Si cerca una funzione y(x) tale che
y′=ay,y(0)=yˉ,
con a∈R fissato. La funzione che derivata ridà se stessa (per un coefficiente) è l'esponenziale: y(x)=yˉeax. Verifica:
derivando, yˉ è una costante e eax è una funzione composta, quindi y′(x)=yˉ⋅eax⋅a=ay(x) ✓;
in x=0: y(0)=yˉe0=yˉ ✓ (la condizione iniziale).
Da un'equazione di ordine alto a un sistema del primo ordine
Un'equazione con derivate di ordine superiore, per esempio
y′′′+3y′′−2y′−y=0,
si trasforma in un sistema in cui compaiono solo derivate prime. Si danno nomi nuovi alla funzione e alle sue derivate:
y1=y,y2=y′,y3=y′′.
Allora y1′=y2, y2′=y3 e y3′=y′′′=−3y′′+2y′+y=−3y3+2y2+y1. Il sistema
⎩⎨⎧y1′=y2y2′=y3y3′=y1+2y2−3y3cioeˋy1y2y3′=00110201−3y1y2y3
è equivalente all'equazione di partenza. Il prezzo: più equazioni. Il guadagno: solo derivate prime, e una scrittura matriciale.
Formalmente è identico al caso di una sola equazione, con la matrice A al posto del numero a. Viene spontaneo provare con
Y(x)=eAxYˉ.
Bisogna però dare un senso a "e elevato a una matrice".
Definizione dell'esponenziale di una matrice
Dall'analisi: per ogni x∈R vale lo sviluppo in serie
ex=1+x+2!x2+3!x3+⋯=k=0∑∞k!xk.
In questa formula compaiono solo somme e potenze, che si fanno anche con le matrici quadrate. Si sostituisce allora x con A (e 1 con I):
Definizione. Per A∈Mn(R):
eA=I+A+2!A2+3!A3+⋯=k=0∑∞k!Ak.
Che la serie converga per ogni matrice (come per ogni numero reale) si dimostra in analisi; qui si prende come definizione. Il risultato è una matrice n×n.
Come si calcola
Matrice diagonale. Se D=diag(λ1,…,λn), le potenze sono facili: Dk=diag(λ1k,…,λnk) (si elevano gli elementi della diagonale). Nella serie, sulla posizione (i,i) si somma 1+λi+2!λi2+⋯=eλi, fuori dalla diagonale solo zeri:
eD=eλ1⋱eλn.
Matrice diagonalizzabile. Se A=SDS−1, come per le potenze si semplificano tutte le coppie S−1S interne:
Ak=SDS−1SDS−1⋯SDS−1=SDkS−1.
Anche I=SIS−1. Allora ogni termine della serie ha S a sinistra e S−1 a destra, e si raccolgono (a sinistra S, a destra S−1: l'ordine conta):
eA=S(I+D+2!D2+…)S−1=SeDS−1.
Formula. Se A=SDS−1 con D=diag(λ1,…,λn), allora
eA=Seλ1⋱eλnS−1,eAx=Seλ1x⋱eλnxS−1.
La seconda formula viene dalla prima applicata alla matrice Ax=S(Dx)S−1 (x è un numero). Quindi le soluzioni del sistema sono combinazioni lineari di eλ1x,…,eλnx: sono gli autovalori a decidere il comportamento delle soluzioni (se crescono, decrescono, oscillano).
Ricetta:
autovalori e autovettori di A; controllare che sia diagonalizzabile;
D con gli autovalori, S con gli autovettori in colonna (stesso ordine), poi S−1 (l'unica parte un po' lunga);
Esponenziale.eAx=(2132)(e2x00ex)(2−1−32)=(2e2xe2x3ex2ex)(2−1−32)=(4e2x−3ex2e2x−2ex−6e2x+6ex−3e2x+4ex).
Controllo in x=0: eA⋅0=(1001)=I ✓ (come deve essere: eO=I).
Con Yˉ=(1,0): y1=4e2x−3ex, y2=2e2x−2ex. Verifica della prima equazione: y1′=8e2x−3ex e 5y1−6y2=20e2x−15ex−12e2x+12ex=8e2x−3ex ✓.
Grafico interattivo: y₁(x) = 4e^{2x} − 3e^{x} (dato iniziale ȳ = (1, 0)): parte da 1 in x = 0 e per x grande domina il termine e^{2x} dell'autovalore 2
Grafico interattivo: y₂(x) = 2e^{2x} − 2e^{x}: vale 0 in x = 0, come richiesto dal dato iniziale
Errori comuni
Calcolare eA elevando e a ogni elemento di A: vale solo per le matrici diagonali. In generale eA va calcolato con SeDS−1.
Scrivere eAx=eDx, dimenticando S e S−1 (o mettendoli in ordine sbagliato: S a sinistra, S−1 a destra quando A=SDS−1).
Moltiplicare Yˉ a sinistra: la soluzione è eAxYˉ con Yˉ colonna a destra.
Usare la formula con una matrice non diagonalizzabile.