Teoria: Estremi vincolati - metodo diretto e moltiplicatori di LagrangeEstremi vincolati = estremi di f ristretta a una curva g(x,y) = b o a un insieme chiuso K. Metodo diretto: si parametrizza il vincolo, r(t) = (x(t), y(t)), e si studia φ(t) = f(r(t)) con l'Analisi 1 (non dimenticare gli estremi dell'intervallo). Moltiplicatori di Lagrange (D): se P è estremo locale di f|Γ e ∇g(P) ≠ 0 allora ∇f(P) = λ∇g(P); equivale a ∇L = 0 per L = f + λ(b − g). Procedura: punti singolari del vincolo (∇g = 0), punti critici vincolati, confronto dei valori (Weierstrass se Γ è compatto). Estremi assoluti su un insieme chiuso K: interno (∇f = 0), frontiera (Lagrange o parametrizzazione, più i vertici), confronto; se K è illimitato si usa la coercività della funzione all'infinito.Estremi vincolati - metodo diretto e moltiplicatori di Lagrange → (frontiera a pezzi). Fonte: raccolta di esercizi di Fondamenti di Analisi Matematica 2, Ing. Aerospaziale UniPD 2025-26, esercizio 25.
Testo
Trovare massimo e minimo assoluti di f(x,y)=cosxcosy nel triangolo T di vertici A=(0,−2π), B=(2π,0), C=(0,2π).
Soluzione
Il dominio. T è compatto e f continua: massimo e minimo esistono. I lati sono:
- AC: il segmento sull'asse y, x=0, −2π≤y≤2π;
- BC: la retta per B e C, y=2π−x, 0≤x≤2π;
- AB: la retta per A e B, y=x−2π, 0≤x≤2π.
In T si ha 0≤x≤2π e ∣y∣≤2π−x≤2π: quindi cosx≥0 e cosy≥0, e f≥0 in tutto T.
Grafico interattivo: Triangolo T di vertici A(0, −π/2), B(π/2, 0), C(0, π/2). Massimo 1 in (0,0) sul lato AC; minimo 0 nei tre vertici. Sui lati AB e BC il massimo locale è 1/2 nei punti medi (π/4, ∓π/4)
Interno
∇f=(−sinxcosy, −cosxsiny)=0 richiede sinxcosy=0 e cosxsiny=0. Nell'interno di T si ha 0<x<2π (quindi sinx=0 e cosx=0) e ∣y∣<2π (quindi cosy=0): la prima equazione non ha soluzioni. Nessun punto critico interno.
Frontiera
- Lato AC (x=0): f(0,y)=cosy, y∈[−2π,2π]. Massimo 1 in y=0, cioè in (0,0); minimo 0 agli estremi A e C.
- Lato BC (y=2π−x): f=cosxcos(2π−x)=cosxsinx=21sin2x, x∈[0,2π]. Massimo 21 in x=4π, cioè in (4π,4π); minimo 0 agli estremi C e B.
- Lato AB (y=x−2π): f=cosxcos(x−2π)=cosxsinx=21sin2x (perché cos(x−2π)=sinx). Stesso andamento: massimo 21 in (4π,−4π), minimo 0 in A e B.
I vertici sono già inclusi come estremi dei lati.
Confronto
I candidati hanno valori 1 (in (0,0)), 21 (in (4π,±4π)) e 0 (nei vertici A, B, C). Quindi
Tmaxf=1 in (0,0),Tminf=0 in A, B, C.
Osservazione: nel massimo (0,0) il gradiente è nullo (∇f(0,0)=(0,0), perché sin0=0), ma il punto sta sul lato AC, cioè sulla frontiera, non nell'interno: lo si trova comunque studiando f sul lato.
Errori tipici
- Dimenticare i vertici: qui sono proprio i punti di minimo.
- Cercare i punti critici su tutto T invece che nell'interno: (0,0) ha gradiente nullo ma è un punto di frontiera e va trattato come tale (il risultato è lo stesso, ma la procedura è più chiara).
Versione ripasso
Testo. f=cosxcosy sul triangolo A=(0,−2π), B=(2π,0), C=(0,2π).
Soluzione. T compatto; f≥0 in T.
- Interno: ∇f=(−sinxcosy,−cosxsiny)=0 richiede sinxcosy=0: impossibile nell'interno (nessun punto critico).
- AC (x=0): f=cosy: max 1 in (0,0), min 0 in A, C.
- BC (y=2π−x) e AB (y=x−2π): f=21sin2x: max 21 in (4π,±4π), min 0 ai vertici.
- max=1 in (0,0); min=0 nei tre vertici.
Errori: dimenticare i vertici; trattare (0,0) come interno.
Passaggi. Lati: AC (x=0), BC (y=2π−x), AB (y=x−2π). cos(2π−x)=sinx e cos(x−2π)=sinx, quindi f=cosxsinx=21sin2x su BC e AB. Valori ai vertici: f(A)=f(B)=f(C)=0.