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Note per Studenti Stabilità degli equilibri dei sistemi autonomi 2x2

Stabilità degli equilibri dei sistemi autonomi 2x2

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Prerequisiti: Problema di Cauchy per sistemi di equazioni differenzialiUn sistema in forma normale è y' = f(t, y) con y a valori in Rⁿ; il problema di Cauchy aggiunge y(t₀) = y₀. Ogni equazione di ordine n si riduce a un sistema del primo ordine. Peano: f continua ⇒ esiste almeno una soluzione locale (non unica in generale: y' = y^(2/3)). Cauchy-Lipschitz: f e ∂f/∂y continue (o lipschitziana in y) ⇒ esistenza e unicità locali, e una soluzione massimale. Può esplodere in tempo finito (y' = y²); se |f(t,y)| ≤ H + K|y| su una striscia [a,b] × Rⁿ la soluzione è globale.Problema di Cauchy per sistemi di equazioni differenziali → (unicità), Sistemi lineari ed equazioni del secondo ordine a coefficienti costantiUn sistema lineare y' = A(t)y + g(t) con coefficienti continui ha, per ogni dato iniziale, una e una sola soluzione, definita su tutto l'intervallo (D). Le soluzioni del sistema omogeneo formano uno spazio vettoriale di dimensione n (D); quelle del sistema completo sono una soluzione particolare più l'integrale omogeneo (D). Per y'' + by' + cy = 0 si cercano e^(λt): tre casi (D). Un sistema 2×2 a coefficienti costanti si riduce a u'' − (tr A)u' + (det A)u = g, risolta con il metodo di somiglianza.Sistemi lineari ed equazioni del secondo ordine a coefficienti costanti → (soluzioni di y′=Ay\mathbf{y}'=A\mathbf{y}), Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →, Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettorialiUna curva è una funzione continua r : [a,b] → R^m; il sostegno è la sua immagine. Limiti, continuità e derivate si fanno componente per componente. La curva è regolare se r è C^1 e r'(t) ≠ 0 ovunque: allora r'(t) è il vettore tangente e la retta tangente è r(t0) + λ r'(t0). Esempi: circonferenza, segmento, grafico (t, f(t)), curve polari (f(θ)cosθ, f(θ)sinθ) regolari se f' ≠ 0 dove f = 0, elica, cuspide (t²,t³). L'integrale di r si fa per componenti; vale ∫ r' = r(b) − r(a) e ‖∫ r‖ ≤ ∫ ‖r‖.Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettoriali → (orbite come curve).

Sistemi autonomi, orbite, piano delle fasi

Definizione. Un sistema si dice autonomo se il campo non dipende dal tempo: y′=f(y)\mathbf{y}'=\mathbf{f}(\mathbf{y}). In dimensione 22: {x′=f(x,y)y′=g(x,y)f,g∈C1(D), D⊆R2 aperto.\begin{cases}x'=f(x,y)\\ y'=g(x,y)\end{cases}\qquad f,g\in C^1(D),\ D\subseteq\mathbb{R}^2\text{ aperto}.

Una soluzione r(t)=(x(t),y(t))\mathbf{r}(t)=(x(t),y(t)) si può vedere in due modi: come curva (t,x(t),y(t))(t,x(t),y(t)) nello spazio delle fasi esteso (con il tempo come terzo asse), oppure, più utilmente, come curva nel piano (x,y)(x,y), il piano delle fasi. Il sostegno di r\mathbf{r} è l'orbita (o traiettoria), orientata nel verso di tt crescente. Disegnare il piano delle fasi significa disegnare le orbite con le frecce: il campo f\mathbf{f} è proprio il vettore tangente all'orbita in ogni punto.

Proposizione (D, invarianza per traslazioni temporali). Se r(t)\mathbf{r}(t) risolve y′=f(y)\mathbf{y}'=\mathbf{f}(\mathbf{y}) su (a,b)(a,b), allora per ogni τ∈R\tau\in\mathbb{R} anche s(t)=r(t+τ)\mathbf{s}(t)=\mathbf{r}(t+\tau) è soluzione, su (a−τ,b−τ)(a-\tau,b-\tau); ha la stessa orbita.

Dimostrazione. Per la regola della catena s′(t)=r′(t+τ)\mathbf{s}'(t)=\mathbf{r}'(t+\tau), e poiché r′(ξ)=f(r(ξ))\mathbf{r}'(\xi)=\mathbf{f}(\mathbf{r}(\xi)) per ogni ξ\xi, con ξ=t+τ\xi=t+\tau si ha s′(t)=f(r(t+τ))=f(s(t))\mathbf{s}'(t)=\mathbf{f}(\mathbf{r}(t+\tau))=\mathbf{f}(\mathbf{s}(t)). ■\blacksquare

Proposizione (D, le orbite non si intersecano). Se due orbite hanno un punto in comune, coincidono.

Dimostrazione. Siano r\mathbf{r} e s\mathbf{s} due soluzioni con r(t1)=s(t2)=P\mathbf{r}(t_1)=\mathbf{s}(t_2)=P. Per la proposizione precedente w(t)=s(t+t2−t1)\mathbf{w}(t)=\mathbf{s}(t+t_2-t_1) è una soluzione, e w(t1)=s(t2)=P=r(t1)\mathbf{w}(t_1)=\mathbf{s}(t_2)=P=\mathbf{r}(t_1). Dunque r\mathbf{r} e w\mathbf{w} risolvono lo stesso problema di Cauchy con dato PP in t1t_1; poiché f\mathbf{f} è C1C^1, per l'unicità w=r\mathbf{w}=\mathbf{r}. Ma w\mathbf{w} ha la stessa orbita di s\mathbf{s} (è una traslazione nel tempo): le orbite di r\mathbf{r} e di s\mathbf{s} coincidono. ■\blacksquare

Perciò il piano delle fasi è "riempito" da orbite senza incroci, come le linee di corrente di un fluido stazionario.

Equilibri

Definizione. PP è un punto di equilibrio (o stato stazionario) se f(P)=0\mathbf{f}(P)=\mathbf{0}.

Esempio. Per {x′=−2x−23yy′=3x+y\begin{cases}x'=-2x-\frac23y\\y'=3x+y\end{cases} gli equilibri risolvono 3x+y=03x+y=0 (la seconda equazione è anche la prima, a meno di un fattore): un'intera retta.

Proprietà:

  1. La funzione costante r(t)≡P\mathbf{r}(t)\equiv P è una soluzione (0=f(P)0=\mathbf{f}(P)), e per unicità è l'unica che passa per PP.
  2. Nessuna soluzione non costante raggiunge un equilibrio in tempo finito (altrimenti due orbite diverse si incrocerebbero in PP).
  3. Se una soluzione ha un limite lim⁡t→+∞r(t)=P\lim_{t\to+\infty}\mathbf{r}(t)=P, allora PP è un equilibrio. Dimostrazione: per continuità r′(t)=f(r(t))→f(P)\mathbf{r}'(t)=\mathbf{f}(\mathbf{r}(t))\to\mathbf{f}(P); se fosse f(P)≠0\mathbf{f}(P)\ne\mathbf{0}, una componente di r′\mathbf{r}' sarebbe da un certo istante in poi in modulo ≥c>0\ge c>0 e dello stesso segno, quindi quella componente di r\mathbf{r} crescerebbe (o decrescerebbe) linearmente, in contraddizione con la convergenza. ■\blacksquare

Stabilità

Sia φ(t,y0)\boldsymbol\varphi(t,\mathbf{y}_0) la soluzione con φ(0,y0)=y0\boldsymbol\varphi(0,\mathbf{y}_0)=\mathbf{y}_0 e PP un equilibrio. La domanda è: se parto vicino a PP, che cosa succede?

Definizione (stabilità secondo Lyapunov).

  • PP è stabile se ∀ε>0 ∃δ>0\forall\varepsilon>0\ \exists\delta>0 tale che ∥y0−P∥<δ\|\mathbf{y}_0-P\|<\delta implica che φ(t,y0)\boldsymbol\varphi(t,\mathbf{y}_0) esiste per ogni t≥0t\ge0 e ∥φ(t,y0)−P∥<ε\|\boldsymbol\varphi(t,\mathbf{y}_0)-P\|<\varepsilon per ogni t≥0t\ge0 (le soluzioni che partono vicino restano vicine per sempre).
  • PP è asintoticamente stabile (attrattore) se è stabile e inoltre esiste δ1>0\delta_1>0 tale che ∥y0−P∥<δ1⇒lim⁡t→+∞φ(t,y0)=P\|\mathbf{y}_0-P\|<\delta_1\Rightarrow\lim_{t\to+\infty}\boldsymbol\varphi(t,\mathbf{y}_0)=P. Se vale per ogni dato iniziale è un attrattore globale.
  • PP è instabile se non è stabile.

Esempi di significato: una pallina al fondo di una ciotola è asintoticamente stabile se c'è attrito, solo stabile (oscilla per sempre) se non c'è attrito; in cima a una collina è instabile.

Sistemi lineari y′=Ay\mathbf{y}'=A\mathbf{y}, A∈R2×2A\in\mathbb{R}^{2\times2}

Gli equilibri risolvono Ay=0A\mathbf{y}=\mathbf{0}. Se det⁡A≠0\det A\ne0 l'unico equilibrio è l'origine; se det⁡A=0\det A=0 sono tutti i punti del nucleo di AA (una retta, o tutto il piano se A=0A=0): in tal caso l'origine non è isolata, e non può essere asintoticamente stabile (esistono equilibri arbitrariamente vicini, che non convergono a 00).

L'equazione caratteristica è λ2−τλ+d=0\lambda^2-\tau\lambda+d=0, dove τ=tr⁡A\tau=\operatorname{tr}A e d=det⁡Ad=\det A; il discriminante è Δ=τ2−4d\Delta=\tau^2-4d.

Teorema (classificazione, caso det⁡A≠0\det A\ne0). Siano λ1,λ2∈C\lambda_1,\lambda_2\in\mathbb{C} gli autovalori di AA. L'origine è

  1. asintoticamente stabile se e solo se Re⁡λ1<0\operatorname{Re}\lambda_1<0 e Re⁡λ2<0\operatorname{Re}\lambda_2<0;
  2. stabile (non asintoticamente) se e solo se Re⁡λ1,Re⁡λ2≤0\operatorname{Re}\lambda_1,\operatorname{Re}\lambda_2\le0 e almeno uno vale 00 (in tal caso gli autovalori sono ±iω\pm i\omega);
  3. instabile se e solo se almeno un autovalore ha Re⁡λ>0\operatorname{Re}\lambda>0.

Perché: l'integrale generale (v. sotto) è combinazione di termini eλte^{\lambda t}, teλtte^{\lambda t}, eμtcos⁡ωte^{\mu t}\cos\omega t, eμtsin⁡ωte^{\mu t}\sin\omega t. Questi tendono a 00 se la parte reale è negativa (l'esponenziale vince su tt e sulle funzioni limitate), restano limitati se μ=0\mu=0 e λ=±iω\lambda=\pm i\omega, divergono se la parte reale è positiva. Se det⁡A≠0\det A\ne0 non c'è l'autovalore 00, quindi Re⁡λ=0\operatorname{Re}\lambda=0 vuol dire λ=±iω\lambda=\pm i\omega, ω≠0\omega\ne0 (due autovalori distinti, soluzioni limitate).

Forma con traccia e determinante. Si può evitare di calcolare gli autovalori:

Proposizione (D). Per AA reale 2×22\times2: l'origine è asintoticamente stabile se e solo se τ<0\tau<0 e d>0d>0.

Dimostrazione. Se Δ<0\Delta<0 gli autovalori sono complessi coniugati con parte reale τ/2\tau/2 e d>0d>0 (prodotto di coniugati =∣λ∣2>0=|\lambda|^2>0): la condizione Re⁡λ<0\operatorname{Re}\lambda<0 equivale a τ<0\tau<0, e d>0d>0 è automatica. Se Δ≥0\Delta\ge0 gli autovalori sono reali, con somma τ\tau e prodotto dd: sono entrambi negativi se e solo se la somma è negativa e il prodotto è positivo, cioè τ<0\tau<0, d>0d>0. ■\blacksquare

Esempio. A=(−2α31)A=\begin{pmatrix}-2&\alpha\\3&1\end{pmatrix}: τ=−1<0\tau=-1<0 sempre, d=−2−3α>0  ⟺  α<−23d=-2-3\alpha>0\iff\alpha<-\tfrac23. Per α=−23\alpha=-\tfrac23 è d=0d=0 e c'è una retta di equilibri: non asintoticamente stabile. Quindi l'origine è asintoticamente stabile se e solo se α<−23\alpha<-\tfrac23 (Esercizio - stabilità e problema di Cauchy al variare di un parametro (ricevimento, appello 8 luglio 2025)).

I ritratti di fase

Dal segno di dd e di τ\tau, e da Δ\Delta:

Autovalori reali distinti (Δ>0\Delta>0). Con autovettori h1,h2\mathbf{h}_1,\mathbf{h}_2, y=αeλ1th1+βeλ2th2\mathbf{y}=\alpha e^{\lambda_1t}\mathbf{h}_1+\beta e^{\lambda_2t}\mathbf{h}_2.

  • λ1<λ2<0\lambda_1<\lambda_2<0: nodo stabile. Tutte le orbite vanno all'origine; vi entrano tangenti alla retta dell'autovalore più vicino a 00 (decade più lentamente), cioè h2\mathbf{h}_2. Asintoticamente stabile.
  • 0<λ1<λ20<\lambda_1<\lambda_2: nodo instabile: le frecce sono invertite, le orbite escono dall'origine. Instabile.
  • λ1<0<λ2\lambda_1<0<\lambda_2 (d<0d<0): sella. Solo le orbite sulla retta di h1\mathbf{h}_1 vanno all'origine; tutte le altre sono iperboli che si avvicinano e poi si allontanano lungo h2\mathbf{h}_2. Instabile.

Autovalore doppio (Δ=0\Delta=0, λ=τ/2≠0\lambda=\tau/2\ne0). Se A=λIA=\lambda I le orbite sono semirette radiali (stella). Altrimenti esiste un autovettore h\mathbf{h} e un vettore v\mathbf{v} con (A−λI)v=h(A-\lambda I)\mathbf{v}=\mathbf{h}, e le soluzioni sono y=eλt[(α+βt)h+βv]\mathbf{y}=e^{\lambda t}\bigl[(\alpha+\beta t)\mathbf{h}+\beta\mathbf{v}\bigr] (verifica: derivando eλt(th+v)e^{\lambda t}(t\mathbf{h}+\mathbf{v}) si ottiene eλt(λth+λv+h)=A eλt(th+v)e^{\lambda t}(\lambda t\mathbf{h}+\lambda\mathbf{v}+\mathbf{h})=A\,e^{\lambda t}(t\mathbf{h}+\mathbf{v})). Nodo improprio (degenere), stabile se λ<0\lambda<0 (perché teλt→0te^{\lambda t}\to0) e instabile se λ>0\lambda>0.

Autovalori complessi (Δ<0\Delta<0): λ=μ±iω\lambda=\mu\pm i\omega, ω≠0\omega\ne0. Le soluzioni sono eμt(acos⁡ωt+bsin⁡ωt)e^{\mu t}(\mathbf{a}\cos\omega t+\mathbf{b}\sin\omega t) con vettori a,b\mathbf{a},\mathbf{b} determinati dall'autovettore complesso.

  • μ<0\mu<0: fuoco stabile, spirali che convergono all'origine. Asintoticamente stabile.
  • μ>0\mu>0: fuoco instabile, spirali che si allontanano.
  • μ=0\mu=0: centro, orbite chiuse (ellissi) percorse con periodo T=2π/ωT=2\pi/\omega. Stabile ma non asintoticamente.

Grafico interattivo: Nodo stabile (λ = −1, −3): le orbite y = k x³ entrano nell'origine tangenti all'asse x (decadimento più lento)

Grafico interattivo: Sella (λ = 1, −1): iperboli x y = costante; entrano lungo l'asse y, escono lungo l'asse x

Grafico interattivo: Fuoco stabile (λ = −0,15 ± i): spirali che convergono all'origine in senso antiorario

Grafico interattivo: Centro (λ = ± i, oscillatore senza attrito): orbite chiuse, energia costante; stabile ma non asintoticamente

Riassunto per det⁡A≠0\det A\ne0.

autovalori tipo stabilità
λ1<λ2<0\lambda_1<\lambda_2<0 nodo stabile asintotica
0<λ1<λ20<\lambda_1<\lambda_2 nodo instabile instabile
λ1<0<λ2\lambda_1<0<\lambda_2 sella instabile
λ1=λ2<0\lambda_1=\lambda_2<0 nodo improprio stabile (o stella) asintotica
λ1=λ2>0\lambda_1=\lambda_2>0 nodo improprio instabile instabile
μ±iω\mu\pm i\omega, μ<0\mu<0 fuoco stabile asintotica
±iω\pm i\omega centro stabile, non asintotica
μ±iω\mu\pm i\omega, μ>0\mu>0 fuoco instabile instabile

Se det⁡A=0\det A=0. C'è un autovalore 00 e i punti del nucleo sono equilibri. Esempio: A=(−2−4−4−8)A=\begin{pmatrix}-2&-4\\-4&-8\end{pmatrix} ha τ=−10\tau=-10, d=0d=0, autovalori 00 e −10-10: lungo la direzione di −10-10 si decade, lungo il nucleo (la retta y1+2y2=0y_1+2y_2=0) si resta fermi. L'origine è stabile ma non asintoticamente.

Esempio meccanico: la molla con attrito

L'equazione y′′+hy′+ky=0y''+hy'+ky=0 (k>0k>0 costante elastica, h≥0h\ge0 attrito viscoso) con v=y′v=y' diventa (yv)′=(01−k−h)(yv)\begin{pmatrix}y\\v\end{pmatrix}'=\begin{pmatrix}0&1\\-k&-h\end{pmatrix}\begin{pmatrix}y\\v\end{pmatrix}, con τ=−h\tau=-h, d=k>0d=k>0 e λ2+hλ+k=0\lambda^2+h\lambda+k=0.

  • h=0h=0: λ=±ik\lambda=\pm i\sqrt k, centro: oscillazioni persistenti, orbite ellittiche 12v2+12ky2=E\frac12v^2+\frac12ky^2=E (energia costante).
  • h>0h>0 e h2>4kh^2>4k (attrito forte): due radici negative, nodo stabile: ritorno monotono, senza oscillazioni.
  • h>0h>0 e h2=4kh^2=4k: smorzamento critico, nodo improprio stabile.
  • h>0h>0 e h2<4kh^2<4k (attrito debole): λ=−h2±i4k−h22\lambda=-\frac h2\pm i\frac{\sqrt{4k-h^2}}2, fuoco stabile: oscillazioni smorzate.

Come si risolve un esercizio

  1. Equilibri: si risolve Ay=0A\mathbf{y}=\mathbf{0} (matrice invertibile ⇒\Rightarrow solo l'origine; se det⁡A=0\det A=0 come funzione del parametro, si tratta separatamente quel valore, scrivendo la retta di equilibri).
  2. Traccia e determinante (eventualmente in funzione del parametro): τ\tau e dd.
  3. Stabilità asintotica: τ<0\tau<0 e d>0d>0. Per sapere anche il tipo (nodo, fuoco), si guarda il segno di Δ=τ2−4d\Delta=\tau^2-4d.
  4. Casi limite: τ=0\tau=0, d>0d>0 centro (stabile, non asintotica); d=0d=0 si studia a parte; d<0d<0 sella (instabile).
  5. Soluzioni esplicite: riduzione al secondo ordine come nella nota Sistemi lineari ed equazioni del secondo ordine a coefficienti costantiUn sistema lineare y' = A(t)y + g(t) con coefficienti continui ha, per ogni dato iniziale, una e una sola soluzione, definita su tutto l'intervallo (D). Le soluzioni del sistema omogeneo formano uno spazio vettoriale di dimensione n (D); quelle del sistema completo sono una soluzione particolare più l'integrale omogeneo (D). Per y'' + by' + cy = 0 si cercano e^(λt): tre casi (D). Un sistema 2×2 a coefficienti costanti si riduce a u'' − (tr A)u' + (det A)u = g, risolta con il metodo di somiglianza.Sistemi lineari ed equazioni del secondo ordine a coefficienti costanti →.

Errori comuni

  • Scambiare "stabile" e "asintoticamente stabile": il centro è stabile, ma non converge.
  • Dimenticare di esaminare il valore del parametro in cui det⁡A=0\det A=0: lì ci sono infiniti equilibri e l'origine non è asintoticamente stabile.
  • Concludere con la sola traccia negativa: serve anche det⁡A>0\det A>0 (per τ<0\tau<0, d<0d<0 è una sella).
  • Confondere il piano delle fasi con il grafico t↦x(t)t\mapsto x(t).
  • Chiamare "nodo" ciò che ha autovalori complessi (è un fuoco).

Domande d'esame

  1. Dimostrare che le soluzioni di un sistema autonomo sono invarianti per traslazioni temporali e che due orbite distinte non si intersecano. Traccia: s(t)=r(t+τ)\mathbf{s}(t)=\mathbf{r}(t+\tau) e regola della catena; w(t)=s(t+t2−t1)\mathbf{w}(t)=\mathbf{s}(t+t_2-t_1) coincide con r\mathbf{r} per unicità.
  2. Definire equilibrio, stabilità, stabilità asintotica, instabilità. Traccia: ε\varepsilon-δ\delta per t≥0t\ge0; la stabilità asintotica richiede anche la convergenza.
  3. Caratterizzare la stabilità dell'origine per y′=Ay\mathbf{y}'=A\mathbf{y}, AA 2×22\times2, in termini di autovalori; classificare nodi, fuochi, selle, centri. Traccia: soluzioni eλthe^{\lambda t}\mathbf{h}, segno di Re⁡λ\operatorname{Re}\lambda; τ<0\tau<0 e d>0d>0.

Esercizi svolti: Esercizio - stabilità dell'origine al variare di un parametro (lezione 35), Esercizio - stabilità e problema di Cauchy al variare di un parametro (ricevimento, appello 8 luglio 2025), Esercizio - classificazione dell'origine per alcune matrici e oscillatore smorzato (lezione 34), Esercizio - sistema con parametro, stabilità e soluzione per un caso fissato (temi d'esame).

Versione ripasso

Autonomo y′=f(y)\mathbf{y}'=\mathbf{f}(\mathbf{y}), f∈C1\mathbf{f}\in C^1; orbita = sostegno di r(t)\mathbf{r}(t) nel piano delle fasi.

Invarianza (D). s(t)=r(t+τ)\mathbf{s}(t)=\mathbf{r}(t+\tau) è soluzione (s′=r′(t+τ)=f(s)\mathbf{s}'=\mathbf{r}'(t+\tau)=\mathbf{f}(\mathbf{s})), stessa orbita. Orbite disgiunte (D). r(t1)=s(t2)\mathbf{r}(t_1)=\mathbf{s}(t_2): w(t)=s(t+t2−t1)\mathbf{w}(t)=\mathbf{s}(t+t_2-t_1) ha w(t1)=r(t1)\mathbf{w}(t_1)=\mathbf{r}(t_1), per unicità w=r\mathbf{w}=\mathbf{r}.

Equilibrio f(P)=0\mathbf{f}(P)=\mathbf{0}: soluzione costante; non raggiungibile in tempo finito; se r(t)→P\mathbf{r}(t)\to P allora f(P)=0\mathbf{f}(P)=\mathbf{0} (altrimenti r′→f(P)≠0\mathbf{r}'\to\mathbf{f}(P)\ne0 e r\mathbf{r} divergerebbe).

Stabilità. Stabile: ∀ε ∃δ\forall\varepsilon\,\exists\delta: ∥y0−P∥<δ⇒∥φ(t,y0)−P∥<ε\|\mathbf{y}_0-P\|<\delta\Rightarrow\|\boldsymbol\varphi(t,\mathbf{y}_0)-P\|<\varepsilon ∀t≥0\forall t\ge0. Asintoticamente stabile: stabile ++ φ→P\boldsymbol\varphi\to P per y0\mathbf{y}_0 vicino. Instabile: non stabile.

Lineare y′=Ay\mathbf{y}'=A\mathbf{y}, τ=tr⁡A\tau=\operatorname{tr}A, d=det⁡Ad=\det A, Δ=τ2−4d\Delta=\tau^2-4d. d≠0d\ne0: origine unico equilibrio; d=0d=0: retta (o piano) di equilibri, non as. stabile. Autovalori: as. stabile   ⟺  Re⁡λ1,2<0  ⟺  τ<0, d>0\iff\operatorname{Re}\lambda_{1,2}<0\iff\tau<0,\ d>0 (D: complessi ℜ=τ/2\Re=\tau/2; reali somma τ\tau, prodotto dd); stabile non as. se ±iω\pm i\omega; instabile se Re⁡λ>0\operatorname{Re}\lambda>0.

Tipi. λ1<λ2<0\lambda_1<\lambda_2<0 nodo stabile (tangente a h2\mathbf{h}_2); 0<λ1<λ20<\lambda_1<\lambda_2 nodo instabile; λ1<0<λ2\lambda_1<0<\lambda_2 sella (d<0d<0); λ\lambda doppio: y=eλt[(α+βt)h+βv]\mathbf{y}=e^{\lambda t}[(\alpha+\beta t)\mathbf{h}+\beta\mathbf{v}], (A−λI)v=h(A-\lambda I)\mathbf{v}=\mathbf{h}, nodo improprio; μ±iω\mu\pm i\omega: fuoco (μ≠0\mu\ne0), centro (μ=0\mu=0, periodo 2πω\frac{2\pi}\omega).

Molla y′′+hy′+ky=0y''+hy'+ky=0: τ=−h\tau=-h, d=kd=k; h=0h=0 centro; h2>4kh^2>4k nodo; h2=4kh^2=4k critico; h2<4kh^2<4k fuoco (con h>0h>0 sempre as. stabile).

Dimostrazioni in breve.

  • Traccia-determinante (D): se Δ<0\Delta<0 gli autovalori sono coniugati con Re⁡=τ2\operatorname{Re}=\frac\tau2 e d=∣λ∣2>0d=|\lambda|^2>0; se Δ≥0\Delta\ge0 sono reali con somma τ\tau e prodotto dd: entrambi negativi   ⟺  τ<0, d>0\iff\tau<0,\ d>0.
  • Limite ⇒\Rightarrow equilibrio: r′=f(r)→f(P)\mathbf{r}'=\mathbf{f}(\mathbf{r})\to\mathbf{f}(P); se f(P)≠0\mathbf{f}(P)\ne\mathbf{0} una componente di r\mathbf{r} cresce linearmente: contraddizione.
  • Soluzioni esponenziali: y=eλth\mathbf{y}=e^{\lambda t}\mathbf{h}, Ah=λhA\mathbf{h}=\lambda\mathbf{h}: y′=λeλth=Ay\mathbf{y}'=\lambda e^{\lambda t}\mathbf{h}=A\mathbf{y}. Autovalore doppio non diagonalizzabile: eλt(th+v)e^{\lambda t}(t\mathbf{h}+\mathbf{v}) con (A−λI)v=h(A-\lambda I)\mathbf{v}=\mathbf{h}.

Esempi svolti in breve.

  • x′=ax−yx'=ax-y, y′=x−2yy'=x-2y: τ=a−2\tau=a-2, d=1−2ad=1-2a; as. stabile   ⟺  a<12\iff a<\frac12; a=12a=\frac12 retta di equilibri y=x2y=\frac x2; a>12a>\frac12 sella. a=−2a=-2: x′′+4x′+5x=0x''+4x'+5x=0, λ=−2±i\lambda=-2\pm i, (x,y)=e−2t(αcos⁡t+βsin⁡t, αsin⁡t−βcos⁡t)(x,y)=e^{-2t}(\alpha\cos t+\beta\sin t,\ \alpha\sin t-\beta\cos t).
  • x′=−2x+αyx'=-2x+\alpha y, y′=3x+yy'=3x+y: τ=−1\tau=-1, d=−2−3αd=-2-3\alpha, as. stabile   ⟺  α<−23\iff\alpha<-\frac23 (controllo con Δ=9+12α\Delta=9+12\alpha); per α=−23\alpha=-\frac23 retta di equilibri y=−3xy=-3x: dato (−13,1)(-\frac13,1) soluzione costante; dato (1,1)(1,1): w=x′w=x', w′=−ww'=-w, x=−53+83e−tx=-\frac53+\frac83e^{-t}, y=5−4e−t→(−53,5)y=5-4e^{-t}\to(-\frac53,5) (equilibrio).
  • x′=αx+3yx'=\alpha x+3y, y′=−3x+αyy'=-3x+\alpha y: λ=α±3i\lambda=\alpha\pm3i, det⁡=α2+9>0\det=\alpha^2+9>0, as. stabile se α<0\alpha<0, centro se α=0\alpha=0, instabile se α>0\alpha>0.
  • x′=x+yx'=x+y, y′=−4x−αyy'=-4x-\alpha y, α∈(−5,3)\alpha\in(-5,3): Δ=(α+5)(α−3)<0\Delta=(\alpha+5)(\alpha-3)<0; as. stabile α∈(1,3)\alpha\in(1,3), centro α=1\alpha=1 (±i3\pm i\sqrt3), instabile α<1\alpha<1; α=−1\alpha=-1: λ=1±2i\lambda=1\pm2i, x=etcos⁡2tx=e^t\cos2t, y=−2etsin⁡2ty=-2e^t\sin2t.
  • Matrici: (−304−1)\begin{pmatrix}-3&0\\4&-1\end{pmatrix} nodo stabile; (−2−4−4−8)\begin{pmatrix}-2&-4\\-4&-8\end{pmatrix} (d=0d=0, λ=0,−10\lambda=0,-10) stabile non as.; (0−220)\begin{pmatrix}0&-2\\2&0\end{pmatrix} centro; (1232)\begin{pmatrix}1&2\\3&2\end{pmatrix} sella (λ=4,−1\lambda=4,-1); (1−111)\begin{pmatrix}1&-1\\1&1\end{pmatrix} fuoco instabile; (2102)\begin{pmatrix}2&1\\0&2\end{pmatrix} nodo improprio instabile.
  • Molla y′′+hy′+4y=0y''+hy'+4y=0: h=0h=0 centro, h=2h=2 fuoco (−1±i3-1\pm i\sqrt3), h=4h=4 critico (−2-2), h=5h=5 nodo (−1,−4-1,-4).

Ritratti di fase. Nodo stabile: le orbite entrano nell'origine tangenti all'autovettore dell'autovalore più vicino a zerodecade più lentamente (es. λ=−1,−3\lambda=-1,-3: y=kx3y=kx^3); sella: iperboli xy=xy= cost. fra le rette stabile e instabile; fuoco: spirali eμte^{\mu t}; centro: ellissi, periodo 2πω\frac{2\pi}\omega.

Errori tipici.

  • Stabile ≠\ne asintoticamente stabile (centro).
  • Dimenticare d=0d=0 (infiniti equilibri).
  • Solo τ<0\tau<0: serve anche d>0d>0.
  • Autovalori complessi: fuoco, non nodo.

Esercizi su questo argomento