Matrice inversa
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Lezione 19 (videolezione n. 19), con i richiami della lezione 15 sui cambiamenti di base. Esercizi svolti: Esercizio 46 · inversa con Gauss-Jordan e una matrice non invertibile, Esercizio 45 · matrice R tale che RA è a scala, nucleo, immagine e cambio di base. Seguito: Permutazioni e definizione di determinanteIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante →, Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →.
Due motivi per saper invertire una matrice:
- nelle formule di cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base → compare l'inversa di una matrice di cambio di base (cambiare la base nel codominio era la parte "difficile");
- un sistema con invertibile si risolve in un colpo solo: (vedi Sistemi lineari e teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →).
Definizione
Una matrice quadrata si dice invertibile se esiste una matrice tale che si chiama inversa di .
È l'analogo di per i numeri. Però per le matrici il prodotto non è commutativoLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici →, quindi a priori bisognerebbe chiedere due cose: (inversa "a sinistra") e (inversa "a destra").
Esempio (lezione 15). Per si ha . Verifica (è la cosa più facile da fare quando qualcuno ci dà un'inversa): prima riga di per prima colonna di : ; prima riga per seconda colonna: ; e così via: il prodotto è .
Inversa sinistra e inversa destra coincidono
Proposizione. Se e , allora . In particolare l'inversa, se esiste, è unica.
Dimostrazione. Si calcola in due modi, usando la proprietà associativa del prodotto di matrici:
Nel primo passaggio si è sostituito con , nel quarto con . ∎
Per l'unicità: se e sono due inverse, in particolare e , quindi per quanto appena visto.
Quando una matrice è invertibile
Una matrice corrisponde alla funzione lineare , , e corrisponde alla funzione inversa . Quindi è invertibile se e solo se è biiettiva, cioè un isomorfismoUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi →.
- Solo le matrici quadrate possono essere invertibili. Un isomorfismo esiste solo tra spazi della stessa dimensione, quindi serve .
- Per una matrice quadrata basta una delle due condizioni (iniettiva oppure suriettiva). Per il teorema nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →, :
- se è iniettiva, , quindi e : è anche suriettiva;
- se è suriettiva, , quindi : è anche iniettiva.
Teorema. Per sono equivalenti:
- è invertibile;
- (rango massimo);
- , cioè il sistema ha solo la soluzione nulla;
- le colonne (equivalentemente, le righe) di sono linearmente indipendenti.
Più avanti si aggiungerà un'altra condizione equivalente: (vedi Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →).
Calcolo con il metodo di Gauss-Jordan
Idea. Si scrive e si fanno solo operazioni sulle righe:
- prima si riduce a scala come nell'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss → (zeri sotto la diagonale, procedendo dalla prima colonna verso destra);
- poi si creano gli zeri sopra la diagonale, partendo dall'ultima colonna e risalendo verso sinistra, usando ogni volta la riga del pivot di quella colonna;
- infine si divide ogni riga per il suo pivot, così sulla diagonale compaiono tutti .
Se si riesce ad arrivare a , allora .
Perché funziona. Le operazioni sulle righe equivalgono a moltiplicare a sinistra per una matrice invertibile (la "memoria" di tutte le operazioni, vedi Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →): . Se a sinistra si è ottenuto , vuol dire che , cioè è inversa sinistra di ; e per la proposizione precedente è *l'*inversa.
Quando si blocca. Le operazioni elementari non cambiano il rango. Se , nella forma a scala compare una riga nulla e a sinistra non si potrà mai ottenere (che ha rango ): appena si vede la riga nulla ci si ferma, non è invertibile.
Esempio 1: inversa a coefficienti interi
Zeri sotto la diagonale: , .
È già a scala, con tre pivot: , quindi è invertibile.
Zeri sopra la diagonale, partendo dall'ultima colonna, usando solo la terza riga: (il diventa ), (l' diventa ).
Perché non si poteva fare, per esempio, per eliminare il della seconda riga? Perché la prima riga ha un in prima colonna: si sarebbe distrutto lo zero in posizione .
Seconda colonna, usando la seconda riga: .
Verifica (sempre consigliata: il procedimento è lungo ed è facile sbagliare un segno): prima riga di per le colonne di : , , ✓; le altre righe danno allo stesso modo e .
Esempio 2: compaiono frazioni
- e :
- (il rapporto tra e ; il prezzo da pagare sono le frazioni):
- (per avere sulla diagonale), poi (la prima riga ha già in terza colonna):
- , poi , infine :
Una curiosità del prof: tutti i denominatori sono o , cioè divisori di . Non è un caso: , e la formula dell'inversa con l'aggiuntaLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer → spiega che nell'inversa si divide sempre per il determinante.
Esempio 3: una matrice non invertibile
(il primo elemento era ), poi e infine :
Rango : ci si ferma, non è invertibile (infatti nella matrice originale). Non è un fallimento del metodo: è la risposta.
La formula per le matrici
Facendo Gauss-Jordan su si trova, quando ,
cioè: si scambiano i due elementi della diagonale principale, si cambia segno agli altri due e si divide per . Verifica: il prodotto della prima riga di per la prima colonna di è .
Tutti gli elementi hanno lo stesso denominatore , e se questo numero è l'inversa non esiste. Questo numero determina se è invertibile: per questo si chiama determinante. Capire chi è il "denominatore comune" per matrici più grandi è il punto di partenza della teoria dei determinantiIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante →.
Proprietà
Se sono invertibili:
| Proprietà | Perché |
|---|---|
| dice anche che è inversa di | |
| (ordine invertito) | |
| per |
La seconda riga ricorda il "togliersi calze e scarpe": si tolgono in ordine inverso a come si sono messe.
Uso per i sistemi. Se è invertibile, ha l'unica soluzione (si moltiplicano entrambi i membri a sinistra per ). Calcolare conviene però solo se si devono risolvere molti sistemi con la stessa e termini noti diversi; per un solo sistema è più rapido Gauss direttamente su .
Errori comuni
- Parlare di inversa di una matrice non quadrata. Non esiste.
- Usare operazioni sulle colonne in : le colonne di e di non si mescolerebbero nel modo giusto. Solo righe.
- Moltiplicare dalla parte sbagliata: da si ricava , non (che spesso non ha nemmeno senso).
- Scrivere : l'ordine va invertito.
- Non verificare: un prodotto richiede pochi conti e scopre quasi tutti gli errori.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 27 · la stessa funzione in tre coppie di basi (lezioni 13 e 15)
- Esercizio 45 · matrice R tale che RA è a scala, nucleo, immagine e cambio di base
- Esercizio 46 · inversa con Gauss-Jordan e una matrice non invertibile
- Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori (lezione 30)
- Esercizio 70 · sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice