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Note per Studenti Campo magnetico e forza di Lorentz

Campo magnetico e forza di Lorentz

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Segue Carica e scarica di un condensatoreIn un circuito RC la carica del condensatore non cambia di colpo: in carica q(t) = Cℰ(1 − e^(−t/τ)), in scarica q(t) = q0 e^(−t/τ), con costante di tempo τ = RC. Dopo qualche τ il transitorio è finito. Durante la carica il generatore fornisce Cℰ², metà finisce nel condensatore e metà si dissipa nella resistenza, qualunque sia R.Carica e scarica di un condensatore →. Seguito: Forza magnetica su un conduttore e momento su una spiraSu un tratto di filo percorso da corrente agisce la forza dF = i dl × B (seconda legge elementare di Laplace); su un filo rettilineo in campo uniforme F = i l B sinθ. Nell'effetto Hall la forza sui portatori produce una tensione trasversale che misura B. Una spira in un campo uniforme non sente forza totale ma un momento M = m × B, con momento magnetico m = i S n; l'energia è U = −m·B. Su questo funzionano galvanometro e motore elettrico.Forza magnetica su un conduttore e momento su una spira →. Esercizi: Esercizio 26 · elica in un campo magnetico uniforme, Esercizio 27 · spirale verso un piano carico, Esercizio 28 · ione sospeso tra gravità e campo magnetico.

Fenomeni magnetici

Alcuni minerali (la magnetite, Fe3O4\text{Fe}_3\text{O}_4) attirano il ferro; un ago di magnetite libero di ruotare si orienta sempre nella stessa direzione, all'incirca nord-sud: è la bussola. Ogni magnete ha due poli, chiamati nord (quello che punta verso il nord geografico) e sud: poli uguali si respingono, opposti si attraggono. A differenza delle cariche elettriche, però, i poli non si possono separare: spezzando una calamita si ottengono due calamite più piccole, ognuna con il suo nord e il suo sud. Non sono mai stati osservati "monopoli magnetici" isolati.

La Terra stessa è un grande magnete: il polo sud magnetico si trova vicino al polo nord geografico (per questo il nord dell'ago vi è attratto), e si sposta lentamente nel tempo.

Nel 1820 Ørsted scoprì che un filo percorso da corrente devia l'ago di una bussola: le correnti producono effetti magnetici, e i magneti esercitano forze sulle correnti. Oggi si sa che tutti i fenomeni magnetici sono dovuti a cariche in moto (anche nei magneti permanenti, dove si tratta del moto e dello spin degli elettroni, vedi Magnetizzazione e campo HNella materia ogni atomo si comporta come una piccola spira (correnti amperiane). Il vettore magnetizzazione M è il momento magnetico per unità di volume (A/m); un materiale magnetizzato equivale a correnti di magnetizzazione, superficiali k_m = M × n e di volume j_m = rot M. Il campo H = B/μ0 − M ha come sorgenti solo le correnti libere: ∮H·dl = i_libere. Nei materiali lineari M = χm H e B = μ0 μr H, con μr = 1 + χm. In un solenoide pieno di materiale H = n i e B = μ0 μr n i.Magnetizzazione e campo H →).

Come per il campo elettrico, si introduce un campo magnetico B⃗\vec B che descrive l'effetto magnetico in ogni punto. Le sue linee di campo escono dal polo nord di un magnete ed entrano nel sud, e (a differenza di quelle elettriche) sono sempre chiuse: dentro il magnete proseguono dal sud al nord. La limatura di ferro le rende visibili.

La forza di Lorentz

L'esperienza mostra che su una carica qq in moto con velocità v⃗\vec v in un punto dove c'è un campo magnetico agisce una forza:

  • proporzionale a qq e a vv;
  • nulla se v⃗\vec v è parallela a una certa direzione (che si prende come direzione di B⃗\vec B);
  • massima se v⃗\vec v è perpendicolare a quella direzione;
  • sempre perpendicolare sia a v⃗\vec v sia a B⃗\vec B.

Tutto questo si riassume con un prodotto vettorialea × b: vettore perpendicolare ad a e a b, di modulo ab sinθ, verso dato dalla regola della mano destra.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore →, che è anche la definizione operativa di B⃗\vec B:

F⃗=q v⃗×B⃗F=∣q∣ v Bsin⁡θ\boxed{\vec F = q\,\vec v \times \vec B} \qquad F = |q|\,v\,B\sin\theta

Se ci sono anche un campo elettrico, la forza totale è F⃗=q(E⃗+v⃗×B⃗)\vec F = q(\vec E + \vec v \times \vec B), ed è questa che si chiama, in senso completo, forza di Lorentz.

Unità. Dalla formula, [B]=NC⋅m/s=NA m[B] = \dfrac{\text{N}}{\text{C} \cdot \text{m/s}} = \dfrac{\text{N}}{\text{A m}}: il tesla (T). Si usa anche il gauss: 1 G=10−4 T1\ \text{G} = 10^{-4}\ \text{T}.

sorgente BB
campo terrestre ≈5⋅10−5 T\approx 5 \cdot 10^{-5}\ \text{T}
calamita da frigorifero ≈10−2 T\approx 10^{-2}\ \text{T}
magnete al neodimio ≈1 T\approx 1\ \text{T}
risonanza magnetica 1,51{,}5–3 T3\ \text{T}
magneti superconduttori (LHC) ≈8 T\approx 8\ \text{T}

Come si trova il verso. Regola della mano destra: si dispongono le dita nella direzione di v⃗\vec v, le si piega verso B⃗\vec B, e il pollice indica v⃗×B⃗\vec v \times \vec B. Per una carica negativa la forza ha verso opposto. In componenti, con i versori: u^x×u^y=u^z\hat u_x \times \hat u_y = \hat u_z, u^y×u^z=u^x\hat u_y \times \hat u_z = \hat u_x, u^z×u^x=u^y\hat u_z \times \hat u_x = \hat u_y (e scambiando l'ordine cambia il segno).

Proprietà fondamentale: la forza magnetica non compie lavoro. Essendo sempre perpendicolare alla velocità, la potenza F⃗⋅v⃗=q(v⃗×B⃗)⋅v⃗\vec F \cdot \vec v = q(\vec v \times \vec B) \cdot \vec v è nulla. Il campo magnetico può curvare la traiettoria di una carica, ma non cambiarne il modulo della velocità né l'energia cinetica.

Errore classico. Le linee del campo magnetico non sono linee di forza: la forza su una carica è perpendicolare al campo, non diretta lungo di esso (al contrario del campo elettrico).

Moto di una carica in un campo uniforme

Velocità perpendicolare a B⃗\vec B: moto circolare uniforme. La forza ha modulo costante ∣q∣vB|q|vB ed è sempre perpendicolare alla velocità: è una forza centripeta. La carica percorre una circonferenza nel piano perpendicolare a B⃗\vec B, con raggio dato da ∣q∣vB=mv2/r|q|vB = mv^2/r:

r=mv∣q∣B=p∣q∣B\boxed{r = \frac{mv}{|q|B} = \frac{p}{|q|B}}

e pulsazione (detta di ciclotrone)

ω=vr=∣q∣Bm,T=2πm∣q∣B\boxed{\omega = \frac{v}{r} = \frac{|q|B}{m}}, \qquad T = \frac{2\pi m}{|q|B}

Il fatto notevole è che ω\omega e il periodo non dipendono dalla velocità: una particella più veloce percorre un cerchio più grande nello stesso tempo. Su questo si basa il ciclotrone, che accelera particelle con una tensione alternata alla frequenza ω/2π\omega/2\pi.

Esempio. Un elettrone con energia cinetica 100 eV100\ \text{eV} (v=2K/m=5,9⋅106 m/sv = \sqrt{2K/m} = 5{,}9 \cdot 10^6\ \text{m/s}) in un campo di 10−3 T10^{-3}\ \text{T}: r=9,11⋅10−31⋅5,9⋅1061,6⋅10−19⋅10−3=3,4 cmr = \frac{9{,}11 \cdot 10^{-31} \cdot 5{,}9 \cdot 10^6}{1{,}6 \cdot 10^{-19} \cdot 10^{-3}} = 3{,}4\ \text{cm}, periodo T=3,6⋅10−8 sT = 3{,}6 \cdot 10^{-8}\ \text{s}.

Velocità con una componente parallela: moto elicoidale. Si scompone v⃗=v⃗∥+v⃗⊥\vec v = \vec v_\parallel + \vec v_\perp. La componente parallela a B⃗\vec B non sente forza e resta costante; quella perpendicolare produce il moto circolare. Il risultato è un'elica con asse lungo B⃗\vec B, raggio r=mv⊥/∣q∣Br = mv_\perp/|q|B e passo (avanzamento in un giro)

p=v∥ T=2πm v∥∣q∣Bp = v_\parallel\,T = \frac{2\pi m\,v_\parallel}{|q|B}

Le particelle cariche del vento solare si avvolgono a elica attorno alle linee del campo terrestre e scendono verso i poli, dove producono le aurore.

Selettore di velocità

Una regione con campo elettrico e magnetico perpendicolari tra loro e alla velocità delle particelle (per esempio E⃗\vec E lungo yy, B⃗\vec B lungo zz, particelle lungo xx). Le forze elettrica qE⃗q\vec E e magnetica qv⃗×B⃗q\vec v \times \vec B sono lungo la stessa retta e possono bilanciarsi:

qE=qvB⟹v=EBqE = qvB \quad\Longrightarrow\quad v = \frac{E}{B}

Solo le particelle con questa velocità attraversano la regione senza deviare, qualunque sia la loro carica o massa: le altre vengono curvate e fermate da un diaframma. Si usa come "filtro" all'ingresso degli spettrometri.

Spettrometro di massa

Ioni di carica qq, tutti con la stessa velocità vv (dal selettore) o accelerati dalla stessa tensione ΔV\Delta V, entrano in un campo BB uniforme e percorrono mezza circonferenza prima di colpire un rivelatore. Il punto di arrivo, a distanza 2r2r dall'ingresso, dipende dal rapporto massa/carica:

r=mvqBoppure, se accelerati da ΔV:r=1B2m ΔVqr = \frac{mv}{qB} \qquad\text{oppure, se accelerati da } \Delta V\text{:}\qquad r = \frac{1}{B}\sqrt{\frac{2m\,\Delta V}{q}}

Ioni più pesanti curvano meno e arrivano più lontano. Così si separano gli isotopi di un elemento (per esempio 235U^{235}\text{U} e 238U^{238}\text{U}) e si analizza la composizione di un campione.

situazione risultato
forza su una carica F⃗=qv⃗×B⃗\vec F = q\vec v \times \vec B, nessun lavoro
v⃗⊥B⃗\vec v \perp \vec B cerchio, r=mv/∣q∣Br = mv/\lvert q\rvert B, ω=∣q∣B/m\omega = \lvert q\rvert B/m
v⃗\vec v obliqua elica, passo 2πmv∥/∣q∣B2\pi m v_\parallel/\lvert q\rvert B
E⃗⊥B⃗\vec E \perp \vec B selettore: passa solo v=E/Bv = E/B
spettrometro r∝m/qr \propto m/q a parità di vv

Errori comuni

  • Sbagliare il verso del prodotto vettoriale, o dimenticare di invertirlo per le cariche negative.
  • Pensare che il campo magnetico acceleri le cariche (nel senso di aumentarne la velocità): ne cambia solo la direzione.
  • Usare la velocità totale nel raggio dell'elica: conta solo la componente perpendicolare a B⃗\vec B.
  • Scambiare raggio e diametro nello spettrometro: lo ione arriva a distanza 2r2r dal punto di ingresso.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata