Definizione. Un sistema lineare del primo ordine è
y′(t)=A(t)y(t)+g(t),(S)
con A(t)=(aij(t)) matrice n×n a coefficienti continui su un intervallo I (anche illimitato) e g∈C(I;Rn) termine noto. Si dice omogeneo se g≡0.
In componenti: yi′=ai1y1+⋯+ainyn+gi. Per n=1 è l'equazione scalare y′=a(t)y+g(t).
Teorema (D, risolubilità del problema di Cauchy). Per ogni t0∈I e y0∈Rn il problema y′=Ay+g, y(t0)=y0 ha una e una sola soluzione, definita in tuttoI.
Corollario (D, equazioni scalari del secondo ordine). Se b,c,d∈C(I), per ogni t0∈I e y0,v0∈R il problema y′′+b(t)y′+c(t)y=d(t), y(t0)=y0, y′(t0)=v0 ha un'unica soluzione definita su tutto I.
Dimostrazione. Con v=y′ l'equazione è equivalente al sistema {y′=vv′=−b(t)v−c(t)y+d(t), cioè y′=Ay+g con A=(0−c1−b) e g=(0,d), che soddisfa le ipotesi del teorema con dato (y0,v0). La prima componente è la soluzione cercata. ■
Struttura dell'integrale generale
Il sistema omogeneo
Sia V={y:I→Rn continue}: è uno spazio vettoriale (somma di funzioni, prodotto per scalare) di dimensione infinita. Le funzioni y1,…,ym sono linearmente dipendenti se esistono αi non tutti nulli con ∑αiyi(t)=0 per ognit∈I. Per m=2 significa che una è multipla dell'altra: y1=cy2.
Proposizione (D, principio di sovrapposizione per l'omogeneo). Se y1,…,ym risolvono y′=Ay, allora anche ogni combinazione v=∑iαiyi la risolve: le soluzioni formano un sottospazio vettoriale di V.
Dimostrazione.v′=∑αiyi′=∑αiAyi=A∑αiyi=Av. ■
Teorema (D, struttura dell'integrale generale dell'omogeneo). L'insieme delle soluzioni di y′=A(t)y è uno spazio vettoriale di dimensione n: esistono n soluzioni linearmente indipendenti y1,…,yn e ogni soluzione è ∑αiyi con αi∈R.
Dimostrazione.(i) Esistenza di n soluzioni indipendenti. Fissato t0∈I, sia yi la soluzione del problema di Cauchy con dato yi(t0)=ei (i-esimo vettore della base canonica); esiste su tutto I per il teorema. Se ∑αiyi(t)=0 per ogni t, in t=t0 si ha ∑αiei=0, e quindi tutti gli αi=0: sono indipendenti.
(ii) Ogni soluzione è combinazione. Sia yˉ una soluzione. Si scrive yˉ(t0)=∑λiei e si pone z=yˉ−∑λiyi. Per la proposizione precedente z risolve l'omogeneo e z(t0)=yˉ(t0)−∑λiei=0. Anche la funzione nulla risolve lo stesso problema di Cauchy; per l'unicità z≡0, cioè yˉ=∑λiyi. ■
Esempio (n=1).y′=a(t)y: lo spazio è di dimensione 1 e l'integrale generale è y=kexp(∫t0ta(s)ds).
Il sistema completo
Proposizione (D, sovrapposizione per il non omogeneo). Se y~ è una soluzione particolare di y′=Ay+g, l'integrale generale è y=z+y~, con z che descrive l'integrale generale dell'omogeneo associato z′=Az.
Dimostrazione. Se z′=Az, allora (z+y~)′=Az+Ay~+g=A(z+y~)+g. Viceversa, per una soluzione y∗ qualsiasi, (y∗−y~)′=Ay∗+g−Ay~−g=A(y∗−y~): la differenza risolve l'omogeneo. ■
Se il termine noto è somma g=g1+g2 e y~i risolve il sistema con gi, allora y~1+y~2 risolve quello con g (stessa verifica): serve nei termini noti composti.
Equazioni scalari omogenee del secondo ordine a coefficienti costanti
Per y′′+by′+cy=0 (b,c∈R costanti) si cerca y=eλt: y′′+by′+cy=(λ2+bλ+c)eλt, e questo è nullo se e solo se λ è radice dell'equazione caratteristicaλ2+bλ+c=0. Lo spazio delle soluzioni ha dimensione 2 (per il corollario e il teorema di struttura): bastano due soluzioni indipendenti.
Teorema (D, integrale generale). Siano λ1,2 le radici di λ2+bλ+c=0.
Se b2>4c (radici reali distinte): y=αeλ1t+βeλ2t.
Se b2=4c (radice doppia λ=−b/2): y=(α+βt)eλt.
Se b2<4c (radici complesse μ±iω, μ=−b/2, ω=4c−b2/2): y=eμt(αcosωt+βsinωt).
Dimostrazione. Caso 1: eλ1t e eλ2t sono soluzioni; non sono proporzionali (il rapporto e(λ1−λ2)t non è costante se λ1=λ2), quindi indipendenti. Caso 2: oltre a eλt è soluzione teλt: con λ=−b/2, (teλt)′=(1+λt)eλt e (teλt)′′=(2λ+λ2t)eλt, e sostituendo si ottiene [(λ2+bλ+c)t+(2λ+b)]eλt=0 perché λ è radice e 2λ+b=0. Il rapporto teλt/eλt=t non è costante: indipendenti. Caso 3: si verifica per sostituzione che eμtcosωt ed eμtsinωt sono soluzioni (parte reale e immaginaria della soluzione complessa e(μ+iω)t); il loro rapporto cotωt non è costante. ■
Per y′′+by′+cy=g(t) l'integrale generale è (omogenea) + (una soluzione particolare). Se g ha una forma particolare, la soluzione particolare y~ si cerca "simile" a g con coefficienti incogniti, moltiplicando per tm dove m è la molteplicità con cui il numero associato a g è radice caratteristica (risonanza se m≥1):
termine noto g(t)
forma di y~
polinomio di grado r
tmqr(t), con m=0 se c=0; m=1 se c=0, b=0 (λ=0 radice semplice)
aeγt
Atmeγt, m∈{0,1,2} = molteplicità di γ
pr(t)eγt
tmqr(t)eγt, m = molteplicità di γ
eγt(acosωt+bsinωt)
tmeγt(Acosωt+Bsinωt), m=1 se γ+iω è radice caratteristica, altrimenti 0
Si sostituisce y~ nell'equazione e si uguagliano i coefficienti (in cos e sin, nei monomi, negli esponenziali). Nel caso di somma di termini, si cerca una soluzione particolare per ciascuno e si sommano.
Esempio.y′′−2y′+2y=t+1. Radici 1±i, yom=et(αcost+βsint). Poiché c=2=0, y~=At+B: −2A+2(At+B)=t+1 dà A=21, B=1. Quindi y=et(αcost+βsint)+2t+1 (sympy conferma).
Esempio (risonanza).x′′+x=−sint: ±i sono radici e il termine ha γ+iω=i: x~=t(Acost+Bsint). Con z=Acost+Bsint (che risolve z′′+z=0) si ha x~′′+x~=2z′, e 2z′=−2Asint+2Bcost=−sint dà A=21, B=0: x~=2tcost, con ampiezza crescente (illimitata).
Sistemi 2×2 a coefficienti costanti
Sia y=(u,v), y′=Ay+g(t) con A=(a11a21a12a22) costante. Si riduce a una equazione di secondo ordine.
Caso a12=0 (triangolare). La prima equazione u′=a11u+g1 è scalare e si risolve da sola (formula di Analisi 1); sostituendo u(t) nella seconda, v′=a22v+a21u(t)+g2 è ancora scalare lineare.
Caso a12=0. Si deriva la prima equazione u′=a11u+a12v+g1 e si elimina v:
u′′=a11u′+a12v′+g1′=a11u′+a12(a21u+a22v+g2)+g1′.
Dalla prima equazione a12v=u′−a11u−g1, quindi a12a22v=a22(u′−a11u−g1) e
u′′=(a11+a22)u′−(a11a22−a12a21)u+g1′−a22g1+a12g2.
Riconoscendo traccia e determinante di A:
u′′−(trA)u′+(detA)u=g1′−a22g1+a12g2(R)
L'equazione caratteristica λ2−(trA)λ+detA=0 è il polinomio caratteristico di A (D): u(t) si esprime con gli autovalori di A (reali distinti, doppi, complessi coniugati) come nel teorema precedente. Trovata u, la seconda incognita si ricava senza nuove costanti da
v=a12u′−a11u−g1.
Nel caso omogeneo (g=0) il secondo membro di (R) è nullo.
Esempio.{u′=u+2vv′=5u−2v: trA=−1, detA=−12, u′′+u′−12u=0, radici 3,−4, u=α1e3t+α2e−4t; v=2u′−u=α1e3t−25α2e−4t (sympy dà lo stesso integrale generale a meno di ridefinire la costante).
Esempio (complessi).{u′=−2u−vv′=u−2v: trA=−4, detA=5, λ=−2±i, u=e−2t(c1cost+c2sint), v=−u′−2u=e−2t(c1sint−c2cost).
Cercare una soluzione particolare "simile" senza controllare la risonanza: se γ+iω è radice caratteristica serve il fattore t.
Dimenticare che l'integrale generale del sistema ha due costanti (non quattro): dopo aver trovato u(t) con α,β, la v si ricava dalla prima equazione e non ha costanti nuove.
Imporre le condizioni iniziali sull'equazione scalare per u solo con u(0): servono anche u′(0)=a11u(0)+a12v(0)+g1(0) (oppure si impone su entrambe le componenti u,v dell'integrale generale).
Nell'equazione completa, fare il metodo di somiglianza con l'integrale generale dell'omogenea sbagliato (segno del coefficiente di y′).
Scrivere eμt(αcosωt+βsinωt) con ω non dimezzato: ω=4c−b2/2.
Domande d'esame
Dimostrare che il problema di Cauchy per un sistema lineare con coefficienti continui ha una e una sola soluzione definita su tutto l'intervallo; dedurne il caso dell'equazione scalare del secondo ordine. Traccia: crescita lineare ∥f∥≤nK∥x∥+G su ogni [a,b]; riduzione con v=y′.
Dimostrare che le soluzioni di un sistema lineare omogeneo n×n formano uno spazio vettoriale di dimensione n. Che cosa cambia per il sistema non omogeneo? Traccia: sovrapposizione; yi(t0)=ei; differenza nulla in t0⇒ nulla; soluzione particolare più omogeneo.
Determinare l'integrale generale di y′′+by′+cy=0 nei tre casi. Traccia: eλt, teλt per la radice doppia, parte reale e immaginaria; indipendenza.
Come si riduce un sistema 2×2 a coefficienti costanti ad un'equazione di ordine 2? Che equazione caratteristica si ottiene? Traccia: w=a11u+a12v, u′′−(trA)u′+(detA)u=0.
Teorema (D). Cauchy: soluzione unica, definita su tutto I. Dimostrazione: f=Ax+g, jacobiana A(t) continua, ∥f∥≤nK∥x∥+G su [a,b] (K=max∣aij∣), globale su [a,b]⇒ su I. Corollario: y′′+by′+cy=d (con v=y′).
Struttura (D). Omogeneo: sottospazio (sovrapposizione), dimensione n: yi(t0)=ei indipendenti; ogni yˉ: z=yˉ−∑λiyi ha z(t0)=0⇒z≡0 per unicità. Completo: y=z+y~ (la differenza di due soluzioni risolve l'omogeneo).
Somiglianza.g polinomio grado r: tmqr (m=1 se c=0); preγt: tmqreγt, m molteplicità di γ; eγt(acosωt+bsinωt): tmeγt(Acosωt+Bsinωt), m=1 se γ+iω è radice (risonanza). Esempi: y′′−2y′+2y=t+1: et(αcost+βsint)+2t+1; x′′+x=−sint: x~=2tcost.
Sistema 2×2 (D).a12=0: triangolare. a12=0: w=a11u+a12v, u′′−(trA)u′+(detA)u=0 (polinomio caratteristico di A); v=(u′−a11u)/a12. Esempi: u′=u+2v,v′=5u−2v: λ=3,−4; u′=−2u−v,v′=u−2v: λ=−2±i. Non omogeneo: stessa riduzione con somiglianza.
Formula (R).u′′−(trA)u′+(detA)u=g1′−a22g1+a12g2; v=a12u′−a11u−g1. Omogeneo: caso a12=0 triangolare, u′=a11u+g1, poi v scalare lineare. Sovrapposizionese g=g1+g2 la somma delle soluzioni particolari è soluzione particolare. Autovettori: y=eλth risolve se Ah=λh.
Indipendenza. Due soluzioni sono dipendenti se e solo se una è multipla dell'altra: eλ1t e eλ2t (λ1=λ2) hanno rapporto non costante; 1 e t nel caso doppio; cosωt e sinωt.
Errori tipici.
Dimenticare la risonanza.
Quattro costanti invece di due.
Condizioni iniziali incomplete (u′(0) dal sistema).