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Note per Studenti Esercizio 29 · domande teoriche su nucleo, immagine e indipendenza lineare (lezione 29)

Esercizio 29domande teoriche su nucleo, immagine e indipendenza lineare (lezione 29)

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Testo (esempi di "domande teoriche d'esame" proposti dal prof nella lezione 29).

  1. Sia f:R5→R3f: \mathbb{R}^5 \to \mathbb{R}^3 lineare. Quale può essere la dimensione di Ker⁡f\operatorname{Ker} f? ff può essere iniettiva? Suriettiva? Biettiva?
  2. È vero che una funzione lineare trasforma sempre vettori linearmente indipendenti in vettori linearmente indipendenti?
  3. È vero che una funzione lineare trasforma sempre vettori linearmente dipendenti in vettori linearmente dipendenti?
  4. (Proposto come esercizio dal prof.) Dimostrare che se ff è lineare e iniettiva, allora trasforma vettori linearmente indipendenti in vettori linearmente indipendenti.

Teoria usata: Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →, Funzioni lineari e isomorfismiUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi →, Combinazioni lineari e dipendenza lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →.


1. f:R5→R3f: \mathbb{R}^5 \to \mathbb{R}^3

Lo strumento è il teorema nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →:

dim⁡Ker⁡f+dim⁡Im⁡f=dim⁡(dominio)=5.\dim \operatorname{Ker} f + \dim \operatorname{Im} f = \dim(\text{dominio}) = 5 .

Il codominio non compare nella formula, ma pone un vincolo: Im⁡f⊆R3\operatorname{Im} f \subseteq \mathbb{R}^3, quindi dim⁡Im⁡f≤3\dim \operatorname{Im} f \le 3.

Dimensione del nucleo.

  • dim⁡Ker⁡f=5−dim⁡Im⁡f≥5−3=2\dim \operatorname{Ker} f = 5 - \dim \operatorname{Im} f \ge 5 - 3 = 2;
  • Ker⁡f⊆R5\operatorname{Ker} f \subseteq \mathbb{R}^5, quindi dim⁡Ker⁡f≤5\dim \operatorname{Ker} f \le 5 (il valore 55 si ha per la funzione nulla).

Risposta: 2≤dim⁡Ker⁡f≤52 \le \dim \operatorname{Ker} f \le 5, e ogni valore è possibile (per esempio con f(x)=(x1,x2,x3)f(x) = (x_1, x_2, x_3) si ha dim⁡Ker⁡f=2\dim \operatorname{Ker} f = 2; con f(x)=(x1,0,0)f(x) = (x_1, 0, 0) si ha 44).

Iniettiva? ff è iniettiva se e solo se Ker⁡f={0⃗}\operatorname{Ker} f = \{\vec 0\}, cioè dim⁡Ker⁡f=0\dim \operatorname{Ker} f = 0. Ma dim⁡Ker⁡f≥2\dim \operatorname{Ker} f \ge 2: mai iniettiva. In generale nessuna funzione lineare da uno spazio di dimensione maggiore a uno di dimensione minore è iniettiva: "non c'è spazio" per tenere distinte tutte le direzioni.

Suriettiva? Serve Im⁡f=R3\operatorname{Im} f = \mathbb{R}^3, cioè dim⁡Im⁡f=3\dim \operatorname{Im} f = 3, cioè dim⁡Ker⁡f=2\dim \operatorname{Ker} f = 2: è possibile (esempio f(x)=(x1,x2,x3)f(x) = (x_1, x_2, x_3)). Può esserlo, ma non lo è necessariamente (la funzione nulla non lo è).

Biettiva? Mai, perché non è mai iniettiva. Lo si vede anche così: una biezione lineare è un isomorfismo, e spazi isomorfi hanno la stessa dimensione (Funzioni lineari e isomorfismiUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi →); 5≠35 \ne 3.

2. Indipendenti vanno in indipendenti?

No, non sempre. Controesempi:

  • la funzione nulla f(v)=0⃗f(v) = \vec 0 manda qualunque coppia di vettori indipendenti in (0⃗,0⃗)(\vec 0, \vec 0), che sono dipendenti;
  • più in generale, se v1∈Ker⁡fv_1 \in \operatorname{Ker} f allora f(v1)=0⃗f(v_1) = \vec 0, e un insieme che contiene il vettore nullo è dipendente;
  • f(x,y)=(x+y,0)f(x, y) = (x + y, 0): e1e_1 ed e2e_2 sono indipendenti, ma f(e1)=f(e2)=(1,0)f(e_1) = f(e_2) = (1, 0), uguali e quindi dipendenti.

Il fenomeno è legato alla non iniettività: nel terzo esempio due vettori diversi hanno la stessa immagine.

3. Dipendenti vanno in dipendenti?

Sì, sempre. Se v1,…,vkv_1, \dots, v_k sono dipendenti esistono λ1,…,λk\lambda_1, \dots, \lambda_k non tutti nulli con

λ1v1+⋯+λkvk=0⃗.\lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_k v_k = \vec 0 .

Si applica ff ai due membri. A destra f(0⃗)=0⃗f(\vec 0) = \vec 0 (una funzione lineare manda sempre lo zero nello zero); a sinistra, per linearità,

f(λ1v1+⋯+λkvk)=λ1f(v1)+⋯+λkf(vk).f(\lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_k v_k) = \lambda_1 f(v_1) + \dots + \lambda_k f(v_k).

Quindi λ1f(v1)+⋯+λkf(vk)=0⃗\lambda_1 f(v_1) + \dots + \lambda_k f(v_k) = \vec 0 con gli stessi coefficienti, non tutti nulli: le immagini sono dipendenti. ∎

Asimmetria tra 2 e 3. Una relazione di dipendenza si "trasporta" in avanti con ff; l'indipendenza invece può perdersi, perché ff può "schiacciare" direzioni diverse sulla stessa o su zero.

4. Se ff è iniettiva, indipendenti vanno in indipendenti

Siano v1,…,vkv_1, \dots, v_k indipendenti e supponiamo

λ1f(v1)+⋯+λkf(vk)=0⃗.\lambda_1 f(v_1) + \dots + \lambda_k f(v_k) = \vec 0 .

Bisogna dimostrare che tutti i λi\lambda_i sono nulli.

  1. Per linearità il primo membro è f(λ1v1+⋯+λkvk)f(\lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_k v_k). Quindi il vettore w=λ1v1+⋯+λkvkw = \lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_k v_k sta in Ker⁡f\operatorname{Ker} f.
  2. ff è iniettiva, quindi Ker⁡f={0⃗}\operatorname{Ker} f = \{\vec 0\}, e w=0⃗w = \vec 0.
  3. λ1v1+⋯+λkvk=0⃗\lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_k v_k = \vec 0 con v1,…,vkv_1, \dots, v_k indipendenti implica λ1=⋯=λk=0\lambda_1 = \dots = \lambda_k = 0. ∎

Conseguenza utile. Se ff è iniettiva, dim⁡f(U)=dim⁡U\dim f(U) = \dim U per ogni sottospazio UU (una base di UU va in una base di f(U)f(U)). È il ragionamento che serve per esempio a dire che una funzione iniettiva non può mandare un sottospazio di dimensione 33 su uno di dimensione 22.

Errori comuni

  • Usare la dimensione del codominio nella formula nullità + rango: la somma dim⁡Ker⁡f+dim⁡Im⁡f\dim \operatorname{Ker} f + \dim \operatorname{Im} f è la dimensione del dominio.
  • Rispondere "sì" alla domanda 2 pensando a funzioni particolari (come l'identità): "sempre" richiede che valga per ogni ff, e un controesempio basta a smentirlo.
  • Nella dimostrazione del punto 3 cambiare i coefficienti: il punto è che sono gli stessi, e quindi ancora non tutti nulli.

Lezioni in cui compare

Teoria collegata