Derivate seconde, teorema di Schwarz e formula di Taylor del secondo ordine
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Prerequisiti: Derivate parziali, differenziabilità e piano tangenteLa derivata parziale f_{x_i}(x0) è la derivata di t ↦ f(x0 + t e_i); il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. In più variabili l'esistenza delle derivate parziali NON implica la continuità. f è differenziabile in x0 se f(x0 + h) = f(x0) + a·h + o(|h|); allora f è continua, ha gradiente e a = ∇f(x0) (D). Il grafico ha piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) e normale (−f_x, −f_y, 1). Teorema del differenziale totale: se le derivate parziali esistono vicino a x0 e sono continue in x0, f è differenziabile; C^1 ⇒ differenziabile ⇒ derivabile e continua, ma i viceversa sono falsi. Regole: Leibniz, catena (f∘r)' = ∇f(r)·r'.Derivate parziali, differenziabilità e piano tangente →, Formula di Taylor con resto di PeanoUna funzione derivabile n volte in x0 si scrive, vicino a x0, come un polinomio di grado al più n (il polinomio di Taylor, costruito con le derivate in x0) più un errore o((x-x0)^n); il polinomio è unico. Per x0 = 0 si chiama sviluppo di Mac-Laurin.Formula di Taylor con resto di Peano →, Formula di Taylor con resto di LagrangeSe f ha n+1 derivate continue su [a,b], l'errore tra f e il suo polinomio di Taylor si scrive esattamente come f^(n+1)(c)(x-x0)^(n+1)/(n+1)! per un c opportuno: serve a stimare l'errore su tutto un intervallo e a scegliere il grado del polinomio.Formula di Taylor con resto di Lagrange →, Teoremi di Rolle e di LagrangeRolle: f continua su [a,b], derivabile in ]a,b[, f(a) = f(b) ⇒ esiste c in ]a,b[ con f'(c) = 0. Lagrange (valor medio): stesse ipotesi senza f(a) = f(b) ⇒ esiste c con f'(c) = (f(b) − f(a))/(b − a): la tangente in c è parallela alla corda. Conseguenza: su un intervallo f è costante se e solo se f' = 0; su un insieme che non è un intervallo è solo costante a tratti (arctan x + arctan(1/x)).Teoremi di Rolle e di Lagrange →.
Come in una variabile la derivata seconda dice come cambia la pendenza, in più variabili le derivate seconde descrivono come cambia il gradiente: da lì nasce la curvatura locale del grafico, che decide se un punto critico è un massimo, un minimo o una sella (Massimi e minimi liberi e natura dei punti criticiEstremo assoluto = vale in tutto il dominio, relativo = vale in un intorno; "libero" = il dominio è aperto. Fermat (D): in un punto interno di estremo locale dove f è derivabile, ∇f = 0 (punto critico); non basta (x³, −y³, sella x² − y²). Taylor al secondo ordine (D): con f in C² e ∇f(P) = 0, l'Hessiana definita positiva dà minimo locale stretto, definita negativa massimo locale stretto, indefinita sella; per n = 2: det H > 0 e f_xx > 0 minimo, det H > 0 e f_xx < 0 massimo, det H < 0 sella, det H = 0 non decide (x⁴ + y⁴, −x⁴ − y⁴, x⁴ − y⁴). Estremi globali: Weierstrass in un chiuso illimitato se f → +∞ (o −∞) all'infinito (D), da verificare in coordinate polari con una stima che non dipende dall'angolo.Massimi e minimi liberi e natura dei punti critici →).
1. Derivate seconde e matrice hessiana
Sia aperto e con derivate parziali prime. Se queste sono a loro volta derivabili, si definiscono le derivate parziali seconde cioè si deriva prima rispetto a e poi rispetto a (nella notazione a pedice l'ordine va da sinistra a destra). Per sono le derivate pure, per le miste. Si raccolgono nella matrice hessianamatrice simmetrica delle derivate parziali seconde è di classe se , le e tutte le esistono e sono continue.
Esempio. : , e Esempio. : , , , , , quindi . Esempio (norma). in : e, con la regola del quoziente e , ( se , altrimenti). In forma matriciale : simmetrica.
2. Il teorema di Schwarz
Nei due esempi le derivate miste coincidono. Non è un caso, ma neppure sempre vero.
Teorema (Schwarz). Se , e le derivate miste , esistono in un intorno di e le due derivate miste sono continue in , allora . In particolare, se la matrice hessiana è simmetrica in ogni punto.
Idea della dimostrazione (). Si calcola l'incremento sul rettangolo di lati in due modi: Con si ha (Lagrange) (ancora Lagrange, in ). Con si ha invece . Quindi con punti che tendono a per ; per la continuità, .
Senza continuità l'uguaglianza può cadere. , . Per , per , quindi e . Simmetricamente e . Le derivate miste esistono nell'origine ma sono diverse (e non sono continue lì).
3. Forme quadratiche e differenziale secondo
Una matrice simmetrica definisce la forma quadraticapolinomio omogeneo di secondo grado nelle componenti . Per , con e :
Definizione (differenziale secondo). Se , il differenziale secondo in è la forma quadratica associata all'hessiana: Per : .
Esempio. : ; , , . In (): e .
4. Formula di Taylor del secondo ordine
Teorema (Taylor, resto di Peano) (D). Se e , allora per
È il polinomio di secondo grado che meglio approssima vicino a : termine costante, parte lineare (il differenziale), parte quadratica (metà del differenziale secondo).
Dimostrazione. Sia piccolo (il segmento sta in ), , , e per . Per la regola della catena e La formula di Taylor in una variabile con resto di Lagrange (Formula di Taylor con resto di LagrangeSe f ha n+1 derivate continue su [a,b], l'errore tra f e il suo polinomio di Taylor si scrive esattamente come f^(n+1)(c)(x-x0)^(n+1)/(n+1)! per un c opportuno: serve a stimare l'errore su tutto un intervallo e a scegliere il grado del polinomio.Formula di Taylor con resto di Lagrange →) dà, per un certo : Poiché , e , rimane da controllare che sia . Ma e la differenza tra parentesi quadre tende a per indipendentemente da (le sono continue in e ). Quindi con : è .
(Si usa il resto di Lagrange e non quello di Peano proprio per avere uniformità rispetto alla direzione .)
Forma esplicita per , con , : con tutte le derivate calcolate in .
Esempio 1. in : , , . Con , : cioè il polinomio di Taylor di secondo grado è proprio .
Esempio 2. in (con , ): , , :
Esempio 3 (un limite con Taylor). . Con si ha (i prodotti dei resti sono di ordine ), quindi il numeratore è e il limite vale . (Equivalente: Taylor di in : , , .)
Errori da evitare
- Scambiare l'ordine delle derivate miste senza Schwarz (vale se continue; la funzione è il controesempio).
- Dimenticare il fattore nel termine misto: (e il fattore davanti a tutta la parte quadratica).
- Calcolare l'hessiana e non valutarla nel punto: nella formula di Taylor tutte le derivate sono calcolate in .
- Confondere con : è una forma quadratica nelle variabili , non un numero.
Esercizi svolti
- Esercizio - matrice hessiana e differenziale secondo (lezione 11)
- Esercizio - polinomio di Taylor del secondo ordine e limiti (lezione 11)
- Esercizio - derivate miste diverse e teorema di Schwarz (lezione 11)
Domande d'esame
- Definire la matrice hessiana e la classe ; enunciare il teorema di Schwarz. Traccia: ; hessiana simmetrica se le miste sono continue; controesempio con miste .
- Enunciare e dimostrare la formula di Taylor del secondo ordine con resto di Peano. Traccia: , , ; Taylor in una variabile; uniformità rispetto a .
- Che cos'è il differenziale secondo? Traccia: forma quadratica ; per .
Versione ripasso
Derivate seconde, hessiana
; . : , , continue.
- : , in : . in : .
- Norma in : .
Schwarz
Miste continue in ; simmetrica. Idea: con Lagrange due volte in due ordini: .
- Controesempio : , .
Differenziale secondo e Taylor
; : .
Taylor (D): : . Prova: , , ; Taylor-Lagrange in ; piccola uniformemente in per la continuità delle .
- in : . in : .
- Limiti: ().
Passaggi principali degli esempi
- Hessiana di : , ; seconde , (due volte), ; in : in basso a destra.
- Hessiana di : , , ; in : , .
- Norma: ; .
- Schwarz: .
- Controesempio: , .
- Taylor: ; ; ; resto di Lagrange e continuità di .
- in : , , , , : .
- Limite con Taylor: , quindi ; : non esiste.
Errori tipici
- Perdere il del termine misto o il della parte quadratica.
- Non valutare l'hessiana nel punto.
- Invertire le derivate miste senza la continuità di Schwarz.
- Dimenticare di ricentrare (, ).
- Confondere (forma quadratica) con una derivata seconda numerica.