Salta al contenuto
Note per Studenti Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari

Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari

In questa pagina 7

Lezioni 25 (fine) e 26 (videolezioni n. 25 e 26). È un'applicazione della DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →: il prof la presenta come esempio di come gli autovalori servono fuori dall'algebra lineare. Esercizio svolto: Esercizio 70 · sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice.

Il caso di una sola equazione

Si cerca una funzione y(x)y(x) tale che y′=a y,y(0)=yˉ,y' = a\, y, \qquad y(0) = \bar y, con a∈Ra \in \mathbb{R} fissato. La funzione che derivata ridà se stessa (per un coefficiente) è l'esponenziale: y(x)=yˉ eaxy(x) = \bar y\, e^{ax}. Verifica:

  • derivando, yˉ\bar y è una costante e eaxe^{ax} è una funzione composta, quindi y′(x)=yˉ⋅eax⋅a=a y(x)y'(x) = \bar y \cdot e^{ax} \cdot a = a\, y(x) ✓;
  • in x=0x = 0: y(0)=yˉ e0=yˉy(0) = \bar y\, e^0 = \bar y ✓ (la condizione iniziale).

Da un'equazione di ordine alto a un sistema del primo ordine

Un'equazione con derivate di ordine superiore, per esempio y′′′+3y′′−2y′−y=0,y''' + 3y'' - 2y' - y = 0, si trasforma in un sistema in cui compaiono solo derivate prime. Si danno nomi nuovi alla funzione e alle sue derivate: y1=y,y2=y′,y3=y′′.y_1 = y, \qquad y_2 = y', \qquad y_3 = y'' . Allora y1′=y2y_1' = y_2, y2′=y3y_2' = y_3 e y3′=y′′′=−3y′′+2y′+y=−3y3+2y2+y1y_3' = y''' = -3y'' + 2y' + y = -3y_3 + 2y_2 + y_1. Il sistema {y1′=y2y2′=y3y3′=y1+2y2−3y3cioeˋ(y1y2y3)′=(01000112−3)(y1y2y3)\begin{cases} y_1' = y_2 \\ y_2' = y_3 \\ y_3' = y_1 + 2y_2 - 3y_3 \end{cases} \quad\text{cioè}\quad \begin{pmatrix} y_1 \\ y_2 \\ y_3 \end{pmatrix}' = \begin{pmatrix} 0 & 1 & 0 \\ 0 & 0 & 1 \\ 1 & 2 & -3 \end{pmatrix} \begin{pmatrix} y_1 \\ y_2 \\ y_3 \end{pmatrix} è equivalente all'equazione di partenza. Il prezzo: più equazioni. Il guadagno: solo derivate prime, e una scrittura matriciale.

Sistemi lineari di equazioni differenziali

Un sistema come {y1′=5y1−6y2y2′=2y1−2y2\begin{cases} y_1' = 5y_1 - 6y_2 \\ y_2' = 2y_1 - 2y_2 \end{cases} si scrive, come i sistemi lineariUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → ordinari, in forma matriciale: Y′=A Y,Y(x)=(y1(x)y2(x)),A=(5−62−2),Y(0)=Yˉ=(yˉ1yˉ2).Y' = A\, Y, \qquad Y(x) = \begin{pmatrix} y_1(x) \\ y_2(x) \end{pmatrix}, \quad A = \begin{pmatrix} 5 & -6 \\ 2 & -2 \end{pmatrix}, \quad Y(0) = \bar Y = \begin{pmatrix} \bar y_1 \\ \bar y_2 \end{pmatrix}. Qui le incognite non sono numeri ma funzioni: Y(x)Y(x) è un vettore le cui componenti dipendono da xx, e Y′Y' è il vettore delle derivate.

Formalmente è identico al caso di una sola equazione, con la matrice AA al posto del numero aa. Viene spontaneo provare con Y(x)=eAx Yˉ.Y(x) = e^{A x}\, \bar Y . Bisogna però dare un senso a "ee elevato a una matrice".

Definizione dell'esponenziale di una matrice

Dall'analisi: per ogni x∈Rx \in \mathbb{R} vale lo sviluppo in serie ex=1+x+x22!+x33!+⋯=∑k=0∞xkk!.e^x = 1 + x + \frac{x^2}{2!} + \frac{x^3}{3!} + \dots = \sum_{k=0}^{\infty} \frac{x^k}{k!} . In questa formula compaiono solo somme e potenze, che si fanno anche con le matrici quadrate. Si sostituisce allora xx con AA (e 11 con II):

Definizione. Per A∈Mn(R)A \in M_n(\mathbb{R}): eA=I+A+A22!+A33!+⋯=∑k=0∞Akk!.e^A = I + A + \frac{A^2}{2!} + \frac{A^3}{3!} + \dots = \sum_{k=0}^{\infty} \frac{A^k}{k!} .

Che la serie converga per ogni matrice (come per ogni numero reale) si dimostra in analisi; qui si prende come definizione. Il risultato è una matrice n×nn \times n.

Come si calcola

Matrice diagonale. Se D=diag⁡(λ1,…,λn)D = \operatorname{diag}(\lambda_1, \dots, \lambda_n), le potenze sono facili: Dk=diag⁡(λ1k,…,λnk)D^k = \operatorname{diag}(\lambda_1^k, \dots, \lambda_n^k) (si elevano gli elementi della diagonale). Nella serie, sulla posizione (i,i)(i, i) si somma 1+λi+λi22!+⋯=eλi1 + \lambda_i + \frac{\lambda_i^2}{2!} + \dots = e^{\lambda_i}, fuori dalla diagonale solo zeri: eD=(eλ1⋱eλn).e^D = \begin{pmatrix} e^{\lambda_1} & & \\ & \ddots & \\ & & e^{\lambda_n} \end{pmatrix}.

Matrice diagonalizzabile. Se A=SDS−1A = S D S^{-1}, come per le potenze si semplificano tutte le coppie S−1SS^{-1}S interne: Ak=SDS−1 SDS−1⋯SDS−1=SDkS−1.A^k = S D S^{-1}\, S D S^{-1} \cdots S D S^{-1} = S D^k S^{-1}. Anche I=SIS−1I = S I S^{-1}. Allora ogni termine della serie ha SS a sinistra e S−1S^{-1} a destra, e si raccolgono (a sinistra SS, a destra S−1S^{-1}: l'ordine conta): eA=S(I+D+D22!+… )S−1=S eD S−1.e^A = S \left( I + D + \frac{D^2}{2!} + \dots \right) S^{-1} = S\, e^D\, S^{-1}.

Formula. Se A=SDS−1A = S D S^{-1} con D=diag⁡(λ1,…,λn)D = \operatorname{diag}(\lambda_1, \dots, \lambda_n), allora eA=S(eλ1⋱eλn)S−1,eAx=S(eλ1x⋱eλnx)S−1.e^{A} = S \begin{pmatrix} e^{\lambda_1} & & \\ & \ddots & \\ & & e^{\lambda_n} \end{pmatrix} S^{-1}, \qquad e^{A x} = S \begin{pmatrix} e^{\lambda_1 x} & & \\ & \ddots & \\ & & e^{\lambda_n x} \end{pmatrix} S^{-1}.

La seconda formula viene dalla prima applicata alla matrice Ax=S(Dx)S−1A x = S (D x) S^{-1} (xx è un numero). Quindi le soluzioni del sistema sono combinazioni lineari di eλ1x,…,eλnxe^{\lambda_1 x}, \dots, e^{\lambda_n x}: sono gli autovalori a decidere il comportamento delle soluzioni (se crescono, decrescono, oscillano).

Ricetta:

  1. autovalori e autovettori di AA; controllare che sia diagonalizzabile;
  2. DD con gli autovalori, SS con gli autovettori in colonna (stesso ordine), poi S−1S^{-1} (l'unica parte un po' lunga);
  3. eAx=S eDx S−1e^{Ax} = S\, e^{Dx}\, S^{-1} (due prodotti);
  4. Y(x)=eAx YˉY(x) = e^{Ax}\, \bar Y.

Se AA non è diagonalizzabile la formula non si applica; si usa la Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →, che è "quasi diagonale" (non fa parte del programma d'esame, il prof la cita soltanto).

Esempio completo (lezione 26)

A=(5−62−2)A = \begin{pmatrix} 5 & -6 \\ 2 & -2 \end{pmatrix}.

Autovalori. det⁡(A−λI)=(5−λ)(−2−λ)−(−6)(2)=λ2−3λ−10+12=λ2−3λ+2=(λ−2)(λ−1)\det(A - \lambda I) = (5 - \lambda)(-2 - \lambda) - (-6)(2) = \lambda^2 - 3\lambda - 10 + 12 = \lambda^2 - 3\lambda + 2 = (\lambda - 2)(\lambda - 1). Autovalori 22 e 11: reali e distinti, quindi AA è diagonalizzabile.

Autovettori.

  • λ=2\lambda = 2: A−2I=(3−62−4)A - 2I = \begin{pmatrix} 3 & -6 \\ 2 & -4 \end{pmatrix}, entrambe le equazioni dicono x1=2x2x_1 = 2x_2; con x2=1x_2 = 1: v1=(2,1)v_1 = (2, 1).
  • λ=1\lambda = 1: A−I=(4−62−3)A - I = \begin{pmatrix} 4 & -6 \\ 2 & -3 \end{pmatrix}, cioè x1=32x2x_1 = \frac32 x_2; con x2=2x_2 = 2 (niente frazioni): v2=(3,2)v_2 = (3, 2).

Matrici. D=(2001),S=(2312),det⁡S=4−3=1,S−1=(2−3−12)D = \begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 0 & 1 \end{pmatrix}, \quad S = \begin{pmatrix} 2 & 3 \\ 1 & 2 \end{pmatrix}, \quad \det S = 4 - 3 = 1, \quad S^{-1} = \begin{pmatrix} 2 & -3 \\ -1 & 2 \end{pmatrix} (per una 2×22 \times 2: si scambiano gli elementi diagonali, si cambia segno agli altri, si divide per il determinante; vedi Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →).

Esponenziale. eAx=(2312)(e2x00ex)(2−3−12)=(2e2x3exe2x2ex)(2−3−12)=(4e2x−3ex−6e2x+6ex2e2x−2ex−3e2x+4ex).e^{Ax} = \begin{pmatrix} 2 & 3 \\ 1 & 2 \end{pmatrix} \begin{pmatrix} e^{2x} & 0 \\ 0 & e^{x} \end{pmatrix} \begin{pmatrix} 2 & -3 \\ -1 & 2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 2e^{2x} & 3e^{x} \\ e^{2x} & 2e^{x} \end{pmatrix} \begin{pmatrix} 2 & -3 \\ -1 & 2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 4e^{2x} - 3e^{x} & -6e^{2x} + 6e^{x} \\ 2e^{2x} - 2e^{x} & -3e^{2x} + 4e^{x} \end{pmatrix}. Controllo in x=0x = 0: eA⋅0=(1001)=Ie^{A \cdot 0} = \begin{pmatrix} 1 & 0 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} = I ✓ (come deve essere: eO=Ie^O = I).

Soluzione. {y1(x)=(4yˉ1−6yˉ2) e2x+(−3yˉ1+6yˉ2) exy2(x)=(2yˉ1−3yˉ2) e2x+(−2yˉ1+4yˉ2) ex\begin{cases} y_1(x) = (4\bar y_1 - 6\bar y_2)\, e^{2x} + (-3\bar y_1 + 6\bar y_2)\, e^{x} \\ y_2(x) = (2\bar y_1 - 3\bar y_2)\, e^{2x} + (-2\bar y_1 + 4\bar y_2)\, e^{x} \end{cases}

Con Yˉ=(1,0)\bar Y = (1, 0): y1=4e2x−3exy_1 = 4e^{2x} - 3e^{x}, y2=2e2x−2exy_2 = 2e^{2x} - 2e^x. Verifica della prima equazione: y1′=8e2x−3exy_1' = 8e^{2x} - 3e^x e 5y1−6y2=20e2x−15ex−12e2x+12ex=8e2x−3ex5y_1 - 6y_2 = 20e^{2x} - 15e^x - 12e^{2x} + 12e^x = 8e^{2x} - 3e^x ✓.

Grafico interattivo: y₁(x) = 4e^{2x} − 3e^{x} (dato iniziale ȳ = (1, 0)): parte da 1 in x = 0 e per x grande domina il termine e^{2x} dell'autovalore 2

Grafico interattivo: y₂(x) = 2e^{2x} − 2e^{x}: vale 0 in x = 0, come richiesto dal dato iniziale

Errori comuni

  • Calcolare eAe^A elevando ee a ogni elemento di AA: vale solo per le matrici diagonali. In generale eAe^A va calcolato con SeDS−1S e^D S^{-1}.
  • Scrivere eAx=eDxe^{Ax} = e^{Dx}, dimenticando SS e S−1S^{-1} (o mettendoli in ordine sbagliato: SS a sinistra, S−1S^{-1} a destra quando A=SDS−1A = SDS^{-1}).
  • Moltiplicare Yˉ\bar Y a sinistra: la soluzione è eAxYˉe^{Ax}\bar Y con Yˉ\bar Y colonna a destra.
  • Usare la formula con una matrice non diagonalizzabile.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata