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Note per Studenti Esercizio - derivate direzionali, formula del gradiente e controesempio con tutte le derivate direzionali (lezione 10)

Esercizio - derivate direzionali, formula del gradiente e controesempio con tutte le derivate direzionali (lezione 10)

Teoria: Derivate direzionali, formula del gradiente e curve di livelloLa derivata direzionale D_v f(x0) = lim [f(x0 + t v) − f(x0)]/t (v versore) è la pendenza di f lungo la retta per x0 con direzione v. Se f è differenziabile in x0 vale la formula del gradiente D_v f = ∇f(x0)·v (D); l'esistenza di tutte le D_v non basta (anche a f discontinua). Quindi la massima crescita è nella direzione di ∇f, con pendenza |∇f| (D), la minima in −∇f, e D_v f = 0 per v ⊥ ∇f. Il gradiente è ortogonale alle curve di livello (D): la tangente alla curva di livello in (x0,y0) è f_x(x−x0) + f_y(y−y0) = 0, a patto che ∇f ≠ 0.Derivate direzionali, formula del gradiente e curve di livello →, Derivate parziali, differenziabilità e piano tangenteLa derivata parziale f_{x_i}(x0) è la derivata di t ↦ f(x0 + t e_i); il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. In più variabili l'esistenza delle derivate parziali NON implica la continuità. f è differenziabile in x0 se f(x0 + h) = f(x0) + a·h + o(|h|); allora f è continua, ha gradiente e a = ∇f(x0) (D). Il grafico ha piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) e normale (−f_x, −f_y, 1). Teorema del differenziale totale: se le derivate parziali esistono vicino a x0 e sono continue in x0, f è differenziabile; C^1 ⇒ differenziabile ⇒ derivabile e continua, ma i viceversa sono falsi. Regole: Leibniz, catena (f∘r)' = ∇f(r)·r'.Derivate parziali, differenziabilità e piano tangente →.

Testo.

  1. Sia f(x,y)=ex2yf(x,y)=e^{x^2y}. Calcolare la derivata direzionale in un punto generico lungo un versore v‾=(a,b)\underline v=(a,b) con la definizione e con la formula del gradiente; calcolare Dv‾f(1,1)D_{\underline v}f(1,1) per v‾=(35,45)\underline v=\big(\frac{3}{5},\frac45\big) e per la direzione di (1,1)(1,1).
  2. Sia f(x,y)=x2yx4+y2f(x,y)=\dfrac{x^2y}{x^4+y^2} per (x,y)≠(0,0)(x,y)\ne(0,0), f(0,0)=0f(0,0)=0. (i) ff è continua in (0,0)(0,0)? (ii) Studiare derivabilità, derivate direzionali e differenziabilità in (0,0)(0,0).

(Fonte: lezione 10 del corso di Fondamenti di Analisi Matematica 2, Ing. Aerospaziale UniPD.)

Soluzione della parte 1

Con la definizione. Per v‾=(a,b)\underline v=(a,b) con a2+b2=1a^2+b^2=1 la restrizione è h(t)=e(x0+ta)2(y0+tb)h(t)=e^{(x_0+ta)^2(y_0+tb)}. Per la regola della catena e del prodotto, h′(t)=h(t) [2a (x0+ta)(y0+tb)+b (x0+ta)2],h'(t)=h(t)\,\big[2a\,(x_0+ta)(y_0+tb)+b\,(x_0+ta)^2\big], e in t=0t=0: Dv‾f(x0,y0)=ex02y0 (2a x0y0+b x02)D_{\underline v}f(x_0,y_0)=e^{x_0^2y_0}\,(2a\,x_0y_0+b\,x_0^2).

Con la formula del gradiente. ff è C1C^1 (derivate parziali continue), quindi differenziabile ovunque. fx=2xy ex2yf_x=2xy\,e^{x^2y}, fy=x2ex2yf_y=x^2e^{x^2y}, quindi Dv‾f=∇f⋅v‾=a⋅2xy ex2y+b⋅x2ex2y,D_{\underline v}f=\nabla f\cdot\underline v=a\cdot2xy\,e^{x^2y}+b\cdot x^2e^{x^2y}, lo stesso risultato, ottenuto senza derivare la composta lungo la retta.

Valori. In (1,1)(1,1): ∇f=(2e,e)\nabla f=(2e,e).

  • v‾=(35,45)\underline v=\big(\frac35,\frac45\big) ha norma 925+1625=1\sqrt{\frac9{25}+\frac{16}{25}}=1: Dv‾f=35⋅2e+45⋅e=10e5=2eD_{\underline v}f=\frac35\cdot2e+\frac45\cdot e=\frac{10e}{5}=2e.
  • La direzione di (1,1)(1,1): il vettore va normalizzato, v‾=(1,1)2\underline v=\frac{(1,1)}{\sqrt2}, e Dv‾f=2e+e2=3e2D_{\underline v}f=\frac{2e+e}{\sqrt2}=\frac{3e}{\sqrt2}. Usare (1,1)(1,1) senza dividere darebbe 3e3e, sbagliato di un fattore 2\sqrt2.
  • La massima pendenza è ∣∇f(1,1)∣=e5≈6.08|\nabla f(1,1)|=e\sqrt5\approx6.08, nella direzione (2,1)5\frac{(2,1)}{\sqrt5}.

Soluzione della parte 2

(i) Continuità: no. Sugli assi f≡0f\equiv0. Sulle rette y=mxy=mx (m≠0m\ne0): f(x,mx)=mx3x4+m2x2=mxx2+m2→0f(x,mx)=\dfrac{mx^3}{x^4+m^2x^2}=\dfrac{mx}{x^2+m^2}\to0. Ma lungo le parabole y=ax2y=ax^2 (a≠0a\ne0): f(t,at2)=at4t4+a2t4=a1+a2f(t,at^2)=\dfrac{at^4}{t^4+a^2t^4}=\dfrac{a}{1+a^2}, costante e diversa da 00. Per a=1a=1 vale 12\frac12, per a=−1a=-1 vale −12-\frac12. Il limite non esiste: ff è discontinua in (0,0)(0,0) (anche se tutte le rette danno limite 00).

(ii) Derivate. Poiché ff è discontinua nell'origine, non è differenziabile (la differenziabilità implica la continuità). Il gradiente: f(x,0)=0f(x,0)=0 e f(0,y)=0f(0,y)=0, quindi fx(0,0)=fy(0,0)=0f_x(0,0)=f_y(0,0)=0 e ∇f(0,0)=(0,0)\nabla f(0,0)=(0,0). Derivate direzionali: per v‾=(a,b)\underline v=(a,b), f(ta,tb)−f(0,0)t=1t⋅a2b t3a4t4+b2t2=a2ba4t2+b2→t→0{a2bb≠00b=0 (se b=0, a=±1 e il numeratore eˋ 0).\frac{f(ta,tb)-f(0,0)}{t}=\frac{1}{t}\cdot\frac{a^2b\,t^3}{a^4t^4+b^2t^2}=\frac{a^2b}{a^4t^2+b^2}\xrightarrow{t\to0}\begin{cases}\dfrac{a^2}{b}&b\ne0\\0&b=0\ (\text{se }b=0,\ a=\pm1\text{ e il numeratore è }0).\end{cases} Quindi esiste la derivata direzionale in ogni direzione. La formula del gradiente darebbe ∇f(0,0)⋅v‾=0\nabla f(0,0)\cdot\underline v=0 per ogni v‾\underline v, ma Dv‾f(0,0)=a2b≠0D_{\underline v}f(0,0)=\frac{a^2}{b}\ne0 se a,b≠0a,b\ne0: la formula non vale, coerentemente col fatto che ff non è differenziabile.

Morale. L'esistenza di tutte le derivate direzionali in un punto non implica né la continuità né la differenziabilità. Ciò che manca è l'uniformità rispetto alla direzione: lungo le parabole y=ax2y=ax^2 la funzione non è "vista" dalle rette.

Errori tipici. Usare un vettore non normalizzato; applicare la formula del gradiente nell'origine di ff della parte 2; dedurre la continuità dall'esistenza delle derivate direzionali.

Versione ripasso

(Derivate direzionali, formula del gradiente e curve di livelloLa derivata direzionale D_v f(x0) = lim [f(x0 + t v) − f(x0)]/t (v versore) è la pendenza di f lungo la retta per x0 con direzione v. Se f è differenziabile in x0 vale la formula del gradiente D_v f = ∇f(x0)·v (D); l'esistenza di tutte le D_v non basta (anche a f discontinua). Quindi la massima crescita è nella direzione di ∇f, con pendenza |∇f| (D), la minima in −∇f, e D_v f = 0 per v ⊥ ∇f. Il gradiente è ortogonale alle curve di livello (D): la tangente alla curva di livello in (x0,y0) è f_x(x−x0) + f_y(y−y0) = 0, a patto che ∇f ≠ 0.Derivate direzionali, formula del gradiente e curve di livello →)

  1. f=ex2yf=e^{x^2y} (C1C^1): D(a,b)f=ex2y(2axy+bx2)=∇f⋅v‾D_{(a,b)}f=e^{x^2y}(2axy+bx^2)=\nabla f\cdot\underline v. In (1,1)(1,1), ∇f=(2e,e)\nabla f=(2e,e): D(3/5,4/5)f=2eD_{(3/5,4/5)}f=2e; direzione (1,1)(1,1): v‾=(1,1)2\underline v=\frac{(1,1)}{\sqrt2}, D=3e2D=\frac{3e}{\sqrt2}; massima pendenza e5e\sqrt5.
  2. f=x2yx4+y2f=\frac{x^2y}{x^4+y^2}: rette →0\to0, parabole y=ax2y=ax^2 →a1+a2\to\frac a{1+a^2}: discontinua in 0‾\underline 0, non differenziabile. ∇f(0‾)=(0,0)\nabla f(\underline 0)=(0,0). D(a,b)f(0‾)=a2bD_{(a,b)}f(\underline 0)=\frac{a^2}b (b≠0b\ne0), 00 (b=0b=0): esiste ∀v‾\forall\underline v ma ≠∇f⋅v‾=0\ne\nabla f\cdot\underline v=0.

Errori tipici: versore non normalizzato; formula del gradiente senza differenziabilità.

Teoria collegata