Salta al contenuto
Note per Studenti Esercizio 67 · autovalori con molteplicità al variare di t (lezione 29)

Esercizio 67autovalori con molteplicità al variare di t (lezione 29)

In questa pagina 4

Testo (sul modello dell'esercizio d'esame svolto nella lezione 29: stessa struttura e stessi autovalori). Sia At=(10t+10−30201),t∈R.A_t = \begin{pmatrix} 1 & 0 & t + 1 \\ 0 & -3 & 0 \\ 2 & 0 & 1 \end{pmatrix}, \qquad t \in \mathbb{R}. (a) Per quali valori di tt gli autovalori di AtA_t sono tutti reali? (b) Per quali valori di tt la matrice ha autovalori con molteplicità maggiore di 11? Per ciascuno di questi valori dire se AtA_t è diagonalizzabile. (c) Per quali tt la matrice è diagonalizzabile su R\mathbb{R}?

Teoria: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.


(a) Autovalori

At−λI=(1−λ0t+10−3−λ0201−λ).A_t - \lambda I = \begin{pmatrix} 1-\lambda & 0 & t+1 \\ 0 & -3-\lambda & 0 \\ 2 & 0 & 1-\lambda \end{pmatrix}. La seconda riga ha due zeri: Laplace lungo la seconda riga, con l'elemento −3−λ-3 - \lambda in posizione (2,2)(2,2), segno (−1)2+2=+1(-1)^{2+2} = +1. Si cancellano riga 2 e colonna 2: det⁡(At−λI)=(−3−λ)det⁡(1−λt+121−λ)=(−3−λ)[(1−λ)2−2(t+1)].\det(A_t - \lambda I) = (-3 - \lambda) \det \begin{pmatrix} 1 - \lambda & t + 1 \\ 2 & 1 - \lambda \end{pmatrix} = (-3 - \lambda)\big[(1 - \lambda)^2 - 2(t + 1)\big].

Autovalori.

  • λ1=−3\lambda_1 = -3, qualunque sia tt (non dipende dal parametro).
  • (1−λ)2=2t+2  ⟺  1−λ=±2t+2  ⟺  λ2,3=1∓2t+2(1 - \lambda)^2 = 2t + 2 \iff 1 - \lambda = \pm\sqrt{2t + 2} \iff \lambda_{2,3} = 1 \mp \sqrt{2t + 2}.

Tutti reali se e solo se il radicando non è negativo: 2t+2≥0  ⟺  t≥−1.2t + 2 \ge 0 \iff t \ge -1 . Per t<−1t < -1: un autovalore reale (−3-3) e due complessi coniugati 1±i−2t−21 \pm i\sqrt{-2t - 2}.

(b) Autovalori multipli

Gli autovalori sono −3-3, 1+2t+21 + \sqrt{2t+2}, 1−2t+21 - \sqrt{2t+2} (con t≥−1t \ge -1). Due di essi coincidono in due modi.

Caso 1: λ2=λ3\lambda_2 = \lambda_3. Succede quando la radice vale 00: 2t+2=02t + 2 = 0, cioè t=−1t = -1. Autovalori: −3-3 semplice e 11 doppio.

Caso 2: uno dei due uguale a −3-3. 1+2t+2≥11 + \sqrt{2t+2} \ge 1 non può valere −3-3; resta 1−2t+2=−3  ⟺  2t+2=4  ⟺  2t+2=16  ⟺  t=7.1 - \sqrt{2t + 2} = -3 \iff \sqrt{2t + 2} = 4 \iff 2t + 2 = 16 \iff t = 7 . (Elevare al quadrato è lecito: entrambi i membri sono ≥0\ge 0.) Per t=7t = 7: 16=4\sqrt{16} = 4, autovalori −3-3 (da λ1\lambda_1 e da λ3\lambda_3), quindi −3-3 doppio, e 1+4=51 + 4 = 5 semplice.

t=−1t = -1: diagonalizzabile? A−1=(1000−30201)A_{-1} = \begin{pmatrix} 1 & 0 & 0 \\ 0 & -3 & 0 \\ 2 & 0 & 1 \end{pmatrix}. Per l'autovalore doppio 11: A−1−I=(0000−40200),rango⁡=2,mg(1)=3−2=1<2.A_{-1} - I = \begin{pmatrix} 0 & 0 & 0 \\ 0 & -4 & 0 \\ 2 & 0 & 0 \end{pmatrix}, \quad \operatorname{rango} = 2, \quad m_g(1) = 3 - 2 = 1 < 2 . (Autospazio: x2=0x_2 = 0, x1=0x_1 = 0, x3x_3 libera: ⟨(0,0,1)⟩\langle (0, 0, 1) \rangle.) Non diagonalizzabile.

t=7t = 7: diagonalizzabile? A7=(1080−30201)A_7 = \begin{pmatrix} 1 & 0 & 8 \\ 0 & -3 & 0 \\ 2 & 0 & 1 \end{pmatrix}. L'autovalore 55 è semplice, non va controllato. Per l'autovalore doppio −3-3: A7+3I=(408000204),rango⁡=1,mg(−3)=3−1=2=ma(−3).A_7 + 3I = \begin{pmatrix} 4 & 0 & 8 \\ 0 & 0 & 0 \\ 2 & 0 & 4 \end{pmatrix}, \quad \operatorname{rango} = 1, \quad m_g(-3) = 3 - 1 = 2 = m_a(-3). La prima riga è il doppio della terza. Resta x1+2x3=0x_1 + 2x_3 = 0, con x2x_2 e x3x_3 libere: V−3=⟨(0,1,0),(−2,0,1)⟩V_{-3} = \langle (0, 1, 0), (-2, 0, 1) \rangle. Per λ=5\lambda = 5: A7−5IA_7 - 5I dà x2=0x_2 = 0 e x1=2x3x_1 = 2x_3, quindi V5=⟨(2,0,1)⟩V_5 = \langle (2, 0, 1) \rangle. Diagonalizzabile, per esempio con S=(0−22100011),D=diag⁡(−3,−3,5).S = \begin{pmatrix} 0 & -2 & 2 \\ 1 & 0 & 0 \\ 0 & 1 & 1 \end{pmatrix}, \qquad D = \operatorname{diag}(-3, -3, 5).

È istruttivo il confronto: in entrambi i casi c'è un autovalore doppio, ma solo in un caso l'autospazio ha la dimensione giusta. Un autovalore ripetuto non decide nulla da solo.

(c) Riepilogo: diagonalizzabilità su R\mathbb{R}

tt autovalori diagonalizzabile su R\mathbb{R}
t<−1t < -1 −3-3 e due complessi no
t=−1t = -1 −3-3, 11 doppio (mg=1m_g = 1) no
−1<t-1 < t, t≠7t \ne 7 tre reali distinti sì
t=7t = 7 −3-3 doppio (mg=2m_g = 2), 55 sì

Risposta: AtA_t è diagonalizzabile su R\mathbb{R} se e solo se t>−1t > -1.

(Per t<−1t < -1 gli autovalori sono comunque tre e distinti nel campo complesso, quindi AtA_t è diagonalizzabile su C\mathbb{C}.)

Errori comuni

  • Scordare il caso t=7t = 7, in cui l'autovalore che dipende da tt va a coincidere con quello fisso.
  • Concludere per t=7t = 7 "non diagonalizzabile perché c'è un autovalore doppio".
  • Sbagliare il segno di Laplace o sviluppare lungo una riga senza zeri.

Lezioni in cui compare

Teoria collegata