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Note per Studenti Esercizio - continuità e differenziabilità nell'origine con un logaritmo (appello 13 luglio 2026)

Esercizio - continuità e differenziabilità nell'origine con un logaritmo (appello 13 luglio 2026)

Esame

Teoria: Derivate parziali, differenziabilità e piano tangenteLa derivata parziale f_{x_i}(x0) è la derivata di t ↦ f(x0 + t e_i); il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. In più variabili l'esistenza delle derivate parziali NON implica la continuità. f è differenziabile in x0 se f(x0 + h) = f(x0) + a·h + o(|h|); allora f è continua, ha gradiente e a = ∇f(x0) (D). Il grafico ha piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) e normale (−f_x, −f_y, 1). Teorema del differenziale totale: se le derivate parziali esistono vicino a x0 e sono continue in x0, f è differenziabile; C^1 ⇒ differenziabile ⇒ derivabile e continua, ma i viceversa sono falsi. Regole: Leibniz, catena (f∘r)' = ∇f(r)·r'.Derivate parziali, differenziabilità e piano tangente →, Funzioni di più variabili, limiti e continuitàUna funzione scalare di n variabili f : A ⊆ R^n → R ha dominio naturale (dove la formula ha senso), grafico (superficie in R^{n+1}) e insiemi di livello {f = c}. Il limite in x0 (punto di accumulazione) si definisce con ε-δ o con le successioni (Heine); per negare l'esistenza si confrontano restrizioni a curve diverse (rette, parabole), per dimostrarla si maggiora |f − L| con g(ρ) → 0 indipendente da θ (coordinate polari) o si usano i due carabinieri. f è continua in x0 se lim = f(x0). I limiti iterati non bastano.Funzioni di più variabili, limiti e continuità →.

Testo. Sia f(x,y)={x log⁡ ⁣(1+(x2+y2)3/4)x2+y2(x,y)≠(0,0)0(x,y)=(0,0).f(x,y)=\begin{cases}\dfrac{x\,\log\!\big(1+(x^2+y^2)^{3/4}\big)}{\sqrt{x^2+y^2}}&(x,y)\ne(0,0)\\0&(x,y)=(0,0).\end{cases} (a) Trovare i punti di continuità. (b) Calcolare le derivate parziali in (0,0)(0,0). (c) Dire se ff è differenziabile in (0,0)(0,0).

(Fonte: appello del 13 luglio 2026, corso di Fondamenti di Analisi Matematica 2, Ing. Aerospaziale UniPD.)

Soluzione

Semplificazione in polari. Con x=ρcos⁡θx=\rho\cos\theta, y=ρsin⁡θy=\rho\sin\theta si ha (x2+y2)3/4=ρ3/2(x^2+y^2)^{3/4}=\rho^{3/2} e x2+y2=ρ\sqrt{x^2+y^2}=\rho: f=ρcos⁡θ log⁡(1+ρ3/2)ρ=cos⁡θ log⁡(1+ρ3/2).f=\frac{\rho\cos\theta\,\log(1+\rho^{3/2})}{\rho}=\cos\theta\,\log\big(1+\rho^{3/2}\big).

(a) Continuità. Fuori dall'origine ff è composta di funzioni continue (denominatore ρ>0\rho>0). Nell'origine ∣f−0∣=∣cos⁡θ∣log⁡(1+ρ3/2)≤log⁡(1+ρ3/2)→ρ→0log⁡1=0,|f-0|=|\cos\theta|\log(1+\rho^{3/2})\le\log(1+\rho^{3/2})\xrightarrow{\rho\to0}\log1=0, con maggiorante indipendente da θ\theta: lim⁡f=0=f(0,0)\lim f=0=f(0,0). ff è continua su tutto R2\mathbb{R}^2.

(b) Derivate parziali (rapporto incrementale: nell'origine le formule non valgono). Su x=0x=0: f(0,y)=0f(0,y)=0, quindi fy(0,0)=0f_y(0,0)=0. Su y=0y=0: f(h,0)=hlog⁡(1+∣h∣3/2)∣h∣f(h,0)=\frac{h\log(1+|h|^{3/2})}{|h|} e f(h,0)−f(0,0)h=log⁡(1+∣h∣3/2)∣h∣∼∣h∣3/2∣h∣=∣h∣→h→00\frac{f(h,0)-f(0,0)}{h}=\frac{\log(1+|h|^{3/2})}{|h|}\sim\frac{|h|^{3/2}}{|h|}=\sqrt{|h|}\xrightarrow{h\to0}0 (con log⁡(1+t)∼t\log(1+t)\sim t per t→0t\to0, t=∣h∣3/2t=|h|^{3/2}). Quindi fx(0,0)=0f_x(0,0)=0 e ∇f(0,0)=(0,0)\nabla f(0,0)=(0,0).

(c) Differenziabilità. Con ∇f(0,0)=0‾\nabla f(0,0)=\underline0 l'errore relativo è E=f(h,k)h2+k2=cos⁡θ log⁡(1+ρ3/2)ρ,∣E∣≤log⁡(1+ρ3/2)ρ∼ρ1/2→ρ→00E=\frac{f(h,k)}{\sqrt{h^2+k^2}}=\frac{\cos\theta\,\log(1+\rho^{3/2})}{\rho},\qquad|E|\le\frac{\log(1+\rho^{3/2})}{\rho}\sim\rho^{1/2}\xrightarrow{\rho\to0}0 (maggiorante indipendente da θ\theta). Il limite dell'errore relativo è 00: ff è differenziabile in (0,0)(0,0). Il piano tangente nell'origine è z=0z=0.

Errori tipici. Lasciare x2+y2\sqrt{x^2+y^2} al denominatore senza passare in polari; dimenticare che log⁡(1+t)∼t\log(1+t)\sim t vale solo per t→0t\to0 (qui t=ρ3/2→0t=\rho^{3/2}\to0); confondere il limite dell'errore relativo con quello di ff.

Versione ripasso

(Derivate parziali, differenziabilità e piano tangenteLa derivata parziale f_{x_i}(x0) è la derivata di t ↦ f(x0 + t e_i); il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. In più variabili l'esistenza delle derivate parziali NON implica la continuità. f è differenziabile in x0 se f(x0 + h) = f(x0) + a·h + o(|h|); allora f è continua, ha gradiente e a = ∇f(x0) (D). Il grafico ha piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) e normale (−f_x, −f_y, 1). Teorema del differenziale totale: se le derivate parziali esistono vicino a x0 e sono continue in x0, f è differenziabile; C^1 ⇒ differenziabile ⇒ derivabile e continua, ma i viceversa sono falsi. Regole: Leibniz, catena (f∘r)' = ∇f(r)·r'.Derivate parziali, differenziabilità e piano tangente →)

  • Polari: f=cos⁡θ log⁡(1+ρ3/2)f=\cos\theta\,\log(1+\rho^{3/2}).
  • Continuità: ∣f∣≤log⁡(1+ρ3/2)→0|f|\le\log(1+\rho^{3/2})\to0 (indipendente da θ\theta): f∈C(R2)f\in C(\mathbb{R}^2).
  • Derivate: f(0,y)=0⇒fy(0,0)=0f(0,y)=0\Rightarrow f_y(0,0)=0; f(h,0)h=log⁡(1+∣h∣3/2)∣h∣∼∣h∣→0⇒fx(0,0)=0\frac{f(h,0)}{h}=\frac{\log(1+|h|^{3/2})}{|h|}\sim\sqrt{|h|}\to0\Rightarrow f_x(0,0)=0.
  • E=cos⁡θlog⁡(1+ρ3/2)ρE=\frac{\cos\theta\log(1+\rho^{3/2})}\rho, ∣E∣≲ρ1/2→0|E|\lesssim\rho^{1/2}\to0: differenziabile in 0‾\underline0.

Errori tipici: non passare in polari; confondere ff con l'errore relativo f/ρf/\rho.

Teoria collegata