Teoria: Flusso, teorema della divergenza e teorema del rotoreIl flusso di F attraverso una superficie orientata è ∬ F·n dσ = ∬ F(r)·(r_u ∧ r_v) du dv (grafico: ∬ F·(−f_x,−f_y,1) dx dy). Teorema della divergenza: per un solido Ω il flusso uscente da ∂Ω è ∭ div F; nel piano ∬ div F = ∮ F·n ds. Teorema del rotore (Stokes): ∬ rot F·n dσ = ∮ F·T ds sul bordo orientato; su una superficie chiusa il flusso del rotore è 0. Da div rot F = 0 vengono i campi solenoidali e il potenziale vettore.Flusso, teorema della divergenza e teorema del rotore →, Campi vettoriali, lavoro e forme differenzialiUn campo vettoriale assegna un vettore a ogni punto; la forma differenziale ω = F₁dx + F₂dy + F₃dz è lo stesso oggetto scritto come "covettore". Il lavoro (integrale curvilineo di seconda specie) è ∫ F(r(t))·r'(t) dt: è lineare, additivo sul cammino, cambia segno se si inverte il verso e non cambia se si riparametrizza con lo stesso verso. Si lega all'integrale di prima specie con ∫ F·T ds.Campi vettoriali, lavoro e forme differenziali →.
Testo
Calcolare in due modi diversi
I=∫∂+D(x+1−cosz)dx+4x2(y+1)dy+tanhxdz,
dove D={(x,y,z): x2+4(y+1)2≤4, z=0} e ∂+D è il bordo orientato positivamente rispetto alla normale n=e3 (antiorario visto dal semispazio z>0).
Soluzione
Chi è D. Dividendo per 4, 4x2+(y+1)2≤1, z=0: l'ellisse piena di centro (0,−1,0) e semiassi 2 (lungo x) e 1 (lungo y). Il bordo è un'ellisse nel piano z=0 percorsa in senso antiorario.
Modo 1: parametrizzazione del bordo
r(t)=(2cost, sint−1, 0), t∈[0,2π], con r′=(−2sint,cost,0). Sul bordo z≡0 quindi dz=0 (il termine con tanhx scompare) e cosz=1: la prima componente diventa x+1−1=x=2cost. Inoltre y+1=sint, x2=4cos2t, e la seconda componente è 44cos2tsint=cos2tsint. Allora
I=∫02π[2cost(−2sint)+cos2tsint⋅cost]dt=∫02π(−4costsint+cos3tsint)dt.
Le primitive sono 2cos2t e −41cos4t, che prendono lo stesso valore in 0 e in 2π (dove il coseno vale 1): I=0.
Modo 2: teorema del rotore
Per Stokes, I=∬DrotF⋅e3dxdy, con F=(x+1−cosz, 4x2(y+1), tanhx). Della normale e3 conta solo la terza componente del rotore:
rotF⋅e3=∂xF2−∂yF1=42x(y+1)−0=2x(y+1).
(Il rotore completo è (0, −sinz−cosh2x1, 2x(y+1)), ma le prime due componenti non servono.) Quindi
I=∬D2x(y+1)dxdy=0,
perché l'integranda è dispari in x e D è simmetrico rispetto all'asse y (x→−x).
Risultato. I=0 con entrambi i metodi.
Versione ripasso
Testo. I=∮∂+D(x+1−cosz)dx+4x2(y+1)dy+tanhxdz, D={x2+4(y+1)2≤4, z=0}, n=e3.
Passaggi (Flusso, teorema della divergenza e teorema del rotoreIl flusso di F attraverso una superficie orientata è ∬ F·n dσ = ∬ F(r)·(r_u ∧ r_v) du dv (grafico: ∬ F·(−f_x,−f_y,1) dx dy). Teorema della divergenza: per un solido Ω il flusso uscente da ∂Ω è ∭ div F; nel piano ∬ div F = ∮ F·n ds. Teorema del rotore (Stokes): ∬ rot F·n dσ = ∮ F·T ds sul bordo orientato; su una superficie chiusa il flusso del rotore è 0. Da div rot F = 0 vengono i campi solenoidali e il potenziale vettore.Flusso, teorema della divergenza e teorema del rotore →).
- Modo 1: r=(2cost,sint−1,0); dz=0, cosz=1, y+1=sint: ∫02π(−4costsint+cos3tsint)dt=0.
- Modo 2: Stokes, rotF⋅e3=∂xF2−∂yF1=2x(y+1), dispari in x su D simmetrico: 0.
Errori tipici. Dimenticare dz=0 o cos0=1; considerare tutto il rotore invece della sola componente lungo n.