Salta al contenuto
Note per Studenti Funzioni di più variabili, limiti e continuità

Funzioni di più variabili, limiti e continuità

In questa pagina 8
In questa pagina 5

Prerequisiti: Limiti di funzioni - definizioneIntorni, punti di accumulazione e la definizione di limite di una funzione con gli intorni, tradotta con ε, δ, N, M in tutti i casi; limite destro e sinistro, per eccesso e per difetto, "definitivamente".Limiti di funzioni - definizione →, Funzioni continuef è continua in x0 (punto del dominio) se il limite in x0 esiste ed è f(x0); somme, prodotti e quozienti di funzioni continue sono continue, e tutte le funzioni elementari sono continue nel loro dominio.Funzioni continue →, Teorema ponte tra limiti di funzioni e successionilim f(x) = ℓ per x → x0 se e solo se f(x_n) → ℓ per ogni successione x_n del dominio, diversa da x0, che tende a x0. Permette di trasportare i teoremi sulle successioni alle funzioni e di dimostrare che un limite non esiste.Teorema ponte tra limiti di funzioni e successioni →, Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettorialiUna curva è una funzione continua r : [a,b] → R^m; il sostegno è la sua immagine. Limiti, continuità e derivate si fanno componente per componente. La curva è regolare se r è C^1 e r'(t) ≠ 0 ovunque: allora r'(t) è il vettore tangente e la retta tangente è r(t0) + λ r'(t0). Esempi: circonferenza, segmento, grafico (t, f(t)), curve polari (f(θ)cosθ, f(θ)sinθ) regolari se f' ≠ 0 dove f = 0, elica, cuspide (t²,t³). L'integrale di r si fa per componenti; vale ∫ r' = r(b) − r(a) e ‖∫ r‖ ≤ ∫ ‖r‖.Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettoriali → (per le coordinate polari e le restrizioni lungo curve).

1. Funzioni scalari di più variabili

Una funzione scalare di nn variabili è f:A⊆Rn→Rf : A \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R}, x‾=(x1,…,xn)↦f(x‾)\underline x = (x_1,\dots,x_n) \mapsto f(\underline x). Compare ovunque la grandezza dipende da più parametri: la temperatura T(x,y)T(x,y) di una lamina, T(x,y,t)T(x,y,t) se cambia nel tempo, T(x,y,z,t)T(x,y,z,t) in atmosfera.

Definizione (dominio naturale). Se ff è data da una formula, il dominio naturaleil più grande insieme su cui la formula ha senso è il più grande insieme dove la formula ha senso: radici di indice pari con radicando ≥0\ge 0, logaritmi con argomento >0>0, denominatori ≠0\ne 0, arcsin⁡\arcsin e arccos⁡\arccos con argomento in [−1,1][-1,1].

Esempio. f(x,y)=xy log⁡(x+y−1)f(x,y) = \sqrt{xy}\,\log(x+y-1) richiede xy≥0xy \ge 0 e x+y−1>0x+y-1>0. La prima condizione descrive il primo e il terzo quadrante, bordi inclusi; la seconda il semipiano aperto sopra la retta y=1−xy = 1-x. Nel terzo quadrante x+y≤0x+y\le0, quindi la seconda non vale mai: resta dom⁡f={x≥0, y≥0, x+y>1}.\operatorname{dom}f = \{x\ge0,\ y\ge0,\ x+y>1\}. Gli assi non sono esclusi del tutto: per esempio (2,0)(2,0) è nel dominio (xy=0≥0xy=0\ge0 e 2−1>02-1>0). Invece il segmento da (1,0)(1,0) a (0,1)(0,1) è escluso, perché lì x+y−1=0x+y-1=0 e il logaritmo vuole un argomento strettamente positivo.

Definizione (grafico, insiemi di livello). Il grafico è graf⁡f={(x‾,f(x‾)):x‾∈A}⊆Rn+1\operatorname{graf}f = \{(\underline x, f(\underline x)) : \underline x\in A\}\subseteq\mathbb{R}^{n+1}; per n=2n=2 è una superficie z=f(x,y)z = f(x,y). L'insieme di livello cc è Lc={x‾∈A:f(x‾)=c}L_c = \{\underline x\in A : f(\underline x) = c\}.

LcL_c si ottiene tagliando il grafico con il piano orizzontale z=cz = c e proiettando sul piano xyxy (le "isobare" e le "isoipse" delle carte geografiche).

Esempio 1. f(x,y)=1−x2−y2f(x,y) = \sqrt{1-x^2-y^2} ha dominio il disco x2+y2≤1x^2+y^2\le1 e valori in [0,1][0,1]. Per c<0c<0 o c>1c>1, Lc=∅L_c = \emptyset; per c=1c = 1, L1={(0,0)}L_1 = \{(0,0)\}; per 0≤c<10\le c<1 si eleva al quadrato (lecito, entrambi i membri ≥0\ge0): x2+y2=1−c2x^2+y^2 = 1-c^2, circonferenza di raggio 1−c2\sqrt{1-c^2} (per c=12c=\frac12, raggio 32\frac{\sqrt3}2). Il grafico è z2=1−x2−y2z^2 = 1-x^2-y^2, z≥0z\ge0: la semisfera superiore.

Esempio 2. f(x,y)=1x2+y2f(x,y) = \frac{1}{x^2+y^2} su R2∖{0‾}\mathbb{R}^2\setminus\{\underline 0\}: LcL_c (c>0c>0) è la circonferenza di raggio 1/c1/\sqrt c; il grafico è una "tromba" che sale a +∞+\infty verso l'asse zz.

Grafico interattivo: Insiemi di livello di f = √(1 − x² − y²): circonferenze di raggio √(1 − c²) per c = 0, 0.5, 0.8, e il punto (0,0) per c = 1

2. Intorni, successioni e punti di accumulazione

Si usa la distanza euclidea. L'intorno sferico (palla aperta) di centro x‾0\underline x_0 e raggio r>0r>0 è Br(x‾0)={x‾:∣x‾−x‾0∣<r}B_r(\underline x_0) = \{\underline x : |\underline x - \underline x_0| < r\}: in R2\mathbb{R}^2 un disco aperto, in R3\mathbb{R}^3 una sfera piena aperta.

Una successione in Rn\mathbb{R}^n è k↦x‾kk\mapsto\underline x_k; x‾k→x‾0\underline x_k\to\underline x_0 se ∣x‾k−x‾0∣→0|\underline x_k - \underline x_0|\to0. Poiché ∣(x‾k−x‾0)i∣≤∣x‾k−x‾0∣≤∑j=1n∣(x‾k−x‾0)j∣,|(\underline x_k - \underline x_0)_i| \le |\underline x_k - \underline x_0| \le \sum_{j=1}^n|(\underline x_k - \underline x_0)_j| , la successione converge se e solo se convergono tutte le componenti (confronto/carabinieri). Per esempio (1k,1k2)→(0,0)\big(\frac1k,\frac1{k^2}\big)\to(0,0).

Definizione (punto di accumulazionepunto vicino al quale cadono infiniti punti dell'insieme). x‾0∈Rn\underline x_0\in\mathbb{R}^n è di accumulazione per E⊆RnE\subseteq\mathbb{R}^n se ogni intorno di x‾0\underline x_0 contiene un punto di EE diverso da x‾0\underline x_0. Non è detto che x‾0∈E\underline x_0\in E.

Un punto isolato di EE non è di accumulazione. Nel dominio {x≠0}\{x \ne 0\} l'asse yy (che non fa parte del dominio) è fatto di punti di accumulazione.

3. Il limite

Sia f:X⊆Rn→Rf : X\subseteq\mathbb{R}^n\to\mathbb{R}, x‾0\underline x_0 di accumulazione per XX, L∈R∗=R∪{±∞}L\in\mathbb{R}^* = \mathbb{R}\cup\{\pm\infty\}.

Definizione (limite, tre forme equivalenti).

  • Per successioni (Heine). lim⁡x‾→x‾0f=L\lim_{\underline x\to\underline x_0}f = L se per ogni successione x‾k∈X\underline x_k\in X, x‾k≠x‾0\underline x_k\ne\underline x_0, x‾k→x‾0\underline x_k\to\underline x_0 si ha f(x‾k)→Lf(\underline x_k)\to L.
  • Diretta, LL finito. ∀ε>0 ∃δ>0: x‾∈X, 0<∣x‾−x‾0∣<δ⇒∣f(x‾)−L∣<ε\forall\varepsilon>0\ \exists\delta>0:\ \underline x\in X,\ 0<|\underline x - \underline x_0|<\delta\Rightarrow|f(\underline x) - L|<\varepsilon.
  • Diretta, L=+∞L = +\infty. ∀K>0 ∃δ>0: 0<∣x‾−x‾0∣<δ⇒f(x‾)>K\forall K>0\ \exists\delta>0:\ 0<|\underline x - \underline x_0|<\delta\Rightarrow f(\underline x)>K (e simile per −∞-\infty).

L'equivalenza è la stessa di Analisi 1 (Teorema ponte tra limiti di funzioni e successionilim f(x) = ℓ per x → x0 se e solo se f(x_n) → ℓ per ogni successione x_n del dominio, diversa da x0, che tende a x0. Permette di trasportare i teoremi sulle successioni alle funzioni e di dimostrare che un limite non esiste.Teorema ponte tra limiti di funzioni e successioni →). Geometricamente: sopra il disco forato di raggio δ\delta il grafico sta nella fascia L−ε<z<L+εL-\varepsilon<z<L+\varepsilon.

Esempio (ε\varepsilon-δ\delta). lim⁡x‾→0‾∣x‾∣=0\lim_{\underline x\to\underline 0}|\underline x| = 0: dato ε\varepsilon, basta δ=ε\delta=\varepsilon perché ∣ ∣x‾∣−0 ∣=∣x‾∣<δ=ε|\,|\underline x|-0\,| = |\underline x|<\delta=\varepsilon.

Esempio. lim⁡(x,y)→(0,0)1x2+y2=+∞\lim_{(x,y)\to(0,0)}\frac1{x^2+y^2}=+\infty: dato K>0K>0, 1x2+y2>K  ⟺  x2+y2<1K  ⟺  ∣x‾∣<1K\frac{1}{x^2+y^2}>K\iff x^2+y^2<\frac1K\iff|\underline x|<\frac1{\sqrt K}; si prende δ=1/K\delta = 1/\sqrt K.

Proprietà. Valgono come in una variabile: unicità del limite, limite di somma, prodotto, quoziente (con le forme indeterminate ∞−∞\infty-\infty, 0⋅∞0\cdot\infty, 00\frac00, ∞∞\frac\infty\infty), confronto (se f≤gf\le g allora lim⁡f≤lim⁡g\lim f\le\lim g quando i limiti esistono) e carabinieri: se f≤g≤hf\le g\le h vicino a x‾0\underline x_0 e f,h→Lf,h\to L, allora g→Lg\to L.

Teorema (permanenza del segno). Se lim⁡x‾→x‾0f=L>0\lim_{\underline x\to\underline x_0}f = L>0 (anche +∞+\infty), allora esiste un intorno forato di x‾0\underline x_0 in cui f>0f>0.

Dimostrazione. Per LL finito, si prende ε=L/2\varepsilon = L/2: esiste δ\delta tale che ∣x‾−x‾0∣<δ|\underline x - \underline x_0|<\delta, x‾≠x‾0\underline x\ne\underline x_0 implica ∣f−L∣<L/2|f - L|<L/2, cioè f>L−L/2=L/2>0f>L - L/2 = L/2>0. Per L=+∞L=+\infty si prende K=1K = 1. ■\blacksquare

4. Continuità

Definizione. Sia x‾0∈X\underline x_0\in X di accumulazione per XX. ff è continua in x‾0\underline x_0 se lim⁡x‾→x‾0f(x‾)=f(x‾0)\lim_{\underline x\to\underline x_0}f(\underline x) = f(\underline x_0). In un punto isolato ff è continua per definizione. C(X)C(X) è l'insieme delle funzioni continue in ogni punto di XX.

Somma, prodotto e quoziente (con denominatore ≠0\ne0) di funzioni continue sono continue; lo è la composizione di continue (sia R→Rn→R\mathbb{R}\to\mathbb{R}^n\to\mathbb{R}, sia Rn→R→R\mathbb{R}^n\to\mathbb{R}\to\mathbb{R}). Due fatti di base:

  • le proiezioni Pi(x‾)=xiP_i(\underline x) = x_i sono continue (perché ∣xi−x0,i∣≤∣x‾−x‾0∣|x_i - x_{0,i}|\le|\underline x - \underline x_0|, basta δ=ε\delta=\varepsilon); quindi i polinomi sono continui su tutto Rn\mathbb{R}^n;
  • la norma è continua, per la disuguaglianza triangolare inversa ∣∣x‾∣−∣y‾∣∣≤∣x‾−y‾∣\big||\underline x| - |\underline y|\big|\le|\underline x - \underline y| (da ∣x‾∣≤∣x‾−y‾∣+∣y‾∣|\underline x|\le|\underline x - \underline y|+|\underline y| e viceversa scambiando i ruoli).

Esempio. f(x,y)=ex+ycos⁡x+2f(x,y)=\dfrac{e^{x+y}}{\cos x + 2} è continua su R2\mathbb{R}^2: x+yx+y è somma di proiezioni, ex+ye^{x+y} è composizione con l'esponenziale; cos⁡x+2≥1>0\cos x+2\ge1>0 non si annulla mai, quindi il quoziente è continuo ovunque.

Esempio (funzione a tratti). f(x,y)=1f(x,y) = 1 se x=yx=y e 00 altrimenti. Fuori dalla bisettrice, che è un insieme chiuso, ff è localmente costante =0=0: continua. Su un punto (x0,x0)(x_0,x_0) della bisettrice f=1f=1, ma f(x0,x0+1k)=0→0≠1f\big(x_0, x_0+\frac1k\big) = 0\to0\ne1: discontinua. Per di più il limite in (x0,x0)(x_0,x_0) non esiste (lungo la bisettrice vale 11, lungo l'asse 00).

5. Come si calcolano i limiti

In una variabile ci si avvicina al punto da due sole direzioni; in due variabili ci si può avvicinare da infinite direzioni e lungo curve di ogni forma. Questo rende negare l'esistenza (basta una coppia di cammini con limiti diversi) più facile di dimostrarla (serve una stima valida per tutti i cammini).

5.1 Restrizioni a curve: per negare il limite

Proposizione. Se lim⁡x‾→x‾0f=L\lim_{\underline x\to\underline x_0}f = L e γ‾:I→X\underline\gamma : I\to X è una curva continua con γ‾(t0)=x‾0\underline\gamma(t_0) = \underline x_0 e γ‾(t)≠x‾0\underline\gamma(t)\ne\underline x_0 per t≠t0t\ne t_0, allora lim⁡t→t0f(γ‾(t))=L\lim_{t\to t_0}f(\underline\gamma(t)) = L.

(Se γ‾(tk)→x‾0\underline\gamma(t_k)\to\underline x_0 lungo una successione, la definizione di Heine dà f(γ‾(tk))→Lf(\underline\gamma(t_k))\to L.) Quindi:

  • se due curve danno limiti diversi, il limite non esiste;
  • se una curva dà un limite LL, LL è l'unico candidato limite (ma non si è dimostrato nulla).

Esempio (fascio di rette). f(x,y)=xyx2+y2f(x,y)=\dfrac{xy}{x^2+y^2} in (0,0)(0,0) è del tipo 00\frac00. Sulle rette y=mxy=mx: f(t,mt)=mt2t2(1+m2)=m1+m2f(t,mt)=\dfrac{mt^2}{t^2(1+m^2)} = \dfrac m{1+m^2}, che dipende da mm (12\frac12 per m=1m=1, −12-\frac12 per m=−1m=-1, 00 per m=0m=0). Il limite non esiste.

Esempio (le rette non bastano). f(x,y)=x2yx4+y2f(x,y)=\dfrac{x^2y}{x^4+y^2} lungo y=mxy=mx: f=mx3x4+m2x2=mxx2+m2→0f = \dfrac{mx^3}{x^4+m^2x^2} = \dfrac{mx}{x^2+m^2}\to0 per ogni mm (anche m=0m=0 e l'asse yy). Ma lungo la parabola y=x2y=x^2: f(x,x2)=x42x4=12f(x,x^2) = \dfrac{x^4}{2x^4} = \frac12. Quindi il limite non esiste. Morale: dopo le rette bisogna provare le parabole y=ax2y=ax^2 (o x=ay2x = ay^2), tenendo presente la combinazione x2↔yx^2\leftrightarrow y che rende omogenei i termini.

Attenzione ai limiti iterati. Calcolare prima x→0x\to0 poi y→0y\to0 (o viceversa) non dà il limite doppio. Per la funzione che vale 11 sulla bisettrice e 00 altrove, entrambi i limiti iterati valgono 00, eppure il limite doppio non esiste. Le restrizioni su cammini veri (rette, parabole) sono l'unico strumento valido; i limiti iterati sono solo restrizioni "a gradini".

5.2 Maggiorazione radiale: per dimostrare il limite

Teorema (maggiorazione con funzione radiale). Sia L∈RL\in\mathbb{R} e g:(0,+∞)→Rg:(0,+\infty)\to\mathbb{R} con lim⁡ρ→0+g(ρ)=0\lim_{\rho\to0^+}g(\rho)=0. Se esiste r>0r>0 tale che ∣f(x‾)−L∣≤g(∣x‾−x‾0∣)per ogni x‾∈X, 0<∣x‾−x‾0∣<r,|f(\underline x) - L|\le g\big(|\underline x - \underline x_0|\big)\quad\text{per ogni }\underline x\in X,\ 0<|\underline x - \underline x_0|<r, allora lim⁡x‾→x‾0f(x‾)=L\lim_{\underline x\to\underline x_0}f(\underline x) = L.

Dimostrazione. Fissato ε>0\varepsilon>0, poiché g(ρ)→0g(\rho)\to0 esiste δ0>0\delta_0>0 con 0<ρ<δ0⇒g(ρ)<ε0<\rho<\delta_0\Rightarrow g(\rho)<\varepsilon (e g≥0g\ge0 perché maggiora un modulo). Con δ=min⁡{δ0,r}\delta=\min\{\delta_0,r\} e ρ=∣x‾−x‾0∣<δ\rho=|\underline x - \underline x_0|<\delta si ha ∣f(x‾)−L∣≤g(ρ)<ε|f(\underline x)-L|\le g(\rho)<\varepsilon. ■\blacksquare

In R2\mathbb{R}^2 si usano le coordinate polari centrate nel punto x=x0+ρcos⁡θx=x_0+\rho\cos\theta, y=y0+ρsin⁡θy=y_0+\rho\sin\theta (Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettorialiUna curva è una funzione continua r : [a,b] → R^m; il sostegno è la sua immagine. Limiti, continuità e derivate si fanno componente per componente. La curva è regolare se r è C^1 e r'(t) ≠ 0 ovunque: allora r'(t) è il vettore tangente e la retta tangente è r(t0) + λ r'(t0). Esempi: circonferenza, segmento, grafico (t, f(t)), curve polari (f(θ)cosθ, f(θ)sinθ) regolari se f' ≠ 0 dove f = 0, elica, cuspide (t²,t³). L'integrale di r si fa per componenti; vale ∫ r' = r(b) − r(a) e ‖∫ r‖ ≤ ∫ ‖r‖.Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettoriali →), con ρ=∣x‾−x‾0∣\rho=|\underline x-\underline x_0|. L'algoritmo:

  1. Candidato LL: restrizioni su rette (e parabole) o intuizione.
  2. Polari: si scrive f~(ρ,θ)=f(x0+ρcos⁡θ,y0+ρsin⁡θ)\tilde f(\rho,\theta)=f(x_0+\rho\cos\theta,y_0+\rho\sin\theta).
  3. Maggiorazione: si cerca g(ρ)g(\rho) con ∣f~(ρ,θ)−L∣≤g(ρ)|\tilde f(\rho,\theta)-L|\le g(\rho) per ogni θ∈[0,2π)\theta\in[0,2\pi) e g→0g\to0. La stima non deve contenere θ\theta: si eliminano seno e coseno con ∣sin⁡θ∣,∣cos⁡θ∣≤1|\sin\theta|,|\cos\theta|\le1.

Se la maggiorazione fallisce non si può concludere che il limite non esista: la maggiorazione è condizione sufficiente.

Esempio. lim⁡(x,y)→(0,0)x2−y∣x‾∣1/2\displaystyle\lim_{(x,y)\to(0,0)}\frac{x^2-y}{|\underline x|^{1/2}}. Sulla parabola y=x2y=x^2 il numeratore è 00: candidato L=0L=0. In polari f~(ρ,θ)=ρ2cos⁡2θ−ρsin⁡θρ1/2=ρ1/2(ρcos⁡2θ−sin⁡θ),∣f~∣≤ρ1/2(ρ+1)=:g(ρ)→0.\tilde f(\rho,\theta)=\frac{\rho^2\cos^2\theta-\rho\sin\theta}{\rho^{1/2}}=\rho^{1/2}\big(\rho\cos^2\theta-\sin\theta\big),\quad|\tilde f|\le\rho^{1/2}(\rho+1)=:g(\rho)\to0 . Il limite vale 00.

Esempio con parametro. fα(x,y)=xy∣x‾∣αf_\alpha(x,y)=\dfrac{xy}{|\underline x|^{\alpha}} in 0‾\underline 0. In polari f~=ρ2−αcos⁡θsin⁡θ\tilde f=\rho^{2-\alpha}\cos\theta\sin\theta e ∣f~∣≤ρ2−α|\tilde f|\le\rho^{2-\alpha} (anzi ≤12ρ2−α\le\frac12\rho^{2-\alpha}). Se α<2\alpha<2: g(ρ)=ρ2−α→0g(\rho)=\rho^{2-\alpha}\to0, il limite è 00. Se α=2\alpha=2: f~=cos⁡θsin⁡θ\tilde f=\cos\theta\sin\theta non dipende da ρ\rho ma da θ\theta (00 sugli assi, 12\frac12 sulla bisettrice): il limite non esiste. Se α>2\alpha>2: sulla bisettrice f~=12ρ2−α→+∞\tilde f=\frac12\rho^{2-\alpha}\to+\infty mentre sugli assi vale 00: non esiste.

Esempio (carabinieri). f(x,y)=(x2+y2)1/3cos⁡1xf(x,y)=(x^2+y^2)^{1/3}\cos\frac1x è definita per x≠0x\ne0. Il dominio ha come punti di accumulazione tutto R2\mathbb{R}^2. In (0,0)(0,0): ∣f∣≤(x2+y2)1/3→0|f|\le(x^2+y^2)^{1/3}\to0, quindi il limite è 00. In (0,a)(0,a) con a≠0a\ne0: lungo xn=12πnx_n=\frac1{2\pi n} si ha cos⁡=1\cos=1 e f→∣a∣2/3f\to|a|^{2/3}; lungo zn=1(2n+1)πz_n=\frac1{(2n+1)\pi} si ha cos⁡=−1\cos=-1 e f→−∣a∣2/3f\to-|a|^{2/3}: il limite non esiste.

5.3 Limiti all'infinito

Per EE illimitato, lim⁡∣x‾∣→+∞f=L\lim_{|\underline x|\to+\infty}f=L significa ∀ε ∃R: ∣x‾∣>R⇒∣f−L∣<ε\forall\varepsilon\ \exists R:\ |\underline x|>R\Rightarrow|f-L|<\varepsilon (in Rn\mathbb{R}^n, n≥2n\ge2, non ha senso "−∞-\infty": la norma è ≥0\ge0). In R2\mathbb{R}^2 si usano le polari centrate nell'origine (ρ→+∞\rho\to+\infty) e una maggiorazione g(ρ)→0g(\rho)\to0 indipendente da θ\theta.

Esempio. lim⁡∣x‾∣→∞arctan⁡xx2+y2\displaystyle\lim_{|\underline x|\to\infty}\frac{\arctan x}{x^2+y^2}: ∣arctan⁡(ρcos⁡θ)∣<π2|\arctan(\rho\cos\theta)|<\frac\pi2, quindi ∣f~∣≤π2ρ2→0|\tilde f|\le\frac{\pi}{2\rho^2}\to0.

Esempio. 1(x2+y2)α=ρ−2α\dfrac1{(x^2+y^2)^\alpha}=\rho^{-2\alpha}: per ρ→∞\rho\to\infty vale 00 se α>0\alpha>0, 11 se α=0\alpha=0, +∞+\infty se α<0\alpha<0.

Errori da evitare

  • Concludere il limite da poche rette. Tutte le rette concordi non bastano (x2yx4+y2\frac{x^2y}{x^4+y^2}).
  • Maggiorazione con θ\theta dentro: gg deve dipendere solo da ρ\rho; "ρcos⁡θ\rho\cos\theta" non va lasciato.
  • Limiti iterati scambiati con il limite doppio.
  • Dimenticare il dominio: il limite si studia nei punti di accumulazione del dominio, non solo dentro.
  • xy\sqrt{xy} e simili: per xy≥0xy\ge0 la radice esiste anche sugli assi; non escludere i bordi senza controllare.

Esercizi svolti

Domande d'esame

  1. Definire il limite di una funzione di più variabili (con ε\varepsilon-δ\delta e con le successioni) e dire come si dimostra che un limite non esiste. Traccia: restrizione a due curve con limiti diversi (proposizione sulle curve); esempio xyx2+y2\frac{xy}{x^2+y^2}.
  2. Enunciare e dimostrare il teorema di permanenza del segno. Traccia: ε=L/2\varepsilon=L/2.
  3. Enunciare il teorema di maggiorazione radiale e usarlo per un limite in R2\mathbb{R}^2. Traccia: ∣f−L∣≤g(∣x‾−x‾0∣)|f-L|\le g(|\underline x-\underline x_0|) con g→0g\to0; polari e stima indipendente da θ\theta.

Versione ripasso

Funzioni, dominio, livelli

f:A⊆Rn→Rf:A\subseteq\mathbb{R}^n\to\mathbb{R}. Dominio naturale: radici pari ≥0\ge0, logaritmi >0>0, denominatori ≠0\ne0, arccos⁡,arcsin⁡∈[−1,1]\arccos,\arcsin\in[-1,1]. Grafico {(x‾,f(x‾))}⊆Rn+1\{(\underline x,f(\underline x))\}\subseteq\mathbb{R}^{n+1}; livello Lc={f=c}L_c=\{f=c\}.

  • xylog⁡(x+y−1)\sqrt{xy}\log(x+y-1): {x≥0, y≥0, x+y>1}\{x\ge0,\ y\ge0,\ x+y>1\}.
  • 1−x2−y2\sqrt{1-x^2-y^2}: livelli circonferenze di raggio 1−c2\sqrt{1-c^2} (0≤c<10\le c<1), punto per c=1c=1; grafico semisfera. 1x2+y2\frac1{x^2+y^2}: livelli circonferenze di raggio 1/c1/\sqrt c.

Limite e continuità

lim⁡x‾→x‾0f=L  ⟺  ∀ε ∃δ: 0<∣x‾−x‾0∣<δ⇒∣f−L∣<ε\lim_{\underline x\to\underline x_0}f=L\iff\forall\varepsilon\,\exists\delta:\ 0<|\underline x-\underline x_0|<\delta\Rightarrow|f-L|<\varepsilon   ⟺  \iff per ogni x‾k→x‾0\underline x_k\to\underline x_0 (≠\ne) f(x‾k)→Lf(\underline x_k)\to L. Continua in x‾0\underline x_0: lim⁡=f(x‾0)\lim=f(\underline x_0). Punto di accumulazione: ogni intorno contiene altri punti di EE.

  • Unicità, algebra dei limiti, confronto, carabinieri. Permanenza del segno (D): L>0⇒f>0L>0\Rightarrow f>0 vicino (prova: ε=L/2\varepsilon=L/2).
  • Continue: polinomi (proiezioni), norma (∣∣x‾∣−∣y‾∣∣≤∣x‾−y‾∣\big||\underline x|-|\underline y|\big|\le|\underline x-\underline y|), somme/prodotti/quozienti/composizioni.

Calcolo

Restrizioni: se lim⁡f=L\lim f=L e γ‾→x‾0\underline\gamma\to\underline x_0, allora lim⁡f(γ‾(t))=L\lim f(\underline\gamma(t))=L. Due curve con limiti diversi ⇒\Rightarrow limite non esiste. Una curva dà solo il candidato.

  • xyx2+y2\frac{xy}{x^2+y^2}: su y=mxy=mx vale m1+m2\frac m{1+m^2}: non esiste. x2yx4+y2\frac{x^2y}{x^4+y^2}: rette →0\to0 ma y=x2y=x^2 dà 12\frac12: non esiste (provare le parabole).

  • Limiti iterati NON bastano.

    Maggiorazione radiale: ∣f−L∣≤g(∣x‾−x‾0∣)|f-L|\le g(|\underline x-\underline x_0|), g(ρ)→0⇒lim⁡f=Lg(\rho)\to0\Rightarrow\lim f=L. In polari (x=x0+ρcos⁡θx=x_0+\rho\cos\theta, y=y0+ρsin⁡θy=y_0+\rho\sin\theta) la stima deve essere indipendente da θ\theta. Prova: δ=min⁡{δ0,r}\delta=\min\{\delta_0,r\}.

  • x2−y∣x‾∣1/2\frac{x^2-y}{|\underline x|^{1/2}}: ∣f~∣≤ρ1/2(ρ+1)→0|\tilde f|\le\rho^{1/2}(\rho+1)\to0. xy∣x‾∣α\frac{xy}{|\underline x|^\alpha}: ρ2−αcos⁡θsin⁡θ\rho^{2-\alpha}\cos\theta\sin\theta; limite 00 se α<2\alpha<2, non esiste se α≥2\alpha\ge2.

  • All'infinito: ρ→∞\rho\to\infty; arctan⁡xx2+y2→0\frac{\arctan x}{x^2+y^2}\to0; ρ−2α→0,1,+∞\rho^{-2\alpha}\to0,1,+\infty.

Passaggi principali degli esempi

  • Limite per negare: (1) candidato da assi e rette y=mxy=mx; (2) se tutti concordano, provare le parabole y=ax2y=ax^2, x=ay2x=ay^2 o curve su misura; (3) due limiti diversi ⇒\Rightarrow non esiste. Es. x2yx4+y2\frac{x^2y}{x^4+y^2}: rette →0\to0, y=x2→12y=x^2\to\frac12.
  • Limite per dimostrare: candidato LL; polari centrate nel punto; ∣f~−L∣≤g(ρ)|\tilde f-L|\le g(\rho) con g→0g\to0 e senza θ\theta (si maggiora ∣sin⁡θ∣,∣cos⁡θ∣≤1|\sin\theta|,|\cos\theta|\le1).
  • Con traslazione: (x,y)→(x0,y0)(x,y)\to(x_0,y_0): u=x−x0u=x-x_0, v=y−y0v=y-y_0; es. v2sin⁡πuu2+v2\frac{v^2\sin\pi u}{u^2+v^2}, ∣v2u2+v2∣≤1\left|\frac{v^2}{u^2+v^2}\right|\le1, ∣sin⁡πu∣≤π∣u∣|\sin\pi u|\le\pi|u|.
  • Dominio xylog⁡(x+y−1)\sqrt{xy}\log(x+y-1): xy≥0xy\ge0 (I e III quadrante) e x+y>1x+y>1 (nel III non si verifica mai).
  • Livelli di 1−x2−y2\sqrt{1-x^2-y^2}: c∈[0,1]c\in[0,1], circonferenze di raggio 1−c2\sqrt{1-c^2}.
  • Continuità di ex+ycos⁡x+2\frac{e^{x+y}}{\cos x+2}: denominatore ≥1\ge1; composizioni e prodotto di continue.
  • Parametro: xy∣x‾∣α=ρ2−αcos⁡θsin⁡θ\frac{xy}{|\underline x|^\alpha}=\rho^{2-\alpha}\cos\theta\sin\theta: α<2→0\alpha<2\to0; α=2\alpha=2 dipende da θ\theta; α>2\alpha>2 diverge sulla bisettrice.
  • Al finito (x2+y2)1/3cos⁡1x(x^2+y^2)^{1/3}\cos\frac1x: in (0,0)(0,0) carabinieri →0\to0; in (0,a)(0,a), a≠0a\ne0, due successioni con cos⁡=±1\cos=\pm1: non esiste.

Errori tipici

  • Concludere l'esistenza del limite da poche rette (serve una stima uniforme).
  • Lasciare θ\theta nella maggiorazione.
  • Usare i limiti iterati al posto del limite doppio.
  • Non studiare il limite nei punti di accumulazione fuori dal dominio.
  • Dimenticare che per ∣x‾∣→∞|\underline x|\to\infty in Rn\mathbb{R}^n non ha senso "−∞-\infty".

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata