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Note per Studenti Esercizio 47 · cilindro di ferro estratto da un solenoide

Esercizio 47cilindro di ferro estratto da un solenoide

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Testo (prova scritta del 22 febbraio 2021, temi del Dipartimento di Fisica, problema 1). All'interno di un solenoide cilindrico di lunghezza h=1,5 mh = 1{,}5\ \text{m} e raggio rS≪hr_S \ll h, con N=500N = 500 spire, sono posti un cilindro di ferro di lunghezza hh e raggio rC=2 cmr_C = 2\ \text{cm} e una spira di raggio ρ\rho, con rC<ρ<rSr_C < \rho < r_S e resistenza R=10 ΩR = 10\ \Omega, connessa ad un galvanometro balistico. Nella situazione considerata è possibile trattare il ferro come un materiale magnetico lineare ed associarvi una permeabilità magnetica relativa μr=100\mu_r = 100. Il solenoide, il cilindro di ferro e la spira sono coassiali: sia zz il loro asse comune. Nel solenoide viene mantenuta una corrente costante I=3 AI = 3\ \text{A}, nel verso convenzionalmente associato all'asse zz. Trascurando gli effetti di bordo, ed utilizzando coordinate cilindriche (z,r,φ)(z, r, \varphi) con i rispettivi versori (u^z,u^r,u^φ)(\hat u_z, \hat u_r, \hat u_\varphi), si determinino:

(a) i campi H⃗\vec H, B⃗\vec B e M⃗\vec M in funzione della distanza rr dall'asse, per tutti i valori di rr; (b) la densità superficiale di corrente di magnetizzazione k⃗m\vec k_m sulla superficie laterale del cilindro di ferro e la densità volumetrica di corrente di magnetizzazione j⃗m\vec j_m al suo interno.

Una forza esterna estrae poi rapidamente il cilindro di ferro dal solenoide, di resistenza trascurabile, e lo porta a grande distanza, muovendolo lungo l'asse zz. Si determinino:

(c) la carica totale QQ che scorre attraverso una sezione della spira, misurata dal galvanometro balistico nel verso associato all'asse zz; (d) il lavoro WestW_{\text{est}} compiuto dalla forza esterna ed il lavoro WgenW_{\text{gen}} compiuto dal generatore che alimenta il solenoide, trascurando la presenza della spira connessa al galvanometro.

Teoria: Legge di Faraday-Neumann-LenzOgni volta che il flusso di B concatenato con un circuito cambia (perché cambia B, l'area o l'orientazione) nel circuito nasce una f.e.m. indotta ℰ = −dΦ/dt (legge di Faraday-Neumann); il segno meno (legge di Lenz) dice che la corrente indotta si oppone alla variazione. La carica che circola è q = ΔΦ/R (legge di Felici). Una sbarretta che scorre su rotaie dà ℰ = Bℓv ed è frenata da F = B²ℓ²v/R. Un campo B variabile produce un campo elettrico indotto non conservativo: ∮E·dl = −dΦ/dt, rot E = −∂B/∂t. Applicazioni: correnti di Foucault, alternatore.Legge di Faraday-Neumann-Lenz →, Autoinduzione, circuiti RL ed energia magneticaLa corrente di un circuito produce un flusso concatenato con il circuito stesso, Φ = L i; L (induttanza, in henry) dipende solo dalla geometria: per un solenoide L = μ0 n² S ℓ. Se la corrente cambia nasce una f.e.m. autoindotta −L di/dt che si oppone alla variazione. In un circuito RL la corrente cresce come i = (ℰ/R)(1 − e^(−t/τ)) e si spegne come i0 e^(−t/τ), con τ = L/R. Un induttore percorso da corrente immagazzina l'energia ½ L i², distribuita nel campo con densità u = B²/2μ0.Autoinduzione, circuiti RL ed energia magnetica →, Magnetizzazione e campo HNella materia ogni atomo si comporta come una piccola spira (correnti amperiane). Il vettore magnetizzazione M è il momento magnetico per unità di volume (A/m); un materiale magnetizzato equivale a correnti di magnetizzazione, superficiali k_m = M × n e di volume j_m = rot M. Il campo H = B/μ0 − M ha come sorgenti solo le correnti libere: ∮H·dl = i_libere. Nei materiali lineari M = χm H e B = μ0 μr H, con μr = 1 + χm. In un solenoide pieno di materiale H = n i e B = μ0 μr n i.Magnetizzazione e campo H → (campi H, B, M nella materia).


(a) I campi in tutte le zone

H⃗\vec H con Ampère. Le sorgenti di H⃗\vec H (nella legge della circuitazione) sono solo le correnti libere, cioè quelle delle spire. La simmetria è quella del solenoide indefinito (rS≪hr_S \ll h, effetti di bordo trascurati), e il ferro è coassiale, quindi non la rompe. Con il rettangolo di Ampère per H∮H·dl = correnti libere concatenate: in un solenoide pieno di materiale H = n i, indipendentemente dal materiale.Magnetizzazione e campo H →:

H⃗=NIh u^z=500⋅31,5 u^z=1,00⋅103 A/m u^z(r<rS)\vec H = \frac{N I}{h}\,\hat u_z = \frac{500 \cdot 3}{1{,}5}\,\hat u_z = 1{,}00 \cdot 10^3\ \text{A/m}\ \hat u_z \qquad (r < r_S)

uguale dentro e fuori dal ferro; fuori dal solenoide (r>rSr > r_S) è nullo.

B⃗\vec B e M⃗\vec M zona per zona.

zona H⃗\vec H B⃗\vec B M⃗\vec M
ferro, r<rCr < r_C 103 A/m u^z10^3\ \text{A/m}\ \hat u_z μrμ0H=0,126 T u^z\mu_r\mu_0 H = 0{,}126\ \text{T}\ \hat u_z (μr−1)H=9,9⋅104 A/m u^z(\mu_r - 1)H = 9{,}9 \cdot 10^4\ \text{A/m}\ \hat u_z
aria, rC<r<rSr_C < r < r_S 103 A/m u^z10^3\ \text{A/m}\ \hat u_z μ0H=1,26⋅10−3 T u^z\mu_0 H = 1{,}26 \cdot 10^{-3}\ \text{T}\ \hat u_z 00
fuori, r>rSr > r_S 00 00 00

Nel ferro il campo BB è 100100 volte quello nell'aria. Si chiama B0=μ0NI/h=1,26 mTB_0 = \mu_0 NI/h = 1{,}26\ \text{mT} il campo senza ferro, e BFe=μrB0=0,126 TB_{\text{Fe}} = \mu_r B_0 = 0{,}126\ \text{T} quello nel ferro.

Controllo con le condizioni al contorno. Sulla superficie laterale del ferro i campi sono tangenti: deve essere continua la componente tangente di H⃗\vec H (nessuna corrente libera sulla superficie del ferro), ed è proprio così, H=103 A/mH = 10^3\ \text{A/m} da entrambe le parti. B⃗\vec B tangente invece salta: lo fanno saltare le correnti di magnetizzazione del punto (b).


(b) Correnti di magnetizzazione

Sulla superficie laterale la normale uscente è u^r\hat u_r:

k⃗m=M⃗×u^n=M u^z×u^r=M u^φ=9,9⋅104 A/m u^φ\vec k_m = \vec M \times \hat u_n = M\,\hat u_z \times \hat u_r = M\,\hat u_\varphi = 9{,}9 \cdot 10^4\ \text{A/m}\ \hat u_\varphi

Una corrente che gira attorno al cilindro nello stesso verso di quella delle spire (u^z×u^r=u^φ\hat u_z \times \hat u_r = \hat u_\varphi per la terna destra (r,φ,z)(r, \varphi, z)): il ferro magnetizzato equivale a un secondo solenoide, coassiale, con 99 00099\,000 ampere per metro, 9999 volte più "fitto" di quello vero (nI=1000 A/mnI = 1000\ \text{A/m}). Il suo campo, μ0km=0,124 T\mu_0 k_m = 0{,}124\ \text{T}, sommato a B0B_0, dà BFeB_{\text{Fe}}. ✓

Sulle basi M⃗∥u^n\vec M \parallel \hat u_n e k⃗m=0\vec k_m = 0.

All'interno M⃗\vec M è uniforme, quindi j⃗m=∇×M⃗=0\vec j_m = \nabla \times \vec M = 0.


(c) Carica misurata dal galvanometro

La spira ha raggio ρ\rho compreso tra rCr_C e rSr_S: abbraccia tutto il ferro e una corona d'aria.

Flusso iniziale (con il ferro): nel cerchio di raggio rCr_C c'è BFeB_{\text{Fe}}, nella corona tra rCr_C e ρ\rho c'è B0B_0:

Φi=BFe πrC2+B0 (πρ2−πrC2)\Phi_i = B_{\text{Fe}}\,\pi r_C^2 + B_0\,(\pi\rho^2 - \pi r_C^2)

Flusso finale (ferro lontano): Φf=B0 πρ2\Phi_f = B_0\,\pi\rho^2. La corrente del solenoide è mantenuta costante, quindi B0B_0 non cambia.

Φi−Φf=(BFe−B0) πrC2=(μr−1) μ0NIh πrC2\Phi_i - \Phi_f = (B_{\text{Fe}} - B_0)\,\pi r_C^2 = (\mu_r - 1)\,\mu_0\frac{NI}{h}\,\pi r_C^2

Il raggio ρ\rho della spira si semplifica: conta solo il flusso "in più" portato dal ferro. Con la legge di Feliciq = (Φi − Φf)/R, indipendentemente dalla rapidità della variazione: è ciò che misura un galvanometro balistico.Legge di Faraday-Neumann-Lenz →:

Q=Φi−ΦfR=99⋅1,26⋅10−3⋅π(0,02)210=1,56⋅10−4 Wb10 Ω=1,56⋅10−5 CQ = \frac{\Phi_i - \Phi_f}{R} = \frac{99 \cdot 1{,}26 \cdot 10^{-3} \cdot \pi(0{,}02)^2}{10} = \frac{1{,}56 \cdot 10^{-4}\ \text{Wb}}{10\ \Omega} = 1{,}56 \cdot 10^{-5}\ \text{C}

positiva nel verso associato a zz: il flusso (lungo +z+z) diminuisce, e la corrente indotta cerca di sostenerlo.


(d) Lavoro della forza esterna e del generatore

Il generatore. Estraendo il ferro, il flusso concatenato con il solenoide cala, e nel solenoide si induce una f.e.m. −dΦS/dt-d\Phi_S/dt. Il solenoide ha resistenza trascurabile e la corrente deve restare II: il generatore deve fornire una tensione che bilanci esattamente la f.e.m. indotta, V=dΦS/dtV = d\Phi_S/dt. Il suo lavoro:

Wgen=∫V I dt=I∫dΦS=I ΔΦSW_{\text{gen}} = \int V\,I\,dt = I\int d\Phi_S = I\,\Delta\Phi_S

Il flusso concatenato con il solenoide cambia solo nella zona del ferro, per ognuna delle NN spire: ΔΦS=−N(BFe−B0)πrC2=−N⋅1,56⋅10−4 Wb\Delta\Phi_S = -N(B_{\text{Fe}} - B_0)\pi r_C^2 = -N \cdot 1{,}56 \cdot 10^{-4}\ \text{Wb}.

Wgen=−I N (μr−1) μ0NIh πrC2=−(μr−1) μ0(NI)2 πrC2h=−3⋅500⋅1,56⋅10−4=−0,234 JW_{\text{gen}} = -I\,N\,(\mu_r - 1)\,\mu_0\frac{NI}{h}\,\pi r_C^2 = -(\mu_r - 1)\,\frac{\mu_0 (NI)^2\,\pi r_C^2}{h} = -3 \cdot 500 \cdot 1{,}56 \cdot 10^{-4} = -0{,}234\ \text{J}

Negativo: il generatore riceve energia (la f.e.m. indotta spinge corrente nel suo verso, e lui la frena per tenerla costante).

L'energia magnetica. Cambia solo nel volume del ferro, πrC2h\pi r_C^2 h, dove la densità di energiau = ½ B·H nella materia lineare; nel vuoto B²/2μ0.Autoinduzione, circuiti RL ed energia magnetica → passa da 12BFeH\frac12 B_{\text{Fe}}H a 12B0H\frac12 B_0H (con HH invariato):

ΔUm=12(B0−BFe) H πrC2h=−12(μr−1)μ0(NI)2πrC2h=−0,117 J\Delta U_m = \frac12(B_0 - B_{\text{Fe}})\,H\,\pi r_C^2 h = -\frac12(\mu_r - 1)\frac{\mu_0(NI)^2\pi r_C^2}{h} = -0{,}117\ \text{J}

La forza esterna. Trascurando l'effetto Joule, i due lavori fatti sul sistema ne cambiano l'energia magnetica: West+Wgen=ΔUmW_{\text{est}} + W_{\text{gen}} = \Delta U_m.

West=ΔUm−Wgen=−0,117+0,234=+0,117 JW_{\text{est}} = \Delta U_m - W_{\text{gen}} = -0{,}117 + 0{,}234 = +0{,}117\ \text{J}

Come si legge. A corrente costante vale una regola generale: Wgen=2 ΔUmW_{\text{gen}} = 2\,\Delta U_m e West=−ΔUmW_{\text{est}} = -\Delta U_m. Il lavoro esterno è positivo: il ferro è attratto dentro il solenoide (è ferromagnetico, si magnetizza concorde al campo e va verso le zone di campo intenso), e per estrarlo bisogna tirare. Il generatore riceve sia l'energia magnetica liberata (0,117 J0{,}117\ \text{J}) sia il lavoro della forza esterna (0,117 J0{,}117\ \text{J}).


Verifica numerica

python
import numpy as np
mu0 = 4e-7*np.pi
h, N, rC, R, mur, I = 1.5, 500, 0.02, 10, 100, 3
H = N*I/h; B0 = mu0*H; BFe = mur*B0; M = (mur - 1)*H
print(H, B0, BFe, M)                               # 1000 A/m, 1.26e-3 T, 0.126 T, 9.9e4 A/m
dPhi = (BFe - B0)*np.pi*rC**2; print(dPhi, dPhi/R) # 1.56e-4 Wb, 1.56e-5 C
Wgen = -I*N*dPhi; dU = 0.5*(B0 - BFe)*H*np.pi*rC**2*h
print(Wgen, dU, dU - Wgen)                         # -0.234 J, -0.117 J, +0.117 J

Risultati

grandezza valore
HH (dentro il solenoide) 1,00⋅103 A/m1{,}00 \cdot 10^3\ \text{A/m}
BB nel ferro / nell'aria 0,126 T0{,}126\ \text{T} / 1,26⋅10−3 T1{,}26 \cdot 10^{-3}\ \text{T}
MM nel ferro 9,9⋅104 A/m9{,}9 \cdot 10^4\ \text{A/m}
k⃗m\vec k_m 9,9⋅104 A/m u^φ9{,}9 \cdot 10^4\ \text{A/m}\ \hat u_\varphi; j⃗m=0\vec j_m = 0
carica nel galvanometro 1,56⋅10−5 C1{,}56 \cdot 10^{-5}\ \text{C}
lavoro del generatore −0,234 J-0{,}234\ \text{J}
variazione di energia magnetica −0,117 J-0{,}117\ \text{J}
lavoro della forza esterna +0,117 J+0{,}117\ \text{J}

Errori comuni

  • Calcolare HH diverso nel ferro e nell'aria: in questa geometria HH dipende solo dalle correnti libere ed è lo stesso; cambiano BB e MM.
  • Far dipendere la carica dal raggio della spira: la corona d'aria ha lo stesso flusso prima e dopo.
  • Dimenticare il lavoro del generatore: a corrente costante il generatore scambia energia, e West≠ΔUmW_{\text{est}} \ne \Delta U_m.

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