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Note per Studenti Diffrazione da una fenditura e reticolo

Diffrazione da una fenditura e reticolo

In questa pagina 4

Segue Interferenza di N sorgenti e onde stazionarieN sorgenti coerenti, uguali ed equidistanti (passo d), come N fenditure sottili: tra due sorgenti vicine c'è la differenza di fase δ = 2π d sin θ/λ e l'intensità è I = I0 sin²(Nδ/2)/sin²(δ/2). Massimi principali per d sin θ = mλ, con intensità N²I0; minimi per d sin θ = m'λ/N (m' non multiplo di N): tra due massimi principali ci sono N − 1 minimi e N − 2 massimi secondari deboli. Più sorgenti = massimi più alti (N²) e più stretti (1/N). Due onde uguali che viaggiano in versi opposti formano un'onda stazionaria 2A sin(kx) cos(ωt): nodi fissi ogni λ/2, nessun trasporto di energia; davanti a uno specchio metallico E ha un nodo sullo specchio.Interferenza di N sorgenti e onde stazionarie →. Esercizi: Esercizio 66 · reticolo illuminato con luce bianca e ordine mancante, Esercizio 67 · cuneo di plexiglass all'angolo di Brewster e fenditura.

(Nel programma ufficiale del corso; negli ultimi anni accademici le lezioni si sono fermate all'interferenza di N sorgenti.)

Che cos'è la diffrazione

Se un'onda passa attraverso un'apertura o incontra un ostacolo, oltre l'apertura non si propaga solo in linea retta ma si allarga anche nella zona d'ombra geometrica, e sullo schermo si formano frange chiare e scure. È la diffrazione. È evidente quando le dimensioni dell'apertura sono confrontabili con la lunghezza d'onda: sentiamo una voce dietro un angolo (onde sonore, λ∼1 m\lambda \sim 1\ \text{m}) ma non vediamo dietro l'angolo (luce, λ∼0,5 μm\lambda \sim 0{,}5\ \mu\text{m}). Quando l'apertura è molto più grande di λ\lambda la diffrazione è trascurabile e vale l'ottica geometrica.

Non c'è una vera differenza tra interferenza e diffrazione: per il principio di Huygens-Fresnel ogni punto dell'apertura è una sorgente di onde secondarie coerenti, e la diffrazione è l'interferenza di infinite sorgenti distribuite con continuità sull'apertura.

Si studia solo la diffrazione di Fraunhofer: lo schermo è così lontano (L≫a2/λL \gg a^2/\lambda, con aa la larghezza dell'apertura) che i raggi che vanno verso un punto dello schermo sono paralleli. (Per a=0,1 mma = 0{,}1\ \text{mm} e λ=600 nm\lambda = 600\ \text{nm}: a2/λ=1,7 cma^2/\lambda = 1{,}7\ \text{cm}, quindi basta uno schermo a qualche decina di centimetri.) Il caso dello schermo vicino è la diffrazione di Fresnel, non in programma.

Diffrazione da una fenditura

Un'onda piana incide normalmente su una fenditura lunga e stretta, di larghezza aa. Si guarda la luce che esce nella direzione θ\theta.

Dove sono i minimi (argomento a coppie). Si divide la fenditura in due metà. A ogni punto della metà superiore si associa il punto della metà inferiore che sta a/2a/2 più in basso. I due raggi hanno differenza di cammino a2sin⁡θ\frac{a}{2}\sin\theta; se questa vale λ/2\lambda/2 le due onde si annullano, e siccome succede per tutte le coppie, la luce totale è zero. Il primo minimo è quindi a asin⁡θ=λa\sin\theta = \lambda. Dividendo la fenditura in 4, 6, ... parti si trovano gli altri:

asin⁡θ=mλ,m=±1,±2,…(minimi)\boxed{a\sin\theta = m\lambda, \qquad m = \pm1, \pm2, \ldots \quad (\text{minimi})}

Attenzione: m=0m = 0 è escluso, perché in θ=0\theta = 0 tutte le onde sono in fase e c'è il massimo centrale. La formula assomiglia a quella dei massimi di Young, ma qui aa è la larghezza della fenditura e la formula dà i minimi.

Intensità. Si divide la fenditura in NN striscioline di larghezza a/Na/N, ciascuna una sorgente, e si usa la formula di N sorgentiI = I0 sin²(Nδ/2)/sin²(δ/2), con δ la differenza di fase tra due sorgenti consecutive.Interferenza di N sorgenti e onde stazionarie → con passo a/Na/N. Chiamiamo

α=Nδ2=πasin⁡θλ\alpha = \frac{N\delta}{2} = \frac{\pi a\sin\theta}{\lambda}

(metà della differenza di fase tra i due bordi della fenditura). Per N→∞N \to \infty il singolo δ/2=α/N\delta/2 = \alpha/N è piccolissimo e sin⁡(δ/2)≈α/N\sin(\delta/2) \approx \alpha/N: il campo totale è Estripsin⁡αα/N=NEstripsin⁡ααE_{\text{strip}}\frac{\sin\alpha}{\alpha/N} = NE_{\text{strip}}\frac{\sin\alpha}{\alpha}, dove NEstripNE_{\text{strip}} è il campo nel centro (tutte le striscioline in fase). Quindi

I(θ)=Imax⁡(sin⁡αα)2,α=πasin⁡θλ\boxed{I(\theta) = I_{\max}\left(\frac{\sin\alpha}{\alpha}\right)^2, \qquad \alpha = \frac{\pi a\sin\theta}{\lambda}}

  • in θ=0\theta = 0: sin⁡αα→1\frac{\sin\alpha}{\alpha} \to 1, massimo Imax⁡I_{\max};
  • zeri dove sin⁡α=0\sin\alpha = 0 con α≠0\alpha \neq 0: α=mπ\alpha = m\pi, cioè asin⁡θ=mλa\sin\theta = m\lambda (come sopra);
  • massimi secondari circa a metà tra due zeri, α≈(m+12)π\alpha \approx (m + \frac12)\pi, con intensità ≈4(2m+1)2π2Imax⁡\approx \frac{4}{(2m + 1)^2\pi^2}I_{\max}; i valori esatti sono 0,047 Imax⁡0{,}047\,I_{\max} (α=1,43π\alpha = 1{,}43\pi), 0,016 Imax⁡0{,}016\,I_{\max} (α=2,46π\alpha = 2{,}46\pi), 0,008 Imax⁡0{,}008\,I_{\max}...

Quasi tutta la luce sta nel massimo centrale.

Grafico interattivo: Diffrazione da una fenditura: I/Imax in funzione di α = πa sinθ/λ. Zeri a α = ±π, ±2π, ...; il massimo centrale è largo il doppio degli altri

Larghezza del massimo centrale. Tra i due primi minimi, sin⁡θ=±λ/a\sin\theta = \pm\lambda/a; sullo schermo, per angoli piccoli,

Δxcentrale=2λLa\Delta x_{\text{centrale}} = \frac{2\lambda L}{a}

doppia della distanza tra due minimi successivi laterali (λL/a\lambda L/a). Esempio: λ=600 nm\lambda = 600\ \text{nm}, a=0,1 mma = 0{,}1\ \text{mm}, L=2 mL = 2\ \text{m}: primi minimi a ±12 mm\pm 12\ \text{mm}, massimo centrale largo 24 mm24\ \text{mm}. Più la fenditura è stretta, più la luce si allarga: è il contrario di quello che si aspetterebbe pensando ai raggi.

Fenditure di larghezza finita e reticolo

Nelle note sull'interferenza le fenditure erano sottilissime e ognuna irradiava ugualmente in tutte le direzioni. Se le NN fenditure hanno larghezza aa (e passo d>ad > a), ciascuna irradia secondo la propria figura di diffrazione, e l'intensità è il prodotto dei due fattori:

I(θ)=I0 sin⁡2(Nδ/2)sin⁡2(δ/2)⏟interferenza (sin⁡αα)2⏟diffrazione,δ2=πdsin⁡θλ,  α=πasin⁡θλI(\theta) = I_0\,\underbrace{\frac{\sin^2(N\delta/2)}{\sin^2(\delta/2)}}_{\text{interferenza}}\ \underbrace{\left(\frac{\sin\alpha}{\alpha}\right)^2}_{\text{diffrazione}}, \qquad \frac{\delta}{2} = \frac{\pi d\sin\theta}{\lambda},\ \ \alpha = \frac{\pi a\sin\theta}{\lambda}

I massimi principali restano nelle posizioni dsin⁡θ=mλd\sin\theta = m\lambda, ma la loro altezza è modulata dall'inviluppo di diffrazione: sono alti vicino al centro e si abbassano allontanandosi.

Ordini mancanti. Se un massimo principale (dsin⁡θ=mλd\sin\theta = m\lambda) cade proprio su un minimo di diffrazione (asin⁡θ=m′λa\sin\theta = m'\lambda) sparisce. Dividendo le due condizioni:

mm′=da\frac{m}{m'} = \frac{d}{a}

Per esempio con d=3ad = 3a mancano gli ordini m=±3,±6,…m = \pm3, \pm6, \ldots, e dentro il massimo centrale di diffrazione si vedono i massimi principali m=0,±1,±2m = 0, \pm1, \pm2.

Il reticolo di diffrazione

Un reticolo è una lastra con moltissime fenditure (o righe) parallele ed equidistanti: tipicamente da centinaia a migliaia per millimetro, con NN di decine di migliaia. Il passo dd è l'inverso del numero di righe per unità di lunghezza.

Massimi principali:

dsin⁡θ=mλ\boxed{d\sin\theta = m\lambda}

L'angolo dipende da λ\lambda: ogni colore ha i suoi massimi in direzioni diverse (tranne l'ordine m=0m = 0, bianco). Siccome NN è grande i massimi sono strettissimi: il reticolo separa la luce nei suoi colori molto meglio di un prisma ed è il cuore degli spettrometri. Ordine massimo visibile: ∣m∣≤d/λ|m| \leq d/\lambda.

Esempio. Reticolo da 600600 righe/mm: d=1 mm600=1,667 μmd = \frac{1\ \text{mm}}{600} = 1{,}667\ \mu\text{m}. Luce gialla del sodio, λ=589 nm\lambda = 589\ \text{nm}: primo ordine a sin⁡θ=0,353\sin\theta = 0{,}353, θ=20,7°\theta = 20{,}7°; secondo ordine a sin⁡θ=0,707\sin\theta = 0{,}707, θ=45,0°\theta = 45{,}0°; il terzo ordine darebbe sin⁡θ=1,06>1\sin\theta = 1{,}06 > 1 e non esiste (d/λ=2,83d/\lambda = 2{,}83).

Potere risolutivo. Due righe di lunghezze d'onda vicine λ\lambda e λ+Δλ\lambda + \Delta\lambda si distinguono se il massimo di una cade almeno sul primo minimo accanto al massimo dell'altra (criterio di Rayleigh). Il massimo di ordine mm ha la semilarghezza Δ(sin⁡θ)=λ/(Nd)\Delta(\sin\theta) = \lambda/(Nd), mentre spostare λ\lambda di Δλ\Delta\lambda sposta il massimo di mΔλ/dm\Delta\lambda/d. Imponendo mΔλ/d≥λ/(Nd)m\Delta\lambda/d \geq \lambda/(Nd):

λΔλ≤mN\boxed{\frac{\lambda}{\Delta\lambda} \leq mN}

Il doppietto del sodio (589,0589{,}0 e 589,6 nm589{,}6\ \text{nm}, λ/Δλ=982\lambda/\Delta\lambda = 982) si separa al primo ordine con almeno 982 fenditure illuminate, al secondo con 491.

Errori comuni

  • Includere m=0m = 0 nei minimi di diffrazione: in θ=0\theta = 0 c'è il massimo centrale.
  • Confondere aa e dd: aa è la larghezza della singola fenditura (diffrazione, minimi), dd la distanza tra fenditure (interferenza, massimi).
  • Dimenticare che il massimo centrale di diffrazione è largo il doppio degli altri.
  • Contare un ordine che cade su un minimo di diffrazione: è un ordine mancante.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata