Massimi e minimi liberi e natura dei punti critici
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In questa nota si cercano i punti in cui una funzione di più variabili raggiunge il suo valore più grande o più piccolo quando non ci sono vincoli: si può muovere il punto in tutte le direzioni. Servono tre strumenti già visti: il gradiente (Derivate parziali, differenziabilità e piano tangenteLa derivata parziale f_{x_i}(x0) è la derivata di t ↦ f(x0 + t e_i); il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. In più variabili l'esistenza delle derivate parziali NON implica la continuità. f è differenziabile in x0 se f(x0 + h) = f(x0) + a·h + o(|h|); allora f è continua, ha gradiente e a = ∇f(x0) (D). Il grafico ha piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) e normale (−f_x, −f_y, 1). Teorema del differenziale totale: se le derivate parziali esistono vicino a x0 e sono continue in x0, f è differenziabile; C^1 ⇒ differenziabile ⇒ derivabile e continua, ma i viceversa sono falsi. Regole: Leibniz, catena (f∘r)' = ∇f(r)·r'.Derivate parziali, differenziabilità e piano tangente →), la formula di Taylor del secondo ordine con la matrice hessiana (Derivate seconde, teorema di Schwarz e formula di Taylor del secondo ordineLe derivate seconde f_{x_i x_j} = (f_{x_i}){x_j} formano la matrice hessiana H_f; se f è C² l'hessiana è simmetrica (teorema di Schwarz: le derivate miste, continue, non dipendono dall'ordine). Il differenziale secondo d²f(x0)(h) = h^T H_f(x0) h = Σ f{x_i x_j} h_i h_j è una forma quadratica. Formula di Taylor del secondo ordine con resto di Peano (D): f(x0 + h) = f(x0) + ∇f(x0)·h + ½ h^T H_f(x0) h + o(|h|²) per f ∈ C². Serve per i punti critici e per calcolare limiti.Derivate seconde, teorema di Schwarz e formula di Taylor del secondo ordine →) e il segno di una forma quadratica (Forme quadratiche e criteri di definitezzaUna forma quadratica q(h) = h^T M h (M simmetrica) è definita positiva se q>0 per h ≠ 0, semidefinita positiva se q ≥ 0, definita/semidefinita negativa con segni opposti, indefinita se cambia segno. In due variabili, con M = [[a,b],[b,c]]: definita positiva ⇔ det M > 0 e a > 0, definita negativa ⇔ det M > 0 e a < 0, indefinita ⇔ det M < 0 (D, completando il quadrato). In generale: segno degli autovalori di M (D, teorema spettrale): tutti > 0 definita positiva, tutti < 0 definita negativa, di segno diverso indefinita; inoltre q(h) ≥ λ_min |h|². Per n = 3 si usano i minori principali di Sylvester. È lo strumento per classificare i punti critici.Forme quadratiche e criteri di definitezza →). Il caso di una sola variabile è in Massimi e minimi relativi e teorema di Fermatx0 è punto di minimo (massimo) relativo se f(x0) ≤ f(x) (≥) per gli x del dominio vicini a x0. I candidati sono gli estremi del dominio, i punti dove f non è derivabile e i punti interni con f'(x0) = 0 (punti critici o stazionari). Teorema di Fermat: in un punto interno di minimo o massimo relativo dove f è derivabile, f'(x0) = 0. È solo una condizione necessaria: x³ in 0.Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat →. Quando invece il punto deve restare su una curva si passa a Estremi vincolati - metodo diretto e moltiplicatori di LagrangeEstremi vincolati = estremi di f ristretta a una curva g(x,y) = b o a un insieme chiuso K. Metodo diretto: si parametrizza il vincolo, r(t) = (x(t), y(t)), e si studia φ(t) = f(r(t)) con l'Analisi 1 (non dimenticare gli estremi dell'intervallo). Moltiplicatori di Lagrange (D): se P è estremo locale di f|Γ e ∇g(P) ≠ 0 allora ∇f(P) = λ∇g(P); equivale a ∇L = 0 per L = f + λ(b − g). Procedura: punti singolari del vincolo (∇g = 0), punti critici vincolati, confronto dei valori (Weierstrass se Γ è compatto). Estremi assoluti su un insieme chiuso K: interno (∇f = 0), frontiera (Lagrange o parametrizzazione, più i vertici), confronto; se K è illimitato si usa la coercività della funzione all'infinito.Estremi vincolati - metodo diretto e moltiplicatori di Lagrange →.
1. Che cosa vuol dire "estremo"
Sia e sia .
Definizione (estremi assoluti). è un punto di massimo assoluto (o globale) se per ogni ; di minimo assoluto se per ogni . Il numero si chiama valore massimo (minimo) e si scrive ().
Definizione (estremi relativi). è un punto di massimo relativo (o locale) se esiste un intorno sferico di tale che per ogni ; per il minimo relativo si rovescia la disuguaglianza. L'estremo è forte (o stretto) se la disuguaglianza è stretta per ogni (in per gli assoluti, in per i relativi).
Esempio. ha in un minimo assoluto stretto: per ogni . Invece ha in un massimo assoluto (vale , e ovunque) ma ha massimi assoluti anche in , , ...: l'estremo è assoluto ma non stretto.
Come ragionare. Un estremo relativo si decide guardando il segno di vicino a : sempre vicino a vuol dire minimo relativo, sempre massimo relativo, di entrambi i segni in ogni intorno vuol dire che non è un estremo. Un estremo assoluto si decide guardando il segno di su tutto il dominio: è un'informazione molto più forte, e un minimo relativo può non essere assoluto (un fondovalle non è il punto più basso di tutta la regione).
Si parla di estremi liberi quando il dominio è un insieme aperto (per esempio tutto ): ogni punto ha un intorno contenuto in e ci si può spostare in ogni direzione. Si parla di estremi vincolati quando il dominio contiene il bordo, una curva o una disuguaglianza non aperta: lì la regola di questa nota non basta più.
2. Condizione necessaria: il teorema di Fermat
Teorema (Fermat). Sia aperto, , e sia un punto di massimo o di minimo relativo. Se è derivabile in (esistono tutte le derivate parziali), allora
Esempio. ha , che si annulla solo in . Infatti : lì c'è il minimo assoluto, e vale .
Dimostrazione (D). Supponiamo che sia un punto di massimo relativo (per il minimo si ragiona allo stesso modo, o si applica il risultato a ).
- Poiché è aperto e è un massimo relativo, esiste tale che la palla sta in e per ogni della palla.
- Fissiamo e sia il -esimo vettore della base canonica. Definiamo la funzione di una variabile È ben definita perché il punto dista da , quindi sta nella palla (qui si usa che il punto è interno).
- Per si ha : la funzione ha un massimo relativo nel punto interno .
- è derivabile in , perché per definizione esiste. Per il teorema di Fermat in una variabile (Massimi e minimi relativi e teorema di Fermatx0 è punto di minimo (massimo) relativo se f(x0) ≤ f(x) (≥) per gli x del dominio vicini a x0. I candidati sono gli estremi del dominio, i punti dove f non è derivabile e i punti interni con f'(x0) = 0 (punti critici o stazionari). Teorema di Fermat: in un punto interno di minimo o massimo relativo dove f è derivabile, f'(x0) = 0. È solo una condizione necessaria: x³ in 0.Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat →) , cioè .
- Poiché era arbitrario, tutte le derivate parziali sono nulle: .
Definizione (punto critico). Un punto in cui è derivabile e si chiama punto criticochiamato anche punto stazionario: il gradiente è il vettore nullo (o stazionario) di .
Significato geometrico (). Se è differenziabile in , il piano tangente al grafico è In un punto critico i due coefficienti sono nulli e il piano diventa : un piano orizzontale. Un estremo è dunque un punto in cui la superficie ha il piano tangente orizzontale.
Due precisazioni importanti.
- Il teorema vale solo per punti interni. Su la funzione ha il minimo in con derivata . Nel caso di dominio chiuso si dovranno guardare anche i punti del bordo (vedi Estremi vincolati - metodo diretto e moltiplicatori di LagrangeEstremi vincolati = estremi di f ristretta a una curva g(x,y) = b o a un insieme chiuso K. Metodo diretto: si parametrizza il vincolo, r(t) = (x(t), y(t)), e si studia φ(t) = f(r(t)) con l'Analisi 1 (non dimenticare gli estremi dell'intervallo). Moltiplicatori di Lagrange (D): se P è estremo locale di f|Γ e ∇g(P) ≠ 0 allora ∇f(P) = λ∇g(P); equivale a ∇L = 0 per L = f + λ(b − g). Procedura: punti singolari del vincolo (∇g = 0), punti critici vincolati, confronto dei valori (Weierstrass se Γ è compatto). Estremi assoluti su un insieme chiuso K: interno (∇f = 0), frontiera (Lagrange o parametrizzazione, più i vertici), confronto; se K è illimitato si usa la coercività della funzione all'infinito.Estremi vincolati - metodo diretto e moltiplicatori di Lagrange →).
- Se non è derivabile in qualche punto, quel punto va studiato a parte: ha in un minimo assoluto, ma lì non esistono le derivate parziali. I candidati a estremo sono quindi i punti critici e i punti in cui non è derivabile.
3. Perché la condizione non basta
Fermat dice: estremo punto critico. Il viceversa è falso, e il modo in cui è falso si vede in tre esempi.
- , . , ma per e per : flesso a tangente orizzontale, non un estremo.
- . si annulla su tutta la retta , quindi ci sono infiniti punti critici. Ma vicino a si ha se e se : nessuno è un estremo.
- . si annulla solo in . Lungo l'asse vale , lungo l'asse vale . In ogni intorno dell'origine ci sono valori sia sopra sia sotto : né massimo né minimo.
Grafico interattivo: Livelli di f(x,y) = x² − y²: per c > 0 iperboli aperte lungo l'asse x, per c < 0 iperboli lungo l'asse y, per c = 0 le due bisettrici. Nell'origine la funzione sale lungo l'asse x e scende lungo l'asse y: punto di sella
Definizione (punto di sella). Un punto critico che non è né di massimo né di minimo relativo si chiama punto di sella: in ogni intorno di la differenza assume sia valori sia valori .
Per decidere cosa sia davvero un punto critico serve un criterio che guardi le derivate seconde.
4. Condizione sufficiente: la matrice hessiana
4.1 L'idea
Sia e un punto critico. La formula di Taylor del secondo ordine con il resto di Peano (Derivate seconde, teorema di Schwarz e formula di Taylor del secondo ordineLe derivate seconde f_{x_i x_j} = (f_{x_i}){x_j} formano la matrice hessiana H_f; se f è C² l'hessiana è simmetrica (teorema di Schwarz: le derivate miste, continue, non dipendono dall'ordine). Il differenziale secondo d²f(x0)(h) = h^T H_f(x0) h = Σ f{x_i x_j} h_i h_j è una forma quadratica. Formula di Taylor del secondo ordine con resto di Peano (D): f(x0 + h) = f(x0) + ∇f(x0)·h + ½ h^T H_f(x0) h + o(|h|²) per f ∈ C². Serve per i punti critici e per calcolare limiti.Derivate seconde, teorema di Schwarz e formula di Taylor del secondo ordine →) dice, per : dove è la matrice hessiana (simmetrica per Schwarz). Il termine del primo ordine sparisce perché il punto è critico, quindi Il segno dell'incremento, per piccolo, è deciso dal segno della forma quadratica (come in una variabile lo decide il segno di ).
4.2 Il teorema
Teorema (condizioni sufficienti del secondo ordine). Sia aperto, , e .
- Se è definita positiva ( per ogni ), è un punto di minimo relativo forte.
- Se è definita negativa, è un punto di massimo relativo forte.
- Se è indefinita ( assume valori di entrambi i segni), è un punto di sella.
- Se è solo semidefinita (o nulla), il criterio non decide.
Esempio. ha e , con autovalori : definita positiva, quindi minimo relativo forte in .
Come si decide il segno di : con il criterio dei minori per e per , oppure con il segno degli autovalori (teorema spettrale, Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →); è tutto in Forme quadratiche e criteri di definitezzaUna forma quadratica q(h) = h^T M h (M simmetrica) è definita positiva se q>0 per h ≠ 0, semidefinita positiva se q ≥ 0, definita/semidefinita negativa con segni opposti, indefinita se cambia segno. In due variabili, con M = [[a,b],[b,c]]: definita positiva ⇔ det M > 0 e a > 0, definita negativa ⇔ det M > 0 e a < 0, indefinita ⇔ det M < 0 (D, completando il quadrato). In generale: segno degli autovalori di M (D, teorema spettrale): tutti > 0 definita positiva, tutti < 0 definita negativa, di segno diverso indefinita; inoltre q(h) ≥ λ_min |h|². Per n = 3 si usano i minori principali di Sylvester. È lo strumento per classificare i punti critici.Forme quadratiche e criteri di definitezza →.
Dimostrazione (D). Per il teorema spettrale la matrice è diagonalizzabile con una matrice ortogonale (): con . Con il cambio di variabile si ha (una matrice ortogonale conserva la lunghezza: ) e
Punto 1. Se è definita positiva, scegliendo (cioè ) si ottiene per ogni . Sia . Allora per ogni Per la formula di Taylor, il resto è : esiste tale che, per , . Allora per Quindi per ogni vicino a : minimo relativo forte.
Punto 2. Si applica il punto 1 a (l'hessiana di è , definita positiva).
Punto 3. Se è indefinita ci sono con . Lungo la retta , per : per piccolo, e lo stesso calcolo con dà un incremento . In ogni intorno ci sono quindi punti sopra e punti sotto : sella.
4.3 Il caso
Per due variabili la matrice è e il segno si decide con il suo determinante :
Corollario (). Sia e .
- e : minimo relativo forte.
- e : massimo relativo forte.
- : punto di sella.
- : il criterio non decide.
Perché funziona. è il prodotto degli autovalori e è la somma. Se gli autovalori hanno segno opposto: indefinita, sella. Se hanno lo stesso segno; inoltre obbliga e ad avere lo stesso segno, quindi la somma ha il segno di : se è positiva i due autovalori sono entrambi positivi (minimo), se è negativa entrambi negativi (massimo).
Esempio completo. .
- Gradiente: . Dal sistema e si ha , cioè : oppure . Punti critici e .
- Hessiana: .
- In : , : sella, con .
- In : , e : minimo relativo forte, con . (Gli autovalori sono e .) Il minimo non è assoluto: per .
4.4 Quando l'hessiana non decide
Se (hessiana semidefinita o nulla) il termine del secondo ordine può annullarsi in certe direzioni, e allora conta quello che c'è dopo. Tre funzioni con e hessiana nulla nell'origine: hanno rispettivamente un minimo, un massimo e una sella. Stessa cosa con hessiana semidefinita non nulla: (minimo) e (sella, perché cambia segno); in entrambi i casi , .
Cosa si fa. Si studia direttamente il segno di .
- Per mostrare che il punto non è un estremo basta trovare due curve (spesso due rette) per lungo cui la differenza ha segni opposti.
- Per mostrare che è un estremo serve una disuguaglianza valida in un intero intorno (somma di quadrati, fattorizzazione, minorazione).
Esempio. . : la seconda componente dà , la prima . Unico punto critico , con e : il criterio non decide. Sulla retta si ha , positiva per e negativa per : sella. (È la direzione in cui la forma quadratica si annulla: lì decide il termine cubico.)
Altri casi misti sono negli esercizi: Esercizio - Punti critici con hessiana degenere (esercizi 17 e 18).
5. Schema operativo per gli estremi liberi
- Dominio e regolarità. Controllare che il dominio sia aperto e che sia (altrimenti i punti dove non è derivabile vanno studiati a parte).
- Punti critici. Risolvere . Il sistema è in genere non lineare: si parte dall'equazione più semplice, si fattorizza (un prodotto è nullo se lo è un fattore) e si distinguono i casi. Attenzione a non dividere per una quantità che può essere zero: così si perdono soluzioni (esempio: da si ottiene oppure , non solo ).
- Hessiana in ogni punto critico: e (o gli autovalori).
- Se : segno di con restrizioni o disuguaglianze.
- Estremi assoluti: confrontare i valori nei punti critici e controllare il comportamento di all'infinito (paragrafo seguente).
6. Estremi globali su un insieme illimitato
Se il dominio è chiuso e limitato, il teorema di Weierstrass (Topologia di Rn, teorema di Weierstrass e teorema degli zeriDato E ⊆ R^n, ogni punto è interno, esterno o di frontiera (partizione). E è aperto se E = interno, chiuso se il complementare è aperto (equivalentemente contiene la frontiera, o contiene i limiti delle sue successioni). Palle aperte e insiemi {f<c} con f continua sono aperti; {f≤c}, {f=c} chiusi. Compatto = chiuso e limitato. Weierstrass: f continua su un compatto ha massimo e minimo; vale anche su un chiuso illimitato se f→+∞ (minimo) o f→−∞ (massimo) all'infinito. Connesso per archi + f continua con segni opposti ⇒ f si annulla (teorema degli zeri).Topologia di Rn, teorema di Weierstrass e teorema degli zeri →) garantisce che massimo e minimo esistono. Su (o su un chiuso illimitato) invece possono non esistere, ma c'è un criterio per sapere quando esistono.
Teorema (Weierstrass generalizzato). Sia chiuso e illimitato e continua. Se allora ammette minimo assoluto in . Se il limite è , ammette massimo assoluto.
Esempio. su : tende a all'infinito e infatti ha minimo assoluto ; non ha massimo, perché è illimitata superiormente.
Dimostrazione (D, caso del minimo). Fissiamo un punto e sia .
- Poiché all'infinito, esiste tale che per ogni con ; prendiamo anche .
- L'insieme è chiuso (intersezione di due chiusi), limitato e non vuoto (contiene ): è un compatto. Per Weierstrass esiste con per ogni . In particolare .
- Per vale , quindi .
- Quindi per ogni : è punto di minimo assoluto.
Come si verifica che in due variabili. Si passano le coordinate in polari, , , e si cerca una minorazione che non dipenda da : se allora per il teorema del confronto per . Analogamente con una maggiorazione .
Perché la stima deve valere per tutti gli angoli. in polari vale : per ogni angolo fissato diverso da tende a , ma lungo l'asse () vale sempre . Il limite non è .
Restrizione per mostrare che o . Basta trovare una curva lungo la quale : per esempio vale sull'asse , che tende a per e a per . Quindi non ha né massimo né minimo.
Esempio completo: su
Punti critici. . La prima equazione dà ; sostituendo nella seconda, , cioè , quindi oppure (le sole radici reali di ). Punti: , , .
Natura. .
- : , sella, .
- (stessa matrice , , ): due minimi relativi forti, con .
Estremi assoluti. Sull'asse , : , non esiste il massimo. Per il minimo studiamo l'infinito in polari: Si ha e . Quindi per ogni Per il teorema precedente il minimo assoluto esiste e va cercato fra i punti critici (su non c'è bordo): il più basso è , assunto in e in . Quindi e i due minimi relativi sono entrambi assoluti.
Grafico interattivo: f(x,y) = x⁴ + y⁴ − 4xy ristretta alla bisettrice y = x: φ(x) = 2x⁴ − 4x². Minimi in x = ±1 (valore −2, i due minimi assoluti), massimo locale in x = 0 (valore 0, la sella vista lungo questa direzione)
7. Errori da evitare
- "Punto critico = estremo." È solo una condizione necessaria (sella, flesso).
- Concludere con . Non si può dire né "massimo/minimo" né "sella": serve lo studio diretto.
- Dimenticare di scrivere le soluzioni mancanti quando si fattorizza (casi , ...).
- Confondere locale e globale. Un minimo relativo può non essere assoluto; per l'assoluto serve il comportamento all'infinito o il confronto dei valori.
- Stimare in polari con una funzione dell'angolo. La minorazione deve dipendere solo da .
- Usare Fermat sul bordo del dominio. Il teorema vale solo nei punti interni.
Esercizi svolti: Esercizio - Punti critici ed estremi su un disco (appello 27 gennaio 2025), Esercizio - Nove punti critici e minimi globali (appello 9 febbraio 2026), Esercizio - Punti critici con esponenziale e assenza di estremi globali (appello 9 settembre 2025), Esercizio - Punti critici con hessiana degenere (esercizi 17 e 18). La convessità, che dà il minimo globale senza studiare l'infinito, è in Funzioni convesse di più variabili e minimi globaliInsieme convesso = contiene ogni segmento tra due suoi punti (palla, semipiano, quadrante sì; piano meno un quadrante aperto no; convesso ⇒ connesso, non viceversa). Funzione convessa = grafico sotto le corde: f((1−t)x + ty) ≤ (1−t)f(x) + t f(y); epigrafo convesso; affini sia convesse sia concave, la norma è convessa ma non strettamente. Se f è differenziabile: convessa ⇔ sta sopra ogni piano tangente (D della condizione necessaria). Se f è C²: convessa ⇔ Hessiana semidefinita positiva ovunque; Hessiana definita positiva ovunque ⇒ strettamente convessa (non viceversa: x⁴). Conseguenza fondamentale (D): su un aperto convesso un punto critico di una funzione convessa è minimo globale, unico se è strettamente convessa.Funzioni convesse di più variabili e minimi globali →.
Domande d'esame
- Enunciare e dimostrare il teorema di Fermat per funzioni di più variabili. È vero il viceversa? Traccia. Enunciato come nel paragrafo 2 (punto interno, derivabile, estremo locale ). Dimostrazione: restrizione a una retta coordinata, che ha un estremo interno in , poi Fermat in una variabile. Il viceversa è falso: in (punto di sella) o con infiniti punti critici che non sono estremi.
- Enunciare le condizioni sufficienti del secondo ordine per un punto critico. Che cosa succede se l'hessiana è singolare? Dare un esempio. Traccia. Hessiana definita positiva/negativa/indefinita minimo/massimo forte/sella; per si usano e . Con non si può concludere: , , hanno tutte hessiana nulla nell'origine e rispettivamente minimo, massimo e sella.
- Sia chiuso illimitato e continua con all'infinito. Dimostrare che ha minimo. Traccia. Si fissa , si trova oltre il quale , si applica Weierstrass al compatto .
Versione ripasso
Definizioni
Massimo/minimo assoluto in : (risp. ) per ogni del dominio. Relativo: vale in . Forte: disuguaglianza stretta per .
Libero = dominio aperto. Si decide guardando il segno di . Un minimo relativo può non essere assoluto.
Fermat
aperto, estremo relativo, derivabile in (punto criticoil gradiente è il vettore nullo).
Dimostrazione: ha un estremo in , quindi (Massimi e minimi relativi e teorema di Fermatx0 è punto di minimo (massimo) relativo se f(x0) ≤ f(x) (≥) per gli x del dominio vicini a x0. I candidati sono gli estremi del dominio, i punti dove f non è derivabile e i punti interni con f'(x0) = 0 (punti critici o stazionari). Teorema di Fermat: in un punto interno di minimo o massimo relativo dove f è derivabile, f'(x0) = 0. È solo una condizione necessaria: x³ in 0.Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat →). Per il piano tangente è orizzontale. Solo punti interni; i punti di non derivabilità si studiano a parte.
Il viceversa è falso: in ; (retta di punti critici); in (sella: punto critico non estremo, ha entrambi i segni).
Criterio dell'hessiana (, )
. definita positiva minimo forte; definita negativa massimo forte; indefinita sella; semidefinita non decide (Forme quadratiche e criteri di definitezzaUna forma quadratica q(h) = h^T M h (M simmetrica) è definita positiva se q>0 per h ≠ 0, semidefinita positiva se q ≥ 0, definita/semidefinita negativa con segni opposti, indefinita se cambia segno. In due variabili, con M = [[a,b],[b,c]]: definita positiva ⇔ det M > 0 e a > 0, definita negativa ⇔ det M > 0 e a < 0, indefinita ⇔ det M < 0 (D, completando il quadrato). In generale: segno degli autovalori di M (D, teorema spettrale): tutti > 0 definita positiva, tutti < 0 definita negativa, di segno diverso indefinita; inoltre q(h) ≥ λ_min |h|². Per n = 3 si usano i minori principali di Sylvester. È lo strumento per classificare i punti critici.Forme quadratiche e criteri di definitezza →).
Dimostrazione: ortogonale diagonalizza , ; resto vicino a , quindi incremento . Indefinita: due direzioni con incrementi di segno opposto.
: , minimo; , massimo; sella; non decide (perché e forza , concordi).
Esempio. : critici (, sella, ) e (, , minimo, ).
: , , ; (min), (sella). Si studia : per escludere un estremo bastano due curve con segni opposti (es. su vale : sella).
Estremi globali
chiuso illimitato, continua, per esiste il minimo (con : il massimo).
Dimostrazione: con fuori da , Weierstrass su . In polari si minora con indipendente da ( è un controesempio). Per basta una curva lungo cui .
Esempio. : critici sella, minimi con ; (in entrambi), nessun massimo.
Procedura
- Dominio aperto e (punti di non derivabilità a parte).
- : partire dall'equazione che si fattorizza, distinguere i casi (da : oppure ).
- in ogni punto critico: e (o autovalori).
- : segno di con restrizioni.
- Assoluti: confronto dei valori + comportamento all'infinito.
Esempi in breve
- : , , punto , definita positiva: minimo, , assoluto (paraboloide).
- : , ; sella (), minimi (, , ). Polari: e , quindi ; ().
- : , cambia segno: sella. : minimo.
- in polari: non è uniformemente: non tende a .
Dimostrazioni in sintesi
- Fermat: ben definita per (punto interno), estremo in , per ogni .
- Hessiana, def. positiva: con ; resto per piccolo; incremento . Indefinita: con segni opposti per , .
- Weierstrass generalizzato: , ; con per ; compatto, il minimo su è e vale su tutto .
Errori tipici
- Critico estremo. non è "sella". Perdere soluzioni fattorizzando. Stima in polari con dipendenza da . Fermat sul bordo.
- Un minimo relativo non è assoluto: ha il minimo relativo in ma .
- Dimenticare i punti in cui non è derivabile ( in ).
Collegamenti e casi tipici d'esame
- Punti critici e natura: Esercizio - Nove punti critici e minimi globali (appello 9 febbraio 2026) (variabili separate, 9 punti critici, ); Esercizio - Punti critici con esponenziale e assenza di estremi globali (appello 9 settembre 2025) (fattorizzare: oppure ).
- Estremi su un disco: Esercizio - Punti critici ed estremi su un disco (appello 27 gennaio 2025) (, bordo ).
- Hessiana nulla o degenere: Esercizio - Punti critici con hessiana degenere (esercizi 17 e 18) (, ).
- Se è convessa il punto critico è subito un minimo globale: Funzioni convesse di più variabili e minimi globaliInsieme convesso = contiene ogni segmento tra due suoi punti (palla, semipiano, quadrante sì; piano meno un quadrante aperto no; convesso ⇒ connesso, non viceversa). Funzione convessa = grafico sotto le corde: f((1−t)x + ty) ≤ (1−t)f(x) + t f(y); epigrafo convesso; affini sia convesse sia concave, la norma è convessa ma non strettamente. Se f è differenziabile: convessa ⇔ sta sopra ogni piano tangente (D della condizione necessaria). Se f è C²: convessa ⇔ Hessiana semidefinita positiva ovunque; Hessiana definita positiva ovunque ⇒ strettamente convessa (non viceversa: x⁴). Conseguenza fondamentale (D): su un aperto convesso un punto critico di una funzione convessa è minimo globale, unico se è strettamente convessa.Funzioni convesse di più variabili e minimi globali →.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio - Convessità di una cubica su R2 e sul primo quadrante (foglio 4)
- Esercizio - esistenza di massimo e minimo con Weierstrass (lezione 13)
- Esercizio - Estremi assoluti su una striscia illimitata (lezione 17)
- Esercizio - minimo e massimo di una forma quadratica sulla circonferenza unitaria (lezione 12)
- Esercizio - Nove punti critici e minimi globali (appello 9 febbraio 2026)
- Esercizio - Punti critici con esponenziale e assenza di estremi globali (appello 9 settembre 2025)
- Esercizio - Punti critici con hessiana degenere (esercizi 17 e 18)
- Esercizio - Punti critici ed estremi su un disco (appello 27 gennaio 2025)