Diagonalizzazione
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Lezioni 23 (fine), 24 e 25 (videolezioni n. 23–25). Prerequisito: Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →. Esercizi svolti: Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3, Esercizio 62 · matrice 3×3 non diagonalizzabile, Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022), Esercizio 64 · autovalori con parametro e matrici simili (2° appello 2024-25), Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025), Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026), Esercizio 67 · autovalori con molteplicità al variare di t (lezione 29), Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori (lezione 30), Esercizio 69 · diagonalizzabilità al variare di h e matrice P (lezione 31). Seguito: Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineariIl sistema di equazioni differenziali y' = Ay ha soluzione y(x) = e^{Ax} ȳ. L'esponenziale di una matrice si definisce con la serie di e^x; per una matrice diagonalizzabile A = S D S⁻¹ vale e^{Ax} = S e^{Dx} S⁻¹, e e^{Dx} ha sulla diagonale gli esponenziali e^{λx} degli autovalori.Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari →.
Definizione e significato
Definizione. Una matrice si dice diagonalizzabile (su ) se è simileEsiste P invertibile con P⁻¹AP uguale all'altra matrice: rappresentano la stessa funzione lineare in basi diverse.Autovalori e autovettori → a una matrice diagonale, cioè se esistono invertibile e diagonale con Un endomorfismo è diagonalizzabile se ha una matrice diagonale in qualche base.
Teorema. è diagonalizzabile esiste una base di formata da autovettori di . In tal caso:
- ha sulla diagonale gli autovalori ;
- ha nelle colonne gli autovettori corrispondenti, nello stesso ordine.
Perché . Il prodotto si fa colonna per colonna: la colonna di è . Il prodotto moltiplica la colonna di per il numero : dà di nuovo . Quindi Se le colonne di sono una base, è invertibile: moltiplicando a destra per si ottiene , moltiplicando a sinistra si ottiene . Queste sono proprio le formule di cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →: è la matrice di cambiamento di base dalla base di autovettori alla base canonica, cioè , e è la matrice di nella base di autovettori.
Ordine. non è unica: si possono permutare gli autovalori sulla diagonale. Ma se si scambiano due autovalori in , si devono scambiare anche le corrispondenti colonne di . Anche non è unica (ogni autovettore si può moltiplicare per un numero non nullo).
Verifica consigliata. Invece di calcolare (lungo), si controlla : due prodotti facili, e se tornano gli autovettori sono giusti.
Due richieste nascoste. Per una base di servono esattamente autovettori e devono essere linearmente indipendenti. I due teoremi seguenti dicono quando le due richieste sono soddisfatte.
Autovettori di autovalori distinti sono indipendenti
Teorema. Siano autovalori distinti di e autovettori corrispondenti (). Allora sono linearmente indipendenti.
Dimostrazione (il prof la fa per ; il caso generale ripete la stessa idea per induzione). Sia . Per vedere se sono indipendentiSono indipendenti se l'unica combinazione lineare che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → si parte da e si deve dimostrare . Non si conoscono le coordinate dei vettori, quindi non si può scrivere il sistema; però si sa che sono autovettori. Allora:
- Si moltiplica (1) a sinistra per . I numeri commutano con , quindi , cioè Ora si hanno due equazioni nelle due incognite .
- Si elimina come nell'eliminazione di Gauss: si moltiplica (1) per e la si sottrae da (2). I termini con si cancellano e resta
- Si legge il prodotto. (è un autovettore) e (autovalori distinti). Allora deve essere .
- Sostituzione all'indietro: in (1) resta con , quindi . ∎
Corollario. Se ha autovalori distinti in , allora è diagonalizzabile.
Infatti ogni autovalore ha almeno un autovettore: si hanno autovettori, indipendenti per il teorema, quindi una base di (in dimensione , vettori indipendenti sono una base: vedi DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →). In questo caso non serve nemmeno calcolare gli autovettori per dire che la matrice è diagonalizzabile (servono solo se l'esercizio chiede ).
Attenzione: il corollario vale in una sola direzione. Una matrice con autovalori ripetuti può essere diagonalizzabile (esempio banale: , con l'unico autovalore di molteplicità ) oppure no: bisogna controllare gli autospazi.
Molteplicità geometrica e algebrica
Teorema. Per ogni autovalore di :
Dimostrazione. Sia con , e sia una base dell'autospazio .
- Si completa a una base. Questi vettori sono indipendenti, quindi si possono completare a una baseOgni insieme di vettori linearmente indipendenti si può estendere, aggiungendo vettori, a una base di tutto lo spazio.Dimensione → di . I vettori aggiunti non sono (in generale) autovettori.
- Matrice in questa base. Per si ha , quindi la colonna ha sulla diagonale e zeri altrove. Delle altre colonne non si sa nulla. La matrice di in questa base, simile ad , è a blocchi: con blocco nullo , e blocchi sconosciuti ( quadrato di ordine ).
- Polinomio caratteristico. Matrici simili hanno lo stesso polinomio caratteristico, quindi si può usare . Sviluppando con Laplace lungo la prima colonna (un solo elemento non nullo, ), poi lungo la nuova prima colonna, e così via volte:
- Conclusione. Il fattore compare almeno volte, e magari di più se anche si annulla in . Quindi . La disuguaglianza si è già vista: l'autospazio contiene almeno un autovettore. ∎
Conseguenza pratica. Se un autovalore ha , allora automaticamente: gli autospazi da controllare sono solo quelli degli autovalori multipli.
Il criterio di diagonalizzabilità
Teorema (criterio). è diagonalizzabile su se e solo se:
- tutti gli autovalori stanno in , cioè la somma delle molteplicità algebriche degli autovalori in è :
- per ogni autovalore .
Idea della dimostrazione. Siano gli autovalori distinti, con .
- Se valgono 1 e 2: si prende una base di ogni autospazio, vettori per (possibile per la 2), e si mettono tutti insieme. I vettori dello stesso blocco sono indipendenti perché sono una base di ; blocchi diversi corrispondono ad autovalori distinti, e con il teorema precedente si dimostra che tutto l'insieme è indipendente. Sono vettori (per la 1): una base di autovettori.
- Se 1 o 2 non vale: gli autovettori indipendenti sono al massimo ; se manca qualche autovalore o qualche , questa somma è e una base di autovettori non esiste.
In una frase: ogni autovalore deve "fornire" tanti autovettori indipendenti quante volte compare.
Procedura passo per passo
| Passo | Cosa fare | Cosa può andare storto |
|---|---|---|
| 1 | Calcolare e scomporlo | radici non in : non diagonalizzabile su |
| 2 | Elencare gli autovalori con le molteplicità algebriche | se sono distinti in : diagonalizzabile, fine |
| 3 | Per ogni autovalore multiplo: | se : non diagonalizzabile |
| 4 | Se serve : base di ogni autospazio, autovettori in colonna | ordine delle colonne = ordine degli autovalori in |
| 5 | Controllo: |
Per il passo 3 basta il rango di , non serve risolvere tutto il sistema.
Esempio 1: tre autovalori distinti (lezione 24)
. Nessuno zero: Laplace direttamente è scomodo, Sarrus darebbe un polinomio da scomporre con Ruffini. Si creano zeri.
- (la seconda riga inizia con , la terza con ): la terza riga diventa .
- (sul determinante si può lavorare anche sulle colonne): la terza colonna diventa .
(sviluppo lungo la terza riga: l'unico elemento non nullo è in posizione , segno ). Quindi già scomposto: autovalori , distinti, quindi è diagonalizzabile senza fare altro. Gli autovettori (calcoli nell'Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3) sono , , , e con (l'ordine del prof):
Esempio 2: un autovalore doppio che "fornisce" un solo autovettore
. La terza riga di è : Laplace lungo di essa dà subito Autovalori: con (nessun controllo da fare) e con (da controllare): La matrice non è diagonalizzabile: gli autovettori indipendenti sono solo , ne servirebbero . Svolgimento completo nell'Esercizio 62 · matrice 3×3 non diagonalizzabile.
Su o su ?
La condizione 1 del criterio dipende dal campo. Esempio: ha autovalori .
- Su non è diagonalizzabile: non ha autovalori reali.
- Su è diagonalizzabile: ha autovalori complessi distinti; e avranno elementi complessi.
Per questo i testi d'esame precisano "diagonalizzabile nel campo dei numeri reali" o "complessi". Su la condizione 1 è sempre vera (teorema fondamentale dell'algebra), resta da controllare solo la 2.
Matrici simmetriche
Definizione. è simmetrica se , cioè : ogni riga è uguale alla corrispondente colonna. È antisimmetrica se ; in tal caso la diagonale è tutta nulla (un elemento diagonale non si sposta trasponendo, quindi deve essere uguale al suo opposto). Esempio di antisimmetrica: .
Le matrici simmetriche compaiono spontaneamente nelle applicazioni (per esempio la matrice d'inerzia in meccanica) e hanno una proprietà fortissima.
Teorema. Una matrice simmetrica reale di ordine ha autovalori reali (contati con molteplicità).
Dimostrazione. Per il teorema fondamentale dell'algebra ha autovalori complessi; basta dimostrare che ognuno è reale. Sia un autovalore e , , con Il coniugatoIl coniugato di a + ib è a − ib: si cambia segno alla parte immaginaria. Il coniugato di una somma (o di un prodotto) è la somma (o il prodotto) dei coniugati. si indica con la barra. Da (1) si ricavano due nuove uguaglianze.
- Coniugando (1). Il coniugato di un prodotto righe per colonne è il prodotto dei coniugati (ci sono solo somme e prodotti). è reale, quindi :
- Trasponendo (1). (la trasposta di un prodotto inverte l'ordine), e per ipotesi; è un numero e non cambia:
- Si combinano. Si moltiplica (3) a destra per : . Nel primo membro si usa (2), : . Uguagliando:
- . Se , allora , e per (il quadrato del modulo). È una somma di numeri , non tutti nulli perché : quindi è positiva.
- Allora , cioè la parte immaginaria di è nulla: è reale. ∎
(Per curiosità: le antisimmetriche reali hanno invece autovalori immaginari puri, sull'asse verticale del piano complesso.)
Di più (teorema spettrale). Una matrice simmetrica reale è sempre diagonalizzabile, e anzi esiste una base ortonormale di autovettori: si dimostra più avanti nella nota Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche → (lezione 38), ma negli esercizi d'esame si usa già. Conseguenze utili:
- se è simmetrica, è diagonalizzabile senza fare calcoli (Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026));
- una matrice non diagonalizzabile non può essere simile a una simmetrica (la similitudine si "trasmette": se e diagonale, anche ) (Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022));
- esiste una base ortonormale di autovettori di se e solo se è simmetrica (Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)).
A cosa serve: potenze di una matrice
Se , nelle potenze le in mezzo si semplificano: e si calcola elevando alla gli elementi della diagonale. È la stessa idea che permette di calcolare l'esponenziale di una matriceIl sistema di equazioni differenziali y' = Ay ha soluzione y(x) = e^{Ax} ȳ. L'esponenziale di una matrice si definisce con la serie di e^x; per una matrice diagonalizzabile A = S D S⁻¹ vale e^{Ax} = S e^{Dx} S⁻¹, e e^{Dx} ha sulla diagonale gli esponenziali e^{λx} degli autovalori.Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari →.
Tabella riassuntiva
| Situazione | Conclusione |
|---|---|
| autovalori distinti in | diagonalizzabile |
| qualche autovalore non in | non diagonalizzabile su |
| autovalori in , uno multiplo con | non diagonalizzabile |
| autovalori in , per tutti | diagonalizzabile |
| simmetrica reale | autovalori reali, diagonalizzabile (anche con base ortonormale) |
| triangolare con diagonale tutta diversa | autovalori distinti sulla diagonale: diagonalizzabile |
Errori comuni
- Concludere "non diagonalizzabile" perché ci sono autovalori ripetuti: bisogna controllare .
- Controllare anche per autovalori semplici: inutile, è sempre .
- Mettere in gli autovettori in un ordine diverso da quello degli autovalori in .
- Mettere in due autovettori dello stesso autospazio proporzionali tra loro: per un autovalore con servono due vettori indipendenti dell'autospazio.
- Dimenticare la condizione sul campo: "autovalori complessi distinti" significa diagonalizzabile su , non su .
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 60 · autovalori di tre matrici 2×2
- Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3
- Esercizio 62 · matrice 3×3 non diagonalizzabile
- Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022)
- Esercizio 64 · autovalori con parametro e matrici simili (2° appello 2024-25)
- Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)
- Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026)
- Esercizio 67 · autovalori con molteplicità al variare di t (lezione 29)
- Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori (lezione 30)
- Esercizio 69 · diagonalizzabilità al variare di h e matrice P (lezione 31)
- Esercizio 70 · sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice
- Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale
Lezioni in cui compare
- Lezione 23 · Polinomio caratteristico, autospazi e molteplicità
- Lezione 24 · Indipendenza degli autovettori e matrici diagonalizzabili
- Lezione 25 · Criterio di diagonalizzabilità, matrici simmetriche, sistemi differenziali
- Lezione 29 · Esercizi su funzioni lineari, autovalori e diagonalizzazione
- Lezione 30 · Esercizi su funzioni lineari e autovalori
- Lezione 31 · Esercizi su autovalori e autovettori