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Note per Studenti Fasci di piani

Fasci di piani

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Lezione 41, prima parte (videolezione n. 41). Prerequisiti: Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →, Sistemi lineari e teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →. Esercizi: Esercizio 105 · una stella di piani per un punto (appello 2/7/2021), Esercizio 106 · retta parallela a un piano e intersezione di piani (appello 3/2/2026).

Il fascio di piani per una retta

Sia rr una retta di A3\mathbb{A}^3 data come intersezione di due piani:

r:{f1(x,y,z)=a1x+b1y+c1z+d1=0f2(x,y,z)=a2x+b2y+c2z+d2=0r: \begin{cases} f_1(x, y, z) = a_1 x + b_1 y + c_1 z + d_1 = 0 \\ f_2(x, y, z) = a_2 x + b_2 y + c_2 z + d_2 = 0 \end{cases}

Teorema. I piani che contengono rr sono tutti e soli i piani di equazione λf1+μf2=0,(λ,μ)≠(0,0),\lambda f_1 + \mu f_2 = 0, \qquad (\lambda, \mu) \ne (0, 0), cioè (λa1+μa2)x+(λb1+μb2)y+(λc1+μc2)z+(λd1+μd2)=0(\lambda a_1 + \mu a_2) x + (\lambda b_1 + \mu b_2) y + (\lambda c_1 + \mu c_2) z + (\lambda d_1 + \mu d_2) = 0. L'insieme di questi piani si chiama fascio di piani di asse (o sostegno) rr.

Perché ogni piano del fascio contiene rr. Se X∈rX \in r, allora f1(X)=0f_1(X) = 0 e f2(X)=0f_2(X) = 0, quindi λf1(X)+μf2(X)=0\lambda f_1(X) + \mu f_2(X) = 0. Inoltre l'equazione è davvero un piano (i coefficienti di x,y,zx, y, z non sono tutti nulli) perché le normali (a1,b1,c1)(a_1, b_1, c_1) e (a2,b2,c2)(a_2, b_2, c_2) non sono proporzionali, quindi nessuna loro combinazione con (λ,μ)≠(0,0)(\lambda, \mu) \ne (0, 0) è nulla.

Perché ogni piano per rr è del fascio. Sia π:g=0\pi: g = 0 un piano che contiene rr. Il sistema f1=0f_1 = 0, f2=0f_2 = 0, g=0g = 0 ha come soluzioni tutta la retta rr, cioè un insieme di dimensione 11: per Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → la matrice completa ha rango 3−1=23 - 1 = 2. Quindi la riga di gg (coefficienti e termine noto) è combinazione delle righe di f1f_1 e f2f_2: g=λf1+μf2g = \lambda f_1 + \mu f_2. ∎

(λ,μ)(\lambda, \mu) e (cλ,cμ)(c\lambda, c\mu) danno lo stesso piano (equazione moltiplicata per c≠0c \ne 0): conta solo il rapporto. Per questo spesso si scrive il fascio con un solo parametro, f1+kf2=0f_1 + k f_2 = 0; ma così si perde il piano f2=0f_2 = 0 (corrisponde a λ=0\lambda = 0), che va controllato a parte.

Come si usa

Il fascio trasforma "trovare un piano che contiene rr e soddisfa una condizione" in "trovare (λ,μ)(\lambda, \mu)": la condizione dà un'equazione lineare omogenea in λ,μ\lambda, \mu.

Esempio guida: r: x+y−z−1=0, x−y−3=0r: \ x + y - z - 1 = 0, \ x - y - 3 = 0 (la retta X=(3,0,2)+t(1,1,2)X = (3, 0, 2) + t(1, 1, 2) di Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →). Fascio:

λ(x+y−z−1)+μ(x−y−3)=0,normale n=(λ+μ, λ−μ, −λ).\lambda(x + y - z - 1) + \mu(x - y - 3) = 0, \qquad \text{normale } n = (\lambda + \mu, \ \lambda - \mu, \ -\lambda).

1. Piano per rr e per un punto P∉rP \notin r. Si impone il passaggio per PP. Con P=(0,0,0)P = (0, 0, 0): λ(−1)+μ(−3)=0\lambda(-1) + \mu(-3) = 0, cioè λ=−3μ\lambda = -3\mu. Con μ=1\mu = 1, λ=−3\lambda = -3:

−3(x+y−z−1)+(x−y−3)=−2x−4y+3z=0⟹2x+4y−3z=0.-3(x + y - z - 1) + (x - y - 3) = -2x - 4y + 3z = 0 \quad\Longrightarrow\quad 2x + 4y - 3z = 0 .

Controllo: contiene (3,0,2)∈r(3, 0, 2) \in r (6+0−6=06 + 0 - 6 = 0 ✓), la direzione (1,1,2)(1, 1, 2) è ortogonale alla normale (2+4−6=02 + 4 - 6 = 0 ✓), e passa per l'origine ✓.

2. Piano per rr parallelo a un vettore uu (per esempio parallelo a un'altra retta, uu = suo direttore). Si impone n⋅u=0n \cdot u = 0. Con u=(1,0,0)u = (1, 0, 0): λ+μ=0\lambda + \mu = 0; con λ=1\lambda = 1, μ=−1\mu = -1:

(x+y−z−1)−(x−y−3)=2y−z+2=0.(x + y - z - 1) - (x - y - 3) = 2y - z + 2 = 0 .

Controllo: (0,2,−1)⋅(1,0,0)=0(0, 2, -1) \cdot (1, 0, 0) = 0 ✓; contiene (3,0,2)(3, 0, 2): 0−2+2=00 - 2 + 2 = 0 ✓.

3. Piano per rr ortogonale a un piano σ\sigma di normale mm. Si impone n⋅m=0n \cdot m = 0. Con σ:x+y+z=0\sigma: x + y + z = 0, m=(1,1,1)m = (1, 1, 1): (λ+μ)+(λ−μ)−λ=λ=0(\lambda + \mu) + (\lambda - \mu) - \lambda = \lambda = 0. Quindi λ=0\lambda = 0, μ=1\mu = 1: il piano è x−y−3=0x - y - 3 = 0, cioè proprio f2=0f_2 = 0. Ecco perché conviene tenere entrambi i parametri: con la forma f1+kf2=0f_1 + k f_2 = 0 si sarebbe trovato "nessun kk" e si sarebbe dovuto ricordare di controllare f2f_2 a parte.

Se la retta è data in forma parametrica, per usare il fascio bisogna prima scriverne due equazioni cartesiane (oppure si cerca direttamente la normale del piano, ortogonale al direttore di rr e alla direzione richiesta, con il prodotto vettorialeIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →).

Fascio di piani paralleli

I piani paralleli a un piano dato ax+by+cz+d=0ax + by + cz + d = 0 sono

ax+by+cz+k=0,k∈Rax + by + cz + k = 0, \qquad k \in \mathbb{R}

(stessa normale, termine noto libero): si chiama fascio improprio. Si usa per trovare il piano parallelo a π\pi che passa per un punto (si impone il passaggio e si ricava kk) o che sta a distanza assegnata da π\pi (con la formula della distanzaLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →, ∣k−d∣a2+b2+c2\frac{|k - d|}{\sqrt{a^2 + b^2 + c^2}} = distanza voluta, con due soluzioni, una per parte).

Stella di piani per un punto

I piani che passano per un punto P=(p1,p2,p3)P = (p_1, p_2, p_3) sono

a(x−p1)+b(y−p2)+c(z−p3)=0,(a,b,c)≠(0,0,0),a(x - p_1) + b(y - p_2) + c(z - p_3) = 0, \qquad (a, b, c) \ne (0, 0, 0),

con la normale (a,b,c)(a, b, c) libera: è la stella di piani di centro PP. Equivalentemente, se tre piani f1=0f_1 = 0, f2=0f_2 = 0, f3=0f_3 = 0 si incontrano solo in PP, la stella è αf1+βf2+γf3=0\alpha f_1 + \beta f_2 + \gamma f_3 = 0 con (α,β,γ)≠(0,0,0)(\alpha, \beta, \gamma) \ne (0, 0, 0). Riconoscere una stella scritta in questa forma è il tema dell'Esercizio 105 · una stella di piani per un punto (appello 2/7/2021).

Errori comuni

  • Usare f1+kf2=0f_1 + k f_2 = 0 e dimenticare il piano f2=0f_2 = 0: se le condizioni portano a "nessun valore di kk", la risposta può essere proprio f2=0f_2 = 0.
  • Usare il fascio con una retta in forma parametrica senza prima passare alle cartesiane.
  • Scegliere (λ,μ)=(0,0)(\lambda, \mu) = (0, 0): non dà un piano (dà 0=00 = 0).

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata