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Note per Studenti Estremi vincolati - metodo diretto e moltiplicatori di Lagrange

Estremi vincolati - metodo diretto e moltiplicatori di Lagrange

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Nei problemi concreti il punto non si muove su tutto il piano: deve restare su una curva (un cerchio, un'ellisse, un arco) o dentro una regione (un disco, un triangolo). Esempi: il punto di una curva più vicino all'origine, il rettangolo di perimetro minimo con area assegnata, la temperatura massima su una lamina circolare. Qui si impara a risolvere tutti questi problemi. Si usa Fermat (Massimi e minimi liberi e natura dei punti criticiEstremo assoluto = vale in tutto il dominio, relativo = vale in un intorno; "libero" = il dominio è aperto. Fermat (D): in un punto interno di estremo locale dove f è derivabile, ∇f = 0 (punto critico); non basta (x³, −y³, sella x² − y²). Taylor al secondo ordine (D): con f in C² e ∇f(P) = 0, l'Hessiana definita positiva dà minimo locale stretto, definita negativa massimo locale stretto, indefinita sella; per n = 2: det H > 0 e f_xx > 0 minimo, det H > 0 e f_xx < 0 massimo, det H < 0 sella, det H = 0 non decide (x⁴ + y⁴, −x⁴ − y⁴, x⁴ − y⁴). Estremi globali: Weierstrass in un chiuso illimitato se f → +∞ (o −∞) all'infinito (D), da verificare in coordinate polari con una stima che non dipende dall'angolo.Massimi e minimi liberi e natura dei punti critici →), il teorema di Dini (Funzioni implicite e teorema di Dini nel pianoUna curva di livello f(x,y) = 0 è localmente il grafico di una funzione y = g(x) se f ∈ C¹, f(x₀,y₀) = 0 e f_y(x₀,y₀) ≠ 0 (teorema di Dini): g è unica, di classe C¹ e g'(x) = −f_x/f_y (D). Se invece f_x ≠ 0 si esplicita x = h(y), con h' = −f_y/f_x: il teorema si applica in tutti i punti non critici dell'insieme di livello. Retta tangente alla curva in (x₀,y₀): f_x(x₀,y₀)(x−x₀) + f_y(x₀,y₀)(y−y₀) = 0. Se f ∈ C², g''(x₀) = −(f_xx + 2f_xy g' + f_yy g'²)/f_y. Dove f_y = 0 la curva può avere tangente verticale, incroci (x² − y²) o cuspidi (x² − y³).Funzioni implicite e teorema di Dini nel piano →) e il teorema di Weierstrass (Topologia di Rn, teorema di Weierstrass e teorema degli zeriDato E ⊆ R^n, ogni punto è interno, esterno o di frontiera (partizione). E è aperto se E = interno, chiuso se il complementare è aperto (equivalentemente contiene la frontiera, o contiene i limiti delle sue successioni). Palle aperte e insiemi {f<c} con f continua sono aperti; {f≤c}, {f=c} chiusi. Compatto = chiuso e limitato. Weierstrass: f continua su un compatto ha massimo e minimo; vale anche su un chiuso illimitato se f→+∞ (minimo) o f→−∞ (massimo) all'infinito. Connesso per archi + f continua con segni opposti ⇒ f si annulla (teorema degli zeri).Topologia di Rn, teorema di Weierstrass e teorema degli zeri →).

1. Il problema

Siano f,g:A→Rf, g : A \to \mathbb{R} di classe C1C^1 su un aperto A⊆R2A \subseteq \mathbb{R}^2, b∈Rb \in \mathbb{R}, e Γ={(x,y)∈A:g(x,y)=b}\Gamma = \{(x,y) \in A : g(x,y) = b\} la curva (vincolo). Si cercano i punti di massimo e minimo della restrizione f∣Γf|_\Gamma: max⁡/min⁡f(x,y)cong(x,y)=b.\max / \min f(x,y) \quad \text{con} \quad g(x,y) = b. Il caso generale è invece un insieme KK chiuso definito da disuguaglianze (g≤bg \le b, g≥bg \ge b, più condizioni): max⁡/min⁡f(x,y)con(x,y)∈K.\max / \min f(x,y) \quad \text{con} \quad (x,y) \in K. I casi sono:

  • Caso 1 (vincolo di uguaglianza): 1A il vincolo si può esplicitare o parametrizzare; 1B il vincolo è dato solo implicitamente.
  • Caso 2 (KK chiuso): 2.1 KK limitato (compatto); 2.2 KK illimitato.

Definizione (estremo vincolato). P∈ΓP \in \Gamma è punto di massimo (minimo) relativo vincolato se esiste un intorno UU di PP con f(P)≥f(Q)f(P) \ge f(Q) (≤\le) per ogni Q∈Γ∩UQ \in \Gamma \cap U.

2. Metodo diretto: il vincolo si parametrizza

Se Γ\Gamma è il sostegno di una curva r(t)=(x(t),y(t))\mathbf{r}(t) = (x(t), y(t)), t∈It \in I, la restrizione diventa una funzione di una variabile: φ(t)=f(x(t),y(t)),t∈I.\varphi(t) = f(x(t), y(t)), \qquad t \in I. Gli estremi di ff su Γ\Gamma sono gli estremi di φ\varphi, che si cercano con l'Analisi 1: punti con φ′(t)=0\varphi'(t) = 0, più gli estremi dell'intervallo se II è chiuso (e i punti dove φ\varphi non è derivabile).

Esempio. f(x,y)=2x2+y2−xf(x,y) = 2x^2 + y^2 - x sulla circonferenza x2+y2=1x^2 + y^2 = 1. Si pone r(t)=(cos⁡t,sin⁡t)\mathbf{r}(t) = (\cos t, \sin t), t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi]: φ(t)=2cos⁡2t+sin⁡2t−cos⁡t.\varphi(t) = 2\cos^2 t + \sin^2 t - \cos t.

  • φ′(t)=−4cos⁡tsin⁡t+2sin⁡tcos⁡t+sin⁡t=sin⁡t (1−2cos⁡t)\varphi'(t) = -4\cos t\sin t + 2\sin t\cos t + \sin t = \sin t\,(1 - 2\cos t).
  • φ′=0\varphi' = 0 se sin⁡t=0\sin t = 0 (t=0,π,2πt = 0, \pi, 2\pi) oppure cos⁡t=12\cos t = \frac12 (t=π3,5π3t = \frac\pi3, \frac{5\pi}3).
  • Valori: φ(0)=φ(2π)=2−1=1\varphi(0) = \varphi(2\pi) = 2 - 1 = 1; φ(π)=2+1=3\varphi(\pi) = 2 + 1 = 3; φ(π3)=φ(5π3)=2⋅14+34−12=34\varphi\left(\frac\pi3\right) = \varphi\left(\frac{5\pi}3\right) = 2\cdot\frac14 + \frac34 - \frac12 = \frac34.

Quindi max⁡Γf=3\max_\Gamma f = 3 nel punto (cos⁡π,sin⁡π)=(−1,0)(\cos\pi, \sin\pi) = (-1, 0) e min⁡Γf=34\min_\Gamma f = \frac34 nei punti (12,±32)\left(\frac12, \pm\frac{\sqrt3}2\right). (I valori t=0t = 0 e t=2πt = 2\pi corrispondono allo stesso punto (1,0)(1,0): la curva è chiusa.)

Quando conviene il metodo diretto: vincolo che è un grafico (y=h(x)y = h(x): si studia φ(x)=f(x,h(x))\varphi(x) = f(x, h(x))), un segmento, una circonferenza o un'ellisse (parametrizzazione trigonometrica), oppure quando ff si semplifica sul vincolo (per esempio ff dipende solo da x2+y2x^2 + y^2).

3. Moltiplicatori di Lagrange

Se il vincolo è dato solo implicitamente e non è comodo da parametrizzare si usa il teorema dei moltiplicatori.

Teorema (moltiplicatori di Lagrange, vincolo in R2\mathbb{R}^2). Sia AA aperto, f,g∈C1(A)f, g \in C^1(A), Γ={g=b}\Gamma = \{g = b\}. Se P∈ΓP \in \Gamma è un punto di estremo relativo vincolato di f∣Γf|_\Gamma e ∇g(P)≠0,\nabla g(P) \ne \mathbf{0}, allora esiste λ∈R\lambda \in \mathbb{R} (il moltiplicatore) tale che ∇f(P)=λ ∇g(P).\nabla f(P) = \lambda\,\nabla g(P).

Significato geometrico. Il gradiente di gg è perpendicolare alla curva Γ\Gamma (che è una curva di livello di gg). In un estremo vincolato la funzione, spostandosi lungo Γ\Gamma, ha derivata nulla: quindi ∇f\nabla f è perpendicolare anche lui a Γ\Gamma, cioè parallelo a ∇g\nabla g. Equivalentemente la curva di livello di ff passante per PP è tangente al vincolo.

Grafico interattivo: Vincolo x² + y² = 1 e livelli di f = 2x² + y² − x. Il livello f = 3/4 (verde) tocca la circonferenza in (1/2, ±√3/2): minimi vincolati. Il livello f = 3 (arancio) la tocca in (−1, 0): massimo. Nei punti di tangenza ∇f e ∇g sono paralleli

Dimostrazione (D). Sia P=(x∗,y∗)∈ΓP = (x^*, y^*) \in \Gamma un estremo relativo vincolato, con ∇g(P)≠0\nabla g(P) \ne \mathbf{0}; supponiamo gy(P)≠0g_y(P) \ne 0 (se invece gy(P)=0g_y(P) = 0 allora gx(P)≠0g_x(P) \ne 0 e si scambiano i ruoli di xx e yy).

  1. Parametrizzazione locale. Per il teorema di Dini applicato a g(x,y)−b=0g(x,y) - b = 0, vicino a PP l'insieme Γ\Gamma è il grafico di una funzione y=h(x)y = h(x) di classe C1C^1 con h(x∗)=y∗h(x^*) = y^*. Equivalentemente Γ\Gamma è localmente il sostegno della curva regolare r(t)=(t,h(t))\mathbf{r}(t) = (t, h(t)), con r(x∗)=P\mathbf{r}(x^*) = P e r′(x∗)=(1,h′(x∗))≠0\mathbf{r}'(x^*) = (1, h'(x^*)) \ne \mathbf{0}.
  2. Ortogonalità di ∇g\nabla g. Poiché g(r(t))=bg(\mathbf{r}(t)) = b per ogni tt vicino a x∗x^*, derivando con la regola della catena in t=x∗t = x^*: 0=∇g(P)⋅r′(x∗).0 = \nabla g(P)\cdot\mathbf{r}'(x^*).
  3. Ortogonalità di ∇f\nabla f. La funzione di una variabile Φ(t)=f(r(t))\Phi(t) = f(\mathbf{r}(t)) ha in t=x∗t = x^* un estremo relativo (perché PP lo è per f∣Γf|_\Gamma), interno all'intervallo. Per il teorema di Fermat Φ′(x∗)=0\Phi'(x^*) = 0, cioè 0=∇f(P)⋅r′(x∗).0 = \nabla f(P)\cdot\mathbf{r}'(x^*).
  4. Conclusione. ∇f(P)\nabla f(P) e ∇g(P)\nabla g(P) sono entrambi ortogonali al vettore non nullo r′(x∗)\mathbf{r}'(x^*) in R2\mathbb{R}^2. Ma i vettori ortogonali a un vettore non nullo del piano formano una retta (dimensione 11): ∇f(P)\nabla f(P) e ∇g(P)\nabla g(P) sono quindi proporzionali. Poiché ∇g(P)≠0\nabla g(P) \ne \mathbf{0}, esiste λ\lambda con ∇f(P)=λ∇g(P)\nabla f(P) = \lambda\nabla g(P). ■\blacksquare

Definizione (punto critico vincolato). Un punto P∈ΓP \in \Gamma con ∇g(P)≠0\nabla g(P) \ne \mathbf{0} per cui esiste λ\lambda con ∇f(P)=λ∇g(P)\nabla f(P) = \lambda\nabla g(P) si dice punto critico vincolato (o stazionario) di ff su Γ\Gamma.

Funzione lagrangiana. Si introduce L(x,y,λ)=f(x,y)+λ (b−g(x,y)).\mathcal{L}(x,y,\lambda) = f(x,y) + \lambda\,\big(b - g(x,y)\big). Le sue derivate parziali sono Lx=fx−λgx\mathcal{L}_x = f_x - \lambda g_x, Ly=fy−λgy\mathcal{L}_y = f_y - \lambda g_y, Lλ=b−g\mathcal{L}_\lambda = b - g. Quindi ∇L(x,y,λ)=0  ⟺  {∇f(x,y)=λ∇g(x,y)g(x,y)=b.\nabla\mathcal{L}(x,y,\lambda) = \mathbf{0} \iff \begin{cases} \nabla f(x,y) = \lambda\nabla g(x,y) \\ g(x,y) = b\end{cases}. I punti critici vincolati sono le proiezioni (x,y)(x,y) dei punti critici (liberi) di L\mathcal{L}. È solo un modo compatto di scrivere lo stesso sistema.

Esempio (stesso problema di prima). f=2x2+y2−xf = 2x^2 + y^2 - x, g=x2+y2g = x^2 + y^2, b=1b = 1. Il sistema: {4x−1=2λx2y=2λyx2+y2=1\begin{cases} 4x - 1 = 2\lambda x \\ 2y = 2\lambda y \\ x^2 + y^2 = 1\end{cases} La seconda equazione dà y(1−λ)=0y(1 - \lambda) = 0: o y=0y = 0 o λ=1\lambda = 1.

  • y=0y = 0: dal vincolo x=±1x = \pm1; i punti sono (1,0)(1,0) (con λ=32\lambda = \frac32) e (−1,0)(-1,0) (con λ=52\lambda = \frac52).
  • λ=1\lambda = 1: la prima diventa 4x−1=2x4x - 1 = 2x, cioè x=12x = \frac12; dal vincolo y2=34y^2 = \frac34, y=±32y = \pm\frac{\sqrt3}2. Quattro punti, con f(1,0)=1f(1,0) = 1, f(−1,0)=3f(-1,0) = 3, f(12,±32)=34f\left(\frac12, \pm\frac{\sqrt3}2\right) = \frac34: stesso risultato del metodo diretto. La circonferenza è compatta, quindi (Weierstrass) massimo e minimo esistono e sono fra questi candidati: max⁡=3\max = 3, min⁡=34\min = \frac34. Il punto (1,0)(1,0) è un estremo relativo vincolato (massimo locale su Γ\Gamma) ma non assoluto.

Procedura (3 passi)

  1. Punti singolari del vincolo. Cercare i punti di Γ\Gamma con ∇g=0\nabla g = \mathbf{0} (si risolve g=bg = b, ∇g=0\nabla g = \mathbf{0}). In questi il teorema non si applica: non possono essere trovati dal sistema di Lagrange e vanno aggiunti a mano all'elenco dei candidati. Spesso non ce ne sono (per g=x2+y2g = x^2 + y^2 l'unico punto con ∇g=0\nabla g = \mathbf{0} è l'origine, che non sta sulla circonferenza).
  2. Punti critici vincolati: risolvere il sistema ∇f=λ∇g\nabla f = \lambda\nabla g, g=bg = b.
  3. Confronto. Se Γ\Gamma è compatto, per Weierstrass massimo e minimo esistono e stanno fra i candidati dei passi 1 e 2: si calcola ff su ciascuno e si confrontano.

Consigli per risolvere il sistema. Eliminare λ\lambda (per esempio con la condizione di parallelismo fxgy−fygx=0f_x g_y - f_y g_x = 0), fattorizzare e distinguere i casi senza dividere per quantità che possono annullarsi; sostituire nel vincolo alla fine.

Esempio con vincolo che sembra patologico. Il punto di Γ={(x−1)3=y2}\Gamma = \{(x-1)^3 = y^2\} più vicino all'origine: il vincolo ha un punto singolare (∇g=(3(x−1)2,−2y)=0\nabla g = (3(x-1)^2, -2y) = \mathbf{0} in (1,0)(1,0)) e il minimo cade proprio lì. Lo si vede in Esercizio - Distanza minima da una curva con punto singolare (esercizio 19).

4. Estremi assoluti su un insieme chiuso (Caso 2)

4.1 KK chiuso e limitato (compatto)

Procedura. Sia ff continua su KK compatto.

  • α)\alpha) Esistenza. Per Weierstrass esistono max⁡Kf\max_K f e min⁡Kf\min_K f.
  • β)\beta) Frontiera ∂K\partial K. Si studia f∣∂Kf|_{\partial K} come nel caso 1: parametrizzazione o Lagrange. Se la frontiera è fatta di più pezzi (lati di un poligono, archi) si studia ciascuno, compresi i punti di raccordo (vertici), dove il vincolo non è liscio.
  • γ)\gamma) Interno K˚\mathring K. Si risolve ∇f=0\nabla f = \mathbf{0} e si tengono i punti che stanno nell'interno (si verifica con la disequazione che definisce KK). Se ff non è derivabile in qualche punto interno, quel punto è un candidato.
  • δ)\delta) Confronto dei valori di ff su tutti i candidati: il più grande è il massimo, il più piccolo il minimo.

Esempio. f=2x2+y2−xf = 2x^2 + y^2 - x sul disco K={x2+y2≤1}K = \{x^2 + y^2 \le 1\}. Frontiera: candidati già visti (valori 3,34,13, \frac34, 1). Interno: ∇f=(4x−1,2y)=0\nabla f = (4x - 1, 2y) = \mathbf{0} in (14,0)\left(\frac14, 0\right), che sta dentro (116<1\frac1{16} < 1), con f=18−14=−18f = \frac18 - \frac14 = -\frac18. Confronto: max⁡Kf=3\max_K f = 3 in (−1,0)(-1,0), min⁡Kf=−18\min_K f = -\frac18 in (14,0)\left(\frac14, 0\right) (interno).

Esempio con infiniti punti critici interni. f=(3x+2y)2f = (3x + 2y)^2 sull'ellisse piena K={4x2+y2≤4}K = \{4x^2 + y^2 \le 4\}. Sul bordo (Lagrange): min⁡=0\min = 0 nei punti ±(45,−65)\pm\left(\frac45, -\frac65\right), max⁡=25\max = 25 nei punti ±(35,85)\pm\left(\frac35, \frac85\right). Nell'interno ∇f=0\nabla f = \mathbf{0} su tutta la retta 3x+2y=03x + 2y = 0, dove f=0f = 0. Poiché f≥0f \ge 0 ovunque, min⁡Kf=0\min_K f = 0 assunto lungo tutto il segmento della retta dentro l'ellisse, e max⁡Kf=25\max_K f = 25 nei due punti ±(35,85)\pm\left(\frac35, \frac85\right) del bordo.

4.2 KK chiuso e illimitato

Weierstrass non si applica. Se si trova che f→+∞f \to +\infty per ∥(x,y)∥→∞\|(x,y)\| \to \infty in KK (stima in polari indipendente da θ\theta) si ha l'esistenza del minimo (teorema di Weierstrass generalizzato, Massimi e minimi liberi e natura dei punti criticiEstremo assoluto = vale in tutto il dominio, relativo = vale in un intorno; "libero" = il dominio è aperto. Fermat (D): in un punto interno di estremo locale dove f è derivabile, ∇f = 0 (punto critico); non basta (x³, −y³, sella x² − y²). Taylor al secondo ordine (D): con f in C² e ∇f(P) = 0, l'Hessiana definita positiva dà minimo locale stretto, definita negativa massimo locale stretto, indefinita sella; per n = 2: det H > 0 e f_xx > 0 minimo, det H > 0 e f_xx < 0 massimo, det H < 0 sella, det H = 0 non decide (x⁴ + y⁴, −x⁴ − y⁴, x⁴ − y⁴). Estremi globali: Weierstrass in un chiuso illimitato se f → +∞ (o −∞) all'infinito (D), da verificare in coordinate polari con una stima che non dipende dall'angolo.Massimi e minimi liberi e natura dei punti critici →); se f→−∞f \to -\infty, del massimo. Poi si cerca il punto fra i candidati di interno e frontiera, come sopra. Se invece ff è illimitata in una direzione, sup⁡\sup o inf⁡\inf valgono ±∞\pm\infty e non c'è l'estremo corrispondente.

Esempio. Fra tutti i rettangoli di area ≥a>0\ge a > 0 trovare quello di perimetro minimo: f(x,y)=2x+2yf(x,y) = 2x + 2y su K={xy≥a, x>0, y>0}K = \{xy \ge a,\ x > 0,\ y > 0\} (chiuso e illimitato). Vedi Esercizio - Rettangolo di perimetro minimo con area assegnata (lezione 16): il minimo è il quadrato di lato a\sqrt a.

5. Schema riassuntivo

situazione che cosa si fa
vincolo g=bg = b parametrizzabile φ(t)=f(r(t))\varphi(t) = f(\mathbf{r}(t)), Analisi 1 (con gli estremi di tt)
vincolo g=bg = b implicito punti singolari, sistema di Lagrange, confronto
KK compatto interno (∇f=0\nabla f = 0) + frontiera + confronto
KK chiuso illimitato coercività in polari + interno + frontiera
ff a segno fisso, ad esempio un quadrato si usa f≥0f \ge 0 per riconoscere subito il minimo

6. Errori da evitare

  • Dimenticare i punti singolari del vincolo (∇g=0\nabla g = \mathbf{0} su Γ\Gamma).
  • Dimenticare i vertici o gli estremi di una frontiera a pezzi o di un intervallo di parametrizzazione.
  • Accettare punti critici esterni a KK (o in frontiera) come punti interni: ogni candidato va verificato con la disequazione di KK.
  • Dividere per una variabile che può essere nulla nel sistema di Lagrange (si perdono soluzioni).
  • Usare Weierstrass su un insieme illimitato senza aver studiato il comportamento all'infinito.
  • Credere che un estremo relativo vincolato sia assoluto: si decide col confronto dei valori.

Esercizi svolti: Esercizio - Lagrange su una circonferenza non centrata e sul disco (appello 26 gennaio 2026), Esercizio - Lagrange su una circonferenza e sul disco (appello 8 luglio 2025), Esercizio - Lagrange su un'ellisse e sull'ellisse piena (appello 7 settembre 2026), Esercizio - Estremi su un'ellisse piena con parametrizzazione (appello 31 gennaio 2023), Esercizio - Distanza minima da una curva con punto singolare (esercizio 19), Esercizio - Estremi assoluti su un triangolo (esercizio 25), Esercizio - Estremi assoluti su una striscia illimitata (lezione 17), Esercizio - Rettangolo di perimetro minimo con area assegnata (lezione 16).

Domande d'esame

  1. Enunciare e dimostrare il teorema dei moltiplicatori di Lagrange per un vincolo g(x,y)=bg(x,y) = b in R2\mathbb{R}^2. (Domanda frequente.) Traccia. Ipotesi: f,g∈C1f, g \in C^1, PP estremo vincolato, ∇g(P)≠0\nabla g(P) \ne \mathbf{0}. Dini ⇒\Rightarrow Γ\Gamma è localmente una curva regolare r(t)\mathbf{r}(t); g(r(t))=bg(\mathbf{r}(t)) = b dà ∇g⋅r′=0\nabla g\cdot\mathbf{r}' = 0; Fermat su f(r(t))f(\mathbf{r}(t)) dà ∇f⋅r′=0\nabla f\cdot\mathbf{r}' = 0; due vettori del piano ortogonali a r′≠0\mathbf{r}' \ne \mathbf{0} sono paralleli.
  2. Descrivere come si trovano massimo e minimo assoluti di una funzione continua su un compatto del piano con frontiera regolare. Traccia. Weierstrass; interno (∇f=0\nabla f = 0, punti interni); frontiera (Lagrange o parametrizzazione, più i punti singolari e i vertici); confronto.
  3. Perché nel teorema serve ∇g(P)≠0\nabla g(P) \ne \mathbf{0}? Fare un esempio. Traccia. Altrimenti Dini non dà la parametrizzazione. Esempio: Γ={(x−1)3=y2}\Gamma = \{(x-1)^3 = y^2\} nel punto (1,0)(1,0) (cuspide), minimo della distanza dall'origine non rilevato dal sistema di Lagrange.

Versione ripasso

Problema

Estremi di ff su Γ={g=b}\Gamma = \{g = b\} o su un chiuso KK. Casi: vincolo parametrizzabile, vincolo implicito, KK compatto, KK illimitato.

Metodo diretto

Γ\Gamma: r(t)\mathbf{r}(t), φ(t)=f(r(t))\varphi(t) = f(\mathbf{r}(t)): φ′=0\varphi' = 0 più gli estremi dell'intervallo (Massimi e minimi relativi e teorema di Fermatx0 è punto di minimo (massimo) relativo se f(x0) ≤ f(x) (≥) per gli x del dominio vicini a x0. I candidati sono gli estremi del dominio, i punti dove f non è derivabile e i punti interni con f'(x0) = 0 (punti critici o stazionari). Teorema di Fermat: in un punto interno di minimo o massimo relativo dove f è derivabile, f'(x0) = 0. È solo una condizione necessaria: x³ in 0.Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat →).

Esempio. f=2x2+y2−xf = 2x^2 + y^2 - x su x2+y2=1x^2 + y^2 = 1: φ(t)=2cos⁡2t+sin⁡2t−cos⁡t\varphi(t) = 2\cos^2 t + \sin^2 t - \cos t, φ′=sin⁡t(1−2cos⁡t)\varphi' = \sin t(1 - 2\cos t), t=0,π,π3,5π3t = 0, \pi, \frac\pi3, \frac{5\pi}3. max⁡=3\max = 3 in (−1,0)(-1, 0), min⁡=34\min = \frac34 in (12,±32)\left(\frac12, \pm\frac{\sqrt3}2\right).

Lagrange

f,g∈C1f, g \in C^1, PP estremo relativo di f∣Γf|_\Gamma, ∇g(P)≠0\nabla g(P) \ne \mathbf{0} ⇒\Rightarrow ∃λ\exists\lambda: ∇f(P)=λ∇g(P)\nabla f(P) = \lambda\nabla g(P).

Geometria: ∇f∥∇g\nabla f \parallel \nabla g, livelli di ff tangenti al vincolo.

Dimostrazione: Dini ⇒\Rightarrow r(t)\mathbf{r}(t) regolare su Γ\Gamma con r(0)=P\mathbf{r}(0) = P; g(r(t))=bg(\mathbf{r}(t)) = b ⇒\Rightarrow ∇g⋅r′=0\nabla g\cdot\mathbf{r}' = 0; Fermat su f(r(t))f(\mathbf{r}(t)) ⇒\Rightarrow ∇f⋅r′=0\nabla f\cdot\mathbf{r}' = 0; due vettori del piano ortogonali a r′≠0\mathbf{r}' \ne \mathbf{0} sono paralleli (Funzioni implicite e teorema di Dini nel pianoUna curva di livello f(x,y) = 0 è localmente il grafico di una funzione y = g(x) se f ∈ C¹, f(x₀,y₀) = 0 e f_y(x₀,y₀) ≠ 0 (teorema di Dini): g è unica, di classe C¹ e g'(x) = −f_x/f_y (D). Se invece f_x ≠ 0 si esplicita x = h(y), con h' = −f_y/f_x: il teorema si applica in tutti i punti non critici dell'insieme di livello. Retta tangente alla curva in (x₀,y₀): f_x(x₀,y₀)(x−x₀) + f_y(x₀,y₀)(y−y₀) = 0. Se f ∈ C², g''(x₀) = −(f_xx + 2f_xy g' + f_yy g'²)/f_y. Dove f_y = 0 la curva può avere tangente verticale, incroci (x² − y²) o cuspidi (x² − y³).Funzioni implicite e teorema di Dini nel piano →).

Lagrangiana L=f+λ(b−g)\mathcal{L} = f + \lambda(b - g): ∇L=0  ⟺  ∇f=λ∇g, g=b\nabla\mathcal{L} = \mathbf{0} \iff \nabla f = \lambda\nabla g,\ g = b.

Procedura: (1) punti con g=bg = b e ∇g=0\nabla g = \mathbf{0} (candidati a mano); (2) sistema di Lagrange; (3) confronto dei valori (Weierstrass se Γ\Gamma compatto).

Esempio. Stesso problema: 4x−1=2λx4x - 1 = 2\lambda x, 2y=2λy2y = 2\lambda y, x2+y2=1x^2 + y^2 = 1: y=0y = 0 (x=±1x = \pm1) oppure λ=1\lambda = 1 (x=12x = \frac12). Valori 1,3,341, 3, \frac34.

Insieme chiuso KK

  • Compatto: (α) Weierstrass; (β) frontiera (Lagrange/parametrizzazione, vertici); (γ) interno ∇f=0\nabla f = 0 con verifica di appartenenza; (δ) confronto.
  • Illimitato: coercività in polari (stima senza θ\theta) ⇒\Rightarrow esiste il minimo; altrimenti sup⁡/inf⁡=±∞\sup/\inf = \pm\infty.

Esempi. 2x2+y2−x2x^2 + y^2 - x sul disco unitario: max⁡=3\max = 3 in (−1,0)(-1, 0), min⁡=−18\min = -\frac18 in (14,0)\left(\frac14, 0\right) (interno). (3x+2y)2(3x + 2y)^2 su 4x2+y2≤44x^2 + y^2 \le 4: min⁡=0\min = 0 su tutto il segmento 3x+2y=03x + 2y = 0, max⁡=25\max = 25 in ±(35,85)\pm\left(\frac35, \frac85\right). Rettangolo di perimetro minimo con area ≥a\ge a: f=2x+2yf = 2x + 2y, il quadrato di lato a\sqrt a.

Tecniche per il sistema di Lagrange

  • Eliminare λ\lambda con il parallelismo fxgy−fygx=0f_xg_y - f_yg_x = 0 (es. f=4x2+y2+2x−4y+1f = 4x^2 + y^2 + 2x - 4y + 1, g=4x2+y2g = 4x^2 + y^2: 4y+32x=04y + 32x = 0, y=−8xy = -8x).
  • Fattorizzare e distinguere i casi (es. y(1−λ)=0y(1 - \lambda) = 0).
  • Usare il vincolo per semplificare ff (es. su x2+y2=4x^2 + y^2 = 4: f=10−4x+3yf = 10 - 4x + 3y, Cauchy-Schwarz: f∈[0,20]f \in [0, 20]).
  • Per un'ellisse o un cerchio, la parametrizzazione trigonometrica; spesso s=sin⁡ts = \sin t riduce a una parabola su [−1,1][-1,1].

Esempi in breve

  • f=(1−x2−y2)2f = (1 - x^2 - y^2)^2 su (x−1)2+y2=1(x-1)^2 + y^2 = 1: parallelismo −8y(1−r2)=0-8y(1 - r^2) = 0; punti (0,0)(0,0) [1], (2,0)(2,0) [9], (12,±32)(\frac12, \pm\frac{\sqrt3}2) [0]. Sul disco: min⁡=0\min = 0 sull'arco r=1r = 1, x≥12x \ge \frac12; max⁡=9\max = 9.
  • f=3y+2((x−1)2+y2)f = 3y + 2((x-1)^2 + y^2) su x2+y2≤4x^2 + y^2 \le 4: bordo min⁡\min 00, max⁡\max 2020 in (−85,65)(-\frac85, \frac65); interno (1,−34)(1, -\frac34) con −98-\frac98 ⇒\Rightarrow max⁡=20\max = 20, min⁡=−98\min = -\frac98.
  • dist\text{dist} da (x−1)3=y2(x-1)^3 = y^2: Lagrange non dà nulla, il minimo (11) è nel punto singolare (1,0)(1,0).
  • cos⁡xcos⁡y\cos x\cos y su un triangolo: nessun punto critico interno, lati cos⁡y\cos y e 12sin⁡2x\frac12\sin2x, max 11 in (0,0)(0,0), min 00 nei vertici.

Dimostrazioni in sintesi

  • Lagrange: Dini ⇒\Rightarrow Γ\Gamma localmente r(t)=(t,h(t))\mathbf{r}(t) = (t, h(t)) regolare; g(r)=bg(\mathbf{r}) = b ⇒\Rightarrow ∇g⋅r′=0\nabla g\cdot\mathbf{r}' = 0; Fermat su f(r(t))f(\mathbf{r}(t)) ⇒\Rightarrow ∇f⋅r′=0\nabla f\cdot\mathbf{r}' = 0; due vettori di R2\mathbb{R}^2 ortogonali a r′≠0\mathbf{r}' \ne 0 sono paralleli.
  • Compatto: (α) Weierstrass, (β) bordo, (γ) interno, (δ) confronto. Illimitato: coercività f≥2ρ→∞f \ge 2\rho \to \infty in polari, interno senza punti critici, minimo sul bordo.

Errori tipici

  • Punti singolari del vincolo dimenticati. Vertici/estremi dimenticati. Candidati fuori da KK. Divisione per variabili nulle. Weierstrass su illimitato. Estremo relativo scambiato per assoluto.
  • Fermarsi ai punti critici vincolati nella parte "disco pieno": servono anche i punti critici interni.

Esercizi su questo argomento

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