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Note per Studenti Esercizio - minimo e massimo di una forma quadratica sulla circonferenza unitaria (lezione 12)

Esercizio - minimo e massimo di una forma quadratica sulla circonferenza unitaria (lezione 12)

Teoria: Forme quadratiche e criteri di definitezzaUna forma quadratica q(h) = h^T M h (M simmetrica) è definita positiva se q>0 per h ≠ 0, semidefinita positiva se q ≥ 0, definita/semidefinita negativa con segni opposti, indefinita se cambia segno. In due variabili, con M = [[a,b],[b,c]]: definita positiva ⇔ det M > 0 e a > 0, definita negativa ⇔ det M > 0 e a < 0, indefinita ⇔ det M < 0 (D, completando il quadrato). In generale: segno degli autovalori di M (D, teorema spettrale): tutti > 0 definita positiva, tutti < 0 definita negativa, di segno diverso indefinita; inoltre q(h) ≥ λ_min |h|². Per n = 3 si usano i minori principali di Sylvester. È lo strumento per classificare i punti critici.Forme quadratiche e criteri di definitezza →, Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →.

Testo.

  1. Trovare minimo e massimo di q(h,k)=3h2+2hk+3k2q(h,k)=3h^2+2hk+3k^2 sulla circonferenza h2+k2=1h^2+k^2=1 e i punti in cui sono assunti.
  2. Dimostrare che per ogni (h,k)(h,k) vale q2(h,k)=2h2−6hk+5k2 ≥ c (h2+k2)q_2(h,k)=2h^2-6hk+5k^2\ \ge\ c\,(h^2+k^2) con c=7−352≈0.146c=\frac{7-3\sqrt5}{2}\approx0.146, e che la costante non si può migliorare.

(Fonte: applicazione della stima q(h‾)≥λmin⁡∣h‾∣2q(\underline h)\ge\lambda_{\min}|\underline h|^2 della lezione 12 del corso di Fondamenti di Analisi Matematica 2, Ing. Aerospaziale UniPD; testi costruiti per queste note.)

Soluzione della parte 1

M=(3113)M=\begin{pmatrix}3&1\\1&3\end{pmatrix}. Autovalori: det⁡(M−λI)=(3−λ)2−1=0⇒λ=2, 4\det(M-\lambda I)=(3-\lambda)^2-1=0\Rightarrow\lambda=2,\,4. Autovettori: per λ=4\lambda=4: (M−4I)w‾=0‾(M-4I)\underline w=\underline0 dà −w1+w2=0-w_1+w_2=0, w‾=(1,1)\underline w=(1,1); per λ=2\lambda=2: w1+w2=0w_1+w_2=0, w‾=(1,−1)\underline w=(1,-1). Sono ortogonali, come previsto per una matrice simmetrica.

Passando alla base ortonormale u‾1=(1,−1)2\underline u_1=\frac{(1,-1)}{\sqrt2}, u‾2=(1,1)2\underline u_2=\frac{(1,1)}{\sqrt2}, un punto della circonferenza unitaria si scrive h‾=k1u‾1+k2u‾2\underline h=k_1\underline u_1+k_2\underline u_2 con k12+k22=1k_1^2+k_2^2=1 (la rotazione conserva la norma) e q(h‾)=2k12+4k22=2+2k22∈[2,4].q(\underline h)=2k_1^2+4k_2^2=2+2k_2^2\in[2,4]. Quindi: minimo =2=λmin⁡=2=\lambda_{\min}, assunto per k2=0k_2=0, cioè h‾=±(1,−1)2\underline h=\pm\frac{(1,-1)}{\sqrt2}; massimo =4=λmax⁡=4=\lambda_{\max}, per k1=0k_1=0, cioè h‾=±(1,1)2\underline h=\pm\frac{(1,1)}{\sqrt2}. Controllo: q(12,−12)=32−1+32=2q\big(\frac1{\sqrt2},\frac{-1}{\sqrt2}\big)=\frac{3}{2}-1+\frac32=2 ✓; q(12,12)=32+1+32=4q\big(\frac{1}{\sqrt2},\frac1{\sqrt2}\big)=\frac32+1+\frac32=4 ✓. Con le coordinate polari h=cos⁡θh=\cos\theta, k=sin⁡θk=\sin\theta: q=3+2sin⁡θcos⁡θ=3+sin⁡2θ∈[2,4]q=3+2\sin\theta\cos\theta=3+\sin2\theta\in[2,4] ✓.

Soluzione della parte 2

M2=(2−3−35)M_2=\begin{pmatrix}2&-3\\-3&5\end{pmatrix} ha traccia 77 e determinante 11, quindi gli autovalori sono le radici di λ2−7λ+1=0\lambda^2-7\lambda+1=0: λ=7±452=7±352,λmin⁡=7−352≈0.1459>0.\lambda=\frac{7\pm\sqrt{45}}{2}=\frac{7\pm3\sqrt5}{2},\qquad\lambda_{\min}=\frac{7-3\sqrt5}{2}\approx0.1459>0 . Per la stima sugli autovalori, q2(h‾)≥λmin⁡∣h‾∣2q_2(\underline h)\ge\lambda_{\min}|\underline h|^2 per ogni h‾\underline h, cioè la disuguaglianza richiesta con c=λmin⁡c=\lambda_{\min}. La costante è la migliore possibile: nell'autovettore relativo a λmin⁡\lambda_{\min} la disuguaglianza è un'uguaglianza (q2(w‾)=λmin⁡∣w‾∣2q_2(\underline w)=\lambda_{\min}|\underline w|^2). Un controllo numerico: sulla circonferenza unitaria il minimo di q2=2cos⁡2θ−6sin⁡θcos⁡θ+5sin⁡2θq_2=2\cos^2\theta-6\sin\theta\cos\theta+5\sin^2\theta è 0.145900.14590, come previsto.

Significato. Una forma definita positiva è "uniformemente positiva": non solo q>0q>0 su ogni direzione, ma q≥c∣h‾∣2q\ge c|\underline h|^2 con c>0c>0 indipendente dalla direzione. Questo è il fatto che permette, nella formula di Taylor, di battere il resto o(∣h‾∣2)o(|\underline h|^2) e concludere che un punto critico con hessiana definita positiva è un minimo locale (Massimi e minimi liberi e natura dei punti criticiEstremo assoluto = vale in tutto il dominio, relativo = vale in un intorno; "libero" = il dominio è aperto. Fermat (D): in un punto interno di estremo locale dove f è derivabile, ∇f = 0 (punto critico); non basta (x³, −y³, sella x² − y²). Taylor al secondo ordine (D): con f in C² e ∇f(P) = 0, l'Hessiana definita positiva dà minimo locale stretto, definita negativa massimo locale stretto, indefinita sella; per n = 2: det H > 0 e f_xx > 0 minimo, det H > 0 e f_xx < 0 massimo, det H < 0 sella, det H = 0 non decide (x⁴ + y⁴, −x⁴ − y⁴, x⁴ − y⁴). Estremi globali: Weierstrass in un chiuso illimitato se f → +∞ (o −∞) all'infinito (D), da verificare in coordinate polari con una stima che non dipende dall'angolo.Massimi e minimi liberi e natura dei punti critici →).

Errori tipici. Dimenticare di normalizzare gli autovettori (la circonferenza unitaria richiede k12+k22=1k_1^2+k_2^2=1); scambiare il ruolo di minimo e massimo autovalore; credere che basti q>0q>0 per avere una costante c>0c>0 senza il vincolo compatto ∣h‾∣=1|\underline h|=1 (la costante esiste per il teorema di Weierstrass sulla circonferenza, che è compatta).

Versione ripasso

(Forme quadratiche e criteri di definitezzaUna forma quadratica q(h) = h^T M h (M simmetrica) è definita positiva se q>0 per h ≠ 0, semidefinita positiva se q ≥ 0, definita/semidefinita negativa con segni opposti, indefinita se cambia segno. In due variabili, con M = [[a,b],[b,c]]: definita positiva ⇔ det M > 0 e a > 0, definita negativa ⇔ det M > 0 e a < 0, indefinita ⇔ det M < 0 (D, completando il quadrato). In generale: segno degli autovalori di M (D, teorema spettrale): tutti > 0 definita positiva, tutti < 0 definita negativa, di segno diverso indefinita; inoltre q(h) ≥ λ_min |h|². Per n = 3 si usano i minori principali di Sylvester. È lo strumento per classificare i punti critici.Forme quadratiche e criteri di definitezza →)

  1. q=3h2+2hk+3k2q=3h^2+2hk+3k^2, M=(3113)M=\begin{pmatrix}3&1\\1&3\end{pmatrix}: λ=2\lambda=2 (autovettore (1,−1)(1,-1)), λ=4\lambda=4 (autovettore (1,1)(1,1)). Su ∣h‾∣=1|\underline h|=1: q=2k12+4k22=2+2k22q=2k_1^2+4k_2^2=2+2k_2^2, min 22 in ±(1,−1)2\pm\frac{(1,-1)}{\sqrt2}, max 44 in ±(1,1)2\pm\frac{(1,1)}{\sqrt2} (oppure q=3+sin⁡2θq=3+\sin2\theta).
  2. 2h2−6hk+5k22h^2-6hk+5k^2: λ2−7λ+1=0\lambda^2-7\lambda+1=0, λmin⁡=7−352≈0.146\lambda_{\min}=\frac{7-3\sqrt5}2\approx0.146. q≥λmin⁡∣h‾∣2q\ge\lambda_{\min}|\underline h|^2, ottimale sull'autovettore.

Passaggi chiave:

  • Autovettori di (3113)\begin{pmatrix}3&1\\1&3\end{pmatrix}: λ=4\lambda=4: −w1+w2=0-w_1+w_2=0, (1,1)(1,1); λ=2\lambda=2: w1+w2=0w_1+w_2=0, (1,−1)(1,-1); ortogonali.
  • Base ortonormale u‾1=(1,−1)2\underline u_1=\frac{(1,-1)}{\sqrt2}, u‾2=(1,1)2\underline u_2=\frac{(1,1)}{\sqrt2}; h‾=k1u‾1+k2u‾2\underline h=k_1\underline u_1+k_2\underline u_2, k12+k22=1k_1^2+k_2^2=1 (rotazione): q=2k12+4k22q=2k_1^2+4k_2^2.
  • Seconda forma: traccia 77, determinante 11, λ2−7λ+1=0\lambda^2-7\lambda+1=0; la costante c=λmin⁡c=\lambda_{\min} è ottimale (uguaglianza sull'autovettore).
  • Il minimo di qq sulla circonferenza esiste per Weierstrass (compatta) ed è λmin⁡\lambda_{\min}.

Errori tipici: autovettori non normalizzati; min/max scambiati; confondere q(w‾)q(\underline w) con λ\lambda per w‾\underline w non unitario (q(w‾)=λ∣w‾∣2q(\underline w)=\lambda|\underline w|^2).

Teoria collegata