Nucleo e immagine
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Lezione 10 (videolezione n. 10) e primo esercizio della lezione 11; l'antimmagine come "soluzione particolare + nucleo" torna nella lezione 15 con i sistemi lineari. Esercizi svolti: Esercizio 21 · nucleo e immagine di una funzione da R3 a R2, Esercizio 22 · nucleo, immagine, antimmagine e restrizione (compitino 12/4/2025), Esercizio 23 · nucleo, immagine e antimmagine con un parametro (compitino 10/4/2026), Esercizio 25 · intersezione tra nucleo e immagine (appello 14/6/2022), Esercizio 26 · nucleo, immagine e matrice di una restrizione (appello 3/2/2026), Esercizio 29 · domande teoriche su nucleo, immagine e indipendenza lineare (lezione 29). Prerequisiti: Funzioni lineari e isomorfismiUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi →, Sottospazi vettorialiUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali →. Seguito: Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →.
A ogni funzione lineare sono associati in modo naturale due sottospaziUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali →: uno nel dominio (il nucleo) e uno nel codominio (l'immagine).
Definizioni
Nucleo di : l'insieme dei vettori del dominio che manda nel vettore nullo, ("Ker" viene dall'inglese kernel; alcuni libri scrivono .)
Immagine di : l'insieme dei vettori del codominio che sono immagine di qualche vettore del dominio,
Attenzione a dove vivono: è dentro il dominio , è dentro il codominio . Non ha senso chiedersi se un vettore di sta nel nucleo, a meno che .
Sono sottospazi
Teorema. è un sottospazio di e è un sottospazio di .
Per un sottoinsieme basta verificare la chiusuraUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali → rispetto alla somma e al prodotto per uno scalare (e che non sia vuoto: entrambi contengono il vettore nullo, perché ).
Nucleo, somma. Se , cioè e , allora (primo passaggio: linearità), quindi .
Nucleo, prodotto. Se e : , quindi .
Il ragionamento funziona solo perché : l'insieme con non è un sottospazio (non contiene nemmeno ).
Immagine, somma. Se , esistono con e . Il vettore va proprio nella somma: quindi è immagine di qualcosa, cioè sta in .
Immagine, prodotto. Se , allora sta in ∎.
Il nucleo controlla l'iniettività, l'immagine la suriettività
Ricordiamo: è iniettiva se vettori diversi hanno immagini diverse (); è suriettiva se ogni vettore del codominio è immagine di qualcosa.
Teorema. è iniettiva .
("" significa che il nucleo contiene solo il vettore nullo: il nucleo non è mai vuoto, c'è sempre.)
Dimostrazione di . Sappiamo già che . Se ci fosse un altro vettore nel nucleo, avremmo : due vettori diversi, e , con la stessa immagine. Questo contraddice l'iniettività. Quindi nel nucleo c'è solo .
Dimostrazione di . Siano e supponiamo per assurdo . Il trucco è far comparire il vettore nullo, perché l'ipotesi parla del nucleo: portando tutto a sinistra, (linearità), quindi , cioè , cioè : assurdo. Quindi e è iniettiva ∎.
Per la suriettività non c'è niente da dimostrare: per definizione è suriettiva .
Le immagini di una base generano l'immagine
Proposizione. Se è una base di , allora .
Dimostrazione. Ogni è per qualche ; scritto , per la linearità : è combinazione lineare delle ∎.
Non è detto che le siano una base di : possono essere dipendenti (esempio in Funzioni lineari e isomorfismiUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi →). Sono però generatori, e da un insieme di generatori si estrae sempre una baseTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →. È il metodo pratico per trovare una base dell'immagine: si calcolano le immagini dei vettori di una base (in : della base canonica, cioè le colonne della matrice) e si scartano quelle dipendenti dalle altre.
Teorema della nullità più rango (formula delle dimensioni)
Teorema. Se è lineare e ha dimensione finita,
Nomi: si chiama nullità di (il nucleo è fatto dai vettori che "si annullano"), si chiama rango di . La formula si legge "nullità + rango = dimensione del dominio".
Osservazione importante: nella formula non compare . Il codominio può essere grande quanto si vuole: conta solo quanto è grande il dominio, che viene "spartito" tra la parte che va persa (il nucleo) e la parte che sopravvive (l'immagine).
Dimostrazione. L'idea è la stessa della formula di GrassmannFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta →: partire da una base del sottospazio più piccolo e completarla.
- Base del nucleo. Sia una base di ; quindi .
- Completamento. Sono vettori indipendenti di , quindi si possono completare a una baseTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione → di aggiungendo . Quindi . (I vettori aggiunti non stanno nel nucleo, altrimenti sarebbero combinazione di .)
- Immagini. Applico a tutta la base: (stanno nel nucleo), mentre chiamo . Per la proposizione precedente le immagini generano ; gli zeri non contribuiscono, quindi generano .
- Resta da vedere che sono indipendenti (allora sono una base e , che è la tesi: ). Sia . Non abbiamo numeri espliciti, quindi si ragiona così: per linearità cioè il vettore sta nel nucleo. Allora è combinazione della base del nucleo: . Portando tutto a sinistra Questa è una combinazione nulla dei vettori di una base di , che sono indipendenti: tutti i coefficienti sono zero, in particolare ∎.
Conseguenze (da usare negli esercizi)
Sia , . Poiché , si ha ; poiché , si ha anche .
| Situazione | Conseguenza | Perché |
|---|---|---|
| non è mai iniettiva | ||
| non è mai suriettiva | ||
| iniettiva suriettiva isomorfismo | ||
| un isomorfismo ha nucleo nullo e immagine |
L'ultima riga, insieme al teorema in Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →, dice: due spazi di dimensione finita sono isomorfi se e solo se hanno la stessa dimensione.
Nella terza riga si usa che un sottospazio di dimensione dentro uno spazio di dimensione è tutto lo spazio (vedi DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →).
Esempio (lezione 11)
, .
Prima di fare conti. Il nucleo è dato dal sistema , cioè 2 equazioni in 3 incognite: si ricavano 2 incognite in funzione della terza, che resta libera. Ci aspettiamo , quindi per nullità + rango : è suriettiva e non iniettiva.
Nucleo. Sommando le due equazioni e si elimina : , cioè . Dalla prima, . Ponendo : . Verifica: e ✓.
Immagine. Le immagini della base canonica sono , , : generano . Tre vettori in sono per forza dipendenti; ne scarto uno, per esempio : restano e , che non sono proporzionali, quindi sono una base di . Svolgimento completo nell'Esercizio 21 · nucleo e immagine di una funzione da R3 a R2.
L'antimmagine di un vettore
L'antimmagine (o controimmagine) di è .
(Il simbolo ha senso anche se non è invertibile: indica un insieme, eventualmente vuoto.)
- Se , .
- .
Teorema. Se è un vettore con (una "soluzione particolare"), allora
Dimostrazione. Se , : tutti i vettori vanno in . Viceversa, se , allora , cioè e ∎.
Esempio. Con la di prima, : si risolve , . Scegliendo (una scelta qualsiasi per trovare una soluzione): e ; sommando , poi . Quindi e Geometricamente: una retta parallela al nucleo che non passa per l'origine (non è un sottospazio).
Questo è lo stesso fatto che per i sistemi lineari dice "soluzioni del sistema = una soluzione particolare + soluzioni del sistema omogeneo associato": vedi Sistemi lineari e teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →.
Errori comuni
- Contare male le incognite libere. In il sottospazio di equazione ha dimensione 2, non 1: anche è libera (ha coefficiente zero, ma c'è). Allo stesso modo il nucleo di si calcola sempre con 4 incognite.
- Dire "il nucleo è vuoto" invece di "il nucleo è ".
- Usare in nullità + rango: la formula usa la dimensione del dominio.
- Prendere le immagini di una base come base dell'immagine senza controllare l'indipendenza.
- Dare come antimmagine solo : se il nucleo non è nullo, le soluzioni sono infinite (). Soluzioni particolari diverse danno lo stesso insieme.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 21 · nucleo e immagine di una funzione da R3 a R2
- Esercizio 22 · nucleo, immagine, antimmagine e restrizione (compitino 12/4/2025)
- Esercizio 23 · nucleo, immagine e antimmagine con un parametro (compitino 10/4/2026)
- Esercizio 24 · nucleo, immagine e immagine di un sottospazio (appello 17/6/2025)
- Esercizio 25 · intersezione tra nucleo e immagine (appello 14/6/2022)
- Esercizio 26 · nucleo, immagine e matrice di una restrizione (appello 3/2/2026)
- Esercizio 28 · matrice rispetto a una base non canonica (appello 8/7/2025)
- Esercizio 29 · domande teoriche su nucleo, immagine e indipendenza lineare (lezione 29)
- Esercizio 40 · sistema omogeneo, non omogeneo e soluzioni come particolare più nucleo
- Esercizio 42 · rango con parametro e condizione sui termini noti (compitino 2026)
- Esercizio 45 · matrice R tale che RA è a scala, nucleo, immagine e cambio di base
- Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022)
- Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori (lezione 30)
- Esercizio 82 · (Im f)⊥ = Ker f per una matrice simmetrica