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Note per Studenti Formulario - fisica 2

Formulario - fisica 2

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Carica e campo elettrostatico

Note: Carica elettrica e legge di CoulombLa carica elettrica è una proprietà della materia, si conserva ed è quantizzata (multipli di e). Due cariche puntiformi si attraggono o si respingono con una forza proporzionale al prodotto delle cariche e inversamente proporzionale al quadrato della distanza.Carica elettrica e legge di Coulomb → · Campo elettrostatico e principio di sovrapposizioneIl campo elettrostatico E è la forza per unità di carica che una carica di prova sentirebbe in ogni punto; per più cariche i campi si sommano come vettori, e per distribuzioni continue si integra usando le densità di carica λ, σ, ρ.Campo elettrostatico e principio di sovrapposizione →

  • Carica quantizzata: q=Neq=Ne, e=1,602⋅10−19 Ce=1{,}602\cdot10^{-19}\ \mathrm C. Coulomb: F⃗12=14πε0q1q2r2u^12\displaystyle\vec F_{12}=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{q_1q_2}{r^2}\hat u_{12}, k=14πε0=8,99⋅109 N m2/C2k=\frac1{4\pi\varepsilon_0}=8{,}99\cdot10^9\ \mathrm{N\,m^2/C^2}; in un mezzo ε0→ε0εr\varepsilon_0\to\varepsilon_0\varepsilon_r. Elettrone-protone: FeFg≈1036\frac{F_e}{F_g}\approx10^{36}.
  • E⃗(P)=F⃗q0\vec E(P)=\frac{\vec F}{q_0} (N/C = V/m), F⃗=qE⃗\vec F=q\vec E, a⃗=qmE⃗\vec a=\frac qm\vec E. Carica puntiforme E⃗=14πε0qr2u^r\vec E=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac q{r^2}\hat u_r; sovrapposizione E⃗=∑iE⃗i\vec E=\sum_i\vec E_i; distribuzioni continue E⃗=14πε0∫dqr2u^r\vec E=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\int\frac{dq}{r^2}\hat u_r (densità λ,σ,ρ\lambda,\sigma,\rho).

Grafico interattivo: Modulo del campo di una carica puntiforme in funzione della distanza (unità di kq = 1): cala come 1/r²

Grafico interattivo: Linee di campo di due cariche opposte, +q in (−1, 0) e −q in (1, 0): escono dalla carica positiva e rientrano nella negativa; sono più fitte, e il campo più intenso, vicino alle cariche e tra di esse

Grafico interattivo: Linee di campo di due cariche uguali +q in (±1, 0): si respingono e partono verso l'esterno; sull'asse x = 0 c'è un punto in cui il campo è nullo (le linee non lo attraversano)

Potenziale elettrostatico

Note: Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotoreGli strumenti matematici dei campi: derivate parziali, operatore nabla, gradiente di un campo scalare (vettore che punta dove la funzione cresce più in fretta), divergenza (sorgenti di un campo vettoriale) e rotore (vorticosità), più i teoremi della divergenza e di Stokes.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore → · Lavoro elettrico e potenziale elettrostaticoLa forza elettrostatica è conservativa: il suo lavoro dipende solo dagli estremi e si scrive come differenza di energia potenziale. Il potenziale V è l'energia potenziale per unità di carica; per una carica puntiforme V = kq/r, e il campo è E = −grad V, perpendicolare alle superfici equipotenziali.Lavoro elettrico e potenziale elettrostatico → · Dipolo elettricoDue cariche opposte ±q a distanza a formano un dipolo di momento p = q a (da − a +). Lontano il potenziale cala come cosθ/r² e il campo come 1/r³; in un campo esterno uniforme il dipolo subisce un momento p×E che lo allinea, con energia U = −p·E.Dipolo elettrico → · Campo di distribuzioni continue - filo, anello e discoCampo e potenziale di filo (finito e indefinito), anello e disco uniformemente carichi, calcolati integrando i contributi dq e sfruttando la simmetria; il piano indefinito è il limite del disco, con campo uniforme σ/2ε0.Campo di distribuzioni continue - filo, anello e disco →

  • ∇U=(∂U∂x,∂U∂y,∂U∂z)\nabla U=\big(\frac{\partial U}{\partial x},\frac{\partial U}{\partial y},\frac{\partial U}{\partial z}\big) (dove UU cresce più in fretta); ∇⋅v⃗=∂xvx+∂yvy+∂zvz\nabla\cdot\vec v=\partial_xv_x+\partial_yv_y+\partial_zv_z; ∇×(∇U)=0\nabla\times(\nabla U)=0; ∇⋅(∇×v⃗)=0\nabla\cdot(\nabla\times\vec v)=0. Teorema della divergenza ∮Sv⃗⋅n^ dS=∫V∇⋅v⃗ dV\oint_S\vec v\cdot\hat n\,dS=\int_V\nabla\cdot\vec v\,dV; Stokes ∮γv⃗⋅dl⃗=∫S(∇×v⃗)⋅n^ dS\oint_\gamma\vec v\cdot d\vec l=\int_S(\nabla\times\vec v)\cdot\hat n\,dS.
  • Campo conservativo: ∮E⃗⋅dl⃗=0\oint\vec E\cdot d\vec l=0, WAB=q0∫ABE⃗⋅dl⃗=−ΔUW_{AB}=q_0\int_A^B\vec E\cdot d\vec l=-\Delta U. U(r)=14πε0q0qrU(r)=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{q_0q}r; potenziale V=Uq0V=\frac U{q_0}, V(A)−V(B)=∫ABE⃗⋅dl⃗V(A)-V(B)=\int_A^B\vec E\cdot d\vec l; V=14πε0qrV=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac qr, V=14πε0∑qiriV=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\sum\frac{q_i}{r_i} (o ∫dqr\int\frac{dq}r). WAB=q[V(A)−V(B)]W_{AB}=q[V(A)-V(B)]; 12mv2+qV=cost\frac12mv^2+qV=\text{cost}; 1 eV=1,602⋅10−19 J1\ \mathrm{eV}=1{,}602\cdot10^{-19}\ \mathrm J; U=14πε0∑i<jqiqjrij=12∑qiViU=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\sum_{i<j}\frac{q_iq_j}{r_{ij}}=\frac12\sum q_iV_i.
  • E⃗=−∇V\vec E=-\nabla V (Ex=−∂V∂xE_x=-\frac{\partial V}{\partial x}, ...), perpendicolare alle superfici equipotenziali.
  • Dipolo: p⃗=qa⃗\vec p=q\vec a; V=14πε0pcos⁡θr2V=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{p\cos\theta}{r^2}, Er=2pcos⁡θ4πε0r3E_r=\frac{2p\cos\theta}{4\pi\varepsilon_0r^3}, Eθ=psin⁡θ4πε0r3E_\theta=\frac{p\sin\theta}{4\pi\varepsilon_0r^3}; in campo esterno M⃗=p⃗×E⃗\vec M=\vec p\times\vec E, U=−p⃗⋅E⃗U=-\vec p\cdot\vec E.
  • Filo indefinito E=λ2πε0RE=\frac\lambda{2\pi\varepsilon_0R}, V=−λ2πε0ln⁡RR0V=-\frac\lambda{2\pi\varepsilon_0}\ln\frac R{R_0}; filo finito E⊥=λ4πε0R(sin⁡α2−sin⁡α1)E_\perp=\frac\lambda{4\pi\varepsilon_0R}(\sin\alpha_2-\sin\alpha_1). Anello sull'asse Ez=14πε0qz(z2+R2)3/2E_z=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac{qz}{(z^2+R^2)^{3/2}}, V=14πε0qz2+R2V=\frac1{4\pi\varepsilon_0}\frac q{\sqrt{z^2+R^2}}. Disco Ez=σ2ε0(1−zz2+R2)E_z=\frac\sigma{2\varepsilon_0}\big(1-\frac z{\sqrt{z^2+R^2}}\big). Piano E=σ2ε0E=\frac\sigma{2\varepsilon_0}; due piani ±σ\pm\sigma: σε0\frac\sigma{\varepsilon_0} dentro, 00 fuori.

Grafico interattivo: Potenziale di una carica positiva (in unità di kq = 1): positivo e decrescente come 1/r; per una carica negativa il grafico è ribaltato sotto l'asse

Grafico interattivo: Dipolo, cariche +q in (1, 0) e −q in (−1, 0): linee di campo (continue) dalla carica positiva alla negativa ed equipotenziali (in arancione; V = 0 sull'asse x = 0 a metà, V > 0 dalla parte di +q, V < 0 dalla parte di −q); le linee di campo tagliano le equipotenziali ad angolo retto e p va da −q a +q

Grafico interattivo: Campo sull'asse di un disco di raggio R = 1, in unità di σ/2ε0: vale 1 attaccato al disco e decresce allontanandosi

Legge di Gauss

Note: Flusso del campo elettrico e legge di GaussIl flusso di E attraverso una superficie chiusa è uguale alla carica contenuta divisa per ε0, qualunque siano forma della superficie e posizione delle cariche interne; in forma locale div E = ρ/ε0. Insieme a rot E = 0 riassume tutta l'elettrostatica.Flusso del campo elettrico e legge di Gauss → · Applicazioni della legge di GaussCon la legge di Gauss e una superficie scelta in base alla simmetria si ricava il campo di filo indefinito (λ/2πε0r), piano indefinito (σ/2ε0), guscio sferico (nullo dentro, kQ/r² fuori), sfera uniformemente carica (proporzionale a r dentro) e cilindro carico.Applicazioni della legge di Gauss →

  • Flusso Φ=∫SE⃗⋅n^ dS\Phi=\int_S\vec E\cdot\hat n\,dS. Gauss: ∮SE⃗⋅n^ dS=Qintε0\displaystyle\oint_S\vec E\cdot\hat n\,dS=\frac{Q_{int}}{\varepsilon_0} (angolo solido: dΦ=q4πε0dΩd\Phi=\frac q{4\pi\varepsilon_0}d\Omega); locale ∇⋅E⃗=ρε0\nabla\cdot\vec E=\frac\rho{\varepsilon_0}, ∇×E⃗=0\nabla\times\vec E=0; Poisson ∇2V=−ρε0\nabla^2V=-\frac\rho{\varepsilon_0}.
  • Filo indefinito E=λ2πε0rE=\frac\lambda{2\pi\varepsilon_0r}; piano E=σ2ε0E=\frac\sigma{2\varepsilon_0}; guscio sferico E=0E=0 dentro, Q4πε0r2\frac Q{4\pi\varepsilon_0r^2} fuori; sfera piena uniforme E=Q4πε0rR3=ρr3ε0E=\frac Q{4\pi\varepsilon_0}\frac r{R^3}=\frac{\rho r}{3\varepsilon_0} dentro, V(r)=Q4πε03R2−r22R3V(r)=\frac Q{4\pi\varepsilon_0}\frac{3R^2-r^2}{2R^3}; cilindro carico in volume E=ρr2ε0E=\frac{\rho r}{2\varepsilon_0} dentro.

Grafico interattivo: Guscio sferico di raggio R = 1: campo nullo dentro, kQ/r² fuori, con un salto sulla superficie (unità kQ = 1)

Grafico interattivo: Sfera uniformemente carica di raggio R = 1: E cresce come r dentro e cala come 1/r² fuori (unità kQ = 1)

Conduttori e condensatori

Note: Conduttori in equilibrio elettrostaticoIn un conduttore in equilibrio il campo interno è nullo, la carica sta sulla superficie, il conduttore è equipotenziale e appena fuori il campo è perpendicolare e vale σ/ε0 (teorema di Coulomb). Un conduttore cavo scherma l'interno (gabbia di Faraday); per induzione le cariche si separano in presenza di un campo esterno.Conduttori in equilibrio elettrostatico → · Capacità e condensatoriLa capacità C = Q/V misura quanta carica un conduttore (o una coppia di conduttori) accumula per ogni volt. Condensatore piano C = ε0S/d, cilindrico C = 2πε0h/ln(R2/R1), sferico C = 4πε0R1R2/(R2−R1). In parallelo le capacità si sommano, in serie si sommano gli inversi.Capacità e condensatori → · Energia elettrostatica e forza tra le armatureCaricare un condensatore costa lavoro, che resta immagazzinato come energia U = Q²/2C = CV²/2 = QV/2. L'energia si può pensare distribuita nel campo con densità u = ε0E²/2. La forza tra le armature si ricava derivando l'energia rispetto alla distanza (F = Q²/2ε0S); a tensione costante il generatore fornisce il doppio dell'energia che finisce nel condensatore.Energia elettrostatica e forza tra le armature →

  • Conduttore in equilibrio: E⃗=0\vec E=0 dentro, carica sulla superficie, equipotenziale; appena fuori E⃗=σε0n^\vec E=\frac\sigma{\varepsilon_0}\hat n (Coulomb). Cavo: schermo (gabbia di FaradayL'interno di un conduttore cavo è schermato dai campi esterni.); conduttori collegati: stesso potenziale, σ1σ2=R2R1\frac{\sigma_1}{\sigma_2}=\frac{R_2}{R_1}.
  • C=QΔVC=\frac Q{\Delta V} (farad); sfera C=4πε0RC=4\pi\varepsilon_0R; piano C=ε0SdC=\frac{\varepsilon_0S}d; cilindrico C=2πε0hln⁡(R2/R1)C=\frac{2\pi\varepsilon_0h}{\ln(R_2/R_1)}; sferico C=4πε0R1R2R2−R1C=4\pi\varepsilon_0\frac{R_1R_2}{R_2-R_1}. Parallelo C=∑CiC=\sum C_i; serie 1C=∑1Ci\frac1C=\sum\frac1{C_i}.
  • U=Q22C=12CV2=12QVU=\frac{Q^2}{2C}=\frac12CV^2=\frac12QV; densità u=12ε0E2u=\frac12\varepsilon_0E^2 (energia di una sfera carica Q28πε0R\frac{Q^2}{8\pi\varepsilon_0R}). A tensione costante Wgen=QV=CV2W_{gen}=QV=CV^2. Forza tra le armature F=Q22ε0S=12ε0E2SF=\frac{Q^2}{2\varepsilon_0S}=\frac12\varepsilon_0E^2S.

Dielettrici

Note: Dielettrici e polarizzazioneUn isolante in un campo elettrico si polarizza: le sue molecole diventano (o si orientano come) piccoli dipoli. Il vettore polarizzazione ℘ = ε0χE fa comparire cariche di polarizzazione σp = ℘·n sulle superfici, che riducono il campo interno di un fattore εr = 1 + χ. Per questo un dielettrico moltiplica la capacità per εr. Il vettore D = ε0E + ℘ ha come sorgenti solo le cariche libere: il suo flusso è la carica libera racchiusa.Dielettrici e polarizzazione →

  • Polarizzazione ℘⃗=∑p⃗Δτ=n⟨p⃗⟩\vec\wp=\frac{\sum\vec p}{\Delta\tau}=n\langle\vec p\rangle (C/m²), ℘⃗=ε0χE⃗\vec\wp=\varepsilon_0\chi\vec E, σp=℘⃗⋅n^\sigma_p=\vec\wp\cdot\hat n. E=σ−σpε0=E0εrE=\frac{\sigma-\sigma_p}{\varepsilon_0}=\frac{E_0}{\varepsilon_r}, εr=1+χ\varepsilon_r=1+\chi; σp=εr−1εrσ\sigma_p=\frac{\varepsilon_r-1}{\varepsilon_r}\sigma; a carica fissata V=V0εrV=\frac{V_0}{\varepsilon_r}, C=εrC0C=\varepsilon_rC_0.
  • D⃗=ε0E⃗+℘⃗=ε0εrE⃗\vec D=\varepsilon_0\vec E+\vec\wp=\varepsilon_0\varepsilon_r\vec E, ∮SD⃗⋅dS⃗=qlib,int\oint_S\vec D\cdot d\vec S=q_{lib,int}, ∇⋅D⃗=ρlib\nabla\cdot\vec D=\rho_{lib}; u=12D⃗⋅E⃗=12ε0εrE2u=\frac12\vec D\cdot\vec E=\frac12\varepsilon_0\varepsilon_rE^2.

Corrente elettrica e circuiti

Note: Corrente elettrica e legge di OhmLa corrente i = dq/dt è la carica che attraversa una sezione per unità di tempo; la densità di corrente j = n q v_d lega la corrente al moto di deriva delle cariche. La carica si conserva (equazione di continuità). Nei conduttori ohmici j = σE, cioè V = R i con R = ρ ℓ/S; la potenza dissipata per effetto Joule è P = R i².Corrente elettrica e legge di Ohm → · Circuiti in corrente continuaUn generatore mantiene la corrente grazie a una forza elettromotrice ℰ (lavoro per unità di carica del campo elettromotore non conservativo); con resistenza interna r fornisce V = ℰ − r i. Resistori in serie: R1 + R2; in parallelo: inversi che si sommano. Le leggi di Kirchhoff (nodi e maglie) risolvono qualunque rete; amperometro in serie con resistenza piccola, voltmetro in parallelo con resistenza grande.Circuiti in corrente continua → · Carica e scarica di un condensatoreIn un circuito RC la carica del condensatore non cambia di colpo: in carica q(t) = Cℰ(1 − e^(−t/τ)), in scarica q(t) = q0 e^(−t/τ), con costante di tempo τ = RC. Dopo qualche τ il transitorio è finito. Durante la carica il generatore fornisce Cℰ², metà finisce nel condensatore e metà si dissipa nella resistenza, qualunque sia R.Carica e scarica di un condensatore →

  • i=dqdt=nqvdSi=\frac{dq}{dt}=nqv_dS; j⃗=nqv⃗d\vec j=nq\vec v_d, i=∫j⃗⋅dS⃗i=\int\vec j\cdot d\vec S; continuità ∮j⃗⋅dS⃗=−dqintdt\oint\vec j\cdot d\vec S=-\frac{dq_{int}}{dt}, ∇⋅j⃗=−∂ρ∂t\nabla\cdot\vec j=-\frac{\partial\rho}{\partial t}. Ohm: j⃗=σE⃗=E⃗ρ\vec j=\sigma\vec E=\frac{\vec E}\rho, V=RiV=Ri, R=ρℓSR=\rho\frac\ell S; Joule P=Vi=Ri2=V2RP=Vi=Ri^2=\frac{V^2}R.
  • f.e.m. E=∮E⃗∗⋅dl⃗\mathcal E=\oint\vec E^*\cdot d\vec l; generatore reale V=E−riV=\mathcal E-ri, i=ER+ri=\frac{\mathcal E}{R+r} (corto circuito icc=Eri_{cc}=\frac{\mathcal E}r); potenza massima sul carico per R=rR=r (P=E24rP=\frac{\mathcal E^2}{4r}). Serie R=∑RiR=\sum R_i; parallelo 1R=∑1Ri\frac1R=\sum\frac1{R_i}. Kirchhoff: nodi ∑ik=0\sum i_k=0; maglie ∑Ek=∑Rkik\sum\mathcal E_k=\sum R_ki_k.
  • RC: E=Ri+qC\mathcal E=Ri+\frac qC, τ=RC\tau=RC. Carica q=CE(1−e−t/τ)q=C\mathcal E(1-e^{-t/\tau}), i=ERe−t/τi=\frac{\mathcal E}Re^{-t/\tau}, VC=E(1−e−t/τ)V_C=\mathcal E(1-e^{-t/\tau}). Scarica q=q0e−t/τq=q_0e^{-t/\tau}, i=V0Re−t/τi=\frac{V_0}Re^{-t/\tau}. Durante la carica WR=12CE2W_R=\frac12C\mathcal E^2 (metà dell'energia fornita), qualunque sia RR.

Grafico interattivo: Batteria ℰ = 12 V, r = 0,5 Ω (ascissa: corrente i in A, ordinata: tensione in V): la tensione ai morsetti V = ℰ − ri scende fino a 0 in cortocircuito (i = 24 A); su un carico R = 5,5 Ω la retta V = Ri la incontra in i = 2 A, V = 11 V

Grafico interattivo: Carica del condensatore q/(Cℰ) = 1 − e^(−t/τ) (ascissa: t/τ); dopo un τ è al 63%

Grafico interattivo: Scarica del condensatore (ascissa: t/τ): carica q/q₀ = e^(−t/τ) (ha lo stesso andamento della tensione e della corrente) ed energia U/U₀ = e^(−2t/τ), che cala più in fretta: dopo τ restano il 37% della carica e il 13,5% dell'energia

Campo magnetico e forze magnetiche

Note: Campo magnetico e forza di LorentzIl campo magnetico B si definisce dalla forza che agisce su una carica in moto: F = q v × B (forza di Lorentz), perpendicolare alla velocità, quindi non compie lavoro e non cambia l'energia cinetica. Una carica con velocità perpendicolare a B percorre una circonferenza di raggio r = mv/qB con pulsazione ω = qB/m; con una componente parallela il moto è un'elica. Applicazioni: selettore di velocità, spettrometro di massa.Campo magnetico e forza di Lorentz → · Forza magnetica su un conduttore e momento su una spiraSu un tratto di filo percorso da corrente agisce la forza dF = i dl × B (seconda legge elementare di Laplace); su un filo rettilineo in campo uniforme F = i l B sinθ. Nell'effetto Hall la forza sui portatori produce una tensione trasversale che misura B. Una spira in un campo uniforme non sente forza totale ma un momento M = m × B, con momento magnetico m = i S n; l'energia è U = −m·B. Su questo funzionano galvanometro e motore elettrico.Forza magnetica su un conduttore e momento su una spira →

  • F⃗=qv⃗×B⃗\vec F=q\vec v\times\vec B (F=∣q∣vBsin⁡θF=|q|vB\sin\theta, non compie lavoro). Moto circolare (v⃗⊥B⃗\vec v\perp\vec B): r=mv∣q∣B=p∣q∣Br=\frac{mv}{|q|B}=\frac p{|q|B}, ω=∣q∣Bm\omega=\frac{|q|B}m, T=2πm∣q∣BT=\frac{2\pi m}{|q|B}; elica di passo p=v∥Tp=v_\parallel T. Selettore di velocità v=EBv=\frac EB; spettrometro/acceleratore r=1B2mΔVqr=\frac1B\sqrt{\frac{2m\Delta V}q}.
  • Laplace: dF⃗=i dl⃗×B⃗d\vec F=i\,d\vec l\times\vec B, F⃗=iℓ⃗×B⃗\vec F=i\vec\ell\times\vec B, F=iℓBsin⁡θF=i\ell B\sin\theta. Hall: EH=vdBE_H=v_dB, VH=iBnqaV_H=\frac{iB}{nqa}.
  • Spira: m⃗=iSn^\vec m=iS\hat n (A m²), M⃗=m⃗×B⃗\vec M=\vec m\times\vec B, U=−m⃗⋅B⃗U=-\vec m\cdot\vec B.

Grafico interattivo: Carica positiva con v perpendicolare a B (B esce dal foglio, ⊙): la forza qv×B punta sempre verso il centro, e la traiettoria è una circonferenza di raggio r = mv/qB percorsa in senso orario (una carica negativa la percorrerebbe in senso antiorario)

Sorgenti del campo magnetico e leggi della magnetostatica

Note: Prima legge di Laplace e legge di Biot-SavartOgni tratto di filo percorso da corrente produce un campo dB = (μ0/4π) i dl × u_r / r² (prima legge elementare di Laplace). Integrando: filo rettilineo indefinito B = μ0 i/2πR (Biot-Savart), con linee di campo circolari; spira circolare al centro B = μ0 i/2R, sull'asse uguale al campo di un dipolo magnetico lontano. Due fili paralleli si attraggono se le correnti sono concordi, con forza per unità di lunghezza μ0 i1 i2/2πd.Prima legge di Laplace e legge di Biot-Savart → · Legge di Gauss per il magnetismo e teorema di AmpèreLe linee del campo magnetico sono chiuse: il flusso di B attraverso qualunque superficie chiusa è nullo (div B = 0, non esistono monopoli). La circuitazione di B lungo una linea chiusa vale μ0 per la corrente concatenata (teorema di Ampère, rot B = μ0 j). Con la simmetria giusta Ampère dà subito il campo: filo spesso, solenoide indefinito B = μ0 n i (uniforme dentro, nullo fuori), toroide B = μ0 N i/2πr.Legge di Gauss per il magnetismo e teorema di Ampère →

  • dB⃗=μ04πi dl⃗×u^rr2d\vec B=\frac{\mu_0}{4\pi}\frac{i\,d\vec l\times\hat u_r}{r^2}, μ0=4π⋅10−7 T m/A\mu_0=4\pi\cdot10^{-7}\ \mathrm{T\,m/A}. Filo indefinito B=μ0i2πRB=\frac{\mu_0i}{2\pi R}; filo finito B=μ0i4πR(sin⁡α1+sin⁡α2)B=\frac{\mu_0i}{4\pi R}(\sin\alpha_1+\sin\alpha_2); centro della spira B=μ0i2RB=\frac{\mu_0i}{2R}; asse della spira B(z)=μ0iR22(R2+z2)3/2≈μ04π2mz3B(z)=\frac{\mu_0iR^2}{2(R^2+z^2)^{3/2}}\approx\frac{\mu_0}{4\pi}\frac{2m}{z^3} (m=iπR2m=i\pi R^2). Due fili paralleli: Fℓ=μ0i1i22πd\frac F\ell=\frac{\mu_0i_1i_2}{2\pi d} (attrattiva se concordi).
  • Gauss magnetica: ∮SB⃗⋅dS⃗=0\oint_S\vec B\cdot d\vec S=0, ∇⋅B⃗=0\nabla\cdot\vec B=0 (flusso in weber, 1 Wb=1 T m21\ \mathrm{Wb}=1\ \mathrm{T\,m^2}). Ampère: ∮γB⃗⋅dl⃗=μ0∑iconc\oint_\gamma\vec B\cdot d\vec l=\mu_0\sum i_{conc}, ∇×B⃗=μ0j⃗\nabla\times\vec B=\mu_0\vec j.
  • Cilindro pieno B=μ0ir2πR2B=\frac{\mu_0ir}{2\pi R^2} dentro, μ0i2πr\frac{\mu_0i}{2\pi r} fuori; solenoide indefinito B=μ0niB=\mu_0ni dentro, 00 fuori; toroide B=μ0Ni2πrB=\frac{\mu_0Ni}{2\pi r}.

Grafico interattivo: Campo di un filo indefinito con i = 10 A (ascissa: R in cm, ordinata: B in mT): B = μ₀i/2πR = 0,2/R mT, vale 0,2 mT a 1 cm e si dimezza raddoppiando la distanza

Grafico interattivo: Campo sull'asse di una spira (ascissa: z/R, ordinata: B in unità del valore al centro μ₀i/2R) e sua approssimazione di dipolo, (R/z)³ (tratteggio): per z ≳ 3R le due curve differiscono per meno del 20%, vicino alla spira l'approssimazione non vale

Grafico interattivo: Campo di un filo cilindrico di raggio R = 1 con corrente distribuita uniformemente (ascissa: r in unità di R, ordinata: B in unità di μ₀i/2πR): cresce linearmente dentro, μ₀ir/2πR², e cala come 1/r fuori; è massimo sulla superficie

Proprietà magnetiche della materia

Note: Magnetizzazione e campo HNella materia ogni atomo si comporta come una piccola spira (correnti amperiane). Il vettore magnetizzazione M è il momento magnetico per unità di volume (A/m); un materiale magnetizzato equivale a correnti di magnetizzazione, superficiali k_m = M × n e di volume j_m = rot M. Il campo H = B/μ0 − M ha come sorgenti solo le correnti libere: ∮H·dl = i_libere. Nei materiali lineari M = χm H e B = μ0 μr H, con μr = 1 + χm. In un solenoide pieno di materiale H = n i e B = μ0 μr n i.Magnetizzazione e campo H → · Diamagnetismo, paramagnetismo e ferromagnetismoI materiali "amagnetici" hanno suscettività piccolissima: diamagnetici χm ≈ −10⁻⁵ (tutti gli atomi, momenti indotti opposti al campo, respinti dai magneti), paramagnetici χm ≈ +10⁻⁵ (momenti permanenti allineati poco dall'agitazione termica, legge di Curie χm = C/T). I ferromagnetici (Fe, Ni, Co) hanno χm da 10² a 10⁵, non costante: sono divisi in domini di Weiss già magnetizzati, presentano isteresi (campo residuo, campo coercitivo) e sopra la temperatura di Curie diventano paramagnetici.Diamagnetismo, paramagnetismo e ferromagnetismo →

  • M⃗=dm⃗dτ\vec M=\frac{d\vec m}{d\tau} (A/m); correnti di magnetizzazione k⃗m=M⃗×n^\vec k_m=\vec M\times\hat n, j⃗m=∇×M⃗\vec j_m=\nabla\times\vec M. H⃗=B⃗μ0−M⃗\vec H=\frac{\vec B}{\mu_0}-\vec M, ∮H⃗⋅dl⃗=ilibere\oint\vec H\cdot d\vec l=i_{libere}, ∇×H⃗=j⃗libere\nabla\times\vec H=\vec j_{libere}.
  • Materiali lineari: M⃗=χmH⃗\vec M=\chi_m\vec H, B⃗=μ0(1+χm)H⃗=μ0μrH⃗\vec B=\mu_0(1+\chi_m)\vec H=\mu_0\mu_r\vec H. Solenoide pieno: H=niH=ni, B=μ0μrniB=\mu_0\mu_rni. Elettromagnete con traferro hh: B=μ0Ni2πr−hμr+hB=\frac{\mu_0Ni}{\frac{2\pi r-h}{\mu_r}+h}.
  • Diamagneti χm≈−10−5\chi_m\approx-10^{-5}; paramagneti χm≈+10−5\chi_m\approx+10^{-5}, Curie χm=CT\chi_m=\frac CT; ferromagneti χm=102\chi_m=10^2-10510^5, non lineari, con isteresi; sopra la temperatura di Curie χm=CT−TC\chi_m=\frac C{T-T_C}.

Grafico interattivo: Ciclo di isteresi di un ferromagnete (ascissa: H in unità arbitrarie, ordinata: B in unità della saturazione): la curva di prima magnetizzazione (tratteggio) parte da 0 e arriva alla saturazione; riportando H a zero resta il campo residuo B_r, e per annullare B serve un campo opposto, il campo coercitivo H_c; l'anello si percorre in senso antiorario e la sua area è l'energia dissipata per ciclo

Induzione elettromagnetica

Note: Legge di Faraday-Neumann-LenzOgni volta che il flusso di B concatenato con un circuito cambia (perché cambia B, l'area o l'orientazione) nel circuito nasce una f.e.m. indotta ℰ = −dΦ/dt (legge di Faraday-Neumann); il segno meno (legge di Lenz) dice che la corrente indotta si oppone alla variazione. La carica che circola è q = ΔΦ/R (legge di Felici). Una sbarretta che scorre su rotaie dà ℰ = Bℓv ed è frenata da F = B²ℓ²v/R. Un campo B variabile produce un campo elettrico indotto non conservativo: ∮E·dl = −dΦ/dt, rot E = −∂B/∂t. Applicazioni: correnti di Foucault, alternatore.Legge di Faraday-Neumann-Lenz → · Autoinduzione, circuiti RL ed energia magneticaLa corrente di un circuito produce un flusso concatenato con il circuito stesso, Φ = L i; L (induttanza, in henry) dipende solo dalla geometria: per un solenoide L = μ0 n² S ℓ. Se la corrente cambia nasce una f.e.m. autoindotta −L di/dt che si oppone alla variazione. In un circuito RL la corrente cresce come i = (ℰ/R)(1 − e^(−t/τ)) e si spegne come i0 e^(−t/τ), con τ = L/R. Un induttore percorso da corrente immagazzina l'energia ½ L i², distribuita nel campo con densità u = B²/2μ0.Autoinduzione, circuiti RL ed energia magnetica → · Mutua induzioneDue circuiti vicini si scambiano flusso: il flusso prodotto dal circuito 1 e concatenato con il 2 è Φ21 = M i1, e il coefficiente di mutua induzione M (in henry) è lo stesso nei due sensi, M12 = M21. Una corrente variabile in un circuito induce nell'altro la f.e.m. −M di/dt. Per una bobina di N spire di area A dentro un solenoide con n spire per metro, M = μ0 n N A cosθ. L'energia di due circuiti accoppiati è ½L1 i1² + ½L2 i2² + M i1 i2. Su questo funziona il trasformatore: V2/V1 = N2/N1.Mutua induzione →

  • Ei=−dΦdt\mathcal E_i=-\frac{d\Phi}{dt}, Φ=∫SB⃗⋅dS⃗\Phi=\int_S\vec B\cdot d\vec S (Lenz: la corrente indotta si oppone alla variazione); Felici ∣q∣=∣ΔΦ∣R|q|=\frac{|\Delta\Phi|}R. Sbarretta: ∣Ei∣=Bℓv|\mathcal E_i|=B\ell v, F=B2ℓ2RvF=\frac{B^2\ell^2}Rv, libera v=v0e−t/τv=v_0e^{-t/\tau} con τ=mRB2ℓ2\tau=\frac{mR}{B^2\ell^2}. Bobina rotante Φ=NBScos⁡ωt\Phi=NBS\cos\omega t, Ei=NBSωsin⁡ωt\mathcal E_i=NBS\omega\sin\omega t.
  • Campo indotto: ∮γE⃗⋅dl⃗=−ddt∫SB⃗⋅dS⃗\oint_\gamma\vec E\cdot d\vec l=-\frac d{dt}\int_S\vec B\cdot d\vec S, ∇×E⃗=−∂B⃗∂t\nabla\times\vec E=-\frac{\partial\vec B}{\partial t}.
  • Autoinduzione Φ=Li\Phi=Li (henry), EL=−Ldidt\mathcal E_L=-L\frac{di}{dt}, solenoide L=μ0n2Sℓ=μ0N2SℓL=\mu_0n^2S\ell=\mu_0\frac{N^2S}\ell. RL: τ=LR\tau=\frac LR; chiusura i=ER(1−e−t/τ)i=\frac{\mathcal E}R(1-e^{-t/\tau}); apertura i=i0e−t/τi=i_0e^{-t/\tau}. Energia UB=12Li2=Φ22LU_B=\frac12Li^2=\frac{\Phi^2}{2L}, densità uB=B22μ0u_B=\frac{B^2}{2\mu_0}.
  • Mutua induzione Φ21=M21i1\Phi_{21}=M_{21}i_1, M12=M21M_{12}=M_{21}, E2=−Mdi1dt\mathcal E_2=-M\frac{di_1}{dt}; bobina in solenoide M=μ0nNAcos⁡θM=\mu_0nNA\cos\theta; energia U=12L1i12+12L2i22+Mi1i2U=\frac12L_1i_1^2+\frac12L_2i_2^2+Mi_1i_2; trasformatore V2V1=N2N1\frac{V_2}{V_1}=\frac{N_2}{N_1}.

Grafico interattivo: Chiusura del circuito RL (ascissa: t/τ con τ = L/R): corrente i in unità di ℰ/R e tensione sull'induttore V_L in unità di ℰ; all'inizio tutta la tensione è sull'induttore e i = 0, a regime V_L = 0 e i = ℰ/R; in ogni istante V_L + Ri = ℰ, quindi le due curve si sommano a 1

Grafico interattivo: Sbarretta lasciata libera con velocità iniziale v₀ (ascissa: t/τ con τ = mR/B²ℓ²): la velocità v/v₀ = e^(−t/τ) decade a zero e lo spazio percorso x/(v₀τ) = 1 − e^(−t/τ) tende al valore finito v₀τ, che è la distanza totale di arresto

Equazioni di Maxwell e onde elettromagnetiche

Note: Corrente di spostamento ed equazioni di MaxwellLa legge di Ampère non vale per correnti non stazionarie (condensatore in carica). Maxwell aggiunse la corrente di spostamento i_s = ε0 dΦ(E)/dt, che tra le armature di un condensatore è uguale alla corrente di conduzione nei fili: legge di Ampère-Maxwell ∮B·ds = μ0(i + ε0 dΦ(E)/dt), rot B = μ0 J + μ0ε0 ∂E/∂t. Con Gauss elettrica, Gauss magnetica e Faraday formano le quattro equazioni di Maxwell. Nel vuoto senza sorgenti E e B soddisfano l'equazione delle onde, con velocità c = 1/√(ε0μ0) = 3·10⁸ m/s: la luce è un'onda elettromagnetica, con E ⊥ B ⊥ direzione di propagazione ed E = cB.Corrente di spostamento ed equazioni di Maxwell → · Onde elettromagneticheUn'onda è una perturbazione f(x − vt) che si propaga senza deformarsi e soddisfa l'equazione delle onde; un'onda armonica è E0 sin(kx − ωt), con k = 2π/λ, ω = 2πf, v = λf = ω/k. Dalle equazioni di Maxwell nel vuoto E e B soddisfano l'equazione delle onde con velocità c = 1/√(μ0ε0) = 3·10⁸ m/s. L'onda piana è trasversale: E, B e direzione di propagazione sono perpendicolari, E = cB, in fase. Nei mezzi v = c/n. Trasporta energia: vettore di Poynting S = E × B/μ0, intensità I = ½ cε0 E0²; e quantità di moto: pressione di radiazione I/c (assorbita).Onde elettromagnetiche →

  • Corrente di spostamento is=ε0dΦ(E⃗)dti_s=\varepsilon_0\frac{d\Phi(\vec E)}{dt}; Ampère-Maxwell ∮B⃗⋅dl⃗=μ0(iconc+ε0dΦ(E⃗)dt)\oint\vec B\cdot d\vec l=\mu_0\big(i_{conc}+\varepsilon_0\frac{d\Phi(\vec E)}{dt}\big), ∇×B⃗=μ0j⃗+μ0ε0∂E⃗∂t\nabla\times\vec B=\mu_0\vec j+\mu_0\varepsilon_0\frac{\partial\vec E}{\partial t} (implica la conservazione della carica). Maxwell: ∇⋅E⃗=ρε0\nabla\cdot\vec E=\frac\rho{\varepsilon_0}, ∇⋅B⃗=0\nabla\cdot\vec B=0, ∇×E⃗=−∂B⃗∂t\nabla\times\vec E=-\frac{\partial\vec B}{\partial t}, ∇×B⃗=μ0j⃗+μ0ε0∂E⃗∂t\nabla\times\vec B=\mu_0\vec j+\mu_0\varepsilon_0\frac{\partial\vec E}{\partial t}.
  • Onda: f(x∓vt)f(x\mp vt), ∂2f∂x2=1v2∂2f∂t2\frac{\partial^2f}{\partial x^2}=\frac1{v^2}\frac{\partial^2f}{\partial t^2}; armonica Asin⁡(kx−ωt)A\sin(kx-\omega t), k=2πλk=\frac{2\pi}\lambda, ω=2πf\omega=2\pi f, v=ωk=λfv=\frac\omega k=\lambda f.
  • Nel vuoto c=1μ0ε0=2,998⋅108 m/sc=\frac1{\sqrt{\mu_0\varepsilon_0}}=2{,}998\cdot10^8\ \mathrm{m/s}; onda piana trasversale: E⃗⊥B⃗⊥\vec E\perp\vec B\perp propagazione, in fase, E=cBE=cB. Nei mezzi v=cnv=\frac cn, n=εrμr≈εrn=\sqrt{\varepsilon_r\mu_r}\approx\sqrt{\varepsilon_r}. Onda sferica E=E0rsin⁡(kr−ωt)E=\frac{E_0}r\sin(kr-\omega t).
  • Energia u=12ε0E2+B22μ0=ε0E2u=\frac12\varepsilon_0E^2+\frac{B^2}{2\mu_0}=\varepsilon_0E^2; Poynting S⃗=E⃗×B⃗μ0\vec S=\frac{\vec E\times\vec B}{\mu_0}; intensità I=12cε0E02I=\frac12c\varepsilon_0E_0^2; pressione di radiazione p=Icp=\frac Ic (assorbente), 2Ic\frac{2I}c (riflettente).

Grafico interattivo: Onda piana verso +x: E_y/E₀ in funzione di x/λ a due istanti, t = 0 e t = T/4 (B_z ha la stessa forma, in fase, con ampiezza E₀/c): dopo un quarto di periodo il profilo si è spostato in avanti di λ/4, cioè di vT

Riflessione, rifrazione e polarizzazione

Note: Principio di Huygens, riflessione e rifrazioneOgni punto di un fronte d'onda si comporta come sorgente di onde sferiche secondarie (Huygens). Quando un'onda incontra la superficie di separazione tra due mezzi nascono un'onda riflessa e una trasmessa; imponendo che le fasi coincidano sulla superficie si ottiene: frequenza invariata, raggi complanari, angolo di riflessione = angolo di incidenza, legge di Snell n1 sin θi = n2 sin θt. Passando a un mezzo meno denso (n1 > n2) oltre l'angolo limite sin θlim = n2/n1 c'è riflessione totale. Una lastra a facce parallele sposta il raggio senza deviarlo; la dipendenza di n da λ (dispersione) separa i colori nel prisma. Intensità in un mezzo: I = n E0²/(2Z0), con Z0 = 377 Ω.Principio di Huygens, riflessione e rifrazione → · Coefficienti di Fresnel e angolo di BrewsterIl campo elettrico dell'onda si scompone nella componente σ (perpendicolare al piano di incidenza) e π (nel piano). I coefficienti di Fresnel danno i rapporti tra le ampiezze: rσ = −sin(θi−θt)/sin(θi+θt), rπ = tan(θi−θt)/tan(θi+θt); a incidenza normale r = (n1−n2)/(n1+n2). La frazione di potenza riflessa è R = r², quella trasmessa T = 1 − R; aria-vetro a incidenza normale R = 4%. L'intensità trasmessa è T·Ii·cosθi/cosθt perché il fascio cambia sezione. Riflettendo su un mezzo più denso l'onda si inverte (sfasamento π). All'angolo di Brewster tan θB = n2/n1 (θi + θt = 90°) la componente π non viene riflessa: la luce riflessa è tutta polarizzata σ.Coefficienti di Fresnel e angolo di Brewster → · Polarizzatori e legge di MalusUn polarizzatore ideale lascia passare solo la componente del campo elettrico parallela al suo asse ottico (di trasmissione) e assorbe l'altra. Se la luce incidente è polarizzata linearmente e forma l'angolo θ con l'asse, esce E0 cos θ e l'intensità diventa I = I0 cos²θ (legge di Malus); la luce esce polarizzata lungo l'asse. La luce naturale perde sempre metà dell'intensità: I = I0/2. Due polarizzatori incrociati non lasciano passare nulla, ma inserendone un terzo a 45° in mezzo passa I0/8. Con una miscela di luce polarizzata e naturale: I = Inat/2 + Ipol cos²θ.Polarizzatori e legge di Malus →

  • n=cvn=\frac cv; Z0=μ0ε0≈377 ΩZ_0=\sqrt{\frac{\mu_0}{\varepsilon_0}}\approx377\ \Omega; intensità I=E022Z0I=\frac{E_0^2}{2Z_0} (vuoto), nE022Z0\frac{nE_0^2}{2Z_0} (mezzo). La frequenza non cambia.
  • θr=θi\theta_r=\theta_i; Snell n1sin⁡θi=n2sin⁡θtn_1\sin\theta_i=n_2\sin\theta_t; riflessione totale oltre sin⁡θlim=n2n1\sin\theta_{lim}=\frac{n_2}{n_1} (n1>n2n_1>n_2). Lastra a facce parallele: sposta il raggio senza deviarlo. Dispersione (Cauchy): n(λ)=A+Bλ2n(\lambda)=A+\frac B{\lambda^2}.
  • Fresnel (componente σ e πσ è la componente del campo perpendicolare al piano di incidenza, π quella nel piano.): rσ=−sin⁡(θi−θt)sin⁡(θi+θt)r_\sigma=-\frac{\sin(\theta_i-\theta_t)}{\sin(\theta_i+\theta_t)}, rπ=tan⁡(θi−θt)tan⁡(θi+θt)r_\pi=\frac{\tan(\theta_i-\theta_t)}{\tan(\theta_i+\theta_t)}; incidenza normale r=n1−n2n1+n2r=\frac{n_1-n_2}{n_1+n_2}, t=2n1n1+n2t=\frac{2n_1}{n_1+n_2}. Potenza riflessa R=r2R=r^2, trasmessa T=1−RT=1-R; R=(n1−n2n1+n2)2R=\big(\frac{n_1-n_2}{n_1+n_2}\big)^2 (aria-vetro 4%4\%); Ir=RIiI_r=RI_i, It=TIicos⁡θicos⁡θtI_t=TI_i\frac{\cos\theta_i}{\cos\theta_t}.
  • Brewster: tan⁡θB=n2n1\tan\theta_B=\frac{n_2}{n_1} (θi+θt=90∘\theta_i+\theta_t=90^\circ): rπ=0r_\pi=0, la luce riflessa è tutta polarizzata σ\sigma.
  • Malus: I=I0cos⁡2θI=I_0\cos^2\theta; luce naturale I=I02I=\frac{I_0}2; polarizzatori incrociati con un terzo a 45∘45^\circ: I08\frac{I_0}8; miscela I=Inat2+Ipolcos⁡2θI=\frac{I_{nat}}2+I_{pol}\cos^2\theta.

Grafico interattivo: Passaggio vetro → aria (n₁ = 1,5, n₂ = 1; ascissa: θᵢ in gradi, ordinata: θₜ in gradi): θₜ è sempre maggiore di θᵢ e raggiunge 90° all'angolo limite 41,8°; oltre non esiste onda trasmessa (sin θₜ sarebbe maggiore di 1) e la curva si interrompe: riflessione totale

Grafico interattivo: Rπ in funzione dell'angolo di incidenza in gradi, aria → vetro (n = 1,5): si annulla all'angolo di Brewster, 56,3°

Grafico interattivo: Legge di Malus, I/I₀ = cos²θ (ascissa: θ in gradi tra il campo incidente e l'asse del polarizzatore): passa tutto a 0° e 180°, metà a 45° e 135°, nulla a 90°; a 60° passa un quarto

Interferenza

Note: Interferenza di due sorgenti ed esperimento di YoungDue onde coerenti (stessa frequenza, differenza di fase costante) con la stessa polarizzazione che si sovrappongono danno I = I1 + I2 + 2√(I1 I2) cos δ, con δ = k(r2 − r1) + sfasamento tra le sorgenti. Massimi (interferenza costruttiva) per δ = 2mπ, cioè r2 − r1 = mλ; minimi (distruttiva) per δ = (2m+1)π, cioè r2 − r1 = (m + ½)λ. Con intensità uguali I = 4I0 cos²(δ/2): massimi 4I0, minimi 0. Onde incoerenti o polarizzate perpendicolarmente non interferiscono: I = I1 + I2. Esperimento di Young (fenditure a distanza d, schermo a distanza L): massimi a d sin θ = mλ, frange equidistanti di passo Δx = λL/d. In un mezzo conta il cammino ottico n·r; una lamina di spessore s davanti a una fenditura sfasa di 2π(n−1)s/λ0.Interferenza di due sorgenti ed esperimento di Young → · Interferenza di N sorgenti e onde stazionarieN sorgenti coerenti, uguali ed equidistanti (passo d), come N fenditure sottili: tra due sorgenti vicine c'è la differenza di fase δ = 2π d sin θ/λ e l'intensità è I = I0 sin²(Nδ/2)/sin²(δ/2). Massimi principali per d sin θ = mλ, con intensità N²I0; minimi per d sin θ = m'λ/N (m' non multiplo di N): tra due massimi principali ci sono N − 1 minimi e N − 2 massimi secondari deboli. Più sorgenti = massimi più alti (N²) e più stretti (1/N). Due onde uguali che viaggiano in versi opposti formano un'onda stazionaria 2A sin(kx) cos(ωt): nodi fissi ogni λ/2, nessun trasporto di energia; davanti a uno specchio metallico E ha un nodo sullo specchio.Interferenza di N sorgenti e onde stazionarie →

  • Due sorgenti coerenti: δ=2πλ(r2−r1)+(α2−α1)\delta=\frac{2\pi}\lambda(r_2-r_1)+(\alpha_2-\alpha_1), I=I1+I2+2I1I2cos⁡δI=I_1+I_2+2\sqrt{I_1I_2}\cos\delta. Massimi δ=2mπ\delta=2m\pi (r2−r1=mλr_2-r_1=m\lambda), minimi δ=(2m+1)π\delta=(2m+1)\pi; intensità uguali I=4I0cos⁡2δ2I=4I_0\cos^2\frac\delta2. Incoerenti o polarizzate perpendicolarmente: I=I1+I2I=I_1+I_2. Cammino ottico δ=2πλ0(n2r2−n1r1)\delta=\frac{2\pi}{\lambda_0}(n_2r_2-n_1r_1); lamina di spessore ss: Δδ=2πλ0(n−1)s\Delta\delta=\frac{2\pi}{\lambda_0}(n-1)s.
  • Young (fenditure a distanza dd, schermo a LL): dsin⁡θm=mλd\sin\theta_m=m\lambda (massimi), dsin⁡θ=(m+12)λd\sin\theta=(m+\frac12)\lambda (minimi); xm=mλLdx_m=m\frac{\lambda L}d, passo Δx=λLd\Delta x=\frac{\lambda L}d; I=4I0cos⁡2(πdsin⁡θλ)I=4I_0\cos^2\big(\frac{\pi d\sin\theta}\lambda\big).
  • NN sorgenti: δ=2πλdsin⁡θ\delta=\frac{2\pi}\lambda d\sin\theta, I=I0sin⁡2(Nδ/2)sin⁡2(δ/2)I=I_0\frac{\sin^2(N\delta/2)}{\sin^2(\delta/2)}; massimi principali dsin⁡θ=mλd\sin\theta=m\lambda con I=N2I0I=N^2I_0; minimi dsin⁡θ=m′Nλd\sin\theta=\frac{m'}N\lambda (m′m' non multiplo di NN): tra due massimi N−1N-1 minimi e N−2N-2 massimi secondari; larghezza Δ(sin⁡θ)=λNd\Delta(\sin\theta)=\frac\lambda{Nd}.
  • Onda stazionaria y=2Asin⁡(kx)cos⁡(ωt)y=2A\sin(kx)\cos(\omega t) (nodi ogni λ2\frac\lambda2, nessun trasporto di energia); davanti a uno specchio metallico E=2E0sin⁡(kx)cos⁡(ωt)E=2E_0\sin(kx)\cos(\omega t) con nodo sullo specchio.

Grafico interattivo: Young con λ = 600 nm, d = 0,5 mm, L = 2 m: I/(4I0) sullo schermo in funzione di x in mm. Frange equidistanti di passo 2,4 mm

Grafico interattivo: Cinque sorgenti: I/(N²I0) in funzione di δ/2 = πd sinθ/λ. Massimi principali a 0 e ±π, tra loro 4 zeri e 3 massimi secondari deboli

Diffrazione

Note: Diffrazione da una fenditura e reticoloLa diffrazione è l'allargarsi di un'onda oltre un'apertura o un ostacolo, evidente quando l'apertura è confrontabile con λ. Per Huygens ogni punto della fenditura è una sorgente: è l'interferenza di infinite sorgenti. Diffrazione di Fraunhofer (schermo lontano) da una fenditura di larghezza a: I = Imax (sin α/α)² con α = π a sin θ/λ; minimi per a sin θ = mλ (m ≠ 0), massimo centrale largo il doppio degli altri, massimi secondari deboli (4,7%, 1,6%...). Con N fenditure di larghezza a e passo d l'intensità è la figura di interferenza di N sorgenti modulata dalla diffrazione della singola fenditura. Reticolo: massimi principali d sin θ = mλ, diversi per ogni colore; potere risolutivo λ/Δλ = mN.Diffrazione da una fenditura e reticolo →

  • Fenditura di larghezza aa (Fraunhofer): I=Imax(sin⁡αα)2I=I_{max}\big(\frac{\sin\alpha}\alpha\big)^2, α=πasin⁡θλ\alpha=\frac{\pi a\sin\theta}\lambda; minimi asin⁡θ=mλa\sin\theta=m\lambda (m=±1,±2,…m=\pm1,\pm2,\dots); massimo centrale largo il doppio degli altri, Δxcentrale=2λLa\Delta x_{centrale}=\frac{2\lambda L}a.
  • NN fenditure di passo dd: I=I0sin⁡2(Nδ/2)sin⁡2(δ/2)(sin⁡αα)2I=I_0\frac{\sin^2(N\delta/2)}{\sin^2(\delta/2)}\big(\frac{\sin\alpha}\alpha\big)^2 (interferenza modulata dalla diffrazione). Reticolo: massimi dsin⁡θ=mλd\sin\theta=m\lambda; potere risolutivo λΔλ≤mN\frac\lambda{\Delta\lambda}\le mN.

Grafico interattivo: Diffrazione da una fenditura: I/Imax in funzione di α = πa sinθ/λ. Zeri a α = ±π, ±2π, ...; il massimo centrale è largo il doppio degli altri

Grafico interattivo: Cinque fenditure di larghezza a e passo d = 3a (ascissa: a sinθ/λ; ordinata: I/I_max): i massimi principali sono a d sinθ = mλ, cioè in a sinθ/λ = m/3, e il loro picco segue l'inviluppo di diffrazione (tratteggio): dentro il massimo centrale si vedono m = 0, ±1, ±2, mentre m = ±3 cadrebbe sullo zero dell'inviluppo (in ±1) e manca

Cenni di fisica moderna

Note: Cenni di fisica moderna - corpo nero, effetto fotoelettrico, Compton e de BroglieAlcuni fenomeni non si spiegano con le onde classiche. Corpo nero: lo spettro emesso dipende solo da T (Wien: λmax T = 2,9·10⁻³ m·K; Stefan-Boltzmann: P = σAT⁴); Planck lo spiega supponendo che l'energia sia scambiata a pacchetti hf, con h = 6,63·10⁻³⁴ J·s. Effetto fotoelettrico: la luce estrae elettroni da un metallo solo se f supera una soglia, con energia cinetica massima K = hf − W indipendente dall'intensità; Einstein: la luce è fatta di fotoni di energia hf. Effetto Compton: i raggi X diffusi dagli elettroni aumentano la lunghezza d'onda di Δλ = (h/mc)(1 − cos θ): il fotone ha quantità di moto p = h/λ. De Broglie: anche la materia ha una lunghezza d'onda λ = h/p (diffrazione degli elettroni).Cenni di fisica moderna - corpo nero, effetto fotoelettrico, Compton e de Broglie →

  • Corpo nero: Wien λmaxT=2,898⋅10−3 m K\lambda_{max}T=2{,}898\cdot10^{-3}\ \mathrm{m\,K}; Stefan-Boltzmann P=σAT4P=\sigma AT^4, σ=5,67⋅10−8 W/(m2K4)\sigma=5{,}67\cdot10^{-8}\ \mathrm{W/(m^2K^4)}. Planck: energia a pacchetti E=hfE=hf, h=6,63⋅10−34 J sh=6{,}63\cdot10^{-34}\ \mathrm{J\,s}.
  • Effetto fotoelettrico: Kmax=hf−WK_{max}=hf-W (esiste una soglia in frequenza, indipendente dall'intensità). Fotone: p=Ec=hfc=hλp=\frac Ec=\frac{hf}c=\frac h\lambda.
  • Compton: λ′−λ=hmec(1−cos⁡θ)\lambda'-\lambda=\frac h{m_ec}(1-\cos\theta), hmec=2,43 pm\frac h{m_ec}=2{,}43\ \mathrm{pm}. De Broglie: λ=hp\lambda=\frac hp.

Grafico interattivo: Energia cinetica massima dei fotoelettroni, K = hf − W (ascissa: f in 10¹⁴ Hz, ordinata: K in eV): rette parallele, con la stessa pendenza h = 4,14·10⁻¹⁵ eV·s per ogni metallo, che partono dalla frequenza di soglia f₀ = W/h (sotto non esce nessun elettrone, qualunque sia l'intensità); il punto è l'esempio del sodio con luce di 400 nm (7,5·10¹⁴ Hz, K = 0,82 eV)

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