Prima di cominciare: controllare che siano basi.C′: due vettori non proporzionali di R2 (det(23−11)=2+3=5=0). B′: det102−1110−13=1⋅(3+1)−(−1)⋅(0+2)+0=4+2=6=0 (sviluppo lungo la prima riga), quindi i tre vettori sono indipendenti e formano una base di R3.
1. Basi canoniche
Ricetta: la colonna j è la colonna delle coordinate, nella base del codominio, di f applicata al j-esimo vettore della base del dominio. Con le basi canoniche le coordinate sono le componenti, quindi la colonna j è f(ej):
È 2×3: 2 righe come la dimensione del codominio, 3 colonne come quella del dominio. Si legge anche direttamente dalla formula di f: la riga i contiene i coefficienti di x,y,z nella componente i.
2. Base B′ nel dominio, canonica nel codominio
Si applica f ai vettori di B′; il risultato, essendo il codominio con la base canonica, va in colonna così com'è.
Il prodotto righe per colonne dà, per esempio, al posto (1,2): 3⋅(−1)+(−2)⋅1+1⋅1=−4; al posto (2,3): 1⋅0+0⋅(−1)+2⋅3=6. Il risultato è la stessa matrice di prima, e non è un caso: la colonna j di AP′ è A per la colonna j di P′, cioè Avj=f(vj). Cambiare base nel dominio costa solo una moltiplicazione.
3. Basi B′ e C′
"A mano" (lezione 13)
Le immagini f(vj) sono quelle del punto 2, ma ora vanno scritte come combinazione di w1=(2,3) e w2=(−1,1): per ognuna bisogna risolvere un sistemaaw1+bw2=f(vj), cioè
{2a−b=p3a+b=qper f(vj)=(p,q).
Sommando le due equazioni si elimina b: 5a=p+q, quindi a=5p+q; poi b=2a−p. Si risolve una volta per tutte con p,q generici e poi si sostituisce:
f(vj)=(p,q)
a=5p+q
b=2a−p
controllo aw1+bw2
(5,5)
2
4−5=−1
(4+1,6−1)=(5,5) ✓
(−4,1)
−53
−56+4=514
(−56−514,−59+514)=(−4,1) ✓
(5,6)
511
522−5=−53
(522+53,533−53)=(5,6) ✓
Le coppie (a,b) sono le coordinate in C′ e vanno in colonna:
La matrice facile da scrivere è Q=ME2C′(id)=(23−11) (i vettori di C′ in colonna); quella che serve è la sua inversa, perché va nella direzione opposta (dalle coordinate canoniche a quelle in C′). Per una 2×2: si scambiano gli elementi della diagonale, si cambia segno agli altri due e si divide per il determinante (=5):
(per esempio al posto (2,2): 51(−3⋅(−4)+2⋅1)=514). Coincide con il calcolo a mano ✓.
Il collegamento tra i due metodi. Moltiplicare per Q−1 significa proprio risolvere i sistemi Q(ba)=(qp) della tabella, tutti insieme: la formula a=5p+q è la prima riga di Q−1, e b=2a−p=5−3p+2q è la seconda.
Riepilogo
basi (dominio, codominio)
matrice
costo
E3, E2
A=(31−2012)
si legge dalla formula
B′, E2
AP′=(55−4156)
si applica f ai vettori di B′
B′, C′
Q−1AP′=(2−1−53514511−53)
serve l'inversa (o un sistema per colonna)
Tre matrici diverse per la stessa funzione: la matrice dipende dalle basi scelte. Hanno però tutte lo stesso rango (2), perché il rango è dimImf, che non dipende dalle basi.
Errori comuni
Usare Q invece di Q−1 per il codominio: la matrice con i vettori di C′ in colonna trasforma coordinate in C′ in coordinate canoniche, cioè va nel verso sbagliato.
Mettere in colonna f(vj) anche nel punto 3: con una base non canonica nel codominio vanno le coordinate di f(vj), non le sue componenti.
Sbagliare l'ordine dei fattori: Q−1AP′, non P′AQ−1 (che tra l'altro non ha senso: le dimensioni non tornano).