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Note per Studenti Esercizio - gradiente, derivata direzionale e differenziabilità di una funzione con seno (appello 5 luglio 2023)

Esercizio - gradiente, derivata direzionale e differenziabilità di una funzione con seno (appello 5 luglio 2023)

Esame

Teoria: Derivate parziali, differenziabilità e piano tangenteLa derivata parziale f_{x_i}(x0) è la derivata di t ↦ f(x0 + t e_i); il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. In più variabili l'esistenza delle derivate parziali NON implica la continuità. f è differenziabile in x0 se f(x0 + h) = f(x0) + a·h + o(|h|); allora f è continua, ha gradiente e a = ∇f(x0) (D). Il grafico ha piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) e normale (−f_x, −f_y, 1). Teorema del differenziale totale: se le derivate parziali esistono vicino a x0 e sono continue in x0, f è differenziabile; C^1 ⇒ differenziabile ⇒ derivabile e continua, ma i viceversa sono falsi. Regole: Leibniz, catena (f∘r)' = ∇f(r)·r'.Derivate parziali, differenziabilità e piano tangente →, Derivate direzionali, formula del gradiente e curve di livelloLa derivata direzionale D_v f(x0) = lim [f(x0 + t v) − f(x0)]/t (v versore) è la pendenza di f lungo la retta per x0 con direzione v. Se f è differenziabile in x0 vale la formula del gradiente D_v f = ∇f(x0)·v (D); l'esistenza di tutte le D_v non basta (anche a f discontinua). Quindi la massima crescita è nella direzione di ∇f, con pendenza |∇f| (D), la minima in −∇f, e D_v f = 0 per v ⊥ ∇f. Il gradiente è ortogonale alle curve di livello (D): la tangente alla curva di livello in (x0,y0) è f_x(x−x0) + f_y(y−y0) = 0, a patto che ∇f ≠ 0.Derivate direzionali, formula del gradiente e curve di livello →.

Testo. Sia f(x,y)={sin⁡(x2y)xyxy≠00xy=0.f(x,y)=\begin{cases}\dfrac{\sin(x^2y)}{xy}&xy\ne0\\0&xy=0.\end{cases} (Continuità: Esercizio - continuità sugli assi di una funzione con seno (appello 5 luglio 2023).) (b) Calcolare ∇f\nabla f nei punti P1=(0,0)P_1=(0,0), P2=(0,1)P_2=(0,1), P3=(1,0)P_3=(1,0). (c) Calcolare la derivata direzionale in (0,0)(0,0) lungo v‾=(12,12)\underline v=\big(\tfrac1{\sqrt2},\tfrac1{\sqrt2}\big). (d) ff è differenziabile in (0,0)(0,0)?

(Fonte: appello del 5 luglio 2023, corso di Fondamenti di Analisi Matematica 2, Ing. Aerospaziale UniPD, risolto a ricevimento.)

Soluzione

(b) Gradiente

Sugli assi f≡0f\equiv0: lungo l'asse xx (y=0y=0) e lungo l'asse yy (x=0x=0) la funzione è identicamente nulla. Ne segue fx(x,0)=0  ∀x,fy(0,y)=0  ∀y.f_x(x,0)=0\ \ \forall x,\qquad f_y(0,y)=0\ \ \forall y .

  • P1=(0,0)P_1=(0,0): fx(0,0)=0f_x(0,0)=0 e fy(0,0)=0f_y(0,0)=0, quindi ∇f(0,0)=(0,0)\nabla f(0,0)=(0,0).
  • P2=(0,1)P_2=(0,1): fy(0,1)=0f_y(0,1)=0 (asse yy). Per fx(0,1)f_x(0,1) si usa il rapporto incrementale: per h≠0h\ne0 il punto (h,1)(h,1) ha xy=h≠0xy=h\ne0, quindi f(h,1)=sin⁡(h2)hf(h,1)=\frac{\sin(h^2)}{h} e fx(0,1)=lim⁡h→01h⋅sin⁡h2h=lim⁡h→0sin⁡h2h2=1.f_x(0,1)=\lim_{h\to0}\frac{1}{h}\cdot\frac{\sin h^2}{h}=\lim_{h\to0}\frac{\sin h^2}{h^2}=1 . Dunque ∇f(0,1)=(1,0)\nabla f(0,1)=(1,0).
  • P3=(1,0)P_3=(1,0): fx(1,0)=0f_x(1,0)=0 (asse xx). Per fy(1,0)f_y(1,0): f(1,h)=sin⁡hhf(1,h)=\frac{\sin h}{h} per h≠0h\ne0 e f(1,h)−f(1,0)h=1h⋅sin⁡hh→h→0±±∞,\frac{f(1,h)-f(1,0)}{h}=\frac{1}{h}\cdot\frac{\sin h}{h}\xrightarrow{h\to0^\pm}\pm\infty , limiti discordi: non esiste fy(1,0)f_y(1,0). Il gradiente in P3P_3 non esiste.

(c) Derivata direzionale

Per t≠0t\ne0 il punto tv‾=(t2,t2)t\underline v=\big(\frac t{\sqrt2},\frac t{\sqrt2}\big) ha xy=t22≠0xy=\frac{t^2}{2}\ne0: f(t2,t2)=sin⁡(t22⋅t2)t22=2t2sin⁡t322.f\Big(\frac t{\sqrt2},\frac t{\sqrt2}\Big)=\frac{\sin\big(\frac{t^2}{2}\cdot\frac{t}{\sqrt2}\big)}{\frac{t^2}{2}}=\frac{2}{t^2}\sin\frac{t^3}{2\sqrt2}. Il rapporto incrementale è f(tv‾)−f(0‾)t=2t3sin⁡t322→t→02t3⋅t322=12\frac{f(t\underline v)-f(\underline 0)}{t}=\frac{2}{t^3}\sin\frac{t^3}{2\sqrt2}\xrightarrow{t\to0}\frac{2}{t^3}\cdot\frac{t^3}{2\sqrt2}=\frac{1}{\sqrt2} (si usa sin⁡u∼u\sin u\sim u con u=t322→0u=\frac{t^3}{2\sqrt2}\to0). Quindi Dv‾f(0,0)=12D_{\underline v}f(0,0)=\dfrac1{\sqrt2}.

(d) Differenziabilità in (0,0)(0,0): no

Se ff fosse differenziabile in (0,0)(0,0) varrebbe la formula del gradiente Dv‾f(0,0)=∇f(0,0)⋅v‾D_{\underline v}f(0,0)=\nabla f(0,0)\cdot\underline v (Derivate direzionali, formula del gradiente e curve di livelloLa derivata direzionale D_v f(x0) = lim [f(x0 + t v) − f(x0)]/t (v versore) è la pendenza di f lungo la retta per x0 con direzione v. Se f è differenziabile in x0 vale la formula del gradiente D_v f = ∇f(x0)·v (D); l'esistenza di tutte le D_v non basta (anche a f discontinua). Quindi la massima crescita è nella direzione di ∇f, con pendenza |∇f| (D), la minima in −∇f, e D_v f = 0 per v ⊥ ∇f. Il gradiente è ortogonale alle curve di livello (D): la tangente alla curva di livello in (x0,y0) è f_x(x−x0) + f_y(y−y0) = 0, a patto che ∇f ≠ 0.Derivate direzionali, formula del gradiente e curve di livello →). Ma ∇f(0,0)=(0,0)\nabla f(0,0)=(0,0) darebbe Dv‾f(0,0)=0D_{\underline v}f(0,0)=0, mentre da (c) è 12≠0\frac{1}{\sqrt2}\ne0. Contraddizione: ff non è differenziabile in (0,0)(0,0), pur essendo continua, derivabile e con tutte le derivate direzionali (almeno quelle calcolate).

Verifica con l'errore relativo. E=f(x,y)x2+y2E=\dfrac{f(x,y)}{\sqrt{x^2+y^2}}; sulla bisettrice x=y=s/2x=y=s/\sqrt2 vale 12≠0\frac{1}{\sqrt2}\ne0 (è proprio il valore di Dv‾fD_{\underline v}f), mentre dovrebbe tendere a 00.

Errori tipici. Calcolare fy(1,0)f_y(1,0) con la formula "fuori dagli assi" (il punto è sull'asse); concludere che ff è differenziabile in (0,0)(0,0) perché è continua e ∇f\nabla f esiste; dimenticare la normalizzazione di v‾\underline v (qui ∣v‾∣=1|\underline v|=1).

Versione ripasso

(Derivate parziali, differenziabilità e piano tangenteLa derivata parziale f_{x_i}(x0) è la derivata di t ↦ f(x0 + t e_i); il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. In più variabili l'esistenza delle derivate parziali NON implica la continuità. f è differenziabile in x0 se f(x0 + h) = f(x0) + a·h + o(|h|); allora f è continua, ha gradiente e a = ∇f(x0) (D). Il grafico ha piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) e normale (−f_x, −f_y, 1). Teorema del differenziale totale: se le derivate parziali esistono vicino a x0 e sono continue in x0, f è differenziabile; C^1 ⇒ differenziabile ⇒ derivabile e continua, ma i viceversa sono falsi. Regole: Leibniz, catena (f∘r)' = ∇f(r)·r'.Derivate parziali, differenziabilità e piano tangente →) f=sin⁡(x2y)xyf=\frac{\sin(x^2y)}{xy} (xy≠0xy\ne0), 00 sugli assi.

  • (b) f≡0f\equiv0 sugli assi: ∇f(0,0)=(0,0)\nabla f(0,0)=(0,0). fx(0,1)=lim⁡sin⁡h2h2=1f_x(0,1)=\lim\frac{\sin h^2}{h^2}=1, fy(0,1)=0f_y(0,1)=0: ∇f(0,1)=(1,0)\nabla f(0,1)=(1,0). fy(1,0)=lim⁡1hsin⁡hh=±∞f_y(1,0)=\lim\frac1h\frac{\sin h}h=\pm\infty: ∇f(1,0)\nabla f(1,0) non esiste.
  • (c) Dv‾f(0,0)=lim⁡2t3sin⁡t322=12D_{\underline v}f(0,0)=\lim\frac{2}{t^3}\sin\frac{t^3}{2\sqrt2}=\frac1{\sqrt2}, v‾=(12,12)\underline v=(\frac1{\sqrt2},\frac1{\sqrt2}).
  • (d) ∇f(0,0)⋅v‾=0≠12\nabla f(0,0)\cdot\underline v=0\ne\frac1{\sqrt2}: la formula del gradiente fallisce, quindi non differenziabile in (0,0)(0,0).

Errori tipici: formule "fuori dagli assi" sugli assi; differenziabile solo perché continua e derivabile.

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