nT)=∑mT s(mT) δ(nT−mT)s(nT)=\displaystyle\sum_mT\,s(mT)\,\delta(nT-mT), cioè ogni segnale discreto è una combinazione lineare di impulsi traslati, con pesi T s(mT)T\,s(mT).

Esempio. s(nT)=n2rect⁡nT−2T7Ts(nT)=n^2\operatorname{rect}\frac{nT-2T}{7T} vale n2n^2 per n=−1,…,5n=-1,\dots,5 (sette punti centrati in 2T2T) e si scrive s=T[δ(nT+T)+0+δ(nT−T)+4δ(nT−2T)+9δ(nT−3T)+16δ(nT−4T)+25δ(nT−5T)]s=T\big[\delta(nT+T)+0+\delta(nT-T)+4\delta(nT-2T)+9\delta(nT-3T)+16\delta(nT-4T)+25\delta(nT-5T)\big] (il peso dell'impulso in mTmT è T m2T\,m^2; il termine in m=0m=0 è nullo).

Grafico interattivo: Esponenziale causale discreto a^n·1_0(n) con a = 5/6 (monotono decrescente); per a negativo i segni si alternano, per |a| > 1 il segnale cresce

Definizione (convoluzione discreta). s(nT)=x∗y(nT)=∑k=−∞+∞T x(kT) y(nT−kT).s(nT)=x*y(nT)=\sum_{k=-\infty}^{+\infty}T\,x(kT)\,y(nT-kT). Se le estensioni sono e(x)={nxT,…,NxT}e(x)=\{n_xT,\dots,N_xT\} e e(y)={nyT,…,NyT}e(y)=\{n_yT,\dots,N_yT\}, allora e(x∗y)={(nx+ny)T,…,(Nx+Ny)T}e(x*y)=\{(n_x+n_y)T,\dots,(N_x+N_y)T\} e la durata è D(x∗y)=D(x)+D(y)−TD(x*y)=D(x)+D(y)-T.

Esempio. Con x=A0rect⁡nT9Tx=A_0\operatorname{rect}\frac{nT}{9T} (n=−4,…,4n=-4,\dots,4) e y=B0rect⁡nT7Ty=B_0\operatorname{rect}\frac{nT}{7T} (n=−3,…,3n=-3,\dots,3), la convoluzione ha estensione {−7T,…,7T}\{-7T,\dots,7T\} (durata 15T=9T+7T−T15T=9T+7T-T). Il valore in nn è T A0B0T\,A_0B_0 per il numero di kk con x(kT)y(nT−kT)≠0x(kT)y(nT-kT)\ne0: 7,7,77,7,7 per n=0,±1n=0,\pm1 e poi 6,5,4,3,2,16,5,4,3,2,1 per n=2,…,7n=2,\dots,7 (e simmetrico). Si ottiene un trapezio isoscele discreto, analogo a quello continuo. La verifica con la convoluzione numerica (np.convolve moltiplicata per TT) dà esattamente questi valori.

Grafico interattivo: Convoluzione di 9 campioni unitari (n = −4…4) con 7 campioni unitari (n = −3…3), in unità T·A0·B0: trapezio isoscele con plateau 7 per |n| ≤ 1 e discesa lineare fino a 1 in n = ±7; estensione −7…7 (15 punti)

Trasformata di Fourier a tempo discreto

Definizione (trasformata di un segnale discreto). La trasformata di Fourier di s(nT)s(nT), n∈Zn\in\mathbb Z, è S(f)=∑n=−∞+∞T s(nT) e−i2πfnT,f∈R,S(f)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}T\,s(nT)\,e^{-i2\pi fnT},\qquad f\in\mathbb R, e l'antitrasformata (su un qualunque intervallo di lunghezza Fp=1TF_p=\frac1T, ad esempio [0,Fp][0,F_p]) è s(nT)=∫0FpS(f) ei2πfnT df.s(nT)=\int_{0}^{F_p}S(f)\,e^{i2\pi fnT}\,df.

Esempio. Per s(nT)=δ(nT−3T)s(nT)=\delta(nT-3T) (impulso di area 11 in 3T3T, cioè valore 1T\frac1T in n=3n=3): S(f)=T⋅1T e−i2πf3T=e−i6πfTS(f)=T\cdot\frac1T\,e^{-i2\pi f3T}=e^{-i6\pi fT}; per fT=0,05fT=0{,}05 vale e−i0,3π=0,588−0,809 ie^{-i0{,}3\pi}=0{,}588-0{,}809\,i.

Campionamento e ricostruzione

Definizione (campionatore R→Z(T)\mathbb R\to\mathbb Z(T)). Dato s0(t)s_0(t), t∈Rt\in\mathbb R, il segnale campionato è sc(nT)=s0(nT),nT∈Z(T).s_c(nT)=s_0(nT),\qquad nT\in\mathbb Z(T). TT è il periodo di campionamento e Fc=1TF_c=\frac1T la frequenza di campionamento (campioni al secondo).

Esempio. Con T=0,2T=0{,}2 ms si ha Fc=5F_c=5 kHz (cinquemila campioni al secondo).

Teorema (campionamento in frequenza). Se s0s_0 ha trasformata S0(f)S_0(f), il segnale campionato ha trasformata Sc(f)=rep⁡FcS0(f)=∑k=−∞+∞S0(f−kFc):S_c(f)=\operatorname{rep}_{F_c}S_0(f)=\sum_{k=-\infty}^{+\infty}S_0(f-kF_c): la ripetizione periodica dello spettro con periodo FcF_c.

Esempio. Campionando s0(t)=sinc⁡(t/T)s_0(t)=\operatorname{sinc}(t/T) si ottiene sc(nT)=δn0s_c(nT)=\delta_{n0} (il sinc vale 11 in 00 e si annulla in tutti gli altri multipli di TT), cioè T δ(nT)T\,\delta(nT), con trasformata TT (costante). Dall'altra parte S0(f)=Trect⁡(f/Fc)S_0(f)=T\operatorname{rect}(f/F_c) e la sua ripetizione periodica di periodo FcF_c è T∑krect⁡f−kFcFc=TT\sum_k\operatorname{rect}\frac{f-kF_c}{F_c}=T (i rect sono adiacenti e riempiono l'asse).

Definizione (filtro interpolatore Z(T)→R\mathbb Z(T)\to\mathbb R). Dato un segnale discreto s(nT)s(nT) e un segnale continuo g(t)g(t) (la risposta impulsiva dell'interpolatore), l'uscita è s~(t)=∑n=−∞+∞T g(t−nT) s(nT)=∑ns(nT) g0(t−nT),g0(t)=T g(t)  (funzione interpolatrice).\tilde s(t)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}T\,g(t-nT)\,s(nT)=\sum_{n}s(nT)\,g_0(t-nT),\qquad g_0(t)=T\,g(t)\ \ (\text{funzione interpolatrice}).

Esempio. L'interpolatore a tenuta ha G(f)=sinc⁡(fT)e−iπfTG(f)=\operatorname{sinc}(fT)e^{-i\pi fT} (g=1Trect⁡t−T/2Tg=\frac1T\operatorname{rect}\frac{t-T/2}T): attenua le alte frequenze, fino a sinc⁡(0,5)=0,637\operatorname{sinc}(0{,}5)=0{,}637 (−3,92-3{,}92 dB) alla frequenza di Nyquist Fc/2F_c/2, e ritarda di T/2T/2. Per questo un convertitore digitale-analogico reale a tenuta ha bisogno di un filtro di ricostruzione che compensi.

Grafico interattivo: Tre funzioni interpolatrici per T = 1: a tenuta (rect su [0,1)), lineare (tri) e ideale (sinc); tutte valgono 1 nel campione e 0 negli altri istanti di campionamento (il rect in t = 1 vale 1/2 per la convenzione sul salto)

Teorema (del campionamento). Sia s(t)s(t) un segnale con estensione spettrale limitata, E[s]⊆(−B,B)E[s]\subseteq(-B,B), B<∞B<\infty. Se la frequenza di campionamento soddisfa Fc≥2BF_c\ge2B (condizione di non aliasing), il segnale è esattamente ricostruibile dai campioni s(nT)s(nT), T=1/FcT=1/F_c, con l'interpolatore ideale di risposta in frequenza Q(f)=rect⁡(fFc)Q(f)=\operatorname{rect}\left(\frac f{F_c}\right), cioè funzione interpolatrice q0(t)=sinc⁡(Fct)q_0(t)=\operatorname{sinc}(F_ct): s(t)=∑n=−∞+∞s(nT) sinc⁡(Fc(t−nT)).s(t)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}s(nT)\,\operatorname{sinc}\big(F_c(t-nT)\big).

Esempio. Il segnale A0sinc⁡2(F0t)A_0\operatorname{sinc}^2(F_0t) con F0=2F_0=2 MHz ha spettro triangolare A0F0tri⁡(f/F0)\frac{A_0}{F_0}\operatorname{tri}(f/F_0), estensione (−F0,F0)(-F_0,F_0), banda B=F0=2B=F_0=2 MHz: la minima frequenza di campionamento è Fc=2B=4F_c=2B=4 MHz.

Trasformata di Fourier discreta (DFT) e FFT

Definizione (DFT e DFT inversa). S(kF)=∑n=0N−1T s(nT) e−i2πkn/N,s(nT)=∑k=0N−1F S(kF) ei2πkn/N.S(kF)=\sum_{n=0}^{N-1}T\,s(nT)\,e^{-i2\pi kn/N},\qquad s(nT)=\sum_{k=0}^{N-1}F\,S(kF)\,e^{i2\pi kn/N}. S(kF)S(kF) è periodica in kk di periodo NN (perché e−i2π(k+N)n/N=e−i2πkn/Ne^{-i2\pi(k+N)n/N}=e^{-i2\pi kn/N}) ed è specificata da NN valori, k=0,…,N−1k=0,\dots,N-1. I coefficienti di Fourier del segnale periodico sono Sk=F S(kF)=1N∑n=0N−1s(nT)e−i2πkn/NS_k=F\,S(kF)=\frac1N\sum_{n=0}^{N-1}s(nT)e^{-i2\pi kn/N}.

Esempio. Con N=4N=4, T=1T=1 e s=(1,2,0,−1)s=(1,2,0,-1): S(kF)=(2, 1−3i, 0, 1+3i)S(kF)=(2,\ 1-3i,\ 0,\ 1+3i) e i coefficienti Sk=14S(kF)=(0,5, 0,25−0,75i, 0, 0,25+0,75i)S_k=\frac14S(kF)=(0{,}5,\ 0{,}25-0{,}75i,\ 0,\ 0{,}25+0{,}75i). Il primo è il valor medio 1+2+0−14\frac{1+2+0-1}4.

4. Trasformazioni e sistemi

Trasformazioni e sistemi - proprietà

Definizione (impulso ideale su II). δI\delta_I è il segnale per cui vale la proprietà rivelatrice ∫Is(u) δI(u−t) du=s(t)\displaystyle\int_I s(u)\,\delta_I(u-t)\,du=s(t) per ogni segnale ss e ogni t∈It\in I. Su R\mathbb R è la delta di Dirac. Su Z(T)\mathbb Z(T) vale δZ(T)(0)=1T\delta_{\mathbb Z(T)}(0)=\frac1T e 00 altrove: infatti ∑nT s(nT) δ(nT−t)=T s(t)⋅1T=s(t)\sum_nT\,s(nT)\,\delta(nT-t)=T\,s(t)\cdot\frac1T=s(t).

Esempio. Per T=1 msT=1\ \text{ms} l'impulso discreto vale δZ(T)(0)=1T=1000 s−1\delta_{\mathbb Z(T)}(0)=\frac1T=1000\ \text{s}^{-1}; la sua area è T⋅1T=1T\cdot\frac1T=1. Questa convenzione, un po' insolita, evita fattori TT sparsi: le formule del continuo si copiano pari pari.

Definizione (trasformazione). Una trasformazione (tf) è una terna (I,U,φ)(I,U,\varphi): un dominio d'ingresso II, un dominio d'uscita UU e un operatore φ\varphi che a ogni segnale xx su II associa il segnale y=φ[x],y(t)=φ[x ∣ t], t∈U.y=\varphi[x],\qquad y(t)=\varphi[x\,|\,t],\ t\in U. Il valore y(t)y(t) dipende in generale dall'intero segnale x(u)x(u), u∈Iu\in I.

Esempio (tf elementari).

Definizione (invertibile). φ\varphi è invertibile se esiste una tf φ−1\varphi^{-1} da UU a II con φ−1[φ[x]]=x\varphi^{-1}[\varphi[x]]=x per ogni xx: dall'uscita si recupera l'ingresso. Il dominio d'uscita di φ\varphi deve essere il dominio d'ingresso di φ−1\varphi^{-1}.

Esempio. y=1+2xy=1+2x è invertibile, con inversa x=12(y−1)x=\frac12(y-1). L'integratore discreto y(nT)=∑k≤nT x(kT)y(nT)=\sum_{k\le n}T\,x(kT) è invertibile: x(nT)=1T [ y(nT)−y(nT−T) ]x(nT)=\frac1T\,[\,y(nT)-y(nT-T)\,]. Il raddrizzatore y=∣x∣y=\lvert x\rvert no: da ∣x∣\lvert x\rvert non si ricava il segno (né la fase, se xx è complesso).

Definizione (senza memoria, causale, anticipatoria). Si dice che φ\varphi è

  • senza memoria (istantanea) se y(tˉ)y(\bar t) dipende solo da x(tˉ)x(\bar t);
  • causale se y(tˉ)y(\bar t) dipende solo da passato e presente, y(tˉ)=φ[x(−∞,tˉ] ∣ tˉ]y(\bar t)=\varphi[x_{(-\infty,\bar t]}\,|\,\bar t];
  • puramente anticipatoria se dipende solo da presente e futuro.

Una tf causale ha memoria finita μ\mu se y(t)y(t) dipende solo da x[t−μ, t]x_{[t-\mu,\,t]}; altrimenti ha memoria infinita.

Esempio. Il ritardo y(t)=x(t−t0)y(t)=x(t-t_0) è causale con memoria μ=t0\mu=t_0 se t0>0t_0>0, anticipatorio se t0<0t_0<0. L'integratore ∫−∞tx\int_{-\infty}^tx è causale con memoria infinita; la media mobile ∫t−Ttx\int_{t-T}^tx è causale con μ=T\mu=T. Il raddrizzatore, il modulatore xcos⁡2πf0tx\cos2\pi f_0t e il campionatore sono senza memoria.

Definizione (stabile BIBO). φ\varphi è stabile se a ogni ingresso limitato, ∣x(u)∣≤Lx\lvert x(u)\rvert\le L_x per ogni uu, corrisponde un'uscita limitata, ∣y(t)∣≤Ly\lvert y(t)\rvert\le L_y per ogni tt (LyL_y può dipendere da LxL_x). BIBO = bounded input, bounded output.

Esempio. Il raddrizzatore è stabile (Ly=LxL_y=L_x). Il ritardo pure. L'integratore non lo è: con x=1(t)x=1(t), che è limitato da Lx=1L_x=1, l'uscita è la rampa t 1(t)t\,1(t), che diverge. Attenzione: instabile non vuol dire che ogni ingresso limitato dia uscita illimitata; con x(t)=1(t)cos⁡tx(t)=1(t)\cos t l'integratore dà 1(t)sin⁡t1(t)\sin t, che è limitata. Basta un ingresso limitato che produce un'uscita illimitata per concludere che è instabile. Il FIR y(nT)=12x(nT)−13x(nT−T)+x(nT−2T)y(nT)=\tfrac12x(nT)-\tfrac13x(nT-T)+x(nT-2T) è stabile: ∣y∣≤(12+13+1)Lx=116Lx\lvert y\rvert\le(\tfrac12+\tfrac13+1)L_x=\tfrac{11}6L_x (disuguaglianza triangolare).

Definizione (lineare). φ\varphi è lineare se è omogenea e additiva: per ogni α1,α2∈C\alpha_1,\alpha_2\in\mathbb C e ogni coppia di ingressi φ[α1x1+α2x2]=α1φ[x1]+α2φ[x2]\varphi[\alpha_1x_1+\alpha_2x_2]=\alpha_1\varphi[x_1]+\alpha_2\varphi[x_2] (principio di sovrapposizione degli effetti).

Esempio. Il ritardo, l'integratore e il modulatore sono lineari. y=∣x∣y=\lvert x\rvert non lo è. Nemmeno y(nT)=x(nT) x(nT−T)y(nT)=x(nT)\,x(nT-T): viola l'omogeneità perché φ[3x]=9 φ[x]\varphi[3x]=9\,\varphi[x] (verificato numericamente su un segnale casuale: la relazione con il fattore 33 è falsa, quella con 99 è vera).

Definizione (tempo-invariante). φ\varphi è tempo-invariante se, quando xx produce yy, il segnale traslato xt0(u)=x(u−t0)x_{t_0}(u)=x(u-t_0) produce yt0(t)=y(t−t0)y_{t_0}(t)=y(t-t_0), per ogni traslazione t0t_0. In altre parole φ\varphi commuta con il ritardo. La definizione ha senso solo se t0t_0 sta sia nel dominio d'ingresso sia in quello d'uscita.

Esempio. L'integratore è tempo-invariante: ∫−∞tx(u−t0) du=∫−∞t−t0x(v) dv=y(t−t0)\int_{-\infty}^tx(u-t_0)\,du=\int_{-\infty}^{t-t_0}x(v)\,dv=y(t-t_0) (cambio di variabile v=u−t0v=u-t_0). Il modulatore y=xcos⁡2πf0ty=x\cos2\pi f_0t no: con x=δ(t)x=\delta(t) si ha y=δ(t)y=\delta(t), ma con x=δ(t−t0)x=\delta(t-t_0) si ha y=cos⁡(2πf0t0) δ(t−t0)≠δ(t−t0)y=\cos(2\pi f_0t_0)\,\delta(t-t_0)\neq\delta(t-t_0). Il campionatore R→Z(T)\mathbb R\to\mathbb Z(T) non è tempo-invariante per ritardi qualsiasi, ma lo è per ritardi t0=kTt_0=kT (è periodicamente tempo-invariante).

Definizione (reale). φ\varphi è reale se a ogni ingresso reale corrisponde un'uscita reale (a ingresso complesso l'uscita può essere complessa).

Esempio. Il ritardo e il raddrizzatore sono reali. Il sistema y=i xy=\mathrm i\,x non lo è.

Formula (nucleo di una tf lineare). y(t)=∫Ih(t,u) x(u) du,t∈U,y(t)=\int_I h(t,u)\,x(u)\,du,\qquad t\in U, dove h(t,u)h(t,u), definita su U×IU\times I, è il nucleo della trasformazione.

Esempio. Il campionatore ha nucleo h(nT,u)=δ(u−nT)h(nT,u)=\delta(u-nT) (per la proprietà rivelatrice ∫δ(u−nT)x(u)du=x(nT)\int\delta(u-nT)x(u)du=x(nT)). L'interpolatore ha nucleo h(t,kT)=g(t−kT)h(t,kT)=g(t-kT) con gg la sua risposta impulsiva.

Definizione (finestra). Data una forma w(t)w(t), t∈It\in I, la finestra è la tf I→II\to I y(t)=w(t) x(t).y(t)=w(t)\,x(t). È lineare (la forma ww è un segnale fisso "contenuto" nella tf, non un secondo ingresso) e ha nucleo h(t,u)=w(t) δI(t−u)h(t,u)=w(t)\,\delta_I(t-u). È istantanea, ma in generale non tempo-invariante.

Esempio. Il modulatore d'ampiezza è la finestra w(t)=cos⁡2πf0tw(t)=\cos2\pi f_0t. La finestra rettangolare discreta w(nT)=rect⁡nT(2N+1)Tw(nT)=\operatorname{rect}\frac{nT}{(2N+1)T} estrae x(−NT),…,x(NT)x(-NT),\dots,x(NT) e azzera il resto. Con w(nT)=triang⁡n4w(nT)=\operatorname{triang}\frac n4 e ingresso x=(1,2,1)x=(1,2,1) nei campioni n=−1,0,1n=-1,0,1 si ottiene y(nT)=w(nT) x(nT)=(0,75, 2, 0,75)y(nT)=w(nT)\,x(nT)=(0{,}75,\ 2,\ 0{,}75): lo stesso risultato si trova applicando la formula del nucleo y(nT)=∑kT h(nT,kT) x(kT)y(nT)=\sum_kT\,h(nT,kT)\,x(kT) con T h(nT,kT)=w(nT)T\,h(nT,kT)=w(nT) per n=kn=k (verificato con Python).

Grafico interattivo: Forma della finestra triangolare w(t) = tri(t/4) (valori utili per i campioni n = -1, 0, 1: 0,75, 1, 0,75)

Definizione (caratteristica ingresso-uscita). Una tf non lineare senza memoria ha la forma y(t)=μ[x(t)]y(t)=\mu[x(t)], dove la funzione μ\mu si chiama caratteristica. È tempo-invariante; se la caratteristica dipende anche dal tempo, y=μ[x(t),t]y=\mu[x(t),t], è tempo-variante.

Grafico interattivo: Caratteristica del quantizzatore uniforme con Δ = 1: μ[x] = floor(x) + 1/2

5. Sistemi LTI

Sistemi lineari tempo-invarianti e risposta impulsiva

Teorema (tf LTI). Una tf lineare I→II\to I è tempo-invariante se e solo se h(t,u)=g(t−u),y(t)=∫Ig(t−u) x(u) du=(g∗x)(t).h(t,u)=g(t-u),\qquad y(t)=\int_Ig(t-u)\,x(u)\,du=(g*x)(t). Il segnale g(t)=φ[δI ∣ t]g(t)=\varphi[\delta_I\,|\,t] è la risposta impulsiva: l'uscita quando all'ingresso si applica l'impulso ideale nell'origine. Con un impulso in t0t_0 l'uscita è g(t−t0)g(t-t_0).

Esempio (convenzione del peso TT). Il filtro discreto y(nT)=12x(nT)−13x(nT−T)+x(nT−2T)y(nT)=\frac12x(nT)-\frac13x(nT-T)+x(nT-2T) ha risposta impulsiva g(0)=12Tg(0)=\frac1{2T}, g(T)=−13Tg(T)=-\frac1{3T}, g(2T)=1Tg(2T)=\frac1T, cioè g=12δ−13δ(⋅−T)+δ(⋅−2T)g=\frac12\delta-\frac13\delta(\cdot-T)+\delta(\cdot-2T) con δ=δZ(T)\delta=\delta_{\mathbb Z(T)}, perché ∑kT g(kT) x(nT−kT)\sum_kT\,g(kT)\,x(nT-kT) restituisce proprio i coefficienti 12,−13,1\frac12,-\frac13,1. Con T=0,5 sT=0{,}5\ \text{s} e ingresso x=(1,2,3)x=(1,2,3) in n=0,1,2n=0,1,2 l'uscita è y=(0,5; 0,667; 1,833; 1; 3)y=(0{,}5;\ 0{,}667;\ 1{,}833;\ 1;\ 3) (verificato con Python in entrambi i modi). Il fattore TT nella somma si cancella con il fattore 1T\frac1T della risposta impulsiva.

Teorema (causalità). Una tf LTI è causale se e solo se gg è un segnale causale: g(t)=0g(t)=0 per t<0t<0.

Esempio. Integratore e filtro RC sono causali; la media mobile ∫t−Dtx\int_{t-D}^tx ha g=rect⁡t−D/2Dg=\operatorname{rect}\frac{t-D/2}{D}, nulla per t<0t<0: causale con μ=D\mu=D. Il FIR 12x−13x(⋅−T)+x(⋅−2T)\frac12x-\frac13x(\cdot-T)+x(\cdot-2T) è causale con μ=2T\mu=2T. Un filtro ideale (passa-basso con g∝sinc⁡g\propto\operatorname{sinc}) non è causale.

Teorema (stabilità). Una tf LTI è stabile BIBO se e solo se gg è assolutamente integrabile: ∫I∣g(t)∣ dt<∞\displaystyle\int_I\lvert g(t)\rvert\,dt<\infty (assolutamente sommabile nel discreto).

Esempio. L'integratore (g=1(t)g=1(t)) non è stabile; il filtro RC sì, perché ∫0∞1Te−t/Tdt=1\int_0^\infty\frac1Te^{-t/T}dt=1. Il filtro discreto g(nT)=αn10(nT)g(nT)=\alpha^n1_0(nT) ha ∑nT∣g∣=T∑n≥0∣α∣n=T1−∣α∣\sum_nT\lvert g\rvert=T\sum_{n\ge0}\lvert\alpha\rvert^n=\frac T{1-\lvert\alpha\rvert} se ∣α∣<1\lvert\alpha\rvert<1 e +∞+\infty se ∣α∣≥1\lvert\alpha\rvert\ge1: stabile se e solo se ∣α∣<1\lvert\alpha\rvert<1. Un FIR è sempre stabile.

Teorema (realtà). Una tf LTI è reale se e solo se gg è reale.

Risposta in frequenza e filtri

Formula (risposta in frequenza). Y(f)=G(f) X(f),G(f)=F[g](f).Y(f)=G(f)\,X(f),\qquad G(f)=\mathcal F[g](f). GG è la risposta in frequenza; il suo modulo Ag(f)=∣G(f)∣A_g(f)=\lvert G(f)\rvert è la caratteristica d'ampiezza, il suo argomento βg(f)=arg⁡G(f)\beta_g(f)=\arg G(f) la caratteristica di fase. Per un filtro continuo GG è definita su R\mathbb R; per un filtro discreto su Z(T)\mathbb Z(T) è periodica di periodo Fp=1/TF_p=1/T.

Esempio (FIR discreto). Il filtro y(nT)=x(nT)−2x(nT−T)+x(nT−2T)y(nT)=x(nT)-2x(nT-T)+x(nT-2T) ha, trasformando i due membri e ricordando la regola del ritardo (e−i2πfTe^{-\mathrm i2\pi fT} per ogni TT di ritardo), Y=(1−2e−i2πfT+e−i4πfT)XY=\left(1-2e^{-\mathrm i2\pi fT}+e^{-\mathrm i4\pi fT}\right)X, quindi G(f)=(1−e−i2πfT)2G(f)=\left(1-e^{-\mathrm i2\pi fT}\right)^2: periodica di periodo 1T\frac1T, nulla in f=0f=0.

Teorema (autofunzioni dei filtri). Se all'ingresso di un filtro LTI si applica l'esponenziale complesso x(t)=X ei2πftx(t)=X\,e^{\mathrm i2\pi ft} (su R\mathbb R o su Z(T)\mathbb Z(T)), l'uscita è y(t)=G(f) X ei2πft:y(t)=G(f)\,X\,e^{\mathrm i2\pi ft}: lo stesso esponenziale, moltiplicato per il numero complesso G(f)G(f) (l'autovalore). Più in generale x=Xeptx=Xe^{pt} dà GL(p) XeptG_L(p)\,Xe^{pt} e, su Z(T)\mathbb Z(T), x=Xznx=Xz^n dà Gz(z) XznG_z(z)\,Xz^n (per pp e zz nella regione di convergenza).

Esempio. Il filtro RC ha G(f)=11+i2πfTG(f)=\dfrac1{1+\mathrm i2\pi fT} (trasformata di g=1Te−t/T1(t)g=\frac1Te^{-t/T}1(t)). L'esponenziale di frequenza ff esce moltiplicato per 11+i2πfT\frac1{1+\mathrm i2\pi fT}: al crescere di ∣f∣\lvert f\rvert il modulo diminuisce, le alte frequenze sono attenuate.

Formula (ingresso sinusoidale, filtro reale). y(t)=X0 ∣G(f0)∣ cos⁡ ⁣(2πf0t+φ0+βg(f0)).y(t)=X_0\,\lvert G(f_0)\rvert\,\cos\!\big(2\pi f_0t+\varphi_0+\beta_g(f_0)\big). L'uscita è una sinusoide della stessa frequenza, con ampiezza moltiplicata per la caratteristica d'ampiezza e fase aumentata della caratteristica di fase, entrambe valutate in f0f_0.

Esempio numerico. Filtro RC con T=1 msT=1\ \text{ms}, ingresso 2cos⁡(2π⋅500 t+30∘)2\cos(2\pi\cdot500\,t+30^\circ). Si calcola 2πf0T=π=3,14162\pi f_0T=\pi=3{,}1416, quindi ∣G(500)∣=11+π2=0,3033\lvert G(500)\rvert=\frac1{\sqrt{1+\pi^2}}=0{,}3033 e βg=−arctan⁡π=−72,34∘\beta_g=-\arctan\pi=-72{,}34^\circ. L'uscita è 0,6066cos⁡(2π⋅500 t−42,34∘)0{,}6066\cos(2\pi\cdot500\,t-42{,}34^\circ) (verificato con una convoluzione numerica a regime). La frequenza di taglio a 3 dB3\ \text{dB} è fc=12πT=159,2 Hzf_c=\frac1{2\pi T}=159{,}2\ \text{Hz}: a fcf_c il modulo vale 12\frac1{\sqrt2} e la fase −45∘-45^\circ; per f→∞f\to\infty la fase tende a −90∘-90^\circ.

Grafico interattivo: Filtro RC con T = 1 ms: caratteristica d'ampiezza |G(f)| (f in Hz); a f_c = 159 Hz vale 1/√2

Definizione (filtro ideale). Un filtro ideale ha G(f)=1G(f)=1 nella banda passante B\mathcal B e G(f)=0G(f)=0 nella banda oscura B‾\overline{\mathcal B}. La risposta impulsiva è g(t)=∫Bei2πftdfg(t)=\int_{\mathcal B}e^{\mathrm i2\pi ft}df. È reale se B\mathcal B è simmetrica rispetto a 00; non è mai causale.

Esempio (T=1T=1, quindi Fp=1F_p=1). Passa-basso con d=12d=\frac12 (banda 14\frac14): g(n)=12sinc⁡n2g(n)=\frac12\operatorname{sinc}\frac n2 vale 0,50{,}5 in n=0n=0, 0,3183=1π0{,}3183=\frac1\pi in n=±1n=\pm1, 00 in n=±2n=\pm2, −0,1061=−13π-0{,}1061=-\frac1{3\pi} in n=±3n=\pm3, 0,06370{,}0637 in n=±5n=\pm5. Passa-alto con taglio 14\frac14 (la banda complementare): g(n)=δn0−12sinc⁡n2g(n)=\delta_{n0}-\frac12\operatorname{sinc}\frac n2 vale 0,50{,}5 in n=0n=0, −0,3183-0{,}3183 in n=±1n=\pm1, 00 in n=±2n=\pm2, +0,1061+0{,}1061 in n=±3n=\pm3, −0,0637-0{,}0637 in n=±5n=\pm5: è proprio (−1)n(-1)^n volte quella del passa-basso, perché moltiplicare per (−1)n=eiπn(-1)^n=e^{\mathrm i\pi n} trasla lo spettro di Fp2\frac{F_p}2 e il passa-basso ∣f∣<14|f|<\frac14 diventa il passa-alto 14<∣f∣≤12\frac14<|f|\le\frac12 (verificato integrando GG su un periodo). Passa-banda con f0=14f_0=\frac14, B=0,1B=0{,}1: g(n)=0,2sinc⁡(0,1n)cos⁡πn2g(n)=0{,}2\operatorname{sinc}(0{,}1n)\cos\frac{\pi n}2 vale 0,20{,}2 in n=0n=0, 00 in n=±1,±3n=\pm1,\pm3, −0,1871-0{,}1871 in n=±2n=\pm2, +0,1514+0{,}1514 in n=±4n=\pm4, −0,1009-0{,}1009 in n=±6n=\pm6 (coseno che si annulla sui dispari, inviluppo sinc).

Grafico interattivo: Passa-basso ideale di banda B = 1: risposta in frequenza rect(f/2B) e risposta impulsiva g(t) = 2B sinc(2Bt) (non causale: oscilla anche per t < 0)

Trasformata zeta e sistemi a tempo discreto

Definizione (trasformata zeta). Per un segnale x(n)x(n), n∈Zn\in\mathbb Z, la trasformata zeta (bilatera) è X(z)=∑n=−∞∞x(n) z−n,z∈C,X(z)=\sum_{n=-\infty}^{\infty}x(n)\,z^{-n},\qquad z\in\mathbb C, nella regione di convergenza (RC) dove la serie converge: una corona circolare centrata nell'origine. Per un segnale causale la RC è l'esterno di una circonferenza.

Esempio. Per x(n)=an10(n)x(n)=a^n1_0(n) si ha X(z)=∑n≥0(az−1)n=11−az−1X(z)=\sum_{n\ge0}\left(az^{-1}\right)^n=\dfrac1{1-az^{-1}} per ∣z∣>∣a∣\lvert z\rvert>\lvert a\rvert (serie geometrica, Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonicaLe serie di cui si conosce il carattere e da usare come termine di paragone: geometrica (converge a 1/(1-q) se |q|<1), telescopiche (somma b_1 - lim b_n, come Mengoli), armonica generalizzata (1/n^alpha converge se e solo se alpha>1).Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonica →). Per a=1a=1: gradino 10(n)→11−z−11_0(n)\to\frac1{1-z^{-1}}. Per x=δ(n)x=\delta(n): X=1X=1.

Definizione (equazione alle differenze lineare a coefficienti costanti). ∑i=0Nai y(n−i)=∑i=0Mbi x(n−i),a0≠0, aN≠0.\sum_{i=0}^{N}a_i\,y(n-i)=\sum_{i=0}^{M}b_i\,x(n-i),\qquad a_0\neq0,\ a_N\neq0. NN è l'ordine del sistema. Con a0=1a_0=1 si ricava y(n)y(n) ricorsivamente dagli NN valori precedenti e dall'ingresso. I coefficienti costanti rendono il sistema tempo-invariante.

Esempio. Sistema del secondo ordine y(n−2)+y(n−1)−6 y(n)=x(n)y(n-2)+y(n-1)-6\,y(n)=x(n) (cioè a0=−6a_0=-6, a1=a2=1a_1=a_2=1, b0=1b_0=1): y(n)=16[y(n−1)+y(n−2)−x(n)]y(n)=\tfrac16\left[y(n-1)+y(n-2)-x(n)\right]. Con ingresso nullo e y(−1)=0,7y(-1)=0{,}7, y(−2)=−1,3y(-2)=-1{,}3: y(0)=16(0,7−1,3)=−0,1y(0)=\frac16(0{,}7-1{,}3)=-0{,}1, y(1)=16(−0,1+0,7)=0,1y(1)=\frac16(-0{,}1+0{,}7)=0{,}1, ...

Teorema (scomposizione dell'uscita). y(n)=yℓ(n)+yf(n)y(n)=y_\ell(n)+y_f(n), dove

  • l'evoluzione libera yℓy_\ell è l'uscita con ingresso nullo e le condizioni iniziali date; dipende linearmente dalle condizioni iniziali ed è nulla se sono nulle (sistema scarico);
  • la risposta forzata yf=g∗xy_f=g*x è l'uscita con condizioni iniziali nulle; gg è la risposta impulsiva e dipende linearmente dall'ingresso.

Il sistema è una tf LTI sugli ingressi solo se è scarico.

Teorema (stabilità). Un sistema LTI discreto causale è stabile se e solo se tutti i suoi poli hanno modulo minore di 11, cioè se e solo se la RC di G(z)G(z) contiene la circonferenza unitaria. Nelle dispense, con la variabile zz del polinomio h(z)h(z), equivale a: tutte le radici ziz_i di hh hanno ∣zi∣>1\lvert z_i\rvert>1.

Esempio. y(n−2)+y(n−1)−6y(n)=x(n)y(n-2)+y(n-1)-6y(n)=x(n) ha poli 12\frac12 e −13-\frac13: stabile. y(n)=2y(n−1)+x(n)y(n)=2y(n-1)+x(n) ha il polo 22: instabile.

Sistemi continui descritti da equazioni differenziali

Definizione (sistema descritto da un'equazione differenziale). ∑i=0nai y(i)(t)=∑i=0mbi x(i)(t),an≠0,\sum_{i=0}^{n}a_i\,y^{(i)}(t)=\sum_{i=0}^{m}b_i\,x^{(i)}(t),\qquad a_n\neq0, con y(i)y^{(i)} derivata ii-esima. nn è l'ordine. I coefficienti costanti rendono il sistema tempo-invariante; l'equazione è lineare, ma il sistema è lineare sull'ingresso solo se parte da condizioni iniziali nulle.

Teorema (scomposizione). y(t)=yℓ(t)+yf(t)y(t)=y_\ell(t)+y_f(t) per t≥0t\ge0, con

  • evoluzione libera yℓy_\ell: la soluzione con ingresso nullo e condizioni iniziali date; combinazione lineare delle condizioni iniziali;
  • risposta forzata yf=g∗xy_f=g*x: la soluzione con condizioni iniziali nulle (yf(0)=yf′(0)=⋯=0y_f(0)=y_f'(0)=\dots=0).

Teorema (stabilità). Il sistema è stabile se e solo se tutte le radici del polinomio caratteristico hanno parte reale negativa (ℜpi<0\Re p_i<0), cioè se g(t)g(t), combinazione di tjepitt^je^{p_it}, è assolutamente integrabile (Sistemi lineari tempo-invarianti e risposta impulsivaUna tf lineare e tempo-invariante (LTI, filtro) ha nucleo h(t,u) = g(t-u): l'uscita è la convoluzione y = gx con la risposta impulsiva g (uscita all'impulso ideale nell'origine). Causale se e solo se g è causale; stabile BIBO se e solo se g è assolutamente integrabile (sommabile); reale se e solo se g è reale. Cascata: g = g2g1; parallelo: g1+g2; retroazione: Ge = G/(1+HG) in frequenza.Sistemi lineari tempo-invarianti e risposta impulsiva →). In tal caso l'evoluzione libera tende a 00.

Esempio. Il corpo che cade (p=−km<0p=-\frac km<0) è stabile. La massa-molla ideale (poli ±iω0\pm\mathrm i\omega_0, parte reale nulla) non è stabile BIBO: la risposta impulsiva sin⁡ω0tmω0\frac{\sin\omega_0t}{m\omega_0} non è integrabile, e infatti un ingresso sinusoidale alla frequenza ω0\omega_0 produce un'uscita illimitata. Il sistema y′′+2y′+5y=xy''+2y'+5y=x ha poli −1±2i-1\pm2\mathrm i (stabile), con risposta impulsiva g(t)=12e−tsin⁡2t 1(t)g(t)=\frac12e^{-t}\sin2t\,1(t) (verificata).

Interpolazione LTI e teorema del campionamento

Definizione (campionatore). Il campionatore R→Z(T)\mathbb R\to\mathbb Z(T) ha relazione ingresso-uscita sc(nT)=s(nT),nT∈Z(T).s_c(nT)=s(nT),\qquad nT\in\mathbb Z(T). TT è il periodo di campionamento, Fc=1TF_c=\frac1T la frequenza di campionamento (campioni al secondo).

Formula (spettro del segnale campionato). Sc(f)=∑k=−∞+∞S(f−kFc)=rep⁡FcS(f).S_c(f)=\sum_{k=-\infty}^{+\infty}S(f-kF_c)=\operatorname{rep}_{F_c}S(f). Con questa convenzione non c'è fattore 1T\frac1T (che invece compare quando si campiona con delta di Dirac).

Esempio 1. s(t)=A0sinc⁡2tDs(t)=A_0\operatorname{sinc}^2\frac tD ha S(f)=A0Dtriang⁡(Df)=A0Dtriang⁡fBS(f)=A_0D\operatorname{triang}(Df)=A_0D\operatorname{triang}\frac fB con B=1DB=\frac1D: banda limitata. Se Fc≥2BF_c\ge2B le repliche non si sovrappongono (e Sc=SS_c=S in (−B,B)(-B,B)). Con Fc=1,5BF_c=1{,}5B nel periodo (−Fc2,Fc2)\left(-\frac{F_c}2,\frac{F_c}2\right) si sommano la replica principale e le repliche k=±1k=\pm1: aliasing.

Grafico interattivo: Campionamento di un segnale con spettro triangolare di banda B = 1: con Fc = 3 B (≥ 2B) le repliche triangolari di Sc(f) non si sovrappongono

Definizione (filtro interpolatore). Il filtro interpolatore Z(T)→R\mathbb Z(T)\to\mathbb R con risposta impulsiva g(t)g(t), t∈Rt\in\mathbb R, ha s~(t)=∑n=−∞+∞T g(t−nT) s(nT)=∑ns(nT) g0(t−nT),g0(t)=T g(t).\tilde s(t)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}T\,g(t-nT)\,s(nT)=\sum_ns(nT)\,g_0(t-nT),\qquad g_0(t)=T\,g(t). g0g_0 è la funzione interpolatrice; gg è l'uscita quando all'ingresso c'è l'impulso discreto δZ(T)\delta_{\mathbb Z(T)} (di altezza 1T\frac1T).

Esempio. Campioni s(nT)=(0,1,3,2,0)s(nT)=(0,1,3,2,0) per n=0,…,4n=0,\dots,4: l'interpolatore lineare collega i punti con segmenti (s~(1,5T)=2\tilde s(1{,}5T)=2, la media tra 11 e 33), l'interpolatore a tenuta dà s~(t)=3\tilde s(t)=3 su [2T,3T)[2T,3T).

Grafico interattivo: Funzioni interpolatrici con T = 1: tenuta, lineare e sinc valgono 1 in 0 e 0 negli altri interi (corretta interpolazione)

Teorema (del campionamento). Sia s(t)s(t) con estensione spettrale limitata, E(s)=(−B,B)\mathcal E(s)=(-B,B), B<∞B<\infty. Se Fc=1T ≥ 2B,F_c=\frac1T\ \ge\ 2B, allora ss può essere ricostruito esattamente dai suoi campioni s(nT)s(nT) con il filtro interpolatore di risposta in frequenza Q(f)=rect⁡fFcQ(f)=\operatorname{rect}\frac f{F_c}, cioè funzione interpolatrice q0(t)=sinc⁡(Fct)q_0(t)=\operatorname{sinc}(F_ct): s(t)=∑n=−∞+∞s(nT) sinc⁡[Fc(t−nT)].s(t)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}s(nT)\,\operatorname{sinc}\big[F_c(t-nT)\big].

Esempio 1. s(t)=A0sinc⁡2(F0t)s(t)=A_0\operatorname{sinc}^2(F_0t), F0=2 MHzF_0=2\ \text{MHz}: la trasformata è A0F0triang⁡fF0\frac{A_0}{F_0}\operatorname{triang}\frac f{F_0}, estesa su (−F0,F0)(-F_0,F_0) con B=F0B=F_0: il minimo è Fc=2F0=4 MHzF_c=2F_0=4\ \text{MHz} (ricostruzione verificata numericamente con F0=2F_0=2: per Fc=4F_c=4 l'errore è 10−1410^{-14} in tre istanti, per Fc=5F_c=5 è nullo, per Fc=3F_c=3 è 0,0110{,}011-0,0720{,}072 e per Fc=2F_c=2 fino a 0,220{,}22). Esempio 2. s(t)=A0sinc⁡(F0t)cos⁡(2πf0t)s(t)=A_0\operatorname{sinc}(F_0t)\cos(2\pi f_0t) con F0=2 kHzF_0=2\ \text{kHz}, f0=1 MHzf_0=1\ \text{MHz}: il sinc⁡(F0t)\operatorname{sinc}(F_0t) ha trasformata 1F0rect⁡fF0\frac1{F_0}\operatorname{rect}\frac f{F_0}, estesa su (−F02,F02)=(−1,1) kHz\left(-\frac{F_0}2,\frac{F_0}2\right)=(-1,1)\ \text{kHz}, e il coseno la trasla in ±f0\pm f_0: lo spettro occupa ±f0±F02\pm f_0\pm\frac{F_0}2. L'estremo superiore è B=f0+F02=1,001 MHzB=f_0+\frac{F_0}2=1{,}001\ \text{MHz} e la condizione di non aliasing del teorema (con interpolatore passa-basso) è Fc≥2B=2,002 MHzF_c\ge2B=2{,}002\ \text{MHz} (v. Esercizio - ripetizione periodica e frequenza minima di campionamento). Poiché lo spettro è concentrato in due intervalli stretti lontani dall'origine, esistono anche schemi passa-banda che richiedono meno campioni, ma il teorema nella forma sopra non li usa.

6. Processi aleatori

Processi aleatori - definizioni, media e autocorrelazione

Definizione (processo aleatorio). Un processo aleatorio x(t)x(t), t∈It\in I (con I=RI=\mathbb R o I=Z(T)I=\mathbb Z(T)), è una famiglia di variabili aleatorie x(t)x(t) definite sullo stesso spazio di probabilità: a ogni istante tt corrisponde una variabile aleatoria. Equivalentemente è un esperimento aleatorio il cui esito è un segnale.

Esempio (laboratorio). x(t)=Acos⁡(2πf0t+φ)x(t)=A\cos(2\pi f_0t+\varphi) con A∼U[−1,1]A\sim U[-1,1] e φ∼U[0,2π)\varphi\sim U[0,2\pi) indipendenti: ogni coppia (A,φ)(A,\varphi) estratta dà una sinusoide; x(t1)x(t_1) è una variabile aleatoria, e a ogni estrazione corrisponde una realizzazione (Esercizio - processi aleatori, media d'insieme, correlazione e potenza temporale in Python (laboratorio 6)).

Definizione (descrizione statistica completa). La descrizione completa di xx è l'insieme delle funzioni di distribuzione (o densità, o funzioni di probabilità) congiunte di ogni ordine NN e per ogni scelta di istanti t1,…,tNt_1,\dots,t_N: Fx(a1,…,aN;t1,…,tN)=P[x(t1)≤a1,…,x(tN)≤aN]  (equivalentemente fx(a1,…,aN;t1,…,tN)).F_x(a_1,\dots,a_N;t_1,\dots,t_N)=P\big[x(t_1)\le a_1,\dots,x(t_N)\le a_N\big]\ \ \text{(equivalentemente }f_x(a_1,\dots,a_N;t_1,\dots,t_N)\text{)}. Per processi a valori discreti si usa la funzione probabilità px(a1,…,aN;t1,…,tN)=P[x(t1)=a1,… ]p_x(a_1,\dots,a_N;t_1,\dots,t_N)=P[x(t_1)=a_1,\dots].

Esempio 1 (simboli binari). Il processo x(t)x(t), t∈Z(T)t\in\mathbb Z(T), ha valori indipendenti in ogni istante, con px(1;t)=px(−1;t)=12p_x(1;t)=p_x(-1;t)=\frac12. Il primo ordine è px(a;t)=12p_x(a;t)=\frac12 per a=±1a=\pm1; il secondo ordine, per t≠st\neq s, è px(a,b;t,s)=14p_x(a,b;t,s)=\frac14 per ogni coppia (a,b)∈{±1}2(a,b)\in\{\pm1\}^2, mentre per t=st=s si ha px(a,b;t,t)=12p_x(a,b;t,t)=\frac12 se a=b=±1a=b=\pm1 e 00 altrimenti.

Definizione (descrizione di potenza). Per un processo x(t)x(t), con E[⋅]E[\cdot] il valore atteso:

  • media mx(t)=E[x(t)]m_x(t)=E[x(t)];
  • correlazione (autocorrelazione) rx(t,s)=E[x(t) x∗(s)]r_x(t,s)=E\big[x(t)\,x^*(s)\big];
  • potenza statistica Mx(t)=rx(t,t)=E[∣x(t)∣2]M_x(t)=r_x(t,t)=E\big[\lvert x(t)\rvert^2\big];
  • varianza σx2(t)=Mx(t)−∣mx(t)∣2\sigma_x^2(t)=M_x(t)-\lvert m_x(t)\rvert^2;
  • covarianza cx(t,s)=rx(t,s)−mx(t) mx∗(s)c_x(t,s)=r_x(t,s)-m_x(t)\,m_x^*(s).

Esempio (i tre processi del laboratorio, f0f_0 fissata). Con A∼U[−1,1]A\sim U[-1,1] (E[A]=0E[A]=0, E[A2]=13E[A^2]=\frac13) e φ∼U[0,2π)\varphi\sim U[0,2\pi) indipendenti, usando E[cos⁡(α+φ)]=0E[\cos(\alpha+\varphi)]=0 e E[cos⁡(α+φ)cos⁡(β+φ)]=12cos⁡(α−β)E[\cos(\alpha+\varphi)\cos(\beta+\varphi)]=\frac12\cos(\alpha-\beta):

Definizione (processo gaussiano). x(t)x(t) è un processo gaussiano (reale) se per ogni NN e ogni scelta di istanti t1,…,tNt_1,\dots,t_N il vettore (x(t1),…,x(tN))\big(x(t_1),\dots,x(t_N)\big) è un vettore gaussiano (Vettori gaussianiX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →, Distribuzione gaussiana (normale)N(μ, σ²) ha densità e^(−(x−μ)²/(2σ²)) / √(2πσ²), a campana centrata in μ con larghezza σ; media μ, varianza σ²; si standardizza con Z = (X − μ)/σ ~ N(0, 1) e si calcola P(X ≤ x) = Φ((x − μ)/σ), con Φ(−z) = 1 − Φ(z); aX + b è ancora gaussiana, N(aμ + b, a²σ²).Distribuzione gaussiana (normale) →).

Teorema (descrizione completa di un processo gaussiano). La descrizione statistica completa di un processo gaussiano è data dalla sola descrizione di potenza: media mx(t)m_x(t) e covarianza cx(t,s)=rx(t,s)−mx(t)mx(s)c_x(t,s)=r_x(t,s)-m_x(t)m_x(s) (basta la correlazione se la media è nulla). Il vettore dei campioni in t1,…,tNt_1,\dots,t_N ha media (mx(ti))\big(m_x(t_i)\big) e matrice di covarianza [cx(ti,tj)]\big[c_x(t_i,t_j)\big].

Esempio di calcolo. Sia x(t)x(t) gaussiano a media nulla con rx(t,s)=sinc⁡2t−s2Tr_x(t,s)=\operatorname{sinc}^2\frac{t-s}{2T}. Allora rx(0)=1r_x(0)=1 (potenza e varianza 11), rx(T)=sinc⁡212=(2π)2=0,4053r_x(T)=\operatorname{sinc}^2\frac12=\left(\frac2\pi\right)^2=0{,}4053, rx(2T)=sinc⁡21=0r_x(2T)=\operatorname{sinc}^21=0.

Processi stazionari e densità spettrale di potenza

Definizione (forme di stazionarietà). Il processo x(t)x(t), t∈It\in I, è stazionario

  • in media se mx(t)=mxm_x(t)=m_x non dipende da tt;
  • in potenza statistica se Mx(t)=E∣x(t)∣2M_x(t)=E\lvert x(t)\rvert^2 non dipende da tt;
  • nella descrizione del primo ordine se la densità fx(a;t)=fx(a)f_x(a;t)=f_x(a) non dipende da tt (allora tutti i momenti di x(t)x(t), in particolare media e potenza, sono costanti);
  • in correlazione se rx(t,s)=rx(t−s)r_x(t,s)=r_x(t-s) dipende solo dalla differenza τ=t−s\tau=t-s (allora Mx=rx(0)M_x=r_x(0) è costante);
  • in senso lato (sl, o debolmente) se è stazionario in media e in correlazione;
  • in senso stretto (ss) se la descrizione statistica di ogni ordine è invariante per traslazioni: fx(a1,…,aN;t1+θ,…,tN+θ)=fx(a1,…,aN;t1,…,tN)f_x(a_1,\dots,a_N;t_1+\theta,\dots,t_N+\theta)=f_x(a_1,\dots,a_N;t_1,\dots,t_N) per ogni NN, tit_i, θ\theta (con θ∈I\theta\in I).

Esempio (i tre processi del laboratorio, f0f_0 fissata). Con A∼U[−1,1]A\sim U[-1,1] e φ∼U[0,2π)\varphi\sim U[0,2\pi) indipendenti:

Definizione (densità spettrale di potenza, PSD). Per un processo sl xx, la densità spettrale di potenza statistica è la trasformata di Fourier della correlazione: Rx(f)=F[rx](f)=∫−∞∞rx(τ) e−i2πfτ dτ.R_x(f)=\mathcal F[r_x](f)=\int_{-\infty}^{\infty}r_x(\tau)\,e^{-\mathrm i2\pi f\tau}\,d\tau. Per un processo su Z(T)\mathbb Z(T): Rx(f)=∑kT rx(kT) e−i2πfkTR_x(f)=\sum_{k}T\,r_x(kT)\,e^{-\mathrm i2\pi fkT} (periodica di periodo 1T\frac1T).

Grafico interattivo: Correlazione r(τ) = σ² e^{-|τ|/τc} e densità spettrale R(f) = 2σ²τc/(1+(2πfτc)²), con σ² = 2 e τc = 0,5 (nelle rispettive variabili τ e f): stessa curva tratteggiata per r(τ), area di R(f) = 2

Definizione (rumore bianco). Un processo sl a media nulla è bianco se la PSD è costante a tutte le frequenze, Rx(f)=N02R_x(f)=\frac{N_0}2 (densità bilatera), cioè rx(τ)=N02 δ(τ)r_x(\tau)=\frac{N_0}2\,\delta(\tau): valori in istanti distinti scorrelati. Un rumore gaussiano bianco a media nulla è un processo gaussiano di questo tipo: i valori in istanti distinti sono anche indipendenti.

Definizione (processo ciclostazionario). Un processo è ciclostazionario con periodo TpT_p se le sue statistiche sono periodiche nel tempo: mx(t+Tp)=mx(t)m_x(t+T_p)=m_x(t) e rx(t+Tp,s+Tp)=rx(t,s)r_x(t+T_p,s+T_p)=r_x(t,s) (per la descrizione di potenza; in senso stretto, se ogni densità è invariante per traslazioni di multipli di TpT_p).

Esempio (modulatore). y(t)=x(t)cos⁡2πf0ty(t)=x(t)\cos2\pi f_0t con xx sl a media mxm_x: my(t)=mxcos⁡2πf0tm_y(t)=m_x\cos2\pi f_0t e ry(t,s)=rx(t−s)cos⁡2πf0tcos⁡2πf0sr_y(t,s)=r_x(t-s)\cos2\pi f_0t\cos2\pi f_0s, periodici di periodo Tp=1f0T_p=\frac1{f_0} (la correlazione anche di 12f0\frac1{2f_0}). Non è stazionario (My(t)=rx(0)cos⁡2(2πf0t)M_y(t)=r_x(0)\cos^2(2\pi f_0t)), ma è ciclostazionario.

Definizione (ergodicità in media). Un processo sl xx è ergodico in media se la media temporale su una realizzazione ⟨x⟩T0=12T0∫−T0T0x(t) dt(somma 12N+1∑n=−NNx(nT) nel discreto)\langle x\rangle_{T_0}=\frac1{2T_0}\int_{-T_0}^{T_0}x(t)\,dt\quad\text{(somma }\textstyle\frac1{2N+1}\sum_{n=-N}^{N}x(nT)\text{ nel discreto)} converge in media quadratica a mxm_x per T0→∞T_0\to\infty.

Esempio. Un processo i.i.d. è ergodico in media. Per x(t)=cos⁡(2πf0t+φ)x(t)=\cos(2\pi f_0t+\varphi) la media temporale è 0=mx0=m_x (ergodico in media); per x(t)=Acos⁡(2πf0t+φ)x(t)=A\cos(2\pi f_0t+\varphi) pure. Non è ergodico il processo x(t)=Zx(t)=Z con ZZ variabile aleatoria costante in tt (è sl, ma ogni realizzazione ha media temporale Z≠mxZ\neq m_x). Anche l'ergodicità in potenza fallisce per Acos⁡(⋅)A\cos(\cdot): la potenza temporale di una realizzazione è A22\frac{A^2}2, che varia con la realizzazione, mentre Mx=16M_x=\frac16 (è quello che si vede nel laboratorio, Esercizio - processi aleatori, media d'insieme, correlazione e potenza temporale in Python (laboratorio 6)). Numericamente, per un processo AR(1) x(n)=0,9 x(n−1)+w(n)+1x(n)=0{,}9\,x(n-1)+w(n)+1 (ww i.i.d. N(0,1)N(0,1)) di media vera 11−0,9=10\frac1{1-0{,}9}=10, la media temporale su 2⋅1052\cdot10^5 campioni vale 10,00210{,}002.

Processi aleatori attraverso sistemi LTI

Teorema (tf lineare). Se y(t)=∫Ih(t,u) x(u) duy(t)=\int_Ih(t,u)\,x(u)\,du (nucleo hh; nel discreto l'integrale è la somma pesata con TT) allora my(t)=∫h(t,u) mx(u) du,ry(t,s)=∬h(t,u) rx(u,v) h∗(s,v) du dv.m_y(t)=\int h(t,u)\,m_x(u)\,du,\qquad r_y(t,s)=\iint h(t,u)\,r_x(u,v)\,h^*(s,v)\,du\,dv.

Esempio (finestra). La finestra y=w xy=w\,x ha nucleo h(t,u)=w(t)δ(t−u)h(t,u)=w(t)\delta(t-u), quindi my(t)=w(t)mx(t)m_y(t)=w(t)m_x(t) e ry(t,s)=w(t) w∗(s) rx(t,s)r_y(t,s)=w(t)\,w^*(s)\,r_x(t,s), My(t)=∣w(t)∣2Mx(t)M_y(t)=\lvert w(t)\rvert^2M_x(t). Anche se xx è stazionario, yy in generale non lo è: per xx a campioni indipendenti a media nulla e varianza σ2\sigma^2 si ha My(t)=σ2∣w(t)∣2M_y(t)=\sigma^2\lvert w(t)\rvert^2, che dipende da tt (per esempio con w=cos⁡(2πf0t)w=\cos(2\pi f_0t)). I valori di yy restano indipendenti ma non identicamente distribuiti (Esercizio - processo a campioni indipendenti attraverso una finestra (prova scritta dell'11 luglio 2025)).

Teorema. Se φ\varphi è tempo-invariante (commuta con le traslazioni) e xx è stazionario in senso stretto, anche y=φ[x]y=\varphi[x] è stazionario in senso stretto, rispetto alle traslazioni θ\theta comuni al dominio d'ingresso II e a quello d'uscita UU.

Teorema (filtro LTI su un processo sl). Sia xx sl (media mxm_x, correlazione rx(τ)r_x(\tau), PSD RxR_x) e y=g∗xy=g*x l'uscita di un filtro stabile con risposta impulsiva gg e risposta in frequenza GG. Allora yy è sl (conserva la stazionarietà) e my=G(0) mx,ry(τ)=∬g(u) g∗(v) rx(τ−u+v) du dv,Ry(f)=∣G(f)∣2Rx(f).m_y=G(0)\,m_x,\qquad r_y(\tau)=\iint g(u)\,g^*(v)\,r_x(\tau-u+v)\,du\,dv,\qquad R_y(f)=\lvert G(f)\rvert^2R_x(f). Inoltre la correlazione mutua è ryx(τ)=(g∗rx)(τ)r_{yx}(\tau)=(g*r_x)(\tau), Ryx=G RxR_{yx}=G\,R_x. Se xx è gaussiano, yy è gaussiano e sl, quindi anche ss. Nel discreto gli integrali sono somme con peso TT e G(0)=∑kT g(kT)G(0)=\sum_kT\,g(kT).

Esempio 1 (rumore bianco in un RC). Rx=N02R_x=\frac{N_0}2 e G=11+i2πfTG=\frac1{1+\mathrm i2\pi fT}: Ry=N0/21+(2πfT)2R_y=\frac{N_0/2}{1+(2\pi fT)^2}, ry(τ)=N04Te−∣τ∣/Tr_y(\tau)=\frac{N_0}{4T}e^{-\lvert\tau\rvert/T}, potenza My=N04TM_y=\frac{N_0}{4T} (perché ∫df1+(2πfT)2=12T\int\frac{df}{1+(2\pi fT)^2}=\frac1{2T}). Per un passa-basso ideale di banda BB si ha My=N0BM_y=N_0B.

Grafico interattivo: Esempio 3 con r0 = 4, F1 = 1: PSD in ingresso R_x(f) e in uscita R_y(f) = |G|²R_x (tagliata a ±F1/2), potenza M_y = 3 (area colorata)

Principio di irrilevanza. Se la PSD del processo è nulla fuori dalla banda passante B\mathcal B di un filtro con G=1G=1 in B\mathcal B, il filtro è irrilevante: y=xy=x in media quadratica.

Teorema. Sia x(t)x(t) sl con PSD nulla fuori da (−B,B)(-B,B) e Fc=1T≥2BF_c=\frac1T\ge2B. Allora x(t)=∑n=−∞∞x(nT) sinc⁡[Fc(t−nT)]in media quadratica: E∣x(t)−∑nx(nT)sinc⁡[Fc(t−nT)]∣2=0  ∀t.x(t)=\sum_{n=-\infty}^{\infty}x(nT)\,\operatorname{sinc}\big[F_c(t-nT)\big]\qquad\text{in media quadratica: }E\Big\lvert x(t)-\sum_nx(nT)\operatorname{sinc}[F_c(t-nT)]\Big\rvert^2=0\ \ \forall t.