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Note per Studenti Campi vettoriali, lavoro e forme differenziali

Campi vettoriali, lavoro e forme differenziali

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Prerequisiti: Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettorialiUna curva è una funzione continua r : [a,b] → R^m; il sostegno è la sua immagine. Limiti, continuità e derivate si fanno componente per componente. La curva è regolare se r è C^1 e r'(t) ≠ 0 ovunque: allora r'(t) è il vettore tangente e la retta tangente è r(t0) + λ r'(t0). Esempi: circonferenza, segmento, grafico (t, f(t)), curve polari (f(θ)cosθ, f(θ)sinθ) regolari se f' ≠ 0 dove f = 0, elica, cuspide (t²,t³). L'integrale di r si fa per componenti; vale ∫ r' = r(b) − r(a) e ‖∫ r‖ ≤ ∫ ‖r‖.Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettoriali → (curva, vettore tangente r′(t)\mathbf{r}'(t)), Integrali curvilinei di prima specie, baricentri e momenti d'inerziaL'integrale curvilineo di prima specie di f lungo una curva C^1 è ∫_γ f ds = ∫_a^b f(r(t)) |r'(t)| dt, dove ds = |r'(t)|dt è l'elemento d'arco. Con f = 1 dà la lunghezza; con f ≥ 0 l'area di una parete verticale alta f lungo la curva; con f = densità la massa. Non dipende dalla parametrizzazione né dal verso di percorrenza (D). Baricentro x_b = (1/M)∫ x μ ds; momento d'inerzia I = ∫ δ² μ ds con δ distanza dall'asse.Integrali curvilinei di prima specie, baricentri e momenti d'inerzia → (integrale rispetto alla lunghezza d'arco), Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →, Integrazione per sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione → (serve nella dimostrazione sul cambio di parametro).

Campo vettoriale

Definizione (campo vettoriale). Sia Ω⊆Rn\Omega\subseteq\mathbb{R}^n un aperto, con n=2n=2 o n=3n=3. Un campo vettoriale è una funzione F:Ω→Rn\mathbf{F}:\Omega\to\mathbb{R}^n, cioè una regola che a ogni punto P∈ΩP\in\Omega associa un vettore F(P)\mathbf{F}(P) "applicato" in PP. In componenti F=(F1,…,Fn)\mathbf{F}=(F_1,\dots,F_n), dove ogni Fi:Ω→RF_i:\Omega\to\mathbb{R} è una funzione scalare. Si dice di classe C1C^1 se lo sono tutte le componenti.

Esempio. F(x,y)=(−y,x)\mathbf{F}(x,y)=(-y,x) in R2\mathbb{R}^2: nel punto (1,0)(1,0) vale (0,1)(0,1), in (0,1)(0,1) vale (−1,0)(-1,0), in (2,0)(2,0) vale (0,2)(0,2). È il campo "di rotazione" attorno all'origine.

Un campo vettoriale è la struttura matematica di una forza (la forza gravitazionale, quella elettrica, la forza di una molla) oppure di una velocità (la velocità di un fluido in ogni punto). Esempi che ritornano spesso:

  • campo costante F=(a,b,c)\mathbf{F}=(a,b,c): la gravità vicino al suolo è (0,0,−mg)(0,0,-mg);
  • campo radiale F(x,y)=(x,y)\mathbf{F}(x,y)=(x,y): ogni vettore punta via dall'origine ed è lungo quanto la distanza dall'origine;
  • campo di rotazione (o "vortice lineare") F(x,y)=(−y,x)\mathbf{F}(x,y)=(-y,x): ogni vettore è perpendicolare al raggio vettore, perché (−y,x)⋅(x,y)=0(-y,x)\cdot(x,y)=0;
  • campo centrale F(x)=g(∥x∥) x\mathbf{F}(\mathbf{x})=g(\|\mathbf{x}\|)\,\mathbf{x}: parallelo al raggio vettore; vi rientrano la gravitazione e l'elettrostatica, F=−k∥x∥3 x\mathbf{F}=-\dfrac{k}{\|\mathbf{x}\|^3}\,\mathbf{x} in R3∖{0}\mathbb{R}^3\setminus\{\mathbf{0}\}, il cui modulo vale k/∥x∥2k/\|\mathbf{x}\|^2.

Grafico interattivo: Campo di rotazione F = (-y, x): i vettori (disegnati in scala 0,3) sono perpendicolari al raggio e più lunghi lontano dall'origine

Grafico interattivo: Campo radiale F = (x, y): i vettori puntano via dall'origine

Forma differenziale: lo stesso oggetto, scritto come "covettore"

Nell'algebra lineare (Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →) un vettore di R3\mathbb{R}^3 è una colonna V=(V1,V2,V3)TV=(V_1,V_2,V_3)^T. Un covettore è una riga L=(L1,L2,L3)L=(L_1,L_2,L_3): agisce su un vettore moltiplicando riga per colonna, L(V)=L1V1+L2V2+L3V3L(V)=L_1V_1+L_2V_2+L_3V_3, e il risultato è un numero.

Definizione (forma differenziale lineare). Una forma differenziale lineare (o 1-forma) su Ω\Omega è una funzione che a ogni punto associa un covettore: ω=F1 dx+F2 dy+F3 dz\omega=F_1\,dx+F_2\,dy+F_3\,dz, dove dx,dy,dzdx,dy,dz sono i covettori costanti della base duale, dx=(1,0,0)dx=(1,0,0), dy=(0,1,0)dy=(0,1,0), dz=(0,0,1)dz=(0,0,1).

La forma ω\omega e il campo F=(F1,F2,F3)\mathbf{F}=(F_1,F_2,F_3) hanno gli stessi coefficienti: sono lo stesso oggetto visto come riga o come colonna. Il passaggio da una all'altra è lecito perché in Rn\mathbb{R}^n c'è il prodotto scalare standard (su spazi curvi le due cose sono davvero diverse). Valutare ω\omega su un campo di velocità dà ω(v)=F1v1+F2v2+F3v3=F⋅v\omega(\mathbf{v})=F_1v_1+F_2v_2+F_3v_3=\mathbf{F}\cdot\mathbf{v}.

Esempio. ω=3xyz dx+xy2 dy+ezsin⁡x dz\omega=3xyz\,dx+xy^2\,dy+e^z\sin x\,dz corrisponde al campo F=(3xyz, xy2, ezsin⁡x)\mathbf{F}=(3xyz,\ xy^2,\ e^z\sin x); applicata al campo G=(2z, exy, xlog⁡y)\mathbf{G}=(2z,\ e^xy,\ x\log y) dà ω(G)=6xyz2+xexy3+xezsin⁡x log⁡y\omega(\mathbf{G})=6xyz^2+xe^xy^3+xe^z\sin x\,\log y.

Dizionario (lo useremo nella nota Campi conservativi, irrotazionali e insiemi semplicemente connessiF è conservativo se F = ∇U (U potenziale, forma ω esatta): allora il lavoro da P₁ a P₂ vale U(P₂) − U(P₁), non dipende dal cammino ed è nullo sulle curve chiuse, e queste tre proprietà sono equivalenti. Condizione necessaria: rotore nullo (campo irrotazionale, forma chiusa), che non basta (vortice nel piano bucato: circuitazione 2π). Basta se il dominio è semplicemente connesso (senza buchi). Il potenziale si costruisce integrando una componente e imponendo le altre.Campi conservativi, irrotazionali e insiemi semplicemente connessi →):

linguaggio dei campi linguaggio delle forme
campo F\mathbf{F} forma ω=F1dx+F2dy+F3dz\omega=F_1dx+F_2dy+F_3dz
lavoro di F\mathbf{F} su γ\gamma integrale ∫γω\int_\gamma\omega
campo irrotazionale forma chiusa
campo conservativo (gradiente) forma esatta
potenziale UU con ∇U=F\nabla U=\mathbf{F} primitiva UU con dU=ωdU=\omega

Il lavoro: integrale curvilineo di seconda specie

Se una forza costante F\mathbf{F} sposta un corpo lungo un segmento Δr\Delta\mathbf{r}, il lavoro è F⋅Δr\mathbf{F}\cdot\Delta\mathbf{r}: conta solo la componente della forza nella direzione dello spostamento. Se la forza cambia da punto a punto e il cammino è curvo, si spezza il cammino in tratti piccolissimi drd\mathbf{r}, in ciascuno la forza è quasi costante, e si somma: è un integrale.

Definizione (lavoro). Sia F:Ω→Rn\mathbf{F}:\Omega\to\mathbb{R}^n un campo continuo e γ\gamma una curva regolare a tratti con parametrizzazione r:[a,b]→Ω\mathbf{r}:[a,b]\to\Omega, t↦r(t)t\mapsto\mathbf{r}(t). Il lavoro di F\mathbf{F} lungo γ\gamma (integrale curvilineo di seconda specie, integrale di ω\omega su γ\gamma) è L=∫γω=∫γF⋅dr=∫abF(r(t))⋅r′(t) dt.L=\int_\gamma\omega=\int_\gamma\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r}=\int_a^b\mathbf{F}(\mathbf{r}(t))\cdot\mathbf{r}'(t)\,dt . Per una curva regolare a tratti si somma sui pezzi. Se γ\gamma è chiusa il lavoro si chiama anche circuitazione e si scrive ∮γ\oint_\gamma.

Che cosa si fa in pratica, in quattro passi:

  1. si parametrizza la curva, x=x(t), y=y(t)x=x(t),\ y=y(t), e si fissano gli estremi [a,b][a,b] nel verso richiesto;
  2. si calcola la velocità r′(t)=(x′(t),y′(t))\mathbf{r}'(t)=(x'(t),y'(t));
  3. si sostituisce x(t),y(t)x(t),y(t) nelle componenti del campo, ottenendo F(r(t))\mathbf{F}(\mathbf{r}(t)) in funzione di tt;
  4. si fa il prodotto scalare F1x′+F2y′F_1x'+F_2y' e si integra in tt.

Nel linguaggio delle forme è lo stesso: si sostituisce dx=x′(t) dtdx=x'(t)\,dt, dy=y′(t) dtdy=y'(t)\,dt in F1 dx+F2 dyF_1\,dx+F_2\,dy.

Esempio. F=(2xy, x2)\mathbf{F}=(2xy,\ x^2) lungo r(t)=(t,t2)\mathbf{r}(t)=(t,t^2), t∈[0,1]t\in[0,1]. Si ha r′=(1,2t)\mathbf{r}'=(1,2t), F(r(t))=(2t3, t2)\mathbf{F}(\mathbf{r}(t))=(2t^3,\ t^2), quindi F⋅r′=2t3+2t3=4t3\mathbf{F}\cdot\mathbf{r}'=2t^3+2t^3=4t^3 e L=∫014t3 dt=1L=\int_0^14t^3\,dt=1.

Legame con l'integrale di prima specie

Se T=r′/∥r′∥\mathbf{T}=\mathbf{r}'/\|\mathbf{r}'\| è il versore tangente, allora r′(t) dt=T ∥r′(t)∥ dt=T ds\mathbf{r}'(t)\,dt=\mathbf{T}\,\|\mathbf{r}'(t)\|\,dt=\mathbf{T}\,ds, dove ds=∥r′(t)∥ dtds=\|\mathbf{r}'(t)\|\,dt è l'elemento di lunghezza. Perciò ∫γF⋅dr=∫γF⋅T ds:\int_\gamma\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r}=\int_\gamma\mathbf{F}\cdot\mathbf{T}\,ds: il lavoro è l'integrale di prima specie della componente tangenziale del campo. Ne segue la stima ∣∫γF⋅dr∣≤max⁡γ∥F∥⋅ℓ(γ)\left|\int_\gamma\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r}\right|\le\max_\gamma\|\mathbf{F}\|\cdot\ell(\gamma), perché ∣F⋅T∣≤∥F∥|\mathbf{F}\cdot\mathbf{T}|\le\|\mathbf{F}\| (Cauchy-Schwarz, ∥T∥=1\|\mathbf{T}\|=1).

Esempio. F=(1,0)\mathbf{F}=(1,0) lungo la semicirconferenza (cos⁡t,sin⁡t)(\cos t,\sin t), t∈[0,π]t\in[0,\pi], da (1,0)(1,0) a (−1,0)(-1,0): ∫0π(1,0)⋅(−sin⁡t,cos⁡t) dt=∫0π−sin⁡t dt=−2\int_0^\pi(1,0)\cdot(-\sin t,\cos t)\,dt=\int_0^\pi-\sin t\,dt=-2. È la componente xx dello spostamento: −1−1=−2-1-1=-2.

Proprietà

  1. Linearità. ∫γ(αF+βG)⋅dr=α∫γF⋅dr+β∫γG⋅dr\int_\gamma(\alpha\mathbf{F}+\beta\mathbf{G})\cdot d\mathbf{r}=\alpha\int_\gamma\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r}+\beta\int_\gamma\mathbf{G}\cdot d\mathbf{r} (viene dalla linearità del prodotto scalare e dell'integrale).
  2. Additività sul cammino. Se γ=γ1∪γ2\gamma=\gamma_1\cup\gamma_2 e il punto finale di γ1\gamma_1 è il punto iniziale di γ2\gamma_2, allora ∫γ=∫γ1+∫γ2\int_\gamma=\int_{\gamma_1}+\int_{\gamma_2}. Per questo basta saper integrare sui segmenti per trattare le spezzate.
  3. Inversione del verso. Se −γ-\gamma è la stessa curva percorsa all'indietro, ∫−γω=−∫γω\int_{-\gamma}\omega=-\int_\gamma\omega.
  4. Cambio di parametrizzazione concorde. Due parametrizzazioni che percorrono la curva nello stesso verso danno lo stesso lavoro.

Teorema (D, comportamento rispetto al cambio di parametro). Sia r:[a,b]→Ω\mathbf{r}:[a,b]\to\Omega una parametrizzazione regolare e φ:[c,d]→[a,b]\varphi:[c,d]\to[a,b] di classe C1C^1 con φ′≠0\varphi'\ne0, biunivoca; sia r~=r∘φ\tilde{\mathbf{r}}=\mathbf{r}\circ\varphi. Se φ′>0\varphi'>0 allora ∫γ~ω=∫γω\int_{\tilde\gamma}\omega=\int_\gamma\omega; se φ′<0\varphi'<0 allora ∫γ~ω=−∫γω\int_{\tilde\gamma}\omega=-\int_\gamma\omega.

Dimostrazione. Per la regola della catena r~′(τ)=r′(φ(τ)) φ′(τ)\tilde{\mathbf{r}}'(\tau)=\mathbf{r}'(\varphi(\tau))\,\varphi'(\tau). Quindi ∫γ~ω=∫cdF(r(φ(τ)))⋅r′(φ(τ)) φ′(τ) dτ.\int_{\tilde\gamma}\omega=\int_c^d\mathbf{F}(\mathbf{r}(\varphi(\tau)))\cdot\mathbf{r}'(\varphi(\tau))\,\varphi'(\tau)\,d\tau . Si pone u=φ(τ)u=\varphi(\tau), du=φ′(τ) dτdu=\varphi'(\tau)\,d\tau (Integrazione per sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione →). I nuovi estremi sono φ(c)\varphi(c) e φ(d)\varphi(d).

  • Se φ′>0\varphi'>0, φ\varphi è crescente: φ(c)=a\varphi(c)=a, φ(d)=b\varphi(d)=b e l'integrale diventa ∫abF(r(u))⋅r′(u) du=∫γω\int_a^b\mathbf{F}(\mathbf{r}(u))\cdot\mathbf{r}'(u)\,du=\int_\gamma\omega.
  • Se φ′<0\varphi'<0, φ\varphi è decrescente: φ(c)=b\varphi(c)=b, φ(d)=a\varphi(d)=a e l'integrale diventa ∫baF(r(u))⋅r′(u) du=−∫ab⋯=−∫γω\int_b^a\mathbf{F}(\mathbf{r}(u))\cdot\mathbf{r}'(u)\,du=-\int_a^b\dots=-\int_\gamma\omega. ■\blacksquare

Questo è il motivo per cui si parla di "lavoro lungo la curva orientata": conta il sostegno e il verso di percorrenza, non la velocità con cui lo si percorre. Differenza con la prima specie: l'integrale ∫γf ds\int_\gamma f\,ds è sempre indipendente dal verso, mentre qui il verso fa cambiare segno.

Il lavoro dipende, in generale, dal cammino

Esempio. Campo di rotazione F=(−y,x)\mathbf{F}=(-y,x), punto iniziale (1,0)(1,0) e punto finale (−1,0)(-1,0), tre cammini:

  • semicirconferenza superiore (cos⁡t,sin⁡t)(\cos t,\sin t), t∈[0,π]t\in[0,\pi]: F⋅r′=sin⁡2t+cos⁡2t=1\mathbf{F}\cdot\mathbf{r}'=\sin^2t+\cos^2t=1, lavoro π\pi;
  • segmento sull'asse xx, (1−2t,0)(1-2t,0), t∈[0,1]t\in[0,1]: lì y=0y=0 e dy=0dy=0, quindi F⋅dr=−y dx+x dy=0\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r}=-y\,dx+x\,dy=0, lavoro 00;
  • semicirconferenza inferiore (cos⁡t,−sin⁡t)(\cos t,-\sin t), t∈[0,π]t\in[0,\pi]: lavoro −π-\pi.

Tre cammini con gli stessi estremi, tre risultati diversi. Capire quando il lavoro non dipende dal cammino è il tema della nota Campi conservativi, irrotazionali e insiemi semplicemente connessiF è conservativo se F = ∇U (U potenziale, forma ω esatta): allora il lavoro da P₁ a P₂ vale U(P₂) − U(P₁), non dipende dal cammino ed è nullo sulle curve chiuse, e queste tre proprietà sono equivalenti. Condizione necessaria: rotore nullo (campo irrotazionale, forma chiusa), che non basta (vortice nel piano bucato: circuitazione 2π). Basta se il dominio è semplicemente connesso (senza buchi). Il potenziale si costruisce integrando una componente e imponendo le altre.Campi conservativi, irrotazionali e insiemi semplicemente connessi →.

Grafico interattivo: Tre cammini da (1,0) a (-1,0) per il campo (-y, x): lavori π, 0 e −π

Errori comuni

  • Dimenticare di calcolare r′(t)\mathbf{r}'(t) e integrare solo F(r(t))\mathbf{F}(\mathbf{r}(t)): l'integrando è il prodotto scalare con la velocità.
  • Non rispettare il verso: se il testo dice "da AA a BB" o "in senso antiorario", la parametrizzazione deve partire da AA o girare in senso antiorario; altrimenti il segno è sbagliato.
  • Usare ∥r′∥\|\mathbf{r}'\| (cioè dsds) al posto di r′\mathbf{r}': quello è l'integrale di prima specie.
  • Su una curva chiusa scambiare "circuitazione nulla" con "campo nullo": la circuitazione di (−y,x)(-y,x) sulla circonferenza unitaria è 2π2\pi, non 00.

Domande d'esame

  1. Definire il lavoro di un campo lungo una curva regolare a tratti e dimostrare che non dipende dalla parametrizzazione scelta, a parità di verso. Traccia: definizione ∫abF(r(t))⋅r′(t) dt\int_a^b\mathbf{F}(\mathbf{r}(t))\cdot\mathbf{r}'(t)\,dt; si pone r~=r∘φ\tilde{\mathbf{r}}=\mathbf{r}\circ\varphi, regola della catena, sostituzione u=φ(τ)u=\varphi(\tau); il segno dipende da φ′\varphi'.
  2. Come si lega l'integrale curvilineo di seconda specie a quello di prima specie? Che cosa succede invertendo il verso? Traccia: r′ dt=T ds\mathbf{r}'\,dt=\mathbf{T}\,ds, quindi ∫F⋅dr=∫F⋅T ds\int\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r}=\int\mathbf{F}\cdot\mathbf{T}\,ds; l'integrale cambia segno perché T\mathbf{T} cambia segno, mentre dsds no.
  3. Che cos'è una forma differenziale lineare e come si associa a un campo? Traccia: covettore in ogni punto, stessi coefficienti FiF_i, ∫γω\int_\gamma\omega è il lavoro di F\mathbf{F}.

Esercizi svolti: Esercizio - lavoro di una forma differenziale lungo un arco di circonferenza (Esercizi 2025-26, n. 45), Esercizio - circuitazione lungo una circonferenza nello spazio (foglio 6, esercizio 10), Esercizio - lavoro lungo un arco di parabola e area della superficie di rotazione (appello 9 febbraio 2026).

Versione ripasso

Campo F:Ω→Rn\mathbf{F}:\Omega\to\mathbb{R}^n, F=(F1,…,Fn)\mathbf{F}=(F_1,\dots,F_n). Esempi: costante, radiale (x,y)(x,y), di rotazione (−y,x)(-y,x) (perpendicolare al raggio), centrale g(∥x∥)xg(\|\mathbf{x}\|)\mathbf{x} (gravitazionale: −kx/∥x∥3-k\mathbf{x}/\|\mathbf{x}\|^3).

Forma differenziale ω=F1dx+F2dy+F3dz\omega=F_1dx+F_2dy+F_3dz: stessi coefficienti del campo, scritti come riga (covettore). Dizionario: lavoro =∫ω=\int\omega; irrotazionale == chiusa; conservativo == esatta; potenziale == primitiva (Campi conservativi, irrotazionali e insiemi semplicemente connessiF è conservativo se F = ∇U (U potenziale, forma ω esatta): allora il lavoro da P₁ a P₂ vale U(P₂) − U(P₁), non dipende dal cammino ed è nullo sulle curve chiuse, e queste tre proprietà sono equivalenti. Condizione necessaria: rotore nullo (campo irrotazionale, forma chiusa), che non basta (vortice nel piano bucato: circuitazione 2π). Basta se il dominio è semplicemente connesso (senza buchi). Il potenziale si costruisce integrando una componente e imponendo le altre.Campi conservativi, irrotazionali e insiemi semplicemente connessi →).

Lavoro lungo γ\gamma, r:[a,b]→Ω\mathbf{r}:[a,b]\to\Omega: ∫γF⋅dr=∫abF(r(t))⋅r′(t) dt=∫γF⋅T ds.\int_\gamma\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r}=\int_a^b\mathbf{F}(\mathbf{r}(t))\cdot\mathbf{r}'(t)\,dt=\int_\gamma\mathbf{F}\cdot\mathbf{T}\,ds . Passi: parametrizzare nel verso giusto, calcolare r′\mathbf{r}', sostituire nel campo, prodotto scalare, integrare. Esempio: (2xy,x2)(2xy,x^2) su (t,t2)(t,t^2), t∈[0,1]t\in[0,1]: integrando 4t34t^3, lavoro 11.

Proprietà. Lineare; additivo sul cammino; ∫−γ=−∫γ\int_{-\gamma}=-\int_\gamma; stima ∣∫∣≤max⁡∥F∥ ℓ(γ)\left|\int\right|\le\max\|\mathbf{F}\|\,\ell(\gamma).

Cambio di parametro (D). r~=r∘φ\tilde{\mathbf{r}}=\mathbf{r}\circ\varphi, r~′=r′(φ)φ′\tilde{\mathbf{r}}'=\mathbf{r}'(\varphi)\varphi'; con u=φ(τ)u=\varphi(\tau) l'integrale è lo stesso se φ′>0\varphi'>0 (estremi a,ba,b), cambia segno se φ′<0\varphi'<0 (estremi scambiati).

Dipende dal cammino. (−y,x)(-y,x) da (1,0)(1,0) a (−1,0)(-1,0): semicirconferenza sopra π\pi, segmento 00, semicirconferenza sotto −π-\pi.

Dizionario campi/forme. Campo F\mathbf{F} ↔\leftrightarrow forma ω\omega; lavoro ↔\leftrightarrow ∫γω\int_\gamma\omega; irrotazionale ↔\leftrightarrow forma chiusarotore nullo: derivate incrociate uguali; conservativo ↔\leftrightarrow forma esattadifferenziale dUdU di una funzione UU; potenziale ↔\leftrightarrow primitiva. Il passaggio campo ↔\leftrightarrow forma è lecito perché in Rn\mathbb{R}^n c'è il prodotto scalare: ω(v)=F⋅v\omega(\mathbf{v})=\mathbf{F}\cdot\mathbf{v} (riga per colonna).

Esempi svolti in breve.

  • ω=3xyz dx+xy2 dy+ezsin⁡x dz\omega=3xyz\,dx+xy^2\,dy+e^z\sin x\,dz applicata a G=(2z, exy, xlog⁡y)\mathbf{G}=(2z,\,e^xy,\,x\log y): ω(G)=6xyz2+xexy3+xezsin⁡x log⁡y\omega(\mathbf{G})=6xyz^2+xe^xy^3+xe^z\sin x\,\log y.
  • F=(2xy,x2)\mathbf{F}=(2xy,x^2) su (t,t2)(t,t^2), t∈[0,1]t\in[0,1]: r′=(1,2t)\mathbf{r}'=(1,2t), F(r)=(2t3,t2)\mathbf{F}(\mathbf{r})=(2t^3,t^2), integrando 4t34t^3, lavoro 11.
  • F=(1,0)\mathbf{F}=(1,0) sulla semicirconferenza (cos⁡t,sin⁡t)(\cos t,\sin t), t∈[0,π]t\in[0,\pi]: ∫0π−sin⁡t dt=−2\int_0^\pi-\sin t\,dt=-2, cioè la componente xx dello spostamento, −1−1-1-1.
  • (−y,x)(-y,x) da (1,0)(1,0) a (−1,0)(-1,0): semicirconferenza sopra, F⋅r′=sin⁡2t+cos⁡2t=1\mathbf{F}\cdot\mathbf{r}'=\sin^2t+\cos^2t=1, lavoro π\pi; segmento sull'asse xx (y=0y=0, dy=0dy=0), lavoro 00; semicirconferenza sotto (cos⁡t,−sin⁡t)(\cos t,-\sin t), lavoro −π-\pi. Stessi estremi, tre valori: il lavoro dipende dal cammino.
  • Stima: ∣∫γF⋅dr∣≤max⁡γ∥F∥ ℓ(γ)\left|\int_\gamma\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r}\right|\le\max_\gamma\|\mathbf{F}\|\,\ell(\gamma), perché ∣F⋅T∣≤∥F∥|\mathbf{F}\cdot\mathbf{T}|\le\|\mathbf{F}\| (Cauchy-Schwarz).

Differenza con la prima specie. ∫γf ds\int_\gamma f\,ds non dipende dal verso; ∫γF⋅dr\int_\gamma\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r} cambia segno perché T\mathbf{T} cambia segno. La circuitazionelavoro lungo una curva chiusa, ∮γF⋅dr\oint_\gamma\mathbf{F}\cdot d\mathbf{r} del campo di rotazione sulla circonferenza unitaria antioraria vale ∫02π1 dt=2π\int_0^{2\pi}1\,dt=2\pi.

Errori tipici.

  • Integrare senza il fattore r′(t)\mathbf{r}'(t) o usare ∥r′∥\|\mathbf{r}'\| (prima specie).
  • Sbagliare il verso di percorrenza (segno opposto).
  • Credere che circuitazione e campo siano nulli insieme: ∮(−y,x)⋅dr=2π\oint(-y,x)\cdot d\mathbf{r}=2\pi sulla circonferenza unitaria.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata