(a) Scrivere la matrice A di f rispetto alla base canonica di R4, ridurla in forma a scala e trovare il rango.
(b) Trovare una base di Kerf, una base di Imf e dire per quale valore di α il vettore (1,1,−3,α) appartiene a Imf.
(c) Verificare che la prima colonna c1 di A appartiene a Kerf. Possiamo dire che Kerf+Imf=R4? Perché?
(d) Sia U⊂R4 il sottospazio generato dai vettori e1,e2 della base canonica. Sia W⊂R4 il sottospazio generato dalle prime due colonne c1,c2 di A. Indichiamo con g:U→W la restrizione di f, cioè g(u)=f(u) per ogni u∈U. Scrivere la matrice di g rispetto alle basi {e1,e2} di U e {c1,c2} di W.
La riga i di A contiene i coefficienti della componente i di f (nell'ordine x1,x2,x3,x4; un'incognita che manca ha coefficiente 0). Equivalentemente, la colonna j è f(ej):
A=10−212−40201−10−120−1
Controllo sulla prima colonna: f(e1)=f(1,0,0,0)=(1,0,−2,1) ✓.
Riduzione a scala. Il pivot della prima colonna è a11=1; si annullano gli elementi sotto:
R3←R3+2R1: (−2,0,−1,0)+(2,4,0,−2)=(0,4,−1,−2);
R4←R4−R1: la quarta riga è uguale alla prima, quindi diventa (0,0,0,0).
Ora la terza riga (0,4,−1,−2) è l'opposta della seconda (0,−4,1,2): R3←R3+R2 la annulla.
Base dell'immagine.Imf è generata dalle colonne di A; una base è data dalle colonne dove la forma a scala ha i pivot (le operazioni sulle righe non cambiano le relazioni di dipendenza tra le colonne). Pivot in colonna 1 e 2:
Imf=⟨c1,c2⟩,c1=(1,0,−2,1),c2=(2,−4,0,2).
Attenzione: si prendono le colonne della matrice originaleA, non quelle della forma a scala (quelle hanno la terza e quarta componente nulle, mentre i vettori dell'immagine no).
Base del nucleo. Il sistema AX=0 equivale al sistema ridotto:
{x1+2x2−x4=0−4x2+x3+2x4=0
Le incognite senza pivot, x2 e x4, sono libere. Dalla seconda equazione x3=4x2−2x4; dalla prima x1=−2x2+x4. Il vettore generico del nucleo è
Verifica del primo: A(−2,1,4,0)T=(−2+2,−4+4,4−4,−2+2)=(0,0,0,0) ✓.
Il valore di α.(1,1,−3,α)∈Imf se e solo se esistono a,b con ac1+bc2=(1,1,−3,α):
⎩⎨⎧a+2b=1−4b=1−2a=−3a+2b=α
Dalla seconda b=−41, dalla terza a=23; la prima è verificata (23−21=1). La quarta ha lo stesso primo membro della prima, quindi impone α=1.
Scorciatoia. La prima e la quarta componente di f sono uguali, quindi ogni vettore dell'immagine ha prima e quarta componente uguali: serve α=1. (Per essere sicuri che basti, serve anche l'altra equazione cartesiana di Imf: imponendo che ay1+by2+cy3=0 sia soddisfatta da c1 e c2 si trova 2y1+y2+y3=0, e per (1,1,−3) vale 2+1−3=0 ✓.)
Risposta:α=1.
(c) c1∈Kerf; è vero che Kerf+Imf=R4?
c1=(1,0,−2,1) è proprio il secondo vettore della base del nucleo trovata sopra, quindi sta in Kerf. Verifica diretta: Ac1=(1+0+0−1,0+0−2+2,−2+0+2+0,1+0+0−1)=(0,0,0,0) ✓.
No: Kerf+Imf ha dimensione al massimo 3, quindi non è R4.
(Le dimensioni di nucleo e immagine sommano sempre a 4, ma questo non basta perché la somma dei due sottospazi sia tutto lo spazio: serve anche che l'intersezione sia nulla. Qui non lo è. Con un altro vettore si vede che anzi Kerf∩Imf=⟨c1⟩: c2 non sta nel nucleo, perché Ac2=(−8,20,−4,−8)=0.)
g(e1)=f(e1)=c1 (la prima colonna di A è per definizione f(e1)). Rispetto alla base {c1,c2} di W: c1=1⋅c1+0⋅c2, coordinate (1,0).
g(e2)=f(e2)=c2=0⋅c1+1⋅c2, coordinate (0,1).
M{c1,c2}{e1,e2}(g)=(1001).
Perché è così semplice. Si è scelta come base del codominio proprio la coppia delle immagini dei vettori della base del dominio. Questo è possibile perché c1,c2 sono indipendenti (sono una base di Imf), e quindi g è un isomorfismo tra U e W. La matrice è 2×2 (non 4×4) perché U e W hanno dimensione 2: le coordinate si prendono rispetto alle loro basi, non rispetto alla base canonica di R4.
Errori comuni
Prendere come base dell'immagine le colonne della forma a scala: vanno prese le colonne di A nelle posizioni dei pivot.
Pensare che dimKerf+dimImf=4 implichi Kerf⊕Imf=R4: vale solo se l'intersezione è nulla.
Scrivere in (d) una matrice 4×2 con le componenti di c1,c2: la matrice di g usa le coordinate rispetto alla base {c1,c2} di W.