Testo (V appello, 16 settembre 2024, problema 2). Una spira quadrata di lato ℓ=10cm passa da una zona con campo magnetico B=2T ortogonale al piano della spira ad una zona senza campo magnetico. La spira ha massa m=4⋅10−5kg e resistenza R=20Ω. Calcolare, nel caso in cui la velocità della spira venga mantenuta costante al valore v1=5m/s:
l'energia dissipata Ud;
la carica Q che ha circolato attraverso una sezione della spira.
Se invece la spira viene lasciata libera di decelerare, calcolare
l'energia cinetica iniziale Ec,i della spira, se la sua velocità finale nella zona senza campo magnetico è vf=10m/s.
È la situazione dell'Esercizio 37 · spira che entra in un campo magnetico al contrario. Finché la spira è tutta nel campo il flusso Bℓ2 è costante e non succede niente; quando comincia a uscire, la parte ancora immersa è un rettangolo ℓ×(ℓ−x), con x tratto già uscito, e il flusso cala fino a zero. Durante l'uscita (e solo allora) circola una corrente indotta, che per Lenz si oppone alla diminuzione: la forza sul lato rimasto nel campo frena la spira.
1) Energia dissipata a velocità costante
F.e.m. A velocità costante il flusso cala con rapidità costante:
∣Ei∣=dtdΦ=Bℓv1=2⋅0,1⋅5=1V
Durata. La f.e.m. agisce solo mentre la spira attraversa il bordo, cioè per il tempo in cui percorre una distanza pari al suo lato:
Δt=v1ℓ=50,1=0,02s
Energia. Potenza costante Ei2/R per il tempo Δt:
Ud=REi2Δt=201⋅0,02=1,0⋅10−3J
Chi fornisce questa energia? L'agente esterno che mantiene costante la velocità contro la forza frenante F=B2ℓ2v1/R=0,01N: il suo lavoro è Fℓ=0,01⋅0,1=10−3J. ✓
Controllo: corrente costante Ei/R=0,05A per 0,02s dà la stessa carica.
3) Spira libera: energia cinetica iniziale
Ora nessuno spinge: la forza frenante F=RB2ℓ2v rallenta la spira mentre esce. Come nell'esercizio precedente, passando dal tempo allo spazio (dtdv=vdxdv):
mvdxdv=−RB2ℓ2v⟹mdv=−RB2ℓ2dx
La velocità cala linearmente con lo spazio; integrando sul tratto di uscita, lungo ℓ:
La spira perde 5m/s qualunque sia la sua velocità iniziale (purché riesca a uscire): la perdita di quantità di moto è ℓBQ, fissata dalla carica circolata, che non dipende dalla velocità.
Ec,i=21mvi2=21⋅4⋅10−5⋅225=4,5⋅10−3J
L'energia dissipata in questo caso è 21m(vi2−vf2)=2,5⋅10−3J: più che al punto 1, perché la velocità media durante l'uscita (tra 15 e 10m/s) è maggiore di 5m/s e la potenza dissipata cresce con v2.