Testo (punti (a) e (b): esempi della lezione 9; punto (c): esempio della lezione 11; punti (d) ed (e): esercizi aggiuntivi sul teorema delle immagini di una base, lezione 11).
Dire se sono lineari le funzioni f,g,h:R3→R2
(a) f(x1,x2,x3)=(x1+4,2x2−7x3+x1);
(b) g(x1,x2,x3)=(x1x2,x2−x3);
(c) h(x1,x2,x3)=(3x1−x2+x3,−2x1+4x2−x3).
(d) Dimostrare che esiste un'unica funzione lineare φ:R2→R3 con φ(1,1)=(1,0,2) e φ(1,−1)=(3,2,0), e calcolare φ(x,y).
(e) Esiste una funzione lineare ψ:R2→R2 con ψ(1,2)=(1,1) e ψ(2,4)=(3,0)?
Quindi fnon è lineare. Il motivo è il termine noto 4 nella prima componente: non dipende da x1,x2,x3 e "sposta" tutto, anche l'origine.
(b) g(x1,x2,x3)=(x1x2,x2−x3)
Test rapido:g(0,0,0)=(0⋅0,0−0)=(0,0). Il test è superato, ma è solo una condizione necessaria: non possiamo concludere nulla e dobbiamo controllare la definizione.
Additività con vettori generici. Prendiamo v1=(a,b,c) e v2=(a′,b′,c′) con lettere, perché la proprietà deve valere per tutti i vettori.
Prima sommo e poi applico g: v1+v2=(a+a′,b+b′,c+c′), e la prima componente di g è il prodotto delle prime due componenti:
g(v1+v2)=((a+a′)(b+b′),(b+b′)−(c+c′))=(ab+ab′+a′b+a′b′,b+b′−c−c′)
Prima applico g e poi sommo:
g(v1)+g(v2)=(ab,b−c)+(a′b′,b′−c′)=(ab+a′b′,b+b′−c−c′)
Le seconde componenti coincidono; nelle prime, g(v1+v2) ha in più ab′+a′b, che in generale non è zero.
Un controesempio numerico chiude la questione (per dimostrare che una proprietà "per ogni" è falsa basta un caso in cui fallisce): v1=v2=(1,1,0).
Diversi: gnon è lineare. Il colpevole è il monomio di secondo grado x1x2.
(c) h(x1,x2,x3)=(3x1−x2+x3,−2x1+4x2−x3)
Qui ogni componente è una combinazione delle variabili senza termini noti e senza prodotti: ci aspettiamo che sia lineare. Per dimostrarlo non bastano esempi numerici: servono vettori generici.
Calcolo di φ(x,y). Bisogna scrivere il generico (x,y) come combinazione della base:
(x,y)=a(1,1)+b(1,−1)⟺{a+b=xa−b=y
Sommando le equazioni 2a=x+y, sottraendole 2b=x−y:
a=2x+y,b=2x−y
Per linearità
φ(x,y)=aφ(1,1)+bφ(1,−1)=2x+y(1,0,2)+2x−y(3,2,0)
Componente per componente:
prima: 2x+y+23(x−y)=24x−2y=2x−y;
seconda: 0+22(x−y)=x−y;
terza: 22(x+y)+0=x+y.
φ(x,y)=(2x−y,x−y,x+y)
Verifica:φ(1,1)=(2−1,0,2)=(1,0,2) ✓ e φ(1,−1)=(2+1,2,0)=(3,2,0) ✓.
(e) La funzione ψ con ψ(1,2)=(1,1), ψ(2,4)=(3,0)
Qui i due vettori non sono una base: (2,4)=2⋅(1,2). Se ψ fosse lineare, per l'omogeneità dovrebbe essere
ψ(2,4)=ψ(2⋅(1,2))=2ψ(1,2)=2(1,1)=(2,2)
ma il testo chiede ψ(2,4)=(3,0)=(2,2). Quindi una tale ψ non esiste.
Il punto è che le immagini si possono assegnare liberamente solo su vettori indipendenti: le relazioni di dipendenza tra i vettori del dominio vincolano le immagini. (Se il testo avesse chiesto ψ(2,4)=(2,2), di funzioni lineari ce ne sarebbero state infinite: si completa (1,2) a una base con un altro vettore e se ne sceglie l'immagine a piacere.)