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Note per Studenti Integrali curvilinei di prima specie, baricentri e momenti d'inerzia

Integrali curvilinei di prima specie, baricentri e momenti d'inerzia

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Prerequisiti: Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettorialiUna curva è una funzione continua r : [a,b] → R^m; il sostegno è la sua immagine. Limiti, continuità e derivate si fanno componente per componente. La curva è regolare se r è C^1 e r'(t) ≠ 0 ovunque: allora r'(t) è il vettore tangente e la retta tangente è r(t0) + λ r'(t0). Esempi: circonferenza, segmento, grafico (t, f(t)), curve polari (f(θ)cosθ, f(θ)sinθ) regolari se f' ≠ 0 dove f = 0, elica, cuspide (t²,t³). L'integrale di r si fa per componenti; vale ∫ r' = r(b) − r(a) e ‖∫ r‖ ≤ ∫ ‖r‖.Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettoriali →, Lunghezza di una curva e ascissa curvilineaLa lunghezza di una curva è l'estremo superiore delle lunghezze delle poligonali inscritte. Se r è C^1 la curva è rettificabile e ℓ = ∫|r'(t)|dt (grafici: ∫√(1+f'^2); polari: ∫√(f²+f'^2)). La lunghezza non cambia riparametrizzando, anche invertendo il verso. L'ascissa curvilinea s(t)=∫|r'| dà la parametrizzazione a velocità 1: T = dr/ds. Con essa si definiscono curvatura κ=|dT/ds| e normale N; l'accelerazione è a = v' T + κ v² N.Lunghezza di una curva e ascissa curvilinea →, Integrazione per sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione →.

1. Il problema: la massa di un filo

Un filo omogeneo di densità linearemassa per unità di lunghezza del filo μ\mu (massa per unità di lunghezza) e lunghezza ℓ\ell ha massa μℓ\mu\ell. Se la densità cambia da punto a punto, μ=μ(x‾)\mu = \mu(\underline x), si spezza il filo in tratti piccolissimi: il tratto tra r‾(t)\underline r(t) e r‾(t+dt)\underline r(t + dt) ha lunghezza ds=∣r‾′(t)∣ dtds = |\underline r'(t)|\,dt e massa μ(r‾(t)) ds\mu(\underline r(t))\,ds. Sommando (integrando) tutti i contributi si ottiene la massa. È la definizione che segue.

Definizione (integrale di prima specie). Sia r‾:[a,b]→Rm\underline r : [a,b] \to \mathbb{R}^m una curva C1C^1 con sostegno γ\gamma e sia f:γ→Rf : \gamma \to \mathbb{R} continua. Si pone ∫γf ds=∫abf(r‾(t)) ∣r‾′(t)∣ dt.\int_\gamma f\,ds = \int_a^b f(\underline r(t))\,|\underline r'(t)|\,dt . ds=∣r‾′(t)∣ dtds = |\underline r'(t)|\,dt è l'elemento d'arco.

Se la curva è solo C1C^1 a tratti, l'integrale è la somma degli integrali sui tratti (additività rispetto al dominio). Le altre proprietà seguono da quelle dell'integrale in una variabile: linearità (∫(αf+βg) ds=α∫f ds+β∫g ds\int(\alpha f + \beta g)\,ds = \alpha\int f\,ds + \beta\int g\,ds) e monotonia (f≥g⇒∫f ds≥∫g dsf \ge g \Rightarrow \int f\,ds \ge \int g\,ds).

Casi notevoli.

  • f≡1f \equiv 1: ∫γ1 ds=∫ab∣r‾′∣ dt=ℓ(γ)\int_\gamma 1\,ds = \int_a^b|\underline r'|\,dt = \ell(\gamma), la lunghezza.
  • f≡cf \equiv c: ∫γc ds=c ℓ(γ)\int_\gamma c\,ds = c\,\ell(\gamma).
  • Curva piana e f(x,y)≥0f(x,y) \ge 0: ∫γf ds\int_\gamma f\,ds è l'area della parete (una "staccionata") che sta sopra la curva ed è alta ff in ogni punto. Per altezza costante hh l'area è h⋅ℓ(γ)h\cdot\ell(\gamma).
  • f=μf = \mu densità: ∫γμ ds=M\int_\gamma\mu\,ds = M massa.

Esempio (la parete sotto un piano). γ\gamma: semicirconferenza r‾(t)=(cos⁡t,sin⁡t)\underline r(t) = (\cos t, \sin t), t∈[π,2π]t\in[\pi, 2\pi] (la metà inferiore, dove y≤0y \le 0), f(x,y)=−y≥0f(x,y) = -y \ge 0. Qui ∣r‾′∣=1|\underline r'| = 1 e f(r‾(t))=−sin⁡tf(\underline r(t)) = -\sin t: ∫γ(−y) ds=∫π2π(−sin⁡t) dt=[cos⁡t]π2π=1−(−1)=2.\int_\gamma(-y)\,ds = \int_\pi^{2\pi}(-\sin t)\,dt = [\cos t]_\pi^{2\pi} = 1 - (-1) = 2 . È l'area della parete alta 11 al centro e 00 agli estremi, che si appoggia sulla semicirconferenza.

Come si calcola. (1) parametrizzare γ\gamma; (2) calcolare ∣r‾′(t)∣|\underline r'(t)|; (3) scrivere f(r‾(t))f(\underline r(t)); (4) integrare il prodotto f(r‾(t)) ∣r‾′(t)∣f(\underline r(t))\,|\underline r'(t)| in tt. Se la curva è un grafico y=g(x)y = g(x): ds=1+g′2 dxds = \sqrt{1+g'^2}\,dx; se è polare ρ=f(ϑ)\rho = f(\vartheta): ds=f2+f′2 dϑds = \sqrt{f^2+f'^2}\,d\vartheta.

Esempio (elica). f(x,y,z)=xyzf(x,y,z) = xyz su r‾(t)=(cos⁡t,sin⁡t,t)\underline r(t) = (\cos t,\sin t,t), t∈[0,2π]t\in[0,2\pi]: ∣r‾′∣=2|\underline r'| = \sqrt2, f(r‾(t))=tsin⁡tcos⁡t=12tsin⁡2tf(\underline r(t)) = t\sin t\cos t = \frac12t\sin2t. Integrando per parti (Integrazione per parti∫ f·g' dx = f·g − ∫ f'·g dx (regola del prodotto letta al contrario). Si usa per log x, arcsin x, arctan x (scritti come "funzione per 1"), per sin²x, cos²x, sinh²x, cosh²x (integrale circolare: l'integrale di partenza ricompare e si porta a sinistra) e per prodotti come x^n·e^(αx), x^n·sin(βx), e^(αx)·sin(βx).Integrazione per parti →): ∫γxyz ds=22∫02πtsin⁡2t dt=22[−t2cos⁡2t+14sin⁡2t]02π=22(−π)=−2 π2.\int_\gamma xyz\,ds = \frac{\sqrt2}{2}\int_0^{2\pi}t\sin2t\,dt = \frac{\sqrt2}{2}\Big[-\frac t2\cos2t + \frac14\sin2t\Big]_0^{2\pi} = \frac{\sqrt2}{2}(-\pi) = -\frac{\sqrt2\,\pi}{2}.

2. Indipendenza dalla parametrizzazione

Il numero ∫γf ds\int_\gamma f\,ds deve dipendere solo dal filo (il sostegno) e non da come lo percorriamo. Altrimenti non sarebbe una massa.

Teorema (D). Sia r‾~(u)=r‾(φ(u))\tilde{\underline r}(u) = \underline r(\varphi(u)), u∈[c,d]u\in[c,d], una riparametrizzazione di r‾:[a,b]→Rm\underline r : [a,b]\to\mathbb{R}^m (φ\varphi biiettiva e C1C^1), sia con φ′>0\varphi' > 0 sia con φ′<0\varphi' < 0 (verso opposto). Allora per ogni ff continua ∫γ~f ds=∫γf ds.\int_{\tilde\gamma}f\,ds = \int_\gamma f\,ds .

Dimostrazione. Caso φ′<0\varphi' < 0 (cambio di verso; il caso φ′>0\varphi' > 0 è identico, più semplice). Allora φ(c)=b\varphi(c) = b, φ(d)=a\varphi(d) = a. Nell'integrale con il parametro tt si pone t=φ(u)t = \varphi(u), dt=φ′(u) dudt = \varphi'(u)\,du. Gli estremi t=a,bt = a, b diventano u=d,cu = d, c: ∫abf(r‾(t))∣r‾′(t)∣ dt=∫dcf(r‾(φ(u))) ∣r‾′(φ(u))∣ φ′(u) du=∫cdf(r‾(φ(u))) ∣r‾′(φ(u))∣ (−φ′(u)) du,\int_a^b f(\underline r(t))|\underline r'(t)|\,dt = \int_d^c f(\underline r(\varphi(u)))\,|\underline r'(\varphi(u))|\,\varphi'(u)\,du = \int_c^d f(\underline r(\varphi(u)))\,|\underline r'(\varphi(u))|\,\big(-\varphi'(u)\big)\,du , perché invertire gli estremi cambia il segno. Ora −φ′=∣φ′∣-\varphi' = |\varphi'| e, per la regola della catena, r‾~′(u)=r‾′(φ(u)) φ′(u)\tilde{\underline r}'(u) = \underline r'(\varphi(u))\,\varphi'(u), quindi ∣r‾′(φ(u))∣ ∣φ′(u)∣=∣r‾~′(u)∣|\underline r'(\varphi(u))|\,|\varphi'(u)| = |\tilde{\underline r}'(u)|. Rimane ∫cdf(r‾~(u)) ∣r‾~′(u)∣ du=∫γ~f ds. ■\int_c^d f(\tilde{\underline r}(u))\,|\tilde{\underline r}'(u)|\,du = \int_{\tilde\gamma}f\,ds . \ \blacksquare

Conseguenze. (1) Con f=1f = 1 la lunghezza non dipende dalla parametrizzazione. (2) In un integrale di prima specie si può scegliere la parametrizzazione più comoda e percorrere la curva in un verso qualsiasi. (Questo non vale per l'integrale di seconda specie di un campo, che cambia segno invertendo il verso: vedi Campi vettoriali, lavoro e forme differenzialiUn campo vettoriale assegna un vettore a ogni punto; la forma differenziale ω = F₁dx + F₂dy + F₃dz è lo stesso oggetto scritto come "covettore". Il lavoro (integrale curvilineo di seconda specie) è ∫ F(r(t))·r'(t) dt: è lineare, additivo sul cammino, cambia segno se si inverte il verso e non cambia se si riparametrizza con lo stesso verso. Si lega all'integrale di prima specie con ∫ F·T ds.Campi vettoriali, lavoro e forme differenziali →.)

3. Baricentro

Per punti materiali x‾1,…,x‾N\underline x_1,\dots,\underline x_N di masse μ1,…,μN\mu_1,\dots,\mu_N il baricentropunto medio delle posizioni pesato con le masse è la media pesata x‾b=1M∑μix‾i\underline x_b = \frac1M\sum\mu_i\underline x_i, con M=∑μiM = \sum\mu_i. Per un filo la somma diventa un integrale di prima specie.

Definizione (massa e baricentro). Per una curva γ\gamma con densità μ≥0\mu \ge 0: M=∫γμ ds,xb=1M∫γx μ ds,yb=1M∫γy μ ds,zb=1M∫γz μ ds.M = \int_\gamma\mu\,ds,\qquad x_b = \frac1M\int_\gamma x\,\mu\,ds,\quad y_b = \frac1M\int_\gamma y\,\mu\,ds,\quad z_b = \frac1M\int_\gamma z\,\mu\,ds . Se il filo è omogeneo (μ≡1\mu\equiv1) si ha M=ℓ(γ)M = \ell(\gamma) e si parla di baricentro geometrico (o centroide).

Consigli pratici: se la curva ha un asse o un centro di simmetria (e la densità è simmetrica), il baricentro sta sull'asse o nel centro, e si risparmiano degli integrali.

Esempio (quarto di circonferenza). r‾(t)=(Rcos⁡t,Rsin⁡t)\underline r(t) = (R\cos t, R\sin t), t∈[0,π2]t\in[0,\frac\pi2], μ=1\mu = 1: ∣r‾′∣=R|\underline r'| = R, M=πR2M = \frac{\pi R}{2}, xb=2πR∫0π/2Rcos⁡t⋅R dt=2Rπ[sin⁡t]0π/2=2Rπ,yb=2Rπx_b = \frac{2}{\pi R}\int_0^{\pi/2}R\cos t\cdot R\,dt = \frac{2R}{\pi}\big[\sin t\big]_0^{\pi/2} = \frac{2R}{\pi},\qquad y_b = \frac{2R}{\pi} (per la simmetria rispetto alla bisettrice y=xy = x le due coordinate coincidono). Poiché 2/π≈0.6372/\pi\approx0.637, il baricentro (2Rπ,2Rπ)\big(\frac{2R}\pi,\frac{2R}\pi\big) sta a distanza 22πR≈0.90R\frac{2\sqrt2}{\pi}R \approx 0.90R dall'origine: dentro la regione racchiusa dall'arco, non sull'arco.

Esempio (arco di astroide nel primo quadrante). r‾(t)=(cos⁡3t,sin⁡3t)\underline r(t) = (\cos^3t, \sin^3t), t∈[0,π2]t\in[0,\frac\pi2]: ∣r‾′∣=3sin⁡tcos⁡t|\underline r'| = 3\sin t\cos t, ℓ=32\ell = \frac32 (un quarto di 66). Con d(cos⁡t)=−sin⁡t dtd(\cos t) = -\sin t\,dt: xb=23∫0π/2cos⁡3t⋅3sin⁡tcos⁡t dt=2∫0π/2cos⁡4tsin⁡t dt=2[−cos⁡5t5]0π/2=25,x_b = \frac{2}{3}\int_0^{\pi/2}\cos^3t\cdot3\sin t\cos t\,dt = 2\int_0^{\pi/2}\cos^4t\sin t\,dt = 2\Big[-\frac{\cos^5t}{5}\Big]_0^{\pi/2} = \frac25 , e per simmetria yb=25y_b = \frac25.

4. Momento d'inerzia

Il momento d'inerziamisura di quanto è difficile far ruotare il filo attorno a un asse misura quanto è "difficile far ruotare" il filo attorno a un asse: le masse lontane dall'asse contano col quadrato della distanza.

Definizione. Fissato un asse, sia δ(x,y,z)\delta(x,y,z) la distanza del punto dall'asse. Il momento d'inerzia della curva (densità μ\mu) rispetto a quell'asse è I=∫γδ2 μ ds.I = \int_\gamma\delta^2\,\mu\,ds .

Distanze utili: dall'asse zz, δ=x2+y2\delta = \sqrt{x^2+y^2}; dall'asse xx nel piano, δ=∣y∣\delta = |y|; dall'asse yy, δ=∣x∣\delta = |x|.

Esempio. Arco di circonferenza r‾(t)=(Rcos⁡t,Rsin⁡t)\underline r(t) = (R\cos t, R\sin t), t∈[0,π2]t\in[0,\frac\pi2], μ=1\mu = 1, rispetto all'asse yy: δ=∣x∣=Rcos⁡t\delta = |x| = R\cos t, ∣r‾′∣=R|\underline r'| = R, I=∫0π/2(Rcos⁡t)2⋅R dt=R3∫0π/2cos⁡2t dt=πR34.I = \int_0^{\pi/2}(R\cos t)^2\cdot R\,dt = R^3\int_0^{\pi/2}\cos^2t\,dt = \frac{\pi R^3}{4}. (Per l'integrale di cos⁡2\cos^2: per parti si ottiene J=∫cos⁡2=[sin⁡tcos⁡t]+∫sin⁡2t=π2−JJ = \int\cos^2 = [\sin t\cos t] + \int\sin^2 t = \frac\pi2 - J, quindi J=π4J = \frac\pi4.) Il filo ha massa M=πR2M = \frac{\pi R}2, quindi I=R22MI = \frac{R^2}{2}M: come se tutta la massa stesse alla distanza R/2R/\sqrt2 dall'asse.

Errori da evitare

  • Dimenticare ∣r‾′(t)∣|\underline r'(t)|: l'integrale curvilineo non è ∫f(r‾(t)) dt\int f(\underline r(t))\,dt. Il fattore ∣r‾′∣|\underline r'| converte "tempo" in "lunghezza".
  • Parametri con densità di lunghezza sbagliata: per una curva polare il fattore è f2+f′2\sqrt{f^2+f'^2}, non f′f'.
  • Intervallo e valore assoluto: se ∣r‾′∣|\underline r'| contiene un valore assoluto (astroide, cardioide) si spezza l'intervallo dove il segno cambia.
  • Baricentro non sulla curva: il baricentro di un arco può cadere fuori dal sostegno, è normale.

Esercizi svolti

Domande d'esame

  1. Definire l'integrale curvilineo di prima specie e dimostrare che non dipende dalla parametrizzazione. Traccia: cambio di variabile t=φ(u)t = \varphi(u), ∣r‾~′∣=∣r‾′(φ)∣∣φ′∣|\tilde{\underline r}'| = |\underline r'(\varphi)||\varphi'|, caso φ′<0\varphi'<0 con inversione degli estremi.
  2. Definire il baricentro di una curva materiale e calcolarlo per un arco di circonferenza. Traccia: xb=1M∫xμ dsx_b = \frac1M\int x\mu\,ds; quarto di cerchio: (2Rπ,2Rπ)\big(\frac{2R}\pi,\frac{2R}\pi\big).
  3. Che cosa rappresenta ∫γf ds\int_\gamma f\,ds se f≥0f\ge0 e γ\gamma è piana? Traccia: l'area della parete di altezza ff lungo γ\gamma; per f=1f=1 la lunghezza.

Versione ripasso

Definizione e proprietà

∫γf ds=∫abf(r‾(t)) ∣r‾′(t)∣ dt\displaystyle\int_\gamma f\,ds = \int_a^b f(\underline r(t))\,|\underline r'(t)|\,dt, ds=∣r‾′∣ dtds = |\underline r'|\,dt. Linearità, monotonia, additività sui tratti (C1C^1 a tratti = somma).

  • f=1f=1: lunghezza. f≥0f\ge0 su curva piana: area della parete di altezza ff. f=μf=\mu: massa.
  • Grafico y=g(x)y=g(x): ds=1+g′2dxds=\sqrt{1+g'^2}dx. Polare: ds=f2+f′2dϑds=\sqrt{f^2+f'^2}d\vartheta.
  • Es.: ∫semicirc. inf.(−y) ds=2\int_{\text{semicirc. inf.}}(-y)\,ds = 2; ∫xyz ds\int xyz\,ds sull'elica =−2π2=-\frac{\sqrt2\pi}2.

Teorema (D). Riparametrizzando (φ′>0\varphi'>0 o <0<0) l'integrale non cambia. Prova: t=φ(u)t=\varphi(u); per φ′<0\varphi'<0 gli estremi si scambiano e −φ′=∣φ′∣-\varphi'=|\varphi'|; ∣r‾′(φ)∣∣φ′∣=∣r‾~′∣|\underline r'(\varphi)||\varphi'|=|\tilde{\underline r}'|. (Per la seconda specie il verso conta.)

Baricentro e momento

M=∫γμ dsM=\int_\gamma\mu\,ds, xb=1M∫γxμ dsx_b=\frac1M\int_\gamma x\mu\,ds (idem yb,zby_b,z_b); omogeneo: M=ℓ(γ)M=\ell(\gamma). I=∫γδ2μ dsI=\int_\gamma\delta^2\mu\,ds, δ\delta = distanza dall'asse.

  • Quarto di circonferenza: M=πR2M=\frac{\pi R}2, baricentro (2Rπ,2Rπ)\big(\frac{2R}\pi,\frac{2R}\pi\big); Iy=πR34I_y=\frac{\pi R^3}4 (δ=Rcos⁡t\delta=R\cos t, ∫0π/2cos⁡2=π4\int_0^{\pi/2}\cos^2=\frac\pi4).
  • Arco di astroide (I quadrante): ℓ=32\ell=\frac32, baricentro (25,25)(\frac25,\frac25).
  • Simmetrie: se c'è un asse di simmetria il baricentro sta sull'asse.

Passaggi principali degli esempi

  • Ricetta: (1) parametrizzare; (2) ∣r‾′(t)∣|\underline r'(t)|; (3) f(r‾(t))f(\underline r(t)); (4) integrare f(r‾) ∣r‾′∣f(\underline r)\,|\underline r'| in tt.
  • Parete sotto z=−yz=-y sulla semicirconferenza inferiore: ∣r‾′∣=1|\underline r'|=1, f=−sin⁡tf=-\sin t, ∫π2π(−sin⁡t) dt=[cos⁡t]π2π=2\int_\pi^{2\pi}(-\sin t)\,dt=[\cos t]_\pi^{2\pi}=2.
  • xyzxyz sull'elica: ∣r‾′∣=2|\underline r'|=\sqrt2, f=12tsin⁡2tf=\frac12t\sin2t, per parti ∫02πtsin⁡2t dt=−π\int_0^{2\pi}t\sin2t\,dt=-\pi, risultato −2π2-\frac{\sqrt2\pi}2.
  • Invarianza: t=φ(u)t=\varphi(u), dt=φ′(u) dudt=\varphi'(u)\,du; per φ′<0\varphi'<0 estremi scambiati ⇒\Rightarrow segno, e −φ′=∣φ′∣-\varphi'=|\varphi'|; ∣r‾′(φ)∣∣φ′∣=∣r‾~′∣|\underline r'(\varphi)||\varphi'|=|\tilde{\underline r}'|.
  • Quarto di circonferenza: M=πR2M=\frac{\pi R}2, xb=2πR∫0π/2R2cos⁡t dt=2Rπ=ybx_b=\frac2{\pi R}\int_0^{\pi/2}R^2\cos t\,dt=\frac{2R}\pi=y_b (simmetria y=xy=x).
  • Arco di astroide: ℓ=32\ell=\frac32, xb=2∫0π/2cos⁡4tsin⁡t dt=25=ybx_b=2\int_0^{\pi/2}\cos^4t\sin t\,dt=\frac25=y_b.
  • Momento d'inerzia asse yy: δ=Rcos⁡t\delta=R\cos t, I=R3∫0π/2cos⁡2t dt=πR34I=R^3\int_0^{\pi/2}\cos^2t\,dt=\frac{\pi R^3}4 (per parti J=π2−JJ=\frac\pi2-J).

Errori tipici

  • Dimenticare il fattore ∣r‾′(t)∣|\underline r'(t)| (o scrivere f′f' al posto di f2+f′2\sqrt{f^2+f'^2} nelle polari).
  • Spezzare male il valore assoluto in ∣r‾′∣|\underline r'| (astroide, cardioide).
  • Credere che il baricentro stia sulla curva: può cadere fuori.
  • Con densità non costante dividere per la lunghezza invece che per la massa.
  • Applicare l'invarianza dal verso anche alla seconda specie (dove il verso cambia il segno).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata