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Note per Studenti Esercizio 90 · Gram-Schmidt per una forma bilineare definita positiva

Esercizio 90Gram-Schmidt per una forma bilineare definita positiva

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Testo (esercizio sui metodi delle lezioni 36 e 37). Su R3\mathbb{R}^3 si consideri la forma bilineare simmetrica

φ(x,y)=xTA y,A=(210121012).\varphi(x, y) = x^T A\, y, \qquad A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 0 \\ 1 & 2 & 1 \\ 0 & 1 & 2 \end{pmatrix}.

  1. Scrivere φ(x,y)\varphi(x, y) e la forma quadratica q(x)=φ(x,x)q(x) = \varphi(x, x) in coordinate, e verificare che φ\varphi è definita positiva.
  2. Applicando il procedimento di Gram-Schmidt alla base canonica, trovare una base φ\varphi-ortogonale e una base φ\varphi-ortonormale di R3\mathbb{R}^3.
  3. Scrivere la matrice di φ\varphi nelle due basi trovate e controllare il risultato con la formula PTAPP^T A P.
  4. Mostrare con un esempio che per una forma non definita positiva il procedimento può bloccarsi.

Teoria usata: Forme bilineari simmetricheUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche →, Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →, Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →.


1. La forma in coordinate e il suo segno

Il coefficiente di xiyjx_i y_j è aija_{ij}:

φ(x,y)=2x1y1+x1y2+x2y1+2x2y2+x2y3+x3y2+2x3y3,\varphi(x, y) = 2x_1y_1 + x_1y_2 + x_2y_1 + 2x_2y_2 + x_2y_3 + x_3y_2 + 2x_3y_3 ,

q(x)=2x12+2x22+2x32+2x1x2+2x2x3q(x) = 2x_1^2 + 2x_2^2 + 2x_3^2 + 2x_1x_2 + 2x_2x_3

(i due termini misti x1y2+x2y1x_1y_2 + x_2y_1 diventano 2x1x22x_1x_2 quando y=xy = x).

Definita positiva? Con i minori principali di nord-ovestUna forma è definita positiva se e solo se tutti i determinanti dei blocchi in alto a sinistra sono positivi.Segno di una forma bilineare simmetrica →:

D1=2,D2=det⁡(2112)=3,D3=det⁡A=2(4−1)−1(2−0)+0=4.D_1 = 2, \qquad D_2 = \det\begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 1 & 2 \end{pmatrix} = 3, \qquad D_3 = \det A = 2(4 - 1) - 1(2 - 0) + 0 = 4 .

Tutti positivi: φ\varphi è definita positiva, quindi è un prodotto scalare su R3\mathbb{R}^3 (diverso da quello usuale) e Gram-Schmidt funziona.

2. Gram-Schmidt con φ\varphi

Le formule sono quelle del prodotto scalare usuale, con φ\varphi al posto del "punto":

v1′=v1,vk′=vk−∑i<kφ(vk,vi′)φ(vi′,vi′) vi′.v_1' = v_1, \qquad v_k' = v_k - \sum_{i < k} \frac{\varphi(v_k, v_i')}{\varphi(v_i', v_i')}\, v_i' .

Trucco di calcolo. φ(ei,w)=eiTAw\varphi(e_i, w) = e_i^T A w è la componente ii di AwAw, e φ(ei,ej)=aij\varphi(e_i, e_j) = a_{ij}. Conviene calcolare AwAw una volta e leggerne le componenti.

Primo vettore. v1′=e1=(1,0,0)v_1' = e_1 = (1, 0, 0), con φ(v1′,v1′)=a11=2\varphi(v_1', v_1') = a_{11} = 2.

Secondo vettore. φ(e2,v1′)=a21=1\varphi(e_2, v_1') = a_{21} = 1, quindi

v2′=e2−12e1=(−12,1,0).v_2' = e_2 - \frac12 e_1 = \left(-\tfrac12, 1, 0\right).

Un multiplo non nullo di un vettore ortogonale è ancora ortogonale: per evitare frazioni si usa w2=2v2′=(−1,2,0)w_2 = 2v_2' = (-1, 2, 0). Serve φ(w2,w2)\varphi(w_2, w_2): Aw2=(−2+2, −1+4, 0+2)=(0,3,2)A w_2 = (-2 + 2, \ -1 + 4, \ 0 + 2) = (0, 3, 2), e φ(w2,w2)=w2⋅Aw2=0+6+0=6\varphi(w_2, w_2) = w_2 \cdot A w_2 = 0 + 6 + 0 = 6.

Controllo di ortogonalità: φ(e1,w2)\varphi(e_1, w_2) = prima componente di Aw2Aw_2 = 00 ✓.

Terzo vettore. Servono φ(e3,v1′)=a31=0\varphi(e_3, v_1') = a_{31} = 0 e φ(e3,w2)\varphi(e_3, w_2) = terza componente di Aw2Aw_2 = 22:

v3′=e3−02 e1−26 w2=(0,0,1)−13(−1,2,0)=(13,−23,1).v_3' = e_3 - \frac{0}{2}\, e_1 - \frac{2}{6}\, w_2 = (0, 0, 1) - \tfrac13(-1, 2, 0) = \left(\tfrac13, -\tfrac23, 1\right).

Moltiplicando per 33: w3=(1,−2,3)w_3 = (1, -2, 3). Poi Aw3=(2−2+0, 1−4+3, 0−2+6)=(0,0,4)A w_3 = (2 - 2 + 0, \ 1 - 4 + 3, \ 0 - 2 + 6) = (0, 0, 4), quindi φ(w3,w3)=w3⋅Aw3=12\varphi(w_3, w_3) = w_3 \cdot A w_3 = 12.

Controlli: φ(e1,w3)\varphi(e_1, w_3) e φ(w2,w3)\varphi(w_2, w_3): dalla formula Aw3=(0,0,4)Aw_3 = (0, 0, 4) si ha φ(e1,w3)=0\varphi(e_1, w_3) = 0 ✓ e φ(w2,w3)=w2⋅Aw3=(−1,2,0)⋅(0,0,4)=0\varphi(w_2, w_3) = w_2 \cdot Aw_3 = (-1, 2, 0) \cdot (0, 0, 4) = 0 ✓.

Base φ\varphi-ortogonale: {(1,0,0), (−1,2,0), (1,−2,3)}\{(1, 0, 0), \ (-1, 2, 0), \ (1, -2, 3)\}.

Base φ\varphi-ortonormale: si divide ciascun vettore per la sua "norma" φ(w,w)\sqrt{\varphi(w, w)}:

f1=12(1,0,0),f2=16(−1,2,0),f3=112(1,−2,3)=123(1,−2,3).f_1 = \frac{1}{\sqrt2}(1, 0, 0), \qquad f_2 = \frac{1}{\sqrt6}(-1, 2, 0), \qquad f_3 = \frac{1}{\sqrt{12}}(1, -2, 3) = \frac{1}{2\sqrt3}(1, -2, 3).

Attenzione: questi vettori non sono ortogonali per il prodotto scalare usuale (per esempio (1,0,0)⋅(−1,2,0)=−1≠0(1, 0, 0) \cdot (-1, 2, 0) = -1 \ne 0), e non devono esserlo: sono ortogonali rispetto a φ\varphi.

3. Le matrici di φ\varphi nelle nuove basi

Per definizione la matrice di φ\varphi in una base {w1,w2,w3}\{w_1, w_2, w_3\} ha come elementi φ(wi,wj)\varphi(w_i, w_j). Nella base ortogonale gli elementi fuori diagonale sono nulli e sulla diagonale ci sono i valori calcolati:

(2000600012)(base ortogonale),I3(base ortonormale).\begin{pmatrix} 2 & 0 & 0 \\ 0 & 6 & 0 \\ 0 & 0 & 12 \end{pmatrix} \quad \text{(base ortogonale)}, \qquad I_3 \quad \text{(base ortonormale)}.

Controllo con la congruenza. Con PP = matrice che ha w1,w2,w3w_1, w_2, w_3 in colonna, la matrice nella nuova base è PTAPP^T A P (matrici congruentiUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche →):

P=(1−1102−2003),AP=(200130024),PTAP=(2000600012) ✓P = \begin{pmatrix} 1 & -1 & 1 \\ 0 & 2 & -2 \\ 0 & 0 & 3 \end{pmatrix}, \qquad AP = \begin{pmatrix} 2 & 0 & 0 \\ 1 & 3 & 0 \\ 0 & 2 & 4 \end{pmatrix}, \qquad P^T A P = \begin{pmatrix} 2 & 0 & 0 \\ 0 & 6 & 0 \\ 0 & 0 & 12 \end{pmatrix} \ ✓

(APAP ha come colonne Ae1Ae_1, Aw2Aw_2, Aw3Aw_3, già calcolati; poi ogni elemento (i,j)(i, j) di PT(AP)P^T(AP) è wi⋅Awjw_i \cdot Aw_j.)

Collegamento con i minori. PP è triangolare superiore: è sempre così applicando Gram-Schmidt alla base canonica. Con i vettori non riscalati v1′,v2′,v3′v_1', v_2', v_3' (diagonale di PP tutta 11) i valori sulla diagonale sarebbero 22, 64=32\frac64 = \frac32, 129=43\frac{12}{9} = \frac43, cioè D1D_1, D2D1\frac{D_2}{D_1}, D3D2\frac{D_3}{D_2}: è il motivo per cui il criterio dei minori funziona (vedi Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →).

4. Quando Gram-Schmidt si blocca

Si prenda su R2\mathbb{R}^2 la forma ψ(x,y)=x1y2+x2y1\psi(x, y) = x_1 y_2 + x_2 y_1, con matrice (0110)\begin{pmatrix} 0 & 1 \\ 1 & 0 \end{pmatrix} (determinante −1<0-1 < 0: indefinita). Partendo dalla base canonica:

v1′=e1,ψ(e1,e1)=0,v_1' = e_1, \qquad \psi(e_1, e_1) = 0 ,

e il passo successivo richiederebbe di dividere per ψ(v1′,v1′)=0\psi(v_1', v_1') = 0. Il procedimento si ferma: e1e_1 è un vettore isotropo (ψ(e1,e1)=0\psi(e_1, e_1) = 0 con e1≠0e_1 \ne 0), cosa impossibile per una forma definita positiva.

Una base ψ\psi-ortogonale esiste comunque: per esempio {(1,1),(1,−1)}\{(1, 1), (1, -1)\}, con

ψ((1,1),(1,−1))=1⋅(−1)+1⋅1=0,ψ((1,1),(1,1))=2,ψ((1,−1),(1,−1))=−2.\psi((1,1),(1,-1)) = 1 \cdot (-1) + 1 \cdot 1 = 0, \qquad \psi((1,1),(1,1)) = 2, \qquad \psi((1,-1),(1,-1)) = -2 .

Nella nuova base la matrice è diag⁡(2,−2)\operatorname{diag}(2, -2): un valore positivo e uno negativo, come prevede il teorema di SylvesterPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica → per una forma indefinita. In casi come questo si parte da un vettore non isotropo (oppure si usa il teorema spettrale).

Errori comuni

  • Usare il prodotto scalare usuale in qualche passaggio di Gram-Schmidt: tutti i prodotti vanno fatti con φ\varphi, cioè con xTAyx^T A y.
  • Normalizzare con la norma usuale x12+x22+x32\sqrt{x_1^2 + x_2^2 + x_3^2}: la norma giusta è φ(w,w)\sqrt{\varphi(w, w)}.
  • Controllare l'ortogonalità con wi⋅wjw_i \cdot w_j invece che con φ(wi,wj)\varphi(w_i, w_j).
  • Scrivere la nuova matrice come P−1APP^{-1} A P: per le forme bilineari è PTAPP^T A P.

Lezioni in cui compare

Teoria collegata