Funzioni lineari e isomorfismi
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Lezione 9 (videolezione n. 9), con il teorema "una funzione lineare è determinata dalle immagini di una base" della lezione 11. Esercizi svolti: Esercizio 20 · riconoscere le funzioni lineari. Seguito: Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →, Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →, Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →.
Finora abbiamo studiato gli spazi vettorialiUno spazio vettoriale su un campo K è un insieme con una somma di vettori e un prodotto per scalari che rispettano 7 proprietà. Esempi fondamentali: K^n (somma componente per componente), le funzioni da R in R, i polinomi.Spazi vettoriali → uno alla volta. Il secondo grande argomento del corso sono le funzioni tra spazi vettoriali. Uno spazio vettoriale non è un semplice insieme: ha due operazioni (somma di vettori e prodotto per uno scalare). Le funzioni che interessano sono solo quelle che "vanno d'accordo" con queste operazioni.
Da dove nasce la definizione
Siano e due spazi vettoriali sullo stesso campo (pensate pure ) e una funzione: a ogni vettore associa un vettore .
Compatibilità con la somma. Presi si possono fare due cose in due ordini diversi:
- prima sommare e poi applicare : si ottiene ;
- prima applicare a ciascuno e poi sommare: si ottiene .
In generale i due risultati sono diversi. Si vuole che siano uguali.
Compatibilità con il prodotto per uno scalare. Presi e : moltiplicare prima e poi applicare dà ; applicare prima e poi moltiplicare dà . Anche qui si vuole che i due risultati coincidano.
Definizione
Una funzione tra spazi vettoriali sul campo si dice lineare se
- per ogni (additività);
- per ogni e ogni (omogeneità).
Le due condizioni si possono riunire in una sola:
cioè: di una combinazione lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → è la combinazione lineare, con gli stessi coefficienti, delle immagini. Ripetendo il ragionamento, lo stesso vale per combinazioni di quanti vettori si vuole:
Le funzioni lineari sono rarissime. Quasi nessuna delle funzioni di Analisi 1 è lineare: dire che è lineare vorrebbe dire , che è falso (per esempio : a sinistra , a destra ). Lo stesso per , per , per e così via. In questo corso interessano solo le funzioni lineari, perché sono le uniche che rispettano la struttura di spazio vettoriale.
Una funzione lineare manda in
Proposizione. Se è lineare, allora .
(Scriviamo per il vettore nullo di e per quello di : sono vettori di spazi diversi.)
Dimostrazione con l'additività. Non sappiamo chi sia : chiamiamolo . Poiché ,
dove il terzo passaggio è l'additività. Da si somma a entrambi i membri l'opposto (esiste perché è uno spazio vettoriale) e resta ∎.
Dimostrazione con l'omogeneità. Preso un vettore qualsiasi, (il numero per il vettore dà il vettore nullo). Allora
perché lo scalare si può "portare fuori" per l'omogeneità ∎.
A cosa serve: un test rapido. Se , la funzione non è lineare, senza bisogno di altri conti. Attenzione: è una condizione necessaria ma non sufficiente (vedi il secondo esempio qui sotto).
Esempi
Esempio 1 (non lineare: termine noto). , .
Calcolo : il vettore nullo non va nel vettore nullo, quindi non è lineare. Il colpevole è il termine noto .
Esempio 2 (non lineare: termine di secondo grado). .
Qui : il test rapido non basta, bisogna controllare l'additività. Presi e :
Le seconde componenti coincidono (lì c'è un'espressione di primo grado), le prime no: in compaiono in più i "doppi prodotti" . Con numeri: , danno ma . Quindi non è lineare.
Esempio 3 (lineare). . Ogni componente è una somma di termini del tipo (numero), senza termini noti. Verifica dell'additività sulla prima componente: ; l'omogeneità: . Lo stesso per la seconda componente: è lineare.
Regola pratica (che gli esempi rendono evidente). Una funzione scritta in coordinate è lineare esattamente quando ogni componente è un polinomio di primo grado senza termine noto nelle variabili , cioè della forma . Un termine noto rovina ; un termine di grado (, , …) fa comparire termini in più quando si sviluppa .
| Funzione | Lineare? | Motivo | |
|---|---|---|---|
| no | termine noto | ||
| no | monomio di grado 2 | ||
| sì | solo termini di grado 1 | ||
| no | : non omogenea |
Nomi
- Una funzione lineare si chiama anche omomorfismo (di spazi vettoriali).
- Un isomorfismo è una funzione lineare biiettiva (iniettiva e suriettiva), quindi invertibile. Se esiste un isomorfismo si dice che e sono isomorfi e si scrive .
- Un endomorfismo è una funzione lineare da uno spazio in sé stesso, (dominio e codominio coincidono).
Due fatti utili, con dimostrazione immediata:
- La composta di funzioni lineari è lineare. Se e sono lineari, : si usa prima la linearità di , poi quella di .
- L'inversa di un isomorfismo è lineare. Se è un isomorfismo e , , allora , cioè .
Una funzione lineare è determinata dalle immagini di una base
Questo è il motivo per cui le funzioni lineari sono così comode (lezione 11).
- (Unicità) Una funzione lineare è completamente determinata dai vettori .
- (Esistenza) Comunque si scelgano vettori (anche uguali, anche nulli), esiste una e una sola funzione lineare con .
Dimostrazione.
- Ogni si scrive in modo unico come (è la proprietà delle basi). Per la linearità Quindi, se conosco , so calcolare per ogni : conosco tutta la funzione.
- Si definisce . La definizione ha senso perché i coefficienti di sono unici. La funzione è lineare: se e , allora e quindi . Ed è unica per il punto 1 ∎.
Per le funzioni non lineari niente del genere è vero: conoscere in tre punti non dice nulla su negli altri.
Attenzione: i vettori devono essere indipendenti. Se fossero dipendenti le immagini non si potrebbero scegliere liberamente: per esempio da segue per forza . È proprio la domanda (d) dell'Esercizio 24 · nucleo, immagine e immagine di un sottospazio (appello 17/6/2025).
Esempio. Esiste una funzione lineare con e ? Sì e una sola, perché è una base. Per calcolarla in un vettore qualsiasi: , quindi Per esempio .
Le immagini di vettori indipendenti possono essere dipendenti
Una funzione lineare non trasforma necessariamente vettori indipendenti in vettori indipendenti.
Esempio. , . Sulla base canonica:
Per vedere se sono indipendenti si pone :
Dalla seconda ; sostituendo, la prima diventa e anche la terza diventa . Restano due equazioni in tre incognite: una incognita è libera, ci sono infinite soluzioni (per esempio , , ). Infatti : i tre vettori sono dipendenti, anche se erano una base.
Quello che resta vero è che le immagini dei vettori di una base generano l'immagine di : si vede in Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →.
Errori comuni
- Concludere che è lineare solo perché : è necessario ma non basta (esempio 2).
- Verificare l'additività su due vettori numerici particolari e dichiarare lineare: un esempio numerico può solo dimostrare che non è lineare; per dimostrare che lo è servono vettori generici.
- Confondere il vettore nullo con il numero zero: in il primo è uno scalare, il risultato è il vettore .
- Assegnare immagini arbitrarie a vettori dipendenti: si può fare solo sui vettori di una base.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 20 · riconoscere le funzioni lineari
- Esercizio 24 · nucleo, immagine e immagine di un sottospazio (appello 17/6/2025)
- Esercizio 25 · intersezione tra nucleo e immagine (appello 14/6/2022)
- Esercizio 28 · matrice rispetto a una base non canonica (appello 8/7/2025)
- Esercizio 29 · domande teoriche su nucleo, immagine e indipendenza lineare (lezione 29)