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Note per Studenti Principio di Huygens, riflessione e rifrazione

Principio di Huygens, riflessione e rifrazione

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Segue Onde elettromagneticheUn'onda è una perturbazione f(x − vt) che si propaga senza deformarsi e soddisfa l'equazione delle onde; un'onda armonica è E0 sin(kx − ωt), con k = 2π/λ, ω = 2πf, v = λf = ω/k. Dalle equazioni di Maxwell nel vuoto E e B soddisfano l'equazione delle onde con velocità c = 1/√(μ0ε0) = 3·10⁸ m/s. L'onda piana è trasversale: E, B e direzione di propagazione sono perpendicolari, E = cB, in fase. Nei mezzi v = c/n. Trasporta energia: vettore di Poynting S = E × B/μ0, intensità I = ½ cε0 E0²; e quantità di moto: pressione di radiazione I/c (assorbita).Onde elettromagnetiche →. Prosegue in Coefficienti di Fresnel e angolo di BrewsterIl campo elettrico dell'onda si scompone nella componente σ (perpendicolare al piano di incidenza) e π (nel piano). I coefficienti di Fresnel danno i rapporti tra le ampiezze: rσ = −sin(θi−θt)/sin(θi+θt), rπ = tan(θi−θt)/tan(θi+θt); a incidenza normale r = (n1−n2)/(n1+n2). La frazione di potenza riflessa è R = r², quella trasmessa T = 1 − R; aria-vetro a incidenza normale R = 4%. L'intensità trasmessa è T·Ii·cosθi/cosθt perché il fascio cambia sezione. Riflettendo su un mezzo più denso l'onda si inverte (sfasamento π). All'angolo di Brewster tan θB = n2/n1 (θi + θt = 90°) la componente π non viene riflessa: la luce riflessa è tutta polarizzata σ.Coefficienti di Fresnel e angolo di Brewster →. Esercizi: Esercizio 50 · lastra a facce parallele, spostamento del raggio e misura di n, Esercizio 51 · cubo di vetro pieno di gas attraversato da un laser.

Ottica geometrica e ottica fisica

La luce si può descrivere in due modi.

  • Ottica geometrica: la luce viaggia lungo raggi rettilinei, che si riflettono e si rifrangono sulle superfici. Funziona quando gli oggetti (fori, lenti, ostacoli) sono molto più grandi della lunghezza d'onda.
  • Ottica fisica (od ondulatoria): la luce è un'onda elettromagnetica, descritta dai fronti d'onda. Serve quando entrano in gioco le fasi: interferenza, diffrazione, polarizzazione, e per sapere quanta luce viene riflessa.

Il raggio non è altro che la direzione di propagazione dell'onda, perpendicolare ai fronti d'onda. Il corso tratta quasi solo l'ottica fisica: dell'ottica geometrica servono le leggi di riflessione e rifrazione dei raggi (questa nota), mentre lenti e specchi curvi non sono in programma.

Fronti d'onda e principio di Huygens

Un fronte d'onda è una superficie su cui l'onda ha in ogni punto la stessa fase (per esempio, tutti i punti in cui il campo è massimo nello stesso istante). Per un'onda piana i fronti sono piani perpendicolari alla propagazione, per un'onda sferica sono sfere centrate nella sorgente.

Principio di Huygens (-Fresnel). Ogni punto di un fronte d'onda si comporta come una sorgente puntiforme di onde sferiche secondarie, con la stessa frequenza dell'onda e in fase con essa. Il fronte d'onda in un istante successivo è la superficie che inviluppa (tocca tutte) le onde secondarie.

Esempio: un fronte piano all'istante tt. Dopo un tempo Δt\Delta t ogni onda secondaria è una sfera di raggio v Δtv\,\Delta t; il piano tangente a tutte queste sfere è il nuovo fronte, spostato in avanti di v Δtv\,\Delta t. Il principio sembra banale per un'onda libera, ma permette di capire cosa succede quando il fronte incontra un mezzo diverso (rifrazione, qui sotto) o un ostacolo (interferenza e diffrazione, Diffrazione da una fenditura e reticoloLa diffrazione è l'allargarsi di un'onda oltre un'apertura o un ostacolo, evidente quando l'apertura è confrontabile con λ. Per Huygens ogni punto della fenditura è una sorgente: è l'interferenza di infinite sorgenti. Diffrazione di Fraunhofer (schermo lontano) da una fenditura di larghezza a: I = Imax (sin α/α)² con α = π a sin θ/λ; minimi per a sin θ = mλ (m ≠ 0), massimo centrale largo il doppio degli altri, massimi secondari deboli (4,7%, 1,6%...). Con N fenditure di larghezza a e passo d l'intensità è la figura di interferenza di N sorgenti modulata dalla diffrazione della singola fenditura. Reticolo: massimi principali d sin θ = mλ, diversi per ogni colore; potere risolutivo λ/Δλ = mN.Diffrazione da una fenditura e reticolo →).

Indice di rifrazione e intensità nei mezzi

Come visto in Onde elettromagneticheUn'onda è una perturbazione f(x − vt) che si propaga senza deformarsi e soddisfa l'equazione delle onde; un'onda armonica è E0 sin(kx − ωt), con k = 2π/λ, ω = 2πf, v = λf = ω/k. Dalle equazioni di Maxwell nel vuoto E e B soddisfano l'equazione delle onde con velocità c = 1/√(μ0ε0) = 3·10⁸ m/s. L'onda piana è trasversale: E, B e direzione di propagazione sono perpendicolari, E = cB, in fase. Nei mezzi v = c/n. Trasporta energia: vettore di Poynting S = E × B/μ0, intensità I = ½ cε0 E0²; e quantità di moto: pressione di radiazione I/c (assorbita).Onde elettromagnetiche →, in un mezzo trasparente la luce viaggia con velocità v=c/nv = c/n, dove

n=cv=εrμr≈εrn = \frac{c}{v} = \sqrt{\varepsilon_r\mu_r} \approx \sqrt{\varepsilon_r}

è l'indice di rifrazione (n≥1n \geq 1). La frequenza è fissata dalla sorgente e non cambia passando da un mezzo all'altro; cambia la lunghezza d'onda, λ=λ0/n\lambda = \lambda_0/n, con λ0\lambda_0 la lunghezza d'onda nel vuoto. Un mezzo con nn più grande si dice otticamente più denso.

mezzo nn (luce gialla, 589 nm589\ \text{nm})
vuoto 11 esatto
aria 1,00031{,}0003 (quasi sempre si usa 11)
acqua 1,331{,}33
vetro comune 1,51{,}5 circa
diamante 2,422{,}42

Impedenza del vuoto. Negli esercizi del prof l'intensità si scrive spesso con la costante

Z0=μ0ε0=1ε0c=376,7 Ω≈377 ΩZ_0 = \sqrt{\frac{\mu_0}{\varepsilon_0}} = \frac{1}{\varepsilon_0 c} = 376{,}7\ \Omega \approx 377\ \Omega

(si misura in ohm perché è il rapporto tra EE, in V/m, e H=B/μ0H = B/\mu_0, in A/m). Con essa:

I=12 c ε0 E02=E022Z0  (vuoto),I=n E022Z0  (mezzo di indice n)\boxed{I = \frac{1}{2}\,c\,\varepsilon_0\,E_0^2 = \frac{E_0^2}{2Z_0}\ \ \text{(vuoto)}, \qquad I = \frac{n\,E_0^2}{2Z_0}\ \ \text{(mezzo di indice } n\text{)}}

La seconda viene da I=12v εE02I = \frac12 v\,\varepsilon E_0^2 con v=c/nv = c/n ed ε=ε0n2\varepsilon = \varepsilon_0 n^2 (se μr=1\mu_r = 1): 12cnε0n2E02=n2c ε0E02=nE022Z0\frac12\frac{c}{n}\varepsilon_0 n^2 E_0^2 = \frac{n}{2}c\,\varepsilon_0 E_0^2 = \frac{nE_0^2}{2Z_0}. Nel mezzo vale anche B0=E0/v=nE0/cB_0 = E_0/v = nE_0/c.

Leggi della riflessione e della rifrazione

Un'onda piana viaggia nel mezzo 1 (indice n1n_1) e incontra la superficie piana di separazione con il mezzo 2 (indice n2n_2). Si osserva che nascono due onde: una riflessa, che torna nel mezzo 1, e una trasmessa (o rifratta), che entra nel mezzo 2.

Nomi degli angoli. Si misurano sempre rispetto alla normale alla superficie (non rispetto alla superficie!): θi\theta_i angolo di incidenza, θr\theta_r angolo di riflessione, θt\theta_t angolo di trasmissione (o di rifrazione). Il piano che contiene il raggio incidente e la normale si chiama piano di incidenza.

Dimostrazione (continuità sulla superficie). Mettiamo la superficie nel piano z=0z = 0, con la normale lungo zz. Le tre onde hanno la forma E0sin⁡(k⃗⋅r⃗−ωt)E_0\sin(\vec k \cdot \vec r - \omega t), ciascuna con il suo vettore d'onda (k⃗i\vec k_i, k⃗r\vec k_r, k⃗t\vec k_t) e la sua pulsazione. Sulla superficie i campi dei due lati sono legati da condizioni di raccordo (le stesse di campi all'interfaccia tra due dielettriciLe componenti di E parallele alla superficie sono uguali sui due lati, perché la circuitazione di E su un rettangolino sottilissimo a cavallo della superficie è nulla (il flusso di B attraverso un rettangolo di area nulla è nullo).Dielettrici e polarizzazione →). Perché una relazione del genere valga in ogni punto della superficie e in ogni istante, le tre onde devono oscillare "a tempo" tra loro, cioè avere la stessa fase in ogni punto (x,y,0)(x, y, 0) e in ogni tt:

k⃗i⋅r⃗−ωit=k⃗r⋅r⃗−ωrt=k⃗t⋅r⃗−ωttper ogni x, y, t\vec k_i \cdot \vec r - \omega_i t = \vec k_r \cdot \vec r - \omega_r t = \vec k_t \cdot \vec r - \omega_t t \qquad \text{per ogni } x,\ y,\ t

Da qui escono tutte le leggi, guardando separatamente i coefficienti di tt, di xx e di yy.

  1. Coefficiente di tt: ωi=ωr=ωt\omega_i = \omega_r = \omega_t. La frequenza non cambia.
  2. Coefficiente di yy: scegliamo gli assi in modo che l'onda incidente stia nel piano xzxz, cioè kiy=0k_{iy} = 0. Allora anche kry=kty=0k_{ry} = k_{ty} = 0: i raggi riflesso e trasmesso stanno nel piano di incidenza.
  3. Coefficiente di xx: kix=krx=ktxk_{ix} = k_{rx} = k_{tx}. La componente di k⃗\vec k lungo la superficie è ksin⁡θk\sin\theta, quindi

kisin⁡θi=krsin⁡θr=ktsin⁡θtk_i\sin\theta_i = k_r\sin\theta_r = k_t\sin\theta_t

Ora si usa il modulo di k⃗\vec k in ciascun mezzo: k=ωv=n ωck = \frac{\omega}{v} = \frac{n\,\omega}{c}.

  • L'onda riflessa sta nello stesso mezzo dell'incidente, quindi kr=kik_r = k_i e

θr=θi(legge della riflessione)\boxed{\theta_r = \theta_i} \qquad \text{(legge della riflessione)}

  • L'onda trasmessa ha kt=n2ω/ck_t = n_2\omega/c, l'incidente ki=n1ω/ck_i = n_1\omega/c; semplificando ω/c\omega/c:

n1sin⁡θi=n2sin⁡θt(legge di Snell)\boxed{n_1\sin\theta_i = n_2\sin\theta_t} \qquad \text{(legge di Snell)}

(Questa dimostrazione è una tipica domanda d'orale.)

La stessa legge con Huygens. Un fronte piano ABAB arriva obliquo sulla superficie: il punto AA la tocca per primo. Nel tempo Δt\Delta t in cui l'estremo BB percorre nel mezzo 1 il tratto v1Δtv_1\Delta t fino alla superficie (punto B′B'), l'onda secondaria partita da AA si allarga nel mezzo 2 solo fino al raggio v2Δtv_2\Delta t. Il nuovo fronte è la retta da B′B' tangente a questa sfera. Nei due triangoli rettangoli che hanno per ipotenusa comune AB′AB':

sin⁡θi=v1ΔtAB′,sin⁡θt=v2ΔtAB′⟹sin⁡θisin⁡θt=v1v2=n2n1\sin\theta_i = \frac{v_1\Delta t}{AB'}, \qquad \sin\theta_t = \frac{v_2\Delta t}{AB'} \quad\Longrightarrow\quad \frac{\sin\theta_i}{\sin\theta_t} = \frac{v_1}{v_2} = \frac{n_2}{n_1}

Il fronte "si piega" perché la parte che è già entrata nel mezzo lento rallenta, come una fila di soldati che entra obliquamente nel fango.

Cosa dice Snell, in pratica.

Esempio. Luce dall'aria all'acqua con θi=45°\theta_i = 45°: sin⁡θt=sin⁡45°1,33=0,7071,33=0,532\sin\theta_t = \frac{\sin 45°}{1{,}33} = \frac{0{,}707}{1{,}33} = 0{,}532, quindi θt=32,1°\theta_t = 32{,}1°.

Più strati. Con mezzi a facce parallele n1→n2→n3n_1 \to n_2 \to n_3 si applica Snell a ogni superficie: n1sin⁡θ1=n2sin⁡θ2=n3sin⁡θ3n_1\sin\theta_1 = n_2\sin\theta_2 = n_3\sin\theta_3. La quantità nsin⁡θn\sin\theta si conserva, e l'angolo nell'ultimo mezzo dipende solo da n1n_1 e n3n_3, non dagli strati intermedi.

Riflessione totale

Se la luce passa a un mezzo meno denso (n1>n2n_1 > n_2), l'angolo di trasmissione è più grande di quello di incidenza. Aumentando θi\theta_i, θt\theta_t arriva a 90°90° (il raggio trasmesso striscia sulla superficie) per l'angolo limite:

n1sin⁡θlim⁡=n2sin⁡90°⟹sin⁡θlim⁡=n2n1n_1\sin\theta_{\lim} = n_2\sin 90° \quad\Longrightarrow\quad \boxed{\sin\theta_{\lim} = \frac{n_2}{n_1}}

Per θi>θlim⁡\theta_i > \theta_{\lim} la legge di Snell chiederebbe sin⁡θt>1\sin\theta_t > 1, impossibile: non c'è onda trasmessa e tutta la luce viene riflessa (riflessione totale). Nessuno specchio metallico riflette così bene.

passaggio θlim⁡\theta_{\lim}
acqua → aria arcsin⁡(1/1,33)=48,8°\arcsin(1/1{,}33) = 48{,}8°
vetro → aria arcsin⁡(1/1,5)=41,8°\arcsin(1/1{,}5) = 41{,}8°
diamante → aria arcsin⁡(1/2,42)=24,4°\arcsin(1/2{,}42) = 24{,}4°

Applicazioni:

  • fibre ottiche: un filo di vetro (nucleo) rivestito da un vetro con nn un po' più basso; la luce che viaggia quasi parallela all'asse colpisce la parete con angoli più grandi di θlim⁡\theta_{\lim} e resta intrappolata, anche se la fibra curva (purché non troppo). Su questo si basano le telecomunicazioni a lunga distanza;
  • prismi a riflessione totale (binocoli, periscopi): in un prisma di vetro con angoli di 45°45° la luce colpisce la faccia lunga a 45°>41,8°45° > 41{,}8° e viene riflessa completamente;
  • il brillare del diamante: con θlim⁡\theta_{\lim} così piccolo, la luce entrata rimbalza molte volte prima di uscire.

Lastra a facce piane e parallele

Un raggio attraversa una lastra di spessore hh e indice nn, immersa in aria. Alla prima faccia sin⁡θ1=nsin⁡θ2\sin\theta_1 = n\sin\theta_2; alla seconda faccia, parallela alla prima, il raggio arriva con lo stesso angolo θ2\theta_2 e nsin⁡θ2=sin⁡θ3n\sin\theta_2 = \sin\theta_3. Quindi θ3=θ1\theta_3 = \theta_1: il raggio esce parallelo a quello entrante, ma spostato lateralmente.

Spostamento laterale. Dentro la lastra il raggio percorre il tratto ℓ=h/cos⁡θ2\ell = h/\cos\theta_2 (ipotenusa del triangolo con cateto hh). La distanza dd tra il raggio uscente e il prolungamento di quello entrante è il cateto opposto all'angolo θ1−θ2\theta_1 - \theta_2 tra i due:

d=ℓ sin⁡(θ1−θ2)=h sin⁡(θ1−θ2)cos⁡θ2\boxed{d = \ell\,\sin(\theta_1 - \theta_2) = \frac{h\,\sin(\theta_1 - \theta_2)}{\cos\theta_2}}

È nullo per incidenza normale e cresce con θ1\theta_1 e con nn. Misurando dd si può ricavare l'indice di rifrazione: è quello che si fa in Esercizio 50 · lastra a facce parallele, spostamento del raggio e misura di n.

Profondità apparente

Guardando dall'alto il fondo di una piscina profonda pp, i raggi che escono dall'acqua si allontanano dalla normale e sembrano provenire da un punto più in alto. Per raggi quasi verticali (sin⁡θ≈tan⁡θ≈θ\sin\theta \approx \tan\theta \approx \theta) Snell dà 1,33 θacqua=θaria1{,}33\,\theta_{\text{acqua}} = \theta_{\text{aria}}; lo stesso spostamento orizzontale xx visto sotto l'angolo maggiore corrisponde a una profondità minore:

p′=xtan⁡θaria≈xn θacqua=pnp' = \frac{x}{\tan\theta_{\text{aria}}} \approx \frac{x}{n\,\theta_{\text{acqua}}} = \frac{p}{n}

Una piscina profonda 2 m2\ \text{m} sembra profonda 2/1,33=1,50 m2/1{,}33 = 1{,}50\ \text{m}.

Dispersione e prisma

L'indice di rifrazione dipende (poco) dalla lunghezza d'onda: è la dispersione. Per i vetri e l'acqua nn cresce al diminuire di λ\lambda, secondo una legge empirica del tipo

n(λ)=A+Bλ2(legge di Cauchy, nelle note del corso "di Abbe")n(\lambda) = A + \frac{B}{\lambda^2} \qquad (\text{legge di Cauchy, nelle note del corso "di Abbe"})

con A≫B/λ2A \gg B/\lambda^2. Quindi il violetto viene deviato più del rosso.

Esempio. Un vetro con n=1,513n = 1{,}513 per il rosso e n=1,532n = 1{,}532 per il violetto, luce bianca a 45°45°: θt=27,86°\theta_t = 27{,}86° per il rosso e 27,49°27{,}49° per il violetto. La differenza è piccola, ma in un prisma la luce si rifrange due volte su facce non parallele e le deviazioni si sommano invece di compensarsi (come nella lastra): la luce bianca esce separata nei colori dello spettro (Newton, 1666). L'arcobaleno è lo stesso fenomeno nelle gocce d'acqua.

Errori comuni

  • Misurare gli angoli dalla superficie invece che dalla normale: in Snell compaiono gli angoli rispetto alla normale.
  • Cercare la riflessione totale entrando in un mezzo più denso: esiste solo da n1n_1 grande a n2n_2 piccolo.
  • Cambiare la frequenza nel nuovo mezzo: cambiano vv e λ\lambda, non ff.
  • Scrivere I=12cε0E02I = \frac12 c\varepsilon_0 E_0^2 dentro un mezzo: lì I=nE02/(2Z0)I = nE_0^2/(2Z_0).

Esercizi su questo argomento

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