Per misurare una curva si fa quello che farebbe un ingegnere con un filo: si sceglie una sequenza di punti sulla curva e si congiungono con segmenti.
Definizione (poligonale inscritta, lunghezza). Sia r:[a,b]→Rm una curva. Per una partizione P={a=t0<t1<⋯<tN=b} la poligonale inscritta è quella che congiunge r(t0),r(t1),…,r(tN), e la sua lunghezza è
ℓ(P)=i=1∑N∣r(ti)−r(ti−1)∣.
La curva è rettificabiledotata di lunghezza finita se {ℓ(P)} è limitato superiormente; la lunghezza è ℓ(γ)=supPℓ(P).
Per la disuguaglianza triangolare ogni segmento è più corto dell'arco che sottende, quindi ogni poligonale approssima per difetto, e raffinando la partizione la lunghezza non diminuisce.
Esempio. Semicirconferenza di raggio 1, r(t)=(cost,sint), t∈[0,π], con N=2 intervalli uguali: i punti sono (1,0), (0,1), (−1,0) e la poligonale vale 2+2=2.83, contro la lunghezza vera π=3.14. Con N=6 si ottiene 6⋅2sin(π/12)=3.106: si avvicina a π dal basso.
Non tutte le curve continue sono rettificabili. Il grafico di f(x)=xsin(1/x) (con f(0)=0) su [0,1] oscilla infinite volte vicino a 0 e le poligonali inscritte hanno lunghezza che diverge. Per le curve C1 questo non accade:
Teorema (lunghezza delle curve C1) (D). Se r∈C1([a,b],Rm), allora γ è rettificabile e
ℓ(γ)=∫ab∣r′(t)∣dt.
Interpretazione: la lunghezza è l'integrale della velocità scalare (spazio = velocità × tempo).
Dimostrazione.Passo 1: ℓ(P)≤∫ab∣r′∣ per ogni P. Per il teorema fondamentale del calcolo vettoriale, r(ti)−r(ti−1)=∫ti−1tir′(t)dt. Per la disuguaglianza sulla norma dell'integrale,
∣r(ti)−r(ti−1)∣≤∫ti−1ti∣r′(t)∣dt.
Sommando su i e usando l'additività dell'integrale, ℓ(P)≤∫ab∣r′∣. Il secondo membro è un numero finito (∣r′∣ è continua su un compatto), quindi la curva è rettificabile e ℓ(γ)≤∫ab∣r′∣.
Passo 2: la disuguaglianza opposta. Sia ε>0. Poiché r′ è continua su [a,b] compatto, è uniformemente continua: esiste δ>0 con ∣r′(t)−r′(s)∣<ε se ∣t−s∣<δ. Prendiamo una partizione con ti−ti−1<δ. Su ogni intervallino, con Δi=ti−ti−1:
∣r(ti)−r(ti−1)∣=∫ti−1tir′(t)dt≥∫ti−1tir′(ti)dt−∫ti−1ti∣r′(t)−r′(ti)∣dt≥∣r′(ti)∣Δi−εΔi
(si è scritto r′=r′(ti)+(r′−r′(ti)) e usato ∣u+w∣≥∣u∣−∣w∣). Inoltre, per t∈[ti−1,ti], ∣r′(t)∣−∣r′(ti)∣≤∣r′(t)−r′(ti)∣<ε, quindi ∫ti−1ti∣r′∣≤∣r′(ti)∣Δi+εΔi. Mettendo insieme, ∣r(ti)−r(ti−1)∣≥∫ti−1ti∣r′∣−2εΔi. Sommando:
ℓ(γ)≥ℓ(P)≥∫ab∣r′∣−2ε(b−a).
Per l'arbitrarietà di ε, ℓ(γ)≥∫ab∣r′∣. ■
Se la curva è solo C1 a tratti, la lunghezza è la somma delle lunghezze dei tratti.
Parabolay=x2, x∈[−1,1]: ℓ=∫−111+4x2dx. Con s=2x diventa 21∫−221+s2ds. Una primitiva si trova con s=sinhu: ∫1+s2ds=21(s1+s2+log(s+1+s2)), e quindi
ℓ=41[s1+s2+log(s+1+s2)]−22=5+21log(2+5)≈2.958.
(Si è usato log(5−2)=−log(5+2) perché (5−2)(5+2)=1.)
Spirale di Archimedeρ=aϑ, ϑ∈[0,2π]: f2+f′2=a1+ϑ2, quindi ℓ=a[π1+4π2+21log(2π+1+4π2)].
Cardioideρ=r(1+cosϑ), ϑ∈[0,2π]: f′=−rsinϑ, f2+f′2=r2(2+2cosϑ)=4r2cos2(ϑ/2) per la formula di bisezione. Quindi ℓ=2r∫02π∣cos(ϑ/2)∣dϑ=4r∫0π∣cosu∣du=4r⋅2=8r.
Astroide(cos3t,sin3t): ∣r′∣=3∣sintcost∣ (la curva ha quattro cuspidi, dove r′=0), ℓ=4∫0π/23sintcostdt=4⋅23=6.
Grafico interattivo: Cardioide ρ = 1 + cos θ (lunghezza 8) e astroide (lunghezza 6)
3. Riparametrizzazioni
Definizione. Se r:[a,b]→Rm è regolare e φ:[c,d]→[a,b] è biiettiva e C1, la curva r~(u)=r(φ(u)) è una riparametrizzazione. Ha lo stesso sostegno. Se φ′>0 (crescente) le due curve sono equivalenti: stesso punto iniziale e finale, stesso verso. Se φ′<0 (decrescente) r~cambia orientazione: percorre il sostegno al contrario.
Esempio.r(t)=(Rcost,Rsint), t∈[0,2π]. Con t=φ(u)=u/R, u∈[0,2πR], si ottiene r~(u)=(Rcos(u/R),Rsin(u/R)) equivalente, con velocità ∣r~′∣=1 (mentre ∣r′∣=R). Con t=−u, u∈[−2π,0], si ottiene la circonferenza percorsa in senso orario.
Proposizione (la lunghezza non dipende dalla parametrizzazione). Se r~ è una riparametrizzazione di r (φ′>0 oppure φ′<0), allora ℓ(r~)=ℓ(r).
Dimostrazione. Da r~′(u)=r′(φ(u))φ′(u) segue ∣r~′(u)∣=∣r′(φ(u))∣∣φ′(u)∣. Con il cambio di variabile t=φ(u), dt=φ′(u)du:
se φ′>0: ∫ab∣r′(t)∣dt=∫cd∣r′(φ(u))∣φ′(u)du=∫cd∣r~′(u)∣du;
se φ′<0, φ(c)=b e φ(d)=a: ∫ab∣r′(t)∣dt=∫dc∣r′(φ(u))∣φ′(u)du=∫cd∣r′(φ(u))∣(−φ′(u))du=∫cd∣r′(φ(u))∣∣φ′(u)∣du
(scambiare gli estremi cambia segno all'integrale, e −φ′=∣φ′∣). In entrambi i casi il secondo membro è ∫cd∣r~′∣. ■
L'idea: usare come parametro la lunghezza percorsa. Così la velocità vale sempre 1 e la geometria della curva (tangente, curvatura) si legge direttamente.
Definizione. Sia r:[a,b]→Rm regolare. L'ascissa curvilinea è
s(t)=∫at∣r′(τ)∣dτ,s:[a,b]→[0,ℓ(γ)],
la lunghezza dell'arco tra r(a) e r(t).
Per il teorema fondamentale del calcolo s′(t)=∣r′(t)∣>0 (la curva è regolare): s è strettamente crescente e C1, quindi invertibile; sia t(s) l'inversa.
Teorema (parametrizzazione ad arco) (D). La curva r~(s)=r(t(s)), s∈[0,ℓ(γ)], è una riparametrizzazione equivalente di r e ∣r~′(s)∣=1 per ogni s.
Dimostrazione. Per la regola della derivata dell'inversa, t′(s)=1/s′(t(s))=1/∣r′(t(s))∣>0: t(s) è C1 e crescente, quindi r~ è una riparametrizzazione equivalente. Per la velocità: da r(t)=r~(s(t)), derivando con la regola della catena,
r′(t)=r~′(s(t))s′(t)=r~′(s(t))∣r′(t)∣.
Prendendo le norme: ∣r′(t)∣=∣r~′(s(t))∣∣r′(t)∣, e dividendo per ∣r′(t)∣=0 si ha ∣r~′∣=1. ■
Con questo parametro il versore tangente è semplicemente T(s)=r~′(s).
Come si calcola. (1) si calcola ∣r′(t)∣; (2) si integra: s(t)=∫at∣r′∣; (3) si inverte s↦t(s); (4) si sostituisce in r. L'inversione è fattibile solo in pochi casi, ma la teoria funziona sempre.
Esempio (circonferenza).∣r′∣=R, s=Rt, t=s/R: r~(s)=(RcosRs,RsinRs), s∈[0,2πR].
Esempio (elica).r(t)=(Rcost,Rsint,kt): ∣r′∣=R2+k2, s=tR2+k2, quindi t=s/R2+k2 e
r~(s)=(RcosR2+k2s,RsinR2+k2s,R2+k2ks),s∈[0,2πR2+k2].
5. Curvatura, versore normale e accelerazione
Sia r regolare, v(t)=∣r′(t)∣ la velocità scalare e T=r′/v.
Fatto chiave. Poiché ∣T∣=1 è costante, T⊥T′ (si è visto che un vettore a norma costante è ortogonale alla sua derivata). In particolare, in parametrizzazione ad arco, r~′′⊥r~′: l'accelerazione è perpendicolare alla velocità, perché r~′ ha norma 1. (Dimostrazione: 0=dsd(r~′⋅r~′)=2r~′′⋅r~′.)
Definizione. La curvaturamisura di quanto ruota la tangente per ogni unità di lunghezza percorsa è κ=dsdT e, dove κ=0, il versore normale principale è N=κ1dsdT. Il raggio di curvatura è 1/κ.
La curvatura misura quanto la tangente ruota per unità di lunghezza percorsa. Per una retta κ=0; per una circonferenza di raggio R, κ=1/R (in parametrizzazione ad arco T=(−sinRs,cosRs) e dsdT=−R1(cosRs,sinRs), di norma 1/R).
Per una parametrizzazione qualsiasi t, dato che dtd=vdsd, vale T′=vκN. Derivando r′=vT:
r′′=v′T+vT′=aTv′T+aNκv2N.
Formula (decomposizione dell'accelerazione).a=aTT+aNN, con
aT=v′=∣r′∣r′⋅r′′,aN=κv2=∣r′∣∣r′×r′′∣,∣a∣2=aT2+aN2.
La curvatura si calcola con
κ=∣r′∣3∣r′×r′′∣(R3),κ=(x′2+y′2)3/2∣x′y′′−x′′y′∣(R2),κ=(1+f′2)3/2∣f′′∣(grafico).
Perché:r′×r′′=vT×(v′T+κv2N)=κv3T×N, e ∣T×N∣=1 perché sono ortogonali e unitari. aT è la derivata del modulo della velocità: se si accelera lungo il percorso cambia la rapidità; aN è l'accelerazione centripeta, presente anche a velocità costante se la curva gira.
Esempi. Elica (Rcost,Rsint,t): κ=R2+1R (per R=1 vale 1/2), v costante, aT=0, aN=κv2=R. Ellisse (2cost,3sint): x′y′′−x′′y′=6 e κ=(4sin2t+9cos2t)3/26. Curve con κ≡0: sono tutte e sole le rette (in ascissa curvilinea r~′′=0 si integra due volte: r~(s)=p+sv).
Errori da evitare
Usare r′ al posto di ∣r′∣ nell'integrale: la lunghezza integra la velocità scalare.
Radice di un quadrato:sin2t=∣sint∣, non sint. Nell'astroide e nella cardioide bisogna controllare il segno su ogni intervallo, altrimenti i tratti si cancellano.
Lunghezza e parametro: la stessa circonferenza percorsa due volte ha lunghezza doppia; la lunghezza è del cammino, non solo del sostegno.
Definire la lunghezza di una curva e dimostrare che per una curva C1 vale ℓ=∫∣r′∣. Traccia: poligonali, sup; ℓ(P)≤∫∣r′∣ con TFC vettoriale e disuguaglianza della norma; l'altro verso con la continuità uniforme di r′.
Definire l'ascissa curvilinea e provare che la curva riparametrizzata ha velocità 1. Traccia: s′=∣r′∣>0, inversa, regola della catena su r(t)=r~(s(t)).
Provare che in parametrizzazione ad arco l'accelerazione è ortogonale alla velocità. Traccia: ∣r~′∣2=1, derivare.
Versione ripasso
Lunghezza
Definizione.ℓ(P)=∑∣r(ti)−r(ti−1)∣ (poligonale inscritta); ℓ(γ)=supPℓ(P); rettificabile se finito.
Teorema (D).r∈C1⇒rettificabiledi lunghezza finita e ℓ=∫ab∣r′(t)∣dt.
Curvatura: da r′=vT e T′=vκN: r′′=v′T+κv2N; r′×r′′=κv3T×N. Elica: κ=R2+1R; ellisse (2cost,3sint): x′y′′−x′′y′=6.
Errori tipici
Usare r′ al posto di ∣r′∣ nell'integrale della lunghezza.
sin2t=sint senza controllare il segno: spezzare l'intervallo.
Dimenticare che la lunghezza non cambia con il verso o la velocità di percorrenza, ma cambia se il cammino ripassa sullo stesso sostegno (due giri di circonferenza: lunghezza doppia).
κ=∣r′′∣ con un parametro che non è l'ascissa curvilinea.