Esercizio 68endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori (lezione 30)
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Testo (esercizio d'esame svolto nella lezione 30; i dati sono quelli ricostruiti dalla videolezione). Sia una funzione lineare tale che:
- il polinomio caratteristico di è (a meno del segno);
- il vettore è una base di ;
- il vettore genera l'autospazio relativo all'unico autovalore non nullo di ;
- , dove .
(a) Scrivere la matrice di rispetto alla base . (b) Scrivere la matrice di rispetto alla base canonica. (c) Dire se è diagonalizzabile. (d) Determinare al variare di .
Teoria: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →, Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →, Cambiamenti di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →.
Cosa dicono i dati
- Dato 1. Le radici di sono gli autovalori: con (esponente ) e con .
- Dato 2. , quindi : è un autovettore di autovalore . In più . Ricordando che L'autospazio dell'autovalore 0 è il nucleo: i vettori con f(v) = 0 = 0·v.Autovalori e autovettori →, questo dice .
- Dato 3. L'unico autovalore non nullo è , quindi .
- Dato 4. : non è un autovettore ( non è multiplo di ).
Prima di tutto, è davvero una base: .
(a) Matrice nella base
La colonna di contiene le coordinateFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base → di nella base :
- : colonna ;
- : colonna ;
- : colonna .
Si vede la regola della lezione 22: in corrispondenza di un autovettore la colonna ha l'autovalore sulla diagonale e zeri altrove; la terza colonna no, perché non è un autovettore, e infatti l' cade fuori dalla diagonale.
(b) Matrice nella base canonica
Sia la matrice che ha in colonna. Per la formula di cambiamento di basePer un endomorfismo: la matrice nella nuova base è P⁻¹ (matrice vecchia) P, con P la matrice di cambiamento di base.Cambiamenti di base →: ( con il metodo della Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →; controllo: ).
Primo prodotto. : la colonna di è per la colonna di , cioè , , : Secondo prodotto. (Per esempio la prima riga è .)
Verifica sui dati: ✓; ✓; ✓.
(Un metodo alternativo, citato a lezione: scrivere come combinazioni di e usare la linearità per calcolare , che sono le colonne di . Il risultato è lo stesso.)
(c) Diagonalizzabile?
No, e non serve alcun conto: l'autovalore ha (dato 1) ma (dato 2). Poiché , per il criterioUna matrice è diagonalizzabile se e solo se per ogni autovalore la molteplicità geometrica è uguale a quella algebrica (e tutti gli autovalori stanno nel campo).Diagonalizzazione → non è diagonalizzabile.
Osservazione del prof: per gli autovalori di non si fa il conto su (che non ha zeri): e sono simili, quindi hanno lo stesso polinomio caratteristico, che è dato nel testo.
(d) Antiimmagine di
Quale matrice usare? Per calcolare su un vettore scritto in coordinate canoniche, , serve la matrice nella base canonica, cioè . La matrice funziona invece con le coordinate nella base . (È il dubbio che, racconta il prof, aveva bloccato molti studenti all'esame.)
Immagine di . È generata dalle immagini dei vettori di una base: , , . Quindi (Coerente con il teorema nullità + rango: .)
Quando . Deve essere :
- : , quindi .
- : . Una soluzione è , e tutte le soluzioniL'antiimmagine di un vettore dell'immagine è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → si ottengono aggiungendo il nucleo:
Verifica con : ✓. Allo stesso risultato si arriva riducendo a scala la matrice completa : l'ultima riga diventa , e per Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → il sistema è risolubile solo per .
Errori comuni
- Usare per calcolare con coordinate canoniche.
- Calcolare gli autovalori di da capo, invece di usare il polinomio caratteristico dato.
- Dimenticare che di un vettore dell'immagine è un insieme infinito (soluzione particolare nucleo), non un solo vettore.