Cambiamenti di base
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Lezione 14 e prima parte della lezione 15 (videolezioni n. 14 e 15). Il prof la presenta come la lezione tecnicamente più difficile del corso: conviene leggerla con calma, seguendo gli esempi. Approfondimenti nei video brevi Coordinate di un vettore e cambiamenti di base (n. 48) e Funzioni lineari e cambiamenti di base (n. 50). Esercizi svolti: Esercizio 27 · la stessa funzione in tre coppie di basi (lezioni 13 e 15), Esercizio 28 · matrice rispetto a una base non canonica (appello 8/7/2025). Prerequisiti: Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →, Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →, Operazioni tra matriciLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici →. Seguito: Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →, Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
Notazione (la stessa di Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →): è la matrice di con la base nel dominio (in alto) e nel codominio (in basso); le sue colonne sono le coordinate in delle immagini dei vettori di , e vale . Il prof scrive le basi nella posizione opposta (dominio in basso): attenzione quando si confrontano gli appunti con i video.
Due basi dello stesso spazio
Sia di dimensione , con due basi e . Uno stesso vettore ha due colonne di coordinate:
Domanda: come si passa dalle une alle altre?
La matrice di cambiamento di base
Ogni vettore della prima base si scrive con la seconda: . I coefficienti formano una matrice quadrata :
La matrice di cambiamento di base da a è la matrice della funzione identica , usando nel dominio e nel codominio. La colonna contiene le coordinate di rispetto a .
Perché è la matrice dell'identità: per la ricetta della matrice si prende dalla base del dominio, gli si applica la funzione (l'identità lo lascia com'è) e lo si scrive con la base del codominio, cioè con . È esattamente la definizione delle colonne di .
Effetto sulle coordinate. Applicando con :
trasforma le coordinate rispetto a nelle coordinate rispetto a .
Dimostrazione diretta (quella della lezione 14): e, per l'unicità delle coordinate, , che è il prodotto righe per colonne.
Un apparente paradosso. Visto sui vettori di base, dice come costruire i vecchi vettori a partire dai nuovi (va "da a "). Visto sulle coordinate, trasforma le coordinate in in quelle in (va "da a "). Non c'è contraddizione: vettori e coordinate si trasformano in versi opposti. Per non sbagliare conviene fidarsi della notazione (la in alto si "cancella" con quella in basso).
Le due matrici sono inverse
Scambiando i ruoli delle basi si ottiene , le cui colonne sono le coordinate dei rispetto a . Intuitivamente fa il cambiamento opposto, quindi deve essere l'inversa di .
Teorema. , cioè . In particolare ogni matrice di cambiamento di base è invertibile.
Dimostrazione. Per il teorema della composizioneLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici →, con : perché la matrice dell'identità con la stessa base in dominio e codominio è (la colonna sono le coordinate di rispetto alla base stessa: un al posto e zeri altrove). Scambiando i ruoli di e si ottiene ∎.
(Nella lezione 14 il prof lo dimostra con le sommatorie: si scrive e per l'unicità delle coordinate vale se e altrimenti: sono gli elementi di .)
In : una delle due è facile, l'altra no
Se e una delle due basi è la base canonica , allora
basta copiare in colonna i vettori della base : le coordinate di un vettore rispetto alla base canonica sono le sue componenti. L'altra, , è la sua inversa: per scriverla bisognerebbe esprimere con i vettori di , cioè risolvere sistemi, o equivalentemente calcolare una matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →. Invertire una matrice e risolvere sistemi lineari sono, in sostanza, lo stesso problema.
Esempio. In con : (verifica: il prodotto dà ). Per : , lo stesso risultato trovato risolvendo il sistema in Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →.
La matrice di una funzione lineare in basi diverse
Sia lineare, con due basi di e due basi di . Conosciamo e vogliamo .
Teorema (formula di cambiamento di base).
Dimostrazione. Come funzioni, . Si sceglie all'inizio, e nei passaggi intermedi, alla fine, e si applica due volte il teorema della composizione: le matrici si moltiplicano nell'ordine inverso (l'ultima funzione applicata a sinistra) ∎.
Come ricordarla. Leggendo da destra a sinistra le basi si "cancellano" a coppie (una in alto e una in basso: con , con ) e restano in alto e in basso, come a sinistra dell'uguale.
La versione del prof. Con (cambiamento nel dominio) e (cambiamento nel codominio), la formula diventa (si ottengono moltiplicando a destra per o a sinistra per : con le matrici bisogna sempre dire da che parte si moltiplica, perché il prodotto non è commutativo). e sono quadrate e invertibili, ma in generale di ordini diversi ( e ).
Perché cambiare base nel dominio è facile e nel codominio no
Nel caso più comune , , e canoniche:
- , a destra, si scrive copiando in colonna i vettori di : facile;
- , a sinistra, è l'inversa della matrice che ha in colonna i vettori di : bisogna invertire, cioè risolvere sistemi.
È quello che si era visto facendo i conti a mano nella lezione 13: cambiando la base del dominio bastava calcolare ; cambiando quella del codominio bisognava risolvere un sistema per ogni colonna.
Esempio (lezioni 13 e 15). , , .
Solo base del dominio cambiata: (per esempio la prima colonna: e , cioè ).
Anche base del codominio cambiata: serve (verifica: ). Quindi
Tutti i passaggi, compresa la verifica colonna per colonna, sono nell'Esercizio 27 · la stessa funzione in tre coppie di basi (lezioni 13 e 15).
Endomorfismi e matrici simili
Se è un endomorfismo, è naturale usare la stessa base nel dominio e nel codominio. Con e , la formula diventa
e, chiamando (colonne = coordinate dei nuovi vettori rispetto ai vecchi; in con canonica: i vettori di in colonna), l'altra matrice è :
Due matrici quadrate si dicono simili se esiste una matrice invertibile tale che .
Matrici simili sono matrici dello stesso endomorfismo in basi diverse; viceversa, se , le colonne di sono una base e è la matrice di in quella base. Tutto ciò che dipende solo da è uguale per matrici simili: per esempio il rango (è ). Altri invarianti (determinante, autovalori) si vedranno in Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
Esempio: una base in cui la matrice è diagonale. , nella base canonica. Con : quindi, per la ricetta, . Con la formula: , , (dove ). La stessa funzione, che nella base canonica "mescola" e , nella base si limita a moltiplicare la prima coordinata per e la seconda per . Trovare basi di questo tipo è il problema della DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →.
Riepilogo
| Oggetto | Formula | Colonne |
|---|---|---|
| coordinate | coordinate dei vettori di in | |
| matrice inversa | coordinate dei vettori di in | |
| in , verso la canonica | i vettori di copiati | |
| funzione lineare | ||
| endomorfismo | , | i nuovi vettori nelle vecchie coordinate |
Errori comuni
- Usare la matrice facile al posto della sua inversa. A sinistra nella formula serve , che è l'inversa della matrice con i vettori di in colonna, non quella matrice.
- Sbagliare il lato della moltiplicazione: in non si può spostare a destra.
- Confondere "trasforma i vettori" e "trasforma le coordinate": vanno in versi opposti; in caso di dubbio usare la regola delle basi che si cancellano.
- Dimenticare di controllare che i nuovi vettori siano davvero una base: se fossero dipendenti la matrice non sarebbe invertibile.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 27 · la stessa funzione in tre coppie di basi (lezioni 13 e 15)
- Esercizio 28 · matrice rispetto a una base non canonica (appello 8/7/2025)
- Esercizio 45 · matrice R tale che RA è a scala, nucleo, immagine e cambio di base
- Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori (lezione 30)