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Note per Studenti Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettoriali

Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettoriali

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Prerequisiti: Derivata - definizione e significatoLa derivata è il limite del rapporto incrementale; geometricamente è la pendenza della retta tangente. f è derivabile in x0 se e solo se f(x) = f(x0) + f'(x0)(x − x0) + o(x − x0); derivabile implica continua, non viceversa. Derivata destra e sinistra, punti angolosi, flessi a tangente verticale, cuspidi.Derivata - definizione e significato →, Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integraleUna primitiva di f è una G con G' = f; due primitive differiscono per una costante, e l'integrale indefinito ∫f(x)dx = F(x) + k è l'insieme di tutte le primitive. La funzione integrale F_a(x) = ∫ da a a x di f è una primitiva di f continua (TFCI 2), e quindi ∫ da a a b di f = G(b) − G(a) per qualunque primitiva G (TFCI 1): gli integrali definiti si calcolano con le primitive.Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale →, Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →.

Un punto materiale si muove nello spazio: a ogni istante tt occupa una posizione r‾(t)\underline r(t). La funzione t↦r‾(t)t \mapsto \underline r(t) è la legge oraria (dice dove e quando); il disegno della traiettoria (dice solo dove) è il sostegno. Tutto il capitolo sulle curve nasce da questa distinzione.

1. Richiami su Rn\mathbb{R}^n

Rn\mathbb{R}^n è l'insieme delle nn-uple x‾=(x1,…,xn)\underline x = (x_1, \dots, x_n). Si sommano e si moltiplicano per un numero componente per componente. La base canonica è e‾k=(0,…,1,…,0)\underline e_k = (0, \dots, 1, \dots, 0) (l'11 al posto kk); in R2\mathbb{R}^2 si scrive i‾=(1,0)\underline i = (1,0), j‾=(0,1)\underline j = (0,1), in R3\mathbb{R}^3 anche k‾=(0,0,1)\underline k = (0,0,1).

Definizione (prodotto scalare, norma, distanza). Per x‾,y‾∈Rn\underline x, \underline y \in \mathbb{R}^n: x‾⋅y‾=∑i=1nxiyi,∣x‾∣=x‾⋅x‾=x12+⋯+xn2,dist⁡(x‾,y‾)=∣x‾−y‾∣.\underline x \cdot \underline y = \sum_{i=1}^n x_i y_i, \qquad |\underline x| = \sqrt{\underline x \cdot \underline x} = \sqrt{x_1^2 + \dots + x_n^2}, \qquad \operatorname{dist}(\underline x, \underline y) = |\underline x - \underline y|. La norma misura la lunghezza del vettore. Vale ∣λx‾∣=∣λ∣ ∣x‾∣|\lambda \underline x| = |\lambda|\,|\underline x|. Se x‾≠0‾\underline x \neq \underline 0, il versorevettore di lunghezza 1 che indica una direzione e un verso x‾/∣x‾∣\underline x / |\underline x| ha la stessa direzione e verso di x‾\underline x e lunghezza 11.

Esempio. x‾=(1,2,2)\underline x = (1, 2, 2): ∣x‾∣=1+4+4=3|\underline x| = \sqrt{1 + 4 + 4} = 3, versore (1/3,2/3,2/3)(1/3, 2/3, 2/3). Per y‾=(2,−1,0)\underline y = (2, -1, 0): x‾⋅y‾=2−2+0=0\underline x \cdot \underline y = 2 - 2 + 0 = 0, quindi x‾⊥y‾\underline x \perp \underline y.

Il prodotto scalare ha anche la forma geometrica x‾⋅y‾=∣x‾∣ ∣y‾∣cos⁡ϑ\underline x \cdot \underline y = |\underline x|\,|\underline y| \cos\vartheta, con ϑ∈[0,π]\vartheta \in [0, \pi] angolo tra i due vettori (dettagli in Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →). Due vettori non nulli sono perpendicolari se e solo se il prodotto scalare è 00.

Teorema (disuguaglianza di Cauchy-Schwarz). ∣x‾⋅y‾∣≤∣x‾∣ ∣y‾∣|\underline x \cdot \underline y| \le |\underline x|\,|\underline y| per ogni x‾,y‾∈Rn\underline x, \underline y \in \mathbb{R}^n.

Dimostrazione. Se y‾=0‾\underline y = \underline 0 entrambi i membri valgono 00. Sia y‾≠0‾\underline y \ne \underline 0 e consideriamo, al variare di λ∈R\lambda \in \mathbb{R}, il numero p(λ)=∣x‾−λy‾∣2=∣x‾∣2−2λ (x‾⋅y‾)+λ2∣y‾∣2 ≥0.p(\lambda) = |\underline x - \lambda \underline y|^2 = |\underline x|^2 - 2\lambda\,(\underline x \cdot \underline y) + \lambda^2 |\underline y|^2 \ \ge 0 . È un polinomio di secondo grado in λ\lambda, sempre ≥0\ge 0 perché è il quadrato di una norma. Scegliamo il valore λ=x‾⋅y‾∣y‾∣2\lambda = \dfrac{\underline x \cdot \underline y}{|\underline y|^2} (è dove la parabola ha il minimo): si ottiene 0≤∣x‾∣2−(x‾⋅y‾)2∣y‾∣2  ⟺  (x‾⋅y‾)2≤∣x‾∣2∣y‾∣2,0 \le |\underline x|^2 - \frac{(\underline x \cdot \underline y)^2}{|\underline y|^2} \iff (\underline x \cdot \underline y)^2 \le |\underline x|^2 |\underline y|^2 , e passando alla radice quadrata si trova la tesi. ■\blacksquare

(Dalla forma geometrica la disuguaglianza si vede subito: ∣cos⁡ϑ∣≤1|\cos\vartheta| \le 1. La dimostrazione sopra non usa gli angoli, che in Rn\mathbb{R}^n si definiscono proprio a partire da questa disuguaglianza.)

Teorema (disuguaglianza triangolare) (D). ∣x‾+y‾∣≤∣x‾∣+∣y‾∣|\underline x + \underline y| \le |\underline x| + |\underline y|. Di conseguenza dist⁡(x‾,y‾)≤dist⁡(x‾,z‾)+dist⁡(z‾,y‾)\operatorname{dist}(\underline x, \underline y) \le \operatorname{dist}(\underline x, \underline z) + \operatorname{dist}(\underline z, \underline y).

Dimostrazione. Entrambi i membri sono ≥0\ge 0, quindi basta confrontare i quadrati (la radice quadrata è crescente). Per la bilinearità del prodotto scalare ∣x‾+y‾∣2=(x‾+y‾)⋅(x‾+y‾)=∣x‾∣2+2 x‾⋅y‾+∣y‾∣2.|\underline x + \underline y|^2 = (\underline x + \underline y)\cdot(\underline x + \underline y) = |\underline x|^2 + 2\,\underline x \cdot \underline y + |\underline y|^2 . Poiché a≤∣a∣a \le |a| per ogni numero reale, e per Cauchy-Schwarz ∣x‾⋅y‾∣≤∣x‾∣∣y‾∣|\underline x \cdot \underline y| \le |\underline x||\underline y|, si ha x‾⋅y‾≤∣x‾∣∣y‾∣\underline x \cdot \underline y \le |\underline x||\underline y|. Quindi ∣x‾+y‾∣2≤∣x‾∣2+2∣x‾∣∣y‾∣+∣y‾∣2=(∣x‾∣+∣y‾∣)2,|\underline x + \underline y|^2 \le |\underline x|^2 + 2|\underline x||\underline y| + |\underline y|^2 = (|\underline x| + |\underline y|)^2 , da cui, estratta la radice, la tesi. Per la distanza: x‾−y‾=(x‾−z‾)+(z‾−y‾)\underline x - \underline y = (\underline x - \underline z) + (\underline z - \underline y) e si applica la disuguaglianza appena provata ai due addendi. ■\blacksquare

Geometricamente: in un triangolo un lato è più corto della somma degli altri due. Per NN vettori, per induzione, ∣∑i=1Nx‾i∣≤∑i=1N∣x‾i∣\big|\sum_{i=1}^N \underline x_i\big| \le \sum_{i=1}^N |\underline x_i| (il passo induttivo applica la disuguaglianza a ∑i≤Nx‾i\sum_{i\le N} \underline x_i e x‾N+1\underline x_{N+1}; vedi Principio di induzionePer dimostrare una proprietà per ogni n basta il passo base e il passo induttivo da n a n+1.Principio di induzione →).

Prodotto esterno (vettoriale) in R3\mathbb{R}^3. Per u‾,v‾∈R3\underline u, \underline v \in \mathbb{R}^3 u‾×v‾=det⁡(i‾j‾k‾u1u2u3v1v2v3)=(u2v3−u3v2,  u3v1−u1v3,  u1v2−u2v1).\underline u \times \underline v = \det\begin{pmatrix} \underline i & \underline j & \underline k \\ u_1 & u_2 & u_3 \\ v_1 & v_2 & v_3\end{pmatrix} = (u_2 v_3 - u_3 v_2,\; u_3 v_1 - u_1 v_3,\; u_1 v_2 - u_2 v_1). È ortogonale sia a u‾\underline u sia a v‾\underline v; si annulla se e solo se u‾,v‾\underline u, \underline v sono paralleli; cambia segno se si scambiano i fattori; il suo modulo ∣u‾∣∣v‾∣sin⁡ϑ|\underline u||\underline v|\sin\vartheta è l'area del parallelogramma di lati u‾,v‾\underline u, \underline v (approfondimento in Prodotto vettoriale e prodotto mistoIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →). Servirà per la curvatura e per i vettori normali.

Esempio. (1,0,2)×(0,1,1)=(0⋅1−2⋅1,  2⋅0−1⋅1,  1⋅1−0)=(−2,−1,1)(1,0,2) \times (0,1,1) = (0\cdot1 - 2\cdot1,\; 2\cdot 0 - 1\cdot 1,\; 1\cdot 1 - 0) = (-2, -1, 1); infatti (−2,−1,1)⋅(1,0,2)=0(-2,-1,1)\cdot(1,0,2) = 0 e (−2,−1,1)⋅(0,1,1)=0(-2,-1,1)\cdot(0,1,1) = 0.

2. Funzioni vettoriali di una variabile: limiti e continuità

Una funzione vettoriale è r‾:A⊆R→Rm\underline r : A \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R}^m, r‾(t)=(r1(t),…,rm(t))\underline r(t) = (r_1(t), \dots, r_m(t)). Le rjr_j sono le componenti.

Definizione (limite). Sia t0t_0 un punto di accumulazione di AA e ℓ‾∈Rm\underline\ell \in \mathbb{R}^m. Si scrive lim⁡t→t0r‾(t)=ℓ‾\lim_{t \to t_0}\underline r(t) = \underline \ell se ∀ε>0 ∃δ>0:t∈A, 0<∣t−t0∣<δ  ⟹  ∣r‾(t)−ℓ‾∣<ε,\forall \varepsilon > 0\ \exists \delta > 0:\quad t \in A,\ 0 < |t - t_0| < \delta \implies |\underline r(t) - \underline\ell| < \varepsilon , cioè se ∣r‾(t)−ℓ‾∣→0|\underline r(t) - \underline \ell| \to 0: la distanza tra il punto mobile e ℓ‾\underline\ell tende a zero.

È la definizione di limite in una variabileIntorni, punti di accumulazione e la definizione di limite di una funzione con gli intorni, tradotta con ε, δ, N, M in tutti i casi; limite destro e sinistro, per eccesso e per difetto, "definitivamente".Limiti di funzioni - definizione →, con la norma al posto del valore assoluto.

Proposizione (limite per componenti). lim⁡t→t0r‾(t)=ℓ‾  ⟺  lim⁡t→t0rj(t)=ℓj\lim_{t\to t_0}\underline r(t) = \underline\ell \iff \lim_{t\to t_0} r_j(t) = \ell_j per ogni j=1,…,mj = 1, \dots, m.

Dimostrazione. (⇒\Rightarrow) Una componente di un vettore non supera la sua norma: ∣rj(t)−ℓj∣≤∣r‾(t)−ℓ‾∣|r_j(t) - \ell_j| \le |\underline r(t) - \underline\ell|. Se il secondo membro tende a 00, anche il primo. (⇐\Leftarrow) Fissato ε>0\varepsilon > 0, per ogni jj esiste δj\delta_j tale che ∣t−t0∣<δj⇒∣rj(t)−ℓj∣<ε/m|t - t_0| < \delta_j \Rightarrow |r_j(t) - \ell_j| < \varepsilon/\sqrt m. Con δ=min⁡jδj\delta = \min_j \delta_j, ∣r‾(t)−ℓ‾∣=∑j=1m∣rj(t)−ℓj∣2<m⋅ε2m=ε. ■|\underline r(t) - \underline\ell| = \sqrt{\sum_{j=1}^m |r_j(t) - \ell_j|^2} < \sqrt{m \cdot \tfrac{\varepsilon^2}{m}} = \varepsilon. \ \blacksquare

Esempio. lim⁡t→0(sin⁡tt,  log⁡(1+t2),  et)=(1,0,1)\lim_{t \to 0}\big(\tfrac{\sin t}{t},\; \log(1 + t^2),\; e^t\big) = (1, 0, 1): ogni componente ha il suo limite (Limiti notevoli di funzioniI limiti notevoli per le forme 0/0 (log(1+x)/x, (e^x − 1)/x, ((1+x)^α − 1)/x, sin x/x, (1 − cos x)/x², arctan x/x...) con le dimostrazioni, e la loro forma come asintoticità: log(1+f) ~ f, e^f − 1 ~ f, sin f ~ f, 1 − cos f ~ f²/2 quando f → 0.Limiti notevoli di funzioni →).

La funzione è continua in t0t_0 se lim⁡t→t0r‾(t)=r‾(t0)\lim_{t \to t_0}\underline r(t) = \underline r(t_0); per la proposizione, se e solo se lo sono tutte le componenti.

3. Curve parametriche

Definizione (curva, sostegno). Una curva parametrica (o cammino) è una funzione continua r‾:I→Rm\underline r : I \to \mathbb{R}^m, con II intervallo. Il sostegno è l'immagine Γ=r‾(I)={r‾(t):t∈I}\Gamma = \underline r(I) = \{\underline r(t) : t \in I\}. La curva si indica con γ={r‾,Γ}\gamma = \{\underline r, \Gamma\}; r‾\underline r è una parametrizzazione di Γ\Gamma.

Esempio. r‾(t)=(cos⁡t,sin⁡t)\underline r(t) = (\cos t, \sin t) su [0,2π][0, 2\pi]: sostegno la circonferenza unitaria. La stessa circonferenza è il sostegno di s‾(t)=(cos⁡2t,sin⁡2t)\underline s(t) = (\cos 2t, \sin 2t) su [0,π][0, \pi] (stesso giro in metà tempo) e di (cos⁡t,sin⁡t)(\cos t, \sin t) su [0,4π][0, 4\pi] (due giri). Sono tre curve diverse con lo stesso sostegno, e avranno lunghezze diverse (Lunghezza di una curva e ascissa curvilineaLa lunghezza di una curva è l'estremo superiore delle lunghezze delle poligonali inscritte. Se r è C^1 la curva è rettificabile e ℓ = ∫|r'(t)|dt (grafici: ∫√(1+f'^2); polari: ∫√(f²+f'^2)). La lunghezza non cambia riparametrizzando, anche invertendo il verso. L'ascissa curvilinea s(t)=∫|r'| dà la parametrizzazione a velocità 1: T = dr/ds. Con essa si definiscono curvatura κ=|dT/ds| e normale N; l'accelerazione è a = v' T + κ v² N.Lunghezza di una curva e ascissa curvilinea →).

Quando I=[a,b]I = [a, b], r‾(a)\underline r(a) è il punto iniziale e r‾(b)\underline r(b) il finale.

Definizione (curva chiusa, curva semplice). Sia r‾:[a,b]→Rm\underline r : [a,b] \to \mathbb{R}^m una curva.

  • È chiusa se r‾(a)=r‾(b)\underline r(a) = \underline r(b).
  • È semplice se non passa due volte per lo stesso punto: r‾(t1)=r‾(t2)\underline r(t_1) = \underline r(t_2) con t1≠t2t_1 \neq t_2 è possibile solo per {t1,t2}={a,b}\{t_1, t_2\} = \{a, b\}.

Esempio. (cos⁡t,sin⁡t)(\cos t, \sin t) su [0,2π][0, 2\pi] è chiusa e semplice. Su [0,4π][0, 4\pi] è chiusa ma non semplice (passa due volte per ogni punto). Un "otto" percorso senza staccare la penna è chiuso e non semplice; un segmento è semplice e non chiuso.

Grafico interattivo: Chiusa e semplice (cerchio), semplice non chiusa (spirale di Archimede), chiusa non semplice (lemniscata, 'otto')

Parametrizzazioni da conoscere

Sostegno Parametrizzazione Perché
circonferenza di centro (x0,y0)(x_0,y_0), raggio RR (x0+Rcos⁡t, y0+Rsin⁡t)(x_0 + R\cos t,\ y_0 + R\sin t), t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi] (x−x0)2+(y−y0)2=R2(cos⁡2t+sin⁡2t)(x-x_0)^2 + (y-y_0)^2 = R^2(\cos^2 t + \sin^2 t)
ellisse di semiassi a,ba, b (acos⁡t, bsin⁡t)(a\cos t,\ b\sin t), t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi] x2a2+y2b2=cos⁡2t+sin⁡2t=1\frac{x^2}{a^2} + \frac{y^2}{b^2} = \cos^2 t + \sin^2 t = 1
retta per x‾0\underline x_0 con direzione v‾≠0‾\underline v \ne \underline 0 x‾0+t v‾\underline x_0 + t\,\underline v, t∈Rt \in \mathbb{R} definizione di retta
segmento da x‾0\underline x_0 a x‾1\underline x_1 (1−t) x‾0+t x‾1(1-t)\,\underline x_0 + t\,\underline x_1, t∈[0,1]t \in [0,1] in t=0t = 0 è in x‾0\underline x_0, in t=1t = 1 in x‾1\underline x_1
grafico di f:[a,b]→Rf : [a,b] \to \mathbb{R} (t,f(t))(t, f(t)), t∈[a,b]t \in [a,b] è la definizione di grafico
curva polare ρ=f(ϑ)\rho = f(\vartheta) (f(ϑ)cos⁡ϑ, f(ϑ)sin⁡ϑ)(f(\vartheta)\cos\vartheta,\ f(\vartheta)\sin\vartheta) x=ρcos⁡ϑx = \rho\cos\vartheta, y=ρsin⁡ϑy = \rho\sin\vartheta

Il segmento è una combinazione convessacombinazione lineare con coefficienti non negativi e somma 1 λx‾0+μx‾1\lambda \underline x_0 + \mu \underline x_1 con λ,μ≥0\lambda, \mu \ge 0 e λ+μ=1\lambda + \mu = 1. Una poligonalecurva fatta da segmenti consecutivi (o spezzata) è una concatenazione di segmenti.

Esempio (poligonale). Il percorso (0,1)→(1,1)→(2,2)(0,1) \to (1,1) \to (2,2) si parametrizza con t∈[0,2]t \in [0,2] ponendo r‾(t)={(t,1)t∈[0,1](t,t)t∈[1,2].\underline r(t) = \begin{cases}(t, 1) & t \in [0,1] \\ (t, t) & t \in [1,2].\end{cases} Il primo pezzo è il segmento tra (0,1)(0,1) e (1,1)(1,1) (in t=0t=0 vale (0,1)(0,1), in t=1t=1 vale (1,1)(1,1)). Il secondo tra (1,1)(1,1) e (2,2)(2,2). Nel punto di raccordo t=1t = 1 i due limiti laterali valgono entrambi (1,1)=r‾(1)(1,1) = \underline r(1): la curva è continua.

Curve in forma cartesiana, polare, implicita. Il grafico di ff continua è il sostegno della curva (t,f(t))(t, f(t)): una curva cartesiana, sempre semplice (la prima componente tt è iniettiva) e mai chiusa. Una curva polare ha ρ\rho funzione dell'angolo (più sotto). Una curva è in forma implicita se è descritta da g(x,y)=0g(x,y) = 0; per esempio la semicirconferenza superiore è {x2+y2−R2=0, y≥0}  =  {(Rcos⁡t,Rsin⁡t):t∈[0,π]}  =  {(x,R2−x2):x∈[−R,R]}\{x^2 + y^2 - R^2 = 0,\ y \ge 0\} \;=\; \{(R\cos t, R\sin t): t\in[0,\pi]\} \;=\; \{(x, \sqrt{R^2 - x^2}): x \in [-R, R]\} (forma implicita, parametrica, cartesiana).

Coordinate polari

Un punto (x,y)≠(0,0)(x,y) \neq (0,0) si individua con la distanza ρ=x2+y2\rho = \sqrt{x^2 + y^2} dall'origine e con l'angolo ϑ∈[0,2π)\vartheta \in [0, 2\pi) che il vettore forma col semiasse positivo xx (antiorario): x=ρcos⁡ϑ,y=ρsin⁡ϑ.x = \rho\cos\vartheta,\qquad y = \rho\sin\vartheta . Per ritrovare ϑ\vartheta: arctan⁡(y/x)\arctan(y/x) se x>0x>0 (più 2π2\pi se anche y<0y<0), π+arctan⁡(y/x)\pi + \arctan(y/x) se x<0x<0, π/2\pi/2 o 3π/23\pi/2 se x=0x = 0 e y>0y>0 o y<0y<0.

Esempio. (−1,1)(-1, 1): ρ=2\rho = \sqrt2, x<0x<0 e arctan⁡(−1)=−π/4\arctan(-1) = -\pi/4, quindi ϑ=π−π/4=3π/4\vartheta = \pi - \pi/4 = 3\pi/4. Controllo: 2cos⁡(3π/4)=−1\sqrt2\cos(3\pi/4) = -1, 2sin⁡(3π/4)=1\sqrt2\sin(3\pi/4) = 1. ✓

Una relazione ρ=f(ϑ)\rho = f(\vartheta), f≥0f \ge 0 continua, dà la curva r‾(ϑ)=(f(ϑ)cos⁡ϑ,f(ϑ)sin⁡ϑ)\underline r(\vartheta) = (f(\vartheta)\cos\vartheta, f(\vartheta)\sin\vartheta). Esempi: ρ=c\rho = c è la circonferenza di raggio cc; la spirale di Archimede ρ=aϑ\rho = a\vartheta (a>0a>0, ϑ∈[0,2π]\vartheta \in [0,2\pi]) parte dall'origine e passa per (0,aπ/2)(0, a\pi/2), (−aπ,0)(-a\pi, 0), (2πa,0)(2\pi a, 0): semplice, non chiusa; la spirale logaritmica ρ=e−ϑ\rho = e^{-\vartheta} (ϑ≥0\vartheta \ge 0) parte da (1,0)(1,0) e si avvolge verso l'origine senza raggiungerla.

Grafico interattivo: Spirale di Archimede ρ = θ (θ da 0 a 4π) e spirale logaritmica ρ = e^(−θ) (θ da 0 a 3π)

4. Derivata, curve regolari, retta tangente

Definizione (derivata). r‾\underline r è derivabile in t0t_0 (interno) se esiste finito r‾′(t0)=lim⁡h→0r‾(t0+h)−r‾(t0)h.\underline r'(t_0) = \lim_{h \to 0}\frac{\underline r(t_0 + h) - \underline r(t_0)}{h} . Per il limite per componenti, r‾\underline r è derivabile se e solo se lo sono tutte le componenti, e r‾′(t)=(r1′(t),…,rm′(t))\underline r'(t) = (r_1'(t), \dots, r_m'(t)). Si scrive r‾∈C1\underline r \in C^1 se r‾′\underline r' esiste ed è continua; la derivata seconda è r‾′′=(r1′′,…,rm′′)\underline r'' = (r_1'', \dots, r_m'').

Esempio. r‾(t)=(t2,sin⁡t,e2t)\underline r(t) = (t^2, \sin t, e^{2t}): r‾′(t)=(2t,cos⁡t,2e2t)\underline r'(t) = (2t, \cos t, 2e^{2t}) e r‾′(0)=(0,1,2)\underline r'(0) = (0, 1, 2).

Le regole di derivazione di Regole di derivazioneDerivate delle funzioni elementari e delle loro inverse (arcsin, arctan, settcosh...) e regole di calcolo: linearità, prodotto (Leibniz), quoziente, funzione composta (regola della catena), funzione inversa, f(x)^g(x).Regole di derivazione → valgono componente per componente (somma, prodotto per uno scalare f(t)r‾(t)f(t)\underline r(t), prodotto scalare (r‾⋅s‾)′=r‾′⋅s‾+r‾⋅s‾′(\underline r \cdot \underline s)' = \underline r' \cdot \underline s + \underline r \cdot \underline s').

Una funzione derivabile in t0t_0 è continua in t0t_0. Infatti, per t≠t0t \ne t_0, r‾(t)−r‾(t0)=r‾(t)−r‾(t0)t−t0 (t−t0)→t→t0r‾′(t0)⋅0=0‾.\underline r(t) - \underline r(t_0) = \frac{\underline r(t) - \underline r(t_0)}{t - t_0}\,(t - t_0) \xrightarrow[t \to t_0]{} \underline r'(t_0)\cdot 0 = \underline 0 .

Significato. Il vettore r‾(t0+h)−r‾(t0)h\frac{\underline r(t_0+h) - \underline r(t_0)}{h} è parallelo alla secante per r‾(t0)\underline r(t_0) e r‾(t0+h)\underline r(t_0+h); al tendere di hh a 00 la secante tende alla tangente. In cinematica, se tt è il tempo: r‾′(t)\underline r'(t) è la velocità vettoriale, ∣r‾′(t)∣|\underline r'(t)| la velocità scalare, r‾′′(t)\underline r''(t) l'accelerazione.

Definizione (curva regolare). r‾:I→Rm\underline r : I \to \mathbb{R}^m è regolare se r‾∈C1(I)\underline r \in C^1(I) e r‾′(t)≠0‾\underline r'(t) \neq \underline 0 per ogni t∈It \in I. Allora è definito il versore tangente T‾(t)=r‾′(t)/∣r‾′(t)∣\underline T(t) = \underline r'(t)/|\underline r'(t)| e la retta tangente in r‾(t0)\underline r(t_0) è x‾(λ)=r‾(t0)+λ r‾′(t0),λ∈R.\underline x(\lambda) = \underline r(t_0) + \lambda\,\underline r'(t_0),\qquad \lambda \in \mathbb{R}. Una curva continua è regolare a tratti se [a,b][a,b] si divide in un numero finito di intervalli su ciascuno dei quali è regolare (le poligonali ne sono l'esempio tipico: nei vertici si hanno punti angolosi).

Perché si chiede r‾′≠0‾\underline r' \neq \underline 0: se il vettore velocità si annulla, il punto può fermarsi e invertire il moto, e non resta una direzione tangente ben definita (vedi la cuspide più sotto).

Esempio 1 (ellisse). r‾(t)=(acos⁡t,bsin⁡t)\underline r(t) = (a\cos t, b\sin t) con a,b>0a,b>0 è chiusa e semplice su [0,2π][0,2\pi], r‾′(t)=(−asin⁡t,bcos⁡t)\underline r'(t) = (-a\sin t, b\cos t) e ∣r‾′(t)∣2=a2sin⁡2t+b2cos⁡2t>0|\underline r'(t)|^2 = a^2\sin^2 t + b^2\cos^2 t > 0 (seno e coseno non si annullano insieme): regolare. Per t0=π/4t_0 = \pi/4: punto (a22,b22)\big(\tfrac{a\sqrt2}{2}, \tfrac{b\sqrt2}{2}\big), direzione (−a22,b22)\big(-\tfrac{a\sqrt2}{2}, \tfrac{b\sqrt2}{2}\big), e la tangente è xa+yb=2\dfrac{x}{a} + \dfrac{y}{b} = \sqrt2. Per t0=π/2t_0 = \pi/2: punto (0,b)(0,b), direzione (−a,0)(-a, 0): la tangente è la retta orizzontale y=by = b.

Esempio 2 (grafico). Per f∈C1([a,b])f \in C^1([a,b]), r‾(t)=(t,f(t))\underline r(t) = (t, f(t)) ha r‾′=(1,f′(t))≠0‾\underline r' = (1, f'(t)) \neq \underline 0 qualunque sia f′f' (la prima componente vale 11). Quindi il grafico di una funzione C1C^1 è sempre regolare, con ∣r‾′∣=1+f′(t)2≥1|\underline r'| = \sqrt{1 + f'(t)^2} \ge 1. La retta tangente in t0t_0 è (x,y)=(t0,f(t0))+λ(1,f′(t0))  ⟹  y=f(t0)+f′(t0)(x−t0),(x, y) = (t_0, f(t_0)) + \lambda(1, f'(t_0)) \implies y = f(t_0) + f'(t_0)(x - t_0), cioè la retta tangente di Analisi 1.

Esempio 3 (curva polare). Se f∈C1f \in C^1, r‾(ϑ)=(fcos⁡ϑ,fsin⁡ϑ)\underline r(\vartheta) = (f\cos\vartheta, f\sin\vartheta) ha r‾′=(f′cos⁡ϑ−fsin⁡ϑ, f′sin⁡ϑ+fcos⁡ϑ),∣r‾′∣2=f′2+f2.\underline r' = (f'\cos\vartheta - f\sin\vartheta,\ f'\sin\vartheta + f\cos\vartheta),\qquad |\underline r'|^2 = f'^2 + f^2 . (I doppi prodotti ±2ff′sin⁡ϑcos⁡ϑ\pm 2ff'\sin\vartheta\cos\vartheta si elidono e resta f′2(cos⁡2+sin⁡2)+f2(sin⁡2+cos⁡2)f'^2(\cos^2+\sin^2) + f^2(\sin^2+\cos^2).) Il vettore velocità si annulla solo se f=0f = 0 e f′=0f' = 0 nello stesso ϑ\vartheta. Dunque: una curva polare è regolare se e solo se, ogni volta che passa per l'origine (f(ϑ)=0f(\vartheta) = 0), vale f′(ϑ)≠0f'(\vartheta) \neq 0. Per la spirale di Archimede ∣r‾′∣=a1+ϑ2≥a|\underline r'| = a\sqrt{1+\vartheta^2} \ge a: regolare (all'origine f′=a≠0f' = a \ne 0). Per ρ=e−ϑ\rho = e^{-\vartheta}: ∣r‾′∣=2e−ϑ>0|\underline r'| = \sqrt2 e^{-\vartheta} > 0: regolare.

Esempio 4 (elica cilindrica). r‾(t)=(Rcos⁡t,Rsin⁡t,t)\underline r(t) = (R\cos t, R\sin t, t), t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi], vive sul cilindro x2+y2=R2x^2 + y^2 = R^2 e sale di 2π2\pi in un giro. Non è chiusa (zz passa da 00 a 2π2\pi), è semplice (la terza componente tt è iniettiva), r‾′=(−Rsin⁡t,Rcos⁡t,1)≠0‾\underline r' = (-R\sin t, R\cos t, 1) \neq \underline 0 e ∣r‾′∣=R2+1|\underline r'| = \sqrt{R^2 + 1} costante: regolare.

Esempio 5 (cuspide). r‾(t)=(t2,t3)\underline r(t) = (t^2, t^3), t∈[−1,1]t \in [-1, 1], è C1C^1 con r‾′(t)=(2t,3t2)\underline r'(t) = (2t, 3t^2), che si annulla in t=0t = 0. Quindi non è regolare. Il sostegno è y2=x3y^2 = x^3 (per t≥0t \ge 0, y=x3/2y = x^{3/2}; per t<0t<0, y=−x3/2y = -x^{3/2}): due rami che si raccordano nell'origine in una punta (cuspidepunto in cui la curva ha una punta e il moto si inverte), con tangente orizzontale da entrambi i lati ma verso opposto. È però regolare a tratti: su ]−1,0[]-1,0[ e su ]0,1[]0,1[ la derivata non si annulla. Attenzione: "sostegno con una punta" e "derivata nulla" sono legati ma distinti; una curva può avere r‾′=0‾\underline r' = \underline 0 anche su un sostegno liscio (rallenta e riparte).

Grafico interattivo: La cuspide (t², t³), t da −1 a 1: nell'origine r'(0) = 0, curva non regolare

Un risultato utile. Se ∣r‾(t)∣=k|\underline r(t)| = k è costante, allora r‾(t)⊥r‾′(t)\underline r(t) \perp \underline r'(t): da r‾⋅r‾=k2\underline r \cdot \underline r = k^2, derivando, 2 r‾⋅r‾′=02\,\underline r\cdot\underline r' = 0. (Un punto che si muove su una sfera centrata nell'origine ha velocità tangente alla sfera.)

5. Integrali di funzioni vettoriali

Definizione. Se ogni componente di r‾:[a,b]→Rm\underline r : [a,b] \to \mathbb{R}^m è integrabile (Integrale definito di RiemannL'integrale definito di f limitata su [a,b] è il limite delle somme di Cauchy-Riemann (somme di aree di rettangoli), se esiste finito e uguale per ogni scelta dei punti; equivale a sup delle somme inferiori = inf delle somme superiori. Se f ≥ 0 è l'area del trapezoide, in generale area sopra l'asse meno area sotto. Sono integrabili le funzioni continue, monotone, continue a tratti; la funzione di Dirichlet no.Integrale definito di Riemann →), si pone ∫abr‾(t) dt=(∫abr1(t) dt, …, ∫abrm(t) dt)∈Rm.\int_a^b \underline r(t)\,dt = \Big(\int_a^b r_1(t)\,dt,\ \dots,\ \int_a^b r_m(t)\,dt\Big) \in \mathbb{R}^m .

Esempio. ∫0π(cos⁡t,sin⁡t,2t) dt=(sin⁡π−sin⁡0, −cos⁡π+cos⁡0, π2)=(0,2,π2)\int_0^{\pi}(\cos t, \sin t, 2t)\,dt = (\sin\pi - \sin 0,\ -\cos\pi + \cos 0,\ \pi^2) = (0, 2, \pi^2).

Teorema fondamentale del calcolo per funzioni vettoriali (D). Se r‾∈C1([a,b],Rm)\underline r \in C^1([a,b], \mathbb{R}^m), allora ∫abr‾′(t) dt=r‾(b)−r‾(a)\displaystyle\int_a^b \underline r'(t)\,dt = \underline r(b) - \underline r(a).

Dimostrazione. La jj-esima componente del primo membro è ∫abrj′(t) dt\int_a^b r_j'(t)\,dt, che per il teorema fondamentale del calcolo in una variabile (Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integraleUna primitiva di f è una G con G' = f; due primitive differiscono per una costante, e l'integrale indefinito ∫f(x)dx = F(x) + k è l'insieme di tutte le primitive. La funzione integrale F_a(x) = ∫ da a a x di f è una primitiva di f continua (TFCI 2), e quindi ∫ da a a b di f = G(b) − G(a) per qualunque primitiva G (TFCI 1): gli integrali definiti si calcolano con le primitive.Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale →) vale rj(b)−rj(a)r_j(b) - r_j(a), cioè la jj-esima componente di r‾(b)−r‾(a)\underline r(b) - \underline r(a). ■\blacksquare

Esempio. Per r‾(t)=(t2,t3)\underline r(t) = (t^2, t^3) su [0,2][0,2]: ∫02(2t,3t2) dt=(4,8)=r‾(2)−r‾(0)\int_0^2 (2t, 3t^2)\,dt = (4, 8) = \underline r(2) - \underline r(0). ✓

Teorema (norma dell'integrale). Se r‾\underline r è integrabile, ∣∫abr‾(t) dt∣≤∫ab∣r‾(t)∣ dt\displaystyle\Big|\int_a^b \underline r(t)\,dt\Big| \le \int_a^b |\underline r(t)|\,dt.

Per m=1m = 1 è la solita ∣∫f∣≤∫∣f∣|\int f| \le \int |f| (Proprietà dell'integrale definito e teorema della mediaL'integrale definito è lineare, monotono (f ≤ g implica ∫f ≤ ∫g), additivo rispetto all'intervallo (con ∫ da a ad a = 0 e ∫ da b ad a = −∫ da a a b) e verifica |∫f| ≤ ∫|f|. Teorema della media integrale: se f è continua su [a,b] esiste c con f(c) = (1/(b−a))∫f, cioè un rettangolo di altezza f(c) ha la stessa area del trapezoide.Proprietà dell'integrale definito e teorema della media →); è la versione continua della disuguaglianza triangolare per le somme di vettori.

Dimostrazione (per r‾\underline r continua). Sia v‾=∫abr‾(t) dt\underline v = \int_a^b \underline r(t)\,dt. Se v‾=0‾\underline v = \underline 0 non c'è nulla da provare. Altrimenti, per linearità dell'integrale e per Cauchy-Schwarz, ∣v‾∣2=v‾⋅∫abr‾(t) dt=∫abv‾⋅r‾(t) dt≤∫ab∣v‾∣ ∣r‾(t)∣ dt=∣v‾∣∫ab∣r‾(t)∣ dt.|\underline v|^2 = \underline v \cdot \int_a^b \underline r(t)\,dt = \int_a^b \underline v \cdot \underline r(t)\,dt \le \int_a^b |\underline v|\,|\underline r(t)|\,dt = |\underline v|\int_a^b |\underline r(t)|\,dt . Dividendo per ∣v‾∣>0|\underline v| > 0 si ottiene la tesi. ■\blacksquare

Questa disuguaglianza insieme al teorema fondamentale è esattamente ciò che serve per dimostrare che una curva C1C^1 ha lunghezza ∫∣r‾′∣\int |\underline r'| (Lunghezza di una curva e ascissa curvilineaLa lunghezza di una curva è l'estremo superiore delle lunghezze delle poligonali inscritte. Se r è C^1 la curva è rettificabile e ℓ = ∫|r'(t)|dt (grafici: ∫√(1+f'^2); polari: ∫√(f²+f'^2)). La lunghezza non cambia riparametrizzando, anche invertendo il verso. L'ascissa curvilinea s(t)=∫|r'| dà la parametrizzazione a velocità 1: T = dr/ds. Con essa si definiscono curvatura κ=|dT/ds| e normale N; l'accelerazione è a = v' T + κ v² N.Lunghezza di una curva e ascissa curvilinea →).

Errori da evitare

  • Confondere curva e sostegno. La curva è la funzione (con intervallo e velocità); il sostegno è solo l'insieme dei punti.
  • Dimenticare l'intervallo del parametro: (cos⁡t,sin⁡t)(\cos t, \sin t) senza t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi] non dice quanti giri si fanno.
  • Dire "la derivata non si annulla" guardando una sola componente: r‾′=0‾\underline r' = \underline 0 richiede che si annullino tutte e nello stesso tt.
  • Curva polare: il vettore velocità ha norma f2+f′2\sqrt{f^2 + f'^2}, non ∣f′∣|f'|.
  • Derivare ∣r‾(t)∣|\underline r(t)| come se fosse r‾′(t)\underline r'(t): ∣r‾∣′|\underline r|' e ∣r‾′∣|\underline r'| sono cose diverse.

Esercizi svolti

Domande d'esame

  1. Definire il limite di una funzione vettoriale e dimostrare che si calcola componente per componente. Traccia: definizione con ε\varepsilon-δ\delta e norma; ∣rj−ℓj∣≤∣r‾−ℓ‾∣|r_j - \ell_j| \le |\underline r - \underline\ell| per l'implicazione verso le componenti; ∣r‾−ℓ‾∣<m⋅(ε/m)|\underline r - \underline\ell| < \sqrt m \cdot (\varepsilon/\sqrt m) per il viceversa.
  2. Definire curva regolare e retta tangente; perché si chiede r‾′≠0‾\underline r' \ne \underline 0? Fare un esempio di curva C1C^1 non regolare. Traccia: C1C^1 più velocità mai nulla; la cuspide (t2,t3)(t^2, t^3) in t=0t=0; la tangente è r‾(t0)+λr‾′(t0)\underline r(t_0) + \lambda \underline r'(t_0) e coincide con quella di Analisi 1 per un grafico.
  3. Enunciare e dimostrare la disuguaglianza triangolare in Rn\mathbb{R}^n. Traccia: quadrato della somma, Cauchy-Schwarz, quadrato del binomio, radice.

Versione ripasso

Richiami su Rn\mathbb{R}^n

x‾⋅y‾=∑xiyi=∣x‾∣∣y‾∣cos⁡ϑ\underline x\cdot\underline y = \sum x_iy_i = |\underline x||\underline y|\cos\vartheta, ∣x‾∣=x‾⋅x‾|\underline x| = \sqrt{\underline x\cdot\underline x}, dist⁡(x‾,y‾)=∣x‾−y‾∣\operatorname{dist}(\underline x,\underline y) = |\underline x - \underline y|, versore x‾/∣x‾∣\underline x/|\underline x|. (Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →)

Limiti e curve

lim⁡t→t0r‾(t)=ℓ‾  ⟺  ∣r‾(t)−ℓ‾∣→0  ⟺  rj(t)→ℓj\lim_{t\to t_0}\underline r(t) = \underline\ell \iff |\underline r(t)-\underline\ell|\to0 \iff r_j(t)\to\ell_j per ogni jj (continuità e derivata: sempre per componenti).

  • Prova del limite per componenti: ∣rj−ℓj∣≤∣r‾−ℓ‾∣|r_j-\ell_j|\le|\underline r-\underline\ell|; viceversa ∣r‾−ℓ‾∣<m⋅ε/m|\underline r-\underline\ell|<\sqrt m\cdot\varepsilon/\sqrt m.

    Curva = r‾:I→Rm\underline r:I\to\mathbb{R}^m continua; sostegno Γ=r‾(I)\Gamma=\underline r(I). Chiusa: r‾(a)=r‾(b)\underline r(a)=\underline r(b). Semplice: iniettiva (al più r‾(a)=r‾(b)\underline r(a)=\underline r(b)).

Sostegno Parametrizzazione
circonferenza (x0,y0)(x_0,y_0), RR (x0+Rcos⁡t, y0+Rsin⁡t)(x_0+R\cos t,\ y_0+R\sin t), [0,2π][0,2\pi]
ellisse a,ba,b (acos⁡t, bsin⁡t)(a\cos t,\ b\sin t)
retta / segmento x‾0+tv‾\underline x_0+t\underline v / (1−t)x‾0+tx‾1(1-t)\underline x_0+t\underline x_1, [0,1][0,1]
grafico (t,f(t))(t,f(t)) (sempre semplice, mai chiusa)
polare ρ=f(ϑ)\rho=f(\vartheta) (fcos⁡ϑ, fsin⁡ϑ)(f\cos\vartheta,\ f\sin\vartheta)

Polari: x=ρcos⁡ϑx=\rho\cos\vartheta, y=ρsin⁡ϑy=\rho\sin\vartheta, ρ=x2+y2\rho=\sqrt{x^2+y^2}. Poligonali: si concatenano i segmenti e si controlla la continuità nei raccordi.

Derivata, regolarità, tangente

r‾′(t0)=lim⁡h→0r‾(t0+h)−r‾(t0)h=(r1′,…,rm′)\underline r'(t_0) = \lim_{h\to0}\frac{\underline r(t_0+h)-\underline r(t_0)}{h} = (r_1',\dots,r_m'). Regolarecurva C1 con velocità mai nulla = C1C^1 e r‾′≠0‾\underline r'\neq\underline0 ovunque. Retta tangente: r‾(t0)+λr‾′(t0)\underline r(t_0)+\lambda\underline r'(t_0). Versore T‾=r‾′/∣r‾′∣\underline T=\underline r'/|\underline r'|. Derivabile ⇒\Rightarrow continua.

  • Ellisse: regolare; tangente in t0=π/4t_0=\pi/4: xa+yb=2\frac xa+\frac yb=\sqrt2.
  • Grafico C1C^1: r‾′=(1,f′)≠0\underline r'=(1,f')\neq0, tangente y=f(t0)+f′(t0)(x−t0)y=f(t_0)+f'(t_0)(x-t_0).
  • Polare: ∣r‾′∣=f2+f′2|\underline r'|=\sqrt{f^2+f'^2}; regolare   ⟺  f′≠0\iff f'\ne0 dove f=0f=0.
  • Elica (Rcos⁡t,Rsin⁡t,t)(R\cos t,R\sin t,t): regolare, ∣r‾′∣=R2+1|\underline r'|=\sqrt{R^2+1}, semplice, non chiusa.
  • Cuspide (t2,t3)(t^2,t^3): r‾′(0)=0‾\underline r'(0)=\underline 0, non regolare, regolare a tratti.
  • ∣r‾∣|\underline r| costante ⇒r‾⊥r‾′\Rightarrow \underline r\perp\underline r'.

Integrali

∫abr‾ dt\int_a^b\underline r\,dt per componenti. TFC (D): r‾∈C1⇒∫abr‾′ dt=r‾(b)−r‾(a)\underline r\in C^1\Rightarrow\int_a^b\underline r'\,dt=\underline r(b)-\underline r(a). Norma: ∣∫abr‾∣≤∫ab∣r‾∣|\int_a^b\underline r|\le\int_a^b|\underline r|. Prova: ∣v‾∣2=∫v‾⋅r‾≤∣v‾∣∫∣r‾∣|\underline v|^2=\int\underline v\cdot\underline r\le|\underline v|\int|\underline r| con v‾=∫r‾\underline v=\int\underline r.

Passaggi principali degli esempi

  • Disuguaglianza triangolare (passi): (1) entrambi i membri ≥0\ge0, si confrontano i quadrati; (2) ∣x‾+y‾∣2=∣x‾∣2+2x‾⋅y‾+∣y‾∣2|\underline x+\underline y|^2=|\underline x|^2+2\underline x\cdot\underline y+|\underline y|^2; (3) x‾⋅y‾≤∣x‾⋅y‾∣≤∣x‾∣∣y‾∣\underline x\cdot\underline y\le|\underline x\cdot\underline y|\le|\underline x||\underline y| (Cauchy-Schwarz); (4) =(∣x‾∣+∣y‾∣)2=(|\underline x|+|\underline y|)^2; (5) radice.
  • Ellisse (acos⁡t,bsin⁡t)(a\cos t,b\sin t), t0=π4t_0=\frac\pi4: punto (a22,b22)\big(\frac{a\sqrt2}2,\frac{b\sqrt2}2\big), velocità (−a22,b22)\big(-\frac{a\sqrt2}2,\frac{b\sqrt2}2\big); sommando le due equazioni parametriche della tangente si elimina il parametro: xa+yb=2\frac xa+\frac yb=\sqrt2.
  • Poligonale (0,1)→(1,1)→(2,2)(0,1)\to(1,1)\to(2,2): pezzo 1 (t,1)(t,1), t∈[0,1]t\in[0,1]; pezzo 2 (t,t)(t,t), t∈[1,2]t\in[1,2]; raccordo in t=1t=1: entrambi i limiti laterali valgono (1,1)(1,1).
  • Velocità polare: x′=f′cos⁡ϑ−fsin⁡ϑx'=f'\cos\vartheta-f\sin\vartheta, y′=f′sin⁡ϑ+fcos⁡ϑy'=f'\sin\vartheta+f\cos\vartheta; i doppi prodotti si elidono: ∣r‾′∣2=f′2+f2|\underline r'|^2=f'^2+f^2. Spirale ρ=aϑ\rho=a\vartheta: a1+ϑ2a\sqrt{1+\vartheta^2}; ρ=e−ϑ\rho=e^{-\vartheta}: 2e−ϑ\sqrt2e^{-\vartheta}.
  • Intersezione cilindro-piano: parametrizzare la circonferenza in x,yx,y con cos⁡t,sin⁡t\cos t,\sin t; ricavare zz dall'equazione del piano; controllare chiusa/semplice/regolare (le prime due componenti già non si annullano insieme).
  • Moto su sfera: r‾⋅r‾=k2\underline r\cdot\underline r=k^2, si deriva: 2r‾⋅r‾′=0⇒r‾⊥r‾′2\underline r\cdot\underline r'=0\Rightarrow\underline r\perp\underline r'.
  • Cauchy-Schwarz: p(λ)=∣x‾−λy‾∣2≥0p(\lambda)=|\underline x-\lambda\underline y|^2\ge0 per ogni λ\lambda; con λ=x‾⋅y‾∣y‾∣2\lambda=\frac{\underline x\cdot\underline y}{|\underline y|^2} si ottiene ∣x‾∣2−(x‾⋅y‾)2∣y‾∣2≥0|\underline x|^2-\frac{(\underline x\cdot\underline y)^2}{|\underline y|^2}\ge0.
  • Limite per componenti: (⇒\Rightarrow) ∣rj−ℓj∣≤∣r‾−ℓ‾∣|r_j-\ell_j|\le|\underline r-\underline\ell|; (⇐\Leftarrow) δ=min⁡jδj\delta=\min_j\delta_j con ε/m\varepsilon/\sqrt m per ogni componente, quindi ∣r‾−ℓ‾∣<ε|\underline r-\underline\ell|<\varepsilon.
  • Elica: r‾′=(−Rsin⁡t,Rcos⁡t,1)\underline r'=(-R\sin t,R\cos t,1), ∣r‾′∣=R2+1|\underline r'|=\sqrt{R^2+1}; cuspide (t2,t3)(t^2,t^3): r‾′=(2t,3t2)\underline r'=(2t,3t^2), nulla in t=0t=0.
  • Esempio di integrale: ∫0π(cos⁡t,sin⁡t,2t) dt=(0,2,π2)\int_0^\pi(\cos t,\sin t,2t)\,dt=(0,2,\pi^2); ∫02(2t,3t2) dt=(4,8)=r‾(2)−r‾(0)\int_0^2(2t,3t^2)\,dt=(4,8)=\underline r(2)-\underline r(0) per r‾=(t2,t3)\underline r=(t^2,t^3).

Errori tipici

  • Dire che un insieme "è una curva": ne è solo il sostegno.
  • Omettere l'intervallo del parametro (quanti giri?).
  • Giudicare la regolarità da una sola componente di r‾′\underline r': servono tutte nulle nello stesso tt.
  • Usare ∣f′∣|f'| invece di f2+f′2\sqrt{f^2+f'^2} per la velocità di una curva polare.
  • Confondere ∣r‾∣′|\underline r|' con ∣r‾′∣|\underline r'|.
  • Dimenticare che la cuspide (t2,t3)(t^2,t^3) è C1C^1 ma non regolare (r‾′(0)=0‾\underline r'(0)=\underline0).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata